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	<title>CRONACA | TViWeb</title>
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		<title>Due detenuti evadono dal carcere di Venezia, Sappe: &#8220;Situazione al collasso&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 15:03:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>VENEZIA 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; Due detenuti sono evasi questa mattina dal carcere di Venezia Santa Maria Maggiore. Uno è stato catturato praticamente nell’immediatezza, mentre il secondo è riuscito ad allontanarsi fino a Mestre, dove è stato successivamente rintracciato. Secondo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">VENEZIA 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; Due detenuti sono evasi questa mattina dal carcere di Venezia Santa Maria Maggiore. Uno è stato catturato praticamente nell’immediatezza, mentre il secondo è riuscito ad allontanarsi fino a Mestre, dove è stato successivamente rintracciato. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di detenuti stranieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A ricostruire l’accaduto è il SAPPE, che evidenzia come la fuga sarebbe avvenuta con modalità analoghe a quelle già registrate in precedenza nello stesso istituto. In questa circostanza, tuttavia, il tempestivo accorgimento da parte del personale di Polizia Penitenziaria ha consentito di intervenire immediatamente e di assicurare rapidamente uno dei due evasi, mentre il secondo è stato poi individuato a Mestre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Quello che è accaduto questa mattina a Venezia Santa Maria Maggiore è l’ennesimo campanello d’allarme su una situazione che, nelle carceri del Veneto, è ormai arrivata a un livello di criticità che non può più essere ignorato”, afferma&nbsp;<strong>Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria</strong>. “Non possiamo limitarci a registrare le evasioni e a sottolineare, ogni volta, la professionalità dei colleghi che riescono a intervenire. Il problema è a monte e riguarda condizioni operative, sicurezza e organizzazione del sistema penitenziario. Il personale della Polizia Penitenziaria continua a garantire il proprio servizio con senso del dovere, ma non può essere lasciato solo a fronteggiare emergenze sempre più frequenti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È particolarmente grave che si torni a parlare di un’evasione avvenuta con modalità che ricordano episodi già verificatisi nello stesso istituto”, sottolinea&nbsp;<strong>Giovanni Vona, segretario SAPPE per il Triveneto</strong>. “Questa volta la tempestività dei colleghi ha permesso di intervenire immediatamente: uno dei due detenuti è stato bloccato praticamente subito, mentre l’altro è stato catturato dopo essere arrivato a Mestre. È una dimostrazione concreta dell’attenzione e della professionalità del personale, ma non può diventare la regola affidare la sicurezza del carcere esclusivamente alla capacità di reazione degli agenti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il SAPPE, quanto accaduto conferma la necessità di interventi urgenti per rafforzare le condizioni di sicurezza dell’istituto veneziano e, più in generale, degli istituti penitenziari del Triveneto. “Chiediamo all’Amministrazione penitenziaria di intervenire senza ulteriori rinvii”, concludono Capece e Vona. “Occorre verificare immediatamente le modalità con cui è stata possibile la fuga, individuare eventuali criticità strutturali e organizzative e adottare tutte le misure necessarie affinché episodi di questo genere non possano ripetersi. La sicurezza delle carceri e di chi vi lavora non può essere affidata all’emergenza permanente”.</p>



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		<title>A4 &#8211; Auto a fuoco in autostrada, intervengono i pompieri (FOTO)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 15:01:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; I Vigili del Fuoco di Vicenza sono stati allertati oggi, 30 settembre, a mezzogiorno per l&#8217;incendio di un&#8217;auto lungo l&#8217;autostrada A4. Il conducente, che procedeva in direzione Milano, si è accorto di un malfunzionamento al<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">VICENZA 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; I Vigili del Fuoco di Vicenza sono stati allertati oggi, 30 settembre, a mezzogiorno per l&#8217;incendio di un&#8217;auto lungo l&#8217;autostrada A4.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il conducente, che procedeva in direzione Milano, si è accorto di un malfunzionamento al veicolo e ha fatto in tempo ad accostare in corsia d&#8217;emergenza, tra Montecchio Maggiore e Montebello, prima che le fiamme avvolgessero l&#8217;auto. La squadra dei Vigili del Fuoco di Vicenza è intervenuta prontamente, spegnendo l&#8217;incendio e ripristinando la sicurezza, limitando i disagi al traffico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intervento si è concluso in meno di un&#8217;ora, senza registrare feriti.</p>
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		<title>Lavoratori in nero nelle vigne: maxi controlli, sanzioni per 215mila euro</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 10:01:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>TREVISO 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; I Carabinieri, con il supporto dell&#8217;Arma territoriale, hanno condotto verifiche in numerose aziende agricole del Trevigiano per contrastare il fenomeno del caporalato, controllare la regolarità dei lavoratori e verificare il rispetto delle norme su salute<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">TREVISO 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; I Carabinieri, con il supporto dell&#8217;Arma territoriale, hanno condotto verifiche in numerose aziende agricole del Trevigiano per contrastare il fenomeno del caporalato, controllare la regolarità dei lavoratori e verificare il rispetto delle norme su salute e sicurezza sul lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I controlli hanno interessato i comuni di Cappella Maggiore, San Pietro di Feletto, Pederobba, Asolo, Monfumo, Tarzo, Treviso, Mogliano Veneto e Preganziol, portando all&#8217;individuazione di sette operai stranieri impiegati in nero in diverse imprese agricole, soprattutto vitivinicole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla mancanza di regolari contratti, sono state contestate violazioni sulle norme di salute e sicurezza: omessa sorveglianza sanitaria, mancata formazione dei dipendenti, documento di valutazione dei rischi non aggiornato e mancata designazione della squadra per la gestione delle emergenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Complessivamente sono state comminate sanzioni e ammende per circa 215mila euro.</p>
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		<title>Cenaj, l&#8217;assassino confessa in Corte d&#8217;Assise: &#8220;Chiedo perdono&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 09:59:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si apre con una confessione spontanea il processo per l&#8217;omicidio di Fatos Cenaj, ex poliziotto penitenziario albanese di 59 anni. Prima ancora che iniziasse il dibattimento davanti alla Corte d&#8217;Assise di Padova, l&#8217;imputato Moreno Violetto, 45 anni, si è alzato<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Si apre con una confessione spontanea il processo per l&#8217;omicidio di Fatos Cenaj, ex poliziotto penitenziario albanese di 59 anni. Prima ancora che iniziasse il dibattimento davanti alla Corte d&#8217;Assise di Padova, l&#8217;imputato Moreno Violetto, 45 anni, si è alzato e ha ammesso: &#8220;Sono stato io, chiedo perdono&#8221;, consegnando ai giudici un assegno da 5.000 euro per le parti civili &#8211; praticamente tutto ciò che restava sul suo conto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;uomo è accusato di omicidio volontario pluriaggravato da premeditazione e futili motivi, reato che prevede il rischio dell&#8217;ergastolo. La confessione dovrebbe però accorciare i tempi del processo. La famiglia della vittima, assistita dall&#8217;avvocata Alessia Clementi, ha già chiesto un risarcimento di centinaia di migliaia di euro. Le prossime udienze saranno fissate in giornata: la sentenza di primo grado potrebbe arrivare entro fine anno.</p>
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		<title>Infortunio sul lavoro: operaio in gravi condizioni dopo un trauma cranico</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 09:57:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>SOAVE 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; Grave incidente sul lavoro nella notte in un&#8217;industria di Soave (Verona), dove un operaio è stato colpito alla testa da materiale caduto dall&#8217;alto, riportando un grave trauma cranico. L&#8217;uomo è stato soccorso dai sanitari del<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">SOAVE 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; Grave incidente sul lavoro nella notte in un&#8217;industria di Soave (Verona), dove un operaio è stato colpito alla testa da materiale caduto dall&#8217;alto, riportando un grave trauma cranico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;uomo è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato in codice rosso all&#8217;ospedale di Borgo Trento, a Verona. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e gli ispettori dello Spisal dell&#8217;Ulss 9 Scaligera per ricostruire la dinamica dell&#8217;accaduto.</p>
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		<title>Montegalda, aggrediscono e rapinano un coetaneo: denunciati tre minorenni</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 09:55:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>LONGARE 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; I Carabinieri della Stazione di Longare hanno deferito in stato di libertà alla Procura per i Minorenni di Venezia tre giovanissimi dell&#8217;area berica, accusati di rapina aggravata e lesioni personali ai danni di un coetaneo.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">LONGARE 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; I Carabinieri della Stazione di Longare hanno deferito in stato di libertà alla Procura per i Minorenni di Venezia tre giovanissimi dell&#8217;area berica, accusati di rapina aggravata e lesioni personali ai danni di un coetaneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I fatti risalgono alla sera del 7 settembre a Montegalda, dove la vittima, minorenne, è stata accerchiata, inseguita e minacciata da un gruppo di coetanei. Mentre uno dei ragazzi la immobilizzava, gli altri l&#8217;hanno colpita con spintoni e pugni, portandole via con violenza due braccialetti in pietra, prima di scappare all&#8217;arrivo di alcuni passanti. Il giovane è stato poi portato al Pronto Soccorso dell&#8217;Ospedale di Noventa Vicentina, dove è stato dimesso con una prognosi di due giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di identificare tre dei responsabili, oltre ad altri quattro giovanissimi coinvolti nell&#8217;episodio, risultati però infraquattordicenni e quindi non imputabili.</p>
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		<title>Rubava portafogli ai colleghi in ospedale: denunciata addetta alle pulizie</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:56:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>BASSANO 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; I Carabinieri di Bassano del Grappa hanno deferito alla Procura di Vicenza una donna di 46 anni, ritenuta responsabile di una serie di furti aggravati e dell&#8217;utilizzo indebito di carte di pagamento all&#8217;interno dell&#8217;ospedale San<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">BASSANO 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; I Carabinieri di Bassano del Grappa hanno deferito alla Procura di Vicenza una donna di 46 anni, ritenuta responsabile di una serie di furti aggravati e dell&#8217;utilizzo indebito di carte di pagamento all&#8217;interno dell&#8217;ospedale San Bassiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto era partito dalla denuncia di un&#8217;infermiera 34enne che, il 1° settembre, si era vista sottrarre il portafoglio dalla borsa lasciata in ufficio, con il bancomat poi usato per sei pagamenti in negozi della zona, per circa 92 euro. Analizzando le immagini delle telecamere, i Carabinieri hanno notato che a spendere la carta era sempre la stessa donna, riconosciuta dalla vittima come un&#8217;addetta alle pulizie dell&#8217;ospedale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;episodio è stato collegato a un furto simile denunciato il 25 agosto da una dietista del Padovano, che aveva riconosciuto la stessa donna. Ottenuto un decreto di perquisizione, i militari hanno rintracciato la sospettata sul posto di lavoro: nel suo armadietto è stato trovato il portafoglio di un&#8217;assistente sociale, mentre a casa ha consegnato spontaneamente altri tre portafogli, sottratti a due medici e alla dietista già citata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La donna è stata infine deferita anche per questi furti e per l&#8217;uso indebito di carta prepagata e bancomat dell&#8217;assistente sociale, spesi il 22 settembre in alcuni negozi.</p>
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		<title>Bassano del Grappa, controlli nel weekend: due denunce e tre sanzioni per ubriachezza</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:54:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>BASSANO, 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; Nel fine settimana appena trascorso, la Compagnia Carabinieri di Bassano del Grappa ha condotto un servizio straordinario di controllo del territorio, con l&#8217;obiettivo di contrastare la criminalità diffusa e i fenomeni di aggregazione antisociale, in<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">BASSANO, 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; Nel fine settimana appena trascorso, la Compagnia Carabinieri di Bassano del Grappa ha condotto un servizio straordinario di controllo del territorio, con l&#8217;obiettivo di contrastare la criminalità diffusa e i fenomeni di aggregazione antisociale, in particolare nei giorni di sabato e domenica, quando la città è meta di numerosi visitatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dei controlli, i militari hanno denunciato in stato di libertà un bassanese di 63 anni per guida in stato di ebbrezza: fermato mentre era alla guida nel quartiere San Vito, l&#8217;uomo è risultato positivo all&#8217;etilometro con un tasso di 1,99 g/l, ben oltre il limite consentito. Gli è stata ritirata la patente e il veicolo è stato sequestrato in vista della confisca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Denunciato anche un 52enne di Marostica, fermato in via Leonardo da Vinci dopo una segnalazione alla Centrale Operativa: l&#8217;uomo, che portava a spasso il cane, aveva con sé un cutter e presentava evidenti segni di alterazione da alcol, per cui è stato sanzionato anche per ubriachezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sanzioni per ubriachezza anche per un 47enne di Bassano, controllato in via San Rocco, e per un 33enne marocchino residente a Cassola, fermato in via San Carlo a Romano d&#8217;Ezzelino: entrambi presentavano evidenti sintomi di alterazione psicofisica dovuta all&#8217;abuso di alcol.</p>
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		<title>Anche ieri interventi sulle montagne venete del Soccorso Alpino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:07:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BELLUNO, 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; Alle 14.20 circa di ieri la Centrale del 118 è stata allertata per un escursionista ruzzolato in un canale in Val di Gares. L&#8217;uomo, che era scivolato dal sentiero numero 762 cadendo per 7-8 metri<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">BELLUNO, 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; Alle 14.20 circa di ieri la Centrale del 118 è stata allertata per un escursionista ruzzolato in un canale in Val di Gares. L&#8217;uomo, che era scivolato dal sentiero numero 762 cadendo per 7-8 metri nella scarpata laterale in località Vanediei, è stato geolocalizzato e individuato dall&#8217;elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Il 56enne di Valbrenta, che si trovava con altre due persone al momento dell&#8217;incidente, è stato quindi imbarellato, imbarcato e trasportato all&#8217;ospedale di Belluno, con un possibile politrauma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Verso le 16 due escursioniste di lingua tedesca, di 31 e 37 anni, hanno chiamato dal sentiero che dalla Ferrata della Gusela scende al Rifugio Cinque Torri, dicendo che erano sfinite dalla stanchezza e non più in grado di proseguire a piedi il cammino. Le due donne sono state recuperate con il verricello dall&#8217;eliambulanza, non senza difficoltà poiché si trovavano in prossimità dei cavi della teleferica del Nuvolau, e sono state lasciate al parcheggio di Bai de Dones.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Falco è stato inviato di seguito lungo la strada che collega Fodara Vedla a Ra Stua dove, scendendo con la propria e-bike, un ciclista ne aveva perso il controllo ed era andato a sbattere contro un albero, perdendo inizialmente conoscenza. Preso in carico dall&#8217;equipe medica e trasferito in elicottero, l&#8217;infortunato è stato portato a Belluno.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br></p>
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		<title>Maxi-piantagione di cannabis nel bosco: arrestato anche lo street artist &#8220;Cibo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[piantagione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VERONA, 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; I finanzieri di Verona hanno arrestato in flagranza due persone sorprese in due piantagioni di cannabis, estese su circa 200 metri quadrati, nascoste in un&#8217;area boschiva demaniale di San Giovanni Lupatoto. Tra gli arrestati Pier<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">VERONA, 30 SETTEMBRE 2026 &#8211; I finanzieri di Verona hanno arrestato in flagranza due persone sorprese in due piantagioni di cannabis, estese su circa 200 metri quadrati, nascoste in un&#8217;area boschiva demaniale di San Giovanni Lupatoto. Tra gli arrestati Pier Paolo Spinazzè, lo street artist noto come &#8220;Cibo&#8221;, 44 anni, conosciuto per coprire con murales svastiche e simboli d&#8217;odio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due sono stati individuati grazie ai sorvoli degli elicotteri della Guardia di Finanza di Venezia, al termine di alcuni mesi di indagini coordinate dalla Procura di Verona. Le piantagioni erano dotate di un impianto di irrigazione centralizzato e di un sistema di sorveglianza con fototrappole nascoste, usate per individuare in anticipo eventuali controlli &#8211; un accorgimento che però non ha impedito l&#8217;intervento dei finanzieri mentre i due si trovavano sul posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono state sequestrate una ventina di piante, alte fino a due metri, per un peso complessivo di oltre 60 chilogrammi. Le perquisizioni domiciliari hanno portato al sequestro di altre tre piante nell&#8217;abitazione di uno degli arrestati e di circa 53 grammi di marijuana in quella dell&#8217;altro.</p>
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		<title>Veneto &#8211; Schianto tra auto, furgone e moto: muore un motociclista di 45 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 15:31:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tragico incidente nel primo pomeriggio di oggi, martedì 29 settembre, a Saline, frazione di San Martino di Venezze, in provincia di Rovigo. Nello scontro, che ha coinvolto un’auto, un furgone e una motocicletta, ha perso la vita un uomo di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tragico incidente nel primo pomeriggio di oggi, martedì 29 settembre, a Saline, frazione di San Martino di Venezze, in provincia di Rovigo. Nello scontro, che ha coinvolto un’auto, un furgone e una motocicletta, ha perso la vita un uomo di 45 anni residente nel Rodigino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incidente è avvenuto in via dei Mille. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio delle forze dell’ordine, i tre mezzi si sarebbero scontrati per cause che dovranno essere accertate. Ad avere la peggio è stato il motociclista, per il quale i soccorsi si sono rivelati purtroppo inutili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118 con ambulanza e automedica, i carabinieri di Rovigo e i vigili del fuoco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per consentire le operazioni di soccorso, i rilievi e la successiva rimozione dei veicoli coinvolti, via dei Mille è stata chiusa al traffico. La circolazione è rimasta bloccata in entrambe le direzioni per diverse ore, con pesanti ripercussioni sulla viabilità della zona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Saranno ora gli accertamenti delle forze dell’ordine a chiarire con precisione la dinamica dello schianto e le eventuali responsabilità.</p>
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		<title>Vicenza, espulso un 27enne senegalese pluripregiudicato: rimpatriato a Dakar</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 15:12:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato espulso e rimpatriato in Senegal un cittadino senegalese di 27 anni, nato a Dakar nel 1999, gravato da numerosi precedenti penali e di polizia. Il provvedimento è stato eseguito il 28 settembre 2026 dalla Polizia di Stato di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">È stato espulso e rimpatriato in Senegal un cittadino senegalese di 27 anni, nato a Dakar nel 1999, gravato da numerosi precedenti penali e di polizia. Il provvedimento è stato eseguito il 28 settembre 2026 dalla Polizia di Stato di Vicenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riferito dalla Questura, l’uomo era entrato in Italia nel 2010 e, nel corso degli anni, aveva accumulato un articolato quadro di precedenti. A suo carico risultano un Avviso Orale emesso dal Questore di Vicenza nel 2023 e condanne per lesioni personali, rapina aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e falsa attestazione a pubblico ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 27enne era stato inoltre segnalato e denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti e per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l’ottenimento della documentazione necessaria da parte delle competenti autorità consolari del Senegal e l’emissione del decreto di espulsione per motivi di pericolosità da parte del Prefetto, il Questore di Vicenza ha disposto l’accompagnamento alla frontiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’uomo è stato quindi trasferito all’aeroporto di Milano Malpensa e rimpatriato immediatamente con una scorta internazionale fino a Dakar.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione rientra nell’attività dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Vicenza sul fronte dei provvedimenti di espulsione e rimpatrio. Nei primi mesi del 2026 sono stati adottati complessivamente 75 decreti di espulsione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di questi, 29 sono stati eseguiti con l’accompagnamento degli interessati nei Centri di permanenza per il rimpatrio, 24 attraverso il rimpatrio diretto alla frontiera e 10 mediante partenza volontaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questi provvedimenti si aggiungono 13 ordini ad abbandonare il territorio nazionale emessi dal Questore.</p>
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		<item>
		<title>Usa, libero dopo oltre 40 anni nel braccio della morte: potrebbe essere uno dei peggiori errori giudiziari</title>
		<link>https://www.tviweb.it/usa-libero-dopo-oltre-40-anni-nel-braccio-della-morte-potrebbe-essere-uno-dei-peggiori-errori-giudiziari/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 14:55:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha trascorso più di quarant’anni nel braccio della morte nello Utah e ora, a 71 anni, è tornato libero. Douglas Stewart Carter è stato rilasciato lunedì dopo che nuove analisi del Dna hanno fornito elementi favorevoli alla sua difesa. A<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha trascorso più di quarant’anni nel braccio della morte nello Utah e ora, a 71 anni, è tornato libero. Douglas Stewart Carter è stato rilasciato lunedì dopo che nuove analisi del Dna hanno fornito elementi favorevoli alla sua difesa. A darne notizia è stato il suo avvocato, Neal Hamilton.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Carter era stato condannato nel 1985 per l’omicidio di Eva Olesen, zia del capo della polizia di Provo, nello Utah. Secondo l’accusa, la donna sarebbe stata uccisa durante un tentativo di rapina finito male. Dopo un nuovo processo, nel 1992, l’uomo era stato nuovamente condannato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’epoca Carter, afroamericano, era stato accusato anche sulla base delle dichiarazioni di due testimoni e di una confessione da lui sottoscritta. L’uomo ha però sempre sostenuto di essere innocente e ha affermato che quelle ammissioni gli sarebbero state estorte dalla polizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Circa vent’anni dopo, i due testimoni avrebbero ammesso di essere stati pagati dalla polizia e spinti a testimoniare contro Carter, aprendo nuovi interrogativi sulla correttezza dell’indagine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro elemento è arrivato dalle analisi genetiche. Il Dna ricavato dai reperti raccolti sulla scena del delitto non corrisponderebbe infatti a quello di Carter. La difesa ha inoltre richiamato una testimonianza secondo la quale un uomo bianco sarebbe stato visto mentre lasciava il luogo dell’omicidio. Una pista che, secondo i legali, non sarebbe mai stata approfondita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le ipotesi rimaste senza verifiche approfondite, sempre secondo la difesa, figurerebbero anche altri possibili sospettati, compreso il marito della vittima, morto nel 2009.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Lo Stato gli ha portato via 41 anni della sua vita e gli ha fatto vivere per più di quarant’anni gli orrori del braccio della morte, ma questa sera è finalmente a casa», ha dichiarato l’avvocato Neal Hamilton, definendo la liberazione «un grande giorno».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei mesi scorsi la Corte Suprema dello Utah aveva disposto lo svolgimento di un nuovo processo, richiamando quelle che sono state definite “gravi irregolarità” commesse dalla polizia durante l’inchiesta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il procedimento non è quindi definitivamente chiuso. Il nuovo processo è previsto nel 2027, quando il caso verrà nuovamente esaminato alla luce degli elementi emersi negli ultimi anni e dei risultati delle nuove analisi del Dna.</p>
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		<item>
		<title>Altavilla Vicentina, morto l’operaio caduto da un’impalcatura: aveva 56 anni</title>
		<link>https://www.tviweb.it/altavilla-volo-di-quattro-metri-dallimpalcatura-operaio-di-56-anni-in-terapia-intensiva/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 14:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aggiornamento Non ce l’ha fatta l’operaio di 56 anni rimasto gravemente ferito lunedì 28 settembre dopo essere precipitato da un’impalcatura ad Altavilla Vicentina. L’uomo, residente a Colognola ai Colli, nel Veronese, è morto nella notte all’ospedale San Bortolo di Vicenza,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/altavilla-volo-di-quattro-metri-dallimpalcatura-operaio-di-56-anni-in-terapia-intensiva/">Altavilla Vicentina, morto l’operaio caduto da un’impalcatura: aveva 56 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Aggiornamento</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ce l’ha fatta l’operaio di 56 anni rimasto gravemente ferito lunedì 28 settembre dopo essere precipitato da un’impalcatura ad Altavilla Vicentina. L’uomo, residente a Colognola ai Colli, nel Veronese, è morto nella notte all’ospedale San Bortolo di Vicenza, dove era stato ricoverato in condizioni gravissime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incidente sul lavoro si era verificato attorno alle 13.30 all’interno della sede della Tobaldini spa, azienda che si occupa del trattamento superficiale dei metalli industriali e si trova lungo la ex Sr11.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le prime ricostruzioni, il 56enne stava lavorando su un’impalcatura quando, per cause ancora da accertare, è precipitato da un’altezza di circa quattro metri. Nell’impatto con il suolo aveva riportato diverse gravi lesioni, tra cui un importante trauma alla testa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I sanitari del Suem, intervenuti sul posto, avevano prestato le prime cure all’operaio prima di trasferirlo in ambulanza, in codice rosso, all’ospedale San Bortolo di Vicenza. Qui era stato ricoverato nel reparto di rianimazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue condizioni erano apparse da subito estremamente serie e sono ulteriormente peggiorate nelle ore successive. Il decesso è avvenuto attorno alle 5 di martedì 29 settembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul luogo dell’infortunio erano intervenuti anche i carabinieri e i tecnici dello Spisal dell’Ulss 8 Berica. Restano da chiarire nel dettaglio le circostanze che hanno provocato la caduta e la dinamica dell’incidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">+++</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grave infortunio sul lavoro nella tarda mattinata di <strong>lunedì 28 settembre ad Altavilla Vicentina</strong>, dove un operaio di <strong>56 anni</strong> è precipitato da un’impalcatura mentre si trovava all’interno della sede della <strong>Tobaldini spa</strong>, azienda specializzata nel trattamento superficiale dei metalli industriali e situata lungo la ex Sr11.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incidente è avvenuto intorno alle <strong>13.30</strong>. Secondo le prime informazioni, l’uomo sarebbe caduto da un’altezza di circa <strong>quattro metri</strong>. Le cause della caduta non sono ancora state chiarite e la dinamica dell’accaduto è in fase di ricostruzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impatto con il suolo ha provocato al 56enne <strong>gravi traumi</strong>. Sul posto sono intervenuti i sanitari del <strong>Suem 118</strong>, che hanno prestato le prime cure e successivamente disposto il trasferimento in ambulanza all’<strong>ospedale San Bortolo di Vicenza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le condizioni dell’operaio sono considerate particolarmente serie. L’uomo è stato ricoverato in <strong>codice rosso nel reparto di terapia intensiva</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel sito aziendale sono intervenuti anche i <strong>carabinieri</strong> e i tecnici dello <strong>Spisal dell’Ulss 8 Berica</strong>, incaricati di effettuare gli accertamenti necessari per ricostruire le circostanze dell’infortunio e verificare le condizioni di sicurezza presenti al momento della caduta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/altavilla-volo-di-quattro-metri-dallimpalcatura-operaio-di-56-anni-in-terapia-intensiva/">Altavilla Vicentina, morto l’operaio caduto da un’impalcatura: aveva 56 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Dengue nel Vicentino, altri due casi: ampliata la disinfestazione</title>
		<link>https://www.tviweb.it/dengue-nel-vicentino-altri-due-casi-ampliata-la-disinfestazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 13:59:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSANO]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I contagi sono ritenuti verosimilmente autoctoni. I pazienti sono a domicilio. L’Ulss 7 Pedemontana estende l’intervento in un raggio di 600 metri nella zona a sud del centro Altri due casi di Dengue sono stati diagnosticati nel territorio comunale di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>I contagi sono ritenuti verosimilmente autoctoni. I pazienti sono a domicilio. L’Ulss 7 Pedemontana estende l’intervento in un raggio di 600 metri nella zona a sud del centro</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri due casi di Dengue sono stati diagnosticati nel territorio comunale di Cartigliano. A segnalarlo è l’Ulss 7 Pedemontana, secondo cui i contagi sarebbero verosimilmente autoctoni. Entrambi i pazienti si trovano attualmente a domicilio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguito delle nuove positività, e in conformità con le linee guida regionali per il contenimento delle arbovirosi, è stato disposto un ampliamento del perimetro della disinfestazione straordinaria già effettuata nei giorni scorsi. L’intervento interesserà un’area circolare con un raggio di 600 metri nella zona a sud del centro di Cartigliano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Dengue è una malattia virale che non si trasmette direttamente da persona a persona, ma attraverso la puntura di zanzare infette del genere <em>Aedes</em>, rappresentate nel territorio anche dalla comune zanzara tigre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I sintomi possono variare e comprendere febbre, mal di testa, dolori muscolari e articolari, disturbi gastrointestinali ed eruzioni cutanee generalizzate, simili a quelle provocate dal morbillo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il virus è endemico in numerosi Paesi tropicali, ma negli ultimi anni sono stati registrati anche in Italia e in altri Paesi occidentali episodi di trasmissione autoctona. Il meccanismo può innescarsi quando una zanzara punge una persona già infetta, spesso rientrata da un viaggio in una zona dove il virus circola, e successivamente trasmette l’infezione pungendo altre persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questa ragione il piano regionale di prevenzione e contrasto delle arbovirosi prevede, in presenza di casi, interventi mirati di disinfestazione nell’area interessata, con l’obiettivo di ridurre rapidamente la popolazione di zanzare potenzialmente infette e limitare il rischio di ulteriori contagi. Una procedura che, sottolinea l’Ulss 7 Pedemontana, si è già dimostrata efficace in situazioni analoghe.</p>
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		<title>Diciassettenne radicalizzato arrestato: in casa armi bianche e manuali per attentati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 09:39:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un ragazzo di 17 anni residente in provincia di Trento è stato arrestato dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine della Digos di Verona su ambienti suprematisti e neonazisti. Il giovane è indagato per detenzione di materiale con finalità di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un ragazzo di 17 anni residente in provincia di Trento è stato arrestato dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’indagine della Digos di Verona su ambienti suprematisti e neonazisti. Il giovane è indagato per detenzione di materiale con finalità di terrorismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione è stata condotta dagli investigatori della Digos scaligera, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con il supporto della Digos di Trento, nell’ambito di una perquisizione disposta dalla Procura di Venezia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le indagini erano iniziate nell’autunno del 2025 durante l’attività di monitoraggio di canali online riconducibili ad ambienti suprematisti. Gli investigatori avevano individuato un utente che, secondo quanto ricostruito, mostrava una marcata radicalizzazione ideologica e una crescente propensione alla violenza, esprimendo ammirazione per autori di attentati di matrice suprematista e giustificandone le azioni attraverso riferimenti alla cosiddetta difesa della “razza bianca”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giovane avrebbe inoltre diffuso contenuti di propaganda riferibili all’Atomwaffen Division e avrebbe ricoperto un ruolo di responsabilità all’interno di un gruppo social denominato “F.F.I. Fronte Fascista Italiano”, occupandosi anche della selezione di nuovi aspiranti aderenti alla community.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli accertamenti hanno poi permesso di identificare l’utilizzatore dell’account nel 17enne trentino. Durante la perquisizione nella sua abitazione gli agenti hanno trovato vessilli neonazisti e suprematisti, oltre a numerose armi bianche: katane, machete e coltelli di varie dimensioni. Sono state sequestrate anche balestre, pistole e fucili soft air e alcuni fogli manoscritti con disegni, simboli ed emblemi riconducibili all’ideologia suprematista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli approfondimenti sui telefoni cellulari del giovane avrebbero fatto emergere ulteriore materiale ritenuto di interesse investigativo. Tra i contenuti acquisiti figurano documenti di propaganda suprematista, accelerazionista e neonazista, manuali relativi alla fabbricazione di ordigni artigianali, indicazioni sull’impiego di sostanze chimiche aggressive, materiale riguardante attentati con veicoli pesanti, elenchi di sostanze velenose e manuali sul maneggio delle armi da fuoco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli investigatori avrebbero inoltre trovato un documento contenente indicazioni operative per il pedinamento e l’aggressione di persone, oltre al video integrale dell’attentato terroristico compiuto a Christchurch nel 2019, accompagnato da messaggi nei quali l’autore della strage veniva indicato come modello da emulare. Tra i file sarebbe stato rinvenuto anche il manifesto “Haters Handbook”, attribuito al collettivo terroristico MMC, Maniacs Murder Cult.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è stata riservata alle conversazioni recuperate dai dispositivi. Secondo gli investigatori, da alcuni scambi sarebbero emersi propositi di passare rapidamente all’azione, con riferimenti all’utilizzo di armi artigianali e a possibili violenze contro categorie individuate come bersagli, tra cui ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il diciassettenne è stato arrestato in flagranza e trasferito al Centro di Prima Accoglienza minorile di Treviso. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal giudice.</p>
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		<title>Veneto, tragedia in torneria: imprenditore di 42 anni muore schiacciato da un macchinario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 08:40:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tragedia sul lavoro nella mattinata di lunedì 28 settembre a Santa Maria di Zevio, nel Veronese. A perdere la vita è stato Andrea Baraldo, imprenditore artigiano di 42 anni, rimasto coinvolto in un grave incidente all’interno della Torneria DueB di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tragedia sul lavoro nella mattinata di lunedì 28 settembre a Santa Maria di Zevio, nel Veronese. A perdere la vita è stato Andrea Baraldo, imprenditore artigiano di 42 anni, rimasto coinvolto in un grave incidente all’interno della Torneria DueB di via Apollo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’infortunio è avvenuto intorno alle 9.30. Secondo le prime informazioni, Baraldo sarebbe rimasto schiacciato da un macchinario, riportando un trauma fatale alla testa. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dinamica dell’accaduto è ancora in fase di ricostruzione. Sul posto sono intervenuti gli ispettori dello Spisal dell’Ulss 9 Scaligera e i carabinieri del Nucleo radiomobile di San Bonifacio. Saranno gli accertamenti tecnici a chiarire con precisione le circostanze dell’incidente e l’eventuale presenza di responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A trovare il 42enne sarebbe stato il padre Daniele, che ha dato immediatamente l’allarme. Nell’azienda, rimasta poi chiusa per l’intera giornata, sono stati effettuati tutti i rilievi necessari agli approfondimenti investigativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andrea Baraldo era presidente del consiglio di amministrazione della Torneria DueB, società a responsabilità limitata nella quale è coinvolto anche il padre. Viveva ad Albaredo d’Adige, era sposato e padre di due bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fuori dal lavoro coltivava una forte passione per gli sport motoristici. Era infatti pilota di motocross e da anni partecipava a competizioni di livello nazionale. Nel corso del 2026 aveva preso parte al campionato italiano Ama Over 40 con il Ktm No Fears Team.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La morte di Baraldo riporta ancora una volta al centro dell’attenzione il tema degli infortuni sul lavoro. Secondo un’analisi di Vega Engineering, nei primi sette mesi del 2026 in Veneto si erano registrati 66 incidenti mortali, tre in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Dieci di questi si erano verificati nella provincia di Verona. A metà settembre, inoltre, il numero complessivo delle vittime sul lavoro in Italia dall’inizio dell’anno aveva già raggiunto quota mille.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Veronese l’ultimo incidente mortale prima di quello di Zevio si era verificato poco più di due settimane prima a Villafontana di Bovolone, dove aveva perso la vita un uomo di 63 anni durante un’attività in campagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla tragedia sono intervenuti anche i sindacati. Raffaello Fasoli, componente della segreteria della Cgil di Verona con delega a Salute e Sicurezza sul lavoro, ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima e sottolineato la gravità di una situazione che, secondo i dati Inail richiamati dal sindacato, vede nella provincia di Verona una media di 41 denunce di infortunio al giorno nei primi sette mesi dell’anno. Per la Cgil, la tutela della salute e il rispetto delle norme di sicurezza devono prevalere su qualsiasi esigenza produttiva, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda o dal settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Giampaolo Veghini, segretario della Cisl Verona, ha chiesto che Spisal, Ispettorato del lavoro e autorità giudiziaria facciano rapidamente chiarezza su dinamica e responsabilità. La Cisl ha ribadito che la sicurezza non può essere considerata un costo o un adempimento secondario, ma deve diventare un elemento centrale del modello di sviluppo economico e produttivo del territorio.</p>
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		<title>Nord Est, maxi frode sui crediti d’imposta: bloccati altri 10 milioni, il totale supera i 100 milioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 08:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[NORD EST ITALIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo intervento della Guardia di Finanza sul fronte dei crediti d’imposta fittizi. I Finanzieri del Comando provinciale di Udine hanno proposto all’Agenzia delle Entrate la sospensione di deleghe di pagamento per 10 milioni di euro, dopo aver individuato crediti tributari<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nuovo intervento della Guardia di Finanza sul fronte dei crediti d’imposta fittizi. I Finanzieri del Comando provinciale di Udine hanno proposto all’Agenzia delle Entrate la sospensione di deleghe di pagamento per 10 milioni di euro, dopo aver individuato crediti tributari ritenuti non spettanti e inesistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione si inserisce nello stesso filone investigativo che, poche settimane fa, aveva portato al blocco di oltre 90 milioni di euro riconducibili a una società udinese. Approfondendo i rapporti con quell’impresa, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Udine hanno individuato una società dell’hinterland milanese che, secondo quanto accertato, avrebbe messo in atto condotte analoghe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, l’impresa lombarda avrebbe indicato nella dichiarazione Iva 2024 un credito da riportare in detrazione o compensazione pari a 10 milioni di euro, senza che fossero emersi elementi probatori ritenuti idonei a dimostrare il titolo giuridico dell’acquisizione del credito fiscale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima che queste somme potessero essere cedute a terzi oppure utilizzate in compensazione, è quindi partita una segnalazione alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Milano per avviare la procedura di sospensione dei modelli F24.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con quest’ultimo intervento, i crediti fittizi complessivamente bloccati dalle Fiamme Gialle di Udine, in collaborazione con le Direzioni provinciali dell’Agenzia delle Entrate di Udine e Milano, superano i 100 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo, sottolinea la Guardia di Finanza, è impedire che crediti inesistenti o non spettanti vengano utilizzati per compensare debiti fiscali o ceduti ad altri soggetti, con un potenziale danno rilevante per le casse pubbliche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contrasto alle indebite compensazioni e alle frodi legate alla cessione di crediti d’imposta resta uno dei fronti principali dell’attività di polizia economico-finanziaria, a tutela del corretto funzionamento del mercato e della destinazione delle risorse pubbliche.</p>
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		<title>Veneto &#8211; Prendono la ferrata al contrario e senza kit: soccorsi due escursionisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 07:44:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Disavventura nel pomeriggio di domenica 28 settembre per due escursionisti polacchi rimasti bloccati nella parte alta della Ferrata Piazzetta, nel territorio di Livinallongo del Col di Lana. L’allarme è scattato intorno alle 17, quando la Centrale del 118 è stata<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Disavventura nel pomeriggio di domenica 28 settembre per due escursionisti polacchi rimasti bloccati nella parte alta della Ferrata Piazzetta, nel territorio di Livinallongo del Col di Lana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’allarme è scattato intorno alle 17, quando la Centrale del 118 è stata contattata dalla coppia. La donna, 50 anni, lamentava un dolore al ginocchio ed era anche in preda a una crisi di panico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta individuate le coordinate, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, dopo aver fatto campo base al Passo Pordoi, è salito di quota fino a localizzare i due a circa 2.800 metri di altitudine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tecnico di elisoccorso e il medico, scesi nelle vicinanze, li hanno raggiunti e hanno accertato che entrambi erano privi di caschetto e kit da ferrata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto ricostruito, i due stavano scendendo dal Piz Boè quando, per errore, hanno imboccato la Ferrata Piazzetta nel senso contrario. La coppia si è quindi trovata in difficoltà ed è stata costretta a fermarsi poco dopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Messi in sicurezza, i due escursionisti sono stati recuperati con il verricello e issati a bordo dell’elicottero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’uomo, 55 anni, è stato lasciato al Passo Pordoi, dove aveva parcheggiato l’auto. La donna è stata invece trasportata all’ospedale di Agordo per gli accertamenti del caso</p>
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		<title>Vicentino, vasto incendio nella notte in un capannone agricolo: in fiamme fieno e mezzi</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 07:43:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notte di intenso lavoro per i Vigili del fuoco a Rossano Veneto, dove un incendio ha interessato un capannone agricolo adibito a fienile e rimessaggio. L’allarme è scattato poco dopo le 23 di domenica 28 settembre. Alle 23.13 circa una<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Notte di intenso lavoro per i Vigili del fuoco a Rossano Veneto, dove un incendio ha interessato un capannone agricolo adibito a fienile e rimessaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’allarme è scattato poco dopo le 23 di domenica 28 settembre. Alle 23.13 circa una chiamata al 115 ha segnalato il rogo all’interno di un’azienda agricola di via Cusinati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul posto sono confluite numerose squadre dei Vigili del fuoco provenienti da Bassano del Grappa, Cittadella, Vicenza e Thiene, con quattro autopompe, tre autobotti e complessivamente 22 operatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le fiamme hanno coinvolto un capannone utilizzato per lo stoccaggio, interessando rotoballe di fieno e alcuni mezzi agricoli. Dal rogo si è sprigionata una densa colonna di fumo, visibile anche a distanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Vigili del fuoco hanno lavorato per ore per circoscrivere e spegnere l’incendio, riuscendo a evitare che le fiamme si propagassero ad altre strutture dell’azienda agricola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri per gli accertamenti del caso e per ricostruire le cause dell’incendio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le operazioni sono proseguite anche nella mattinata del 29 settembre con la bonifica e la messa in sicurezza dell’area. Non risultano persone ferite.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="687" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/photo_5897565035075145971_y-1024x687.jpg" alt="" class="wp-image-375423" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/photo_5897565035075145971_y-1024x687.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/photo_5897565035075145971_y-621x417.jpg 621w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/photo_5897565035075145971_y-100x67.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/photo_5897565035075145971_y-846x568.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/photo_5897565035075145971_y-1184x795.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/photo_5897565035075145971_y.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Vicenza, lite nella notte finisce con arma da taglio e spray urticante: tre denunciati</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 07:36:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una lite scoppiata per futili motivi nella zona di Vicenza Est è degenerata in un’aggressione con l’utilizzo di un’arma da taglio e di spray urticante. Il bilancio è di due feriti e tre persone denunciate dalla Polizia di Stato. L’episodio<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una lite scoppiata per futili motivi nella zona di Vicenza Est è degenerata in un’aggressione con l’utilizzo di un’arma da taglio e di spray urticante. Il bilancio è di due feriti e tre persone denunciate dalla Polizia di Stato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’episodio risale alla notte di domenica 27 settembre. Intorno all’una e mezza, un diverbio che ha coinvolto due giovani di 24 e 25 anni e un uomo di 33 anni si è trasformato in uno scontro fisico. Nel corso dell’aggressione sarebbero stati utilizzati sia un’arma da taglio sia dello spray urticante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’allarme è scattato attraverso due segnalazioni inizialmente distinte. Dal Pronto Soccorso è stato comunicato l’arrivo di un cittadino albanese che presentava evidenti ferite da arma da taglio agli arti inferiori. Quasi contemporaneamente al 113 è arrivata la segnalazione di un accoltellamento avvenuto nella zona di Vicenza Est.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le verifiche svolte dagli agenti hanno permesso di collegare i due episodi e di ricostruire quanto accaduto. Nelle indagini sono stati impegnati il personale dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, la Squadra Mobile e la Polizia Scientifica della Questura di Vicenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due delle persone coinvolte hanno riportato lesioni giudicate guaribili rispettivamente in 8 e 30 giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine degli accertamenti, tutti e tre i protagonisti della vicenda sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vicenza per lesioni personali aggravate dall’utilizzo di un’arma.</p>
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		<title>Vicentino &#8211; Uomo colpito da un grosso ramo durante la potatura: è grave</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 14:49:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Testo: Grave incidente nel pomeriggio di lunedì 28 settembre a Marano Vicentino, in via Villaraspa. Intorno alle 16, mentre erano in corso lavori di potatura di un albero, un uomo di circa 60 anni è stato colpito da un grosso<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Testo:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grave incidente nel pomeriggio di <strong>lunedì 28 settembre a Marano Vicentino</strong>, in <strong>via Villaraspa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intorno alle <strong>16</strong>, mentre erano in corso lavori di potatura di un albero, un uomo di circa <strong>60 anni</strong> è stato colpito da un grosso ramo precipitato da un’altezza di circa <strong>10 metri</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le condizioni dell’uomo sono apparse subito serie. Per i soccorsi è intervenuto anche <strong>Leone 2</strong>, l’elisoccorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ferito è stato trasferito in <strong>codice rosso al pronto soccorso di Vicenza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento non sono disponibili ulteriori informazioni sull’identità dell’uomo né sulla dinamica precisa dell’incidente.</p>
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		<title>Vicenza &#8211; Tenta di uscire dalla Lidl con 180 euro di merce e aggredisce la vigilanza: arrestato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 14:00:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tentata rapina in un supermercato di corso Santi Felice e Fortunato, a Vicenza, dove un uomo è stato arrestato in flagranza dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile – Sezione Radiomobile. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo avrebbe superato la<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tentata rapina in un supermercato di <strong>corso Santi Felice e Fortunato, a Vicenza</strong>, dove un uomo è stato arrestato in flagranza dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile – Sezione Radiomobile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo avrebbe superato la barriera delle casse senza pagare una busta contenente <strong>generi alimentari per un valore complessivo di circa 180 euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quel punto è stato intercettato da una <strong>guardia particolare giurata</strong> e da un cliente presente all’interno del punto vendita. Nel tentativo di allontanarsi e guadagnarsi la fuga, l’uomo avrebbe reagito ingaggiando una <strong>colluttazione con l’addetto alla vigilanza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento dei carabinieri è stato immediato. Una pattuglia era già impegnata nei servizi di controllo del territorio nella zona e i militari sono riusciti a raggiungere rapidamente il supermercato, bloccando definitivamente l’uomo e riportando la situazione alla normalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine degli accertamenti, il sospettato è stato <strong>arrestato con l’accusa di tentata rapina</strong> e trasferito alla <strong>Casa circondariale di Vicenza</strong>, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel comunicato diffuso sull’operazione, <strong>i carabinieri non hanno fornito informazioni sull’età dell’arrestato, sulla sua nazionalità o sulla sua provenienza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Lite alle casse, torna con una pistola senza tappo rosso: denunciato un 23enne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 13:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Momenti di tensione nel pomeriggio di domenica 27 settembre a Noventa Padovana, dove una lite scoppiata all’interno di un supermercato è degenerata fino alla comparsa di una pistola, poi risultata essere una replica Softair. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, tutto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Momenti di tensione nel pomeriggio di <strong>domenica 27 settembre a Noventa Padovana</strong>, dove una lite scoppiata all’interno di un supermercato è degenerata fino alla comparsa di una pistola, poi risultata essere una replica Softair.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, tutto sarebbe iniziato al supermercato <strong>In’s di via Salata</strong>, per futili motivi legati alla precedenza alle casse. La discussione, che ha coinvolto alcuni giovani presenti nell’area commerciale, sarebbe poi proseguita all’esterno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quel punto un <strong>23enne residente a Stra</strong>, in provincia di Venezia, si sarebbe allontanato per tornare a casa e recuperare una pistola. Poco dopo sarebbe tornato sul posto e avrebbe minacciato <strong>due giovani di Noventa Padovana</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’arma, vista da diversi presenti, ha fatto scattare subito l’allarme. Alcuni cittadini hanno chiamato il <strong>112</strong> e sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Noventa Padovana, coordinati dal luogotenente <strong>Enzo Callegaro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gruppo nel frattempo si era allontanato e i militari hanno avviato le ricerche sul territorio. Poco dopo, il 23enne, resosi conto di essere ricercato, si è presentato spontaneamente alla <strong>stazione dei carabinieri di Stra</strong>, dove avrebbe ammesso le proprie responsabilità, sostenendo però che la pistola utilizzata non fosse reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli accertamenti hanno infatti stabilito che si trattava di una <strong>replica Softair</strong>. Il problema, però, era l’assenza del <strong>tappo rosso sulla volata</strong>, elemento che consente di riconoscere immediatamente l’oggetto come arma giocattolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La successiva perquisizione nell’abitazione del giovane ha portato al rinvenimento e al sequestro di <strong>altre tre repliche di armi Softair</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine degli accertamenti, il 23enne è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica con l’accusa di <strong>minaccia aggravata</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I vertici dell’Arma hanno richiamato l’attenzione proprio sul rischio legato alle repliche Softair. Pur essendo destinate ad attività ludico-sportive e non essendo considerate armi da sparo quando rispettano i requisiti di legge, possono riprodurre fedelmente l’aspetto delle armi vere e generare situazioni di forte allarme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rimozione o l’occultamento del tappo rosso, hanno ricordato i carabinieri, può infatti indurre cittadini e forze dell’ordine a credere di trovarsi di fronte a una vera arma, con possibili conseguenze gravi per la sicurezza pubblica. Anche l’utilizzo di una replica per minacciare o intimidire può inoltre avere rilevanza penale e aggravare la posizione di chi la usa.</p>
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		<title>Scivola nel canale dopo la ferrata: muore escursionista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 13:39:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tragedia in montagna nella giornata di lunedì 28 settembre a Cortina d’Ampezzo, dove un escursionista spagnolo di 71 anni ha perso la vita dopo essere scivolato in un ripido canale durante il rientro da un’escursione. L’uomo stava tornando a valle<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Tragedia in montagna nella giornata di <strong>lunedì 28 settembre a Cortina d’Ampezzo</strong>, dove un escursionista spagnolo di <strong>71 anni</strong> ha perso la vita dopo essere scivolato in un ripido canale durante il rientro da un’escursione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’uomo stava tornando a valle insieme a tre amici dopo aver percorso la <strong>Ferrata Ra Bujela</strong> e si trovava ormai a poche centinaia di metri dal <strong>Rifugio Dibona</strong> quando, per cause da chiarire, è scivolato lungo il sentiero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella caduta il 71enne ha ruzzolato nel canale sottostante, caratterizzato da rocce e ghiaia. I compagni sono subito scesi verso di lui e hanno lanciato l’allarme intorno a <strong>mezzogiorno</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul posto è intervenuto l’<strong>elicottero del Suem di Pieve di Cadore</strong>, che ha sbarcato il tecnico di elisoccorso e l’équipe medica. Una volta raggiunto l’escursionista, però, i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso, causato dai gravi traumi riportati nella caduta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A supporto delle operazioni è intervenuta anche una squadra del <strong>Soccorso alpino della Guardia di finanza di Cortina</strong>, impegnata sia nell’assistenza alle operazioni sia nei rilievi del caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli amici della vittima sono stati successivamente accompagnati a valle dagli uomini del soccorso, mentre la salma del 71enne è stata recuperata e trasportata fino alla strada, dove è stata affidata al carro funebre.</p>
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		<title>«Banda di stranieri» aggredisce violentemente una coppia gay: circondati e presi a calci e pugni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 13:09:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una coppia di ragazzi di 29 anni è stata circondata e violentemente aggredita nel pieno centro di Bologna mentre camminava tenendosi per mano. L’episodio è avvenuto nella tarda serata di giovedì, in via del Borgo di San Pietro. Secondo quanto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una coppia di ragazzi di <strong>29 anni</strong> è stata circondata e violentemente aggredita nel pieno centro di <strong>Bologna</strong> mentre camminava tenendosi per mano. L’episodio è avvenuto nella tarda serata di giovedì, in <strong>via del Borgo di San Pietro</strong>. Secondo quanto raccontato dalle vittime, ad agire sarebbe stato un gruppo di circa <strong>dieci persone</strong>, descritte dai due giovani come in gran parte straniere. Gli aggressori non sono però ancora stati identificati e sono in corso gli accertamenti dei carabinieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto sarebbe iniziato poco prima delle <strong>2 di notte</strong>, quando i due 29enni stavano passeggiando sul marciapiede mano nella mano. Nei pressi di un bar avrebbero incrociato un giovane, indicativamente tra i 20 e i 30 anni, che avrebbe cominciato a rivolgere loro insulti a sfondo omofobo, intimando alla coppia di non tenersi per mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle parole si sarebbe passati rapidamente alla violenza. Il giovane sarebbe stato raggiunto da altre persone e il gruppo avrebbe <strong>circondato la coppia, colpendola con calci e pugni</strong>. La violenza si sarebbe concentrata soprattutto su uno dei due ragazzi. Entrambe le vittime sono cittadini italiani, anche se uno dei due è nato in Germania.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due sono riusciti infine a sottrarsi al pestaggio e a correre fino a <strong>piazza di Porta Mascarella</strong>, da dove hanno chiesto aiuto. Sul posto sono arrivati i carabinieri del <strong>Nucleo Radiomobile</strong> e i sanitari del 118. Uno dei giovani, sotto choc e ferito nell’aggressione, è stato accompagnato al <strong>Sant’Orsola</strong> per gli accertamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine, del gruppo non c’era più traccia. Le indagini sono affidate ai carabinieri della stazione di Bologna, che stanno analizzando le <strong>immagini delle telecamere di videosorveglianza</strong> presenti nella zona per cercare di risalire agli autori dell’aggressione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la testimonianza resa dalle vittime, gli aggressori potrebbero essere di origine straniera e alcuni sarebbero stati descritti come probabilmente africani. Si tratta però, allo stato attuale, di indicazioni testimoniali: <strong>l’identità e l’origine dei responsabili non sono ancora state accertate</strong>.</p>
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		<title>Veneto &#8211; Tentato omicidio in piazza: 18enne straniero comparirà davanti al gip</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 13:03:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comparirà martedì 29 settembre davanti al gip per l’udienza di convalida dell’arresto e l’interrogatorio di garanzia Mouhamed Ndiaye, il 18enne accusato di aver accoltellato sabato sera un 21enne in Piazza dei Signori, a Treviso. Il giovane, di origine gambiana e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Comparirà <strong>martedì 29 settembre davanti al gip</strong> per l’udienza di convalida dell’arresto e l’interrogatorio di garanzia <strong>Mouhamed Ndiaye</strong>, il 18enne accusato di aver accoltellato sabato sera un 21enne in <strong>Piazza dei Signori, a Treviso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giovane, di origine gambiana e maggiorenne da pochi mesi, si trova attualmente nel carcere di <strong>Santa Bona</strong> con l’accusa di <strong>tentato omicidio</strong>. Secondo la ricostruzione degli investigatori, intorno alle 22 avrebbe colpito al fianco A.J., 21enne italiano di origine venezuelana, al termine di una lite scoppiata per motivi apparentemente banali. Nell’aggressione sarebbero stati coinvolti anche <strong>due minorenni e un 19enne</strong>, denunciati a piede libero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A far nascere lo scontro sarebbe stato un commento rivolto alla ragazza che camminava accanto al 21enne. La vittima avrebbe reagito verbalmente e da lì la situazione sarebbe degenerata. Il 18enne avrebbe prima colpito il giovane, forse con il concorso degli altri ragazzi, per poi estrarre un coltello dalla tasca. Prima del fendente avrebbe pronunciato, secondo quanto riferito, la frase: <strong>«Adesso lo buco»</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ferita riportata dal 21enne è stata giudicata particolarmente profonda e potenzialmente letale, elemento alla base della contestazione di tentato omicidio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l’aggressione il 18enne si sarebbe allontanato verso <strong>Piazza Duomo</strong>. Qui sarebbe stato individuato poco dopo dagli agenti della Questura grazie alle descrizioni fornite dai testimoni e quindi arrestato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ndiaye avrebbe alle spalle altri episodi giudiziari, tra cui contestazioni per <strong>lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale</strong>, oltre a diverse sanzioni amministrative. Avrebbe inoltre recentemente definito davanti al Tribunale per i minorenni di Venezia un procedimento relativo a una rapina ai danni di un altro minorenne, avvenuta nel centro di Treviso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giovane proviene da una famiglia residente in un comune della Castellana, descritta come ben inserita nel territorio: il padre e il fratello maggiore lavorano, mentre la madre è casalinga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora il prossimo passaggio sarà quello davanti al giudice, chiamato a valutare la convalida dell’arresto e la posizione cautelare del 18enne.</p>
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		<title>Veneto &#8211; Cade da un’impalcatura al quarto piano: operaio salvato con l’autoscala (video)</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 12:58:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Momenti di forte apprensione nella mattinata di lunedì 28 settembre a Treviso, dove un operaio di 67 anni è rimasto ferito dopo essere precipitato da un’impalcatura all’interno di un cantiere edile in via Lorenzo Lotto, nel quartiere di Fiera. L’incidente<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Momenti di forte apprensione nella mattinata di <strong>lunedì 28 settembre</strong> a Treviso, dove un operaio di <strong>67 anni</strong> è rimasto ferito dopo essere precipitato da un’impalcatura all’interno di un cantiere edile in <strong>via Lorenzo Lotto</strong>, nel quartiere di Fiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incidente sul lavoro è avvenuto mentre l’uomo, <strong>B.O., residente a Cittadella</strong>, stava eseguendo alcune lavorazioni in quota. Per cause ancora in fase di accertamento, l’operaio è caduto da un’impalcatura posizionata al <strong>quarto piano</strong> dell’edificio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’allarme è scattato in mattinata e sul posto sono intervenuti i <strong>vigili del fuoco del Comando di Treviso</strong>, con le squadre della prima partenza e l’autoscala. Le operazioni di recupero si sono rivelate particolarmente complesse proprio a causa della presenza delle impalcature, che rendevano difficile raggiungere e movimentare il ferito in sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I soccorritori hanno quindi predisposto una manovra con l’<strong>autoscala</strong>, riuscendo a recuperare l’operaio e a portarlo a terra. L’uomo, rimasto cosciente durante le operazioni, è stato poi affidato alle cure del personale del <strong>Suem 118</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo le prime cure sul posto, il 67enne è stato trasportato all’<strong>ospedale Ca’ Foncello di Treviso</strong>. Secondo le prime informazioni, le sue condizioni non sarebbero tali da far temere per la vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel cantiere sono intervenuti anche gli ispettori dello <strong>Spisal</strong>, incaricati di verificare le condizioni di sicurezza e ricostruire le circostanze dell’infortunio. Presenti inoltre <strong>carabinieri e polizia</strong>, impegnati negli accertamenti di competenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Restano ora da chiarire le cause della caduta e la dinamica esatta dell’incidente, avvenuto durante una normale attività di lavoro in quota.</p>



<figure class="wp-block-video"><video height="848" style="aspect-ratio: 464 / 848;" width="464" controls src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/IMG_8863.mp4"></video></figure>
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		<title>Veneto &#8211; Tragedia in moto al rientro da una giornata con gli amici: muore a 36 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 10:21:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una serata di rientro si è trasformata in tragedia per Aleandro Silva Dos Santos, 36 anni, residente a Isola della Scala, morto domenica sera in un incidente stradale avvenuto nel Mantovano. L’uomo stava tornando a casa in sella alla propria<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una serata di rientro si è trasformata in tragedia per <strong>Aleandro Silva Dos Santos</strong>, 36 anni, residente a <strong>Isola della Scala</strong>, morto domenica sera in un incidente stradale avvenuto nel Mantovano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’uomo stava tornando a casa in sella alla propria moto dopo aver trascorso la giornata con alcuni amici. Poco dopo le <strong>20</strong>, mentre percorreva la <strong>strada provinciale 31</strong>, nel territorio comunale di <strong>Castel d’Ario</strong>, avrebbe perso il controllo del mezzo subito dopo una curva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La moto è uscita dalla carreggiata finendo nel fossato che costeggia la strada sulla destra. L’impatto è stato violentissimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendersi conto di quanto era appena accaduto sarebbe stato un residente della zona, richiamato dai rumori provenienti dalla strada. Uscito di casa per verificare la situazione, ha visto quanto successo e ha immediatamente dato l’allarme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul posto sono arrivati i sanitari della <strong>Croce Verde</strong>, con ambulanza e automedica, insieme ai <strong>vigili del fuoco di Mantova</strong>. Ogni tentativo di soccorso si è però rivelato inutile: per il motociclista non c’era più nulla da fare e il decesso è stato constatato sul posto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I rilievi e gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente sono stati affidati ai <strong>carabinieri</strong>. La salma del 36enne è rimasta a disposizione dell’autorità giudiziaria, che potrà decidere se disporre ulteriori esami.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le prime informazioni, si sarebbe trattato di una <strong>fuoriuscita autonoma</strong>, ma saranno gli approfondimenti degli investigatori a chiarire nel dettaglio cosa abbia provocato la perdita di controllo della moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aleandro Silva Dos Santos era <strong>originario del Brasile</strong>, ma viveva da tempo in Italia. Residente a Isola della Scala, lavorava come <strong>operaio a Nogarole Rocca</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La notizia della sua morte ha colpito la comunità veronese in cui viveva, mentre restano ora da chiarire gli ultimi elementi di una tragedia avvenuta in pochi istanti, al termine di una giornata trascorsa in compagnia degli amici.</p>
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		<title>«Canaglia, vigliacco, pezzo di m&#8230;!»: esplode il caso cittadinanza a Cadoneghe, il sindaco diffonde il video dell’imam che lo insulta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 10:15:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si alzano ulteriormente i toni attorno al caso della cittadinanza sospesa a Cadoneghe. Dopo giorni di polemiche sulla decisione del sindaco Marco Schiesaro di interrompere il giuramento di una donna di origine marocchina, è arrivato un durissimo intervento di Ali<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Si alzano ulteriormente i toni attorno al <strong>caso della cittadinanza sospesa a Cadoneghe</strong>. Dopo giorni di polemiche sulla decisione del sindaco <strong>Marco Schiesaro</strong> di interrompere il giuramento di una donna di origine marocchina, è arrivato un durissimo intervento di <strong>Ali Scek Nur</strong>, medico citopatologo di origine somala ed esponente della comunità islamica di Padova.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere pubblico e rilanciare il video con gli insulti è stato <strong>lo stesso sindaco Schiesaro</strong>, che lo ha condiviso sui propri canali social accompagnandolo con una dura replica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel filmato Scek Nur attacca frontalmente il primo cittadino, definendolo tra l’altro <strong>«canaglia» e «vigliacco»</strong> e utilizzando anche un’espressione volgare nei suoi confronti. L’esponente della comunità islamica definisce quanto avvenuto a Cadoneghe <strong>«un fatto scandaloso»</strong>, sostenendo che durante la cerimonia si sarebbe potuto ricorrere a un interprete oppure all’aiuto del marito della donna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della contestazione c’è quanto avvenuto durante la cerimonia conclusiva per l’acquisizione della cittadinanza italiana. La donna, residente in Italia da circa quindici anni, era arrivata al momento del giuramento dopo aver percorso l’iter previsto ed era in possesso anche della certificazione linguistica B1. Il sindaco ha però deciso di sospendere la cerimonia dopo che, secondo il suo racconto, la donna non sarebbe riuscita a comprendere e a rispondere autonomamente ad alcune semplici domande in italiano. La vicenda ha dato origine a una forte polemica politica e istituzionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio su questo passaggio che è intervenuto Scek Nur. Secondo quanto riportato, l’imam ha sostenuto che togliere alla donna la possibilità di completare in quel momento il percorso rappresentasse una grave ingiustizia. Ha ricordato inoltre come per lei la cittadinanza costituisse un traguardo importante, dopo aver già affrontato i precedenti passaggi previsti dall’iter.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento Scek Nur ha poi utilizzato parole durissime nei confronti di Schiesaro, arrivando a rivolgergli anche un riferimento biblico legato al profeta Natan e alla condanna pronunciata nei confronti di Davide dopo la vicenda di Betsabea e Uria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stato quindi <strong>lo stesso sindaco a diffondere il video dell’attacco</strong>, invitando i cittadini ad ascoltarne il contenuto e commentandolo direttamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ascoltate le parole dell’Imam Ali Scek Nur della comunità islamica di Padova sul dibattito di questi giorni attorno al tema della cittadinanza. Parole inutilmente cattive nei miei confronti e dannose per un confronto serio», ha scritto Schiesaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sindaco ha poi ribadito la propria posizione sul caso: «Le offese non aiutano né chi desidera diventare italiano né il dibattito: servono soltanto a distogliere l’attenzione dal punto centrale, la conoscenza della lingua italiana e il rispetto delle regole».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Schiesaro ha inoltre respinto l’accusa di aver infranto il sogno della donna: «Io non ho infranto alcun sogno, tantomeno quello della signora. Ora avrà l’opportunità di imparare l’italiano: le servirà per essere più autonoma e consapevole e per affrontare personalmente un atto importante come il giuramento, senza dover dipendere da un interprete».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una posizione coerente con quanto sostenuto dal primo cittadino fin dall’inizio della vicenda. Nei giorni precedenti Schiesaro aveva infatti spiegato di aver sospeso il giuramento dopo aver constatato, a suo giudizio, l’impossibilità della donna di comprendere e utilizzare adeguatamente la lingua italiana, ribadendo che per lui la conoscenza dell’italiano rappresenta un elemento fondamentale dell’integrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto amministrativo resta uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda. La donna era arrivata al <strong>passaggio conclusivo del giuramento</strong>, mentre la sospensione decisa dal sindaco ha aperto un confronto sulle competenze e sui passaggi successivi della procedura. La vicenda è stata seguita anche dalla Prefettura e ha provocato numerose reazioni nel mondo politico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la durezza degli insulti ricevuti, Schiesaro ha fatto sapere di <strong>non avere intenzione di querelare Scek Nur</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso, intanto, ha ormai superato i confini di Cadoneghe, diventando oggetto di discussione pubblica e mediatica. Schiesaro e Scek Nur sono inoltre attesi per un confronto radiofonico, ulteriore capitolo di una vicenda che continua ad alimentare il dibattito sulla cittadinanza, sulla conoscenza della lingua italiana e sui limiti delle competenze amministrative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra attacchi personali, repliche e prese di posizione politiche, resta quindi aperta soprattutto la questione concreta che ha dato origine a tutto: il completamento della procedura della donna e gli sviluppi successivi alla sospensione del giuramento.</p>



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		<title>Veneto &#8211; Persi al buio a 2.300 metri, malore sul Pasubio e c’è anche un morso di vipera: superlavoro per i soccorritori</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 08:42:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Persi al buio a 2.300 metri, un malore sul Pasubio e una vipera: giornata di soccorsi in montagna Una giornata senza tregua per il Soccorso alpino, impegnato domenica 27 settembre in diversi interventi tra il Bellunese e il Vicentino: escursionisti<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Persi al buio a 2.300 metri, un malore sul Pasubio e una vipera: giornata di soccorsi in montagna</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una giornata senza tregua per il Soccorso alpino, impegnato domenica 27 settembre in diversi interventi tra il Bellunese e il Vicentino: escursionisti fuori sentiero, due giovani bloccati al buio a 2.300 metri, un malore sul Pasubio e anche una donna morsa da una vipera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento più tardivo è scattato poco prima delle 20 ad Auronzo di Cadore. Due escursionisti diretti al Bivacco Fanton, sulla Forcella Marmarole, avevano perso il sentiero e l’orientamento, ritrovandosi bloccati, stanchi e ormai al buio a circa 2.300 metri di quota.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due, entrambi trentenni di Siena, erano fortunatamente illesi. Una volta ricevute le coordinate della loro posizione, è decollato l’elicottero di Treviso emergenza, che ha inizialmente fatto campo base ad Auronzo lasciando a terra parte dell’attrezzatura e il personale sanitario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Salita di quota, l’eliambulanza ha individuato i due giovani. In due rotazioni, il tecnico di elisoccorso è stato calato con un verricello di 35 metri, ha assicurato gli escursionisti e li ha issati a bordo. Entrambi sono stati quindi trasportati nella piazzola di Auronzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel pomeriggio, poco prima delle 17, un altro allarme era scattato invece sul Nevegal. Una donna di 53 anni, residente nel Bellunese, era stata morsa da una vipera nella zona delle antenne, in prossimità del Rifugio Brigata Alpina Cadore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La donna si trovava assieme al marito ed era riuscita autonomamente a scendere fino alla strada sterrata. Qui è stata raggiunta in jeep da una squadra del Soccorso alpino di Belluno, che l’ha accompagnata fino al punto di incontro con l’ambulanza in attesa nel piazzale. Il mezzo sanitario è poi partito in direzione dell’ospedale per gli accertamenti del caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro intervento si era verificato sul Monte Pelmo. Intorno alle 13.50 la Centrale del Suem aveva allertato il Soccorso alpino di San Vito di Cadore per un escursionista che, scendendo da Forcella Val D’Arcia verso il Rifugio Venezia, nel territorio di Borca di Cadore, era uscito dal sentiero ed era rimasto bloccato tra alcune balze rocciose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver individuato le coordinate e verificato che il trentenne di Padova si trovasse in una posizione stabile, una squadra si è avvicinata il più possibile con un quad, per poi proseguire a piedi risalendo il canalone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A guidare i soccorritori è stato anche un volontario rimasto a valle, che con il binocolo controllava gli spostamenti della squadra rispetto alla posizione dell’escursionista, fornendo indicazioni via radio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver aggirato i salti di roccia, i tecnici hanno raggiunto l’uomo, lo hanno assicurato e dotato di casco, quindi lo hanno accompagnato verso l’alto fino a riportarlo sul sentiero. Da lì il trentenne è stato ricondotto ai mezzi e successivamente alla propria auto, parcheggiata al Passo Staulanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre nel primo pomeriggio, poco prima delle 14, il Soccorso alpino di Schio era stato invece attivato dalla Centrale del 118 di Vicenza per un intervento al Rifugio Papa, nel territorio di Valli del Pasubio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un escursionista di 25 anni, residente a Badia Polesine, aveva iniziato a sentirsi male già durante la salita lungo la Strada delle Gallerie. Arrivato al rifugio, le sue condizioni non erano migliorate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul posto è intervenuto l’elicottero di Treviso emergenza. Il tecnico di elisoccorso e l’équipe medica, una volta sbarcati in piazzola, hanno raggiunto il giovane e ne hanno valutato le condizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stato quindi deciso il trasferimento all’ospedale di Santorso per gli accertamenti necessari. I compagni del 25enne sono scesi autonomamente, mentre la squadra del Soccorso alpino ha successivamente fatto rientro a valle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quattro interventi diversi nell’arco di poche ore, accomunati dalla necessità di raggiungere escursionisti in difficoltà in ambienti montani spesso impervi e, in alcuni casi, già avvolti dal buio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Aruba in down: boom di segnalazioni per la posta elettronica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 08:24:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[TECNOLOGIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Disservizi per Aruba nella mattinata di lunedì 28 settembre 2026. A partire dalle 9 circa numerosi utenti hanno iniziato a segnalare difficoltà nell’utilizzo di alcuni servizi digitali del provider, con un rapido aumento delle segnalazioni registrate anche sulla piattaforma Downdetector.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Disservizi per Aruba nella mattinata di lunedì 28 settembre 2026. A partire dalle 9 circa numerosi utenti hanno iniziato a segnalare difficoltà nell’utilizzo di alcuni servizi digitali del provider, con un rapido aumento delle segnalazioni registrate anche sulla piattaforma Downdetector.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intorno alle 9.40 le segnalazioni avevano già superato quota 1.900. La maggior parte dei problemi sembra riguardare la posta elettronica. A seconda del momento in cui sono stati rilevati i dati, tra il 71 e il 74% delle segnalazioni risultava collegato ai servizi mail, con particolare riferimento alla Webmail PEL, il servizio di posta elettronica destinato alle pubbliche amministrazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli utenti interessati dal malfunzionamento hanno segnalato soprattutto impossibilità di accedere alla casella di posta oppure tempi di caricamento particolarmente lunghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una quota pari a circa il 17% delle segnalazioni ha invece riguardato problemi di connettività, mentre un ulteriore 7% è stato associato a hosting e siti web.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutti i servizi Aruba, tuttavia, sembrano essere coinvolti. Secondo le verifiche effettuate nel corso della mattinata, l’accesso al pannello di controllo dei domini non avrebbe mostrato particolari criticità. Regolare sarebbe risultato anche il funzionamento delle caselle di posta elettronica personali, sia attraverso l’interfaccia web sia utilizzando programmi esterni come Thunderbird.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La situazione resta comunque in evoluzione e i dati disponibili derivano principalmente dalle segnalazioni degli utenti raccolte da Downdetector, dai social network e dalle testimonianze dirette. La distribuzione percentuale dei problemi può quindi cambiare con il passare delle ore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento non risultano comunicazioni ufficiali di Aruba sulle cause del disservizio né indicazioni precise sui tempi necessari per il completo ritorno alla normalità. Punto Informatico ha riferito di avere contattato un portavoce dell’azienda per ottenere maggiori informazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Restano quindi da chiarire sia l’origine dei malfunzionamenti sia la reale estensione del problema. Le segnalazioni raccolte finora indicano comunque che le maggiori difficoltà si stanno concentrando sui servizi di posta elettronica.</p>
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		<title>Veneto &#8211; Tragedia sulla Triestina, muore in moto imprenditore di 55 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 08:15:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un grave incidente stradale è costato la vita a Giuseppe Maschietto, conosciuto da tutti come “Athos”, imprenditore di 55 anni residente a Mussetta di San Donà di Piave. L’uomo, padre di tre bambini, era cugino del sindaco di San Donà<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un grave incidente stradale è costato la vita a Giuseppe Maschietto, conosciuto da tutti come “Athos”, imprenditore di 55 anni residente a Mussetta di San Donà di Piave. L’uomo, padre di tre bambini, era cugino del sindaco di San Donà Alberto Teso. In passato aveva prestato servizio nella Polizia di Stato e, dopo essersi laureato in Giurisprudenza, aveva intrapreso l’attività imprenditoriale diventando co-titolare di un’impresa di costruzioni a San Donà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incidente è avvenuto sabato pomeriggio, poco prima delle 16, a Torre di Mosto, nel punto in cui la strada statale 14 Triestina incrocia via Tezze. Maschietto era in sella alla sua Bmw nera e stava viaggiando in direzione di Portogruaro per un giro in moto quando si è verificato lo scontro con una Fiat 500 bianca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dinamica dell’incidente è ancora in fase di ricostruzione. Secondo le prime informazioni raccolte, moto e automobile stavano procedendo nella stessa direzione, verso Portogruaro. Dopo l’impatto la Bmw è rimasta a terra su un fianco, mentre la Fiat 500 si è fermata più avanti e presentava danni nella parte posteriore. Elementi che saranno ora valutati con attenzione dagli investigatori per stabilire l’esatta sequenza dell’accaduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le condizioni del motociclista sono apparse subito gravissime. Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118, ma i traumi riportati dal 55enne si sono rivelati fatali e ogni tentativo di salvarlo è risultato inutile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I rilievi sono stati affidati ai carabinieri della stazione di Bibione, che hanno eseguito misurazioni e accertamenti, compresi i test sulle condizioni di guida, informando successivamente il magistrato. I due veicoli coinvolti, la Bmw e la Fiat 500, sono stati sottoposti a sequestro, mentre la salma di Maschietto è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Per il recupero dei mezzi e la messa in sicurezza del tratto stradale è intervenuta anche l’Officina Vaccaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La notizia della morte di “Athos” si è rapidamente diffusa a San Donà e negli ambienti in cui era conosciuto. Maschietto aveva frequentato il liceo classico a San Donà, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Aveva quindi iniziato una carriera nella Polizia di Stato, che lo aveva portato a lavorare in diverse località, prima di lasciare il servizio e dedicarsi all’attività imprenditoriale nel settore delle costruzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Profondo il dolore del sindaco Alberto Teso, legato al cugino da un rapporto particolarmente stretto: Maschietto aveva solamente tre anni meno di lui e i due erano cresciuti insieme. Dopo aver appreso la notizia, il primo cittadino ha raggiunto la moglie del</p>
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		<title>Veneto, scontro frontale sulla 307 del Santo: due auto prendono fuoco</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 07:47:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paura nella notte a Cadoneghe, dove due auto sono rimaste coinvolte in un violento scontro frontale lungo la Strada regionale 307 del Santo. L’incidente è avvenuto attorno all’una, all’altezza della rotatoria per via Terraglione. A seguito dell’impatto entrambe le vetture<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Paura nella notte a Cadoneghe, dove due auto sono rimaste coinvolte in un violento scontro frontale lungo la Strada regionale 307 del Santo. L’incidente è avvenuto attorno all’una, all’altezza della rotatoria per via Terraglione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguito dell’impatto entrambe le vetture hanno preso fuoco, ma fortunatamente tutti gli occupanti sono riusciti ad abbandonare i mezzi prima che le fiamme si propagassero. Il bilancio è di un solo ferito lieve, trasportato in ospedale dal personale sanitario del 118 per gli accertamenti del caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Vigili del fuoco del Distaccamento volontario di Borgoricco, affiancati da una squadra di supporto arrivata da Padova. I pompieri hanno rapidamente domato l’incendio che aveva avvolto le due automobili e successivamente hanno collaborato con i Carabinieri nelle operazioni successive all’incidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, i Vigili del fuoco hanno illuminato l’area con i fari dei mezzi di soccorso per consentire ai militari di effettuare i rilievi e agevolare le operazioni di recupero dei veicoli coinvolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento si è concluso intorno alle 2.30.</p>
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		<title>Ubriaca aggredisce e insulta i carabinieri a Bassano: denunciata una 42enne</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 07:40:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Serata movimentata a Bassano del Grappa, dove una donna di 42 anni, residente nel Trevigiano e già nota alle forze dell’ordine, è stata denunciata per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e sanzionata amministrativamente per ubriachezza. L’episodio risale alla tarda<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Serata movimentata a Bassano del Grappa, dove una donna di 42 anni, residente nel Trevigiano e già nota alle forze dell’ordine, è stata denunciata per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e sanzionata amministrativamente per ubriachezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’episodio risale alla tarda serata di martedì 22 settembre. Alla Centrale operativa dei Carabinieri di Bassano del Grappa, attraverso il numero di emergenza 112, era arrivata una segnalazione per una donna in forte stato di agitazione che stava creando disturbo all’interno di un’attività commerciale di piazzale Cadorna, alle porte del centro storico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul posto sono intervenuti i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Bassano, che hanno individuato la 42enne all’esterno dell’esercizio. Secondo quanto ricostruito dall’Arma, la donna si trovava in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcol e avrebbe subito rivolto ai carabinieri insulti ed espressioni offensive, arrivando anche a sputare nella loro direzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I tentativi dei militari di tranquillizzarla e avviare un dialogo non avrebbero avuto esito. La donna avrebbe continuato ad agitarsi e, trovandosi anche nelle vicinanze della sede stradale, avrebbe tentato di colpire gli operanti con calci e manate, opponendo resistenza al controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutelare anche la sua stessa incolumità è stato quindi richiesto l’intervento del personale sanitario del 118, già preallertato. Sanitari e carabinieri, non senza difficoltà a causa delle continue resistenze della 42enne, sono riusciti a stabilizzarla e successivamente a trasportarla all’ospedale San Bassiano per le cure del caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine degli accertamenti, la donna è stata deferita in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vicenza per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Nei suoi confronti è stata inoltre elevata una sanzione amministrativa per ubriachezza.</p>
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		<title>Veneto &#8211; Folgorato da un cavo elettrico: operaio di 43 anni gravemente ustionato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 15:42:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grave infortunio sul lavoro nel pomeriggio di venerdì 25 settembre a Lorenzaga, nel territorio di Motta di Livenza. Un operaio di 43 anni è rimasto vittima di una forte scarica elettrica mentre stava lavorando con un cestello elevatore all’interno di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Grave infortunio sul lavoro nel pomeriggio di venerdì 25 settembre a Lorenzaga, nel territorio di Motta di Livenza. Un operaio di 43 anni è rimasto vittima di una forte scarica elettrica mentre stava lavorando con un cestello elevatore all’interno di una proprietà privata. L’incidente è avvenuto poco dopo le 15.15 in via Largoni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’uomo, di nazionalità macedone e residente a Muzzana del Turgnano, in provincia di Udine, è un tecnico specializzato e stava lavorando insieme a un collega connazionale. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli organi competenti, durante le operazioni il cestello avrebbe toccato un cavo elettrico libero, provocando la scarica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 43enne ha perso conoscenza ed è rimasto all’interno del cestello. L’allarme è stato lanciato immediatamente dal proprietario dell’abitazione e dai colleghi presenti. In pochi minuti sul posto è arrivata l’automedica e i soccorritori sono riusciti a raggiungere l’operaio e a riportarlo a terra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue condizioni sono apparse subito serie a causa delle gravi ustioni riportate. Dopo le prime cure, l’uomo è stato trasferito in ambulanza fino al punto di atterraggio dell’elisoccorso e quindi trasportato in ospedale in elicottero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i tecnici dello Spisal, incaricati degli accertamenti sulla dinamica e sulle condizioni di sicurezza del lavoro. Presenti inoltre E-Distribuzione, per mettere in sicurezza la linea elettrica coinvolta, e i vigili del fuoco di Motta di Livenza.</p>
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		<title>Venezia, controlli a tappeto negli hotel: 114 identificati, tra loro 18 con precedenti per borseggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 15:24:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una decina di strutture ricettive passate al setaccio, 114 persone controllate e diversi soggetti già conosciuti dalle forze dell’ordine per furti con destrezza individuati durante la loro permanenza nel Veneziano. È il bilancio del servizio straordinario disposto dalla Questura di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una decina di strutture ricettive passate al setaccio, 114 persone controllate e diversi soggetti già conosciuti dalle forze dell’ordine per furti con destrezza individuati durante la loro permanenza nel Veneziano. È il bilancio del servizio straordinario disposto dalla Questura di Venezia tra Mestre, Marghera e altre località della Città metropolitana, con particolare attenzione al fenomeno dei borseggiatori che raggiungono il centro storico lagunare anche da fuori territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione è stata coordinata dalla Polizia amministrativa con il supporto dell’Ufficio di Gabinetto, della Squadra Mobile e dei commissariati di San Marco, Mestre, Marghera, Chioggia, Jesolo e Portogruaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli accertamenti nelle strutture ricettive non hanno riguardato soltanto il rispetto degli obblighi di registrazione degli ospiti, ma sono serviti anche a individuare persone sospettate di utilizzare alberghi e sistemazioni temporanee come base per spostarsi poi verso Venezia e commettere reati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Delle 114 persone identificate, 26 sono risultate avere precedenti penali o di polizia. In 18 casi i precedenti erano collegati proprio a episodi di borseggio e furti con destrezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I controlli hanno avuto conseguenze anche per i gestori delle strutture: quattro albergatori sono stati denunciati per l’omessa o tardiva comunicazione alla Questura delle generalità di oltre 40 ospiti di diverse nazionalità. Altri due gestori sono stati invece convocati negli uffici di polizia per ulteriori verifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del servizio è stato inoltre rintracciato un uomo destinatario di un provvedimento di carcerazione, con decreto di sospensione e pena pecuniaria. Per un cittadino straniero risultato irregolare sul territorio il questore di Venezia Antonio Sbordone ha disposto l’ordine di allontanamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono infine previsti otto Dacur, i provvedimenti che vietano l’accesso a determinate aree urbane, riferiti in questo caso al centro storico veneziano. L’attività della Questura proseguirà con controlli mirati nelle strutture ricettive, sia sul fronte amministrativo sia per contrastare il fenomeno dei gruppi che si spostano sul territorio con l’obiettivo di commettere furti ai danni di residenti e turisti.</p>
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		<title>Estremismo suprematista e neonazista fra minorenni, perquisizioni in Italia: indagini anche in Veneto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 14:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Coinvolti 14 minorenni e tre maggiorenni residenti in diverse regioni. L’operazione, coordinata dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione e dai comandi provinciali dei Carabinieri, ha visto impegnate anche la Digos di Verona e il Ros. Sequestrate armi bianche, materiale<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Coinvolti 14 minorenni e tre maggiorenni residenti in diverse regioni. L’operazione, coordinata dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione e dai comandi provinciali dei Carabinieri, ha visto impegnate anche la Digos di Verona e il Ros. Sequestrate armi bianche, materiale con simbologia nazista e dispositivi elettronici utilizzati per la propaganda.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Diciassette perquisizioni personali, locali e informatiche nei confronti di 14 minorenni e tre maggiorenni residenti in diverse regioni italiane. È il bilancio dell’operazione condotta nell’ambito di un’indagine sull’estremismo suprematista e neonazista che ha coinvolto anche il Veneto e, in particolare, Verona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A eseguire i provvedimenti sono stati i poliziotti della Digos della Questura di Verona, coordinati dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione, insieme alle Digos di Napoli, Benevento, Brescia e Trento e ai militari del Ros, sotto il coordinamento dei comandi provinciali dei Carabinieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e di addestramento ad attività con finalità di terrorismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine è nata dall’attività di monitoraggio dei canali online riconducibili all’area accelerazionista, suprematista e neonazista. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati partecipavano attivamente a due gruppi presenti su un noto social network privato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei gruppi, denominato “Chat del Nuovo Ordine Europeo”, era incentrato sulla propaganda dell’ideologia nazista, sulla supremazia della razza bianca, sull’antisemitismo e sul negazionismo dell’Olocausto. Al suo interno sarebbero stati diffusi anche manuali per la realizzazione di ordigni esplosivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri partecipanti facevano invece parte di “F.F.I. – Fronte Fascista Italiano”, gruppo nel quale, secondo gli investigatori, venivano promossi odio e violenza nei confronti di ebrei, persone di colore e appartenenti alla comunità LGBTQ+.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso delle perquisizioni sono state sequestrate armi bianche, vessilli e oggetti che richiamano la simbologia nazista, oltre a numerosi dispositivi elettronici ritenuti utilizzati per la diffusione dei messaggi di propaganda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’interno dei gruppi sarebbero stati inoltre condivisi e promossi manifesti e documenti relativi alle stragi compiute da attentatori suprematisti, con descrizioni dettagliate delle armi impiegate e delle modalità delle azioni. Gli investigatori hanno riscontrato anche contenuti di esaltazione di Adolf Hitler, delle SS e della simbologia fascista e suprematista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il materiale circolato nelle chat figuravano inoltre tutorial sul maneggio di armi da fuoco e armi bianche e manuali dedicati alla costruzione e all’innesco di ordigni esplosivi artigianali, con indicazioni finalizzate ad aumentarne la capacità offensiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto emerso dall’indagine, alcuni degli indagati avrebbero partecipato anche a sessioni di gioco interattivo utilizzate per ricreare virtualmente scene di violenza e simulazioni di eliminazione di minoranze etniche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione si inserisce nell’attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni di radicalizzazione online e delle forme di estremismo violento, con particolare attenzione alla diffusione di propaganda suprematista e neonazista tra i più giovani.</p>
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		<title>Vicenza, Giancarlo Conte è il nuovo Questore: una carriera tra Digos, Anticrimine e Polizia Stradale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 14:17:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha preso servizio oggi a Vicenza, con le funzioni di Questore, il Dirigente Superiore della Polizia di Stato Giancarlo Conte. Romano, 60 anni, laureato in Giurisprudenza, è entrato nella Polizia di Stato nel 1985. Nel corso di oltre quarant’anni di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ha preso servizio oggi a Vicenza, con le funzioni di Questore, il Dirigente Superiore della Polizia di Stato Giancarlo Conte. Romano, 60 anni, laureato in Giurisprudenza, è entrato nella Polizia di Stato nel 1985. Nel corso di oltre quarant’anni di carriera ha ricoperto incarichi nella Polizia di Frontiera, nella Squadra Mobile, nella Digos, nell’Anticrimine, nella Polizia Amministrativa, nell’Immigrazione e nella Polizia Stradale, fino a guidare, dal giugno 2024 al 24 settembre 2026, la Questura del Verbano-Cusio-Ossola.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/DSC_3452_m-1.jpg" alt="" class="wp-image-375328" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/DSC_3452_m-1.jpg 800w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/DSC_3452_m-1-626x417.jpg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/09/DSC_3452_m-1-100x67.jpg 100w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Giancarlo Conte è il nuovo Questore di Vicenza. Il Dirigente Superiore della Polizia di Stato ha assunto oggi il nuovo incarico nel capoluogo berico, dopo una lunga carriera sviluppatasi tra attività investigativa, ordine pubblico, contrasto alla criminalità e responsabilità dirigenziali in diverse province italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Romano, 60 anni, laureato in Giurisprudenza, Conte è entrato nella Polizia di Stato nel 1985. Al termine del corso quadriennale presso l’Istituto Superiore di Polizia fu assegnato, con la qualifica di Vice Commissario, alla III Zona Polizia di Frontiera di Bolzano, assumendo l’incarico di dirigente del Settore Polizia di Frontiera e Commissariato di Pubblica Sicurezza di Malles Venosta e, successivamente, del Brennero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 1993 e il 1994, in qualità di direttore di Sezione, si occupò della gestione dei collaboratori di giustizia presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale a Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1994 al 1997, con la qualifica di Commissario, prestò servizio alla Questura di Bolzano come vice dirigente della Squadra Mobile e funzionario addetto alla Divisione Polizia Anticrimine, svolgendo anche le funzioni di funzionario sovrintendente della Sezione Polizia Postale di Bolzano. Successivamente fu assegnato alla Digos, con compiti di vice dirigente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1997 al 1999, con la qualifica di Commissario Capo, guidò il Commissariato distaccato di Bressanone. Dal 1999 al 2006, da Vice Questore Aggiunto, ricoprì invece l’incarico di dirigente della Digos di Bolzano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre nel capoluogo altoatesino, tra il 2006 e il 2010, Conte fu dirigente della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale e dell’Immigrazione, Capo di Gabinetto e dirigente della Divisione Polizia Anticrimine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dicembre 2010 venne nominato Primo Dirigente della Polizia di Stato. Per un breve periodo tornò a dirigere la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale e dell’Immigrazione della Questura di Bolzano, prima di approdare, nel febbraio 2011, alla Sezione Polizia Stradale di Bolzano, assumendone la direzione e le funzioni vicarie del dirigente del Compartimento Polizia Stradale del Trentino-Alto Adige e Belluno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 16 luglio 2018 ha ricoperto l’incarico di Vicario del Questore della provincia di Pordenone e, dal 12 dicembre 2020, lo stesso ruolo alla Questura di Udine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 26 gennaio 2024 è stato promosso alla qualifica di Dirigente Superiore e dal 26 febbraio dello stesso anno ha guidato il Compartimento Polizia Stradale per il Trentino-Alto Adige e Belluno. Dal 18 giugno 2024 fino al 24 settembre 2026 è stato Questore della provincia del Verbano-Cusio-Ossola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel curriculum di Conte occupa un posto di rilievo anche l’attività investigativa svolta tra il 2000 e il 2001, estesa anche a Germania e Austria, che portò alla prima applicazione in Italia della legge “Mancino” in materia di incitamento alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine riguardò un gruppo di 12 cittadini italiani di lingua tedesca appartenenti al movimento transnazionale neonazista “Blood &amp; Honor”, tutti destinatari di provvedimenti di custodia cautelare richiesti dalla Procura della Repubblica di Bolzano per episodi di violenza e discriminazione xenofoba.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Conte viene ricondotta anche la successiva attività investigativa nei confronti dei componenti di lingua italiana dell’Alto Adige e di altre province del Triveneto appartenenti al “Veneto Fronte Skin”, considerato una succursale italiana della stessa organizzazione neonazista, coinvolta in ripetuti episodi di violenza, anche particolarmente gravi, avvenuti in Alto Adige.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli episodi emersi nel corso delle indagini vi fu anche un caso definito paradossale dagli investigatori: un’aggressione a sfondo xenofobo compiuta da neonazisti sudtirolesi ai danni dei “camerati” italiani appartenenti al Veneto Fronte Skin, nonostante entrambi i gruppi facessero riferimento alla medesima organizzazione internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 2003 e il 2005 Conte seguì inoltre alcune delle prime indagini condotte in Italia nei confronti dei componenti altoatesini di due tra le più note bande motociclistiche fuorilegge europee, i “Bandidos” e gli “Hell’s Angels”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli accertamenti presero le mosse da numerosi episodi di violenza, risse e pestaggi verificatisi in provincia di Bolzano nell’ambito della lotta per il controllo delle attività illecite e con pesanti ripercussioni sull’ordine pubblico. La contrapposizione culminò nell’omicidio di Paul Weiss, capo della sezione meranese dei Bandidos, ucciso dal capo della sezione bolzanina della banda rivale, Karl Heinz Wieser.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le indagini furono successivamente estese in tutta Italia e in diversi Paesi europei e portarono alla disarticolazione delle strutture altoatesine dei due schieramenti, consentendo alle autorità di far luce su un fenomeno criminale internazionale che in quegli anni iniziava ad affacciarsi anche in Italia dopo essersi già radicato in altre aree del continente europeo.</p>
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		<title>Vicentino, serra di marijuana nascosta sotto un telo antigrandine: sequestrate 40 piante, denunciato un 66enne</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 13:13:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una serra di marijuana nascosta sotto un fitto telo antigrandine, con tanto di impianto di irrigazione, è stata scoperta dai Carabinieri a Cartigliano. L’intervento ha portato al sequestro di 40 piante e alla denuncia di un 66enne residente nel Bassanese.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una serra di marijuana nascosta sotto un fitto telo antigrandine, con tanto di impianto di irrigazione, è stata scoperta dai Carabinieri a Cartigliano. L’intervento ha portato al sequestro di 40 piante e alla denuncia di un 66enne residente nel Bassanese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione risale al pomeriggio del 22 settembre ed è stata condotta dai militari delle Stazioni Carabinieri di Rosà e Nove. Secondo quanto riferito dal Comando provinciale dei Carabinieri di Vicenza, l’uomo, incensurato, è stato deferito in stato di libertà alla Procura di Vicenza perché ritenuto responsabile di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività è scattata dopo una segnalazione. Nel primo pomeriggio di martedì i Carabinieri hanno eseguito una perquisizione personale e domiciliare nei confronti del 66enne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del controllo, in un fondo adiacente all’abitazione e nella disponibilità dell’uomo, i militari hanno individuato 40 piante di marijuana di dimensioni medio-grandi. La coltivazione era nascosta sotto un telo antigrandine ed era dotata di un apposito sistema di irrigazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto accertato dai Carabinieri, le piante presentavano infiorescenze completamente formate ed erano in avanzato stato di maturazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e sarà ora sottoposto alle successive analisi di laboratorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 66enne è stato quindi denunciato in stato di libertà alla Procura di Vicenza, in quanto ritenuto responsabile della coltivazione e della produzione di sostanza stupefacente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le indagini sono tuttora in corso per ricostruire la destinazione dell’ingente quantitativo di marijuana e chiarire se la sostanza fosse destinata a essere immessa sul mercato.</p>
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		<title>Trissino, furti nelle abitazioni tra Agno e Chiampo: 37enne in carcere, deve scontare un anno e tre mesi</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 13:00:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata di giovedì 24 settembre i Carabinieri della Stazione di Trissino hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un 37enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, condannato dalla Corte d’Appello di Venezia a un anno e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nella mattinata di giovedì 24 settembre i Carabinieri della Stazione di Trissino hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un 37enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, condannato dalla Corte d’Appello di Venezia a un anno e tre mesi di reclusione per una serie di furti in abitazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riferito dal Comando provinciale dei Carabinieri di Vicenza, gli episodi sarebbero stati commessi a partire dal 2025 in diverse abitazioni delle valli dell’Agno e del Chiampo, seguendo un modus operandi ricorrente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’uomo avrebbe approfittato della temporanea assenza dei proprietari per entrare nelle case, utilizzando un cacciavite per forzare le finestre situate al piano terra. Una volta all’interno, avrebbe effettuato un rapido controllo dei locali, concentrandosi soprattutto sulle camere da letto alla ricerca di orologi di valore, gioielli e denaro contante custoditi nei cassetti dei comodini o negli armadi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una modalità studiata, secondo i Carabinieri, anche per non attirare immediatamente l’attenzione delle vittime: durante i colpi non sarebbero infatti stati provocati particolari danni e gli ambienti sarebbero stati lasciati sostanzialmente inalterati, nella speranza che i proprietari si accorgessero del furto soltanto in un secondo momento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio le caratteristiche ricorrenti dei diversi episodi hanno però attirato l’attenzione dei militari durante i numerosi sopralluoghi effettuati nelle abitazioni colpite. Gli elementi raccolti attraverso le tradizionali attività investigative, successivamente rafforzati dalle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, avrebbero permesso di arrivare all’identificazione del responsabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l’esecuzione del provvedimento e il completamento delle formalità di rito presso la Compagnia Carabinieri di Valdagno, il 37enne è stato trasferito nel carcere di Vicenza, dove dovrà espiare la pena di un anno e tre mesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel comunicato l’Arma richiama inoltre il principio della presunzione di innocenza, precisando che la responsabilità delle persone sottoposte a indagine viene definitivamente accertata soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.</p>
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		<title>Monticello Conte Otto, cade da tre metri in un’azienda: grave un uomo</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 10:58:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grave infortunio nella tarda mattinata di oggi, venerdì 25 settembre, a Monticello Conte Otto. L’allarme è scattato intorno alle 11.30 in via Treviso 27/D, nella sede della ditta LTC Caoduro. Secondo le prime informazioni, un uomo nato nel 1960 sarebbe<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Grave infortunio nella tarda mattinata di oggi, venerdì 25 settembre, a Monticello Conte Otto. L’allarme è scattato intorno alle 11.30 in via Treviso 27/D, nella sede della ditta LTC Caoduro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le prime informazioni, un uomo nato nel 1960 sarebbe caduto da un’altezza di circa tre metri, riportando un importante trauma cranico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immediata la richiesta di soccorso. Il ferito è stato preso in carico dal personale sanitario e trasferito in codice rosso a Vicenza, con indicazione per l’area di terapia intensiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul posto sono stati allertati anche lo Spisal, che dovrà effettuare gli accertamenti sulla dinamica e sulle condizioni di sicurezza, e il 112.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Restano da chiarire le circostanze esatte che hanno portato alla caduta.</p>
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		<title>Cimice nella verdura e mosche in mensa, esposto USB per i Vigili del Fuoco di Treviso: chiesti controlli di Nas e Ulss</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:52:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una cimice rinvenuta nella verdura cotta, mosche nelle aree dove vengono consumati i pasti e ripetute contestazioni sulla qualità e sulle porzioni servite. Sono alcune delle criticità denunciate dal Coordinamento regionale Veneto dell’Unione Sindacale di Base Vigili del Fuoco, che<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una cimice rinvenuta nella verdura cotta, mosche nelle aree dove vengono consumati i pasti e ripetute contestazioni sulla qualità e sulle porzioni servite. Sono alcune delle criticità denunciate dal Coordinamento regionale Veneto dell’Unione Sindacale di Base Vigili del Fuoco, che ha presentato un esposto urgente chiedendo un sopralluogo nella mensa della sede dei Vigili del Fuoco di Treviso. A tal proposito ha anche diffuso un comunicato stampa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento, datato 24 settembre, è stato trasmesso al Comando Carabinieri per la Tutela della Salute – Nas competente per territorio, all’Ulss 2 Marca Trevigiana, alla Direzione Interregionale dei Vigili del Fuoco del Veneto e Trentino-Alto Adige e al Comando provinciale di Treviso. Il servizio mensa, secondo quanto riportato nell’esposto, è gestito dalla società Dussmann.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo USB, le contestazioni andrebbero oltre il semplice gradimento delle pietanze e renderebbero necessari accertamenti sulla sicurezza alimentare, sulle modalità di preparazione e somministrazione, sulla pulizia e sanificazione dei locali e sull’applicazione delle procedure di autocontrollo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli episodi indicati come più gravi figura il rinvenimento di una cimice nella verdura cotta servita in mensa. Il sindacato riferisce inoltre della presenza di mosche in prossimità dei piatti e delle aree di consumo. All’esposto è stata allegata documentazione fotografica che, secondo USB, mostra anche un insetto rinvenuto all’interno di un piatto e successivamente fotografato sul tovagliato. La stessa organizzazione precisa che la qualificazione tecnica degli episodi spetta comunque agli organi competenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle pagine allegate al documento compaiono anche fotografie di pietanze e alimenti serviti in mensa, prodotte a sostegno delle segnalazioni sulla qualità del servizio. Una delle immagini mostra un insetto vicino a un piatto, mentre altre documentano verdure e differenti portate servite al personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">USB chiede a Nas e Ulss 2 di effettuare in tempi brevi, eventualmente anche senza preavviso, un sopralluogo nei locali della mensa. Le verifiche richieste riguardano le condizioni igienico-sanitarie di ambienti e attrezzature, la conservazione e preparazione degli alimenti, la gestione delle temperature e della catena del freddo, le procedure Haccp, i programmi di pulizia e disinfestazione, la gestione dei rifiuti e la tracciabilità delle derrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno specifico approfondimento viene chiesto anche per i pasti destinati al personale del Distaccamento Aeroportuale dei Vigili del Fuoco di Treviso. In questo caso il sindacato domanda di verificare l’intera filiera, dal confezionamento al trasporto fino alla consegna, controllando contenitori, mezzi utilizzati, temperature, tempi tra preparazione e somministrazione e procedure di tracciabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’esposto si sostiene inoltre che presso il Comando di Treviso sarebbero già presenti precedenti segnalazioni relative alla società affidataria e richieste di applicazione delle sanzioni previste per presunte inadempienze. USB chiede quindi all’Amministrazione di riesaminare la documentazione agli atti per verificare quali contestazioni siano state formalizzate e se siano state effettivamente applicate eventuali penali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla Direzione Interregionale e al Comando provinciale viene inoltre chiesta una verifica urgente dell’esecuzione del contratto con Dussmann, con particolare attenzione al rispetto del capitolato, degli standard qualitativi, delle grammature e degli obblighi igienico-sanitari. In caso di inadempienze accertate, USB sollecita l’applicazione delle misure previste dal contratto, arrivando a chiedere di valutare, qualora ne ricorrano i presupposti, anche la risoluzione del rapporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La tutela della salute del personale dei Vigili del Fuoco, chiamato quotidianamente a svolgere un servizio pubblico essenziale in condizioni operative gravose, richiede che il servizio di ristorazione garantisca standard rigorosi e verificabili», si legge nell’esposto, firmato per il Coordinamento regionale USB VVF Veneto da Enrico Marchetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sindacato chiede infine un riscontro tempestivo sugli accertamenti e sui provvedimenti eventualmente adottati, riservandosi, in presenza di ulteriori o reiterate inadempienze, di interessare altri organi competenti, compresa la Corte dei conti, e di valutare ulteriori iniziative a tutela dei lavoratori nel caso di malesseri, intossicazioni alimentari o altri danni riconducibili al servizio.</p>
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		<title>Fara Vicentino, coniugi trovati morti in casa: l’ipotesi degli inquirenti è il botulino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:46:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Potrebbe essere stato il botulino a provocare la morte di Lanfranco Simonato, 71 anni, e della moglie Gianna Cunico, 66, trovati senza vita lo scorso 13 agosto nella loro abitazione di via Stadio a Fara Vicentino. È l’ipotesi sulla quale<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Potrebbe essere stato il botulino a provocare la morte di Lanfranco Simonato, 71 anni, e della moglie Gianna Cunico, 66, trovati senza vita lo scorso 13 agosto nella loro abitazione di via Stadio a Fara Vicentino. È l’ipotesi sulla quale stanno lavorando Procura e carabinieri, come riportato nell’articolo completo pubblicato nell’edizione odierna de <strong>Il Giornale di Vicenza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli accertamenti sono ancora in corso e al momento non vi sono conclusioni definitive. I tecnici dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie stanno analizzando alcuni alimenti sequestrati all’interno dell’abitazione, oltre a frutta e verdura provenienti dall’orto della coppia. Parallelamente, il medico legale sta completando la relazione sull’autopsia e sugli esami tossicologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Procura ha aperto un fascicolo tecnico senza indagati. Fin dalle prime fasi delle indagini era stata esclusa la pista della rapina: all’interno della villetta tutto era stato trovato in ordine e non risultavano sottratti soldi o gioielli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due coniugi vivevano soli da alcuni mesi. I corpi erano stati rinvenuti in avanzato stato di decomposizione: Simonato nella vasca da bagno, priva d’acqua, e Cunico nel disimpegno vicino all’ingresso. L’ultimo contatto con l’esterno risalirebbe al 7 agosto, data attorno alla quale potrebbe essere avvenuto il decesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta ora da attendere l’esito delle analisi di laboratorio e degli accertamenti medico-legali per stabilire se l’ipotesi del botulino troverà conferma.</p>
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		<title>Veneto &#8211; Maschere in lattice, un jammer e appunti sulle gioiellerie: sgominata banda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:29:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un vero e proprio “vademecum” con indicazioni sull’ubicazione e sulla vulnerabilità di gioiellerie e laboratori orafi del Nord Italia. È uno degli elementi più significativi emersi dal blitz dei carabinieri condotto tra le province di Venezia e Treviso nell’ambito di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un vero e proprio “vademecum” con indicazioni sull’ubicazione e sulla vulnerabilità di gioiellerie e laboratori orafi del Nord Italia. È uno degli elementi più significativi emersi dal blitz dei carabinieri condotto tra le province di Venezia e Treviso nell’ambito di un’indagine che coinvolge quattro persone, sospettate a vario titolo di tentata rapina aggravata, detenzione abusiva di armi e munizioni e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione è scattata all’alba di giovedì 24 settembre e ha visto impegnati oltre 40 militari del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Venezia, delle Compagnie di Chioggia, San Donà di Piave e Conegliano, con il supporto delle unità cinofile di Torreglia e Aviano. Le perquisizioni, disposte dalla Procura della Repubblica di Venezia, sono state eseguite a Fossò, San Donà di Piave e Santa Lucia di Piave.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli indagati sono tre italiani di 53, 56 e 59 anni e un cittadino straniero di 61 anni. Secondo l’ipotesi investigativa, il gruppo sarebbe stato impegnato nella preparazione di colpi contro attività e strutture considerate particolarmente redditizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine, avviata nel dicembre 2025, avrebbe permesso agli investigatori di ricostruire anche una rete di spaccio di cocaina attiva tra le province di Venezia e Treviso. Gli accertamenti avrebbero inoltre consentito di impedire una rapina al caveau di un’azienda portavalori in provincia di Padova, che secondo gli inquirenti sarebbe stata programmata per il mese di ottobre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente consistente il materiale sequestrato durante le perquisizioni. I carabinieri hanno recuperato 28.550 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, tre passamontagna, sei maschere in lattice e semi-integrali e un “jammer”, apparecchio utilizzato per disturbare le frequenze radio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono stati trovati anche due rilevatori di microspie, 24 munizioni calibro 12, 16 smartphone destinati ora all’analisi della Sezione Cyber Investigation del Nucleo Investigativo, cinque radio trasmittenti e due sistemi Gps utilizzabili per il controllo a distanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli oggetti sequestrati figurano inoltre strumenti per la clonazione delle chiavi e per l’accensione forzata delle automobili. Ma a richiamare in particolare l’attenzione degli investigatori sono stati gli appunti manoscritti contenenti informazioni su gioiellerie e laboratori orafi di diverse regioni del Nord Italia, con annotazioni relative anche alla loro vulnerabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso delle perquisizioni sono stati recuperati anche monili in oro, orologi di pregio e pietre preziose. La loro provenienza è ancora oggetto di accertamenti e gli investigatori stanno verificando se possano essere collegati ad altri episodi criminali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei quattro indagati, già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, è stato arrestato in flagranza per la violazione della misura e posto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo. Gli altri tre sono stati denunciati a piede libero.</p>
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		<title>Veneto &#8211; Escursionisti bloccati a 2.400 metri: recuperati nella notte, erano in ipotermia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:24:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è concluso a tarda notte l’intervento di recupero di due giovani escursionisti spagnoli rimasti bloccati sulla parete della Ra Gusela, sopra passo Giau, nel territorio di Colle Santa Lucia. La coppia, un ragazzo di 27 anni e una ragazza<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Si è concluso a tarda notte l’intervento di recupero di due giovani escursionisti spagnoli rimasti bloccati sulla parete della Ra Gusela, sopra passo Giau, nel territorio di Colle Santa Lucia. La coppia, un ragazzo di 27 anni e una ragazza di 24, si trovava in una posizione precaria a circa 2.400 metri di quota, lontano dai sentieri e dalla normale via di salita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’allarme è scattato nella serata di giovedì 24 settembre, intorno alle 21.40, quando il Soccorso alpino di Alleghe &#8211; Val Fiorentina è stato attivato dalla Centrale del 118 per due escursionisti incrodati in un punto inizialmente non precisato della parete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le squadre, una volta raggiunta la zona, sono riuscite a localizzare i due giovani grazie alle coordinate disponibili. La situazione è apparsa subito delicata: un eventuale avvicinamento a piedi avrebbe richiesto tempi molto lunghi, mentre le condizioni in cui si trovava la coppia rendevano necessario intervenire rapidamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stato quindi fatto decollare l’elicottero di Treviso Emergenza, che ha predisposto un campo base al passo Giau prima di salire di quota e individuare i due escursionisti nei pressi del tracciato di una via alpinistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due si trovavano a una quindicina di metri di distanza l’uno dall’altra. La ragazza, in preda al panico, era rimasta immobile su uno stretto terrazzino, aggrappata con le mani alla roccia. Il compagno si trovava invece in una posizione leggermente meno esposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tecnico di elisoccorso è stato calato con il verricello e ha raggiunto per prima la 24enne, che è stata issata a bordo e trasportata al passo. L’elicottero è quindi tornato in parete per recuperare anche il ragazzo con una seconda rotazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta al sicuro, entrambi sono stati controllati dall’équipe sanitaria e accolti all’interno di un rifugio, aperto appositamente dal gestore per permettere loro di ripararsi. I due presentavano principi di ipotermia e sono stati quindi trasportati all’ospedale di Cortina per ulteriori accertamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo una prima ricostruzione, la coppia sarebbe partita intorno alle 17 con abbigliamento e calzature non adeguati e senza luci. Durante l’escursione avrebbe imboccato per errore un canalone privo di sentieri, finendo in parete senza più possibilità di proseguire né di tornare indietro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’eliambulanza e le squadre del Soccorso alpino hanno concluso l’intervento rientrando intorno all’una e mezza di notte.</p>
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		<title>West Nile in Veneto, 188 casi e 11 decessi nel 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 08:55:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Veneto la circolazione del virus West Nile nel 2026 si conferma più intensa rispetto allo scorso anno, ma senza anomalie rispetto all’andamento storico delle stagioni caratterizzate da una maggiore diffusione del virus. A dirlo sono i tecnici della Direzione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">In Veneto la circolazione del virus West Nile nel 2026 si conferma più intensa rispetto allo scorso anno, ma senza anomalie rispetto all’andamento storico delle stagioni caratterizzate da una maggiore diffusione del virus. A dirlo sono i tecnici della Direzione Prevenzione della Regione Veneto, che hanno pubblicato il tredicesimo Bollettino di Sorveglianza delle malattie trasmesse da vettori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’inizio dell’anno sono stati registrati 188 casi sintomatici di West Nile, tra forme febbrili e neuroinvasive, contro i 125 rilevati nello stesso periodo del 2025. Il dato resta però nettamente inferiore a quello del 2022, quando alla stessa data i casi erano 401.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso andamento si osserva per le forme neuroinvasive, quelle più gravi: nel 2026 sono state 68, contro le 34 del 2025 e le 148 registrate nel 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli esperti regionali, il numero dei casi di West Nile non segue un andamento lineare nel tempo, ma presenta picchi ciclici che tendono a ripetersi ogni tre o quattro anni. Alla luce di questo andamento, la stagione 2026 non mostrerebbe particolari anomalie rispetto alle serie storiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bilancio dei decessi è al momento di 11 casi. Anche in questo caso il numero è superiore a quello del 2025, quando i decessi furono 2, ma viene considerato in linea con quanto osservato nelle annate caratterizzate da un’elevata circolazione virale, come quelle comprese tra il 2018 e il 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Regione ribadisce inoltre che il rischio di sviluppare forme gravi riguarda soprattutto le persone anziane e i soggetti con patologie concomitanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la valutazione dei tecnici, l’andamento epidemiologico registrato quest’anno potrebbe essere legato a un’importante circolazione del virus tra gli uccelli, che rappresentano il principale serbatoio naturale del West Nile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo si aggiunge una positività diffusa del virus su tutto il territorio regionale, rilevata attraverso le analisi di laboratorio sulle zanzare catturate nelle trappole distribuite in Veneto e monitorate dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo sistema consente di individuare precocemente la presenza del virus, rafforzare gli interventi di disinfestazione nelle aree interessate e attivare le misure di sorveglianza previste per sangue e trapianti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tredicesimo Bollettino regionale non riguarda soltanto il West Nile. La sorveglianza comprende anche le altre principali malattie trasmesse da vettori: patologie trasmesse da zecche, Dengue, Chikungunya, Zika, Usutu, Toscana Virus e Oropouche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Regione sottolinea che la situazione continua a essere monitorata costantemente e invita a non abbassare l’attenzione. Accanto agli interventi pubblici di controllo delle zanzare, rimane fondamentale il contributo dei cittadini nella prevenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le misure raccomandate ci sono l’eliminazione dei ristagni d’acqua negli spazi privati, l’utilizzo di prodotti larvicidi nei tombini e nelle caditoie, l’impiego di repellenti, l’uso di abiti coprenti nelle ore serali e notturne e, dove possibile, l’installazione di zanzariere. Particolare attenzione viene raccomandata agli over 60 e alle persone fragili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Regione richiama infine il ruolo del cambiamento climatico, che tende ad allungare la stagione favorevole alla proliferazione delle zanzare e ad ampliare le aree in cui questi insetti possono diffondersi. Per questo, secondo i tecnici, le malattie trasmesse da vettori sono destinate ad assumere un peso crescente nei prossimi anni e la prevenzione dovrà diventare sempre più parte delle abitudini quotidiane della popolazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/west-nile-in-veneto-188-casi-e-11-decessi-nel-2026/">West Nile in Veneto, 188 casi e 11 decessi nel 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Veneto, sanguinosa lite nella notte: nordafricano accoltellato muore in ospedale, fermato il presunto omicida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 08:39:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una lite scoppiata nella serata di giovedì 24 settembre nel quartiere Golosine, a Verona, è culminata nell’accoltellamento di un cittadino tunisino, morto poco dopo il ricovero in ospedale. Un uomo, indicato come il presunto responsabile dell’aggressione, è stato fermato e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una lite scoppiata nella serata di giovedì 24 settembre nel quartiere Golosine, a Verona, è culminata nell’accoltellamento di un cittadino tunisino, morto poco dopo il ricovero in ospedale. Un uomo, indicato come il presunto responsabile dell’aggressione, è stato fermato e portato in Questura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’episodio è avvenuto in via Rienza. Secondo le prime informazioni raccolte, il tunisino sarebbe stato coinvolto in un diverbio con alcuni cittadini polacchi che lavorerebbero come conducenti delle “golf car” utilizzate per il trasporto dei turisti nel centro di Verona. Le circostanze che hanno dato origine alla discussione sono ancora in fase di ricostruzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la lite uno dei partecipanti avrebbe estratto un’arma da taglio e colpito il cittadino tunisino. Sul posto sono intervenute le Volanti della Questura e i sanitari del Suem 118, che hanno prestato le prime cure alla vittima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’uomo, rimasto gravemente ferito, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Borgo Trento. Nonostante l’intervento dei medici, le ferite riportate si sono rivelate troppo gravi e il tunisino è morto nel corso della notte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le forze dell’ordine hanno avviato immediatamente gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto e individuare le responsabilità. Secondo le prime informazioni, il presunto autore dell’accoltellamento sarebbe un cittadino polacco, fermato dagli investigatori e condotto in Questura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’uomo dovrebbe essere interrogato dal pubblico ministero di turno, Federica Cavalieri D’Oro. Le indagini proseguono per chiarire l’esatta sequenza dei fatti, il motivo della lite e il ruolo delle persone presenti al momento dell’aggressione.</p>
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		<title>Veneto &#8211; Semina il panico in un bar con un’ascia e poi fugge in auto: denunciato un 38enne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 08:20:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un uomo di 38 anni, residente in provincia di Ferrara, è stato denunciato dai carabinieri dopo un episodio avvenuto nella tarda serata del 23 settembre al bar “La Sosta” di via Bassa, a Correzzola. Secondo quanto ricostruito, l’uomo sarebbe entrato<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un uomo di 38 anni, residente in provincia di Ferrara, è stato denunciato dai carabinieri dopo un episodio avvenuto nella tarda serata del 23 settembre al bar “La Sosta” di via Bassa, a Correzzola. Secondo quanto ricostruito, l’uomo sarebbe entrato nel locale armato di un’ascia, avrebbe minacciato personale e clienti e, all’arrivo dei militari, sarebbe fuggito in automobile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’episodio è iniziato poco prima delle 23. Il 38enne, descritto in evidente stato di alterazione psicofisica, avrebbe chiesto da bere al bancone. Il barista, ritenendolo già alterato, ha deciso di non servirgli altre bevande alcoliche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quel punto l’uomo avrebbe iniziato ad agitare un’ascia e a rivolgere frasi minacciose sia al personale sia agli avventori. Uno dei presenti ha quindi chiamato il 112. Non si sarebbero comunque verificati contatti fisici e nessuno è rimasto ferito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’arrivo dei carabinieri del Radiomobile di Piove di Sacco, intervenuti sotto il coordinamento del comandante della Compagnia, capitano Giacomo Chimienti, il 38enne ha lasciato il locale e si è allontanato a bordo di una Lancia Y.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pattuglia si è messa all’inseguimento dell’auto che, secondo la ricostruzione dei militari, avrebbe effettuato alcune manovre azzardate raggiungendo velocità superiori ai 100 chilometri orari. Poco dopo l’uomo ha accostato ed è stato fermato. Durante il controllo del veicolo i carabinieri hanno trovato e sequestrato l’ascia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l’identificazione, i militari gli hanno chiesto di sottoporsi all’alcoltest, ma il 38enne si è rifiutato. È stato quindi accompagnato in caserma e, al termine degli accertamenti, denunciato per minaccia aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di sottoporsi alla prova dell’etilometro. È scattato anche il ritiro della patente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una seconda pattuglia è intervenuta nel frattempo al bar “La Sosta” per raccogliere le testimonianze dei presenti e verificare che nessuno avesse riportato conseguenze. Nessuno ha avuto necessità di ricorrere alle cure del pronto soccorso.</p>
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		<title>Patenti truccate con auricolari e microcamere: 41 persone rinviate a giudizio</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 07:58:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un sistema organizzato per consentire ai candidati di superare illegalmente l’esame teorico della patente grazie a suggerimenti forniti dall’esterno. È quanto avrebbe scoperto la Polizia Locale di Verona, in collaborazione con la Polizia Stradale, al termine di un’indagine durata oltre<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un sistema organizzato per consentire ai candidati di superare illegalmente l’esame teorico della patente grazie a suggerimenti forniti dall’esterno. È quanto avrebbe scoperto la Polizia Locale di Verona, in collaborazione con la Polizia Stradale, al termine di un’indagine durata oltre quattro anni e coordinata dalla Procura della Repubblica. L’inchiesta ha portato al rinvio a giudizio di 41 persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le indagini erano iniziate nel 2022, dopo un intervento della Polizia Stradale alla Motorizzazione Civile di Verona. Durante una sessione d’esame un candidato era stato sorpreso con dispositivi nascosti attraverso i quali poteva ricevere da remoto le risposte corrette ai quiz.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quell’episodio erano partiti gli approfondimenti su schede telefoniche e apparecchiature sequestrate, che avevano progressivamente ampliato il quadro investigativo. Nuovi elementi erano poi emersi nel dicembre dello stesso anno, quando ulteriori controlli della Polizia Locale avevano portato al sequestro di materiale elettronico trovato su un veicolo parcheggiato all’esterno della sede d’esame.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi di telefoni, messaggi e Sim avrebbe permesso agli investigatori di collegare tra loro numerosi episodi e diversi candidati provenienti da varie regioni del Nord Italia. Nel corso dell’inchiesta sono state quindi eseguite 12 perquisizioni tra uffici, punti vendita di schede Sim e abitazioni nei comuni di Bologna, Vicenza, San Bonifacio, in provincia di Verona, e Reggio Emilia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dietro gli episodi ci sarebbe stata un’organizzazione strutturata, con ruoli distinti: alcuni soggetti si sarebbero occupati di trovare i candidati, altri della preparazione e della consegna delle apparecchiature, altri ancora dell’accompagnamento alle sedi d’esame e della gestione del denaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ottenere il servizio illecito, sempre secondo gli accertamenti, ai candidati venivano chieste somme comprese tra 2.000 e 3.000 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati circa 40 mila euro in contanti, decine di schede telefoniche intestate a persone inesistenti, microauricolari, microcamere, telefoni cellulari e altro materiale elettronico. Gli investigatori hanno trovato anche capi di abbigliamento già predisposti per nascondere le apparecchiature utilizzate durante gli esami.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono state inoltre contestate sanzioni amministrative per oltre 10 mila euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine degli accertamenti, 41 persone sono state rinviate a giudizio con l’accusa di falsa attribuzione di lavori altrui durante esami o concorsi pubblici. Su delega del Pubblico Ministero sono state inoltre ritirate e sequestrate 27 patenti appartenenti a candidati che, secondo l’indagine, avevano superato illecitamente la prova teorica.</p>
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