1 Settembre 2026 - 11.21

Basso Vicentino – Cinghiale preso al laccio e ucciso con una lama: individuati i presunti bracconieri

Un cinghiale intrappolato con un laccio metallico e successivamente colpito più volte alla testa con uno strumento da taglio fino alla morte. È il grave episodio di bracconaggio avvenuto nel Basso Vicentino sul quale ha fatto luce una complessa attività investigativa condotta dal Corpo di Polizia Provinciale di Vicenza.

L’indagine è iniziata dopo il ritrovamento dell’animale all’interno di un’area boschiva. Il cinghiale era rimasto bloccato in una trappola costruita con un cavo metallico. I successivi accertamenti hanno permesso di ricostruire un quadro ancora più cruento: dopo averlo catturato, gli autori avrebbero ripetutamente colpito l’animale al capo con una lama, provocandone la morte.

Gli agenti della Polizia Provinciale hanno avviato un’articolata attività investigativa, utilizzando tecniche tradizionali, accertamenti tecnici e una capillare raccolta di informazioni sul territorio. Il lavoro svolto ha consentito di ricostruire la presunta dinamica dell’episodio e di delineare il coinvolgimento di più persone.

Tra queste figura un soggetto già conosciuto dalle autorità, mentre altri presunti partecipanti sono ancora in fase di identificazione. Tutti gli elementi e i profili raccolti nel corso delle indagini sono stati trasmessi all’autorità giudiziaria.

Le ipotesi di reato formulate nei confronti dei soggetti coinvolti riguardano, tra l’altro, il furto aggravato di fauna selvatica, considerata patrimonio indisponibile dello Stato, oltre all’uccisione e al maltrattamento di animali in concorso.

A condannare fermamente quanto accaduto è stato il vicepresidente della Provincia di Vicenza con delega alla Polizia Provinciale, Moreno Marsetti, che si è congratulato con gli agenti per l’esito dell’operazione.

«Questo intervento della nostra Polizia Provinciale è un segnale categorico di tolleranza zero contro il bracconaggio e la crudeltà gratuita verso gli animali – ha dichiarato Marsetti –. Utilizzare trappole barbare come i lacci metallici e infierire sulla fauna è un atto di inciviltà che ferisce profondamente la nostra comunità e il nostro territorio».

«Ringrazio gli agenti per la determinazione, la professionalità e le capacità investigative dimostrate – ha aggiunto il vicepresidente –: il loro costante monitoraggio è la nostra migliore garanzia per la tutela della biodiversità e della legalità nelle aree rurali e boschive del Vicentino».

La Provincia ha ricordato che il contenimento delle specie invasive, tra le quali rientra il cinghiale, rappresenta un’attività lecita e necessaria per proteggere la biodiversità e il patrimonio agricolo e rurale. Gli interventi devono però rispettare regole precise ed essere eseguiti esclusivamente da persone abilitate e autorizzate, sotto il controllo della Polizia Provinciale.

Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza, l’eventuale responsabilità penale delle persone coinvolte potrà essere accertata esclusivamente dall’autorità giudiziaria.

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