7 Agosto 2026 - 9.56

Il vicentino brucia, agricoltura ko

Lf

Si aggrava la situazione climatica nei campi vicentini, con gran parte del territorio colpito dalla siccità, tra situazioni di allerta lieve, moderata e grave. È quanto emerge da una stima di Coldiretti su mappe Copernicus, con il caldo record che continua a mettere sotto pressione le campagne vicentine, e non solo. La siccità colpisce tutte le filiere con le situazioni più gravi per mais, riso, pascoli, soia, oltre a ortaggi, uva, olive e frutta, mentre la produzione di latte nelle stalle è calata del 20%, come consuetudine con il grande caldo.

“Nel nostro territorio cresce il ricorso all’irrigazione, con un forte aumento dei costi aziendali – commenta il presidente di Coldiretti Vicenza, Pietro Guderzo -, mentre restano sotto osservazione pomodoro, soia, barbabietole e foraggi. La situazione conferma l’urgenza di investire nella realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. Oggi l’Italia riesce infatti a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, una quota insufficiente ad affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi. Si tratta di un progetto immediatamente cantierabile, che consentirebbe di trattenere e accumulare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli effetti degli eventi meteorologici estremi e contribuendo a prevenire esondazioni e allagamenti”. 

I bacini, realizzati con materiali naturali e senza l’utilizzo di cemento, sarebbero destinati agli usi civili e agricoli, oltre a rappresentare una fonte di energia idroelettrica rinnovabile. Il piano prevede il recupero e la piena valorizzazione delle infrastrutture idriche già esistenti. “Per affrontare in modo efficace l’emergenza climatica – aggiunge il presidente Guderzo – è necessario adottare una strategia complessiva che includa anche la manutenzione dei corsi d’acqua e il potenziamento delle reti di distribuzione, così da garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche. Una sfida non più rinviabile, considerato che gli eventi climatici estremi hanno provocato negli ultimi quattro anni, a livello nazionale, danni per circa 20 miliardi di euro all’agricoltura”.

A pesare sulle aziende è anche l’aumento dei costi, a partire da quello del gasolio agricolo necessario all’attivazione dei sistemi di irrigazione. Con la necessità di garantire acqua alle colture in crisi, sono aumentati considerevolmente gli interventi di soccorso. La nuova crisi di Hormuz ha riportato in alto i prezzi con un aumento di quasi 30 centesimi al litro rispetto a inizio luglio, secondo l’analisi Coldiretti su dati della Camera di Commercio di Milano. Se l’annuncio dei negoziati aveva riportato le quotazioni a 1,16 euro al litro dopo il picco di 1,49, il riaccendersi della guerra ha visto schizzare nuovamente in alto i listini, ora a 1,44 euro. Dall’avvio del conflitto in Iran, il prezzo è salito di quasi il 70%.

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