11 Giugno 2026 - 10.27

Trissino, che impresa! Il tricolore parla ancora vicentino

Trenta secondi alla sirena. Giuliani sul dischetto, il PalaUbroker che trattiene il fiato, tremila bassanesi aggrappati all’ultima speranza di riaprire la contesa. Zampoli respinge. E in quel guanto c’è tutto: lo scudetto, il secondo di fila, il sigillo su una stagione che il Trissino consegna direttamente alla storia.

Gara-4 finisce 2-1 per i ragazzi di Joao Pinto, in casa d’altri, nel tempio giallorosso che sognava di riportare lo scudo sulle rive del Brenta. Non è andata così: perché questo Trissino è una squadra che ha imparato a vincere quando conta, e il tricolore resta saldamente nella valle dell’Agno.

La partita

Il copione lo scrive Gioele Piccoli, freddo come il ghiaccio quando nel primo tempo punisce la difesa bassanese e indirizza la contesa. Nella ripresa ci pensa Guilherme, sicario implacabile di questa serie, a firmare il raddoppio con una delle sue stoccate chirurgiche. Il Bassano, che ha cuore e orgoglio da vendere, accorcia con Montigel e si getta in avanti con la furia di chi non vuole arrendersi.

Ma lì, tra i pali, c’è un muro che si chiama Zampoli. Il portiere bluceleste abbassa la saracinesca, e quando a trenta secondi dalla sirena Giuliani si presenta sul dischetto del rigore con l’ultima speranza giallorossa tra le mani, è ancora lui a dire no. Una parata che vale uno scudetto. Una parata che vale una stagione.

Il triplete

Perché questo titolo non è un episodio: è il sigillo di un’annata irripetibile. Supercoppa italiana, Coppa Italia e ora lo scudetto. Il triplete. Roba che nella pista vicentina si racconterà per anni, nei bar e negli spogliatoi, ai figli e ai nipoti.

Pinto, il condottiero portoghese, ha parlato di mentalità, di un solco tracciato già nella vittoria di gara-2 al PalaUbroker. E ha avuto l’eleganza di rendere omaggio agli avversari: complimenti sinceri a un Bassano che ha venduto carissima la pelle, confermandosi piazza nobile di questo sport.

Onore dunque ai vinti, che sotto la grandine di un pomeriggio infuocato hanno lottato fino all’ultimo refolo. Ma la storia, stavolta, la scrivono loro: i bluceleste. Trissino campione d’Italia, ancora. E il Veneto dell’hockey, ancora una volta, si scopre capitale.

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