Lanerossi Vicenza. Quando il gatto non c’è… i lupi ballano!

Di Alessandro Giaretta
Titolo che può sembrare impietoso e non curante della buona volontà messa in campo dai nostri beniamini, ma questo ha raccontato lo scontro di sabato scorso sul verdissimo “prato” dello Stadio Partenio. Per i miscredenti vedere il volto di Mr. Gallo in conferenza stampa alla fine del match.
Non è stato sufficiente il cambio di approccio alla gara rispetto rispetto al timido inizio con il Catanzaro, piglio arrembante e spirito garibaldino mostrato nei primi minuti non consentono ai biancorossi di mascherare la notevole differenza nella consistenza e nei valori tecnici in campo. Infatti al quarto d’ora di gioco il doppio svantaggio sul tabellone, frutto sicuramente di un signor Favilli particolarmente in serata, ma anche di una certa leggerezza di Leverbe prima e Marchizza poi nel contrastare il marcantonio irpino, racconta una partita che si fa subito in salitissima, favorendo la prudenza e consapevolezza dei padroni di casa che dimostrano di gestire alla grande i tentativi di arrembaggio di un Vicenza, che nonostante la mole di gioco creata non trova sbocchi per combinazioni centrali, e percorrendo quasi esclusivamente la via dei cross dalla trequarti agevola ampiamente la respinta delle torri biancoverdi.
Vana anche la speranza del nostro condottiero che nell’intervallo ne cambia tre… Nemmeno il tempo di sedersi in panchina e il Favillone regala il terzo assist con una volè di esterno a Moruzzi, palla all’incrocio e ciaone a tutti. Largo alla disperazione con cambio di modulo e nuovi interpreti a cercare di raddrizzare una partita ormai completamente compromessa, con Nesta che si gode la rotonda vittoria dopo lo spauracchio Arezzo e l’espressione di un Gallo, che ancora ignaro di ciò che sarebbe successo da li alla fine del calciomercato, si faceva sempre più scura e turbata. Yes Sir, perchè l’accelerata impressa dal nostro Giorgio nelle ultime ore di trattative è probabilmente figlia anche di ciò che abbiamo visto in Irpinia dopo l’ illusione casalinga della prima giornata.
Troppi dubbi non chiariti sul valore tecnico reale della squadra quindi… et voila, quasi neanche il tempo di reclamare i famosi “schei” di Renzo che arrivano a Bassano Papetti Bellemo e niente popodimeno che il signor Silvio Merkaj. Tris di acquisti assolutamente di categoria a distendere, almeno per il momento, le rughe dalla fronte dell’allenatore biancorosso che ora in completa assenza di alibi ha praticamente a disposizione tutto o quasi tutto il materiale richiesto.
Il tempo darà le sue risposte, intanto iniziamo a guardarci intorno, perchè se noi ci siamo appena asciugati le lacrime con il fazzoletto di Zamuner, in giro c’è chi non ride, i mastini infatti acciuffano per i capelli anzi per le penne le galline in un “derby veneto” che evidenzia un certo ritardo di Baroni nel trovare la quadra di un Hellas che solo grazie al penalty di Sarr pareggia i conti all’Euganeo contro il Padova che non ride a crepapelle ma sicuramente sorride sornione tenendo in saccoccia i suoi quattro punti raccolti con due neoretrocesse dalla massima serie. Per il resto abbastanza prematuro analizzare una classifica che deve ancora sgranarsi, lasciamo Modena Mantova e Palermo a godersi un punteggio pieno ancora ricco di incognite. Siamo solo all’inizio cari lettori, ma probabilmente sarà il caso di allacciarsi le famose cinture.


















