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		<title>Derby Verona-Vicenza, Rucco scrive a Piantedosi: &#8220;I violenti vanno isolati, ma non può pagare tutto il tifo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 14:09:02 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">VICENZA, 18 SETTEMBRE 2026 &#8211; Il Vicepresidente vicario del Consiglio regionale del Veneto, Francesco Rucco, ha scritto al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in merito al divieto di trasferta per i tifosi biancorossi residenti nelle province di Vicenza e Padova in occasione del derby Hellas Verona-L.R. Vicenza.<br>“Su una cosa dobbiamo essere chiarissimi: chi usa il calcio come pretesto per commettere violenze deve essere individuato e punito con fermezza. Ma non possiamo accettare che, per colpa di pochi, a pagare siano ogni volta migliaia di tifosi che rispettano le regole”, afferma Rucco.<br>“Il derby tra Verona e Vicenza è una partita attesa da anni, sentita profondamente da due città e da intere generazioni. Il calcio è anche appartenenza, passione, famiglia e aggregazione. C’è un tifo positivo, sano e rispettoso, che rappresenta la grande maggioranza degli appassionati e che va tutelato”.<br>Rucco richiama inoltre la petizione nazionale “Per un calcio giusto e popolare”, arrivata all’esame del Senato con oltre 140 mila sottoscrizioni e sostenuta anche da rappresentanti della tifoseria vicentina. “Un segnale così ampio merita attenzione. Significa che il tema delle trasferte non riguarda soltanto Verona e Vicenza, ma è sentito in tutto il calcio italiano”.<br>Nella lettera, il Vicepresidente richiama anche la propria esperienza da Sindaco di Vicenza e il rispetto per il lavoro delle Forze dell’ordine, chiedendo di continuare a lavorare su strumenti sempre più mirati contro chi viola le regole.<br>Rucco ha quindi chiesto al Ministro Piantedosi la disponibilità a un incontro per approfondire il tema delle trasferte e, più in generale, alcune questioni legate alla sicurezza che interessano il territorio vicentino.<br>“Con chi sbaglia serve il massimo rigore. Ma dobbiamo difendere anche il tifo sano, quello che vive lo sport con passione e rispetto. Isoliamo i violenti, non il tifo”, conclude Rucco.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Verona-Vicenza, maxischermo in Piazza dei Signori durante la Notte Bianca</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 09:44:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lanerossi VICENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La decisione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il prefetto Filippo Romano auspica «una pacifica festa di cittadinanza, all’insegna della sportività e del fair play» I tifosi vicentini potranno assistere alla partita Verona-Vicenza attraverso un maxischermo allestito<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La decisione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il prefetto Filippo Romano auspica «una pacifica festa di cittadinanza, all’insegna della sportività e del fair play»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I tifosi vicentini potranno assistere alla partita <strong>Verona-Vicenza</strong> attraverso un maxischermo allestito in <strong>Piazza dei Signori</strong>, nel cuore del capoluogo berico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A comunicarlo è la <strong>Prefettura di Vicenza</strong>, al termine della riunione del <strong>Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica</strong> che si è tenuta nella mattinata di oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La possibilità di trasmettere l’incontro in piazza è legata all’iniziativa del <strong>sindaco di Vicenza Giacomo Possamai</strong>, che ha inserito la visione della partita all’interno della programmazione della <strong>Notte Bianca</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione è stata formalizzata attraverso una specifica <strong>ordinanza prefettizia</strong>, adottata con l’obiettivo di consentire agli appassionati vicentini di seguire collettivamente l’evento calcistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine della riunione, il <strong>prefetto di Vicenza Filippo Romano</strong> ha espresso l’auspicio che l’appuntamento possa trasformarsi in «una pacifica festa di cittadinanza, all’insegna della sportività e del fair play».</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa permetterà dunque ai tifosi che resteranno in città di vivere insieme la sfida tra Verona e Vicenza nel contesto degli eventi organizzati per la Notte Bianca.</p>
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		<title>Un derby senza tifosi non è un vero derby</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 09:44:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[Lanerossi VICENZA]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono partite che non sono mai soltanto partite. Ci sono partite che appartengono alla storia, alla memoria, alle città e alle generazioni. Verona-Vicenza è una di queste. È il derby che ritorna dopo anni, una sfida attesa, sentita, preparata<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono partite che non sono mai soltanto partite. Ci sono partite che appartengono alla storia, alla memoria, alle città e alle generazioni. Verona-Vicenza è una di queste. È il derby che ritorna dopo anni, una sfida attesa, sentita, preparata con mesi di entusiasmo. Eppure domenica al Bentegodi mancherà una delle componenti fondamentali dello spettacolo: la tifoseria biancorossa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Prefettura di Verona ha disposto il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nelle province di Vicenza e Padova, dopo l’indicazione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Una decisione motivata dalle valutazioni legate alla sicurezza e anche da precedenti risalenti al 2017.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una decisione che si può contestare. E che personalmente considero profondamente sbagliata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché non si può pensare di difendere il calcio cancellandone una parte essenziale. Un derby senza una delle due tifoserie è un derby mutilato. È una partita di Serie B, certo, ma è anche un appuntamento che appartiene alla storia sportiva di due città. E la storia sportiva non può essere cancellata per decreto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I sindaci di Verona e Vicenza, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai, avevano chiesto che il derby potesse essere vissuto sugli spalti da entrambe le tifoserie, nel rispetto delle regole e degli avversari. Nel loro appello avevano ricordato una cosa semplice: la rivalità fa parte del calcio, la violenza no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era un messaggio di buon senso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché se esistono rischi concreti, vanno affrontati. Se esistono persone che hanno commesso reati, vanno individuate e sanzionate. Se ci sono soggetti pericolosi, vanno fermati. Ma vietare una trasferta a un’intera tifoseria significa applicare una responsabilità collettiva a migliaia di persone che avrebbero voluto semplicemente andare allo stadio, indossare una sciarpa biancorossa, cantare per la propria squadra e tornare a casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui c’è il punto fondamentale: il calcio non può diventare un problema di ordine pubblico da risolvere eliminando il pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partita, naturalmente, si giocherà. E dal punto di vista sportivo è una partita tutt’altro che banale. Il Vicenza arriva al derby con 5 punti dopo le prime quattro giornate, frutto di una vittoria, due pareggi e una sconfitta. Il Verona ha invece raccolto 4 punti, con una vittoria, un pareggio e due sconfitte. Entrambe hanno dunque qualcosa da dimostrare e il derby può diventare un passaggio importante del loro campionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Vicenza ha iniziato con il 3-2 al Catanzaro, poi ha perso ad Avellino, pareggiato 2-2 sul campo dell’Entella e chiuso l’ultimo turno sull’1-1 contro la Juve Stabia. Il Verona, dopo la sconfitta interna con l’Ascoli, ha pareggiato a Padova, travolto l’Arezzo 5-0 e poi perso 3-1 a Benevento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, c’è anche una partita vera da giocare. Una partita nella quale contano la classifica, i punti, le scelte degli allenatori, la condizione dei giocatori e la voglia di conquistare un derby che, proprio perché torna dopo tanti anni, avrebbe meritato una cornice diversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avrebbero dovuto esserci i colori biancorossi accanto a quelli gialloblù. Avrebbero dovuto esserci i cori, gli sfottò, le coreografie, le famiglie, i ragazzi alla loro prima trasferta importante. Avrebbe dovuto esserci tutto ciò che rende il calcio uno spettacolo popolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece ci sarà un settore ospiti vuoto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è difficile non considerarlo una sconfitta per il calcio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché non si vieta la tradizione sportiva di un derby. Non si può pensare che la soluzione alla violenza sia togliere ai tifosi la possibilità di vivere le partite. La sicurezza deve essere garantita, certamente. Ma sicurezza e partecipazione non sono necessariamente concetti alternativi. Anzi, una società moderna dovrebbe essere capace di garantire entrambe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il derby avrebbe potuto essere anche un’occasione per dimostrare proprio questo: che Verona e Vicenza possono essere rivali, anche acerrime, senza essere nemiche. Che si può cantare contro l’avversario senza aggredirlo. Che si può perdere senza distruggere. Che si può vincere senza umiliare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ci saranno comunque i due sindaci, Possamai e Tommasi, a rappresentare le loro città. Un’immagine che avrebbe potuto essere ancora più bella con migliaia di tifosi biancorossi e gialloblù sugli spalti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe stato il modo migliore per ricordare che il calcio appartiene prima di tutto alle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E magari anche a due figure che rappresentano la memoria più nobile del nostro calcio: Paolo Rossi e Osvaldo Bagnoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossi, il campione che a Vicenza diventò Pablito e che trasformò il gol in una forma di felicità collettiva. Bagnoli, l’allenatore del lavoro, della disciplina, del gruppo, dell’umiltà. Due uomini diversi, due storie diverse, ma una stessa idea di calcio: quella nella quale il campo conta più di tutto il resto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È nel loro nome che sarebbe bello vedere un derby vero. Un derby duro, intenso, combattuto. Ma soltanto un derby.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che vinca Verona o che vinca Vicenza, domenica sera resterà comunque una domanda: abbiamo davvero bisogno di svuotare gli stadi per sentirci più sicuri?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse sarebbe il momento di trovare un’altra strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(immagine creata con AI)</p>
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		<title>Verona- Vicenza, un derby che sa di antico e che deve restare una partita di calcio nel nome di Rossi e Bagnoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 16:27:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL GRAFFIO]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono derby che hanno bisogno di essere spiegati e altri che si spiegano da soli. Basta pronunciarne il nome per evocare rivalità, ricordi, sfottò, maglie, generazioni di tifosi e una storia che appartiene al territorio. Quello che attende il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono derby che hanno bisogno di essere spiegati e altri che si spiegano da soli. Basta pronunciarne il nome per evocare rivalità, ricordi, sfottò, maglie, generazioni di tifosi e una storia che appartiene al territorio. Quello che attende il calcio vicentino è un derby che sa di antico, ma che proprio per questo merita di essere vissuto con lo spirito giusto: quello della grande passione sportiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché oggi, prima ancora delle polemiche e delle tensioni che troppo spesso finiscono per accompagnare queste partite, ci sono due squadre che hanno un obiettivo preciso: giocare a calcio e conquistare tre punti importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da una parte il Vicenza, squadra che porta sulle spalle una storia importante e l’ambizione di tornare stabilmente ai palcoscenici che il suo passato reclama. Dall’altra una formazione che arriva al derby con le proprie motivazioni, consapevole che partite come questa valgono qualcosa in più della semplice classifica. Perché un derby non assegna soltanto punti: assegna orgoglio, fiducia, entusiasmo e, per qualche tempo, il diritto di sorridere al bar e al lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questo il bello del calcio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una vittoria può cambiare l’umore di una città, una prestazione può far ritrovare entusiasmo, un gol può diventare il ricordo di una stagione. Ma tutto deve rimanere dentro il perimetro dello sport. La rivalità è parte del gioco, l’antagonismo è il sale del calcio, il tifo è indispensabile. La violenza, invece, non c’entra nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci saranno anche i due sindaci. Ed è un dettaglio tutt’altro che secondario. La loro presenza può rappresentare simbolicamente due comunità che si confrontano attraverso le proprie squadre, ma che continuano a riconoscersi in un territorio comune. Sarebbe bello che la fotografia più importante della giornata fosse proprio questa: due rappresentanti delle istituzioni insieme a una partita che, per una volta, riesce a raccontare il calcio nella sua dimensione più bella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che non ci deve essere è lo squallore degli incidenti. Non ci devono essere aggressioni, devastazioni, provocazioni che trasformano una giornata di sport in una cronaca di ordine pubblico. Chi cerca lo scontro non difende i colori della propria squadra: li danneggia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché una rivalità vera non ha bisogno della violenza per essere tale. Anzi, è proprio nella capacità di vivere la rivalità con intelligenza che si misura la maturità di una tifoseria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E questo derby potrebbe essere anche l’occasione per ricordare due uomini che appartengono alla storia del calcio e che, con percorsi diversi, hanno rappresentato valori profondamente legati allo sport.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Paolo Rossi è un nome che a Vicenza non ha bisogno di presentazioni. È entrato nella storia del calcio italiano e nell’immaginario collettivo, ma ha lasciato anche un legame particolare con questa terra. Il suo nome evoca il talento, la gioia del gol, le grandi imprese, ma anche un modo semplice e popolare di vivere il calcio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Osvaldo Bagnoli rappresenta invece un’altra idea di calcio: quella del lavoro, della disciplina, dell’organizzazione, del gruppo. Un allenatore capace di costruire grandi squadre senza bisogno di proclami, mettendo al centro il collettivo e il lavoro quotidiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rossi e Bagnoli, due figure diverse ma unite da una stessa parola: calcio. Un calcio fatto di campo, sacrificio, talento, emozioni e rispetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora il derby sia questo. Una partita vera, combattuta, magari nervosa, perché sarebbe assurdo pretendere che una sfida del genere non abbia tensione agonistica. Ma una tensione che resti dentro le linee bianche del campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I giocatori facciano il loro mestiere, gli allenatori preparino la partita, gli arbitri facciano il loro lavoro e i tifosi sostengano le proprie squadre. Che ci siano cori, colori, striscioni, sfottò e quella sana rivalità che rende il calcio diverso da qualsiasi altro sport.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, quando l’arbitro fischierà la fine, resterà il risultato. Qualcuno festeggerà e qualcun altro tornerà a casa deluso. È la legge dello sport.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma sarebbe bello che, al di là del risultato, questa volta vincesse anche l’immagine di un derby vissuto come una festa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel nome di Vicenza, nel nome del calcio e nel ricordo di Paolo Rossi e Osvaldo Bagnoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il derby divide per novanta minuti. Il territorio, invece, resta.</p>
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		<title>Sold out in anticipo per il Trail degli Eroi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 15:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A circa venti giorni dalla quindicesima edizione, la gara regina da 46 km ha già esaurito i pettorali, ma c’è ancora posto sulle altre distanze. Sono circa 230 gli iscritti alla Sky degli Eroi, mentre la Downhill si avvicina al<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>A circa venti giorni dalla quindicesima edizione, la gara regina da 46 km ha già esaurito i pettorali, ma c’è ancora posto sulle altre distanze. Sono circa 230 gli iscritti alla Sky degli Eroi, mentre la Downhill si avvicina al tutto esaurito. “Finalmente numeri degni del Trail degli Eroi, che riportano la manifestazione verso i livelli delle edizioni più partecipate”, il commento dell’organizzazione</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo traguardo per il Trail degli Eroi è arrivato ancora prima di quello agonistico. A circa venti giorni dalla partenza della <strong>XV edizione</strong>, in programma domenica <strong>20 settembre a Romano d’Ezzelino</strong>, la gara regina da <strong>46 chilometri e 2.500 metri di dislivello positivo</strong> è andata sold out. E anche le altre distanze stanno viaggiando rapidamente verso il tutto esaurito: sono già <strong>230 gli iscritti alla Sky degli Eroi (su un massimo di 300)</strong>, mentre la <strong>Downhill degli Eroi</strong> è ormai prossima a chiudere le iscrizioni (ancora 15 i pettorali disponibili).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Numeri che raccontano una crescita importante e che riportano il Trail degli Eroi verso i livelli delle sue edizioni più partecipate. Ricordiamo che la quindicesima edizione è il frutto dell’impegno di tutti, dagli organizzatori alle istituzioni territoriali, finalizzato a fornire una proposta sempre più inclusiva. Ideato da <strong>I Lupi Team</strong> con il fondamentale supporto del <strong>Gruppo Alpini di Romano d’Ezzelino</strong> insieme al <strong>Comune di Romano d’Ezzelino</strong> e alle numerose realtà locali che contribuiscono alla riuscita dell&#8217;evento, il programma comprende la <strong>Santa Felicita degli Eroi</strong>, camminata ludico-motoria pensata per chi vuole vivere il Grappa senza necessariamente affrontare una gara (pensata per famiglie e accompagnatori), e il <strong>Mini Trail</strong> dedicato ai più piccoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa direzione va anche la collaborazione avviata quest&#8217;anno con la <strong>DueRocche Asolo Prosecco Trail</strong> e il <strong>Grand Raid delle Prealpi Trevigiane</strong>: due manifestazioni storiche del territorio. Non una semplice collaborazione promozionale ma un primo passo verso un&#8217;idea di sistema tra eventi che condividono lo stesso ambiente, gli stessi sentieri e una comune volontà di valorizzare il Monte Grappa attraverso il trail running. E poi c’è il <strong>Monte Grappa:</strong> non soltanto lo scenario della competizione, ma parte integrante della sua identità. Gli atleti attraverseranno ancora una volta i suoi crinali e i percorsi che conservano le tracce della Grande Guerra, fino al passaggio a <strong>Cima Grappa</strong>, a 1.775 metri, accanto al Sacrario Militare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>TRAIL DEGLI EROI 46 km / 2.500 m D+ – 2 punti ITRA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SKY DEGLI EROI 27 km / 1.700 m D+ – 1 punto ITRA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DOWNHILL DEGLI EROI 12 km / 1.500 m D-</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SANTA FELICITA DEGLI EROI 14 km / 800 m D+ (non competitiva)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MINI TRAIL 1,5 km / 30 m D+ (non competitiva, dedicata ai più piccoli)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Main sponsor della manifestazione è <strong>SCI – Sara Consulenze Innovative</strong>. SCI si occupa di consulenza finanziaria, affiancando prevalentemente le piccole e medie imprese con un servizio a 360°. Titolare di SCI è Davide Zanetti, grande appassionato del mondo trail e del territorio del Grappa, del quale cerca di valorizzare la memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gara è patrocinata da Regione Veneto, dalla Provincia di Vicenza e dal Comune di Romano d’Ezzelino. Oltre a SCI e allo sponsor tecnico McKee’s, gli altri sponsor sono: Sgambaro, Monti Trentini, San Bernardo, Loison, Costenaro Assicurazioni.</p>
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		<title>Lanerossi Vicenza. Quando il gatto non c&#8217;è&#8230; i lupi ballano!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 15:18:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[Lanerossi VICENZA]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Alessandro Giaretta Titolo che può sembrare impietoso e non curante della buona volontà messa in campo dai nostri beniamini, ma questo ha raccontato lo scontro di sabato scorso sul verdissimo &#8220;prato&#8221; dello Stadio Partenio. Per i miscredenti vedere il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Di Alessandro Giaretta</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Titolo che può sembrare impietoso e non curante della buona volontà messa in campo dai nostri beniamini, ma questo ha raccontato lo scontro di sabato scorso sul verdissimo &#8220;prato&#8221; dello Stadio Partenio. Per i miscredenti vedere il volto di Mr. Gallo in conferenza stampa alla fine del match. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è stato sufficiente il cambio di approccio alla gara rispetto rispetto al timido inizio con il Catanzaro, piglio arrembante e spirito garibaldino mostrato nei primi minuti non consentono ai biancorossi di mascherare la notevole differenza nella consistenza e nei valori tecnici in campo. Infatti al quarto d&#8217;ora di gioco il doppio svantaggio sul tabellone, frutto sicuramente di un signor Favilli particolarmente in serata, ma anche di una certa leggerezza di Leverbe prima e Marchizza poi nel contrastare il marcantonio irpino, racconta una partita che si fa subito in salitissima, favorendo la prudenza e consapevolezza dei padroni di casa che dimostrano di gestire alla grande i tentativi di arrembaggio di un Vicenza, che nonostante la mole di gioco creata non trova sbocchi per combinazioni centrali, e percorrendo quasi esclusivamente la via dei cross dalla trequarti agevola ampiamente la respinta delle torri biancoverdi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Vana anche la speranza del nostro condottiero che nell&#8217;intervallo ne cambia tre… Nemmeno il tempo di sedersi in panchina e il Favillone regala il terzo assist con una volè di esterno a Moruzzi, palla all&#8217;incrocio e ciaone a tutti. Largo alla disperazione con cambio di modulo e nuovi interpreti a cercare di raddrizzare una partita ormai completamente compromessa, con Nesta che si gode la rotonda vittoria dopo lo spauracchio Arezzo e l&#8217;espressione di un Gallo, che ancora ignaro di ciò che sarebbe successo da li alla fine del calciomercato, si faceva sempre più scura e turbata. Yes Sir, perchè l&#8217;accelerata impressa dal nostro Giorgio nelle ultime ore di trattative è probabilmente figlia anche di ciò che abbiamo visto in Irpinia dopo l&#8217; illusione casalinga della prima giornata. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Troppi dubbi non chiariti sul valore tecnico reale della squadra quindi… et voila, quasi neanche il tempo di reclamare i famosi &#8220;schei&#8221; di Renzo che arrivano a Bassano Papetti Bellemo e niente popodimeno che il signor Silvio Merkaj. Tris di acquisti assolutamente di categoria a distendere, almeno per il momento, le rughe dalla fronte dell&#8217;allenatore biancorosso che ora in completa assenza di alibi ha praticamente a disposizione tutto o quasi tutto il materiale richiesto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tempo darà le sue risposte, intanto iniziamo a guardarci intorno, perchè se noi ci siamo appena asciugati le lacrime con il fazzoletto di Zamuner, in giro c&#8217;è chi non ride, i mastini infatti acciuffano per i capelli anzi per le penne le galline in un &#8220;derby veneto&#8221; che evidenzia un certo ritardo di Baroni nel trovare la quadra di un Hellas che solo grazie al penalty di Sarr pareggia i conti all&#8217;Euganeo contro il Padova che non ride a crepapelle ma sicuramente sorride sornione tenendo in saccoccia i suoi quattro punti raccolti con due neoretrocesse dalla massima serie. Per il resto abbastanza prematuro analizzare una classifica che deve ancora sgranarsi, lasciamo Modena Mantova e Palermo a godersi un punteggio pieno ancora ricco di incognite. Siamo solo all&#8217;inizio cari lettori, ma probabilmente sarà il caso di allacciarsi le famose cinture.</p>
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		<title>L.R. VICENZA &#8211; Uno, due, tre… alza!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 17:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lanerossi VICENZA]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandro Giaretta Elodie, qualche anno fa, parlava del volume; mister Gallo, in queste ultime settimane, si sarà sicuramente riferito alla famosa asticella nella testa dei nostri beniamini biancorossi e forse anche nella sua (per informazioni chiedere in DM a<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">di Alessandro Giaretta</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elodie, qualche anno fa, parlava del volume; mister Gallo, in queste ultime settimane, si sarà sicuramente riferito alla famosa asticella nella testa dei nostri beniamini biancorossi e forse anche nella sua (per informazioni chiedere in DM a Sergej Bubka)!</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prova di carattere, temperamento e determinazione messa in campo nella giornata di apertura del campionato di Serie B 2026/27 è di certo figlia di questo grande sforzo, alla ricerca del miglioramento e del pieno sviluppo delle potenzialità a disposizione dei singoli e del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo abbiamo visto tutti: il differente approccio iniziale alla gara di venerdì scorso da parte delle due compagini. Da una parte, la sicurezza e la consapevolezza del Catanzaro, dopo una stagione da protagonista che lo ha visto accarezzare il sogno della massima serie fino a pochi istanti dall’epilogo amaro; dall’altra, il “debuttante” Lane, contratto e condizionato nelle giocate da tutta una serie di legittimi dubbi che ne offuscavano corpo e anima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La paura, come la fretta, non è mai buona consigliera e così è servita un po’ di pazienza per consentire al timore di lasciare spazio al coraggio, alla contrazione di sciogliersi per fare posto alla fluidità, ai dubbi di dipanarsi lasciando cristallizzare la consapevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impossibile, per gli addetti ai lavori, non aver notato la forza e la decisione con cui il nostro condottiero, ormai tornato diversamente castano, puntualmente punzecchiato con domande di calciomercato, ha difeso e sostenuto il materiale umano a sua disposizione, mettendone in risalto qualità, disponibilità e professionalità dimostrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È fin troppo evidente l’effetto sortito da questo atteggiamento nella prestazione dei biancorossi in uno stadio Menti infuocato. Chi se ne intende lo avrà sicuramente visto negli occhi accesi di furore agonistico degli interpreti in campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scintilla è scoccata nuovamente; ora bisogna alimentare la fiamma, consapevoli che la disputa è ancora lunga e curiosi di capire dove effettivamente si potrà arrivare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E chissà se, oltre a giocatori e allenatore, qualcuno dietro alle scrivanie di Largo Paolo Rossi 9 avrà iniziato a porsi qualche domanda su dove collocare l’asticella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, perché sarebbe un peccato non incentivare questa ventata d’aria motivazionale che sta coinvolgendo tutto l’ambiente, magari completando la rosa e calando il carico (o un paio di carichi?!) come nelle partitelle a briscola sotto l’ombrellone, per chi ancora si gode gli sgoccioli di questa calda estate. Così, a sorpresa, allo scadere, quando ormai nessuno se lo aspetta. E perché no, sbattendolo energicamente sul tavolo, come si usava ai bei tempi!!!</p>
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		<title>Fratelli d’Italia, ma solo quando si vince…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 07:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guardando gli Europei di atletica ho avuto spesso la sensazione di essermi sintonizzato per errore sui Mondiali.Poi ho guardato meglio le bandiere.Svizzera, Norvegia, Germania, Svezia, Italia. E ho capito che non era un errore della televisione.Era semplicemente l&#8217;Europa del 2026.Perché<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando gli Europei di atletica ho avuto spesso la sensazione di essermi sintonizzato per errore sui Mondiali.<br>Poi ho guardato meglio le bandiere.<br>Svizzera, Norvegia, Germania, Svezia, Italia. E ho capito che non era un errore della televisione.<br>Era semplicemente l&#8217;Europa del 2026.<br>Perché se c&#8217;è uno spettacolo che racconta meglio di mille convegni come è cambiato il nostro Continente, sono proprio i podi dell&#8217;atletica.<br>Una volta, a guardare una finale europea, avresti visto quasi esclusivamente uomini e donne con la pelle bianca; oggi ti sembra di assistere ad una piccola assemblea generale dell&#8217;umanità.<br>Ci sono tutti; ragazzi e ragazze di origine africana che corrono con la maglia tedesca, svizzera, norvegese o svedese. Atleti di origine caraibica sotto la bandiera britannica.<br>E italiani con la pelle color caffellatte, con evidenti origini africane, o semplicemente con cognomi che raccontano storie di migrazioni che fino a qualche decennio fa sarebbero sembrate impensabili.<br>E qui comincia il bello. Perché mentre guardiamo tutto questo, fuori dallo stadio di Birmingham l&#8217;Europa continua a discutere di muri, confini, respingimenti, identità, invasione, sostituzione, sicurezza e paura dello straniero.<br>Da una parte la Fortezza Europa; dall&#8217;altra una pista di atletica nella quale le frontiere sembrano improvvisamente evaporate.<br>E nessuno degli spettatori sembra avere problemi. Anzi.<br>Tutti a fare il tifo, tutti ad applaudire, tutti orgogliosi.<br>&#8220;Il nostro campione!&#8221;, &#8220;La nostra ragazza!&#8221; &#8220;Grande Italia!&#8221;<br>Che strano.<br>Lo straniero, quando arriva, può essere un problema, quando vive nel quartiere accanto, può diventare una questione politica, quando chiede un lavoro, una casa o semplicemente un&#8217;opportunità, ricomincia la discussione sull&#8217;integrazione.<br>Ma se indossa la maglia della Nazionale, corre più veloce degli altri e sale sul podio, succede qualcosa di imprevedibile; diventa immediatamente “uno di noi”.<br>Il passaporto emotivo dell&#8217;Europa contemporanea si timbra a colpi di medaglie.<br>Se perdi, sei straniero, Se vinci, sei il nostro campione.<br>È il pragmatismo del tifo.<br>Il razzismo da bar, davanti ad una medaglia d&#8217;oro, sembra avere una straordinaria capacità di dissolversi.<br>E qui gli Europei di atletica ci stanno mostrando qualcosa che la politica europea sembra non voler vedere.<br>L&#8217;Europa è già cambiata. È cambiata nelle scuole, nei quartieri, nelle università, negli ospedali, nelle fabbriche, e soprattutto fra le giovani generazioni. È cambiata anche nello sport.<br>Solo che la nostra rappresentazione mentale dell&#8217;Europa è rimasta indietro.<br>Continuiamo, io per primo, ad immaginare il tedesco biondo, lo svizzero biondo, il norvegese biondo, lo svedese biondo.<br>La Norvegia, poi, nella nostra fantasia continua a essere popolata da vichinghi alti due metri, biondissimi, con gli occhi azzurri e possibilmente uno sci (od un’ascia) in mano.<br>Poi accendi la televisione e scopri che la Norvegia del 2026 vince le medaglie con atleti di colore.<br>E la cosa buffa è che non ci disturba affatto.<br>È questo il piccolo miracolo dello sport.<br>Riesce a fare in pochi secondi quello che la politica, la burocrazia e la sociologia discutono da decenni.<br>Ci fa vedere una persona per quello che sa fare, invece che per il colore della pelle, o per il Paese dal quale arrivavano i suoi genitori.<br>Prendiamo l&#8217;Italia.<br>Larissa Iapichino, figlia di Fiona May, è un esempio ormai familiare di questa Italia nuova.<br>Dariya Derkach, nata in Ucraina, è diventata una protagonista dell&#8217;atletica azzurra.<br>Andy Díaz Hernández, cubano, è diventato italiano e ha conquistato il vertice nel salto triplo.<br>Alexandrina Mihai è nata in Moldavia ed è salita sul podio nella marcia.<br>E poi c&#8217;è Fausto Desalu. Nato a Casalmaggiore, cresciuto in Italia, figlio di genitori nigeriani, campione olimpico con la staffetta azzurra.<br>Per ottenere la cittadinanza italiana ha dovuto aspettare diciotto anni.<br>La cittadinanza burocratica può richiedere diciotto anni, quella emotiva può arrivare in dieci secondi netti.<br>Perché quando Fausto Desalu corre per l&#8217;Italia, nessuno si mette a chiedere da dove venisse suo padre.<br>È italiano! Punto.<br>E quando arriva una medaglia, diventa anche &#8220;il nostro Fausto&#8221;. Questo è il paradosso.<br>La stessa società che può essere molto diffidente nei confronti dell&#8217;immigrazione è perfettamente capace di accogliere l&#8217;immigrato quando scopre che è utile al proprio orgoglio nazionale.<br>Guardando le nazionali europee viene fuori una fotografia che dovrebbe far riflettere molto più dei comizi.<br>La Germania non è più soltanto quella dei biondi. La Svizzera non è più soltanto quella dei biondi. La Svezia non è più soltanto quella dei biondi.<br>La Norvegia non è più soltanto quella dei biondi.<br>E la Francia, naturalmente, ci è arrivata prima, anche perché la storia coloniale francese ha prodotto da decenni una società molto più multietnica.<br>Ma oggi il fenomeno riguarda praticamente tutta l&#8217;Europa.<br>E lo sport non sta creando questa trasformazione. La sta semplicemente mostrando.<br>È una differenza importante.<br>Perché mentre la politica discute se l&#8217;Europa debba essere aperta o chiusa, la realtà ha già preso una decisione.<br>La realtà è molto meno ordinata dei nostri discorsi. Le persone si spostano, si innamorano, fanno figli, cambiano Paese, imparano lingue, diventano cittadini, e poi i loro figli corrono per la Nazionale.<br>Citius, altius, fortius. Più veloce, più alto, più forte.<br>Il vecchio motto olimpico sembra avere una sua ironica risposta alle nuove frontiere europee.<br>Le frontiere possono fermare le persone, ma non possono fermare la storia. E soprattutto non possono impedire che un figlio di immigrati diventi, un giorno, quello che corre con la nostra maglia.<br>Qui, però, arriva la parte meno consolatoria.<br>Perché sarebbe troppo facile concludere che lo sport ha risolto il problema dell&#8217;integrazione.<br>Non è così. Lo sport ci mostra semplicemente quanto siamo selettivi.<br>La nostra è una forma di integrazione piuttosto curiosa. Non integriamo soltanto le persone; integriamo soprattutto le loro prestazioni.<br>E allora forse la domanda da porsi non è perché ci siano sempre più atleti di origine straniera nelle nostre nazionali.<br>La domanda è perché riusciamo ad accettarli così facilmente quando vincono, e facciamo tanta fatica ad accettare gli altri quando non hanno nulla da offrirci se non la loro voglia di vivere qui.<br>Perché il ragazzo nero che gareggia e vince per l&#8217;Italia ci emoziona, mentre quello che cerca un lavoro ci preoccupa?<br>Perché il primo è &#8220;uno di noi&#8221;, e l’altro no?<br>Eppure sono spesso figli della stessa storia.<br>La differenza è che uno ha una corsia assegnata, un cronometro ed una medaglia in palio, l&#8217;altro no.<br>Forse è tutta qui la nostra grande contraddizione più macroscopica.<br>Non abbiamo imparato ad amare gli immigrati. Abbiamo imparato, ogni tanto, a fare un&#8217;eccezione per quelli che ci fanno comodo.<br>Quello che sale sul podio è &#8220;il nostro campione&#8221;; quello che arriva dal mare torna a essere &#8220;un clandestino&#8221;.<br>E così può capitare la cosa apparentemente più assurda di tutte: lo stesso Paese che esulta per un atleta di origine africana con la maglia azzurra può discutere, poche ore dopo, di come fermare l&#8217;immigrazione e di come rimandare indietro chi arriva da quei medesimi Paesi.<br>Non è una contraddizione soltanto italiana. È una contraddizione europea.<br>Perché mentre sulle piste di atletica l&#8217;Europa è già diventata multicolore, nelle urne e nei programmi politici cresce il successo di chi promette di renderla nuovamente bianca, ordinata e possibilmente impermeabile.<br>La parola &#8220;remigrazione&#8221;, che fino a qualche tempo fa sarebbe sembrata uscita da un vocabolario estremista, è ormai entrata nel dibattito politico di diversi Paesi europei.<br>E allora la fotografia dei podi diventa ancora più surreale.<br>Da una parte abbiamo ragazzi e ragazze con origini africane, asiatiche, caraibiche o latinoamericane che corrono per le nazionali europee.<br>Dall&#8217;altra abbiamo movimenti politici che discutono di come rimandare indietro una parte di quelle stesse persone, o dei loro genitori, o di chi potrebbe arrivare dopo di loro.<br>Sul campo di gara vincono le frontiere aperte, nelle urne, spesso, vincono quelle chiuse.<br>È questo il vero paradosso. Non è che l&#8217;immigrato ci piaccia.<br>Ci piace l&#8217;immigrato quando smette, almeno per qualche minuto, di essere un immigrato e diventa qualcosa che ci rende orgogliosi; un campione, un record, una medaglia, una bandiera.<br>Il resto della partita è molto meno edificante. Perché basta che finisca la gara, che sparisca il podio e che si spengano le telecamere, e l&#8217;incantesimo può rompersi.<br>Il campione torna a essere un cittadino, gli altri tornano a essere immigrati clandestini.<br>E l&#8217;Europa torna a discutere di muri, confini e &#8220;remigrazione&#8221;.<br>Insomma, il colore della pelle non ci dà poi così fastidio, purché sia accompagnato da una medaglia d&#8217;oro.<br>Ma questa non è integrazione, è tifo.<br>Ed il tifo, si sa, dura finché si vince.<br>Umberto Baldo</p>
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		<title>L.R. Vicenza, Gallo: “Pronti per la nuova stagione, il nostro è un buon gruppo”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 14:52:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In vista della partita L.R. Vicenza-Catanzaro, incontro valido per la prima giornata di Serie BKT, in programma venerdì 21 agosto alle ore 20:30 allo Stadio Romeo Menti mister Fabio Gallo ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Iniziamo una nuova stagione che<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In vista della partita L.R. Vicenza-Catanzaro, incontro valido per la prima giornata di Serie BKT, in programma venerdì 21 agosto alle ore 20:30 allo Stadio Romeo Menti mister Fabio Gallo ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Iniziamo una nuova stagione che nasce da un’annata straordinaria. Ci siamo preparati e ci stiamo preparando nel miglior modo possibile: la squadra ha lavorato molto e oggi siamo a un punto in cui la partita di domani inizierà a mostrare il reale valore del gruppo rispetto alle altre squadre che affronteremo. Per ora tutto è un’incognita. Siamo una neopromossa: posso conoscere e valutare il valore della mia squadra, ma devo necessariamente confrontarlo con quello delle altre. Detto questo, il gruppo ha lavorato tanto e bene, e riteniamo di essere a un buon livello”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il campionato scorso va considerato come uno dei più belli nella storia del club, e lì deve rimanere: nessuno può toccarlo, così come nessuno può toccare la storia del Vicenza. Ma è la stagione passata. Questa sarà completamente diversa. Sento dire da più parti che la Serie B va conosciuta, va osservata, non va giudicata con pregiudizi: bisogna guardare, valutare e capire nel miglior modo possibile. Sarà un campionato molto complicato, perché il livello delle squadre e dei giocatori è nettamente superiore rispetto a quello che si incontra in Lega Pro”.</p>
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		<title>Il Menti diventa sempre più biancorosso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 11:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la riapertura avvenuta ad inizio anno, sono stati recentemente installati i nuovi seggiolini nella Curva Azzurra dello stadio Menti. I 740 seggiolini sono della stessa tipologia delle altre sedute già presenti in curva. L’intervento di installazione, dal valore di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo la riapertura avvenuta ad inizio anno, sono stati recentemente installati i nuovi seggiolini nella Curva Azzurra dello stadio Menti. I 740 seggiolini sono della stessa tipologia delle altre sedute già presenti in curva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento di installazione, dal valore di 22 mila euro, si aggiunge ai lavori che hanno già interessato la Curva Azzurra nei mesi scorsi, eseguiti dal Comune di Vicenza per consentire la riapertura del settore ai tifosi biancorossi. I lavori che hanno portato alla sistemazione della curva hanno avuto un valore di 200 mila euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto ha previsto la demolizione di parte della recinzione che separava la Curva Azzurra dalla Curva Sud e la realizzazione di nuove recinzioni di separazione verso la Tribuna coperta e la postazione delle persone con disabilità. Ciò ha consentito di unire funzionalmente la Curva Azzurra alla Curva Sud così da garantire una gestione più efficiente dei flussi di pubblico. L’intervento ha incluso anche la realizzazione di due nuovi servizi igienici dedicati alle persone con disabilità, ricavati in un locale precedentemente adibito a magazzino sotto la Curva Azzurra, oltre alla ristrutturazione completa dei servizi igienici esistenti nelle immediate vicinanze del settore. Sono state realizzate anche due nuove rampe, per superare le barriere architettoniche, in corrispondenza dei varchi 7 e 8, per agevolare l’uscita del pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hanno completano l’intervento alcune opere di carattere manutentivo, tra cui l’impermeabilizzazione della giunzione tra Curva Sud e Curva Azzurra, necessaria per impedire le infiltrazioni, e il rifacimento del controsoffitto del blocco dei servizi igienici all’ingresso della Curva Sud, danneggiato nel tempo da infiltrazioni d’acqua.</p>
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		<title>Un vicentino per rivoluzionare il calcio: Orsato ci prova!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 08:31:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il calcio italiano prova a ripartire da un vicentino. E non da uno qualsiasi. Daniele Orsato, recoarese e appartenente alla sezione AIA di Schio, è il nuovo responsabile della CAN di Serie A e Serie B. Una scelta che arriva<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il calcio italiano prova a ripartire da un vicentino. E non da uno qualsiasi. Daniele Orsato, recoarese e appartenente alla sezione AIA di Schio, è il nuovo responsabile della CAN di Serie A e Serie B. Una scelta che arriva in uno dei momenti più delicati per il mondo arbitrale italiano e che affida all’ex direttore di gara internazionale un compito decisamente più complicato della semplice compilazione delle designazioni domenicali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Orsato prende il posto di Gianluca Rocchi, autosospesosi dopo essere finito nell’inchiesta della Procura di Milano per presunto concorso in frode sportiva. Una vicenda sulla quale, naturalmente, saranno gli organi competenti a fare chiarezza, ma che ha ulteriormente appesantito un clima già segnato da polemiche, sospetti e contestazioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio qui che comincia la vera missione di Orsato: restituire dignità agli arbitri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non significa partire dal presupposto che tutto ciò che è accaduto negli ultimi anni sia stato irregolare. Sarebbe sbagliato e ingeneroso. Significa però riconoscere che attorno agli arbitri italiani si è creata una gigantesca zona grigia fatta di interpretazioni differenti, comunicazioni spesso incomprensibili, polemiche sulle designazioni e soprattutto di un utilizzo del VAR che, invece di spegnere le discussioni, troppe volte è riuscito nel miracolo opposto: moltiplicarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia doveva eliminare gli errori clamorosi. Progressivamente è sembrata trasformarsi in qualcosa di diverso: una sorta di secondo arbitro, nascosto davanti ai monitor, capace talvolta di condizionare il collega sul terreno di gioco. Il risultato è stato paradossale. Abbiamo più telecamere, più replay, più tecnologia e probabilmente anche più precisione, ma non necessariamente più serenità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio su questo punto che Orsato sembra voler imprimere una svolta. Il nuovo designatore ha spiegato che l’obiettivo sarà aumentare la precisione tecnica dell’arbitro sul terreno di gioco proprio per quasi eliminare il Var. Successivamente ha ribadito il concetto: tecnologia importante, certamente, ma soglia di intervento alta e centralità della decisione presa sul campo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È probabilmente la strada giusta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il VAR deve tornare ad essere ciò per cui era stato immaginato: <strong>una rete di sicurezza contro l’errore evidente</strong>, non la moviola permanente attraverso la quale vivisezionare qualsiasi contatto alla ricerca di un’immagine capace di ribaltare una decisione. Altrimenti si rischia di togliere all’arbitro personalità, autorevolezza e persino la capacità di interpretare una partita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un arbitro deve arbitrare. Deve vedere, decidere e assumersi la responsabilità della propria decisione. Il VAR deve intervenire quando qualcosa di importante gli è realmente sfuggito, non trasformare ogni episodio in un procedimento giudiziario da trenta replay.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Orsato, da questo punto di vista, possiede un patrimonio difficilmente discutibile: esperienza internazionale, personalità e conoscenza del campo. Adesso dovrà trasferire queste caratteristiche a una nuova generazione di arbitri. E soprattutto dovrà pretendere uniformità. Perché uno dei problemi più irritanti degli ultimi campionati è stato vedere episodi praticamente identici giudicati in maniera differente a distanza di poche ore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rigore qui, niente rigore là. Rosso domenica, giallo lunedì. VAR che interviene in una partita e rimane silenzioso nell’altra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questa schizofrenia interpretativa che deve finire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è anche un’altra partita, forse ancora più importante. Quella della <strong>trasparenza</strong>. Dopo mesi nei quali il sistema arbitrale è finito sotto una lente d’ingrandimento enorme, non basta più chiedere fiducia. La fiducia va riconquistata. Con regole comprensibili, designazioni inattaccabili, comunicazioni chiare e la capacità di ammettere gli errori quando vengono commessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Orsato ha già detto che pretende rispetto ed educazione nei confronti degli arbitri. Richiesta sacrosanta. Ma il rispetto deve funzionare in entrambe le direzioni: il mondo del calcio deve rispettare gli arbitri e il sistema arbitrale deve rispettare tifosi, società e giocatori garantendo massima chiarezza e indipendenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vicentino si trova dunque davanti ad una sfida enorme. Non dovrà soltanto scegliere chi arbitrerà Juventus-Inter, Milan-Napoli o Roma-Lazio. Dovrà provare a ricostruire un rapporto di fiducia tra gli arbitri e il calcio italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E magari potrà cominciare proprio dalla cosa più semplice: <strong> </strong>ridare la partita all’arbitro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia deve aiutare l’uomo, non sostituirlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel calcio, soprattutto, dovrebbe essere ancora il campo ad avere l’ultima parola.</p>
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		<title>Vicenza calcio, ecco la seconda maglia!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 11:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La società L.R. Vicenza e il prestigioso marchio di abbigliamento sportivo hummel sono orgogliosi di presentare il kit away realizzato per la stagione 2026/2027. La nuova divisa valorizza la tradizione del club attraverso il richiamo alla R storica, simbolo identitario<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">La società L.R. Vicenza e il prestigioso marchio di abbigliamento sportivo hummel sono orgogliosi di presentare il kit away realizzato per la stagione 2026/2027.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova divisa valorizza la tradizione del club attraverso il richiamo alla R storica, simbolo identitario della società, rendendola il vero e proprio elemento fondante della maglia. Il design si caratterizza per una tonalità blu profonda, arricchita da dettagli bianchi e rossi che richiamano i colori sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il concept, essenziale e rigoroso, riflette la volontà della società di coniugare innovazione e rispetto della propria identità, proponendo una divisa che si inserisce con coerenza nella linea estetica del club. La maglia è realizzata con materiali tecnici di ultima generazione, studiati per garantire comfort, traspirabilità e prestazioni elevate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda maglia sarà disponibile all’acquisto sullo store online a partire da oggi e nei punti vendita fisici L.R. Vicenza durante i giorni di apertura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La società desidera ringraziare il Gruppo Marzotto per aver messo a disposizione gli spazi necessari alla realizzazione dello shooting.</p>
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		<title>Aja, Vicenza già fuori dalla Coppa: passa il Catania ai rigori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 20:25:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA-CATANIA 1-1 (4-5 D.C.R.): IL LANE ESCE AI RIGORI, MA IL PRIMO ESAME DICE CHE C’È ANCORA DA LAVORARE Il Vicenza comincia la stagione ufficiale con un’eliminazione. Non è certo il caso di fasciarsi la testa l’8 agosto, ma nemmeno<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>VICENZA-CATANIA 1-1 (4-5 D.C.R.): IL LANE ESCE AI RIGORI, MA IL PRIMO ESAME DICE CHE C’È ANCORA DA LAVORARE</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Vicenza comincia la stagione ufficiale con un’eliminazione. Non è certo il caso di fasciarsi la testa l’8 agosto, ma nemmeno di nascondersi dietro l’alibi del calcio estivo: il Catania passa al Menti ai calci di rigore dopo l’1-1 dei novanta minuti e per il Lane la Coppa Italia finisce subito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La serata era cominciata decisamente meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al 25’ Moncini si presenta al pubblico biancorosso con una rovesciata splendida, un gesto tecnico che vale da solo il prezzo del biglietto e soprattutto rappresenta una bella carta d’identità per l’attaccante. Il Vicenza va avanti e il Menti si accende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il vantaggio dura un quarto d’ora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al 40’ Cicerelli trasforma il calcio di rigore che rimette il Catania in partita e manda le squadre negli spogliatoi sull’1-1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella ripresa ci si aspetterebbe un Vicenza capace di alzare progressivamente i giri del motore e mettere sotto una formazione che milita in Serie C. Succede solo a tratti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è forse questa l’indicazione meno confortante della serata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Lane mostra buone cose, qualche individualità interessante e una struttura che naturalmente dovrà essere giudicata quando preparazione e mercato saranno più avanti. Ma manca ancora quella capacità di prendere una partita per il collo e decidere che deve finire in un certo modo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Catania resta invece sempre dentro la gara, ordinato e combattivo. E alla fine porta meritatamente la sfida fino ai rigori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal dischetto comincia un’altra partita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Caturano segna per il Catania, Costa centra il palo. Jimenez realizza, Leverbe risponde. Rolfini non sbaglia, così come Rauti. Poi Di Tacchio tiene vivo il Vicenza parando il rigore etneo e Valoti rimette tutto in equilibrio. Quaini segna per il Catania. Tocca a Morra: pallone alto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finisce lì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Catania avanti, Vicenza fuori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è una tragedia e sarebbe grottesco parlare di crisi alla prima partita ufficiale dell’anno. Ma proprio perché siamo all’inizio sarebbe altrettanto inutile raccontarsi che non sia successo nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Vicenza è tornato in Serie B e il salto di categoria impone un cambio di passo. Serviranno maggiore velocità, più qualità nella costruzione e soprattutto più cattiveria quando una partita offre l’occasione di essere indirizzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gol di Moncini è la notizia migliore. L’eliminazione è quella peggiore. In mezzo c’è una squadra che appare ancora un cantiere e sulla quale Gallo ha diverse settimane per lavorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse questa sconfitta può perfino essere utile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché dopo una stagione trionfale, nella quale il Lane aveva quasi dimenticato cosa significasse perdere, arriva subito un promemoria: la Serie B sarà un altro sport rispetto alla Serie C dominata lo scorso anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avversari più forti, errori che costano di più, partite che non aspettano nessuno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Menti ha riassaporato il calcio vero. Moncini si è presentato con una prodezza. Il Vicenza, invece, deve ancora presentarsi nella sua versione migliore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Niente drammi, dunque.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma da domani si lavora. Perché la Coppa è già finita e adesso non ci sono più distrazioni.</p>
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		<title>Mamma ho perso l’attaccante… il Lane cerca il suo Kevin nel mercato estivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lanerossi VICENZA]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Manca sempre qualcosa? di Alessandro Giaretta &#8220;Kevin!!!&#8221; gridava per la prima volta nel novembre del &#8217;90 Caterina O&#8217;Hara nei panni di Kate McCallister, a bordo di un aereo per Parigi, nel momento esatto in cui si rendeva conto di aver<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Manca sempre qualcosa?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>di Alessandro Giaretta</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Kevin!!!&#8221; gridava per la prima volta nel novembre del &#8217;90 Caterina O&#8217;Hara nei panni di Kate McCallister, a bordo di un aereo per Parigi, nel momento esatto in cui si rendeva conto di aver lasciato il figlio piccolo a Chicago.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E chissà se l&#8217;urlo del nostro Giorgio sarà stato altrettanto acuto nel momento in cui, poco dopo la presentazione ufficiale (con tanto di caratteristiche tecniche destro sinistro tacco punta), il nostro puntero nuovo di zecca ha abbandonato il ritiro claudicante, in attesa di una diagnosi che a stretto giro si sarebbe rivelata alquanto impietosa. Ormai non è più una novità&#8230; purtroppo venerdì 21 agosto alle 20.30 contro il Catanzaro non ci sarà sul prato del Menti il neo biancorosso Frank Tsadjout, detto Franco. La novità è invece che da qualche giorno, dopo la buona prova contro il Genoa di De Rossi, pare si stia placando il polverone sollevato sulla necessità di integrare urgentemente la rosa con un sostituto del panterone, fermo per un paio di mesi a quanto pare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto buoni, infatti, gli spunti offerti dal nostro Filippo Alessio o viceversa, che nonostante la martellante azione intrapresa ormai più di un anno fa da Gallo per convincerlo a diventare centrocampista, continua clandestinamente a coltivare in un angolo del suo cuore il mitico sogno della &#8220;9&#8221; e dei gol a grappoli. Persino lo psicologo del Mister sembra infatti aver preso una pausa di riflessione dopo il gollonzo tir&#8217;aggiro del nostro ragazzotto contro i rossoblù. Al netto del fatto che probabilmente a livello numerico un innesto nel reparto avanzato sia auspicabile&#8230; ma che favola sarebbe se proprio all&#8217;ultima possibilità, contro ogni pronostico, contro tutto e tutti, il giovane da Montebelluna imboccasse al volo questa &#8220;sliding door&#8221;, guadagnandosi quel posto che tanto aveva desiderato e che sembrava il destino gli stesse togliendo per sempre, dirottandolo in zone più arretrate?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto materiale per romantici, diranno i più cinici, focalizzandosi invece su altre indicazioni interessanti che abbiamo colto in questo antipasto della stagione che sta per iniziare. Il nostro Gallo, infatti, quando non canta&#8230; studia. Al mare o in montagna, ovunque sia andato a riposare le stanche membra dopo la cavalcata dello scorso anno, l&#8217;ex biondo che siede sulla nostra panchina, tra una pennichella sotto l&#8217;ombrellone e un coccobello, tra una camminata e un canederlo, sembra aver individuato almeno un paio di novità da proporre alla ripartenza delle ostilità. L&#8217;intercambiabilità a gara in corso di esterni a &#8220;piede giusto&#8221; con interpreti a &#8220;piede invertito&#8221;, effettuabile su entrambi i lati, senza perdere, anzi forse aumentando, giri e tasso tecnico, può infastidire non poco quanti di sicuro avevano già iniziato a studiare le contromisure al fenomeno Lane, vincitore dello scorso campionato con 20 punti di distacco. Non di meno, l&#8217;insistenza con cui viene proposto il concetto di rotazione mezzala/esterno e tutta l&#8217;opera di convincimento che sicuramente sta dietro alla sua realizzazione in modo efficace da parte di attori spesso adagiati nella zona comfort del ruolo ben definito, indica un&#8217;incoraggiante capacità di FG di entrare nella testa dei giocatori, e sappiamo bene che salti da gigante possa far fare questo &#8220;piccolo&#8221; dettaglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Manca ormai poco alle prime inesorabili sentenze che solo il rettangolo verde potrà dare, ma l&#8217;interrogativo inizia a serpeggiare tra le ansiose anime biancorosse: sarà il Lane quadrato e composto, pratico e bilanciato dell&#8217;anno scorso? O forse quello che vedremo sarà un Lane&#8230; Mutaforma???</p>
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		<title>Franco Baresi, l&#8217;ultimo baluardo di un calcio che non tornerà più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Ci sono uomini che non salutano semplicemente il mondo. Lo lasciano un po&#8217; più vuoto. La morte di Franco Baresi, a soli 66 anni, non è soltanto la scomparsa di un grande campione.&#160; È la fine di un&#8217;epoca.&#160;<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono uomini che non salutano semplicemente il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo lasciano un po&#8217; più vuoto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La morte di Franco Baresi, a soli 66 anni, non è soltanto la scomparsa di un grande campione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la fine di un&#8217;epoca.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È come se in uno stadio immenso si fosse spento improvvisamente un riflettore, uno di quelli che illuminavano il campo non soltanto per mostrare una partita, ma per raccontare una storia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché Franco Baresi non è stato soltanto un difensore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stato “il difensore”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;uomo che ha trasformato un ruolo spesso considerato oscuro, fatto di contrasti, sacrifici e palloni spazzati via, in una forma di arte.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di lui molti pensavano che difendere significasse soprattutto distruggere.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lui dimostrò che si poteva difendere pensando, anticipando, comandando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un libero con il cervello di un regista e l&#8217;anima di un capitano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel braccio alzato verso il cielo per chiamare il fuorigioco è diventato una delle immagini più iconiche della storia del calcio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non era un semplice gesto tecnico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era un ordine. Una dichiarazione di superiorità tattica. Era il segnale di un uomo che aveva già visto quello che sarebbe successo un secondo dopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel calcio un secondo è spesso la differenza tra un campione ed un giocatore normale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Baresi viveva sempre un secondo avanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Travagliato, nella provincia bresciana, arrivò al Milan da ragazzino.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La leggenda racconta che l&#8217;Inter lo scartò perché troppo piccolo e gracile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calcio, qualche volta, regala anche queste ironie: chi viene giudicato troppo fragile diventa poi un gigante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quel ragazzino magro sarebbe diventato il simbolo della squadra rossonera per vent&#8217;anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vent&#8217;anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una parola quasi rivoluzionaria nel calcio di oggi, dove le bandiere sembrano specie protette in via di estinzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Baresi rimase sempre lì.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei momenti gloriosi e in quelli difficili.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando il Milan vinceva tutto e quando precipitava in Serie B.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non cercò scorciatoie.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non abbandonò la nave quando il mare era agitato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu capitano perché aveva la fascia; ma soprattutto ebbe la fascia perché era “un capitano”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il Milan collezionò oltre 700 presenze ufficiali, sei scudetti e tre Coppe dei Campioni, guidando una delle squadre più forti della storia del calcio, quella costruita da Arrigo Sacchi e poi consacrata negli anni di Fabio Capello.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a lui giocavano Maldini, Costacurta e Tassotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una difesa che ancora oggi sembra una frase scritta da un poeta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il momento in cui Franco Baresi entrò definitivamente nella leggenda fu forse una sconfitta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La finale del Mondiale americano del 1994.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pasadena.&nbsp;&nbsp;Italia-Brasile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Baresi aveva subito un grave infortunio al ginocchio durante il torneo. Molti avrebbero detto basta. Lui no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornò in campo dopo appena 25 giorni dall&#8217;operazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Novanta minuti. Centoventi minuti.&nbsp;&nbsp;Una partita monumentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi arrivarono i rigori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo errore dal dischetto rimane una delle immagini più dolorose della storia azzurra.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma proprio lì si vede la differenza tra un campione e una leggenda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un campione viene ricordato per le vittorie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una leggenda anche per le lacrime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quelle lacrime non erano quelle di un perdente. Erano quelle di un uomo che aveva dato tutto quello che aveva dentro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche troppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La maglia numero 6 del Milan è stata ritirata nel 1997. Un gesto raro, quasi impensabile in un calcio che oggi ritira più facilmente i sentimenti che le maglie.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quella maglia non è mai stata davvero tolta dal campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È rimasta addosso a milioni di ragazzi che hanno giocato nei cortili, nelle strade, nei campetti di periferia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ragazzi che magari non avevano il talento di Maradona, la velocità di Ronaldo o il tiro di Van Basten.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma che guardando Baresi hanno capito una cosa semplice: nel calcio, come nella vita, non conta soltanto segnare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conta anche impedire che gli altri segnino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conta esserci.&nbsp;Conta guidare.&nbsp;Conta essere un punto fermo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi San Siro perde una delle sue voci più autorevoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Milan perde il suo capitano eterno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calcio italiano perde un pezzo della propria memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Franco Baresi non se ne va davvero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resterà in quel braccio alzato verso il cielo.&nbsp;&nbsp;Resterà in quel numero 6 custodito dalla storia.Resterà negli occhi di chi lo ha visto giocare e nel cuore di chi ha imparato, grazie a lui, che anche difendere può essere una poesia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una poesia con gli scarpini infangati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una poesia senza bisogno di urlare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come Franco Baresi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Infantino vende il calcio. La UEFA scopre improvvisamente di avere un&#8217;anima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:31:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo C&#8217;è un momento in cui anche il più spregiudicato dei mercanti dovrebbe fermarsi.&#160; Un momento in cui chi gestisce un patrimonio costruito da generazioni di tifosi dovrebbe ricordarsi che non tutto ciò che muove milioni di persone può<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un momento in cui anche il più spregiudicato dei mercanti dovrebbe fermarsi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un momento in cui chi gestisce un patrimonio costruito da generazioni di tifosi dovrebbe ricordarsi che non tutto ciò che muove milioni di persone può essere trasformato automaticamente in una voce di bilancio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel momento, per Gianni Infantino, sembra essere arrivato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La bomba è esplosa nel mondo del calcio: la FIFA ha aperto la strada a un modello nel quale le sue competizioni, a partire dalla Coppa del Mondo, possono diventare sempre più appetibili per investitori privati e capitali esterni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta della UEFA e delle sue 55 federazioni è stata durissima: il Mondiale non è in vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui non siamo di fronte alla solita guerra di potere tra dirigenti sportivi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché, dietro lo scontro tra Zurigo e Nyon, c&#8217;è una domanda molto più profonda: il calcio è ancora uno sport, oppure è ormai soltanto un prodotto finanziario?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto di Infantino sembra rappresentare l&#8217;ultima frontiera di una trasformazione iniziata da anni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima sono arrivati calendari sempre più affollati, competizioni allargate fino alla saturazione, tornei inventati per aumentare gli incassi, partite giocate in ogni angolo del pianeta alla ricerca del mercato più redditizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché fermarsi davanti alla passione dei tifosi quando si può spremere ancora qualche miliardo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la logica del calcio moderno: se una cosa emoziona milioni di persone, allora deve necessariamente essere monetizzata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una maglia della Nazionale non è più una maglia, è un&#8217;opportunità commerciale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una Coppa del Mondo non è più soltanto una competizione sportiva, è un marchio globale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un giocatore non è più soltanto un atleta, è un asset.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Manca solo che qualcuno proponga di mettere le emozioni in Borsa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La filosofia sembra essere quella di Wall Street applicata al pallone: trasformare la storia in capitale, la tradizione in rendimento, la passione in dividendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema non è che nel calcio girino soldi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe ridicolo fare le “vergini violate”,&nbsp;&nbsp;fingendo nostalgia per un&#8217;epoca romantica che non è mai esistita completamente.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il calcio degli anni passati aveva presidenti potenti, interessi economici, televisioni e sponsor.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema nasce quando il denaro smette di essere uno strumento e diventa il padrone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando non si chiede più: &#8220;Come possiamo proteggere il gioco?&#8221;, ma soltanto: &#8220;Quanto possiamo ancora ricavarne?&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è qui che la gestione Infantino mostra il suo lato più inquietante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La FIFA non sembra più accontentarsi di amministrare il calcio mondiale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra volerlo trasformare in una gigantesca piattaforma commerciale, dove ogni spazio disponibile deve produrre ricavi. Più partite, più mercati, più diritti televisivi, più sponsor.</p>



<p class="wp-block-paragraph">l tifoso, in questo schema, rischia di diventare soltanto il consumatore finale di un prodotto confezionato da altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un tempo il calcio vendeva sogni. Oggi rischia di vendere pacchetti finanziari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La contestazione della UEFA nasce proprio da questo timore: quando entrano capitali privati con aspettative di rendimento, il rischio è che le decisioni future non vengano più prese pensando alla salute dei giocatori, alla qualità dello spettacolo od alla storia delle competizioni, ma alla necessità di garantire profitti agli investitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calendario è già un esempio evidente. I calciatori vengono spremuti fino al limite fisico, perché ogni partita aggiuntiva significa nuovi diritti televisivi e nuovi introiti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma anche il corpo umano, per fortuna, non è ancora quotato in borsa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse è questo il punto che qualcuno negli uffici della FIFA ha dimenticato: il calcio non è nato nei Consigli di amministrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È nato nei campetti di periferia, negli oratori, nelle strade polverose, negli stadi dove migliaia di persone hanno passato una vita intera a sostenere una maglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Coppa del Mondo non è soltanto un evento televisivo; è un pezzo della memoria collettiva di intere generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiunque abbia visto un bambino giocare con una palla consumata sa che lì dentro c&#8217;è qualcosa che va oltre il mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Detto questo, sarebbe ipocrita trasformare la UEFA in una paladina disinteressata dei valori sportivi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il calcio europeo ha costruito negli anni un impero economico nel quale spesso il denaro ha contato più del gioco.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza è che questa volta sembra essere stato superato un confine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta più soltanto di fare business con il calcio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di pensare che tutto il calcio sia disponibile per essere venduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E questo è il vero punto dello scontro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infantino rischia di passare alla storia come l&#8217;uomo che ha portato il calcio dove tutto il nostro tempo sembra voler portare ogni cosa: trasformare ciò che amiamo in qualcosa che può essere comprato, venduto e rivenduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ci sono cose che hanno valore proprio perché non hanno un prezzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una Coppa del Mondo è una di queste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pallone può rotolare ovunque, ma non è un titolo azionario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Romano d’Ezzelino sul tetto del mondo con Simone Astore e Andrea Crestani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 15:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[andrea crestani]]></category>
		<category><![CDATA[simone astore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ROMANO D.E., 29 LUGLIO 2026 &#8211; E’ con grande orgoglio che l’Amministrazione comunale di Romano d&#8217;Ezzelino condivide gli straordinari risultati sportivi raggiunti dai nostri concittadini Simone Astore e Andrea Crestani. Simone Astore nel 7°&#160;𝗖𝗮𝗺𝗽𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗶&#160;𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗶&#160;𝗱𝗶&#160;𝗩𝗼𝘃𝗶𝗻𝗮𝗺&#160;𝗩𝗶𝗲𝘁&#160;𝗩𝗼&#160;𝗗𝗮𝗼, disputati a Parigi dal&#160;22 al 25 luglio<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">ROMANO D.E., 29 LUGLIO 2026 &#8211; E’ con grande orgoglio che l’Amministrazione comunale di Romano d&#8217;Ezzelino condivide gli straordinari risultati sportivi raggiunti dai nostri concittadini <strong>Simone Astore e Andrea Crestani.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Simone Astore nel 7°&nbsp;𝗖𝗮𝗺𝗽𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗶&nbsp;𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗶&nbsp;𝗱𝗶&nbsp;𝗩𝗼𝘃𝗶𝗻𝗮𝗺&nbsp;𝗩𝗶𝗲𝘁&nbsp;𝗩𝗼&nbsp;𝗗𝗮𝗼, disputati a Parigi dal&nbsp;22 al 25 luglio 2026, ha portato l&#8217;Italia sul gradino più alto del podio portandosi a casa l’oro. Un incredibile risultato che lo incorona campione de mondo di combattimento categoria 70-75 kg di&nbsp;&nbsp;Vovinam Viet Vo Dao.&nbsp;Nella capitale francese è stato organizzato un vero e proprio evento a cui hanno partecipato quasi 500 atleti, maestri e delegati provenienti da 20 nazioni per celebrare anche i 30 anni di diffusione globale di questa arte marziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 21enne Andrea Crestani invece si è laureato campione italiano U23 nel lancio del peso. Ai campionati italiani di Molfetta, che si sono svolti dal 10 al 12 luglio nella città pugliese, ha messo a segno il suo record personale: nell’ultima prova, dopo una competizione molto agguerrita, non solo ha siglato il suo record personale, ma il suo lancio di 17.57 metri, si è aggiudicato la medaglia d’oro. Un risultato che gli ha permesso di staccare il biglietto per volare direttamente agli Assoluti di Firenze. E’ il terzo titolo dopo quello U16 e U20.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro a questo straordinario risultato ci sono anni di allenamenti, sacrifici, disciplina e una passione che, giorno dopo giorno, si è trasformata in un sogno diventato realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Nazionale, alla fine vincono gli amici del quartierino e il calcio italiano va in malora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 22:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL GRAFFIO]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Nazionale degli amici miei. Quando il calcio perde, ma il circolo vince C&#8217;è un momento preciso in cui una tragedia sportiva diventa una commedia all’italiana.E’ quando una Nazionale che non si qualifica ai Mondiali da dodici anni, invece di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Nazionale degli amici miei. Quando il calcio perde, ma il circolo vince</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un momento preciso in cui una tragedia sportiva diventa una commedia all’italiana.<br>E’ quando una Nazionale che non si qualifica ai Mondiali da dodici anni, invece di interrogarsi sul perché sia sprofondata in questa situazione, apre il grande mercato delle amicizie.<br>Non servono più scouting, programmi, competenze.<br>Servono relazioni.<br>Il calcio italiano ha dimostrato ancora una volta di essere l&#8217;unico settore al mondo dove, dopo un fallimento, la prima domanda non è &#8220;chi ha sbagliato?&#8221;, ma &#8220;chi conosce chi?&#8221;.<br>E così la scelta del nuovo commissario tecnico si è trasformata in un magnifico spettacolo di teatro dell&#8217;assurdo.<br>Non una selezione del migliore candidato. Una guerra tra compagnie teatrali.<br>La compagnia dell&#8217;amico di questo, quella dell&#8217;amico di quello, quella del dirigente che conosce l&#8217;ex campione, quella del presidente che preferisce il tecnico incontrato al circolo.<br>Mancava soltanto il cameriere con il vassoio degli aperitivi a raccogliere le preferenze.<br>Alla fine ha vinto Roberto Mancini, con Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico.<br>Due professionisti di valore, nessun dubbio.<br>A parte che uno è emigrato in Arabia Saudita senza salutare nessuno, e l’altro aveva già optato per la pensione.<br>Ma il problema non è il curriculum dei prescelti.<br>Il problema è il curriculum di chi sceglie.<br>Perché il calcio italiano è riuscito nell&#8217;impresa straordinaria di fallire tre qualificazioni mondiali e poi comportarsi come se il problema fosse trovare il nome giusto sulla porta dell&#8217;ufficio.<br>È come se un ospedale avesse un reparto in crisi da anni e il consiglio dei medici si riunisse per decidere soltanto il colore delle tende.<br>Il malato può aspettare. Prima vengono le tende.<br>Nel frattempo i dirigenti spiegano che tutto è stato fatto con il &#8220;metodo della condivisione&#8221;.<br>Una parola meravigliosa.<br>In Italia &#8220;condivisione&#8221; spesso significa che tutti devono essere d&#8217;accordo, purché vinca il mio candidato.<br>È la versione moderna del vecchio manuale della politica italiana: nessuno perde mai davvero, perché chi perde oggi può sempre sedersi al tavolo domani.<br>Anche il calcio ha imparato la grande arte nazionale: trasformare la responsabilità in un concetto astratto.<br>Se la Nazionale fallisce, sarà colpa dell&#8217;allenatore.<br>Se non arrivano giovani talenti, sarà colpa dei giovani.<br>Se gli stadi sono vuoti, sarà colpa dei tifosi.<br>I vertici invece restano lì, immobili come monumenti.<br>Solo che i monumenti almeno ricordano qualcuno. Questi spesso ricordano soltanto se stessi.<br>La cosa più incredibile è che tutto questo avviene mentre il calcio italiano perde terreno ovunque.<br>La Premier League vola, i club stranieri investono, i giovani migliori emigrano, gli stadi italiani sembrano spesso musei con il prato.<br>Ma il vero campionato continua a giocarsi nei corridoi.<br>Lì siamo imbattibili.<br>Nessuna squadra europea può competere con la nostra specialità nazionale: il posizionamento strategico della poltrona.<br>Abbiamo inventato il catenaccio.<br>Poi lo abbiamo applicato anche alle idee.<br>Tutti chiusi dietro, nessuno responsabile davanti.<br>Il Mondiale del 2030 resta un obiettivo.<br>Prima però la Nazionale dovrà superare l&#8217;avversario più difficile.<br>Non sarà la Germania. Non sarà la Spagna. Non sarà la Francia. Non sarà il Brasile.<br>Sarà il calcio italiano stesso.</p>
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		<title>Giambellini protagonista agli Assoluti di Firenze: è l&#8217;unico sprinter veneto in finale nei 200 metri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 14:42:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;atleta dell&#8217;Atletica Pedemontana Veneta centra ancora una finale nazionale nella velocità. Lazzati, Fongaro e Odje fanno esperienza al Challenge. Nel 2026 il club raggiunge 29 partecipazioni ai Campionati Italiani Ai Campionati Italiani Assoluti di atletica leggera di Firenze, Davide Giambellini<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/giambellini-protagonista-agli-assoluti-di-firenze-e-lunico-sprinter-veneto-in-finale-nei-200-metri/">Giambellini protagonista agli Assoluti di Firenze: è l&#8217;unico sprinter veneto in finale nei 200 metri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;atleta dell&#8217;Atletica Pedemontana Veneta centra ancora una finale nazionale nella velocità. Lazzati, Fongaro e Odje fanno esperienza al Challenge. Nel 2026 il club raggiunge 29 partecipazioni ai Campionati Italiani</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="771" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/da-sx-Lazzati-Giamellini-Zocca-Odje-Fongaro-ItaAss26-1024x771.jpg" alt="" class="wp-image-372366" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/da-sx-Lazzati-Giamellini-Zocca-Odje-Fongaro-ItaAss26-1024x771.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/da-sx-Lazzati-Giamellini-Zocca-Odje-Fongaro-ItaAss26-554x417.jpg 554w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/da-sx-Lazzati-Giamellini-Zocca-Odje-Fongaro-ItaAss26-1536x1156.jpg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/da-sx-Lazzati-Giamellini-Zocca-Odje-Fongaro-ItaAss26-100x75.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/da-sx-Lazzati-Giamellini-Zocca-Odje-Fongaro-ItaAss26-846x637.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/da-sx-Lazzati-Giamellini-Zocca-Odje-Fongaro-ItaAss26-1184x891.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/da-sx-Lazzati-Giamellini-Zocca-Odje-Fongaro-ItaAss26.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ai Campionati Italiani Assoluti di atletica leggera di Firenze, <strong>Davide Giambellini</strong> si conferma anche nel 2026 come l&#8217;unico velocista veneto capace di conquistare un posto nella finale della velocità maschile. Dopo essere riuscito lo scorso anno a Caorle nei 100 metri, questa volta il portacolori dell&#8217;<strong>Atletica Pedemontana Veneta (APV)</strong> ha centrato la finale dei <strong>200 metri piani</strong>, confermandosi tra i migliori sprinter italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;atleta, cresciuto nel bacino di <strong>Atletica Arzignano</strong> e <strong>Atletica Ovest Vicentino</strong>, si era già messo in evidenza a inizio luglio migliorando nettamente il proprio primato personale, passato da <strong>21&#8243;07 a 20&#8243;75</strong>, tempo che lo aveva proiettato tra le prime cinque prestazioni italiane stagionali sulla distanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;avvicinamento ai Campionati Italiani non è stato però dei più semplici. Alla vigilia della rassegna tricolore Giambellini è stato infatti colpito da un attacco virale debilitante che ne ha compromesso la preparazione. Nonostante le condizioni fisiche precarie è riuscito a conquistare con il tempo di <strong>21&#8243;17</strong> uno degli otto posti disponibili per la finale. Poche ore più tardi, nella prova decisiva, ha saputo stringere i denti e migliorarsi fino a <strong>21&#8243;10</strong>, chiudendo in <strong>settima posizione</strong> e confermando il proprio valore nonostante le energie limitate dopo appena tre ore tra qualificazioni e finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un risultato che conferma il percorso di crescita del velocista seguito dal tecnico <strong>Diego Zocca</strong>, protagonista negli ultimi anni della sua continua evoluzione tecnica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono invece riuscite a conquistare il pass per gli Assoluti le velociste <strong>Arianna Lazzati</strong>, <strong>Giulia Fongaro</strong> e <strong>Leo Grace Odje</strong>, impegnate nel Challenge disputato nei giorni precedenti ai Campionati Italiani. Le tre atlete non sono riuscite a entrare tra le prime tre classificate nei 100 e nei 200 metri, piazzamenti necessari per accedere alla rassegna nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lazzati ha fermato il cronometro a <strong>12&#8243;06</strong> nei 100 metri, suo terzo miglior tempo stagionale, pagando un&#8217;incertezza in partenza. Fongaro e Odje hanno invece corso i 200 metri rispettivamente in <strong>24&#8243;90</strong> e <strong>25&#8243;17</strong>. Per Odje, appena sedicenne e la più giovane atleta in gara, l&#8217;esperienza rappresenta comunque un importante tassello di crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tre velociste condividono con Giambellini lo stesso allenatore e si allenano nelle strutture messe a disposizione da <strong>Atletica Arzignano</strong>, in sinergia con <strong>Atletica Ovest Vicentino</strong>, società che guarda con fiducia anche alla futura realizzazione di un impianto indoor.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un 2026 da record per Atletica Pedemontana Veneta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato di Giambellini rappresenta la punta di diamante di una società in costante crescita. L&#8217;<strong>Atletica Pedemontana Veneta</strong>, nata dall&#8217;unione delle società <strong>GS Marconi Cassola</strong>, <strong>Atletica Arzignano</strong> e <strong>Atletica Ovest Vicentino</strong>, firmatarie del patto fondativo nel 2023, a cui si è aggiunta nel 2024 la <strong>Novatletica Città di Schio</strong>, continua infatti a collezionare risultati importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla sua terza stagione agonistica, APV ha portato <strong>29 atleti ai Campionati Italiani</strong>, quintuplicando di fatto le presenze rispetto al 2025. Nello stesso anno la squadra femminile Under 18 ha inoltre conquistato la prima finale nazionale societaria della giovane storia del sodalizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dettaglio, le <strong>29 partecipazioni tricolori del 2026</strong> hanno riguardato:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cross:</strong> Ferraro, Libralato.</li>



<li><strong>Indoor Juniores (U20):</strong> Pellanda, Rigodanzo.</li>



<li><strong>Indoor Allievi (U18):</strong> Campagnolo, Odje, Orso, Pellizzari, Pretto.</li>



<li><strong>Master:</strong> Gallina.</li>



<li><strong>Outdoor Prove Multiple Allievi (U18):</strong> Orso.</li>



<li><strong>Outdoor Allievi (U18):</strong> Boschetto, Campagnolo, Odje, Orso, Pretto.</li>



<li><strong>Outdoor Juniores (U20):</strong> Caregnato, Dall&#8217;Alba, Ferraro, Odje, Orso, Pellanda, Piccolotto, Rigodanzo.</li>



<li><strong>Promesse (U23):</strong> Fongaro.</li>



<li><strong>Assoluti:</strong> Giambellini.</li>



<li><strong>Challenge:</strong> Fongaro, Odje e Lazzati.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della stagione 2026 <strong>BVR Banca Veneto Centrale</strong> si conferma il principale sostenitore di APV. Tra gli sponsor figurano inoltre <strong>Autovega, Euroventilatori International, Job Italia, Wall Street English, Eurocultura e Sostenibilitalia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Altro che gioco da cortile: il tiro alla fune assegna lo scudetto italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 10:17:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tradizione incontra lo spettacolo e richiama il grande pubblico. A Padova si è conclusa la finale del Campionato Italiano di Tiro alla Fune nella categoria 620 kg Mix, regalando sfide combattute, grande agonismo e un&#8217;atmosfera coinvolgente nella cornice dell&#8217;Italy<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La tradizione incontra lo spettacolo e richiama il grande pubblico. A Padova si è conclusa la finale del Campionato Italiano di Tiro alla Fune nella categoria <strong>620 kg Mix</strong>, regalando sfide combattute, grande agonismo e un&#8217;atmosfera coinvolgente nella cornice dell&#8217;<strong>Italy AgriShow</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/F1A845F3-0DCD-4B3B-82A4-017FEBD3ECCF-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-372342" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/F1A845F3-0DCD-4B3B-82A4-017FEBD3ECCF-1024x576.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/F1A845F3-0DCD-4B3B-82A4-017FEBD3ECCF-626x352.jpg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/F1A845F3-0DCD-4B3B-82A4-017FEBD3ECCF-1536x864.jpg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/F1A845F3-0DCD-4B3B-82A4-017FEBD3ECCF-2048x1152.jpg 2048w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/F1A845F3-0DCD-4B3B-82A4-017FEBD3ECCF-100x56.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/F1A845F3-0DCD-4B3B-82A4-017FEBD3ECCF-846x476.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/F1A845F3-0DCD-4B3B-82A4-017FEBD3ECCF-1184x666.jpg 1184w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione, promossa dalla <strong>FIGEST – Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali</strong>, ha riunito le migliori squadre italiane della specialità, che si sono affrontate in una serie di confronti caratterizzati da forza, resistenza, tecnica e perfetta strategia di squadra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A conquistare lo scudetto tricolore sono state le <strong>Furie Rosse</strong>, protagoniste di un torneo dominato grazie a una superiorità tecnica e atletica dimostrata lungo tutto il percorso di gara. Sul secondo gradino del podio è salita la formazione di <strong>Scorzè</strong>, mentre il bronzo è andato all&#8217;<strong>Astra Feltre</strong>, protagonista di un&#8217;ottima prestazione nelle sfide decisive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La classifica finale ha visto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>1° Furie Rosse</strong></li>



<li><strong>2° Scorzè</strong></li>



<li><strong>3° Astra Feltre</strong></li>



<li><strong>4° Vazzola</strong></li>



<li><strong>5° The Vikings</strong></li>



<li><strong>6° Polisportiva Centese</strong></li>



<li><strong>7° The Yankees</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La categoria mista continua a rappresentare uno degli aspetti più apprezzati della disciplina, valorizzando il lavoro di squadra e l&#8217;inclusività, elementi che da sempre caratterizzano il tiro alla fune.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/B41E70EE-CFFD-4010-A3C8-9B16CDD6C021-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-372343" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/B41E70EE-CFFD-4010-A3C8-9B16CDD6C021-1024x576.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/B41E70EE-CFFD-4010-A3C8-9B16CDD6C021-626x352.jpg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/B41E70EE-CFFD-4010-A3C8-9B16CDD6C021-1536x864.jpg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/B41E70EE-CFFD-4010-A3C8-9B16CDD6C021-100x56.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/B41E70EE-CFFD-4010-A3C8-9B16CDD6C021-846x476.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/B41E70EE-CFFD-4010-A3C8-9B16CDD6C021-1184x666.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/B41E70EE-CFFD-4010-A3C8-9B16CDD6C021.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente nazionale della FIGEST, <strong>Enzo Casadidio</strong>, che ha sottolineato come il tiro alla fune continui a regalare emozioni e a richiamare una partecipazione sempre più ampia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il tiro alla fune continua a regalarci emozioni uniche e una partecipazione straordinaria, confermando il valore culturale e sportivo delle nostre discipline tradizionali. Veder gareggiare a Padova squadre così preparate nella categoria 620 kg Mix è la dimostrazione della vitalità del nostro movimento federale. Un ringraziamento speciale va agli atleti, ai tecnici, agli organizzatori dell&#8217;Italy AgriShow e a tutti gli appassionati che hanno reso indimenticabile questa giornata», ha dichiarato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla qualità tecnica della competizione è intervenuto anche <strong>Matteo Capeccia</strong>, presidente del Dipartimento Tiro alla Fune FIGEST.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il livello tecnico espresso in questa finale 620 kg Mix è stato eccezionale. La categoria mista richiede non solo forza, ma una perfetta armonia e sincronia tra i componenti della squadra. Le società scese in campo oggi hanno onorato al meglio la maglia e lo spirito del tiro alla fune. Complimenti alle Furie Rosse per il titolo italiano e a tutte le squadre partecipanti che hanno dato vita a una competizione corretta, spettacolare e di altissimo profilo agonistico», ha affermato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tappa padovana ha così confermato la crescita di una disciplina che continua a unire tradizione, spirito di squadra e spettacolo, conquistando un pubblico sempre più numeroso e appassionato.</p>
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		<title>Il Sole 24 Ore, Vicenza nella top ten dell’Indice di sportività delle province italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 14:21:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vicenza entra nella top ten nell’Indice di sportività delle province italiane. La classifica de Il Sole 24 Ore, giunta alla ventesima edizione, registra per Vicenza un salto di ben 10 posizioni rispetto al 2025, portando la provincia berica dal 16esimo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Vicenza entra nella top ten nell’Indice di sportività delle province italiane. La classifica de Il Sole 24 Ore, giunta alla ventesima edizione, registra per Vicenza un salto di ben 10 posizioni rispetto al 2025, portando la provincia berica dal 16esimo al decimo posto. Vicenza è inoltre seconda tra le province venete in classifica.L&#8217;Indice di sportività di Pts Sport misura la vitalità sportiva dei territori attraverso 32 indicatori che analizzano risultati agonistici, diffusione della pratica sportiva, impiantistica, investimenti, organizzazione di eventi, presenza di società sportive e impatto economico dello sport, offrendo una fotografia completa del sistema sportivo italiano.«È una soddisfazione vedere Vicenza nella top ten dell’Indice di sportività – afferma l’assessore allo sport Leone Zilio -. È un risultato che certifica la qualità del tessuto sportivo nel capoluogo e nell’intero territorio berico. Negli ultimi anni Vicenza è stata teatro di grandi eventi sportivi, come il Giro d&#8217;Italia, il Giro del Veneto, la Via dei Berici, la Mille Miglia, il Tennis Città di Vicenza, il Vicenza Running Festival e tanti altri. Iniziative rese possibili grazie alla fondamentale collaborazione tra il Comune di Vicenza, i vari territori coinvolti, e le associazioni sportive, che rappresentano il cuore pulsante dello sport vicentino. Un plauso va fatto anche alle circa 200 associazioni sportive cittadine, che con passione e impegno portano avanti importanti attività ogni giorno sia a favore dei più giovani che degli adulti; Un impegno e una sinergia che hanno permesso di affermare Vicenza sempre più come un punto di riferimento in svariate categorie sportive, dal calcio al ciclismo, dalla corsa fino al tennis. Lo conferma l’Indice di sportività 2026: dopo Belluno, balzata dal 34esimo al settimo posto grazie all’eredità dei Giochi Olimpici 2026, Vicenza è la miglior classificata tra le province venete».Nel dettaglio, la Provincia di Vicenza si posiziona seconda nell’indicatore “Altri sport di squadra”, tra i quali sono compresi rugby, baseball e hockey; terza in “Squadre e territori”, relativo ai club in sedi diverse dal capoluogo; quarta in “Ciclismo”, su società e risultati degli atleti; quarta in “Sport e bambini”, relativo a praticanti, scuole e risultati.</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" src="https://app.mailrouter.it/nl/pmcne9/jxlugy/xjrze0/lf/mon.gif?_t=458a6dbe" alt=""></p>
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		<item>
		<title>Fioretto donne, trionfo Italia: la veneta Favaretto conquista l&#8217;oro</title>
		<link>https://www.tviweb.it/fioretto-donne-trionfo-italia-la-veneta-favaretto-oro-errigo-argento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 13:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[arianna errigo]]></category>
		<category><![CDATA[femminile]]></category>
		<category><![CDATA[fioretto]]></category>
		<category><![CDATA[martima favaretto]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali]]></category>
		<category><![CDATA[sporr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Doppietta azzurra nel fioretto femminile ai Mondiali di scherma di Hong Kong: Martina Favaretto conquista il titolo iridato, mentre Arianna Errigo si ferma sul secondo gradino del podio in una finale tutta italiana. La 24enne veneta si impone nel derby<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/fioretto-donne-trionfo-italia-la-veneta-favaretto-oro-errigo-argento/">Fioretto donne, trionfo Italia: la veneta Favaretto conquista l&#8217;oro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Doppietta azzurra nel fioretto femminile ai Mondiali di scherma di Hong Kong: Martina Favaretto conquista il titolo iridato, mentre Arianna Errigo si ferma sul secondo gradino del podio in una finale tutta italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La 24enne veneta si impone nel derby tricolore con il punteggio di 15-7, aggiudicandosi il primo oro mondiale della carriera tra le lacrime di gioia e un abbraccio commosso con la leggendaria compagna di squadra. Per Errigo, 38 anni, si tratta della 24ª medaglia iridata in carriera, a 17 anni di distanza dalla prima, conquistata ad Antalya nel 2009.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie a questo risultato, l&#8217;Italia chiude al comando del medagliere al termine delle gare individuali, con un bottino complessivo di cinque medaglie: un oro e quattro argenti.</p>
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		<title>La Liga spagnola attacca la FIFA: “Sta distruggendo il calcio, Infantino deve dimettersi”</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 14:43:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente della Liga spagnola Javier Tebas lancia un duro attacco alla FIFA e al suo presidente Gianni Infantino, accusandoli di mettere a rischio il futuro del calcio nazionale e chiedendo un cambio ai vertici dell&#8217;organizzazione mondiale. In un&#8217;intervista alla<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il presidente della Liga spagnola Javier Tebas lancia un duro attacco alla FIFA e al suo presidente Gianni Infantino, accusandoli di mettere a rischio il futuro del calcio nazionale e chiedendo un cambio ai vertici dell&#8217;organizzazione mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un&#8217;intervista alla Gazzetta dello Sport, Tebas ha criticato l&#8217;ipotesi di un ulteriore ampliamento dei Mondiali, dopo il passaggio a 48 squadre previsto per l&#8217;edizione 2026, e la possibilità di arrivare a 64 nazionali nel torneo del 2030.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Aumentare il numero delle nazionali non ha senso», ha dichiarato il numero uno della Liga, sostenendo che il calcio non possa ruotare esclusivamente attorno alla Coppa del Mondo. Secondo Tebas, sono i campionati nazionali a sostenere economicamente e sportivamente il movimento, garantendo lavoro e stabilità a migliaia di persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Stanno distruggendo l&#8217;industria del calcio, che genera decine di migliaia di posti di lavoro, per un evento che dura 40 giorni e coinvolge una minoranza di giocatori», ha affermato. La richiesta è quella di ridurre gli impegni delle nazionali e tutelare maggiormente i tornei di club, a tutti i livelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tebas ha poi puntato direttamente contro Infantino, definendo concluso il suo ciclo alla guida della FIFA: «Il suo tempo è scaduto». Secondo il presidente della Liga, però, il sistema attuale renderebbe difficile un cambiamento, perché il presidente FIFA gode del sostegno delle federazioni e non ci sarebbero candidati pronti a sfidarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esponente spagnolo ha anche criticato la gestione della FIFA in occasione della vicenda legata alla sospensione dell&#8217;attaccante statunitense Folarin Balogun, la cui squalifica è stata congelata dalla commissione disciplinare permettendogli di giocare una partita dei Mondiali. Tebas ha sostenuto che, in caso di eliminazione degli Stati Uniti, la vicenda avrebbe potuto avere conseguenze politiche per Infantino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il presidente della Liga, quella decisione sarebbe solo uno degli esempi di un&#8217;organizzazione che, a suo giudizio, prenderebbe decisioni orientate più agli interessi della FIFA che a quelli del calcio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tebas ha infine contestato anche alcune scelte organizzative legate ai Mondiali, tra cui le pause per l&#8217;idratazione. A suo avviso, in alcuni casi non sarebbero state introdotte per esigenze climatiche, ma per motivi legati agli spazi pubblicitari e alla gestione televisiva dell&#8217;evento.</p>
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		<title>L&#8217;ultimo ballo del numero 10. Il giorno in cui il tempo sconfisse Messi</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 08:16:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Umberto Baldo La finale è spesso la più malinconica delle partite di un Campionato del Mondo.Non è mai una partita normale.Se l’atto conclusivo del Mondiale 2026 fosse stato una normale sfida di calcio, per la Spagna avrebbe dovuto essere<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">di Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">La finale è spesso la più malinconica delle partite di un Campionato del Mondo.<br>Non è mai una partita normale.<br>Se l’atto conclusivo del Mondiale 2026 fosse stato una normale sfida di calcio, per la Spagna avrebbe dovuto essere il naturale compimento della sua superiorità.<br>Parliamo dei campioni d&#8217;Europa in carica. Della squadra che aveva eliminato la favoritissima Francia (e non dite di no!). Di un centrocampo probabilmente senza eguali nel calcio contemporaneo, capace di cambiare interpreti senza perdere un grammo di qualità.<br>Ma di fronte la Roja non aveva una squadra comune.<br>Aveva quella che il CT Lionel Scaloni ha definito una «banda di indios»: non certo un riferimento etnico, ma il ritratto di quei ragazzacci di strada pronti a morire sul campo prima ancora che a perdere una partita.<br>Ne è uscita una partita più nervosa che bella, segnata dal netto predominio geometrico della Spagna e dalla pura feroce sofferenza dell&#8217;Argentina.<br>Una resistenza spinta spesso oltre il limite del regolamento, e culminata in un post-partita tesissimo, macchiato da accenni di rissa in campo.<br>Inutile nasconderlo: con il passare dei minuti la partita ha smesso di essere una finale, trasformandosi in un assedio.<br>Ogni possesso palla spagnolo scavava una crepa nella lucidità argentina.<br>Alla fine sono rimasti solo falli, proteste, sette ammonizioni e l&#8217;espulsione di Enzo Fernández: il referto arbitrale racconta meglio di qualsiasi commento il naufragio nervoso dell&#8217;Albiceleste.<br>Tuttavia, a far discutere i critici ed i commentatori di tutto il mondo — in particolare l&#8217;acida e puntualissima stampa inglese — non è stata tanto la contesa tattica, non il calcio giocato, ma il modo in cui l&#8217;Argentina ha scelto di perdere, valicando il confine che separa la sana “garra” agonistica dalla pura antisportività.<br>Ma l&#8217;istantanea che farà discutere la stampa internazionale per i prossimi mesi, una foto destinata a spiegare il Mondiale più di qualsiasi tabellino, è andata in scena sul podio della premiazione, regalando un vero e proprio caso diplomatico sportivo.<br>Subito dopo aver ricevuto la medaglia d&#8217;argento, i calciatori dell&#8217;Albiceleste si sono compattati a centrocampo. Nell&#8217;istante esatto in cui il capitano spagnolo Rodri alzava al cielo la Coppa del Mondo, l&#8217;intera squadra argentina si è voltata verso la curva dei propri tifosi, dando di fatto le spalle alla festa della Roja<br>Per i media globali e la critica (specie quella inglese) si è trattato di una clamorosa e imperdonabile mancanza di rispetto e di fair play.<br>Dall&#8217;ambiente argentino si getta acqua sul fuoco: nessun intento di snobbare i vincitori, solo il desiderio di omaggiare e ringraziare i tantissimi tifosi rimasti sugli spalti a sostenerli dopo la sconfitta.<br>Resta il fatto che la scelta del tempismo è stata quantomeno infelice, lasciando ai posteri una delle immagini più controverse della storia dei Mondiali.<br>In mezzo a questa trincea di nervi e orgoglio, si è consumato il dramma più grande: quello di Lionel Messi.<br>Immagine speculare della malinconia di questa finale; ha fatto stringere il cuore vederlo camminare impotente per lunghi tratti del match.<br>Il genio di Rosario si è acceso solo a sprazzi, con qualche lampo nel finale disperato, ma il peso degli anni e dell&#8217;usura si è fatto sentire tutto.<br>Faceva quasi male guardarlo. Perché per la prima volta sembrava un uomo costretto a rincorrere il tempo invece del pallone.<br>Eppure, è servito il secondo tempo supplementare e la zampata di Ferrán Torres al 106&#8242; perché la Spagna potesse finalmente averne ragione.<br>Il sipario cala con Leo Messi seduto in panchina, gli occhi pieni di lacrime.<br>Per una volta il tempo ha vinto lui.<br>È l&#8217;unico avversario che nemmeno il più grande calciatore della storia abbia potuto dribblare.<br>Ma quella lacrima non segna la fine di un mito.<br>Ne certifica soltanto l&#8217;eternità. Perché gli eroi smettono di vincere. Le leggende, invece, continuano a vivere molto dopo l&#8217;ultimo fischio dell&#8217;arbitro.<br>Gli dei del calcio concedono il talento, non l&#8217;immortalità.<br>Anche Achille aveva un tallone. Anche Messi aveva un calendario.<br>Il tempo gli ha tolto le gambe, ma non potrà mai sottrargli la leggenda.<br>Umberto Baldo</p>
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		<title>Arzignano vola nell’atletica internazionale: Stecchi e Molinarolo firmano il successo di Saltinpiazza 2026</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 16:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piazza Marconi trasformata in una grande pedana di salto con l’asta: azzurri protagonisti, cinque nazioni rappresentate e nuovo record della manifestazione per il croato Šerić a 5 metri e 42 Una serata di grande atletica con atmosfera internazionale ha animato<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Piazza Marconi trasformata in una grande pedana di salto con l’asta: azzurri protagonisti, cinque nazioni rappresentate e nuovo record della manifestazione per il croato Šerić a 5 metri e 42</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una serata di grande atletica con atmosfera internazionale ha animato piazza Marconi ad Arzignano. Il <strong>Saltinpiazza Arzignano 2026 Trofeo Autovega</strong>, andato in scena mercoledì 15 luglio, ha portato in città alcuni dei migliori interpreti del salto con l’asta, con una sfida che ha visto protagonisti gli azzurri e atleti arrivati da Cile, Brasile, Croazia e Slovenia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A conquistare il successo sono stati <strong>Claudio Stecchi ed Elisa Molinarolo</strong>, in una manifestazione che ha confermato la crescita dell’evento, ormai passato in pochi anni da appuntamento regionale a competizione di livello nazionale e internazionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="614" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-prem-uomini-1-1024x614.jpg" alt="" class="wp-image-371587" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-prem-uomini-1-1024x614.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-prem-uomini-1-626x375.jpg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-prem-uomini-1-1536x921.jpg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-prem-uomini-1-2048x1228.jpg 2048w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-prem-uomini-1-100x60.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-prem-uomini-1-846x507.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-prem-uomini-1-1184x710.jpg 1184w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Stecchi torna dopo lo stop e vince ad Arzignano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Piazza Marconi è stata il palcoscenico del ritorno alle gare di Claudio Stecchi, atleta delle Fiamme Gialle e due volte finalista mondiale, fermo da un anno e mezzo dopo la rottura del tendine d’Achille subita nella stagione indoor 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ho terminato da poco la fisioterapia e la preparazione è appena ripresa in vista del 2027. Arzignano è stata il primo test agonistico alla ricerca delle sensazioni di gara», ha spiegato l’azzurro arrivato dalla Toscana insieme ad Andrea Giannini, responsabile del salto con l’asta del settore tecnico nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stecchi, che vanta un primato personale di <strong>5 metri e 82</strong>, ha conquistato il Trofeo Autovega superando la misura di <strong>5 metri e 12</strong>. La gara ha visto anche la partecipazione di diversi atleti stranieri autorizzati dalla Fidal a gareggiare fuori classifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo posto, sempre con 5 metri e 12, per <strong>Alberto Nonino</strong> della Quercia Dao Conad Rovereto, che ha stabilito il proprio record personale ma ha pagato un numero maggiore di errori nella progressione rispetto a Stecchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bronzo è andato a <strong>Matteo Miani</strong> dell’Assindustria Padova, capace di arrivare a quota 5 metri, stessa misura di Federico Biancoli della Riccardi Milano, superato però grazie a una migliore regolarità nelle misure inferiori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="786" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-salto-786x1024.jpg" alt="" class="wp-image-371588" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-salto-786x1024.jpg 786w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-salto-320x417.jpg 320w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-salto-1179x1536.jpg 1179w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-salto-1572x2048.jpg 1572w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-salto-100x130.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-salto-846x1102.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-salto-1184x1543.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Saltinpiazza-Arz26-salto-scaled.jpg 1965w" sizes="auto, (max-width: 786px) 100vw, 786px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Molinarolo regina della gara femminile</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le donne non ha deluso le aspettative <strong>Elisa Molinarolo</strong>. La veronese delle Fiamme Oro, finalista olimpica e mondiale, ha vinto la gara portando il record della manifestazione a <strong>4 metri e 45</strong>, in vista della preparazione per gli Europei di Birmingham.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle sue spalle l’azzurra romana <strong>Sonia Malavisi</strong> (Acsi Futuratletica), argento con un’ottima misura di <strong>4 metri e 35</strong>, mentre il terzo posto è stato conquistato da <strong>Virginia Scardanzan</strong> (Silca Conegliano) con <strong>4 metri e 25</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quarta classificata <strong>Francesca Semeraro</strong> (Alteratletica Locorotondo), con 4 metri e 5.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="709" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Belloni-Lovato-Molinarolo-Bolcato-Mistrorigo-709x1024.jpg" alt="" class="wp-image-371589" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Belloni-Lovato-Molinarolo-Bolcato-Mistrorigo-709x1024.jpg 709w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Belloni-Lovato-Molinarolo-Bolcato-Mistrorigo-289x417.jpg 289w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Belloni-Lovato-Molinarolo-Bolcato-Mistrorigo-1064x1536.jpg 1064w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Belloni-Lovato-Molinarolo-Bolcato-Mistrorigo-1418x2048.jpg 1418w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Belloni-Lovato-Molinarolo-Bolcato-Mistrorigo-100x144.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Belloni-Lovato-Molinarolo-Bolcato-Mistrorigo-846x1222.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Belloni-Lovato-Molinarolo-Bolcato-Mistrorigo-1184x1710.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Belloni-Lovato-Molinarolo-Bolcato-Mistrorigo-scaled.jpg 1773w" sizes="auto, (max-width: 709px) 100vw, 709px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il croato Šerić firma il nuovo record maschile</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza internazionale ha regalato anche un nuovo primato della manifestazione. Il croato <strong>Ivan Geronimo Šerić</strong> ha infatti stabilito il record maschile di Saltinpiazza raggiungendo quota <strong>5 metri e 42</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Applausi anche per il cileno <strong>Guillermo Correa</strong>, che ha chiuso la gara a 5 metri e 12, e per il giovane talento brasiliano <strong>Andreas Kreiss</strong>, arrivato a 5 metri. Lo sloveno <strong>Matic</strong> ha invece raggiunto la misura di 4 metri e 85.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella classifica maschile, dopo Biancoli, al decimo posto con 4 metri e 85 si sono piazzati <strong>Lorenzo Candiotto, Federico Stevanella e Mattia Beda</strong>. Sfortunata la prova dell’under 18 <strong>Elia Campagnolo</strong>, atleta cassolese dell’Atletica Pedemontana Veneta, costretto a fermarsi dopo il terzo salto per un problema alla spalla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le donne, a quota 3 metri e 85, si sono classificate <strong>Letizia Paolatto, Sofia Gorgosalice e Arianna Peroni</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un evento cresciuto fino al livello internazionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione è stata organizzata dalle società <strong>Atletica Arzignano e Atletica Ovest Vicentino</strong>, con il sostegno del Comune di Arzignano e la soddisfazione del sindaco Riccardo Masiero e del vicesindaco e assessore allo Sport Giovanni Lovato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pubblico ha potuto seguire le gare direttamente a bordo pedana, all’interno della rassegna estiva <strong>“Mercoledì by night inArzignano”</strong>, che ogni settimana propone iniziative in collaborazione con gli esercizi commerciali cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una crescita costante quella di Saltinpiazza, che ha trasformato un appuntamento nato con dimensione regionale in una competizione capace di richiamare atleti di livello internazionale. Un percorso parallelo alla crescente attenzione verso l’atletica leggera da parte delle aziende del territorio, che sostengono iniziative come la <strong>StrArzignano</strong>, in programma il primo weekend di ottobre, e la più recente <strong>Arzignano Run by night</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Addio a Osvaldo Bagnoli, il maestro del Verona dei miracoli: a 91 anni se ne va l’uomo dello storico scudetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:05:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il calcio italiano perde uno dei suoi allenatori più amati e rispettati. È morto a Verona Osvaldo Bagnoli, il tecnico che nel 1985 portò l&#8217;Hellas alla conquista di uno storico scudetto, una delle imprese più straordinarie nella storia della Serie<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il calcio italiano perde uno dei suoi allenatori più amati e rispettati. È morto a Verona <strong>Osvaldo Bagnoli</strong>, il tecnico che nel 1985 portò l&#8217;Hellas alla conquista di uno storico scudetto, una delle imprese più straordinarie nella storia della Serie A. Aveva 91 anni. Il decesso è avvenuto all&#8217;ospedale di Borgo Roma, nella città scaligera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bagnoli è rimasto per sempre legato a quella squadra capace di sovvertire ogni pronostico nella stagione 1984-85. Un gruppo costruito con equilibrio, organizzazione e spirito di sacrificio, che riuscì a mettere in fila alcune delle formazioni più forti dell&#8217;epoca: la Juventus di Michel Platini, il Napoli di Diego Maradona, l&#8217;Inter di Karl-Heinz Rummenigge, l&#8217;Udinese di Zico e la Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il trionfo arrivò il 12 maggio 1985, quando il Verona pareggiò 1-1 sul campo dell&#8217;Atalanta conquistando matematicamente il primo e unico scudetto della sua storia. Un&#8217;impresa che ancora oggi viene ricordata come l&#8217;ultimo grande miracolo di una squadra di provincia nel massimo campionato italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Milano il 3 luglio 1935, Bagnoli aveva conosciuto il calcio anche da calciatore: aveva vestito, tra le altre, le maglie di Milan, Hellas Verona, Udinese, Catanzaro, Spal e Verbania, conquistando anche un campionato italiano con il Milan nella stagione 1956-57.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua carriera da allenatore iniziò nelle categorie inferiori, prima delle esperienze con Como, Rimini, Fano e Cesena. Fu proprio a Verona che costruì la sua leggenda: arrivato sulla panchina gialloblù nel 1981, accompagnò la squadra dalla Serie B fino al vertice del calcio italiano, creando un modello basato su disciplina tattica, valorizzazione dei giocatori e grande compattezza del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel Verona aveva protagonisti diventati simboli del calcio italiano: dal portiere Claudio Garella al capitano Roberto Tricella, passando per Hans-Peter Briegel, Preben Elkjær Larsen e Giuseppe Galderisi. Una formazione considerata &#8220;operaia&#8221;, ma capace di battere campioni affermati e società economicamente più potenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l&#8217;esperienza veronese Bagnoli guidò il Genoa, con cui raggiunse risultati importanti arrivando anche alla semifinale di Coppa Uefa, e successivamente l&#8217;Inter. La parentesi nerazzurra, però, si concluse senza successo e contribuì alla sua decisione di lasciare il calcio a soli 59 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Schivo, lontano dai riflettori e poco incline alla spettacolarizzazione, Bagnoli era conosciuto come un allenatore concreto, legato al valore del gruppo più che alle individualità. Nel 2017 è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano, riconoscimento alla sua straordinaria carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua scomparsa lascia un grande vuoto soprattutto a Verona, dove il nome di Osvaldo Bagnoli resterà per sempre associato alla pagina più gloriosa della storia dell&#8217;Hellas: quella di una squadra capace di trasformare un sogno impossibile in realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Da un calendario UNICEF alla finale del Mondiale. Messi e Yamal: il cerchio si chiude</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:34:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo C’è un’immagine, riemersa dalle nebbie della memoria recente, che sembra essere stata dipinta dalla mano invisibile del dio del calcio per ricordarci che nulla, su quel rettangolo verde, accade per caso. Bisogna riavvolgere il nastro del tempo di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a>C’è un’immagine, riemersa dalle nebbie della memoria recente, che sembra essere stata dipinta dalla mano invisibile del dio del calcio per ricordarci che nulla, su quel rettangolo verde, accade per caso.</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna riavvolgere il nastro del tempo di quasi vent’anni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo in Spagna. Per un calendario benefico dell’UNICEF, un ventenne prodigio del Barcellona, un ragazzo timido con i capelli lunghi che risponde al nome di Leo Messi, posa sorridente mentre fa il bagnetto ad un neonato di appena cinque mesi, estratto a sorte per l’occasione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel bimbo ignaro, cullato dall’acqua e dallo sguardo del futuro re del pallone, si chiama Lamine Yamal.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domenica prossima, su un prato di New York, quel neonato diventato uomo e quel ragazzo trasformatosi in leggenda si troveranno l’uno di fronte all’altro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ci saranno vasche da bagno o sorrisi teneri, ma una Coppa del Mondo in palio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una sceneggiatura che persino il più audace dei romanzieri avrebbe ritenuto troppo retorica per essere credibile, e che invece è pura, clamorosa realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Argentina di Lionel Scaloni ci arriva respirando ancora l’odore del sangue e del sudore di una semifinale epica, una di quelle battaglie per cuori forti che forgiano la leggenda della&nbsp;Selección.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una partita sporca, iniziata tra i fischi assordanti agli inni nazionali, con un primo tempo dominato dai calci più che dal calcio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando, ad inizio ripresa, Anthony Gordon ha gelato i sudamericani spingendo in rete il cross di Rogers, è scattato quel meccanismo ancestrale che rende l’Argentina una squadra che semplicemente si rifiuta di morire.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scaloni ha gettato nella mischia l’artiglieria pesante, Nico Gonzalez e Lautaro Martinez su tutti, mentre Thomas Tuchel commetteva l’errore più fatale: barricarsi, inserire difensori a palate, consegnando l’inerzia del match al destino.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed il destino ha risposto “presente”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima il siluro dalla distanza di Fernandez a sfiorare il novantesimo, poi, in pieno recupero, la magia: cross radiocomandato di un Messi in versione regista totale e l’incornata imperiosa del&nbsp;toro&nbsp;Lautaro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimonta compiuta. New York aspetta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’altra parte del ring ci sarà la Spagna.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà la prima volta nella storia dei Mondiali che l’atto finale opporrà direttamente i Campioni d’Europa in carica ai detentori della Copa América.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una vera e propria &#8220;guerra dei due mondi&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cura collettiva, il palleggio ipnotico e l’organizzazione scientifica disegnata da Luis de la Fuente contro la competitività feroce, la verticalità sofferta ed emotiva degli argentini.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due identità senza maschere: la&nbsp;Roja, capace di limare il proprio assetto inserendo Porro ed Olmo senza perdere un millimetro di filosofia di gioco, contro una&nbsp;Albiceleste&nbsp;che sa soffrire come nessun’altra, trovando risorse inaspettate nei momenti in cui il baratro sembra ad un passo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiave tattica si consumerà a centrocampo, dove Rodri e Fabián proveranno a tessere la loro tela di passaggi millimetrici, mentre l&#8217;Argentina cercherà di spezzare il ritmo per scatenare transizioni letali non appena si aprirà un corridoio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la vera cornice dorata di questa notte newyorkese sarà il duello generazionale tra le due stelle.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da un lato Lamine Yamal, l’astro nascente, colui che ha il futuro tra i piedi, capace, se inserito nel flusso del gioco collettivo spagnolo, di piegare una partita con una singola accelerazione&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’altro c’è sempre lui,&nbsp;“la Pulga”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi Messi non strappa più i tessuti muscolari e le difese con la velocità di vent&#8217;anni fa; oggi Leo gioca con il cervello.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si abbassa, cuce il gioco, si trasforma nel regista offensivo totale di un popolo intero.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri dicono che in questa campagna mondiale ha persino superato il record storico di Miroslav Klose, issandosi in vetta ai marcatori di sempre della storia della Coppa del Mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presente e futuro si daranno appuntamento domenica 19 luglio alle 21:00 a New York.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due continenti, due filosofie di vita, un solo trofeo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quell’abbraccio ideale, nato vent&#8217;anni fa in un bagnetto dell&#8217;UNICEF, che si chiuderà per sempre sotto il cielo d’America.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse domenica Messi alzerà ancora una volta la Coppa del Mondo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse sarà Lamine Yamal ad inaugurare una nuova dinastia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma qualunque sarà il risultato, resterà una fotografia più potente di tutte: quella di un ragazzo che, senza saperlo, teneva tra le mani il bambino destinato a sfidarlo vent&#8217;anni dopo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte il calcio è soltanto uno sport. Altre volte diventa letteratura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Riuscirà la VARgentina ad appropriarsi di un altro Mondiale fra i sospetti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 08:08:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Argentina è di nuovo in finale del Mondiale. La vittoria per 2-1 sull&#8217;Inghilterra ha riportato l&#8217;Albiceleste all&#8217;ultimo atto della Coppa del Mondo, dove sfiderà la Spagna. Ma, come spesso accade quando si parla della nazionale argentina, al calcio giocato si<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Argentina è di nuovo in finale del Mondiale. La vittoria per 2-1 sull&#8217;Inghilterra ha riportato l&#8217;Albiceleste all&#8217;ultimo atto della Coppa del Mondo, dove sfiderà la Spagna. Ma, come spesso accade quando si parla della nazionale argentina, al calcio giocato si sono affiancate polemiche, sospetti e accuse che stanno infiammando tifosi, media e social network.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È bene chiarirlo fin dall&#8217;inizio: <strong>non esistono prove di manipolazioni o di favoritismi organizzati</strong> e la FIFA continua a difendere l&#8217;operato degli arbitri. Tuttavia, il torneo 2026 è stato accompagnato da una lunga serie di episodi contestati che hanno alimentato un clima di sfiducia, soprattutto tra gli avversari dell&#8217;Albiceleste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La polemica più accesa è nata nei quarti di finale contro la Svizzera. L&#8217;espulsione dell&#8217;attaccante Breel Embolo, arrivata dopo una revisione VAR per una presunta simulazione, ha cambiato l&#8217;inerzia della gara e ha scatenato una valanga di proteste. Sui social è tornato virale il soprannome <strong>&#8220;VARgentina&#8221;</strong>, già utilizzato negli anni scorsi per insinuare che le decisioni tecnologiche favorissero sistematicamente la Selección. La FIFA, attraverso il responsabile arbitrale Pierluigi Collina, ha difeso l&#8217;operato della squadra arbitrale, ma le polemiche non si sono placate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le contestazioni non si fermano a quella partita. Durante il torneo sono stati messi sotto la lente diversi episodi: un possibile cartellino rosso evitato a Lionel Messi contro l&#8217;Algeria dopo un contatto giudicato duro dagli avversari, un gol convalidato contro l&#8217;Austria nonostante dubbi sulla regolarità dell&#8217;azione e una rete dell&#8217;Egitto annullata negli ottavi, decisione che ha preceduto la rimonta argentina ai supplementari. Si tratta di episodi che hanno alimentato il dibattito mediatico, ma che non hanno portato ad alcuna ammissione di errore o irregolarità da parte della FIFA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la semifinale contro l&#8217;Inghilterra ha lasciato strascichi. La direzione dell&#8217;arbitro statunitense Ismail Elfath è stata duramente criticata dalla stampa inglese, che gli ha rimproverato una gestione troppo permissiva del gioco fisico argentino. Alcuni giornali britannici avevano espresso dubbi già prima della gara sulla sua designazione, alimentando teorie di favoritismo mai supportate da prove concrete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine dell&#8217;incontro è esplosa un&#8217;ulteriore controversia quando alcuni giocatori argentini hanno esposto uno striscione con la scritta <strong>&#8220;Las Malvinas son Argentinas&#8221;</strong>, riaccendendo la disputa sulle isole Falkland/Malvinas. La FIFA vieta messaggi politici durante le competizioni e diversi media internazionali hanno riferito della possibilità di un&#8217;indagine disciplinare sull&#8217;episodio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le polemiche del 2026 si inseriscono però in una storia molto più lunga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo grande caso risale al <strong>Mondiale del 1978</strong>, organizzato proprio in Argentina durante la dittatura militare. Ancora oggi il 6-0 inflitto al Perù nell&#8217;ultima partita del secondo girone continua a essere oggetto di sospetti. Quel risultato consentì agli argentini di qualificarsi alla finale superando il Brasile per differenza reti. Nel corso degli anni sono emerse testimonianze, indiscrezioni e ricostruzioni che hanno alimentato i dubbi su possibili pressioni politiche, ma <strong>nessuna inchiesta ha mai dimostrato l&#8217;esistenza di una combine o di un illecito sportivo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impossibile poi dimenticare il Mondiale del <strong>1986</strong>. Nei quarti di finale contro l&#8217;Inghilterra Diego Armando Maradona segnò il celebre gol della <strong>&#8220;Mano de Dios&#8221;</strong>, realizzato con un evidente tocco di mano che sfuggì all&#8217;arbitro tunisino Ali Bin Nasser. Quell&#8217;episodio è rimasto uno dei più controversi nella storia del calcio e contribuì a rafforzare la rivalità tra le due nazionali, già segnata dal durissimo quarto di finale del 1966, che gli argentini ribattezzarono addirittura <strong>&#8220;il furto del secolo&#8221;</strong> per l&#8217;espulsione del capitano Antonio Rattín e alcune decisioni arbitrali considerate favorevoli agli inglesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il Mondiale del <strong>2022</strong> in Qatar fu accompagnato da numerose discussioni arbitrali. Il quarto di finale con l&#8217;Olanda, passato alla storia come la &#8220;Battaglia di Lusail&#8221;, vide il record di cartellini estratti dall&#8217;arbitro Antonio Mateu Lahoz, oltre a contestazioni sulla gestione disciplinare e su alcuni episodi tecnici che alimentarono il dibattito internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, mentre l&#8217;Argentina si prepara ad affrontare la Spagna nella finale del Mondiale 2026, il copione sembra ripetersi. Da una parte c&#8217;è una squadra che continua a vincere sul campo; dall&#8217;altra una quantità impressionante di polemiche, accuse e teorie che accompagnano ogni suo successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ora, però, una cosa resta distinta dalle ricostruzioni e dalle discussioni: <strong>i sospetti sono tali e non costituiscono prove di irregolarità</strong>. Ed è proprio questo il motivo per cui il dibattito, anziché chiudersi, continua ad accompagnare ogni trionfo dell&#8217;Albiceleste.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Ad Arzignano arriva Salti In Piazza 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 14:36:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì 15 luglio il salto con l’asta in Piazza Marconi nel contesto dei “mercoledì by night” Gli azzurri Molinarolo, Malavisi e Stecchi con atleti di tutto il mondo protagonisti di un evento internazionale dal sapore olimpico Il sindaco Riccardo Masiero<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mercoledì 15 luglio il salto con l’asta in Piazza Marconi</p>



<p class="wp-block-paragraph">nel contesto dei “mercoledì by night”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli azzurri Molinarolo, Malavisi e Stecchi con atleti di tutto il mondo</p>



<p class="wp-block-paragraph">protagonisti di un evento internazionale dal sapore olimpico</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Claudio-Stecchi_foto-Fidal-1-733x1024.jpg" alt="" class="wp-image-370941" style="aspect-ratio:0.7158378221659316;width:733px;height:auto"/><figcaption class="wp-element-caption">Claudio Stecchi &#8211; European Team Championships 2023 | Chorzow (POL), Silesian Stadium | 23-25.06.2023 | Photo: Francesca Grana/FIDAL</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il sindaco <a href="https://www.facebook.com/riccardo.masiero.7583?__cft__[0]=AZZRE_OyU-EeJqf_sH_NNsHLI7kNFE1pYdb0pQHJC-4Wwcy8u6CHG9FQeDHNcfmDoklKs9IDwapKvowCxy6rNpX6offXWonxVNxPXfaRFhQhF2W8LsZwQMNWZzbS6KT-fl2sTZfilJQDHS7tO8BJVzpOkdoAlEWHZqq-XwSb63y-Pg&amp;__tn__=-]K-R">Riccardo Masiero</a> e il vicesindaco e assessore allo Sport <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=61575679760803&amp;__cft__[0]=AZZRE_OyU-EeJqf_sH_NNsHLI7kNFE1pYdb0pQHJC-4Wwcy8u6CHG9FQeDHNcfmDoklKs9IDwapKvowCxy6rNpX6offXWonxVNxPXfaRFhQhF2W8LsZwQMNWZzbS6KT-fl2sTZfilJQDHS7tO8BJVzpOkdoAlEWHZqq-XwSb63y-Pg&amp;__tn__=-]K-R">Giovanni Lovato</a>: “L’edizione 2026 porterà atleti azzurri e da tutto il mondo ad Arzignano. Saltinpiazza Trofeo Autovega rappresenta una tradizione per Arzignano che di anno in anno fa salire il suo livello fino al contesto internazionale. Ringraziamo vivamente Atletica Arzignano e Atletica Ovest Vicentino che, insieme nell’Atletica Pedemontana Veneta, costituiscono un punto di forza della nostra comunità. Invitiamo la cittadinanza ad ammirare gli acrobati dell’Atletica che amano Arzignano e che coinvolgono i loro colleghi. Un grazie ai numerosi sponsor che assieme all’Amministrazione e ai promotori rendono possibile questa eccellenza del programma sportivo cittadino.”</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="250" height="375" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Elisa_Molinarolo_foto-Fidal_Grana-1.jpg" alt="" class="wp-image-370942" style="aspect-ratio:0.6666805567130594;width:251px;height:auto" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Elisa_Molinarolo_foto-Fidal_Grana-1.jpg 250w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/Elisa_Molinarolo_foto-Fidal_Grana-1-100x150.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" /><figcaption class="wp-element-caption">Elisa Molinarolo &#8211; Roma 2024, European Athletics Championships | 07/12.06.2024 | Rome (ITA), Stadio Olimpico | Photo: Francesca Grana/FIDAL</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A poche settimane dai campionati italiani assoluti, dove vari sprinter di Atletica Arzignano saranno in gara come Giambellini, Fongaro, Lazzati e Odje e a un mese dagli europei di Birmingham dove l’atletica italiana si metterà di nuovo in mostra, mercoledì 15 luglio 2026 a partire dalle 17:30 in Piazza Marconi ad Arzignano tornano le emozioni del salto con l’asta nei centri storici grazie alla spettacolare manifestazione SaltInpiazza trofeo AUTOVEGA 2026. La città del grifo si conferma come una dei pochi appuntamenti di questo tipo che si svolgono su scala nazionale, mediante una competizione ufficiale grazie all’inserimento nel “global calendar” della federazione internazionale World Athletics. Chiusura prevista con le premiazioni alle ore 22:45.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione è dunque dedicata alla specialità più coreografica della regina degli sport. Organizzazione firmata dalle società Atletica Arzignano e Atletica Ovest Vicentino, riunite nel consorzio Atletica Pedemontana Veneta (sede allo Stadio Dal Molin di Arzignano) in compagnia del GS Marconi Cassola e di Novatletica Città di Schio. Iniziativa fortemente voluta dal Comune di Arzignano con il pubblico che potrà assistere a bordo pedana alle prodezze volanti di atlete e atleti nel contesto della rassegna estiva “mercoledì by night inArzignano” che prevede ogni mercoledì sera iniziative particolari in collaborazione con gli esercizi commerciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gara: cast internazionale con tanti big azzurri in gara e il ritorno di Stecchi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Saranno 14 atlete e 14 atleti a salire sulla pedana di Arzignano per volare il più in alto possibile col vantaggio della musica e del tifo del pubblico stipato a pochi passi da loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande attesa per la sfida femminile. Debutta per la prima volta ad Arzignano la finalista olimpica e mondiale Elisa Molinarolo portacolori delle Fiamme Oro Padova; 4m70 il suo primato personale. Da Roma arriverà anche la pluricampionessa italiana assoluta Sonia Malavisi che vanta un personale di 4m52. L’altra azzurra è Virginia Scardanzan, portacolori della Atletica Silca Conegliano, con uno stagionale di 4m42 anche lei in gara in ottica Europei Birmingham.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli uomini il nome di maggior preciso è quello di Claudio Stecchi finalista ai mondiali nel 2019 e nel 2023. Proprio nel 2023 con 5m82 (suo primato) ha eguagliato il record italiano indoor di Gibilisco. Arzignano sarà la prima gara dopo un lungo periodo di stop, le sue ultime apparizioni risalgono infatti alla stagione indoor 2025, quando ha subito la rottura del tendine d&#8217;Achille destro. Un rientro tanto atteso anche dalla federazione che sarà rappresentata dal responsabile nazionale della specialità Andrea Giannini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Porto Rico, Brasile e Slovenia le nazioni rappresentate da atleti di altissimo livello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli sloveni Luka Zupanc, con un primato di 5m35 e Jak Rovan, primato di 5m30 e il brasiliano Andrea Kreiss con 5m21 saranno i maggiori accreditati per la vittoria. Da tenere d’occhio anche il giovane campione portoricano stabilizzatosi da molto tempo negli USA Antonio San Miguel.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mancherà l’attenzione per il mattatore delle edizioni 2023 e 2026 Federico Biancoli (pb 5m35. Accreditati a 5m10 Mattia Beda (Nissolino Sport), Alberto Nonnino (Quercia Dao Conad Rovereto) e Matteo Miani (Assindustria Padova).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Atletica attira le aziende: una squadra di partners a supporto del Trofeo Autovega</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento che quest’anno è diventato di ampio respiro internazionale ogni anno attira sempre più numerosi e qualificati specialisti del salto con l’asta. Una crescita costante che viaggia in parallelo alla sempre maggiore attrattività che l’Atletica leggera riscuote tra le aziende del territorio che con entusiasmo supportano le splendide iniziative proposte da Atletica Arzignano e Atletica Ovest Vicentino come anche StrArzignano e l’ultima nata Arzignano Run by night. Un doveroso ringraziamento va attribuito agli sponsor maggiormente fidelizzati ai sodalizi promotori quali AutoVega, Euroventilatori International, Banca delle Terre Venete, We_Beat, Why Sport, GiSport, RS Work Promotions, Assistenza Casa, Impresa Edile Mottisi, OMC Srl, Linde, The Bridge, Mobili Mastrotto e AirComp-Compressori, Erboristeria Madre Natura, Locanda Castagna, Prix Supermercati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-13-at-15.30.35-1-724x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-370939" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-13-at-15.30.35-1-724x1024.jpeg 724w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-13-at-15.30.35-1-295x417.jpeg 295w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-13-at-15.30.35-1-100x141.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-13-at-15.30.35-1-846x1197.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-13-at-15.30.35-1.jpeg 905w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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		<title>Mondiali, la Francia si aggiudica il &#8216;derby africano&#8217; con il Marocco: Bleus in semifinale, tensione evitata nelle città italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 08:10:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Francia conquista il cosiddetto derby africano dei quarti di finale del Mondiale 2026, superando il Marocco per 2-0 e confermandosi una delle principali candidate alla conquista del titolo iridato. Il successo dei Bleus evita anche i possibili festeggiamenti e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Francia</strong> conquista il cosiddetto <em>derby africano</em> dei quarti di finale del Mondiale 2026, superando il <strong>Marocco per 2-0</strong> e confermandosi una delle principali candidate alla conquista del titolo iridato. Il successo dei Bleus evita anche i possibili festeggiamenti e i timori di disordini che avevano portato diverse città italiane a predisporre servizi di vigilanza rafforzati in vista dell&#8217;eventuale vittoria della nazionale marocchina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida è stata definita da molti il <strong>&#8220;derby africano&#8221;</strong> anche per la composizione della nazionale francese. La quasi totalità dei Bleus ha infatti origini familiari in Paesi africani, in particolare nelle ex colonie francesi del Maghreb e dell&#8217;Africa subsahariana. È una diretta conseguenza della storia coloniale della Francia e dei successivi flussi migratori, che hanno trasformato il calcio francese in uno dei più multiculturali al mondo. Di fronte c&#8217;era il Marocco, rappresentante del continente africano, in un confronto che per molti osservatori ha assunto anche un forte valore simbolico, andando oltre il semplice aspetto sportivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul campo, però, non c&#8217;è stata storia. Dopo un primo tempo equilibrato, la qualità dei francesi è emersa nella ripresa: <strong>Kylian Mbappé</strong> ha sbloccato il risultato al 60&#8242;, mentre <strong>Ousmane Dembélé</strong> ha firmato il definitivo 2-0 sei minuti più tardi, regalando alla formazione di Didier Deschamps il pass per le semifinali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Marocco, ultima rappresentante africana rimasta in corsa, ha provato a resistere ma non è riuscito a impensierire con continuità una Francia apparsa superiore sotto il profilo tecnico e della profondità della rosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Già alla vigilia, la Francia era indicata come la <strong>superfavorita</strong> non solo per questa sfida ma anche per la conquista del Mondiale. I principali bookmaker la considerano infatti la nazionale con le maggiori probabilità di alzare la Coppa, davanti a Spagna, Argentina e Inghilterra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma dei quarti di finale prosegue ora con <strong>Spagna-Belgio</strong>, in programma <strong>venerdì 10 luglio alle ore 21 italiane</strong>. Sabato <strong>11 luglio</strong>, sempre alle <strong>21</strong>, sarà la volta di <strong>Norvegia-Inghilterra</strong>, mentre nella notte tra <strong>sabato e domenica</strong>, alle <strong>3 italiane</strong>, si giocherà <strong>Argentina-Svizzera</strong>. La Francia affronterà in semifinale la vincente di <strong>Spagna-Belgio</strong>.</p>
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		<title>Gran Galà dello Sport 2026, premiati i protagonisti dello sport cittadino</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:53:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 8 LUGLIO 2026 &#8211; Si è svolto ieri sera, al Teatro Comunale di Vicenza, il “Gran Galà dello Sport 2026 &#8211; Riconoscimento al merito sportivo”, l’evento organizzato dal Comune di Vicenza che rende omaggio ad atleti, squadre e società<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><br>VICENZA, 8 LUGLIO 2026 &#8211; Si è svolto ieri sera, al Teatro Comunale di Vicenza, il “Gran Galà dello Sport 2026 &#8211; Riconoscimento al merito sportivo”, l’evento organizzato dal Comune di Vicenza che rende omaggio ad atleti, squadre e società che si sono distinti nella stagione 2025/2026.<br> <br>La cerimonia, promossa dall&#8217;assessorato allo sport e presentata dal giornalista Andrea Ceroni, ha riunito sul palco i protagonisti dello sport cittadino, ovvero oltre duecento atleti premiati e una ventina di squadre, in rappresentanza di decine di società e di tutte le principali federazioni riconosciute dal Coni. Tra le autorità presenti alla serata, il sindaco di Vicenza <strong>Giacomo Possamai</strong>, l’assessore allo sport <strong>Leone Zilio</strong> e il consigliere comunale con delega <strong>Giacomo Bez</strong>. Sul palco per un saluto anche l’assessore regionale allo sport <strong>Paola Roma</strong>.Ad aprire la serata un’esibizione di ginnastica della società Futura Asd, seguita a metà dell’evento dall’esibizione di Vicenza Ginnastica.«Ci tenevo a dare a tutti voi, agli atleti, ai dirigenti, ai volontari, alle famiglie, alle società sportive, un saluto &#8211; le parole del sindaco <strong>Possamai</strong> -. Abbiamo voluto, dopo tanti anni, tornare a fare questo grande evento essenzialmente per una ragione: sono infatti tantissime, e lo si vede anche stasera, le realtà vicentine che danno onore alla città e al nostro territorio, e per questo oggi rendiamo loro omaggio nel teatro più grande della città. Questa serata è un tributo e un segno di attenzione: un evento che vuole essere un grazie da parte della città di Vicenza a tutti voi».«Come assessorato allo sport curiamo 76 impianti sportivi comunali &#8211; ha spiegato l’assessore <strong>Zilio</strong>, raccontando il lavoro svolto dagli uffici comunali che si occupano dello sport -. Facciamo quindi le gare di gestione, ci occupiamo della piccola e straordinaria manutenzione, e facciamo i piani di utilizzo, perché sono quasi 200 le associazioni sportive della città che chiedono di utilizzare i nostri impianti. Poi assieme all&#8217;ufficio lavori pubblici ci occupiamo dei cantieri: ne abbiamo conclusi tanti e sono molti quelli avviati e da avviare e che andranno in conclusione entro la fine del mandato. Ci occupiamo anche degli eventi sportivi assieme all&#8217;ufficio manifestazioni. Parliamo di grandi eventi come il Giro d&#8217;Italia, il Giro del Veneto, la Via dei Berici, la Mille Miglia, il Tennis Città di Vicenza e tanti altri. Senza dimenticare anche gli eventi più piccoli, ma comunque importanti per la città, fatti dalle associazioni del territorio. È poi un vanto come assessore quello di non aver ritoccato le tariffe comunali per l’utilizzo degli impianti perché è importantissimo per le associazioni sportive portare ragazzi e ragazze dentro le palestre per svolgere le loro attività. Sappiamo infatti quanto oggi sia importante far fare sport ai giovani. Per fare tutto questo c&#8217;è bisogno di una squadra fantastica, ringrazio quindi tutto il personale del mio ufficio per l’impegno e il grande lavoro che svolgono».<br> <br>Dall&#8217;atletica al nuoto, dalla ginnastica al rugby, dal tennis tavolo agli sport di squadra, la serata ha attraversato l&#8217;intero panorama sportivo del territorio, dando spazio tanto ai risultati di rilievo nazionale e internazionale, quanto ai traguardi che nascono dal lavoro quotidiano nei club.<br> <br>Tra i momenti più significativi del Gran Galà, la consegna di quattro riconoscimenti speciali da parte del direttore de Il Giornale di Vicenza Marino Smiderle, intitolati a figure che hanno scritto la storia dello sport vicentino: il Premio “Gianmauro Anni” è stato assegnato alla giornalista sportiva Alberta Mantovani; il Premio “Luigi Arena” è andato alla dirigente sportiva Barbara Lah; il Premio “Giangiorgio Trissino” è stato assegnato all&#8217;atleta Marco Carretta; e infine il Premio “Guido Perraro” è andato all’allenatore Mimmo Di Carlo.Durante la serata sono stati consegnati numerosi attestati di riconoscimento da parte del Comune, a 237 atleti, a 16 squadre e a 14 realtà organizzatrici di importanti eventi sportivi che si sono svolti durante l’anno.<br> <br>Con questi riconoscimenti il Comune di Vicenza ha voluto rendere omaggio al mondo dello sport, valorizzare non solo il gesto atletico, ma anche tutte le componenti che contribuiscono alla crescita dell’attività sportiva: chi lo racconta, chi lo organizza, chi lo amministra, chi lo pratica e chi forma atleti e squadre.<br> <br>Un riconoscimento alla passione, all&#8217;impegno e alla dedizione di quanti, con il loro lavoro quotidiano, promuovono i valori dello sport, ovvero rispetto, inclusione, crescita personale e spirito di squadra.<br> <br>A chiudere il Gran Galà dello Sport 2026, prima dei saluti finali delle autorità, l’esibizione dell’Asd Nastro Rosso.</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Oggi siamo tutti belgi!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:18:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi siamo tutti belgi! Ci sono partite che finiscono semplicemente con un risultato sul tabellone. E poi ci sono partite che, indipendentemente dal punteggio, assumono un significato più grande perché raccontano qualcosa che va oltre il campo. Belgio-Stati Uniti è<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<h1 class="wp-block-heading">Oggi siamo tutti belgi!</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono partite che finiscono semplicemente con un risultato sul tabellone. E poi ci sono partite che, indipendentemente dal punteggio, assumono un significato più grande perché raccontano qualcosa che va oltre il campo. Belgio-Stati Uniti è stata una di quelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché ieri non si sono affrontate soltanto due nazionali. Si sono confrontate due idee diverse: da una parte lo sport con le sue regole, dall’altra la sensazione sempre più inquietante che il potere possa riuscire a modificarle quando entra dalla porta principale. E almeno questa volta ha vinto il calcio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto era iniziato con quella che rischia di diventare una delle pagine più imbarazzanti della storia recente della FIFA. Un&#8217;espulsione, un regolamento chiaro e una consuetudine consolidata da decenni: il cartellino rosso comporta automaticamente la squalifica per la partita successiva. Una regola semplice, uguale per tutti, almeno in teoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi arriva una telefonata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;altra parte c&#8217;è Donald Trump. E dall&#8217;altra parte c&#8217;è anche Gianni Infantino, presidente della FIFA, un dirigente inginocchiato e imbarazzante che negli ultimi anni ha spesso mostrato una straordinaria capacità di muoversi nei corridoi del potere mondiale, trasformando talvolta l&#8217;immagine e la diplomazia in strumenti più importanti dello stesso rigore regolamentare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump chiede una revisione del caso Balogun. E accade qualcosa che lascia molti osservatori increduli: la squalifica viene cancellata e l&#8217;attaccante americano può scendere in campo. Una decisione che provoca proteste, critiche e dubbi, con la federazione belga che parla di un precedente gravissimo e numerosi protagonisti del mondo del calcio che denunciano il rischio di un&#8217;ingerenza politica senza precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il problema più grande non è soltanto la singola decisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il messaggio che viene trasmesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché quando un regolamento può diventare improvvisamente modificabile dopo una telefonata proveniente dal luogo più potente del pianeta, il sospetto inevitabilmente nasce. Se sei abbastanza vicino al potere, le regole possono diventare elastiche? Se hai abbastanza influenza, ciò che per gli altri è impossibile può diventare discutibile?</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una domanda pericolosa, soprattutto nello sport, perché il valore stesso della competizione nasce da un principio elementare: le regole devono essere uguali per tutti. Non importa il nome del giocatore, la maglia che indossa o il Paese che rappresenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calcio ha conosciuto scandali, errori arbitrali e decisioni controverse. Ma almeno per molto tempo ha cercato di difendere l&#8217;apparenza dell&#8217;imparzialità. In questo caso, invece, la sensazione è stata quella di una porta spalancata tra politica e giustizia sportiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso Trump ha raccontato pubblicamente di aver parlato con Infantino della vicenda, sostenendo però di non aver imposto alcuna decisione. Ma in uno sport che vive di credibilità non basta essere imparziali: bisogna anche dimostrare di esserlo. E quando il presidente di una federazione internazionale appare coinvolto in una trattativa con un leader politico su una decisione disciplinare, il danno d&#8217;immagine è già stato fatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infantino, che dovrebbe rappresentare il garante delle regole del calcio mondiale, appare sempre più spesso come un dirigente abile nel costruire relazioni con i grandi protagonisti della scena internazionale, sempre pronto alla fotografia ufficiale con chiunque abbia peso e influenza. Ma il ruolo di un presidente della FIFA non dovrebbe essere quello di assecondare il potente di turno. Dovrebbe essere quello di difendere il regolamento, soprattutto quando è scomodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E così siamo arrivati a un Mondiale organizzato negli Stati Uniti, con una stella della nazionale americana graziata alla vigilia di una partita decisiva e con il dubbio, pesantissimo, che qualcuno possa ottenere un trattamento diverso rispetto agli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi però arriva il calcio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello vero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che ancora, ogni tanto, riesce a ristabilire un equilibrio che nessuna decisione amministrativa può garantire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Belgio è entrato in campo senza trasformare la vicenda in uno spettacolo di proteste. Non ha cercato scuse, non ha alimentato polemiche infinite, non ha affidato la propria risposta alle dichiarazioni davanti ai microfoni. Ha semplicemente giocato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ha vinto 4-1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Balogun era in campo. La telefonata aveva funzionato. La squalifica era stata cancellata. Ma il calcio ha dimostrato che una decisione politica può modificare le condizioni di partenza, non può determinare il risultato finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è la parte più bella della storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il pallone non vota, non telefona, non guarda i sondaggi e non segue gli equilibri del potere. Il pallone rotola. E alla fine deve sempre fare i conti con ciò che accade sul terreno di gioco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo oggi siamo tutti belgi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non perché il Belgio sia necessariamente la squadra più amata. Non soltanto perché abbia vinto. Ma perché in questa partita ha rappresentato un principio molto più grande: l&#8217;idea che le regole debbano valere allo stesso modo per tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;espulsione deve avere lo stesso peso per il centravanti degli Stati Uniti e per il giocatore di una nazionale meno prestigiosa. Un regolamento non dovrebbe cambiare perché una persona potente decide di interessarsene. Un presidente degli Stati Uniti non dovrebbe avere più influenza di una norma scritta dalla federazione internazionale che governa il calcio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se passa il principio contrario, allora non stiamo più parlando di sport. Stiamo entrando in un sistema in cui il risultato può diventare soltanto una parte dello spettacolo e il copione può essere riscritto da chi possiede abbastanza potere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quello non è calcio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È teatro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un teatro nel quale gli sceneggiatori rischiano di essere proprio coloro che dovrebbero garantire che la partita resti autentica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Belgio ha fatto ciò che ogni squadra dovrebbe fare quando ritiene di essere stata penalizzata: ha risposto sul campo. Non con dichiarazioni aggressive, non con pressioni politiche, ma con il linguaggio più antico e più credibile dello sport.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quattro gol.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quattro risposte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quattro colpi calcistici impossibili da cancellare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché alla fine il calcio conserva ancora una qualità meravigliosa: puoi telefonare al presidente della FIFA, puoi provare a cambiare un regolamento, puoi pensare che il potere sia sufficiente per modificare la realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi arriva il novantesimo minuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E il tabellone racconta la sua verità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Belgio 4, Stati Uniti 1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quello, almeno per ora, Donald Trump e i suoi servi di tutto il mondo non sono ancora riuscito a cambiarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Mondiali farlocchi? Il caso Balogun scuote il calcio: la FIFA piega le regole e si inginocchia davanti a Trump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 08:28:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;erano una volta regole considerate intoccabili. Una di queste era semplice: ai Mondiali chi viene espulso salta automaticamente la partita successiva. Nessuna eccezione, nessun ricorso, nessun trattamento speciale. Fino a oggi. La decisione della FIFA di sospendere la squalifica dell&#8217;attaccante<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;erano una volta regole considerate intoccabili. Una di queste era semplice: ai Mondiali chi viene espulso salta automaticamente la partita successiva. Nessuna eccezione, nessun ricorso, nessun trattamento speciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione della FIFA di sospendere la squalifica dell&#8217;attaccante statunitense <strong>Folarin Balogun</strong>, espulso contro la Bosnia-Erzegovina, rischia infatti di trasformarsi in uno dei casi più controversi nella storia recente del calcio internazionale. L&#8217;attaccante degli Stati Uniti, capocannoniere della propria nazionale con tre reti, sarà regolarmente in campo negli ottavi di finale contro il Belgio nonostante il cartellino rosso ricevuto ai sedicesimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una scelta che sta facendo discutere il mondo del calcio non tanto per il singolo episodio di gioco, quanto per ciò che rappresenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella storia dei Mondiali sono stati mostrati <strong>189 cartellini rossi</strong>. Solo due giocatori non hanno mai scontato la relativa squalifica: il brasiliano <strong>Garrincha</strong> nel 1962 e, oggi, Balogun.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il precedente del 1962 è rimasto famoso perché fu accompagnato da pesanti accuse di interferenze politiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sessantaquattro anni dopo, il sospetto torna prepotentemente d&#8217;attualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto confermato da <strong>CBS News</strong>, partner americano della BBC, la decisione sarebbe maturata dopo una telefonata tra il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> e il presidente della FIFA <strong>Gianni Infantino</strong>. Fonti citate dall&#8217;emittente statunitense riferiscono che nella conversazione sarebbe stata affrontata proprio la sospensione del giocatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo il Segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong> aveva pubblicamente definito il cartellino rosso &#8220;una fregatura&#8221; per gli Stati Uniti, chiedendo un sistema di appello. Anche <strong>Andrew Giuliani</strong>, responsabile della task force della Casa Bianca per i Mondiali, e il segretario al Commercio <strong>Howard Lutnick</strong> avrebbero avuto contatti con la FIFA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi è arrivata la decisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, domenica sera, Trump ha pubblicato un messaggio su Truth Social ringraziando apertamente la FIFA per aver &#8220;rimediato a una grande ingiustizia&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che tutto questo sia solo una coincidenza è naturalmente possibile. Ma è proprio il silenzio della FIFA ad alimentare i dubbi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;organizzazione non ha infatti spiegato perché abbia deciso di sospendere la squalifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comunicato si limita a richiamare l&#8217;<strong>articolo 27 del Codice disciplinare</strong>, una norma che consente di sospendere totalmente o parzialmente una sanzione disciplinare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è un altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quell&#8217;articolo <strong>non era mai stato utilizzato durante una Coppa del Mondo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E soprattutto il regolamento del torneo stabilisce chiaramente che un giocatore espulso viene automaticamente squalificato per la partita successiva e che le squadre non possono presentare ricorso contro un cartellino rosso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché allora questa eccezione?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché proprio per il giocatore simbolo della nazionale ospitante?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché gli altri undici calciatori espulsi durante questo Mondiale hanno invece scontato regolarmente la loro squalifica?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domande alle quali la FIFA, almeno finora, ha scelto di non rispondere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa BBC Sport ha chiesto spiegazioni, senza ottenere alcuna motivazione concreta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;unico paragone fornito riguarda la sospensione parziale della squalifica inflitta a Cristiano Ronaldo prima del torneo. Ma si trattava delle qualificazioni mondiali, non della fase finale, e in quel caso la FIFA aveva illustrato dettagliatamente le ragioni della decisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con Balogun, nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Belgio ha reagito con durezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La federazione belga si è detta &#8220;sbalordita&#8221;, sostenendo che la FIFA abbia utilizzato il proprio codice disciplinare per aggirare il regolamento della competizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora più duro il commissario tecnico <strong>Rudi Garcia</strong>, che ha ironizzato: &#8220;Non sapevo che il 5 luglio ai Mondiali fosse diventato il primo aprile. Non stiamo difendendo il Belgio, stiamo difendendo il calcio&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parole che fotografano perfettamente il clima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il problema non è stabilire se il cartellino rosso fosse severo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti osservatori ritengono che l&#8217;espulsione sia stata eccessiva, essendo nato il contatto da un contrasto fortuito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma se ogni decisione arbitrale discutibile può essere ribaltata solo quando riguarda il bomber della nazionale organizzatrice, allora il principio di uguaglianza sportiva viene inevitabilmente messo in discussione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l&#8217;ex nazionale inglese <strong>Micah Richards</strong>, opinionista della BBC, ha parlato apertamente di &#8220;farsa&#8221;, sostenendo che l&#8217;intera vicenda lasci &#8220;un cattivo sapore in bocca&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rischio è enorme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da oggi ogni società, ogni nazionale e ogni federazione potranno chiedersi perché una squalifica debba essere automatica se poi può essere sospesa discrezionalmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché la FIFA può usare clemenza e le federazioni nazionali no?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché alcuni casi meritano una deroga e altri no?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora più delicato è il tema politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo statuto FIFA vieta espressamente qualsiasi interferenza della politica nella gestione del calcio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure il presidente dell&#8217;organo mondiale, <strong>Gianni Infantino</strong>, è già stato oggetto di richieste di verifica da parte del Comitato etico FIFA per presunte violazioni del principio di neutralità politica, anche in relazione ai rapporti con Donald Trump.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso Balogun rischia quindi di alimentare ulteriormente l&#8217;impressione che il Mondiale ospitato dagli Stati Uniti non sia soltanto un evento sportivo, ma anche un terreno di influenza politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per decenni la FIFA ha difeso l&#8217;autonomia del calcio come un dogma assoluto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, invece, la sensazione è diversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se basta una telefonata ai vertici per riaprire un caso che il regolamento considerava chiuso, il messaggio che arriva al mondo è devastante: le regole valgono per tutti, ma qualcuno può ancora permettersi di cambiarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E questo, per il calcio, rischia di essere il cartellino rosso più pesante di tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Il Mondiale della rivoluzione: crollano le superpotenze, volano le &#8216;isole felici&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 07:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo C’è qualcosa di quasi terapeutico nel guardare questo Mondiale da spettatori non paganti.&#160; Se fossimo nei panni dei vertici del nostro calcio, oggi potremmo persino azzardare un sorriso di puro sollievo.&#160; Diciamolo francamente: quei sette gol incassati dall’Italia<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è qualcosa di quasi terapeutico nel guardare questo Mondiale da spettatori non paganti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se fossimo nei panni dei vertici del nostro calcio, oggi potremmo persino azzardare un sorriso di puro sollievo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diciamolo francamente: quei sette gol incassati dall’Italia contro la straripante Norvegia nelle fasi eliminatorie, alla luce di quanto andato in scena nelle ultime ore, forse bruciano un po’ meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è un vecchio adagio che recita:&nbsp;<em>&#8220;</em>Mal comune, mezzo gaudio&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché se noi siamo rimasti a casa, chi è partito per il Continente americano sta sperimentando una forma di giustizia divina (o di&nbsp;livellamento globale) che non risparmia nessuno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella&nbsp;a cui stiamo assistendo è una vera e propria&nbsp;&#8220;caduta degli dei&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un crepuscolo degli idoli calcistici che sta demolendo le vecchie gerarchie con la stessa precisione chirurgica con cui i mercati finanziari puniscono i titoli sopravvalutati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendete il Brasile, ieri sera.&nbsp;Il Brasile che sognava l’Hexa, la sesta stella pur non avendone oggettivamente i mezzi tecnici, è uscito negli ottavi di finale; una cosa che non gli succedeva da Italia 90.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;La stampa brasiliana è letteralmente sotto shock:&nbsp;<em>O Globo</em>&nbsp;parla apertamente di un&nbsp;<em>&#8220;fallimento annunciato&#8221;</em>, di una squadra senz&#8217;anima travolta dal 2-1 di una Norvegia guidata da un Erling Haaland in versione semidio vichingo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mito del&nbsp;<em>joga bonito</em>&nbsp;si è infranto contro il muro della fisicità e dell&#8217;organizzazione tattica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E che dire d’Europa? In Germania, la&nbsp;<em>Bild</em>&nbsp;piange l&#8217;eliminazione ai rigori contro il Paraguay, descrivendola come lo specchio di una crisi d&#8217;identità cronica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Olanda, il&nbsp;<em>De Telegraaf</em>&nbsp;mastica amaro dopo il ko, sempre dal dischetto, contro il Marocco, criticando l&#8217;arrogante presunzione di chi si crede ancora maestro del &#8220;calcio totale&#8221; e si scopre improvvisamente vulnerabile, beffato al novantesimo minuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma cosa sta succedendo davvero al calcio mondiale?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La verità è che, mentre le vecchie superpotenze si avvitano in un&#8217;algida e forzata serietà, il calcio ha deciso di ricordarsi dove è nato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha deciso di smettere i panni del saggio trattato di geopolitica per trasformarsi, improvvisamente, in una favola romantica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardate noi italiani, ad esempio. Viviamo il calcio con un atteggiamento perennemente forzato, quasi claustrofobico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scendiamo in campo col peso del mondo sulle spalle, prigionieri di tatticismi esasperati, processi mediatici preventivi, volti tesi e contratti ancor prima del fischio d&#8217;inizio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giochiamo come se fossimo condannati a farlo, trascinando una sacralità pesante, priva di gioia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, all’improvviso, sul palcoscenico più grande del mondo si accendono i riflettori su posti che la maggior parte della gente fatica a trovare persino sull&#8217;atlante.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luoghi come Curaçao o Capo Verde.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo pure snobbarli, dall&#8217;alto del nostro blasone impolverato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo guardare con sufficienza queste minuscole schegge di terra sperdute nell&#8217;oceano, ma quello che queste squadre stanno portando in campo è il vero miracolo di questo Mondiale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una ventata di aria purissima che spazza via la noia degli schemi ripetitivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il loro è il calcio degli occhi lucidi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È l&#8217;entusiasmo primordiale di chi non ha nulla da perdere e tutto da sognare. In un calcio globale dove i calciatori somigliano sempre più a freddi dipendenti di una multinazionale dell&#8217;intrattenimento, i ragazzi di Capo Verde giocano per qualcosa di incredibilmente antico e potente: la voglia matta di esserci.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il desiderio puro, quasi commovente, di esaltare e far piangere di gioia i propri concittadini rimasti a casa a guardare lo schermo, a migliaia di chilometri di distanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non c&#8217;è calcolo economico, non c&#8217;è la noia dei milionari stanchi e iper-professionalizzati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è la felicità di correre dietro ad un pallone sapendo di rappresentare l&#8217;orgoglio di un intero popolo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando questi &#8220;piccoli dei&#8221; scendono in campo, la sudditanza psicologica evapora non perché frequentano gli stessi club europei, ma perché l&#8217;entusiasmo della loro gente è uno scudo impenetrabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, la globalizzazione ha piallato lo stile delle grandi ed ha fatto cadere i giganti dai piedi d&#8217;argilla.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma nel farlo, quasi senza volerlo, ha aperto una fessura inaspettata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E da quella fessura è passata la poesia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo bisogno, per tornare ad amare il football, di partite diverse, non di vedere superclassici tutto l&#8217;anno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Indubbiamente,&nbsp;<strong>Messi, Ronaldo e Mbappé</strong>&nbsp;sono fortissimi e battono record in tutti i momenti di questa kermesse.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quanto è stata bella la storia del capoverdiano&nbsp;<strong>Lopes Cabral</strong>&nbsp;che ha fatto un gol da antologia, e poi dribblando gli addetti alla sicurezza è corso ad abbracciare la fidanzata in tribuna.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">O quella di&nbsp;<strong>Vozinha</strong>, il quarantenne che gioca nelle serie minori portoghesi&nbsp;&nbsp;e a fine partita ha avuto l&#8217;onore di ricevere i complimenti di Messi e di scambiarsi la maglia con lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli dei storici cadono, è vero, ma forse lo fanno solo per lasciare il posto ai miracoli delle isole felici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E a noi, rimasti sul divano a guardare, non resta che goderci lo spettacolo di un calcio che, per una volta, è tornato a somigliare ad una bellissima favola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Lanerossi, l&#8217;estate delle scelte: &#8216;Stessa spiaggia, stesso mare&#8217;… ma qualcosa deve cambiare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 13:20:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[Lanerossi VICENZA]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandro Giaretta Stessa spiaggia, stesso mare. Ma qualcosa deve cambiare!E chi saremmo noi per smentire il celebre ritornello intonato da Piero Focaccia nei primi anni sessanta? Innamorati&#8230; come lui, che immerso tra nostalgia e frenesia amorosa invitava caldamente la<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>di Alessandro Giaretta</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Stessa spiaggia, stesso mare.</em></strong> Ma qualcosa deve cambiare!<br>E chi saremmo noi per smentire il celebre ritornello intonato da Piero Focaccia nei primi anni sessanta? Innamorati&#8230; come lui, che immerso tra nostalgia e frenesia amorosa invitava caldamente la sua amata a tornare in villeggiatura negli stessi luoghi che li avevano visti &#8220;in love&#8221; l&#8217;estate precedente&#8230; </p>



<p class="wp-block-paragraph">Peccato che il nostro sentimento  non sia così abbagliante, abbiamo avuto qualche mese per superare la fase nostalgica verso una categoria che ritroviamo dopo alcuni anni molto cambiata, forse di livello superiore rispetto a quella che  ci vide tristemente retrocedere bastonati dal Cosenza del Bisolone nel maggio 2022. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E probabilmente abbiamo qualche capello bianco (o biondo?) di troppo per farci prendere dall&#8217; eccitazione nella preparazione di una stagione che si preannuncia decisiva per il progetto a medio-lungo termine.<br>D&#8217;altronde lo aveva anticipato a suo tempo il nostro condottiero fresco di decolorazione post trionfo, arriverà il momento delle scelte dolorose. Ebbene si, sta inesorabilmente arrivando la fase in cui riconoscenza e gratitudine vanno messe da parte per agire con estrema lucidità e solamente in funzione dell&#8217; obiettivo! Inevitabile che il cuore tiri da una parte e la ragione dall&#8217;altra, ma sappiamo bene quale delle due dovrà prevalere per non arrivare al &#8220;Lido di Bedollo&#8221; con troppi punti di domanda. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi bene così, ottima strategia quella di rinnovare tutti o quasi tutti i rinnovabili per presentarsi all&#8217;apertura ufficiale del mercato con un discreto margine di manovra nelle trattative e qualora dovessero emergere buone opportunità in uscita realizzare anche qualche sana plusvalenza. Come altrettanto chiaro che prima di privarsi di qualsiasi pedina sarà il caso di aver già messo a segno qualche colpo che garantisca un netto aumento nel valore qualitativo del materiale umano a disposizione del nostro ossigenato Mister. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso la prima  mossa è già stata fatta, il prestito di Corazza dal Bologna ha finalmente portato in biancorosso l&#8217;agognato vice-Costa (siamo sicuri vice?), e così quest&#8217;anno non si dovrà adattare un fuori ruolo in caso di emergenza. Qualcosa sembra si stia muovendo anche dal lato opposto (Pietrelli ndr) proprio per aumentare il tasso di difficoltà nella scelta degli interpreti da schierare sugli esterni del 352. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A a a attendesi sorprese invece per il bloccone centrale, almeno 2 difensori + 2 centrocampisti, viste anche le voci in uscita, vanno assolutamente pescati dal cilindro per mettere al sicuro la zona nevralgica del campo in una categoria in cui le dinamiche di gioco si sviluppano in modo assai diverso. Il Gallo ha fatto i compiti a casa studiando il copione del nuovo campionato ed ha cantato per definire le linee guida del reclutamento, servono muscoli, dinamismo e capacità di ribaltamento rapido dell&#8217;azione sulla mediana, mentre per il reparto arretrato sembrano freschezza e reattività le qualità oggetto della ricerca. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Concludendo, a stretto giro si attende la chiusura per il primo dei due attaccanti che mancano all&#8217;appello da quando Capello e Stuckler ci hanno salutato, niente spoiler, diciamo solo che inizia con M&#8230; e finisce con ..oncini , e da quasi dieci anni frequenta stabilmente la serie B con qualche puntatina in massima serie. Rassicurante sul suo conto anche il tabellino, sul quale incide spesso e volentieri le sue iniziali, non manca molto al raggiungimento dei 100 goals in carriera e non sarebbe male raggiungere questo traguardo sulle sponde del Bacchiglione&#8230; quelle giuste però, quelle a strisce verticali biancorosse con la R annodata blu sul cuore.<br></p>
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		<title>Calcio SpA: la brama di profitto che ha ucciso il gioco più bello del mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 14:04:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Ritorno immediatamente sul tema del calcio perché alcuni di voi mi hanno spedito a tamburo battente i loro commenti all’editoriale di oggi; commenti tecnici o meno tecnici, mettendo in campo anche l’aspetto economico che avevo volutamente trascurato.Se la<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ritorno immediatamente sul tema del calcio perché alcuni di voi mi hanno spedito a tamburo battente i loro commenti all’editoriale di oggi; commenti tecnici o meno tecnici, mettendo in campo anche l’aspetto economico che avevo volutamente trascurato.<br>Se la prima faccia della medaglia ci mostra un’inevitabile transizione demografica e antropologica impressa sui volti dei calciatori, basta girare il conio per accorgersi che il fenomeno è ancora più profondo.<br>Dietro la facciata romantica delle bandiere e degli inni nazionali si muove infatti una gigantesca macchina economica e geopolitica in cui il calcio ha smesso di essere solo un gioco, per diventare l&#8217;avamposto della finanza globale più spietata.<br>Uno snodo in cui capitali, geopolitica ed algoritmi si fondono, cancellando ogni residua sfumatura locale.<br>Il primo cortocircuito è identitario e riguarda la proprietà del giocattolo.<br>Chi possiede oggi il calcio?<br>A parte qualche eccezione come il Real Madrid, certamente non più le comunità locali, e quasi mai gli storici imprenditori locali legati al territorio.<br>Il risiko delle proprietà dei Club e dei grandi eventi fotografa la mappa del denaro mondiale: da un lato i Fondi di Private Equity americani, che applicano allo sport le rigide metriche della monetizzazione pura e della massimizzazione del valore per gli azionisti; dall&#8217;altro i Fondi Sovrani, in particolare del Golfo Persico, che utilizzano i club e i tornei come formidabili strumenti di soft power e di sportwashing per accreditarsi sullo scacchiere internazionale, anche a livello politico.<br>In questo scenario, il tifoso subisce una metamorfosi irreversibile: cessa di essere un custode della memoria sportiva e viene declassato a mero &#8220;cliente&#8221; di una piattaforma di intrattenimento globale.<br>Ed è qui che scatta un paradosso grottesco: mentre il calcio si trasforma sempre più in un asettico business planetario, una parte della tifoseria, i cosiddetti ultras, continua a mettere in scena spettacoli indegni di violenze e devastazioni nelle nostre città.<br>Lungi dal comprendere di essere ormai solo ingranaggi marginali di un gigantesco gioco globale che li ha già ampiamente superati, questi professionisti del disordine, spesso anche razzisti, si azzuffano per “identità cittadine” che esistono solo nella loro testa, offrendo uno spettacolo tanto anacronistico quanto deplorevole.<br>Ma il denaro non si limita a comprare i Club; ne altera profondamente la natura attraverso una dinamica che, con un termine macroeconomico oggi fin troppo abusato, potremmo definire una vera e propria greedflaction del pallone.<br>È l&#8217;inflazione da avidità: la fame insaziabile di diritti televisivi spinge le istituzioni sportive (Fifa e Uefa in testa) ad una bulimia organizzativa senza precedenti.<br>I calendari si ingolfano, i formati si dilatano, nascono sempre nuove competizioni ed i campionati si allargano a dismisura.<br>Più partite significano più passaggi televisivi, più abbonamenti da vendere, più sponsor.<br>Poco importa se questo stress strutturale logora la salute dei calciatori o prosciuga le tasche degli appassionati, costretti a districarsi tra pay-tv sempre più frammentate e costose.<br>Lo spettacolo deve andare in onda, a ciclo continuo, per un pubblico globale e disattento, preferibilmente seduto davanti ad uno schermo a migliaia di chilometri di distanza dallo stadio.<br>Questa standardizzazione economica ha finito per contagiare inevitabilmente anche il rettangolo di gioco lungo quei famosi centodieci metri.<br>Come ho già scritto, chi ha memoria del calcio del Novecento ricorda che una volta esistevano le &#8220;scuole&#8221; nazionali: il rigore tattico e l&#8217;ermetismo del catenaccio italiano, il fútbol bailado e la fantasia anarchica dei brasiliani, la potenza atletica tedesca, o il ritmo forsennato del kick and rush inglese.<br>Erano proiezioni culturali dei rispettivi popoli.<br>Oggi, la circolazione globale degli allenatori, la centralizzazione dei dati e la dittatura dell&#8217;algoritmo fin dai settori giovanili hanno livellato tutto.<br>Si gioca ovunque nello stesso identico modo, con gli stessi movimenti codificati e la stessa ossessione per la statistica.<br>Il calcio liquido ha globalizzato l&#8217;estetica del gioco, sacrificando il “genius loci” sull&#8217;altare dell&#8217;efficienza standardizzata.<br>Guardare una partita a Londra, a Milano, a Riad o a Miami offre ormai lo stesso identico prodotto, preconfezionato e privo di asperità.<br>Ecco allora che il cerchio della globalizzazione si chiude, perfetto e spietato.<br>Se da una parte il calcio registra l&#8217;ineludibile fluidità delle nostre società civili, dall&#8217;altra si impone come il perfetto manifesto del tardo capitalismo: un mondo senza confini, dominato da capitali apolidi, regolato da algoritmi e guidato da una brama di profitto che non si ferma davanti a nessuna tradizione.<br>Resta da chiedersi se, una volta cancellata l&#8217;ultima sfumatura e l&#8217;ultimo briciolo di poesia, quel campo verde rimarrà capace di emozionarci o se finirà per annoiarci, ridotto ad un gigantesco e ripetitivo spot pubblicitario.<br>Umberto Baldo</p>
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		<title>Mondiale. Undici passaporti, una maglia, quando le squadre non rappresentano più nessuno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 07:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Non sono quello che si definisce normalmente un “patito” di calcio”. Ciò non vuol dire che non ami questo sport, il quale, dopotutto, chiunque di noi ragazzi di un tempo ha in qualche modo praticato. Non sono un<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono quello che si definisce normalmente un “patito” di calcio”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò non vuol dire che non ami questo sport, il quale, dopotutto, chiunque di noi ragazzi di un tempo ha in qualche modo praticato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono un tifoso, e a dire la verità ogni Campionato cambio la squadra da sostenere per la vittoria dello scudetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono di quelli che guardano qualunque partita venga trasmessa, ma difficilmente perdo i match decisivi sia delle Coppe internazionali che dei Mondiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma avrete capito che seguo il calcio con moderazione, e che apprezzo, e come potrebbe essere diversamente, il bel calcio, quello giocato dalle grandi Squadre, al quale a poco a poco sono riuscito ad avvicinare anche mia moglie Ivana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi giorni, proprio assistendo a qualche partita del mondiale americano (nel senso di Continente) non ho potuto non riflettere su come il calcio sia cambiato rispetto ai miei anni giovanili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi sto rendendo conto sempre di più che&nbsp;guardare un Mondiale di calcio, oggi, offre una lezione di sociologia e macroeconomia ben più profonda di qualsiasi trattato accademico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se esiste un ambito in cui la globalizzazione ha completato il suo ciclo, abbattendo barriere ed uniformando i paesaggi, è quel campo verde lungo centodieci metri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo impatto è visivo, quasi antropologico.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi è cresciuto con il calcio del Novecento fa fatica a ritrovare i vecchi punti di riferimento cromatici ed anagrafici.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle nazionali scandinave o mitteleuropee, i biondi con gli occhi azzurri sono ormai mosche bianche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al posto degli Olav o dei Gunnar, i tabellini dei marcatori oggi registrano gli Ahmed, i Muhamad o gli Ousmane.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le maglie delle nazionali non rappresentano più un’omogeneità etnica o storica, ma fotografano la realtà delle nostre società civili post-migratorie, anticipando spesso la politica.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un processo ineludibile ed ormai consolidato di fronte al quale chi ha ancora negli occhi il calcio del secolo scorso può provare un moto di stupore, una fatica ad abituarsi ad una realtà antropologica così radicalmente mutata.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il calcio non inventa nulla: si limita a registrare, con la sua formidabile cassa di risonanza, la demografia della fluidità contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma questa è solo una faccia della medaglia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;altra, strettamente connessa, riguarda la geopolitica del pallone e la fine delle gerarchie consolidate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un tempo il calcio d’élite era un club esclusivo: c&#8217;era l’Europa, il Sudamerica e poco altro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il resto del mondo partecipava ai Mondiali con il ruolo di comparsa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Erano le cosiddette &#8220;squadre materasso&#8221;, formazioni folkloristiche spedite al macello tattico contro le corazzate storiche, per le quali il semplice fatto di esserci rappresentava il massimo traguardo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risultati tennistici e dilettantismo nostalgico erano la norma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi quel mondo è evaporato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calciatore moderno è&nbsp;un lavoratore altamente specializzato,&nbsp;un&nbsp;globetrotter, un nomade d’élite che risponde alle leggi del mercato transnazionale prima che a quelle della propria bandiera.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Europa del calcio è diventata una gigantesca idrovora che importa talenti da ogni angolo del globo, li inserisce nei propri club e li standardizza attraverso accademie ultra-professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è un formidabile effetto di ritorno per le Nazioni un tempo considerate periferiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In passato, il timore reverenziale verso le grandi Nazionali europee o sudamericane giocava un ruolo enorme.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, quel timore è svanito perché i giocatori delle &#8220;meno titolate&#8221;, nel quotidiano dei club, sono sempre più spesso compagni di squadra dei campioni che si trovano di fronte come avversari ai Mondiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calcio è diventato un&#8217;industria globale dove la distanza tecnica tra un giocatore di una nazionale &#8220;minore&#8221; ed uno di una &#8220;maggiore&#8221; è spesso colmata dall&#8217;appartenenza allo stesso ecosistema professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Detta con altre parole, se il difensore di una nazionale africana o asiatica affronta ogni domenica i campioni della Juventus, del Real Madrid o del Manchester City, o ci gioca assieme nei rispettivi club, la consuetudine cancella il mito.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ai Mondiali non esiste più la sudditanza psicologica, perché la distanza tecnica e metodologica è stata colmata dalla quotidianità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;know-how&nbsp;europeo – tattico, atletico, medico – è stato esportato ovunque, livellando i valori verso l&#8217;alto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le squadre materasso non esistono più perché tutti giocano, corrono e pensano alla stessa maniera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo di fronte ad un paradosso affascinante e cinico: il Mondiale non è più un torneo tra culture calcistiche diverse, ma una sfida tra diverse selezioni di calciatori formati nella medesima scuola.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta c&#8217;era il catenaccio italiano, il calcio bailado dei brasiliani, il rigore teutonico o il &#8220;kick and rush&#8221; inglese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, con la globalizzazione degli allenatori e delle scuole calcio, tutte le nazionali giocano nello stesso identico modo (fatto di pressing alto, costruzione dal basso e schemi ripetitivi).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La globalizzazione ha tolto &#8220;identità&#8221; anche allo stile di gioco, non solo ai tratti somatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è poi da sottolineare&nbsp;&nbsp;il &#8220;Risiko&#8221; dei club che svuota le Nazionali<strong>:</strong>&nbsp;il fatto che i calciatori ormai appartengano a club multinazionali (spesso di proprietà di fondi americani o sovrani arabi) fa sì che il Mondiale non sia più uno scontro tra culture calcistiche diverse, ma una gigantesca esibizione di dipendenti della stessa &#8220;grande azienda globale&#8221; dell&#8217;intrattenimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Concludendo, la globalizzazione ha democratizzato il talento, regalando equilibrio e dignità alle Nazioni emergenti, ma ha anche preteso un prezzo altissimo: la perdita di quella meravigliosa biodiversità che rendeva affascinante il confronto tra mondi lontani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio come accade con il turismo di massa, che trasforma ogni centro storico in un franchising identico a se stesso, anche il football globale rischia di diventare un unico, immenso e ripetitivo campionato europeo sia pure giocato in continenti diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cambiano solo i colori delle maglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Umberto Baldo</p>
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		<title>Arriva “La 5 Miglia Bassano”: otto chilometri attraverso le strade storiche della città</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:41:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[5 miglia bassnao]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BASSANO, 19 GIUGNO &#8211; Nel cuore di Bassano del Grappa prende vita una manifestazione che unisce sport, territorio e atmosfera urbana, offrendo ai partecipanti l&#8217;occasione di vivere la città in modo dinamico e coinvolgente. L’appuntamento è per sabato 4 luglio<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">BASSANO, 19 GIUGNO &#8211; Nel cuore di Bassano del Grappa prende vita una manifestazione che unisce sport, territorio e atmosfera urbana, offrendo ai partecipanti l&#8217;occasione di vivere la città in modo dinamico e coinvolgente. L’appuntamento è per sabato 4 luglio 2026 a partire dalle ore 19.00 con “La 5 Miglia Bassano”, una corsa su strada di otto chilometri rivolta a 500 runners pensata per valorizzare il contesto urbano e storico della città, trasformando ogni chilometro in un’esperienza immersiva tra sport e paesaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Accogliamo con soddisfazione questa novità assoluta del calendario podistico, che unisce la bellezza dello sport e della corsa a quella della nostra città, percorsa attraverso i suoi scorci più suggestivi. Non potevamo che offrire il nostro pieno supporto, insieme a quello di tanti sponsor, all’iniziativa di un gruppo di ragazzi che hanno voluto lasciare un segno in città, ci auguriamo per molti anni, con passione ed entusiasmo. Sarà l’occasione per centinaia di persone di mettersi alla prova in un circuito cittadino disegnato alla perfezione per farne un’occasione di promozione del territorio» commentano all’unisono il Sindaco Nicola Finco e il Vice Sindaco con delega allo Sport Mariano Scotton.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione è promossa dall’associazione Asd Bassano Run, un gruppo nato dalla passione per lo sport e dal desiderio di valorizzare il territorio di Bassano del Grappa: «Il nostro obiettivo – spiegano gli organizzatori Eyob Faniel, Denis Vidale e&nbsp; Jamal Yamoul– è creare un evento sportivo di qualità, capace di attrarre atleti e appassionati da tutta Italia e, in prospettiva, anche dall&#8217;estero. Vogliamo offrire una gara curata nei dettagli, tecnica e affidabile, in cui percorso, organizzazione e servizi contribuiscano a un&#8217;esperienza di corsa coinvolgente. Allo stesso tempo, puntiamo a trasmettere entusiasmo e senso di comunità, trasformando ogni evento in un momento di sport, condivisione e valorizzazione del territorio».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso si sviluppa attraverso alcuni dei luoghi più iconici del centro storico, trasformando la gara in un&#8217;esperienza capace di valorizzare la bellezza e l&#8217;identità di Bassano del Grappa. Partenza e arrivo sono previsti in Piazza Libertà, cuore pulsante della città, con passaggi suggestivi davanti alla Chiesa di San Giovanni e lungo il celebre Ponte Vecchio, simbolo storico bassanese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tracciato attraversa inoltre il Ponte Nuovo, da cui si apre una vista unica sullo skyline cittadino e sulle montagne circostanti, per poi proseguire tra Via Angarano, Viale dei Martiri e Viale delle Fosse, alternando scorci storici, paesaggio e spazi urbani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A completare il percorso, il passaggio nell&#8217;area di Palazzo Bonaguro contribuisce a creare una gara varia e scenografica, pensata non solo per chi ama la corsa, ma anche per chi desidera scoprire e vivere il fascino della città passo dopo passo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le iscrizioni sono aperte tramite il sito: <a href="http://www.asdbassanorun.it">www.asdbassanorun.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mini 5 Miglia &#8211; La corsa delle famiglie</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla gara principale si affiancherà in parallelo “La Mini 5 Miglia”, una corsa ludico-motoria pensata per far vivere a genitori e bambini l&#8217;emozione dell&#8217;evento in un&#8217;atmosfera di divertimento, sport e condivisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partenza è prevista per le&nbsp;ore 18.00 di sabato 4 luglio 2026&nbsp;da&nbsp;Piazza Libertà, poco prima della partenza de&nbsp;La 5 Miglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa è aperta a famiglie con bambini dalla prima alla quinta elementare e rappresenta un&#8217;occasione speciale per trascorrere insieme una serata all&#8217;insegna del movimento e del divertimento nel cuore della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le iscrizioni saranno accettate fino al raggiungimento del numero massimo di 150 posti con il versamento di una quota pari a 10 euro per nucleo familiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La registrazione online dovrà essere confermata e la quota di partecipazione versata presso i desk dell&#8217;organizzazione in piazza Garibaldi il giorno dell&#8217;evento,&nbsp;entro le ore 17.00.</p>
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		<title>Addio a Igor Protti, il bomber che conquistò il calcio italiano: aveva 58 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 08:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il calcio italiano piange la scomparsa di Igor Protti, morto all’età di 58 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore al colon. Attaccante generoso e amatissimo dai tifosi, Protti ha lasciato un segno profondo nelle piazze in cui ha<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calcio italiano piange la scomparsa di Igor Protti, morto all’età di 58 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore al colon. Attaccante generoso e amatissimo dai tifosi, Protti ha lasciato un segno profondo nelle piazze in cui ha giocato, indossando le maglie di Messina, Bari, Lazio, Napoli, Reggiana e Livorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A comunicare la notizia è stata la famiglia attraverso un messaggio pubblicato sui social, accompagnato dalle parole che lo stesso ex calciatore aveva voluto lasciare come ultimo saluto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale», ha scritto Protti, ringraziando la propria famiglia, gli amici e i tifosi che lo hanno sostenuto nel corso della sua vita e della sua carriera. Un messaggio carico di gratitudine e affetto, rivolto a tutte le persone che gli sono state vicine e ai sostenitori delle squadre per cui ha giocato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soprannominato &#8220;lo Zar&#8221;, Protti è stato uno degli attaccanti più apprezzati degli anni Novanta. Rimane nella storia del calcio italiano per essere riuscito a conquistare il titolo di capocannoniere della Serie A con il Bari in una stagione conclusa però con la retrocessione della squadra pugliese, un&#8217;impresa rimasta unica e simbolo del suo straordinario talento realizzativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della carriera ha saputo farsi amare ovunque grazie alla sua capacità di segnare, ma soprattutto per il legame autentico instaurato con le tifoserie. Pur non avendo mai vestito la maglia della Nazionale maggiore, aveva rappresentato l&#8217;Italia nel beach soccer.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ultima apparizione pubblica risale alla fine di maggio, quando aveva accompagnato la figlia all&#8217;altare nel giorno del matrimonio. Un momento che aveva commosso molti, mostrando il coraggio con cui stava affrontando la malattia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi desidera rendergli omaggio, la famiglia ha reso noto che la camera ardente è stata allestita presso la stanza del commiato Frongillo, nel cimitero di Cecina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la sua scomparsa il calcio perde un protagonista capace di trasformare ogni gol in emozione e ogni maglia indossata in una storia d&#8217;amore con i tifosi.</p>
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		<title>Stasera la seconda Arzignano Run By Night</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 14:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
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		<category><![CDATA[eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ARZIGNANO, 17 GIUGNO &#8211; Atletica Arzignano – Euroventilatori International in collaborazione con il comitato berico del Centro Sportivo Italiano, il Comune di Arzignano, Elettrocasa Arzignano e AUTOVEGA e con il pieno supporto di Atletica Ovest Vicentino, promuove la seconda edizione della “Arzignano Run by night” la denominazione scelta per la notturna<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">ARZIGNANO, 17 GIUGNO &#8211; Atletica Arzignano – Euroventilatori International in collaborazione con il comitato berico del Centro Sportivo Italiano, il Comune di Arzignano, Elettrocasa Arzignano e AUTOVEGA e con il pieno supporto di Atletica Ovest Vicentino, promuove la seconda edizione della “<em>Arzignano Run by night</em>” la denominazione scelta per la notturna arzignanese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento, a cui prenderanno parte 200 podisti, si svolgerà nella serata di&nbsp;oggi, mercoledì 17 giugno 2026&nbsp;con ritrovo fissato in&nbsp;Piazza Marconi, lato Piazza Campo Marzio, nel contesto dei tradizionali appuntamenti estivi denominati&nbsp;<em>“mercoledì by night”</em>&nbsp;promossi dall’amministrazione comunale arzignanese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si correrà su un&nbsp;circuito cittadino&nbsp;dotato di un giro piccolo di 600 metri e di uno grande di 900 metri che sarà percorso dalle varie categorie di età previste su distanze progressive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa è stata&nbsp;presentata al municipio di Arzignano&nbsp;alla presenza del sindaco&nbsp;Riccardo Masiero, del vicesindaco e assessore allo sport&nbsp;Giovanni Lovato, dei presidenti di Atletica Arzignano&nbsp;Christian Belloni&nbsp;e&nbsp;Atletica Ovest Vicentino&nbsp;Roberto Mistrorigo, oltre ai rappresentanti dei main sponsor&nbsp;Martina Filippozzi&nbsp;di Elettrocasa Arzignano e&nbsp;Sabrina Bolcato&nbsp;per il gruppo AUTOVEGA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>manifestazione</strong>&nbsp;è stata inserita nel calendario provinciale CSI ed è&nbsp;<strong>valida</strong>&nbsp;per l’<strong>ammissione al Campionato Nazionale CSI di Corsa su Strada 2026</strong>, importante attestazione che premia un’organizzazione già protagonista del running agonistico nazionale con la StrArzignano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una sfida agonistica che vedrà in gara numerosi partecipanti provenienti da tutto il veneto che dai 10 anni in poi andranno a sfidarsi nelle varie prove previste a partire alle ore 20 con la conclusione prevista con la gara assoluta maschile destinata a concludersi alle 22 per lasciare poi lo spazio alle premiazioni. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parteciperanno sia i tesserati CSI (ente di affiliazione di Atletica Arzignano) sia atleti tesserati per la FIDAL compresi i possessori della Runcard. Le iscrizioni si sono chiuse nei giorni scorsi con 200 adesioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le gare inizieranno alle ore 20 con gli&nbsp;<strong>esordienti</strong>&nbsp;m/f (2015/2016) sui&nbsp;<strong>600 metri</strong>. Spazio poi a&nbsp;<strong>ragazzi/e</strong>&nbsp;(2013-2014) sui&nbsp;<strong>1.200 metri</strong>; quindi le&nbsp;<strong>cadette</strong>&nbsp;(2011-2012) sui&nbsp;<strong>1.800 metri</strong>; a seguire i&nbsp;<strong>cadetti</strong>&nbsp;e le&nbsp;<strong>allieve</strong>&nbsp;(2009-2010) sui&nbsp;<strong>2400 metri</strong>;&nbsp;<strong>Veterani m/f</strong>&nbsp;(1971 e precedenti) e&nbsp;<strong>allievi</strong>&nbsp;sui&nbsp;<strong>2.700 metri</strong>, quindi le&nbsp;<strong>altre categorie femminili</strong>&nbsp;(junior/senior/amatori 2006-1971) sui&nbsp;<strong>3.600 metri</strong>&nbsp;e a chiudere la gara delle altre&nbsp;<strong>categorie maschili</strong>&nbsp;(sempre junior/senior/amatori 2007-1972)&nbsp;<strong>sui 5.400 metri&nbsp;</strong>corrispondenti a 6 giri grandi con start fissato alle 21:40.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello viabilistico l’ordinanza municipale prevede durante gli orari di gara ci sarà una parziale limitazione delle vie Broli, Crocetta e Giuriolo. La zona a traffico limitato nel centro inizierà alle ore 19:30, anziché alle 20.</p>



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		<title>Trissino, che impresa! Il tricolore parla ancora vicentino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:13:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Trenta secondi alla sirena. Giuliani sul dischetto, il PalaUbroker che trattiene il fiato, tremila bassanesi aggrappati all&#8217;ultima speranza di riaprire la contesa. Zampoli respinge. E in quel guanto c&#8217;è tutto: lo scudetto, il secondo di fila, il sigillo su una<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Trenta secondi alla sirena. Giuliani sul dischetto, il PalaUbroker che trattiene il fiato, tremila bassanesi aggrappati all&#8217;ultima speranza di riaprire la contesa. Zampoli respinge. E in quel guanto c&#8217;è tutto: lo scudetto, il secondo di fila, il sigillo su una stagione che il Trissino consegna direttamente alla storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gara-4 finisce 2-1 per i ragazzi di Joao Pinto, in casa d&#8217;altri, nel tempio giallorosso che sognava di riportare lo scudo sulle rive del Brenta. Non è andata così: perché questo Trissino è una squadra che ha imparato a vincere quando conta, e il tricolore resta saldamente nella valle dell&#8217;Agno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La partita</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il copione lo scrive Gioele Piccoli, freddo come il ghiaccio quando nel primo tempo punisce la difesa bassanese e indirizza la contesa. Nella ripresa ci pensa Guilherme, sicario implacabile di questa serie, a firmare il raddoppio con una delle sue stoccate chirurgiche. Il Bassano, che ha cuore e orgoglio da vendere, accorcia con Montigel e si getta in avanti con la furia di chi non vuole arrendersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma lì, tra i pali, c&#8217;è un muro che si chiama Zampoli. Il portiere bluceleste abbassa la saracinesca, e quando a trenta secondi dalla sirena Giuliani si presenta sul dischetto del rigore con l&#8217;ultima speranza giallorossa tra le mani, è ancora lui a dire no. Una parata che vale uno scudetto. Una parata che vale una stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il triplete</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché questo titolo non è un episodio: è il sigillo di un&#8217;annata irripetibile. Supercoppa italiana, Coppa Italia e ora lo scudetto. Il triplete. Roba che nella pista vicentina si racconterà per anni, nei bar e negli spogliatoi, ai figli e ai nipoti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pinto, il condottiero portoghese, ha parlato di mentalità, di un solco tracciato già nella vittoria di gara-2 al PalaUbroker. E ha avuto l&#8217;eleganza di rendere omaggio agli avversari: complimenti sinceri a un Bassano che ha venduto carissima la pelle, confermandosi piazza nobile di questo sport.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Onore dunque ai vinti, che sotto la grandine di un pomeriggio infuocato hanno lottato fino all&#8217;ultimo refolo. Ma la storia, stavolta, la scrivono loro: i bluceleste. Trissino campione d&#8217;Italia, ancora. E il Veneto dell&#8217;hockey, ancora una volta, si scopre capitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arrigo Abalti</p>
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		<title>Trissino, che impresa! Il tricolore parla ancora vicentino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:27:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[hockey trissino]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[stagione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trenta secondi alla sirena. Giuliani sul dischetto, il PalaUbroker che trattiene il fiato, tremila bassanesi aggrappati all&#8217;ultima speranza di riaprire la contesa. Zampoli respinge. E in quel guanto c&#8217;è tutto: lo scudetto, il secondo di fila, il sigillo su una<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Trenta secondi alla sirena. Giuliani sul dischetto, il PalaUbroker che trattiene il fiato, tremila bassanesi aggrappati all&#8217;ultima speranza di riaprire la contesa. Zampoli respinge. E in quel guanto c&#8217;è tutto: lo scudetto, il secondo di fila, il sigillo su una stagione che il Trissino consegna direttamente alla storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gara-4 finisce 2-1 per i ragazzi di Joao Pinto, in casa d&#8217;altri, nel tempio giallorosso che sognava di riportare lo scudo sulle rive del Brenta. Non è andata così: perché questo Trissino è una squadra che ha imparato a vincere quando conta, e il tricolore resta saldamente nella valle dell&#8217;Agno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La partita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il copione lo scrive Gioele Piccoli, freddo come il ghiaccio quando nel primo tempo punisce la difesa bassanese e indirizza la contesa. Nella ripresa ci pensa Guilherme, sicario implacabile di questa serie, a firmare il raddoppio con una delle sue stoccate chirurgiche. Il Bassano, che ha cuore e orgoglio da vendere, accorcia con Montigel e si getta in avanti con la furia di chi non vuole arrendersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma lì, tra i pali, c&#8217;è un muro che si chiama Zampoli. Il portiere bluceleste abbassa la saracinesca, e quando a trenta secondi dalla sirena Giuliani si presenta sul dischetto del rigore con l&#8217;ultima speranza giallorossa tra le mani, è ancora lui a dire no. Una parata che vale uno scudetto. Una parata che vale una stagione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il triplete</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Perché questo titolo non è un episodio: è il sigillo di un&#8217;annata irripetibile. Supercoppa italiana, Coppa Italia e ora lo scudetto. Il triplete. Roba che nella pista vicentina si racconterà per anni, nei bar e negli spogliatoi, ai figli e ai nipoti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pinto, il condottiero portoghese, ha parlato di mentalità, di un solco tracciato già nella vittoria di gara-2 al PalaUbroker. E ha avuto l&#8217;eleganza di rendere omaggio agli avversari: complimenti sinceri a un Bassano che ha venduto carissima la pelle, confermandosi piazza nobile di questo sport.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Onore dunque ai vinti, che sotto la grandine di un pomeriggio infuocato hanno lottato fino all&#8217;ultimo refolo. Ma la storia, stavolta, la scrivono loro: i bluceleste. Trissino campione d&#8217;Italia, ancora. E il Veneto dell&#8217;hockey, ancora una volta, si scopre capitale.</p>
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		<title>Lo sport abbatte le barriere: Vicenza capitale europea dell&#8217;inclusione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 10:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 10 GIUGNO – Più inclusione, meno barriere e sicurezza dei minori nel mondo sportivo: parte da qui il meeting internazionale di &#8220;FAIR GAME &#8211; Gender-equal Access to Movement and Exercise&#8221; che si è tenuto nei giorni scorsi a palazzo Nievo, sede della Provincia di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">VICENZA, 10 GIUGNO – Più inclusione, meno barriere e sicurezza dei minori nel mondo sportivo: parte da qui il meeting internazionale di &#8220;FAIR GAME &#8211; Gender-equal Access to Movement and Exercise&#8221; che si è tenuto nei giorni scorsi a palazzo Nievo, sede della Provincia di Vicenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto &#8220;FAIR GAME&#8221;, finanziato dal programma europeo CERV (Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori), coinvolge una rete di 6 stati europei: Kosovo (capofila con il Comune di Peja), Bosnia Erzegovina, Portogallo, Croazia, Macedonia del Nord e Italia con Provincia di Vicenza, Vicenza Calcio Femminile, Comune di Thiene e l’associazione di promozione della democrazia Alda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto è biennale e punta a rivoluzionare l&#8217;accesso allo sport per donne e ragazze in tutta Europa,&nbsp;affrontando gli stereotipi di genere e la disparità dei carichi di lavoro domestico e promuovendo la leadership delle donne nello sport.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa due giorni di lavoro a Vicenza, in particolare, i rappresentanti di una fitta rete di enti locali e associazioni provenienti dai diversi Paesi europei partner si sono confrontati per elaborare lo “statement” childhood framework, un documento programmatico contenente le regole fondamentali per la tutela e la salvaguardia dei minori nel contesto sportivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad accogliere la delegazione internazionale è stato il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin, che ha portato il saluto della comunità vicentina: &#8220;Siamo orgogliosi di ospitare a Vicenza le delegazioni di un progetto così ambizioso e necessario. Lo sport deve essere un diritto accessibile a tutti, libero da barriere culturali, sociali o di genere. Il lavoro che questi professionisti stanno svolgendo oggi a palazzo Nievo per la tutela dei minori e per l&#8217;equità di genere traccia la rotta per politiche sportive davvero inclusive. Ognuno porta la sua esperienza di buone pratiche, piccoli o grandi progetti che possono essere replicati portando un valore aggiunto a tutti i Paesi coinvolti.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A nome della delegazione europea è intervenuta Xhenet Syka Kelmendi, assessore a Cultura, Gioventù e Sport del Comune di Peja (Kosovo), che ha ricordato lo stretto legame di amicizia tra Kosovo e Italia, in particolare Vicenza, da dove in passato è arrivato un grande supporto. “Progetti come questo aiutano a costruire e rinsaldare rapporti tra gli stati europei e a costruire un’identità condivisa.”</p>



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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento vuole infatti rappresentare anche un’opportunità di promozione e valorizzazione turistica per il territorio vicentino. Accogliere amministratori ed esperti provenienti da cinque diverse nazioni europee permette di mettere in mostra il patrimonio artistico e architettonico della città del Palladio, trasformando un meeting sulle politiche sociali in un veicolo di attrazione e marketing territoriale a livello internazionale.</p>
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		<title>Lanerossi Vicenza verso la Serie B: vertice in Prefettura su sicurezza, videosorveglianza e trasporti per le partite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 13:07:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[Lanerossi VICENZA]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La promozione del Lane Rossi Vicenza in Serie B è stata al centro di un incontro istituzionale che si è svolto nella mattinata di oggi in Prefettura a Vicenza. Il prefetto Filippo Romano ha infatti presieduto il Comitato provinciale per<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La promozione del Lane Rossi Vicenza in Serie B è stata al centro di un incontro istituzionale che si è svolto nella mattinata di oggi in Prefettura a Vicenza. Il prefetto Filippo Romano ha infatti presieduto il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito a Palazzo del Governo alla presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine e del Comune di Vicenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al tavolo erano presenti anche l’assessore allo Sport del Comune di Vicenza, Leone Zilio, e il direttore generale del Lane Rossi Vicenza, Werner Seeber.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della riunione sono state affrontate diverse tematiche legate al prossimo campionato di Serie B, con particolare attenzione agli aspetti che riguardano l’ordine pubblico e la sicurezza della città in occasione degli incontri casalinghi della formazione biancorossa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i punti affrontati, è stata evidenziata la necessità di garantire all’interno dello stadio una sala di gestione della sicurezza adeguata ad accogliere tutte le figure coinvolte nelle attività di coordinamento e tutela dell’incolumità pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è stata inoltre riservata al sistema di videosorveglianza. È stata infatti sottolineata l’esigenza di predisporre un apparato strutturale in grado di rispondere agli standard richiesti dalla Serie B, con l’obiettivo di prevenire eventuali fenomeni delinquenziali collegati alle partite e garantire un sicuro afflusso e deflusso dei tifosi da e verso l’impianto sportivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell’incontro è emersa anche la necessità di installare un efficace sistema di illuminazione stradale nelle aree interessate dagli eventi sportivi. La questione sarà approfondita in un successivo tavolo tecnico che coinvolgerà Questura, Comune e società calcistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro tema ritenuto prioritario riguarda la gestione delle tifoserie ospiti. Il Comune e la società hanno assicurato che verranno predisposti adeguati servizi di trasporto dedicati ai sostenitori provenienti da altre città. Un requisito definito indispensabile dal prefetto, che ha richiamato l’attenzione sul delicato tema della sicurezza nei trasporti pubblici e sulla necessità di garantire il regolare svolgimento degli incontri calcistici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro rappresenta uno dei primi passaggi operativi in vista della prossima stagione cadetta, con l’obiettivo di adeguare infrastrutture e servizi alle esigenze di un campionato che comporterà un significativo aumento dell’afflusso di tifosi e dell’attenzione sotto il profilo della sicurezza pubblica.</p>
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		<title>Valdagno, otto giorni di calcio, solidarietà e ricordi: Cerealto si prepara a vivere il torneo che unisce un&#8217;intera comunità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 07:53:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>VALDAGNO – Dal 6 al 13 giugno Cerealto tornerà a essere il cuore pulsante di una manifestazione che negli anni è diventata molto più di un semplice torneo di calcio. Organizzato da ASD &#8220;IlCalcioCheConta&#8221; insieme alla comunità di Cerealto e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="wp-block-paragraph">VALDAGNO – Dal 6 al 13 giugno Cerealto tornerà a essere il cuore pulsante di una manifestazione che negli anni è diventata molto più di un semplice torneo di calcio. Organizzato da ASD &#8220;IlCalcioCheConta&#8221; insieme alla comunità di Cerealto e con il patrocinio del Comune di Valdagno, l&#8217;evento metterà al centro sport, inclusione, solidarietà e il ricordo di amici che non ci sono più ma che continuano idealmente a scendere in campo accanto alla loro comunità: Vittorio Albiero, Massimo Zordan e Simone Bortolotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per otto giorni la frazione collinare ospiterà atleti, famiglie, volontari e appassionati, confermando una formula capace di trasformare il calcio in uno strumento di condivisione e sostegno concreto. Anche quest&#8217;anno il ricavato della manifestazione sarà devoluto a famiglie valdagnesi che fanno parte di AIRETT – Associazione Italiana Sindrome di Rett, Associazione Italiana Sindrome X Fragile e SPG47 – Il Mondo di Sofia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questo è il nostro modo di intendere lo sport: trasformare una passione in un&#8217;opportunità per stare insieme, divertirci e aiutare chi ha bisogno – sottolineano gli organizzatori –. Questo è per noi il calcio che conta, quello che va oltre i risultati e mette al centro le persone, le relazioni e i valori. Un ringraziamento va alla squadra di 80 volontari che rendono possibile la manifestazione, ai tanti sponsor che ci sostengono e alla comunità di Cerealto di cui ci sentiamo parte&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;edizione 2026 prenderà il via il 6 e 7 giugno con il doppio torneo &#8220;Cerealto Next Gen&#8221; dedicato alla categoria Esordienti. Saranno undici le squadre partecipanti e circa 150 i ragazzi che si sfideranno sul campo nel corso delle due giornate, con la presenza di importanti realtà del calcio veneto come L.R. Vicenza, Calcio Padova e Hellas Verona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata di domenica 7 giugno avrà un significato particolarmente intenso grazie al &#8220;Cerealto Next Gen – Borto Cup&#8221;. Il trofeo è dedicato a Simone Bortolotti, amico recentemente scomparso all&#8217;età di 36 anni, e rappresenta un modo per ricordarlo attraverso il sorriso e l&#8217;entusiasmo dei più giovani. Sempre domenica, alle ore 16, è in programma l&#8217;esibizione di Valpolicella For Special, scuola calcio dedicata a bambini e ragazzi con disabilità. Un appuntamento che testimonierà ancora una volta come lo sport possa diventare uno straordinario strumento di inclusione e di abbattimento delle barriere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 9 al 12 giugno spazio invece alla settima edizione del Memorial Vittorio Albiero, torneo riservato alle squadre senior che vedrà sei formazioni contendersi il titolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La settimana si concluderà sabato 13 giugno con un doppio appuntamento. Al mattino debutterà &#8220;LaMarciaCheConta&#8221;, novità dell&#8217;edizione 2026: una camminata di 9 chilometri organizzata in collaborazione con ASD Facerunner per andare alla scoperta del territorio. Nel pomeriggio si tornerà invece sul terreno di gioco per la seconda edizione del &#8220;Massimo Zordan Tribute&#8221;, riservato alle formazioni Over 40.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutta la durata della manifestazione non mancheranno musica, momenti di aggregazione e stand gastronomici. Per informazioni e aggiornamenti sul programma è possibile consultare i canali social di ASD IlCalcioCheConta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;intera settimana in cui il calcio sarà il filo conduttore di qualcosa di più grande: amicizia, memoria, inclusione e solidarietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Roland Garros: Sinner fuori per crollo fisico</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2026 15:08:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Jannik Sinner eliminato dal Roland Garros 2026. Oggi, giovedì 28 maggio, il tennista azzurro è battuto dall&#8217;argentino Juan Manuel Cerundolo in cinque set con il punteggio di 3-6, 2-6, 7-5, 6-1, 6-1 dopo 3h36&#8242; in una partita inizialmente in controllo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Jannik Sinner eliminato dal Roland Garros 2026. Oggi, giovedì 28 maggio, il tennista azzurro è battuto dall&#8217;argentino Juan Manuel Cerundolo in cinque set con il punteggio di 3-6, 2-6, 7-5, 6-1, 6-1 dopo 3h36&#8242; in una partita inizialmente in controllo e poi condizionata dai problemi fisici: il numero 1 del mondo è entrato in crisi nel terzo set e di fatto non si è mai ripreso. Sinner non è riuscito a reagire e si è così arreso lasciando il torneo, a cui arrivava dopo la finale persa lo scorso anno, al secondo turno.<br><br></p>
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		<title>“Insieme per i Giovani, insieme per lo Sport”: al via il nuovo progetto promosso dalla Polisportiva per lo sport vicentino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 14:25:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato presentato nella sala Stucchi del Comune di Vicenza il progetto “Insieme per i Giovani, insieme per lo Sport”, promosso dalla Polisportiva Palladio con il sostegno di Confindustria Vicenza e del Comune di Vicenza, nato per dare un supporto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><br>E&#8217; stato presentato nella sala Stucchi del Comune di Vicenza il progetto “Insieme per i Giovani, insieme per lo Sport”, promosso dalla Polisportiva Palladio con il sostegno di Confindustria Vicenza e del Comune di Vicenza, nato per dare un supporto concreto alle società sportive del territorio impegnate ogni giorno nella pratica dello sport giovanile.All’incontro hanno preso parte il sindaco di Vicenza <strong>Giacomo Possamai</strong>, l’assessore allo Sport del Comune di Vicenza, <strong>Leone Zilio</strong>, la dottoressa <strong>Chiara Carli</strong>, delegata Confindustria Vicenza alle attività culturali, il presidente di ACI Sport <strong>Luigi Battistolli</strong> ed i rappresentanti della Polisportiva Palladio, oltre a dirigenti e giovani atleti delle società sportive vicentine aderenti alla Polisportiva.«Questa iniziativa rappresenta un&#8217;esperienza nuova per la città di Vicenza – le parole del sindaco Possamai -. Nello sport, come in altri settori, ciascuno tende a gestire il proprio spazio singolo. Una polisportiva che nasce, che mette in rete una parte delle società sportive della città, e che lo fa avendo un target molto specifico, che è quello del settore giovanile, per noi è sicuramente una grande notizia. Questo vuol dire avere un interlocutore che rappresenta una pluralità di attività sportive e che ha un rapporto strutturato con Confindustria, quindi con il mondo dell&#8217;impresa sul territorio, e che ci consente quindi di mettere a terra delle progettualità. Voglio ringraziare non soltanto i promotori, ma anche le società sportive che hanno deciso di mettersi in gioco e di aderire a questo progetto».«L&#8217;obiettivo di questa iniziativa è quello di superare la frammentarietà dello sport a Vicenza &#8211; spiega l’assessore allo sport Zilio -. Con questo progetto nasce infatti la possibilità di avere un rappresentante che faccia l&#8217;interesse dello sport della città, quindi non delle singole associazioni, ma di tante realtà diverse. Ringrazio la dottoressa Carli e Confindustria Vicenza, perché questo progetto nasce anche da un grande lavoro di sinergia».«Con questo progetto vogliamo rivolgere un messaggio alle aziende del territorio &#8211; dichiara la delegata di Confindustria Chiara Carli -: investire nello sport giovanile significa investire in una comunità più sana, più consapevole e più coesa. I centri sportivi sono luoghi in cui i ragazzi e le ragazze non solo praticano attività fisica, ma imparano il valore dell’impegno, del rispetto delle regole, dell’allenamento, della squadra e della responsabilità. Sono competenze preziose per la vita, prima ancora che per il futuro professionale. Per questo auspichiamo che quante più imprese possibile scelgano di sentirsi parte di questa iniziativa, quasi come mecenati contemporanei, sostenendo realtà che fanno crescere i giovani, aiutano le famiglie dei propri dipendenti e generano valore per tutta la società. Confindustria Vicenza si riconosce pienamente in questa visione: un’alleanza tra imprese, sport e istituzioni per accompagnare le nuove generazioni in un percorso di crescita sano e virtuoso».Il progetto ha come finalità principale quella di sostenere e valorizzare tutte le società sportive appartenenti alla Polisportiva che operano con i giovani, riconoscendo allo sport un ruolo educativo fondamentale. Confindustria Vicenza, in quanto associazione degli imprenditori del territorio, intende assumere un ruolo di soggetto responsabile nel supportare la crescita delle nuove generazioni, promuovendo principi e valori che possano garantire uno sviluppo virtuoso dei ragazzi, anche in un’ottica di futuro inserimento nel mondo del lavoro.I giovani impegnati nello sport si caratterizzano infatti per il rispetto delle regole, la capacità di sacrificio, la correttezza e lealtà, oltre che per l’attitudine al lavoro di squadra. Tutte qualità che rappresentano un valore aggiunto per le aziende che, in futuro, vorranno avvalersi della loro professionalità.Il progetto prevede il coinvolgimento delle aziende aderenti a Confindustria Vicenza, chiamate a sostenere una o più società sportive associate alla Polisportiva Palladio nella realizzazione di specifiche iniziative rivolte al settore giovanile. In questo modo si crea una rete virtuosa tra mondo dello sport, istituzioni e tessuto produttivo locale, con l’obiettivo di investire in modo concreto sui giovani del territorio.Per poter accedere ai contributi messi a disposizione dalle aziende le società sportive dovranno presentare un progetto documentato, che dovrà essere espressamente mirato alla crescita del proprio settore giovanile (sviluppo delle attività, ampliamento dell’offerta, formazione tecnica ed educativa, inclusione, ecc.). La Polisportiva Palladio assumerà il ruolo di garante della corretta realizzazione dei progetti per i quali saranno stati devoluti i contributi.La Polisportiva coordinerà quindi l’intero percorso, assicurando che le risorse vengano effettivamente utilizzate a beneficio dei giovani atleti e dello sviluppo delle attività sportive sul territorio.</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Successo per la 9ª GF Città di Chiampo Durona Bike: oltre 600 atleti in gara a Chiampo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 16:35:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 24 maggio 2026 oltre 600 atleti hanno animato la suggestiva Piazza Zanella a Chiampo in occasione della 9ª edizione della GF Città di Chiampo Durona Bike, una giornata di grande sport baciata dal sole fin dalle prime ore del<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/successo-per-la-9a-gf-citta-di-chiampo-durona-bike-oltre-600-atleti-in-gara-a-chiampo/">Successo per la 9ª GF Città di Chiampo Durona Bike: oltre 600 atleti in gara a Chiampo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Domenica 24 maggio 2026 oltre <strong>600 atleti</strong> hanno animato la suggestiva <strong>Piazza Zanella a Chiampo</strong> in occasione della <strong>9ª edizione della GF Città di Chiampo Durona Bike</strong>, una giornata di grande sport baciata dal sole fin dalle prime ore del mattino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sui percorsi <strong>Marathon</strong> e <strong>Classic</strong> si sono sfidati biker provenienti da diverse realtà, con grande partecipazione e spirito competitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel percorso Marathon vittoria di casa per il giovanissimo <strong>Samuele Lovato (Team Mainetti)</strong>, che conquista anche il titolo di <strong>Campione Regionale Veneto MTB Marathon</strong>, davanti a <strong>Carlo Cortesi (Team Bottecchia)</strong> e <strong>Andrea Visentini (13 Eyes)</strong>. Tra le donne successo per <strong>Maria Cristina Nisi (Cicli Andreis)</strong>, seguita da <strong>Vittoria Pietrovito (Bike and Fun)</strong> e <strong>Martina Gris (Cetilar Nutrition Cervélo)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel percorso Classic dominio del <strong>Team Todesco</strong> con <strong>Roberto Bacanelli</strong> davanti a <strong>Emanuele Nardi</strong> e <strong>Andrea Fanton</strong>. In campo femminile vittoria di <strong>Lorena Zocca (Team Barbieri Valeggio sul Mincio)</strong>, seconda <strong>Kristel Bottin</strong> e terza <strong>Camilla Bertossi (Team Todesco)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la manifestazione si è svolto anche il <strong>6° Gran Premio della Montagna “Dino Antoniazzi”</strong>, assegnato ai primi atleti transitati nel punto più alto del percorso: ancora protagonisti <strong>Samuele Lovato</strong> e <strong>Maria Cristina Nisi</strong> (nelle foto sotto).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata ha avuto ulteriore valore agonistico con l’assegnazione dei titoli di <strong>Campioni Regionali Marathon Veneto 2026</strong>, premiati dai rappresentanti FCI Veneto <strong>Luigi Comacchio</strong> e <strong>Davis Tosin</strong>, insieme al Sindaco <strong>Filippo Negro</strong> e alla consigliera regionale <strong>Alessia Bevilacqua</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande spazio anche alla solidarietà con la presenza della Delegazione della <strong>Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica</strong>, rappresentata da <strong>Annamaria Merlin</strong> e <strong>Dario Antoniazzi</strong>, a testimonianza del valore sociale dell’evento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Protagonisti anche i ragazzi della <strong>Cooperativa Moby Dick</strong>, che hanno realizzato le medaglie speciali a forma di ciliegia 🍒 consegnate a tutti i partecipanti, simbolo del territorio e dell’identità della manifestazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande successo anche per il tradizionale “terzo tempo” con il Pasta Party, organizzato grazie alla <strong>Pro Loco Chiampo</strong>, da sempre punto di riferimento della manifestazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comitato organizzatore ha infine ringraziato gli oltre <strong>200 volontari</strong> che hanno reso possibile la perfetta riuscita dell’evento. Il <strong>Team Piazza 2000 Valchiampo</strong> ha salutato gli atleti dando appuntamento al <strong>2027</strong>, per un nuovo grande ritorno della Durona Bike a Chiampo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" data-id="367255" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.11-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-367255" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.11-1024x682.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.11-626x417.jpeg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.11-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.11-100x67.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.11-846x564.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.11-1184x789.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.11.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" data-id="367253" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-3-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-367253" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-3-1024x682.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-3-626x417.jpeg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-3-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-3-100x67.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-3-846x564.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-3-1184x789.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-3.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" data-id="367254" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-2-1-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-367254" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-2-1-1024x682.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-2-1-626x417.jpeg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-2-1-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-2-1-100x67.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-2-1-846x564.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-2-1-1184x789.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-2-1.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" data-id="367251" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-1024x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-367251" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-417x417.jpeg 417w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-100x100.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10-846x846.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-26-at-17.02.10.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Arzignano festeggia il 17enne Kevin Bordin: trionfo nel Campionato Italiano Moto d’Acqua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 13:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grande risultato sportivo per il giovane talento vicentino Kevin Bordin. Il 17enne residente ad Arzignano ha conquistato il gradino più alto del podio nella tappa di Rimini del Campionato Italiano Moto d’Acqua della FIM, la Federazione Italiana Motonautica. Il pilota<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Grande risultato sportivo per il giovane talento vicentino Kevin Bordin. Il 17enne residente ad Arzignano ha conquistato il gradino più alto del podio nella tappa di Rimini del Campionato Italiano Moto d’Acqua della FIM, la Federazione Italiana Motonautica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pilota arzignanese ha gareggiato nella categoria Runabout F4 Novice con i colori dell’Aquabike Racing Team di San Marino, imponendosi nello scorso weekend nelle acque romagnole davanti a una concorrenza particolarmente competitiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una vittoria importante che conferma la crescita tecnica del giovane atleta a livello nazionale e che rappresenta un motivo di orgoglio per tutto il territorio vicentino. Con una prestazione di alto livello, Kevin Bordin ha saputo dominare la gara, centrando un successo che lo proietta tra i prospetti più interessanti della disciplina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il trionfo di Rimini segna così un altro passo avanti nel percorso sportivo del 17enne, protagonista di una stagione che si sta rivelando ricca di soddisfazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="554" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bordin3-1024x554.jpeg" alt="" class="wp-image-367229" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bordin3-1024x554.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bordin3-626x339.jpeg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bordin3-100x54.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bordin3-846x458.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bordin3.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Screenshot</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="576" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bhordin2-576x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-367230" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bhordin2-576x1024.jpeg 576w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bhordin2-235x417.jpeg 235w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bhordin2-864x1536.jpeg 864w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bhordin2-1152x2048.jpeg 1152w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bhordin2-100x178.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bhordin2-846x1504.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bhordin2-1184x2105.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/kevin-bhordin2-scaled.jpeg 1440w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure>
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		<title>APV in crescita ai societari assoluti: Giambellini oro e argento su 100 e 200</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 09:39:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Minimi nazionali per Pellanda e la 4&#215;400 junior a trazione cassolese Nel fine settimana circa 50 atleti dell’Atletica Pedemontana Veneta sono stati protagonisti tra Conegliano e Vittorio Veneto nei Campionati regionali di società assoluti, con la squadra divisa tra sedi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<h2 class="wp-block-heading">Minimi nazionali per Pellanda e la 4&#215;400 junior a trazione cassolese</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel fine settimana circa 50 atleti dell’Atletica Pedemontana Veneta sono stati protagonisti tra Conegliano e Vittorio Veneto nei Campionati regionali di società assoluti, con la squadra divisa tra sedi di gara femminili e maschili. Una partecipazione ampia che conferma la solidità del progetto tecnico del sodalizio, sostenuto anche per la stagione 2026 da BVR Banca Veneto Centrale, affiancato da Euroventilatori International, AUTOVEGA, Job Italia, Wall Street English, Eurocultura e Sostenibilitalia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Giambellini protagonista: oro nei 200 e argento nei 100</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La copertina è tutta per Davide Giambellini, autore di una doppia prestazione di alto livello. L’atleta del bacino Atletica Arzignano–Ovest Vicentino domina i 200 metri in 21’’36 conquistando l’oro, mentre nei 100 metri centra l’argento in 10’’66, battuto per appena 3 centesimi da Galvan (Libertas Sanp). Crono di valore ancora più significativo considerando il recente intervento ai denti del giudizio e la conseguente terapia antibiotica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pellanda da podio e minimo nazionale nei 400</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Prestazione di grande spessore per Jacopo Pellanda, che nei 400 metri chiude in 48’’66 conquistando il bronzo assoluto e il primo posto tra gli juniores, centrando anche il minimo individuale per i Campionati italiani under 20. Un risultato che conferma la sua crescita tecnica e agonistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre nei 400, la 4&#215;400 maschile interamente targata GS Marconi Cassola — con Pellanda, Loris Piccolotto, Guglielmo Caregnato e Mosè Ferraro — chiude ottava assoluta regionale in 3’28’’13, tempo che vale il pass per i Campionati italiani juniores, aggiungendosi a quello già ottenuto dalla 4&#215;100.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle prove individuali Caregnato è 12° nei 200 metri in 22’’65, mentre Ferraro si distingue nei 3000 siepi con un eccellente terzo posto tra gli junior in 9’52’’65.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel salto con l’asta, buono anche il test dell’allievo Elia Campagnolo, che chiude a 3,80 dopo aver tentato l’assalto ai 4 metri, forte del recente 3,90 ai campionati allievi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Staffette e prove di squadra: Cassola in evidenza</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La 4&#215;100 tutta cassolese composta da Guarnieri, Caregnato, Piccolotto e Pellanda ferma il cronometro a 44’’46, confermando la buona compattezza del quartetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rientro Odje e segnali femminili incoraggianti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le donne, rientro significativo per Leo Grace Odje, che torna in gara nei 400 metri dopo il grave infortunio subito agli indoor allievi, chiudendo in 57’’96 una prova incoraggiante in chiave ripartenza stagionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Buona prestazione anche per Giulia Fongaro, decima nei 100 metri in 12’’34 con oltre 900 punti tabellari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel lungo, quarto posto allieve per Arianna Giacon con 5,16, mentre nei 400 ostacoli Veronica Orso chiude in 1’07’’98.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La 4&#215;100 femminile (Fongaro, Arianna Lazzati, Orso e Giovanna Maria Vial) chiude in 49’’56, con Orso impegnata anche nell’alto (1,50) e Vial nel triplo (10,49).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mezzofondo buone indicazioni dalle atlete al primo anno di categoria allieve: Caterina Lovato si migliora nei 1500 metri chiudendo in 5’11’’82, mentre Dalia Cracco debutta negli 800 in 2’28’’38.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei lanci, positiva la prova della junior cassolese Anna Campesato con 34,46.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bilancio finale: squadra allieve in crescita</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati complessivi rafforzano la posizione della squadra allieve, con particolare impulso dal rientro di Odje e dalla prova nei 400hs di Orso. In crescita anche la formazione femminile assoluta in ottica Club Challenge, la cui classifica — iniziata il primo aprile e in programma fino a fine settembre — vede il gruppo in progressivo consolidamento competitivo.</p>
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