Altavilla lascia la “Grande Vicenza”, le opposizioni attaccano: «Scelta partitica che ci isola»

I consiglieri di minoranza contestano la decisione della sindaca Rossella Zatton: «Doveva restare al tavolo e difendere gli interessi della comunità»
ALTAVILLA VICENTINA – L’uscita del Comune di Altavilla Vicentina dal tavolo di coordinamento della “Grande Vicenza” accende lo scontro politico. A criticare la decisione annunciata dalla sindaca Rossella Zatton sono i consiglieri comunali di minoranza Claudio Catagini, Francesco Centofante, Cora Pellizzari e Manuel Sanson, che in un comunicato stampa definiscono la scelta «un atto politico grave e ingiustificato» e accusano l’amministrazione di condannare il paese all’isolamento.
Secondo le opposizioni, le motivazioni indicate dalla prima cittadina sarebbero «pretesti fragili», utilizzati per mascherare quella che viene descritta come un’operazione di natura partitica. Una lettura politica, dunque, espressa dai gruppi di minoranza e rivolta direttamente contro l’amministrazione Zatton.
Nel comunicato viene ricordato che il progetto della “Grande Vicenza” è nato tre anni fa su impulso dei Comuni confinanti, senza distinzioni tra quelli più grandi e quelli di minori dimensioni, con l’obiettivo dichiarato di offrire ai cittadini servizi migliori e più efficienti. Per i consiglieri, non si tratterebbe di un organismo nel quale il capoluogo impone le proprie decisioni, ma di un tavolo permanente di carattere tecnico e amministrativo, aperto al coordinamento e al confronto.
Il funzionamento della “Grande Vicenza”, sottolineano le minoranze, si basa su un protocollo d’intesa che individua con chiarezza gli obiettivi comuni. Tra i primi temi affrontati figura il trasporto pubblico locale, con particolare attenzione ai collegamenti tra Vicenza e i Comuni contermini: una questione ritenuta particolarmente importante per gli abitanti di Altavilla.
I quattro consiglieri dichiarano di non condividere la ricostruzione fornita dalla sindaca, secondo la quale la scelta sarebbe stata compiuta per tutelare la comunità dalle pressioni provenienti dal capoluogo. Nel documento accusano inoltre la giunta di non avere assunto, dall’inizio del mandato, posizioni sufficientemente nette su altre questioni territoriali, citando la complessa gestione dei rifiuti e la tutela e valorizzazione del laghetto di Altavilla.
L’affondo politico riguarda anche l’appartenenza della sindaca a Fratelli d’Italia. Secondo Catagini, Centofante, Pellizzari e Sanson, l’uscita dal coordinamento non deriverebbe da un’analisi dei costi e dei benefici per il Comune, ma rappresenterebbe un attacco politico all’amministrazione di Vicenza, deciso seguendo le indicazioni dei vertici del partito. Un’operazione le cui conseguenze, sostengono, ricadrebbero interamente sui cittadini di Altavilla.
«Una vera scelta di coraggio non si misura con la fuga dai tavoli istituzionali», affermano i consiglieri di minoranza. A loro giudizio, un’amministrazione forte e autorevole dovrebbe continuare a partecipare al coordinamento, sostenendo con fermezza le proprie posizioni e negoziando per ottenere i risultati migliori per la comunità.
L’abbandono di Altavilla, concludono le opposizioni, non comprometterà il funzionamento della “Grande Vicenza”, poiché tutti gli altri Comuni continueranno a partecipare al coordinamento. Gli effetti negativi riguarderebbero invece esclusivamente Altavilla, che avrebbe rinunciato alla possibilità di incidere sulle decisioni condivise, esponendosi così a un progressivo isolamento istituzionale.


















