Veneto fa troppo caldo: niente sesso meglio una doccia fredda!

Il Veneto boccheggia, le tapparelle si arrendono, i ventilatori chiedono il sindacato e nei letti matrimoniali si registra il fenomeno dell’estate 2026: non più “fuoco della passione”, ma “modalità risparmio energetico”.
Con temperature che, secondo Arpav, in questi giorni sono arrivate a circa 4 gradi sopra la media, l’ondata di caldo sta trasformando la regione in una grande piastra per polenta abbrustolita. E quando anche il comodino suda, la libido prende ferie anticipate.
Altro che “stasera da me”: il nuovo linguaggio della seduzione è diventato “hai il climatizzatore?”. Il corteggiamento veneto 2.0 non passa più da rose, prosecco e messaggini audaci, ma da una domanda secca: “Classe energetica A+++ o niente”.
Gli esperti lo dicono da tempo: caldo, spossatezza, sudorazione e pressione sotto i tacchi possono raffreddare anche le migliori intenzioni. Il desiderio, poveretto, c’è anche, ma appena vede le lenzuola appiccicose fa dietrofront e va a dormire sul pavimento.
In molte case venete si segnalano scene drammatiche: coppie che si sfiorano per sbaglio e si scusano, partner separati da un cuscino refrigerante, mariti che propongono romanticismo e mogli che rispondono: “Prima fammi vedere il bollettino dell’umidità”.
La vera trasgressione? Una doccia fredda. Non più preliminari, ma prelavaggio. Non più sospiri, ma “passami il bagnoschiuma che sto evaporando”. E se proprio deve esserci intimità, che almeno sia sotto il getto d’acqua, con tempi contingentati: tre minuti a testa, come da emergenza idrica sentimentale.
La Regione ha già previsto stop per alcune attività all’aperto nelle ore più calde; nelle abitazioni, invece, lo stop è spontaneo: dalle 12.30 alle 16.00 sospese anche le attività “ricreative ad alta sudorazione”.
Insomma, il Veneto resta terra di passione, ma con buon senso climatico. L’amore non è finito: è solo in pausa, in frigo, accanto all’anguria.
E per chi teme il crollo definitivo del desiderio, niente panico: basterà aspettare un temporale, un abbassamento dell’umidità o, più realisticamente, una camera d’albergo con aria condizionata e telecomando funzionante.















