21 Luglio 2026 - 16.43

La Liga spagnola attacca la FIFA: “Sta distruggendo il calcio, Infantino deve dimettersi”

Il presidente della Liga spagnola Javier Tebas lancia un duro attacco alla FIFA e al suo presidente Gianni Infantino, accusandoli di mettere a rischio il futuro del calcio nazionale e chiedendo un cambio ai vertici dell’organizzazione mondiale.

In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, Tebas ha criticato l’ipotesi di un ulteriore ampliamento dei Mondiali, dopo il passaggio a 48 squadre previsto per l’edizione 2026, e la possibilità di arrivare a 64 nazionali nel torneo del 2030.

«Aumentare il numero delle nazionali non ha senso», ha dichiarato il numero uno della Liga, sostenendo che il calcio non possa ruotare esclusivamente attorno alla Coppa del Mondo. Secondo Tebas, sono i campionati nazionali a sostenere economicamente e sportivamente il movimento, garantendo lavoro e stabilità a migliaia di persone.

«Stanno distruggendo l’industria del calcio, che genera decine di migliaia di posti di lavoro, per un evento che dura 40 giorni e coinvolge una minoranza di giocatori», ha affermato. La richiesta è quella di ridurre gli impegni delle nazionali e tutelare maggiormente i tornei di club, a tutti i livelli.

Tebas ha poi puntato direttamente contro Infantino, definendo concluso il suo ciclo alla guida della FIFA: «Il suo tempo è scaduto». Secondo il presidente della Liga, però, il sistema attuale renderebbe difficile un cambiamento, perché il presidente FIFA gode del sostegno delle federazioni e non ci sarebbero candidati pronti a sfidarlo.

L’esponente spagnolo ha anche criticato la gestione della FIFA in occasione della vicenda legata alla sospensione dell’attaccante statunitense Folarin Balogun, la cui squalifica è stata congelata dalla commissione disciplinare permettendogli di giocare una partita dei Mondiali. Tebas ha sostenuto che, in caso di eliminazione degli Stati Uniti, la vicenda avrebbe potuto avere conseguenze politiche per Infantino.

Secondo il presidente della Liga, quella decisione sarebbe solo uno degli esempi di un’organizzazione che, a suo giudizio, prenderebbe decisioni orientate più agli interessi della FIFA che a quelli del calcio.

Tebas ha infine contestato anche alcune scelte organizzative legate ai Mondiali, tra cui le pause per l’idratazione. A suo avviso, in alcuni casi non sarebbero state introdotte per esigenze climatiche, ma per motivi legati agli spazi pubblicitari e alla gestione televisiva dell’evento.

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