31 Agosto 2026 - 15.24

Veneto – Chiede della compagna (che aveva appena aggredito) e salta addosso all’infermiere: sette giorni di prognosi

Un infermiere del Pronto soccorso dell’ospedale di Treviso è stato afferrato per il collo e spinto violentemente contro una porta scorrevole da un uomo che pretendeva informazioni sulla compagna. L’aggressione è avvenuta alle 3.15 della notte del 31 agosto.

L’operatore, in servizio alla postazione Triage numero 1, aveva appena accolto una donna che riferiva di essere stata aggredita fisicamente dal compagno. L’infermiere l’aveva fatta accomodare in sicurezza nell’area rossa, dove, con il supporto del medico di turno, aveva potuto ricostruire la dinamica della violenza e descrivere i traumi subiti.

Contemporaneamente, allo sportello del triage si è presentato il presunto compagno, chiedendo se la donna si trovasse all’interno dell’ospedale. Nel rispetto del protocollo aziendale previsto per i “Codici rosa”, l’infermiere non ha fornito alcuna informazione.

Dopo essersi momentaneamente allontanato, l’uomo è tornato alla postazione e ha reiterato la richiesta. Di fronte al nuovo rifiuto, avrebbe assunto un atteggiamento alterato e minaccioso, iniziando a urlare e accusando l’operatore di mentire.

L’uomo ha quindi oltrepassato la postazione del Triage numero 1, afferrando l’infermiere per il collo e spingendolo con violenza contro la porta scorrevole. L’operatore ha riportato traumi localizzati al collo e alla nuca.

L’aggressione è stata interrotta dal tempestivo intervento del personale di vigilanza, che è riuscito ad allontanare l’individuo. Una volta rientrato nei locali interni, l’infermiere ha immediatamente attivato le procedure di emergenza, azionando il braccialetto anti-violenza, contattando le forze dell’ordine e allertando i colleghi presenti durante il turno.

All’arrivo degli agenti, l’operatore ha fornito una ricostruzione dettagliata dell’accaduto. Il presunto aggressore è stato quindi portato via dalle forze dell’ordine. L’infermiere è stato visitato e successivamente dimesso con una prognosi di sette giorni.

«All’infermiere vittima dell’aggressione va tutta la nostra vicinanza e solidarietà – afferma il direttore generale Giancarlo Bizzarri –. A lui, come a tutti i nostri operatori che si trovano ad affrontare utenti immotivatamente aggressivi, vanno la nostra comprensione e il ringraziamento di tutti gli assistiti che quotidianamente riconoscono la qualità dell’assistenza garantita dal personale, con professionalità e dedizione».

Bizzarri definisce l’episodio un gesto inaccettabile: «Non possiamo tollerare che chi applica rigorosamente i protocolli a tutela delle persone e dedica la propria professionalità alla cura diventi bersaglio di una violenza così cieca e brutale».

L’Azienda sanitaria si è già attivata per garantire il massimo supporto all’infermiere, sottolineandone la correttezza e il senso del dovere. Il direttore generale ha inoltre ringraziato il personale di vigilanza e le forze dell’ordine per il tempestivo intervento coordinato.

«Stiamo facendo e continueremo a fare tutto il possibile sul fronte della prevenzione, della formazione e dell’utilizzo della tecnologia per proteggere chi lavora nella nostra Azienda. Gli operatori sanitari sono al nostro servizio per tutelare la nostra salute», conclude Bizzarri.

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