21 Luglio 2026 - 15.38

PFAS – ENEA e Acque del Chiampo insieme per sviluppare nuove tecnologie contro i microinquinanti

Prende il via una nuova collaborazione tra ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e Acque del Chiampo con l’obiettivo di sviluppare e sperimentare soluzioni biologiche e biotecnologiche innovative per il trattamento dei PFAS presenti nelle acque reflue e nei fanghi di depurazione.

L’accordo di ricerca resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027 e vedrà lavorare a stretto contatto i laboratori di Acque del Chiampo e quelli del Centro Ricerche ENEA Casaccia di Roma. Nell’ambito del progetto, il gestore idrico metterà a disposizione campioni di acque reflue e fanghi provenienti dagli impianti di depurazione di Arzignano e Lonigo, insieme ai dati analitici elaborati dal proprio laboratorio interno, considerato un punto di riferimento per le attività di monitoraggio ambientale.

ENEA si occuperà invece delle attività sperimentali per individuare e validare nuovi processi di biorisanamento basati sull’impiego di consorzi microbici, studiati per favorire la degradazione o la riduzione dei PFAS.

Il progetto comprenderà anche il confronto e la validazione incrociata dei dati analitici prodotti dai laboratori delle due realtà, con lo scopo di rafforzare le metodologie di analisi e approfondire il comportamento dei microinquinanti durante le diverse fasi dei processi di depurazione.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio accordo sottoscritto da ENEA con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per promuovere attività di monitoraggio, studio e ricerca dedicate all’inquinamento da PFAS. La collaborazione rappresenta inoltre un importante riconoscimento del ruolo che Acque del Chiampo ha consolidato a livello nazionale nel settore della ricerca applicata a questa problematica ambientale.

Dal 2013 Acque del Chiampo ha destinato oltre 37 milioni di euro alla messa in sicurezza della rete acquedottistica e allo sviluppo di tecnologie innovative per contrastare la contaminazione da PFAS, avviando numerose collaborazioni con università, enti di ricerca e imprese. Tra i risultati di questo percorso figura anche la tecnologia RADOX, sviluppata insieme alla spin-off dell’Università degli Studi di Padova K-INN Tech, progettata come soluzione per la degradazione dei PFAS.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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