Banca delle Terre Venete cresce: utile a 19 milioni e più credito al territorio

Banca delle Terre Venete, istituto di credito cooperativo appartenente al Gruppo BCC Iccrea, chiude il primo semestre del 2026 con risultati positivi e conferma una strategia di crescita sostenibile orientata al territorio e al sostegno di famiglie e imprese.
Nei primi sei mesi dell’anno la banca ha registrato un utile netto di 19 milioni di euro. Il margine di intermediazione ha raggiunto i 59,6 milioni, con un incremento del 5% rispetto al risultato conseguito al 30 giugno 2025.
I crediti lordi verso la clientela sono saliti a 2,1 miliardi di euro, segnando una crescita del 4,22% rispetto alla fine del 2025. Un dato che, secondo l’istituto, conferma la volontà di continuare ad affiancare concretamente il tessuto economico locale.
Particolarmente significativo l’aumento delle nuove erogazioni. Nel primo semestre del 2026 Banca delle Terre Venete ha concesso a famiglie e imprese 263 milioni di euro tra mutui e finanziamenti, il 28% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, quando il totale si era fermato a 206 milioni.
Nel dettaglio, 147 milioni sono stati destinati alle imprese, mentre 116 milioni hanno sostenuto le famiglie, prevalentemente attraverso nuovi mutui per l’acquisto della casa. A questo intervento diretto si aggiunge quello effettuato tramite le strutture specialistiche della capogruppo, che nel semestre hanno messo a disposizione della clientela linee di factoring e leasing per complessivi 138 milioni di euro.
Parallelamente alla crescita degli impieghi, migliora ulteriormente anche la qualità del credito. I crediti deteriorati sono scesi dai 46,6 milioni registrati nel dicembre 2025 a 45,5 milioni. L’NPL ratio lordo, cioè il rapporto tra il valore complessivo dei crediti deteriorati e l’intero stock dei crediti, si è attestato al 2,17%.
Al netto delle rettifiche di valore, l’NPL ratio si posiziona invece allo 0,43%. Il risultato beneficia di una copertura delle posizioni deteriorate pari all’80,55%, percentuale indicata come significativamente superiore alla media del comparto bancario nazionale.
Molto elevata anche la dotazione patrimoniale. I fondi propri sono saliti a 467 milioni di euro, mentre il CET1 ratio ha raggiunto il 35,02% e il Total Capital ratio il 35,83%. Indici che confermano l’elevata solidità dell’istituto.
Continua a crescere anche la base della banca. Al 30 giugno i clienti hanno raggiunto quota 108.759, con un aumento dell’1,2% rispetto al 31 dicembre 2025. La compagine sociale è salita invece a 15.365 soci.
Nel corso del semestre Banca delle Terre Venete è intervenuta anche sulla propria rete territoriale. Le filiali di Arzignano, Malo e Trevignano sono state trasferite in spazi riqualificati e più accoglienti, con l’obiettivo di offrire un servizio maggiormente funzionale.
La zona di competenza operativa della banca è stata inoltre estesa ai Comuni di Carmignano di Brenta, Pozzoleone, San Pietro in Gù, Grantorto e Fontaniva.
«I dati di questa semestrale confermano la validità del modello organizzativo adottato e l’efficacia delle nostre politiche commerciali – commenta il direttore generale Eugenio Adamo –. In un quadro economico che richiede prudenza e rigore, pur a fronte di una costante crescita degli attivi, abbiamo mantenuto elevata la qualità del nostro credito».
«L’ampia solidità della banca e la fiducia che i nostri clienti hanno nel nostro istituto – prosegue Adamo – ci consentono di continuare a sostenere le esigenze di credito di famiglie e imprese. Tale fiducia viene inoltre confermata dal fatto che un numero crescente di clienti ha deciso di affidare i propri risparmi a Banca delle Terre Venete, come evidenziato dall’aumento della raccolta complessiva».
Il presidente Gianfranco Sasso richiama invece il ruolo sociale dell’istituto. «Il ruolo di una banca di credito cooperativo si misura nella capacità di trasformare i positivi risultati gestionali in valore concreto e duraturo per la comunità. Oltre all’ampio e crescente sostegno a famiglie e imprese attraverso le erogazioni creditizie, nel solo primo semestre di quest’anno abbiamo destinato quasi due milioni di euro sotto forma di contributi liberali, interventi di crowdfunding e sponsorizzazioni».
Le risorse sono state indirizzate al sostegno del terzo settore, dello sport, dei giovani e della cultura locale. Per la seconda parte dell’anno la banca sta inoltre programmando nuovi interventi rivolti alle famiglie e agli anziani, con l’obiettivo, conclude Sasso, di rafforzare il rapporto con i soci e rispondere in modo sempre più mirato alle necessità dei territori nei quali l’istituto opera.


















