Slegati sulla parete del Civetta, cadute e malori sui sentieri: otto persone soccorse

Una coppia di alpinisti trovata senza corde e senza protezioni sulla parete nord-ovest del Civetta, due escursionisti bloccati al termine di una ferrata a Cortina, cadute sui sentieri, un malore al Rifugio Papa e un incidente notturno in mountain bike. È stato un fine settimana di intenso lavoro per il Soccorso alpino e gli equipaggi dell’elisoccorso in Veneto: tra sabato 29 e domenica 30 agosto sono state otto le persone assistite o recuperate in sei differenti interventi.
Alpinisti slegati sulla parete del Civetta
L’operazione più delicata è scattata poco prima delle 7 di domenica, quando Falco 2 è decollato verso la parete nord-ovest del Civetta, nel territorio di Alleghe. Una cordata composta da due alpinisti polacchi di 34 anni, un uomo e una donna, si trovava in difficoltà sulla Via Solleder-Lettembauer dopo la caduta dell’uomo.
I due erano arrivati sopra lo zoccolo, all’inizio della parte più impegnativa della via, a circa 2.500 metri di altitudine. La donna, illesa, si trovava una trentina di metri più in alto, in piedi su una cengia larga appena un metro, senza corda e impossibilitata a calarsi. L’uomo, che nella caduta aveva riportato un trauma alla caviglia e diverse contusioni, era seduto su un terrazzino largo circa mezzo metro.
Entrambi erano slegati e non assicurati alla roccia, mentre le corde erano state recuperate e riavvolte dall’infortunato. Vista la precarietà della situazione, l’equipaggio ha deciso di recuperare per primo l’uomo, bloccato nella posizione meno stabile. Il tecnico di elisoccorso lo ha raggiunto e issato a bordo con un verricello di 55 metri, trasferendolo al vicino Rifugio Tissi, dove è stato assistito dall’équipe medica.
Con una seconda rotazione il soccorritore è stato calato all’altezza della donna, che si trovava in una posizione relativamente più sicura. Dopo essere stata agganciata, anche lei è stata verricellata e accompagnata al Tissi. L’uomo è stato poi trasportato all’ospedale di Agordo.
Bloccati dopo la Ferrata Tomaselli
Nel pomeriggio, intorno alle 17.45, una coppia di escursionisti ha contattato la Centrale del 118 da Cortina d’Ampezzo. I due avevano raggiunto la cima della Ferrata Tomaselli, sulle Cime di Fanis, ma non riuscivano a proseguire lungo la Cengia Veronesi perché la donna, una trentottenne di Bolzano, accusava forte affaticamento e crampi alle gambe.
Individuata la loro posizione, è decollato l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore. L’escursionista e il compagno sono stati recuperati dal tecnico di elisoccorso attraverso due verricellate di 30 metri. Dopo la valutazione del personale sanitario, entrambi sono stati lasciati al Passo Falzarego.
Cade sul sentiero e batte il volto
Due gli interventi sulle montagne vicentine. Il primo allarme è scattato verso le 13.40 lungo il sentiero che dal Passo della Lora conduce al Rifugio Battisti. Un uomo di 62 anni, residente a Valdagno, stava scendendo insieme alla moglie e ad alcuni amici quando, arrivato a un tornante, è inciampato ed è caduto per circa due metri sul tratto di sentiero sottostante, battendo il volto.
Il Soccorso alpino di Recoaro-Valdagno ha inviato sei operatori: due sono partiti dal Rifugio Bertagnoli e quattro da Valdagno. Dopo essersi riuniti al Battisti, hanno risalito il sentiero portando presidi sanitari, attrezzatura e barella. Per raggiungere il ferito è stata necessaria un’ora e mezza di cammino.
Nel frattempo l’uomo era stato sistemato dai presenti in una posizione comoda e protetto con una mantellina termica. Dopo avergli prestato assistenza per il trauma facciale, i soccorritori lo hanno imbarellato e trasportato fino al Rifugio Battisti. Da lì un’ambulanza lo ha accompagnato all’ospedale di Valdagno.
Malore al Rifugio Papa
Intorno alle 15.30 l’elicottero di Verona Emergenza è intervenuto sul Pasubio, al Rifugio Papa, dove una donna di 69 anni residente a Finale Emilia si era sentita male.
Dopo l’atterraggio in piazzola, il tecnico di elisoccorso e l’équipe medica hanno raggiunto l’escursionista, ne hanno valutato le condizioni e le hanno prestato le prime cure. Con l’aiuto dei volontari del Soccorso alpino di Schio, la donna è stata trasportata fino all’eliambulanza e trasferita all’ospedale di Santorso per gli accertamenti.
Scivola nel Parco delle cascate di Molina
Un altro intervento si è svolto poco dopo le 13 nel Parco delle cascate di Molina, a Fumane. Un escursionista veronese di 54 anni era scivolato sul sentiero, riportando un trauma alla gamba.
L’uomo si trovava nel greto del torrente insieme ad altre persone e ai gestori del Parco, che avevano portato sul posto una barella. Il tecnico di elisoccorso dell’elicottero di Verona Emergenza è sbarcato in una radura vicina, ha raggiunto il ferito e gli ha prestato assistenza.
Dopo essere stato imbarellato, il cinquantaquattrenne è stato spostato dal bosco verso una zona aperta, recuperato con il verricello e trasportato all’ospedale di Negrar. Le squadre del Soccorso alpino di Verona erano pronte a intervenire in supporto.
Cade in mountain bike lungo il Fox Trail
La serie di soccorsi era iniziata già sabato sera sul Monte Grappa. Verso le 22.30 la Centrale del 118 di Treviso aveva attivato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa per un incidente avvenuto lungo il tracciato di downhill Fox Trail, non distante dal Santuario della Madonna del Covolo, nel territorio di Pieve del Grappa.
Un ciclista di 40 anni, residente nello stesso comune, era caduto dalla mountain bike e si trovava a terra, cosciente, con traumi al volto e alla testa. Una squadra lo ha raggiunto insieme al personale dell’ambulanza del Suem di Pieve del Grappa.
Dopo le prime cure, l’uomo è stato imbarellato e trasportato a piedi per circa 150 metri fino all’ambulanza, che lo ha successivamente accompagnato all’ospedale di Castelfranco Veneto.


















