Vicenza, tutto resta com’è in Provincia: il nuovo decreto PA congela il rinnovo del Consiglio, spiazzati Lega e PD

Il nuovo decreto sulla Pubblica Amministrazione, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, introduce una novità destinata ad avere effetti anche sulla Provincia di Vicenza. L’articolo 2 del provvedimento prevede infatti che il rinnovo dei Consigli provinciali venga prorogato fino alla scadenza del mandato del presidente della Provincia, mantenendo così allineata la durata dei due organi.
Per Vicenza questo significa, almeno allo stato attuale, che non ci saranno cambiamenti negli equilibri di Palazzo Nievo: l’attuale Consiglio provinciale resterà in carica fino alla naturale scadenza del presidente, evitando un rinnovo anticipato dell’assemblea.
La misura punta a garantire maggiore stabilità amministrativa e ad evitare il disallineamento tra presidente e Consiglio, una situazione che negli ultimi anni aveva creato non poche difficoltà nella gestione delle Province, enti di secondo livello eletti da sindaci e consiglieri comunali.
Per la politica vicentina, dunque, il decreto si traduce in una sostanziale conferma dello status quo: nessun cambio di assetti nell’immediato e attività amministrativa destinata a proseguire senza scossoni fino alla scadenza naturale del mandato del presidente provinciale.
Il decreto produce anche un effetto politico immediato nel Vicentino. Per il momento, infatti, viene meno qualsiasi ipotesi di rinnovo anticipato della guida di Palazzo Nievo e, con essa, anche le indiscrezioni che nelle ultime settimane circolavano sottotraccia su un possibile accordo trasversale tra Lega e Partito Democratico per individuare il futuro candidato alla presidenza della Provincia. Con il rinvio del rinnovo del Consiglio fino alla scadenza del mandato del presidente, gli attuali equilibri restano invariati e ogni ragionamento sulle future alleanze viene, almeno per ora, rinviato.


















