Fine vita, il Veneto approva la legge. Zaia: «Un atto di civiltà e responsabilità»

Il presidente del Consiglio regionale: «Una risposta concreta ai pazienti, alle famiglie, ai medici e agli operatori sanitari»
VENEZIA – Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito al termine di oltre dieci ore di dibattito, precedute da mesi di studio e approfondimento. Il presidente dell’Assemblea legislativa, Luca Zaia, ha definito il provvedimento «un risultato importante e un atto di responsabilità», sottolineando la complessità di una discussione che ha coinvolto le coscienze prima ancora delle appartenenze politiche.
«Il Parlamento dei Veneti ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di dare una risposta concreta alle persone che vivono condizioni di sofferenza estrema», ha dichiarato Zaia. Il presidente si è detto orgoglioso di una politica regionale che, su un argomento tanto delicato, ha saputo ascoltare, approfondire e confrontarsi seriamente, assumendosi infine la responsabilità di decidere e indicare una strada.
Zaia ha ringraziato tutti i consiglieri regionali, indipendentemente dalla posizione assunta durante la votazione: chi ha sostenuto la proposta, chi si è espresso contro e chi ha manifestato dubbi o sensibilità differenti. Secondo il presidente, il lungo confronto si è svolto in modo serio, rispettoso e ad alto livello, dimostrando come la capacità di ascoltare le ragioni degli altri rappresenti un patrimonio per l’istituzione. Il ringraziamento è stato esteso anche ai cittadini e alle associazioni che, partendo da posizioni diverse, hanno contribuito ad arricchire la proposta e la discussione.
La legge, ha evidenziato Zaia, è rivolta innanzitutto ai pazienti e alle loro famiglie, ma offre anche uno strumento in più ai medici e agli operatori sanitari. Sono infatti loro a dover affrontare quotidianamente situazioni umane e professionali di straordinaria complessità, in un territorio di confine nel quale si incontrano medicina, sofferenza, volontà del paziente ed etica.
Il nuovo quadro normativo, nelle intenzioni del Consiglio regionale, dovrà fornire indicazioni più chiare per affrontare decisioni estremamente difficili, evitando che i professionisti della sanità vengano lasciati soli.
Zaia ha inoltre precisato che la legge non introduce il fine vita e non istituisce un nuovo diritto. Il perimetro entro il quale è possibile accedere al suicidio medicalmente assistito è già stato definito dalla Corte costituzionale. Con il provvedimento approvato, il Veneto ha scelto di esercitare le proprie competenze in materia di sanità pubblica, organizzando in maniera più precisa le procedure previste.
Il presidente ha richiamato anche il percorso legislativo seguito dall’Assemblea. Il testo nasce infatti da una proposta di legge di iniziativa popolare, successivamente studiata, discussa, emendata e migliorata dal Consiglio regionale senza modificarne l’impianto fondamentale.
«È questo il compito della buona politica – ha osservato Zaia –: raccogliere una domanda che arriva dai cittadini e trasformarla, attraverso il lavoro legislativo, in una risposta solida e concretamente applicabile». Proprio la lunghezza e la complessità dell’iter, secondo il presidente, attribuiscono un significato ancora maggiore al risultato raggiunto.
«Il Veneto ha dimostrato che anche sulle questioni più profonde e divisive si può discutere senza rinunciare alle proprie convinzioni, ma mettendo al centro le persone», ha concluso Zaia. Da oggi, pazienti, famiglie, medici e operatori sanitari potranno contare su un quadro procedurale più chiaro.


















