7 Agosto 2026 - 11.04

Veneto, ormai è clima tropicale: bombe d’acqua, vento e danni. E continuiamo a chiamarlo “maltempo”

Oltre cinquanta interventi dei vigili del fuoco in poche ore, decine di richieste di soccorso ancora in attesa, strade e abitazioni allagate, alberi abbattuti, tetti scoperchiati, una linea ferroviaria interrotta da una pianta caduta sui binari. È il bilancio dell’ennesima notte di violento maltempo che ha colpito il Veneto. Ma forse è arrivato il momento di smettere di considerare tutto questo semplicemente “maltempo”.

Perché ciò che stiamo vivendo assomiglia sempre di più a una tropicalizzazione del nostro clima: lunghi periodi di caldo intenso e siccità interrotti improvvisamente da precipitazioni violente, temporali concentrati, raffiche di vento e quantità enormi di acqua scaricate sul territorio in pochissimo tempo.

Questa volta le criticità maggiori si sono registrate nel Veronese, soprattutto nella Bassa e a Bovolone. Ventotto gli interventi effettuati nella provincia, con dieci squadre dei vigili del fuoco, 54 operatori e venti automezzi impegnati. E mentre le squadre lavoravano, altre 72 richieste di soccorso restavano in coda.

Allagamenti, alberi pericolanti, due tetti scoperchiati, un furgone rimasto bloccato nell’acqua con due persone a bordo. Una pianta è precipitata sulla linea ferroviaria Legnago-Nogara. Sul Garda è stato necessario anche intervenire per soccorrere un surfista in difficoltà. Problemi e danni anche nel Trevigiano e nel Padovano, con infiltrazioni, alberi e rami sulle strade e conseguenze delle forti piogge accompagnate dal vento.

La fotografia è quella di un territorio sottoposto sempre più spesso a fenomeni estremi. E il problema non riguarda soltanto l’emergenza delle ore successive al temporale. Riguarda le famiglie che si ritrovano l’acqua in casa, gli agricoltori che in pochi minuti possono perdere mesi di lavoro, le imprese costrette a fare i conti con strutture danneggiate e attività interrotte, i Comuni chiamati continuamente a riparare strade, argini, reti e infrastrutture.

Ogni evento estremo presenta un conto. E quel conto, alla fine, lo paghiamo tutti.

Il Veneto, per la sua conformazione e per l’altissimo livello di urbanizzazione, è particolarmente vulnerabile. Il terreno impermeabilizzato assorbe meno acqua, mentre precipitazioni sempre più concentrate mettono sotto pressione reti di scolo e corsi d’acqua. A questo si aggiungono temperature elevate che trasformano l’atmosfera in un gigantesco serbatoio di energia e umidità, aumentando le condizioni favorevoli a fenomeni temporaleschi molto intensi.

Non significa che ogni singolo temporale possa essere attribuito automaticamente al cambiamento climatico. Significa però che il contesto nel quale questi fenomeni si sviluppano sta cambiando e che gli eventi estremi rappresentano una minaccia crescente con la quale dovremo fare i conti.

La questione, quindi, non è più stabilire se il cambiamento climatico esista. La domanda concreta è quanto ci costerà continuare ad affrontarlo come se fosse soltanto una sequenza di emergenze imprevedibili.

Servono manutenzione del territorio, reti idrauliche adeguate, maggiore attenzione al consumo di suolo, prevenzione, protezione delle aree agricole e investimenti per rendere città e infrastrutture capaci di resistere a un clima diverso da quello sul quale sono state progettate.

Perché dopo ogni nubifragio arrivano le immagini degli alberi abbattuti, delle cantine allagate e dei vigili del fuoco al lavoro. Poi torna il sole e sembra che tutto sia finito.

Ma non è finito affatto.

Il rischio più grande è abituarsi all’eccezionale fino a considerarlo normale. Un’estate soffocante, poi la grandine. Settimane senza acqua, poi un nubifragio. Campi aridi e qualche giorno dopo strade trasformate in torrenti.

Se questo è il clima del futuro, quel futuro è già cominciato. E continuare a chiamarlo semplicemente “maltempo” rischia di diventare il nostro modo più comodo per non guardare in faccia il problema.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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