Secca storica per il Danubio: il fiume si ritira e riemergono relitti della guerra e ossa di mammut

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Il Danubio continua a fare i conti con una crisi idrica senza precedenti in diverse aree del suo percorso. Il grande fiume europeo ha raggiunto livelli eccezionalmente bassi, mettendo in difficoltà la navigazione e riportando alla luce testimonianze del passato rimaste per decenni nascoste sotto l’acqua.
In Serbia, centinaia di imbarcazioni sono rimaste bloccate nei porti o intrappolate sui banchi di sabbia emersi dal letto del fiume. Le immagini del Danubio ridotto a un livello insolito hanno suscitato sorpresa e preoccupazione tra gli abitanti delle zone interessate.
«È una catastrofe. Non ci sono state piogge, né neve durante tutto l’inverno. Non ci sono riserve d’acqua nelle montagne, la situazione è preoccupante», ha raccontato un residente.
Più a sud, in Bulgaria, il basso livello del Danubio ha provocato anche problemi alla navigazione commerciale e turistica. Un battello da crociera è rimasto incagliato nel tratto bulgaro del fiume e circa 200 passeggeri hanno dovuto essere evacuati in pochi minuti.
«Vengo qui ogni giorno da oltre 30 anni per camminare almeno un’ora o due. Non avevo mai visto il Danubio così basso. La situazione è molto grave», ha spiegato un altro abitante.
La riduzione della portata del fiume è legata soprattutto alla mancanza di precipitazioni e alle ondate di calore che hanno interessato diverse zone d’Europa. La siccità sta avendo conseguenze anche economiche: numerose chiatte con carichi di legname e grano destinati ai mercati europei sono rimaste ferme a causa delle difficoltà di navigazione.
La situazione contrasta con episodi recenti di segno opposto: il 21 settembre 2024 il Danubio era invece esondato ai piedi del Parlamento ungherese a Budapest, dopo una forte ondata di maltempo che aveva colpito l’Europa centrale.
Dal letto del fiume emergono resti della Seconda guerra mondiale e ossa di mammut
Il ritiro delle acque ha però portato alla luce anche importanti testimonianze storiche e archeologiche. In alcuni tratti del Danubio sono riemersi relitti risalenti alla Seconda guerra mondiale, rimasti sommersi per decenni e ora visibili quasi a pelo d’acqua.
La scoperta più sorprendente è arrivata dalla Bulgaria, dove il basso livello del fiume ha permesso di individuare resti fossili di un mammut.
I reperti sono stati trovati casualmente mercoledì da un abitante del villaggio di Ryahovo, nel comune di Slivo Pole, circa 30 chilometri a nord di Ruse. Il giorno successivo gli ossi sono stati recuperati dagli esperti del museo.
Gli specialisti hanno identificato una mandibola, frammenti di zanne, una parte di scapola e un femore completo della testa articolare. Secondo il professor Nikolay Nenov si tratta con certezza dei resti di un mammut: «È al 100% un mammut», ha dichiarato, spiegando che molto probabilmente apparteneva alla specie del mammut lanoso vissuto durante l’era glaciale.
Gli studiosi ritengono che i resti appartengano a un esemplare giovane. La diminuzione del livello del Danubio potrebbe però consentire nuove scoperte: è infatti prevista un’ulteriore campagna di ricerca nella zona per verificare la presenza di altri reperti nascosti dal fiume.
Un fenomeno legato alla siccità che sta trasformando il paesaggio del Danubio e che, oltre a creare gravi problemi ambientali ed economici, sta restituendo frammenti inattesi della storia naturale e dell’uomo.


















