<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ITALIA e MONDO | TViWeb</title>
	<atom:link href="https://www.tviweb.it/category/italia-mondo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.tviweb.it/category/italia-mondo/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 May 2026 14:08:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	In Risalto Srl
	<item>
		<title>Eurovision 2026, boicottaggio senza precedenti contro Israele. Sospetti su manipolazioni del voto lo scorso anno, cambia il regolamento</title>
		<link>https://www.tviweb.it/eurovision-2026-boicottaggio-senza-precedenti-contro-israele-sospetti-su-manipolazioni-del-voto-lo-scorso-anno-cambia-il-regolamento/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/eurovision-2026-boicottaggio-senza-precedenti-contro-israele-sospetti-su-manipolazioni-del-voto-lo-scorso-anno-cambia-il-regolamento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 14:08:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA & SPETTACOLO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365670</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Eurovision Song Contest 2026, in programma a Vienna dal 12 al 16 maggio, si apre nel clima più teso degli ultimi decenni. La partecipazione di Israele continua infatti a provocare proteste, appelli e divisioni in tutta Europa, dando vita a<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/eurovision-2026-boicottaggio-senza-precedenti-contro-israele-sospetti-su-manipolazioni-del-voto-lo-scorso-anno-cambia-il-regolamento/">Eurovision 2026, boicottaggio senza precedenti contro Israele. Sospetti su manipolazioni del voto lo scorso anno, cambia il regolamento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>L’Eurovision Song Contest 2026, in programma a Vienna dal 12 al 16 maggio, si apre nel clima più teso degli ultimi decenni. La partecipazione di Israele continua infatti a provocare proteste, appelli e divisioni in tutta Europa, dando vita a un boicottaggio senza precedenti che ha già portato al ritiro di cinque Paesi dalla competizione.</p>



<p>Nonostante le polemiche e le richieste di esclusione legate alla guerra nella Striscia di Gaza, Israele parteciperà regolarmente al concorso e sarà rappresentato dal cantante Noam Bettan, 27 anni, nato in Israele da genitori immigrati francesi.</p>



<p>Il giovane artista porterà sul palco il brano “Michelle”, una canzone d’amore con ritornello in francese. “Metà del mio cuore è francese e l’altra metà israeliana”, ha dichiarato all’AFP, definendo la partecipazione “un onore immenso”.</p>



<p>A pesare sul regolamento dell’Eurovision 2026 sono soprattutto le polemiche nate dopo l’edizione 2025, quando la cantante israeliana Yuval Raphael conquistò il televoto europeo arrivando seconda nella classifica finale. Diverse emittenti pubbliche europee — tra cui quelle di Spagna, Irlanda e Slovenia — denunciarono possibili “interferenze” e campagne coordinate a sostegno della candidatura israeliana, chiedendo audit indipendenti e maggiore trasparenza sui dati del televoto. Nel mirino finirono in particolare le massicce campagne promozionali online attribuite a enti vicini al governo israeliano e la forte sproporzione tra voto popolare e voto delle giurie tecniche.</p>



<p>Per questo l’Unione Europea di Radiodiffusione (UER/EBU) ha introdotto per il 2026 una serie di modifiche sostanziali al sistema di voto. La novità principale è la riduzione del numero massimo di voti esprimibili da ogni spettatore: si passa da 20 a 10 voti per dispositivo o metodo di pagamento, con l’obiettivo dichiarato di limitare fenomeni di voto massivo coordinato. Inoltre tornano le giurie professionali anche nelle semifinali, con un peso del 50% accanto al televoto, dopo anni in cui il pubblico decideva da solo l’accesso alla finale. Le nuove regole vietano anche campagne promozionali “sproporzionate” sostenute da governi o soggetti terzi e prevedono controlli tecnici rafforzati contro votazioni sospette o automatizzate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cinque Paesi fuori dall’Eurovision</h3>



<p>Il caso Israele continua però a spaccare il mondo dell’Eurovision. Dopo mesi di pressioni e proteste, l’Unione Europea di Radiodiffusione (UER) ha confermato la presenza dello Stato ebraico attraverso una votazione segreta svolta a dicembre.</p>



<p>La decisione ha provocato il ritiro di cinque nazioni, riducendo il numero dei partecipanti a 35, uno dei più bassi degli ultimi anni.</p>



<p>Irlanda, Spagna e Slovenia hanno scelto il boicottaggio totale, rinunciando sia a partecipare sia a trasmettere l’evento. Paesi Bassi e Islanda non saranno invece in gara ma continueranno a mandare in onda lo spettacolo.</p>



<p>La Francia, al contrario, si è schierata apertamente contro il boicottaggio. Dopo il voto dell’UER, il ministro degli Esteri francese ha espresso soddisfazione per il fatto che “l’Eurovision non abbia ceduto alle pressioni”, sottolineando il ruolo di Parigi nell’evitare l’esclusione di Israele.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Petizioni e artisti contro la partecipazione israeliana</h3>



<p>Negli ultimi mesi le proteste si sono moltiplicate in tutta Europa. Oltre mille artisti e operatori culturali hanno firmato un appello per chiedere l’esclusione di Israele dall’Eurovision.</p>



<p>Tra i firmatari figurano Peter Gabriel e il gruppo Massive Attack.</p>



<p>Nel testo dell’appello gli artisti accusano Israele di utilizzare la manifestazione “per insabbiare e normalizzare il genocidio, l’assedio e l’occupazione militare dei palestinesi”.</p>



<p>La polemica si inserisce nel più ampio dibattito internazionale sulla guerra a Gaza e sul ruolo delle istituzioni culturali europee nei confronti del governo israeliano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vienna blindata per motivi di sicurezza</h3>



<p>Le tensioni politiche e sociali stanno imponendo misure di sicurezza straordinarie anche in Austria. Secondo il vicepresidente della polizia di Vienna, Dieter Csefan, l’edizione 2026 rappresenta “una sfida complessa”.</p>



<p>Le autorità austriache hanno già avviato controlli approfonditi sui circa 16 mila professionisti attesi durante la settimana dell’evento, mentre il rischio di cyberattacchi viene monitorato anche con il supporto dell’FBI.</p>



<p>L’Eurovision torna così al centro dello scontro politico internazionale, trasformandosi ancora una volta in un terreno di confronto che va ben oltre la musica.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/eurovision-2026-boicottaggio-senza-precedenti-contro-israele-sospetti-su-manipolazioni-del-voto-lo-scorso-anno-cambia-il-regolamento/">Eurovision 2026, boicottaggio senza precedenti contro Israele. Sospetti su manipolazioni del voto lo scorso anno, cambia il regolamento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/eurovision-2026-boicottaggio-senza-precedenti-contro-israele-sospetti-su-manipolazioni-del-voto-lo-scorso-anno-cambia-il-regolamento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Biennale di Venezia, chiusi una ventina di padiglioni contro il genocidio palestinese da parte di Israele</title>
		<link>https://www.tviweb.it/biennale-di-venezia-chiusi-una-ventina-di-padiglioni-contro-il-genocidio-palestinese-da-parte-di-israele/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/biennale-di-venezia-chiusi-una-ventina-di-padiglioni-contro-il-genocidio-palestinese-da-parte-di-israele/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 13:37:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365665</guid>

					<description><![CDATA[<p>Clamorosa protesta alla Biennale di Venezia, dove una ventina di padiglioni nazionali tra Giardini e Arsenale sono rimasti chiusi nell’ambito di una mobilitazione contro il genocidio in corso in Palestina e contro la presenza del padiglione israeliano. A darne notizia<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/biennale-di-venezia-chiusi-una-ventina-di-padiglioni-contro-il-genocidio-palestinese-da-parte-di-israele/">Biennale di Venezia, chiusi una ventina di padiglioni contro il genocidio palestinese da parte di Israele</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Clamorosa protesta alla Biennale di Venezia, dove una ventina di padiglioni nazionali tra Giardini e Arsenale sono rimasti chiusi nell’ambito di una mobilitazione contro il genocidio in corso in Palestina e contro la presenza del padiglione israeliano.</p>



<p>A darne notizia è il canale Telegram di Global Project, che parla di “sciopero di lavoratrici e lavoratori della cultura contro la presenza del Padiglione israeliano e il genocidio ancora in corso in Palestina”.</p>



<p>Secondo quanto comunicato dagli organizzatori della protesta, la mobilitazione sarebbe stata promossa, tra gli altri, dal collettivo Art Not Genocide Alliance e coinvolgerebbe decine di operatori culturali.</p>



<p>Tra i padiglioni rimasti chiusi figurano quelli di Austria, Belgio, Egitto, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia, Finlandia, Olanda, Irlanda, Qatar, Malta, Cipro, Ecuador, Regno Unito e Arti Applicate. L’elenco, secondo gli organizzatori, sarebbe ancora in aggiornamento.</p>



<p>La protesta si inserisce nel clima di crescente mobilitazione internazionale legato alla guerra nella Striscia di Gaza e alle accuse rivolte al governo israeliano da parte di organizzazioni umanitarie, movimenti e attivisti che parlano apertamente di genocidio del popolo palestinese.</p>



<p>Per il pomeriggio di oggi era inoltre annunciato un corteo con partenza da via Garibaldi e destinazione Arsenale, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere il padiglione israeliano.</p>



<p>Secondo Global Project, la manifestazione è stata organizzata “contro il genocidio e la militarizzazione dell’economia, per i diritti di lavoratrici e lavoratori e in solidarietà con gli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago e Saif, detenuti ora in Israele”.</p>



<p>La protesta rappresenta una delle più ampie azioni collettive registrate negli ultimi anni all’interno della Biennale di Venezia e testimonia come il conflitto israelo-palestinese stia attraversando anche il mondo dell’arte e della cultura internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/biennale-di-venezia-chiusi-una-ventina-di-padiglioni-contro-il-genocidio-palestinese-da-parte-di-israele/">Biennale di Venezia, chiusi una ventina di padiglioni contro il genocidio palestinese da parte di Israele</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/biennale-di-venezia-chiusi-una-ventina-di-padiglioni-contro-il-genocidio-palestinese-da-parte-di-israele/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Focolaio di hantavirus sulla nave da crociera: quanto dovremmo preoccuparci?</title>
		<link>https://www.tviweb.it/focolaio-di-hantavirus-sulla-nave-da-crociera-quanto-dovremmo-preoccuparci/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/focolaio-di-hantavirus-sulla-nave-da-crociera-quanto-dovremmo-preoccuparci/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:31:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365616</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un focolaio di hantavirus scoppiato a bordo di una nave da crociera con passeggeri provenienti da diversi Paesi sta spingendo le autorità sanitarie internazionali a un vasto lavoro di tracciamento dei contatti. La situazione viene definita seria, ma gli esperti<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/focolaio-di-hantavirus-sulla-nave-da-crociera-quanto-dovremmo-preoccuparci/">Focolaio di hantavirus sulla nave da crociera: quanto dovremmo preoccuparci?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Un focolaio di hantavirus scoppiato a bordo di una nave da crociera con passeggeri provenienti da diversi Paesi sta spingendo le autorità sanitarie internazionali a un vasto lavoro di tracciamento dei contatti. La situazione viene definita seria, ma gli esperti ribadiscono che il rischio per la popolazione generale resta basso.</p>



<p>L’imbarcazione era partita dall’Argentina circa un mese fa e, nel corso del viaggio, tre passeggeri sono morti a bordo o dopo lo sbarco. Altre quattro persone sono state evacuate per ricevere cure mediche. Intanto, è in corso un’operazione internazionale per rintracciare tutti i passeggeri che hanno già fatto ritorno nei propri Paesi, tra cui Regno Unito, Sudafrica, Paesi Bassi, Stati Uniti e Svizzera.</p>



<p>Secondo l’ultimo aggiornamento sanitario, sono stati identificati otto casi complessivi tra le persone a bordo: tre confermati e cinque sospetti. Non è ancora chiaro quale sia stata l’origine dell’epidemia.</p>



<p>L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiarito che non si tratta di una minaccia paragonabile a Covid o influenza. “Non è l’inizio di una pandemia”, ha spiegato la dottoressa Maria Van Kerkhove, sottolineando che il virus si diffonde in modo molto diverso e meno efficiente rispetto a patogeni altamente contagiosi.</p>



<p>L’hantavirus, in generale, si trasmette dai roditori all’uomo attraverso l’inalazione di particelle contaminate presenti in urina, feci o saliva degli animali. Il ceppo coinvolto nell’epidemia, noto come ceppo andino, può in alcuni casi trasmettersi anche da persona a persona, ma con modalità molto meno efficienti rispetto ad altri virus respiratori.</p>



<p>Gli esperti ipotizzano che il contagio iniziale possa essere avvenuto prima dell’imbarco o durante scali in aree remote ricche di fauna selvatica. Successivamente, alcuni contagi potrebbero essersi verificati a bordo, dove condizioni di vita ravvicinate, cabine condivise e spazi comuni possono favorire la trasmissione tra persone.</p>



<p>Tra i casi segnalati figura anche una donna olandese sbarcata all’isola di Sant’Elena il 24 aprile, mentre il marito era deceduto a bordo l’11 aprile. Non è ancora confermato se anche lui rientri tra i casi di hantavirus.</p>



<p>Le autorità sanitarie britanniche sottolineano però che il virus non si diffonde tramite contatti casuali o ambienti pubblici come scuole, negozi o luoghi di lavoro. I sintomi, che compaiono generalmente tra due e quattro settimane dall’esposizione ma possono emergere anche dopo più di un mese, includono febbre, affaticamento, dolori muscolari e, nei casi più gravi, difficoltà respiratorie e disturbi gastrointestinali.</p>



<p>Non esiste una cura specifica, ma il trattamento ospedaliero tempestivo può migliorare le probabilità di sopravvivenza.</p>



<p>Il tracciamento dei contatti è descritto dagli esperti come uno sforzo “colossale” ancora in corso. Alcuni passeggeri sono già stati sottoposti ad autoisolamento precauzionale di 45 giorni, in particolare nel Regno Unito.</p>



<p>Le autorità sanitarie ribadiscono che, per chi non è stato direttamente coinvolto nell’evento, il rischio rimane “trascurabile”. Le persone esposte vengono comunque monitorate attentamente, inclusi i passeggeri dei voli di rientro e chi ha avuto contatti ospedalieri.</p>



<p>La nave, nel frattempo, ha lasciato l’area vicino a Capo Verde ed è diretta verso le Isole Canarie. A bordo sono stati effettuati controlli sanitari e una pulizia approfondita in vista delle evacuazioni programmate.</p>



<p>Secondo quanto comunicato dalla compagnia di navigazione, nessuno tra i passeggeri ancora a bordo presenta sintomi. Le autorità continuano a coordinare il rientro nei Paesi d’origine e il monitoraggio dei contatti in diversi Stati, inclusi Stati Uniti e Regno Unito, dove alcuni passeggeri sono già sotto osservazione pur non mostrando segni di malattia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/focolaio-di-hantavirus-sulla-nave-da-crociera-quanto-dovremmo-preoccuparci/">Focolaio di hantavirus sulla nave da crociera: quanto dovremmo preoccuparci?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/focolaio-di-hantavirus-sulla-nave-da-crociera-quanto-dovremmo-preoccuparci/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arrestata a 85 anni e rinchiusa in un centro ICE: “Mi hanno sollevata come un sacco di patate”. Marie-Thérèse Ross racconta la sua esperienza</title>
		<link>https://www.tviweb.it/arrestata-a-85-anni-e-rinchiusa-in-un-centro-ice-mi-hanno-sollevata-come-un-sacco-di-patate-marie-therese-ross-racconta-la-sua-esperienza/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/arrestata-a-85-anni-e-rinchiusa-in-un-centro-ice-mi-hanno-sollevata-come-un-sacco-di-patate-marie-therese-ross-racconta-la-sua-esperienza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365601</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per sedici giorni ha vissuto in un centro di detenzione americano, condividendo una cella con decine di donne e identificata soltanto da un numero. È la storia di Marie-Thérèse Ross, 85enne francese arrestata negli Stati Uniti dall’ICE, l’agenzia americana per<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/arrestata-a-85-anni-e-rinchiusa-in-un-centro-ice-mi-hanno-sollevata-come-un-sacco-di-patate-marie-therese-ross-racconta-la-sua-esperienza/">Arrestata a 85 anni e rinchiusa in un centro ICE: “Mi hanno sollevata come un sacco di patate”. Marie-Thérèse Ross racconta la sua esperienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Per sedici giorni ha vissuto in un centro di detenzione americano, condividendo una cella con decine di donne e identificata soltanto da un numero. È la storia di Marie-Thérèse Ross, 85enne francese arrestata negli Stati Uniti dall’ICE, l’agenzia americana per l’immigrazione, dopo essere rimasta per alcuni mesi senza visto in attesa del permesso di soggiorno permanente.</p>



<p>La donna viveva da circa un anno in Alabama, dove si era trasferita per iniziare una nuova vita insieme a William Ross, il suo amore d’infanzia conosciuto in Francia nel 1958. Ma dopo la morte dell’uomo, avvenuta a gennaio, la sua situazione è precipitata.</p>



<p>Il 1° aprile, alle otto del mattino, cinque agenti dell’ICE si sono presentati alla sua abitazione. «Ho sentito forti colpi alle porte e alle finestre», ha raccontato la donna. Nonostante l’età avanzata, è stata portata via in pigiama e ammanettata. «Non riuscivo nemmeno a salire sul furgone, mi hanno sollevata come un sacco di patate», ha ricordato.</p>



<p>Secondo quanto emerso, a denunciarla sarebbe stato uno dei figliastri, contrario al fatto che Marie-Thérèse potesse ricevere parte dell’eredità del marito.</p>



<p>Nel centro di detenzione, la donna veniva chiamata con il numero del letto assegnato: “Unità Bravo Charlie L30”. Condivideva la cella con una cinquantina di altre detenute considerate irregolari. «Io ero arancione, altre erano gialle e altre rosse. Le criminali comuni erano gialle, quelle considerate pericolose, mentre quelle in rosso avevano ucciso», ha raccontato.</p>



<p>La sua detenzione si è conclusa il 17 aprile grazie soprattutto all’impegno dei figli. Suo figlio, Hervé Goix, ha spiegato di essere ancora colpito dalla forza dimostrata dalla madre: «Fisicamente sembra stare bene, ma emotivamente è stata una prova durissima».</p>



<p>Oggi Marie-Thérèse è tornata in Francia, ma continua a pensare alle persone rimaste nel centro di detenzione. «Il mio obiettivo è farle uscire da lì», ha detto. Nonostante quanto vissuto, spera ancora un giorno di poter tornare negli Stati Uniti per visitare la tomba del marito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/arrestata-a-85-anni-e-rinchiusa-in-un-centro-ice-mi-hanno-sollevata-come-un-sacco-di-patate-marie-therese-ross-racconta-la-sua-esperienza/">Arrestata a 85 anni e rinchiusa in un centro ICE: “Mi hanno sollevata come un sacco di patate”. Marie-Thérèse Ross racconta la sua esperienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/arrestata-a-85-anni-e-rinchiusa-in-un-centro-ice-mi-hanno-sollevata-come-un-sacco-di-patate-marie-therese-ross-racconta-la-sua-esperienza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il futuro in vendita. Capire i futures senza essere economisti</title>
		<link>https://www.tviweb.it/il-futuro-in-vendita-capire-i-futures-senza-essere-economisti/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/il-futuro-in-vendita-capire-i-futures-senza-essere-economisti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 07:51:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365589</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Ci sono termini economico-finanziari che sembrano inventati apposta per tenere lontane le persone normali.“Derivati”, “hedging”, “commodities”, “margini”, “leveraggio”.Sembra il linguaggio segreto di una setta finanziaria chiusa in qualche grattacielo di Londra o Chicago, dove uomini in giacca blu<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-futuro-in-vendita-capire-i-futures-senza-essere-economisti/">Il futuro in vendita. Capire i futures senza essere economisti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>Ci sono termini economico-finanziari che sembrano inventati apposta per tenere lontane le persone normali.<br>“Derivati”, “hedging”, “commodities”, “margini”, “leveraggio”.<br>Sembra il linguaggio segreto di una setta finanziaria chiusa in qualche grattacielo di Londra o Chicago, dove uomini in giacca blu urlano davanti a monitor verdi come negli anni Ottanta.&nbsp;</p>



<p>E invece, dietro certi termini complicati, spesso si nascondono meccanismi semplicissimi.&nbsp;</p>



<p>Uno di questi è il “future”.<br>Termine che in queste settimane di tensione nel Golfo Persico sentiamo nominare continuamente: “salgono i futures sul petrolio”, “crollano i futures sul gas”, “mercati nervosi sui futures energetici”.</p>



<p>Ma che cosa sono davvero?</p>



<p>Cerchiamo di spiegarlo anche alla Siora Maria ed al Sior Bepi:&nbsp;<strong>un future è un contratto con cui due persone decidono oggi il prezzo di qualcosa che verrà consegnato domani.</strong></p>



<p>Fine.<br>Tutto il resto è contorno, sofisticazione, speculazione, e qualche miliardo che vola da una parte all’altra del pianeta come una pallina impazzita nel flipper della finanza globale.</p>



<p>Immaginiamo una scena concreta.<br>Non Wall Street. Non Goldman Sachs.<br>Un campo di grano.&nbsp;Siamo a gennaio.<br>Un agricoltore sa che raccoglierà il suo grano a giugno.<br>Ha però un problema: teme che il prezzo del grano crolli nei prossimi mesi.</p>



<p>Dall’altra parte c’è un fornaio, a cui quel grano serve per la sua attività.<br>Lui teme l’esatto contrario: che il prezzo del cereale salga troppo.</p>



<p>In estrema sintesi:&nbsp;il primo ha paura di vendere male, l’altro ha paura di comprare male.</p>



<p>Ed ecco nascere il future.</p>



<p>I due firmano un contratto:&nbsp;&nbsp;10 tonnellate di grano&nbsp;&#8211;&nbsp;&nbsp;consegna il 1° giugno-&nbsp;&nbsp;prezzo fissato oggi: 200 euro a tonnellata&nbsp;</p>



<p>A giugno possono accadere due cose.</p>



<p>Primo scenario, il prezzo crolla: il grano sul mercato vale 150 euro.</p>



<p>L’agricoltore però sorride.&nbsp;&nbsp;Grazie al contratto di future venderà comunque a 200 euro.</p>



<p>Il fornaio invece paga più del prezzo di mercato.<br>Ci perde? Sì.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ma almeno aveva la certezza del costo.</p>



<p>Secondo scenario, il prezzo vola:&nbsp;il grano arriva a 250 euro.</p>



<p>Questa volta è il fornaio a festeggiare: comprerà comunque a 200 euro.</p>



<p>L’agricoltore rinuncia ad un guadagno maggiore, ma aveva ottenuto ciò che cercava: sicurezza.</p>



<p>Ed eccoci arrivati al punto centrale; alla funzione dei futures.</p>



<p>Non servono principalmente a “fare soldi”.<br>Servono a ridurre l’incertezza.</p>



<p>Sono nati così, come assicurazione contro le oscillazioni dei prezzi.</p>



<p>Il problema è che l’essere umano riesce a trasformare qualsiasi strumento utile in un gigantesco casinò globale.<br>Era inevitabile.</p>



<p>Infatti oggi gran parte dei futures non viene usata da agricoltori o fornai, ma da speculatori finanziari che non vedranno mai un chicco di grano, un barile di petrolio od una pepita d’oro (tanto per dire le prime dieci materie prime, o commodities, ordinate per maggiore liquidità e volumi di scambio sono il brent oil, il petrolio greggio, il gas naturale, l’oro, l’argento, il rame, il caffè, lo zucchero, il cacao, il cotone).&nbsp;</p>



<p>Avrete capito a questo punto che detti “operatori” comprano e vendono non merci, bensì contratti, sperando di guadagnare sulle variazioni di prezzo delle commodities.</p>



<p>Ed è qui che il meccanismo diventa interessante.</p>



<p>Perché un future non obbliga quasi mai a possedere davvero la merce.</p>



<p>Chi compra futures sul petrolio spesso non ha nemmeno un garage abbastanza grande per tenere un tagliaerba, figurarsi milioni di barili.<br>Semplicemente scommette che il prezzo salirà o scenderà.</p>



<p>Se pensa che salirà, compra oggi e rivende domani ad un prezzo maggiore.<br>Se pensa che scenderà, vende oggi e ricompra dopo.</p>



<p>Inevitabilmente questo meccanismo di mercato fa sì che i futures svolgano un ruolo fondamentale e spesso decisivo nella determinazione del prezzo di molte materie prime (commodities) e strumenti finanziari, agendo come principale meccanismo di &#8220;price discovery&#8221; (scoperta del prezzo).&nbsp;&nbsp;In altre parole definiscono il prezzo di riferimento di determinate merci a livello globale.</p>



<p>Come vedete, tutto molto elegante.<br>Fino a quando il mercato impazzisce.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Come accade durante le guerre.</p>



<p>Quando in Medio Oriente si alza la tensione, il mercato teme che possano interrompersi le forniture di petrolio.<br>E allora cosa fanno i trader?</p>



<p>Comprano futures sul greggio prima ancora che manchi davvero il petrolio.</p>



<p>È il regno delle aspettative, nel quale il prezzo di una merce non fotografa soltanto il presente, ma anticipa il futuro.</p>



<p>Per questo i futures sono diventati una specie di termometro dell’ansia mondiale.</p>



<p>Basta una dichiarazione aggressiva dell’Iran, una petroliera fermata nello stretto di Hormuz, un bombardamento, ed i futures sul petrolio schizzano verso l’alto.</p>



<p>Magari il petrolio continua a fluire normalmente; ma il mercato non aspetta i fatti, scommette sulle paure.</p>



<p>Ed è qui che nasce un altro equivoco gigantesco.</p>



<p>Molti pensano che “la Borsa” sia l’economia reale.<br>In realtà spesso è soltanto il mercato delle aspettative sull’economia reale.</p>



<p>Una differenza enorme.</p>



<p>I futures, infatti, sono chiamati anche “strumenti derivati” perché derivano il loro valore da qualcos’altro: petrolio, gas, oro, grano, zucchero, caffè, valute, indici azionari.</p>



<p>Persino il succo d’arancia ha i suoi futures.<br>L’umanità riesce a finanziare qualsiasi cosa.&nbsp;</p>



<p>È una qualità quasi poetica, se non fosse per i disastri che combina periodicamente.</p>



<p>Naturalmente esistono anche i rischi.</p>



<p>Per comprare futures spesso basta versare una piccola quota iniziale, detta “margine”.<br>Una specie di “caparra”.</p>



<p>Questo significa che si possono controllare enormi quantità di denaro (e di merci) con somme relativamente piccole.</p>



<p>Ed è qui che entra in scena la leva finanziaria (strategia che permette di investire od operare su mercati finanziari utilizzando capitali presi a prestito, consentendo di controllare una posizione superiore al capitale proprio versato. Amplifica sia i guadagni che le perdite potenziali, rendendola uno strumento ad alto rischio).</p>



<p>Leva che funziona magnificamente quando guadagni, ma molto meno quando perdi.</p>



<p>È un po’ come guidare una Ferrari a 300 all’ora sotto la pioggia: emozionante fino al guardrail.</p>



<p>Per questo i futures possono diventare estremamente pericolosi.</p>



<p>Non solo per chi specula, ma per interi sistemi economici.</p>



<p>Perché oggi il prezzo del petrolio, del gas, del grano o del rame influenza direttamente:inflazione, bollette, trasporti, costo del pane, costo della pasta, costo dell’energia&nbsp;&nbsp;ecc.</p>



<p>In pratica: la vita quotidiana delle famiglie.</p>



<p>Ed ecco perché un contratto nato per dare stabilità agli agricoltori del Midwest americano è diventato uno degli strumenti più potenti della finanza mondiale.</p>



<p>Un future è, in estrema sintesi, una scommessa organizzata sul futuro.</p>



<p>A volte prudente, a volte utile, a volte anche necessaria.</p>



<p>E qualche volta pericolosamente simile ad una roulette planetaria travestita da matematica.</p>



<p>Concludendo,&nbsp;dietro termini altisonanti come futures, short selling, derivati complessi, spesso si nascondono scommesse legalizzate, fatte da pochi per guadagnare molto sulle disgrazie altrui.</p>



<p>Abbiamo stravolto tutto: perché la Borsa, in origine, era uno strumento per finanziare l’impresa, per permettere ad un’idea di diventare un’azienda, e ad un’azienda di crescere<strong>.</strong></p>



<p>Oggi sembra un’arena dove gladiatori invisibili si scambiano colpi su titoli di aziende, o su merci, che non hanno mai nemmeno visto, e dove il risparmiatore medio è solo carne da macello.</p>



<p>Che futuro può avere un sistema in cui il lungo termine vale meno di un tweet?</p>



<p>Che fiducia possiamo dare ad un mercato che premia la paura più della stabilità?</p>



<p>Ecco perché continuo a pensare – e a dirlo senza peli sulla lingua – che l’unica vera riforma sarebbe una sola: vietare tutte le operazioni che non&nbsp;abbiano dietro beni o soldi “reali”.&nbsp;</p>



<p>Compri solo se hai il denaro, vendi solo se hai le azioni.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Tutto il resto? Fuori dal listino, o tassato come il gioco d’azzardo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Non mi sembra poi tanto complicato da capire.</p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-futuro-in-vendita-capire-i-futures-senza-essere-economisti/">Il futuro in vendita. Capire i futures senza essere economisti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/il-futuro-in-vendita-capire-i-futures-senza-essere-economisti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corsa globale per rintracciare i passeggeri partiti dalla nave con l’epidemia di hantavirus”: scatta l’allarme sanitario internazionale</title>
		<link>https://www.tviweb.it/odissea-per-la-nave-del-virus-rifiuto-delle-isole-canarie-allattracco/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/odissea-per-la-nave-del-virus-rifiuto-delle-isole-canarie-allattracco/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 16:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365314</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Giuseppe Balsamo Aggiornamento Le autorità sanitarie e di sicurezza di diversi Paesi sono impegnate in una vasta operazione internazionale per rintracciare decine di passeggeri sbarcati dalla nave da crociera MV Hondius, coinvolta in un’epidemia di hantavirus che ha già<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/odissea-per-la-nave-del-virus-rifiuto-delle-isole-canarie-allattracco/">Corsa globale per rintracciare i passeggeri partiti dalla nave con l’epidemia di hantavirus”: scatta l’allarme sanitario internazionale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Giuseppe Balsamo</p>



<p></p>



<p>Aggiornamento</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Le autorità sanitarie e di sicurezza di diversi Paesi sono impegnate in una vasta operazione internazionale per rintracciare decine di passeggeri sbarcati dalla nave da crociera MV Hondius, coinvolta in un’epidemia di hantavirus che ha già causato tre morti e diversi casi sospetti.</p>



<p>Al centro dell’emergenza ci sono almeno 29 passeggeri di 12 nazionalità diverse che hanno lasciato la nave il 24 aprile, prima dell’attivazione delle misure di isolamento. La loro individuazione è ora considerata prioritaria per ricostruire i movimenti e verificare eventuali contagi.</p>



<p>La nave, partita il 1° aprile da Ushuaia in Argentina e impegnata in una lunga rotta tra Antartide e Atlantico, ha registrato i primi segnali dell’epidemia dopo la morte di un passeggero e la successiva conferma di casi positivi. Oceanwide Expeditions, la compagnia armatrice, ha riferito che lo sbarco è avvenuto nel territorio britannico di Sant’Elena e che molti passeggeri sono già rientrati nei rispettivi Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Taiwan e diversi Stati europei.</p>



<p>Secondo quanto comunicato, almeno cinque degli otto casi sospetti sono stati confermati, mentre altri potrebbero emergere nei prossimi giorni. Le autorità sanitarie sottolineano che il virus Andes, una variante dell’hantavirus, ha un periodo di incubazione che può arrivare fino a sei settimane.</p>



<p>Nonostante la situazione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha escluso scenari paragonabili alla pandemia di Covid-19. “Questo non è l’inizio di una pandemia. Il rischio per la popolazione generale è basso”, ha dichiarato Maria Van Kerkhove, responsabile per la preparazione alle epidemie. Anche il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha confermato che, pur trattandosi di un evento grave, non vi è un rischio globale elevato.</p>



<p>La diffusione dei casi è però ampia e già internazionale: una donna in isolamento ad Amsterdam è risultata positiva al test, mentre in Svizzera un uomo rientrato dalla nave è ricoverato a Zurigo. Anche Stati Uniti, Regno Unito, Singapore e Danimarca stanno monitorando passeggeri rientrati dai viaggi.</p>



<p>Alcuni Paesi hanno attivato protocolli di sorveglianza e isolamento preventivo, mentre si valuta l’obbligo di quarantena fino a 45 giorni per i contatti più a rischio. Nel frattempo, la nave resta al centro delle misure di contenimento nelle acque delle Isole Canarie, senza attracco ai porti.</p>



<p>L’epidemia ha riacceso l’attenzione sugli hantavirus, trasmessi principalmente dai roditori e in grado di provocare gravi sindromi respiratorie. Il virus Andes, in particolare, può trasmettersi anche tra esseri umani in condizioni di contatto ravvicinato.</p>



<p>Le indagini puntano ora anche all’origine del contagio. Tra le ipotesi al vaglio vi è una possibile esposizione durante una spedizione naturalistica in Argentina, Paese dove l’incidenza del virus è più elevata.</p>



<p>Con i passeggeri dispersi già sparsi in più continenti e i sistemi sanitari in allerta, la priorità resta il tracciamento dei contatti e la prevenzione di eventuali nuovi casi. Le autorità internazionali, pur rassicurando sul rischio generale contenuto, continuano a monitorare una situazione in rapida evoluzione.</p>



<p></p>



<p>++++</p>



<p>Una nave da crociera coinvolta in un focolaio confermato di hantavirus continua la sua navigazione nell’Atlantico dopo una serie di evacuazioni mediche e decessi a bordo. La MV Hondius, partita dall’Argentina circa un mese fa, è ora diretta verso le Isole Canarie dopo aver sostato per tre giorni al largo di Capo Verde.</p>



<p>Negli ultimi sviluppi, due passeggeri in condizioni gravi, già evacuati dalla nave, sono arrivati nei Paesi Bassi per ricevere cure ospedaliere. Un terzo passeggero, in condizioni stabili, è stato trasferito su un altro volo di evacuazione, seppur con ritardi. Le persone coinvolte sono di nazionalità britannica, olandese e tedesca, e tra loro figura anche un membro dell’equipaggio.</p>



<p>Secondo quanto riferito dall’operatore della nave, uno dei passeggeri evacuati è un cittadino tedesco di 65 anni strettamente legato a una donna tedesca deceduta a bordo il 2 maggio. Tra gli evacuati figura anche un ex agente di polizia britannico di 56 anni, attualmente stabile nei Paesi Bassi.</p>



<p>Il bilancio complessivo della vicenda è già pesante: tre persone sono morte da quando la nave ha lasciato l’Argentina. Le autorità sanitarie stanno ancora chiarendo le circostanze dei decessi, mentre una delle vittime risultava positiva al virus, e altri casi restano sotto indagine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Contagi, indagini e monitoraggio internazionale</h3>



<p>Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a bordo sono stati identificati otto casi tra confermati e sospetti. Un uomo rientrato in Svizzera è risultato positivo e si trova ricoverato a Zurigo. Altri passeggeri rientrati in diversi Paesi, inclusi Stati Uniti e Regno Unito, sono sotto monitoraggio, ma al momento non mostrano sintomi.</p>



<p>A bordo della nave restano circa 146 persone provenienti da 23 Paesi, tutte sottoposte a misure precauzionali rafforzate.</p>



<p>Le autorità sanitarie sudafricane hanno identificato nei campioni analizzati il ceppo andino dell’hantavirus, già noto in America Latina. Gli esperti stanno proseguendo con il tracciamento dei contatti, mentre viene ribadito che il rischio per la popolazione generale resta basso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La dinamica dei contagi e le ipotesi sulla trasmissione</h3>



<p>L’hantavirus si trasmette generalmente attraverso i roditori, ma in questo caso gli investigatori non escludono una possibile trasmissione tra persone a stretto contatto. Il virus non si diffonderebbe con modalità simili a COVID o influenza, ma richiederebbe contatti ravvicinati e prolungati.</p>



<p>Tra i casi sotto osservazione figura anche una donna olandese che aveva lasciato la nave durante uno scalo a Sant’Elena e che è poi deceduta in Sudafrica. Il marito era morto a bordo nei giorni precedenti, mentre un’altra donna tedesca è deceduta successivamente; il suo caso non è ancora confermato ufficialmente.</p>



<p>Le autorità stanno inoltre ricostruendo i movimenti dei passeggeri sui voli internazionali, incluso uno scalo ad Amsterdam, per verificare eventuali ulteriori esposizioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scontro politico sulle Canarie</h3>



<p>Mentre la nave si avvicina all’arcipelago spagnolo, cresce la tensione anche sul fronte politico. Il trasferimento verso le Isole Canarie è stato autorizzato dalle autorità centrali spagnole, ma contestato dal presidente regionale, che ha espresso contrarietà all’ingresso dell’imbarcazione, sostenendo la mancanza di informazioni sufficienti e di criteri tecnici chiari.</p>



<p>Il ministero della Salute spagnolo ha invece annunciato che, all’arrivo a Tenerife, tutti i passeggeri saranno sottoposti a valutazione medica e, se necessario, trasferiti in strutture ospedaliere o militari per la quarantena.</p>



<p>Le autorità ribadiscono che l’evacuazione e i protocolli sanitari sono pensati per evitare qualsiasi rischio di diffusione alla popolazione locale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nave sotto osservazione fino all’arrivo</h3>



<p>La MV Hondius prosegue quindi la sua rotta tra misure di contenimento, evacuazioni e controlli internazionali, mentre gli esperti continuano a indagare sull’origine e sulle modalità di diffusione del focolaio, ancora non del tutto chiarite.</p>



<p>+++</p>



<p></p>



<p>Un viaggio partito come spedizione nell’Atlantico si è trasformato in una vera odissea sanitaria: la nave da crociera MV Hondius, colpita da un focolaio di hantavirus e segnata da diversi decessi, ora rischia di restare senza approdo dopo il netto rifiuto delle Isole Canarie.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dall’Argentina all’Atlantico: la cronologia dell’incubo</h3>



<p>Tutto ha inizio il 1° aprile, quando la nave salpa da Ushuaia diretta verso l’Atlantico meridionale. Dopo pochi giorni, l’11 aprile, si registra il primo decesso: un passeggero olandese muore a bordo.</p>



<p>Il 24 aprile la situazione si aggrava: la moglie dell’uomo viene evacuata dall’isola di Sant&#8217;Elena e trasferita a Johannesburg insieme alla salma del marito. Le sue condizioni sono critiche e, due giorni dopo, il 26 aprile, la donna muore in ospedale. Successivamente viene confermato che era affetta da hantavirus.</p>



<p>Il 27 aprile un secondo passeggero, britannico, viene evacuato in Sudafrica: resta ricoverato in condizioni critiche ma stabili, sempre a causa del virus.</p>



<p>Il 2 maggio si registra un altro decesso a bordo: un cittadino tedesco, sul quale non è ancora chiaro se fosse stato contagiato.</p>



<p>Il 3 maggio la nave arriva a Capo Verde, ma la situazione sanitaria resta sotto osservazione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono stati individuati finora sette casi di hantavirus tra i passeggeri: due confermati e cinque sospetti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il no delle Canarie: “Nessuna garanzia”</h3>



<p>A complicare ulteriormente la vicenda è arrivato il duro stop delle autorità locali. Il presidente delle Isole Canarie, Fernando Clavijo, ha respinto la decisione del governo spagnolo di autorizzare l’attracco della nave.</p>



<p>“Non posso permettere che entri nelle Canarie”, ha dichiarato in un’intervista radiofonica, sottolineando come la scelta non si basi su criteri tecnici e lamentando la mancanza di informazioni fornite alle autorità locali.</p>



<p>Clavijo, attualmente a Bruxelles, ha chiesto un incontro urgente con il premier Pedro Sánchez per affrontare il caso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nave senza porto?</h3>



<p>La MV Hondius è attesa nei prossimi giorni nell’arcipelago spagnolo, ma il rifiuto politico rischia di trasformare il viaggio in un’emergenza diplomatica e sanitaria. Con morti a bordo, casi sospetti di virus e porti che esitano ad accoglierla, la nave si trova ora al centro di una situazione sempre più delicata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/odissea-per-la-nave-del-virus-rifiuto-delle-isole-canarie-allattracco/">Corsa globale per rintracciare i passeggeri partiti dalla nave con l’epidemia di hantavirus”: scatta l’allarme sanitario internazionale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/odissea-per-la-nave-del-virus-rifiuto-delle-isole-canarie-allattracco/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Brasile lo “tsunami nel cielo”: la nube gigante che spaventa e affascina il mondo (i video impressionanti)</title>
		<link>https://www.tviweb.it/in-brasile-lo-tsunami-nel-cielo-la-nube-gigante-che-spaventa-e-affascina-il-mondo-i-video-impressionanti/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/in-brasile-lo-tsunami-nel-cielo-la-nube-gigante-che-spaventa-e-affascina-il-mondo-i-video-impressionanti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 15:57:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365557</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non è fantascienza, né un effetto speciale generato dall’intelligenza artificiale. Quello ripreso dalle telecamere del telegiornale francese TF1 è un fenomeno reale e spettacolare: una nube che sembra un’enorme onda in arrivo, sospesa nel cielo e capace di estendersi per<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/in-brasile-lo-tsunami-nel-cielo-la-nube-gigante-che-spaventa-e-affascina-il-mondo-i-video-impressionanti/">In Brasile lo “tsunami nel cielo”: la nube gigante che spaventa e affascina il mondo (i video impressionanti)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Non è fantascienza, né un effetto speciale generato dall’intelligenza artificiale. Quello ripreso dalle telecamere del telegiornale francese TF1 è un fenomeno reale e spettacolare: una nube che sembra un’enorme onda in arrivo, sospesa nel cielo e capace di estendersi per diversi chilometri.</p>



<p>Si chiama “arcus”, o più comunemente “roll cloud”, e il suo aspetto è tanto suggestivo quanto inquietante: una massa nuvolosa lunga e compatta che ricorda un vero e proprio tsunami atmosferico. L’ultimo episodio è stato osservato il 2 maggio su una spiaggia del Brasile, ma fenomeni simili sono stati segnalati anche in Portogallo la scorsa estate e in diverse altre parti del mondo.</p>



<p>Secondo gli esperti, la sua formazione è legata a particolari condizioni meteorologiche. Il calore e l’evaporazione dell’acqua marina generano condensazione sopra la superficie del mare, ma il vero motore del fenomeno è il cosiddetto “wind shear”, ovvero la presenza di venti che soffiano in direzioni diverse a differenti altitudini. Questa instabilità fa sì che la nube inizi a “arrotolarsi” su se stessa, assumendo la tipica forma cilindrica o a onda.</p>



<p>“In meteorologia questo fenomeno si chiama wind shear. In questo caso abbiamo venti che soffiano in direzioni diverse tra la base e la parte superiore della nube, ed è questo che la fa arrotolare”, spiega Sébastien Laflorencie, docente presso la Scuola Nazionale di Meteorologia.</p>



<p>Nel caso brasiliano, l’altezza della nube è stata stimata in circa un chilometro, pari a tre volte la Torre Eiffel impilate. Una misura impressionante per l’osservatore umano, ma considerata dagli esperti relativamente modesta nel contesto dei sistemi nuvolosi più estesi.</p>



<p>Fenomeni simili non sono rari: sono stati osservati anche in Australia, in Iraq e lungo le coste europee, tra cui Bretagna e regione dell’Aude in Francia. Nonostante ciò, gli studiosi precisano che non si tratta di eventi in aumento: la loro maggiore visibilità sarebbe legata soprattutto alla diffusione delle immagini sui social media e alla crescente capacità di documentazione.</p>



<p>Le “roll clouds” sono oggi ufficialmente riconosciute e inserite nell’Atlante delle Nubi dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, a conferma del loro interesse scientifico oltre che spettacolare.</p>



<p>Spettacolari, rare e spesso fraintese, queste nubi continuano a trasformare il cielo in uno scenario che oscilla tra meraviglia e inquietudine, ricordando quanto la meteorologia possa ancora sorprendere anche nell’era della tecnologia e delle previsioni avanzate.</p>



<figure class="wp-block-video"><video height="1280" style="aspect-ratio: 720 / 1280;" width="720" controls src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_bYpjxg_XicppvF_7_1280p.mp4"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video height="848" style="aspect-ratio: 480 / 848;" width="480" controls src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_5LimaRJWe59Q0oXP_848p.mp4"></video></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/in-brasile-lo-tsunami-nel-cielo-la-nube-gigante-che-spaventa-e-affascina-il-mondo-i-video-impressionanti/">In Brasile lo “tsunami nel cielo”: la nube gigante che spaventa e affascina il mondo (i video impressionanti)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/in-brasile-lo-tsunami-nel-cielo-la-nube-gigante-che-spaventa-e-affascina-il-mondo-i-video-impressionanti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_bYpjxg_XicppvF_7_1280p.mp4" length="2195450" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_5LimaRJWe59Q0oXP_848p.mp4" length="2649680" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>La cantante Bonnie Tyler, icona degli anni &#8217;80, operata d’urgenza in Portogallo</title>
		<link>https://www.tviweb.it/la-cantante-bonnie-tyler-icona-degli-anni-80-operata-durgenza-in-portogallo/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/la-cantante-bonnie-tyler-icona-degli-anni-80-operata-durgenza-in-portogallo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 10:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA & SPETTACOLO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365479</guid>

					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Balsamo &#8211; redazione web Faro (Portogallo) – Bonnie Tyler, 74 anni, è stata ricoverata d’urgenza in un ospedale di Faro, in Portogallo, dopo un improvviso intervento chirurgico all’intestino. La cantante gallese, icona della musica degli anni ’80, si sta<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-cantante-bonnie-tyler-icona-degli-anni-80-operata-durgenza-in-portogallo/">La cantante Bonnie Tyler, icona degli anni &#8217;80, operata d’urgenza in Portogallo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Giuseppe Balsamo &#8211; redazione web</p>



<p><strong>Faro (Portogallo)</strong> – Bonnie Tyler, 74 anni, è stata ricoverata d’urgenza in un ospedale di Faro, in Portogallo, dopo un improvviso intervento chirurgico all’intestino. La cantante gallese, icona della musica degli anni ’80, si sta riprendendo dopo l’operazione, che secondo quanto comunicato dal suo entourage sarebbe “andata bene”.</p>



<p>L’artista si trovava nel Paese, dove possiede una residenza, quando si è reso necessario il ricovero e il successivo intervento chirurgico d’urgenza. L’episodio è stato reso noto attraverso un aggiornamento pubblicato sul sito ufficiale della cantante nella giornata di mercoledì 6 maggio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Intervento riuscito e fase di recupero</h3>



<p>Il team della cantante ha rassicurato sulle sue condizioni, spiegando che l’operazione è stata completata con successo e che Bonnie Tyler è ora in fase di recupero. Non sono stati però forniti ulteriori dettagli clinici sul quadro medico o sulle cause che hanno reso necessario l’intervento.</p>



<p>Nel comunicato si sottolinea inoltre la consapevolezza dell’apprensione tra fan, amici e familiari, accompagnata dall’augurio di una “rapida e completa guarigione”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nessun dettaglio aggiuntivo sullo stato di salute</h3>



<p>I rappresentanti della cantante non hanno rilasciato ulteriori informazioni sulle sue condizioni attuali, mantenendo il massimo riserbo. Anche fonti vicine all’artista non hanno diffuso aggiornamenti più specifici, mentre la notizia ha rapidamente fatto il giro dei media internazionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una carriera lunga oltre cinquant’anni</h3>



<p>Nata come Gaynor Hopkins, Bonnie Tyler ha raggiunto il successo negli anni ’70 con brani come <em>Lost in France</em> e <em>It’s a Heartache</em>, prima della consacrazione mondiale arrivata nel 1983 con l’album <em>Faster Than the Speed of Night</em>.</p>



<p>Tra i suoi successi più celebri figurano brani diventati iconici come <em>Total Eclipse of the Heart</em> e <em>Holding Out for a Hero</em>, che hanno attraversato generazioni restando ancora oggi molto ascoltati.</p>



<p>Nel corso della sua carriera ha pubblicato 18 album in studio e rappresentato il Regno Unito all’Eurovision Song Contest nel 2013 con il brano <em>Believe in Me</em>, classificandosi al 19° posto.</p>



<p>Il suo ultimo lavoro discografico, <em>The Best Is Yet to Come</em>, è uscito nel 2021.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-cantante-bonnie-tyler-icona-degli-anni-80-operata-durgenza-in-portogallo/">La cantante Bonnie Tyler, icona degli anni &#8217;80, operata d’urgenza in Portogallo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/la-cantante-bonnie-tyler-icona-degli-anni-80-operata-durgenza-in-portogallo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tredici donne e bambini legati all’ISIS rientrano in Australia tra arresti e indagini</title>
		<link>https://www.tviweb.it/tredici-donne-e-bambini-legati-allisis-rientrano-in-australia-tra-arresti-e-indagini/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/tredici-donne-e-bambini-legati-allisis-rientrano-in-australia-tra-arresti-e-indagini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 09:11:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365465</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Giuseppe Balsamo Tredici donne e bambini con presunti legami con il gruppo dello Stato Islamico sono rientrati in Australia dopo aver trascorso anni nel campo di detenzione di al-Roj, nel nord-est della Siria. Il gruppo viveva nella struttura dal<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/tredici-donne-e-bambini-legati-allisis-rientrano-in-australia-tra-arresti-e-indagini/">Tredici donne e bambini legati all’ISIS rientrano in Australia tra arresti e indagini</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>di Giuseppe Balsamo</p>



<p>Tredici donne e bambini con presunti legami con il gruppo dello Stato Islamico sono rientrati in Australia dopo aver trascorso anni nel campo di detenzione di al-Roj, nel nord-est della Siria. Il gruppo viveva nella struttura dal 2019, dove si trovano migliaia di familiari di combattenti jihadisti.</p>



<p>Il rientro ha immediatamente riacceso un acceso dibattito politico nel Paese, soprattutto perché in passato le autorità australiane avevano dichiarato di non voler fornire assistenza per il rimpatrio di cittadini legati a miliziani dello Stato Islamico.</p>



<p>Giovedì pomeriggio, tre donne e otto bambini riconducibili a un unico nucleo familiare sono atterrati a Melbourne. Poco dopo, un’altra donna insieme al figlio è arrivata a Sydney.</p>



<p>Le autorità di polizia hanno confermato che alcune delle donne saranno arrestate e incriminate al loro arrivo, mentre per altre sono in corso indagini approfondite per verificare eventuali responsabilità o collegamenti con attività terroristiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le identità e i legami familiari</h3>



<p>Il gruppo arrivato a Melbourne sarebbe composto da Kawsar Abbas, indicata come nonna, e dalle sue figlie adulte Zeinab e Zahra Ahmed, insieme agli otto figli delle due donne.</p>



<p>Abbas è sposata con Mohammad Ahmad, uomo che secondo le autorità australiane avrebbe gestito un’organizzazione benefica sospettata di essere stata utilizzata per trasferire fondi destinati allo Stato Islamico. L’uomo ha sempre respinto le accuse, sostenendo la propria innocenza in una precedente intervista rilasciata mentre si trovava detenuto in Siria.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il secondo arrivo a Sydney</h3>



<p>La donna giunta a Sydney è stata identificata dai media locali come Janai Safar, accompagnata dal figlio di nove anni nato in Siria. Si tratta di un’ex studentessa di infermieristica proveniente da Sydney, che avrebbe lasciato l’Australia nel 2015 per raggiungere la Siria e avrebbe successivamente sposato un combattente dell’ISIS.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sicurezza e tensione politica</h3>



<p>Il rientro del gruppo riapre un tema particolarmente sensibile per le autorità australiane: la gestione dei cittadini rientrati da zone di conflitto e sospettati di legami con organizzazioni terroristiche.</p>



<p>Le forze dell’ordine hanno sottolineato che ogni posizione sarà valutata singolarmente e che, oltre agli arresti già previsti, potrebbero emergere ulteriori procedimenti in base agli esiti delle indagini.</p>



<p>Il caso alimenta un nuovo fronte di discussione politica tra sicurezza nazionale, gestione del rimpatrio e tutela dei minori coinvolti.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/tredici-donne-e-bambini-legati-allisis-rientrano-in-australia-tra-arresti-e-indagini/">Tredici donne e bambini legati all’ISIS rientrano in Australia tra arresti e indagini</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/tredici-donne-e-bambini-legati-allisis-rientrano-in-australia-tra-arresti-e-indagini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PSG in finale di Champions, notte di caos a Parigi: 127 arresti e 34 feriti dopo gli scontri (video)</title>
		<link>https://www.tviweb.it/psg-in-finale-di-champions-notte-di-caos-a-parigi-127-arresti-e-34-feriti-dopo-gli-scontri-video/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/psg-in-finale-di-champions-notte-di-caos-a-parigi-127-arresti-e-34-feriti-dopo-gli-scontri-video/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 08:29:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365453</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Giuseppe Balsamo (sotto: i video). Notte di festa ma anche di forte tensione a Parigi dopo la qualificazione del Paris Saint-Germain alla finale di Champions League. Il pareggio per 1-1 contro il Bayern Monaco, dopo il successo dell’andata per<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/psg-in-finale-di-champions-notte-di-caos-a-parigi-127-arresti-e-34-feriti-dopo-gli-scontri-video/">PSG in finale di Champions, notte di caos a Parigi: 127 arresti e 34 feriti dopo gli scontri (video)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Giuseppe Balsamo</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>(sotto: i video). Notte di festa ma anche di forte tensione a Parigi dopo la qualificazione del Paris Saint-Germain alla finale di Champions League. Il pareggio per 1-1 contro il Bayern Monaco, dopo il successo dell’andata per 5-4, ha regalato al club francese la seconda finale europea consecutiva, scatenando l’entusiasmo dei tifosi nelle strade della capitale.</p>



<p>I festeggiamenti, però, sono presto degenerati in scontri e disordini in diverse zone della città. Secondo quanto riferito dal prefetto di Parigi Laurent Nuñez a CNews ed Europe 1, sono state arrestate 127 persone nell’area metropolitana parigina, di cui 107 nella sola città di Parigi.</p>



<p>Il bilancio dei tafferugli parla anche di 34 feriti complessivi. Tra questi, 11 civili, uno dei quali in gravi condizioni dopo essere stato colpito da un mortaio pirotecnico. Feriti lievemente anche 23 agenti di polizia impegnati nelle operazioni di ordine pubblico.</p>



<p>Le immagini dei festeggiamenti hanno mostrato scene di esultanza davanti ai maxi schermi e nelle principali piazze della città, ma anche lanci di fumogeni, cariche e interventi delle forze dell’ordine per contenere i disordini.</p>



<p>Ora l’attenzione si sposta sulla finale di Champions League tra PSG e Arsenal, in programma sabato 30 maggio a Budapest. Il prefetto Nuñez ha assicurato che le autorità adotteranno “la stessa fermezza” vista durante la notte degli scontri, annunciando interventi sistematici contro eventuali episodi di violenza e chiarendo che “non saranno tollerati disordini”.</p>



<p>Il rappresentante delle forze dell’ordine ha inoltre confermato un massiccio piano sicurezza per la finale, esprimendo però perplessità sulla decisione del sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire di annunciare unilateralmente una fan zone per seguire la partita. “Di solito ci confrontiamo prima con la prefettura di polizia, questa volta non è successo. Bisognerà capire dove verrà allestita”, ha dichiarato.</p>



<p>Intanto il PSG si prepara all’ultimo atto della competizione europea dopo aver eliminato il Bayern Monaco grazie al successo complessivo ottenuto tra andata e ritorno.</p>



<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_-nxc64d2bN10XpGx_1080p.mp4"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video height="480" style="aspect-ratio: 848 / 480;" width="848" controls src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_Pf62d8cQXFr_Gnph_480p.mp4"></video></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/psg-in-finale-di-champions-notte-di-caos-a-parigi-127-arresti-e-34-feriti-dopo-gli-scontri-video/">PSG in finale di Champions, notte di caos a Parigi: 127 arresti e 34 feriti dopo gli scontri (video)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/psg-in-finale-di-champions-notte-di-caos-a-parigi-127-arresti-e-34-feriti-dopo-gli-scontri-video/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_-nxc64d2bN10XpGx_1080p.mp4" length="9503007" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_Pf62d8cQXFr_Gnph_480p.mp4" length="2734070" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>Scuola: promossi tutti, bocciato il futuro. La Francia dice basta. E l&#8217;Italia?</title>
		<link>https://www.tviweb.it/scuola-promossi-tutti-bocciato-il-futuro-la-francia-dice-basta-e-litalia/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/scuola-promossi-tutti-bocciato-il-futuro-la-francia-dice-basta-e-litalia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 07:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SCUOLA - UNIVERSITÀ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365436</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Umberto Baldo C’è voluto il buon senso dei francesi per dire una cosa che da noi è diventata quasi clandestina: la scuola non serve a stare bene, serve a diventare capaci. Parbleu, direbbero loro.&#160; Da noi invece si direbbe:<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/scuola-promossi-tutti-bocciato-il-futuro-la-francia-dice-basta-e-litalia/">Scuola: promossi tutti, bocciato il futuro. La Francia dice basta. E l&#8217;Italia?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p><em><strong>di Umberto Baldo</strong></em></p>



<p>C’è voluto il buon senso dei francesi per dire una cosa che da noi è diventata quasi clandestina: la scuola non serve a stare bene, serve a diventare capaci.</p>



<p>Parbleu, direbbero loro.&nbsp;</p>



<p>Da noi invece si direbbe: “Attenzione, si potrebbe urtare la sensibilità degli studenti”.&nbsp;&nbsp;&nbsp;E dei loro genitori, mi permetto di aggiungere!</p>



<p>Chi mi legge da anni sa bene che su questo tema ho combattuto una piccola guerra personale, spesso in solitudine, contro quella che ho chiamato senza troppi giri di parole la “scuola facile”: quella del tutti promossi, del voto che “può ferire”, dello studio che “stressa”, dell’inclusione trasformata in alibi per abbassare ogni asticella.</p>



<p>Per anni mi sono sentito dire che esageravo, che ero nostalgico, che non capivo “i nuovi paradigmi educativi”.</p>



<p>Bene. Adesso scopriamo che non ero io ad essere cattivo, ed anche i cugini francesi sembra abbiano realizzato che i “nuovi paradigmi” erano semplicemente un errore.</p>



<p>La notizia è semplice, quasi brutale nella sua chiarezza: in Francia si torna alla selezione.&nbsp;</p>



<p>Il nuovo “brevet” (corrispondente grosso modo al nostro esame di terza media) sarà più severo, più esigente, meno accomodante.&nbsp;</p>



<p>Risultato? Solo il 75% degli studenti passerà l’esame, contro l’85% dello scorso anno (faccio notare che nella nostra Repubblica di Pulcinella la percentuale di promossi all’esame di terza media è del 99,9%)</p>



<p>Apriti cielo.</p>



<p>Accuse immediate: classismo, discriminazione, ritorno al passato, crudeltà pedagogica.</p>



<p>Il solito repertorio, quello che scatta ogni volta che qualcuno osa dire che studiare serve davvero.</p>



<p>Eppure la domanda vera è un’altra, ed è molto più scomoda: che valore ha un diploma che ottengono tutti?</p>



<p>Perché qui sta la grande truffa contemporanea: abbiamo trasformato il successo scolastico in un diritto, non in un risultato.<br>Abbiamo deciso che promuovere è inclusivo, bocciare è violento, valutare è offensivo.</p>



<p>E così abbiamo costruito una gigantesca macchina di illusioni.</p>



<p>Ragazzi convinti di sapere, quando non sanno.<br>Diplomati che fanno fatica a comprendere un testo, o non sono in grado di scrivere una pagina senza errori.<br>Studenti universitari che chiedono il 18 “per favore”, come fosse una cortesia e non un esame.</p>



<p>Altro che ascensore sociale.&nbsp;</p>



<p>Questo è un tapis roulant fermo, dove tutti camminano e nessuno si muove.</p>



<p>La Francia, almeno per ora, sembra aver deciso di dire basta.<br>Da quelle parti hanno finalmente capito una cosa elementare: se abbassi l’asticella per tutti, non stai aiutando i più deboli. Li stai condannando.</p>



<p>Perché chi ha mezzi, famiglia, contesto, recupera comunque.<br>Chi non li ha, invece, si aggrappa proprio alla scuola per fare il salto.</p>



<p>Ma se la scuola smette di chiedere, smette anche di dare.</p>



<p>E allora sì che la “scuola facile” diventa la più grande fabbrica di disuguaglianza mai inventata.&nbsp;</p>



<p>Solo che lo fa con il sorriso, con l’inclusione, con l’ascolto, con le parole giuste.</p>



<p>Una truffa perfetta.</p>



<p>I critici della riforma francese citano la solita litania: la meritocrazia non elimina le disuguaglianze, le “giustifica”.<br>È una tesi elegante, anche raffinata.&nbsp;</p>



<p>Ma ha un piccolo difetto: ignora la realtà.</p>



<p>La realtà è che senza merito non resta nulla, solo arbitrio, mediocrità, e soprattutto risentimento.</p>



<p>Perché quando tutti vengono promossi, ma poi nella vita qualcuno va avanti e qualcuno resta indietro, allora la domanda diventa inevitabile: “Perché io no?”</p>



<p>E lì non c’è più il Professore da accusare.<br>C’è il mondo reale.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Ed è un mondo che non regala voti.</p>



<p>Il punto non è scegliere tra scuola severa e scuola inclusiva.<br>Il punto è capire che una scuola che non seleziona non educa, addestra alla fragilità.</p>



<p>Abbiamo allevato generazioni convinte che ogni ostacolo sia un’ingiustizia, ogni insufficienza un trauma, ogni difficoltà una colpa del sistema.<br>E poi ci stupiamo se al primo impatto con la realtà si frantumano.</p>



<p>La verità, quella che non si osa più dire, è semplice: che la fatica è parte dell’educazione, l’errore è parte della crescita, la selezione è parte della giustizia.</p>



<p>Non per sadismo. Per serietà.</p>



<p>La scuola non è un luogo dove si distribuisce autostima.<br>È il luogo dove si costruiscono strumenti.</p>



<p>E se quegli strumenti non li dai, non stai facendo un favore agli studenti, li stai disarmando.</p>



<p>La Francia oggi prova ad invertire la rotta.<br>Vedremo quanto durerà, perché anche lì le sirene del buonismo sono forti.</p>



<p>Noi, nel frattempo, restiamo fedeli alla nostra specialità nazionale: fare finta che tutto vada bene, purché nessuno si senta male.</p>



<p>Peccato che poi, fuori dalla scuola, il mondo non abbia nessuna intenzione di collaborare.</p>



<p>Ed a quel punto non basterà un colloquio motivazionale.<br>Serviva prima. In aula. Con un libro aperto e qualcuno che avesse il coraggio di dire: “Non basta. Studia di più.”</p>



<p>Ma quello, evidentemente, oggi nel Bel Paese è considerato estremismo pedagogico.</p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/scuola-promossi-tutti-bocciato-il-futuro-la-francia-dice-basta-e-litalia/">Scuola: promossi tutti, bocciato il futuro. La Francia dice basta. E l&#8217;Italia?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/scuola-promossi-tutti-bocciato-il-futuro-la-francia-dice-basta-e-litalia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’equivoco Meloni: Trump e Putin hanno perso la scommessa italiana</title>
		<link>https://www.tviweb.it/lequivoco-meloni-trump-e-putin-hanno-perso-la-scommessa-italiana/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/lequivoco-meloni-trump-e-putin-hanno-perso-la-scommessa-italiana/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 07:37:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365431</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Non è stato un dettaglio a tradire l’equivoco. È stato il tono. Quando&#160;Donald Trump&#160;attacca “a freddo” un alleato, senza un casus belli evidente, non siamo più nel campo delle divergenze diplomatiche.&#160; Siamo già dentro un errore di valutazione.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/lequivoco-meloni-trump-e-putin-hanno-perso-la-scommessa-italiana/">L’equivoco Meloni: Trump e Putin hanno perso la scommessa italiana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>Non è stato un dettaglio a tradire l’equivoco. È stato il tono.</p>



<p>Quando&nbsp;Donald Trump&nbsp;attacca “a freddo” un alleato, senza un casus belli evidente, non siamo più nel campo delle divergenze diplomatiche.&nbsp;</p>



<p>Siamo già dentro un errore di valutazione.</p>



<p>In politica, le coincidenze possono anche esistere. Ma quasi mai spiegano tutto.</p>



<p>Sono convinto che, in questi anni di governo,&nbsp;Giorgia Meloni&nbsp;abbia dato il meglio di sé in politica estera.<br>Al contrario, sul fronte interno le riforme promesse in campagna elettorale sono rimaste tutte sulla carta; un deficit di concretezza che peserà inevitabilmente nelle urne il prossimo anno.</p>



<p>Ma è fuori dai confini nazionali che si misura davvero la tenuta di una leadership, soprattutto in una fase storica in cui i margini di manovra economici sono ridotti e gli equilibri globali tutt’altro che stabili.</p>



<p>In questo contesto, la Premier è riuscita, fra luci ed ombre, a mantenere l’Italia nel solco della sua tradizione internazionale: atlantismo, collocazione europea, sostegno all’Ucraina.&nbsp;</p>



<p>Non era scontato, considerando una maggioranza composta da tre partiti appartenenti a famiglie politiche europee diverse, spesso in competizione tra loro</p>



<p>Eppure, proprio su questo terreno si è consumato l’equivoco.</p>



<p>Non appare casuale che gli attacchi personali contro Meloni siano arrivati quasi in simultanea sia da Trump sia da un megafono del Cremlino, come&nbsp;Vladimir Solovyov.&nbsp;</p>



<p>Non perché esista necessariamente un coordinamento formale tra Washington e Mosca, ma perché, su un punto, le due visioni convergono: l’indebolimento dell’Unione Europea.</p>



<p>Trump ha colpito Roma con una stizza particolare, estendendo i suoi strali anche ad altri leader europei, da Sanchez a Merz, ma con un accanimento che tradisce qualcosa di più di una divergenza politica.&nbsp;</p>



<p>Il sospetto è che avesse immaginato Meloni come una versione occidentale di&nbsp;Viktor Orbán.&nbsp;</p>



<p>E che, accorgendosi dell’errore, abbia reagito nel modo che gli è più congeniale: attaccando.</p>



<p>L’errore, però, non è solo suo.</p>



<p>Per anni, una parte del mondo politico e mediatico internazionale ha raccontato una narrazione semplificata: sovranisti uguali tra loro, destra europea come blocco omogeneo, leader intercambiabili.&nbsp;</p>



<p>Una lettura comoda, ma profondamente sbagliata.<br>Tra Meloni e Orbán esiste indubbiamente un’antica sintonia politica, ma le loro traiettorie ad un certo punto si sono&nbsp;&nbsp;divise in modo netto: l’ormai ex premier ungherese era diventato un fattore di attrito permanente dentro UE e NATO, mentre l’Italia ha scelto di restare ancorata al perimetro euro-atlantico.</p>



<p>È qui che nasce il malinteso.</p>



<p>Roma ha probabilmente sopravvalutato la possibilità di “normalizzare” Trump dentro una cornice classica di alleanza, immaginando un rapporto bilaterale privilegiato capace di bilanciare il peso di Francia e Germania.&nbsp;</p>



<p>Ma questa strategia poggiava su un presupposto fragile: che Trump volesse rafforzare l’Occidente.<br>Purtroppo tutte le sue mosse indicano il contrario.</p>



<p>Non serve immaginare un patto tra Casa Bianca e Cremlino per cogliere la convergenza di interessi: indebolire le Istituzioni europee, frammentare il fronte occidentale, riportare i rapporti internazionali ad una logica di pura forza.&nbsp;</p>



<p>In questo schema, un’Italia allineata alla Ue ed affidabile, agli occhi di Trump non è una risorsa.</p>



<p>È un ostacolo.</p>



<p>Da qui la delusione, e da qui gli attacchi.</p>



<p>Quasi certamente, qualcuno degli amichetti “italici” di Putin aveva raccontato a Mosca e dintorni un’Italia diversa, più disponibile a forzare gli equilibri europei.&nbsp;</p>



<p>Ma quella rappresentazione si è rivelata, alla prova dei fatti, poco più che millanteria.</p>



<p>Va anche sottolineato che Meloni ha, a sua volta, sopravvalutato il proprio spazio di manovra.&nbsp;</p>



<p>L’idea di potersi muovere come “pontiera” tra Washington e Bruxelles presupponeva un interlocutore americano disposto a giocare quella partita.&nbsp;</p>



<p>Quando è diventato evidente che così non era, il riposizionamento è stato inevitabile.</p>



<p>Ed è avvenuto, va riconosciuto, con una certa rapidità.</p>



<p>Il riavvicinamento al triangolo europeo formato da&nbsp;Emmanuel Macron,&nbsp;Friedrich Merz&nbsp;e&nbsp;Keir Starmer&nbsp;ha consentito all’Italia di non restare isolata e di salvaguardare la sostanza della propria politica estera.&nbsp;</p>



<p>Ma ha anche ridimensionato, almeno per ora, le ambizioni di autonomia strategica.</p>



<p>Resta, sullo sfondo, un dato politico difficile da ignorare: l’idea che Meloni potesse essere il “cavallo di Troia” perfetto per scardinare l’Unione Europea si è rivelata un errore grossolano.&nbsp;</p>



<p>Un errore che dice molto più su chi lo ha commesso che su chi ne è stato oggetto.</p>



<p>Trump e Putin, in modi diversi, avevano scommesso su un’Italia diversa. Hanno perso.</p>



<p>La vera partita, però, comincia adesso.&nbsp;</p>



<p>Perché se l’equivoco è stato chiarito, resta da capire se l’Italia saprà trasformare questa posizione in una strategia stabile, o se continuerà a muoversi in equilibrio tra ambizioni e vincoli, senza decidere fino in fondo da che parte stare.</p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/lequivoco-meloni-trump-e-putin-hanno-perso-la-scommessa-italiana/">L’equivoco Meloni: Trump e Putin hanno perso la scommessa italiana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/lequivoco-meloni-trump-e-putin-hanno-perso-la-scommessa-italiana/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Americani i più odiati? In Messico discoteca fa pagare 300 dollari d&#8217;ingresso agli statunitensi: &#8220;Risposta a un anno di insulti&#8221;</title>
		<link>https://www.tviweb.it/americani-i-piu-odiati-in-messico-discoteca-fa-pagare-300-dollari-dingresso-agli-statunitensi-risposta-a-un-anno-di-insulti/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/americani-i-piu-odiati-in-messico-discoteca-fa-pagare-300-dollari-dingresso-agli-statunitensi-risposta-a-un-anno-di-insulti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 10:11:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365343</guid>

					<description><![CDATA[<p>Fa discutere a Città del Messico la decisione di una discoteca del quartiere Roma Norte di applicare un prezzo d’ingresso differenziato in base alla nazionalità, con una tariffa di circa 300 dollari per i cittadini statunitensi, contro i 20 dollari<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/americani-i-piu-odiati-in-messico-discoteca-fa-pagare-300-dollari-dingresso-agli-statunitensi-risposta-a-un-anno-di-insulti/">Americani i più odiati? In Messico discoteca fa pagare 300 dollari d&#8217;ingresso agli statunitensi: &#8220;Risposta a un anno di insulti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Fa discutere a Città del Messico la decisione di una discoteca del quartiere Roma Norte di applicare un prezzo d’ingresso differenziato in base alla nazionalità, con una tariffa di circa 300 dollari per i cittadini statunitensi, contro i 20 dollari per gli altri stranieri e appena 14 dollari per messicani e latinoamericani.</p>



<p>Il locale, chiamato “Japan”, è diventato virale dopo la pubblicazione di un post su Instagram che ha raccolto oltre 26.000 like e centinaia di commenti, molti dei quali favorevoli alla scelta, inserita nel più ampio dibattito sulla presenza crescente di americani e stranieri nei quartieri centrali della capitale.</p>



<p>Nel messaggio, il club ha spiegato in modo provocatorio che il prezzo base d’ingresso è di 5.000 pesos, mentre gli sconti sono destinati a categorie considerate “più bisognose”, fino al 95% per latinoamericani e al 97% per studenti e insegnanti.</p>



<p>Il proprietario del locale, Federico Crespo, ha difeso la scelta sostenendo che si tratta di una risposta alle tensioni politiche tra Messico e Stati Uniti e al clima creato, a suo dire, dalle politiche e dichiarazioni dell’ex presidente Donald Trump.</p>



<p>“È una risposta a un anno di insulti rivolti al nostro Paese dagli Stati Uniti”, ha dichiarato, aggiungendo che la misura è anche legata alla crescente gentrificazione della città.</p>



<p>Il provvedimento si inserisce infatti in un contesto di forte tensione urbana: nei quartieri di Roma e Condesa, l’arrivo di expat e nomadi digitali ha fatto aumentare affitti e costo della vita, spingendo molti residenti storici ad abbandonare le zone centrali.</p>



<p>Il fenomeno ha già alimentato proteste in città, con manifestazioni contro la gentrificazione sfociate in alcuni casi in disordini e vandalismi, e slogan contro la crescente “invasione” di stranieri.</p>



<p>Secondo Crespo, parte dei ricavi extra generati dai biglietti viene redistribuita ai lavoratori, con l’obiettivo di compensare l’aumento del costo della vita e degli affitti.</p>



<p>La vicenda ha riacceso il dibattito internazionale su turismo di massa, gentrificazione e squilibri economici nelle grandi città globali, fenomeni già osservati anche in altre metropoli come Barcellona e Lisbona.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/americani-i-piu-odiati-in-messico-discoteca-fa-pagare-300-dollari-dingresso-agli-statunitensi-risposta-a-un-anno-di-insulti/">Americani i più odiati? In Messico discoteca fa pagare 300 dollari d&#8217;ingresso agli statunitensi: &#8220;Risposta a un anno di insulti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/americani-i-piu-odiati-in-messico-discoteca-fa-pagare-300-dollari-dingresso-agli-statunitensi-risposta-a-un-anno-di-insulti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gioco erotico fatale: uomo muore soffocato, l&#8217;amante condannata a risarcire 450 mila euro alla famiglia</title>
		<link>https://www.tviweb.it/gioco-erotico-fatale-uomo-muore-soffocato-lamante-condannata-a-risarcire-450-mila-euro-alla-famiglia/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/gioco-erotico-fatale-uomo-muore-soffocato-lamante-condannata-a-risarcire-450-mila-euro-alla-famiglia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 10:06:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365340</guid>

					<description><![CDATA[<p>Arriva la decisione del Tribunale civile di Alessandria sul caso del 61enne morto durante un gioco erotico con l’amante: i familiari dell’uomo riceveranno un risarcimento complessivo di circa 450 mila euro, comprensivo di danni e spese legali, oltre agli interessi.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/gioco-erotico-fatale-uomo-muore-soffocato-lamante-condannata-a-risarcire-450-mila-euro-alla-famiglia/">Gioco erotico fatale: uomo muore soffocato, l&#8217;amante condannata a risarcire 450 mila euro alla famiglia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Arriva la decisione del Tribunale civile di Alessandria sul caso del 61enne morto durante un gioco erotico con l’amante: i familiari dell’uomo riceveranno un risarcimento complessivo di circa 450 mila euro, comprensivo di danni e spese legali, oltre agli interessi.</p>



<p>La sentenza chiude la fase civile di una vicenda già definita in sede penale. Nel 2022 la Corte d’Assise d’Appello di Torino aveva riconosciuto la responsabilità della donna per omicidio colposo, con attenuanti e concorso di colpa con la vittima, rimandando però la quantificazione del danno al giudizio civile.</p>



<p>Secondo quanto stabilito ora dal giudice, la responsabilità è stata ripartita: il 60% attribuito alla vittima e il 40% alla donna, con conseguente riduzione dell’importo risarcitorio rispetto al danno complessivo accertato.</p>



<p>I fatti risalgono all’11 luglio 2016, quando il 61enne è morto in un appartamento di Alessandria dopo un gioco erotico basato su pratiche di bondage. Secondo la ricostruzione processuale, durante la sessione l’uomo sarebbe rimasto legato e la situazione sarebbe sfuggita al controllo, fino a provocarne il soffocamento.</p>



<p>La donna, che con la vittima aveva una relazione di lunga durata, aveva raccontato che si trattava di una pratica consensuale già sperimentata in passato e che avrebbe dovuto tornare a liberarlo dopo alcune ore. Tuttavia, quando rientrò, l’uomo era già in condizioni critiche. Nonostante l’intervento dei sanitari del 118, non fu possibile salvarlo.</p>



<p>Nel corso del processo è emerso che anche fattori come caldo, alcol e modalità della legatura avrebbero contribuito al decesso. La responsabilità penale era stata poi ridotta a omicidio colposo, con condanna definitiva a un anno di reclusione.</p>



<p>Il legale dei familiari ha espresso soddisfazione per la decisione, pur sottolineando che la cifra avrebbe potuto essere più alta in relazione alla sofferenza patita dalla vittima. La famiglia, ha spiegato, valuta la chiusura definitiva della vicenda come un passaggio necessario dopo anni di procedimento giudiziario.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/gioco-erotico-fatale-uomo-muore-soffocato-lamante-condannata-a-risarcire-450-mila-euro-alla-famiglia/">Gioco erotico fatale: uomo muore soffocato, l&#8217;amante condannata a risarcire 450 mila euro alla famiglia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/gioco-erotico-fatale-uomo-muore-soffocato-lamante-condannata-a-risarcire-450-mila-euro-alla-famiglia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Mercato delle Tragedie: perché alcune guerre valgono più di altre?</title>
		<link>https://www.tviweb.it/il-mercato-delle-tragedie-perche-alcune-guerre-valgono-piu-di-altre/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/il-mercato-delle-tragedie-perche-alcune-guerre-valgono-piu-di-altre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 09:52:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365336</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo C’è una tentazione profondamente umana, quanto ferocemente ipocrita: stilare una classifica delle guerre.&#160; Mettere in fila i morti, stabilire una graduatoria del dolore e decidere, a tavolino, quale tragedia meriti l’indignazione collettiva e quale debba scivolare nel silenzio.&#160;<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-mercato-delle-tragedie-perche-alcune-guerre-valgono-piu-di-altre/">Il Mercato delle Tragedie: perché alcune guerre valgono più di altre?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>C’è una tentazione profondamente umana, quanto ferocemente ipocrita: stilare una classifica delle guerre.&nbsp;</p>



<p>Mettere in fila i morti, stabilire una graduatoria del dolore e decidere, a tavolino, quale tragedia meriti l’indignazione collettiva e quale debba scivolare nel silenzio.&nbsp;</p>



<p>Ma c’è qualcosa di più grave: cancellare interi conflitti, come se non esistessero.</p>



<p>Oggi, accade esattamente questo.</p>



<p>Mentre le piazze europee ed italiane si riempiono di bandiere e slogan per la causa palestinese, esiste un conflitto che non trova posto né nei cortei, né nelle coscienze: quello che devasta il Sudan da più di tre anni.</p>



<p>Eppure, senza giri di parole, è la più grave crisi umanitaria in corso sul pianeta.</p>



<p>Parliamo di quasi 25 milioni di persone alla fame.&nbsp;</p>



<p>Non una cifra astratta, ma esseri umani in carne e ossa; donne, bambini, uomini, vecchi.&nbsp;</p>



<p>Parliamo di un Paese dove oltre 33 milioni di individui necessitano di assistenza umanitaria.&nbsp;</p>



<p>Dove la carestia e la fame sono già realtà in diverse aree e minacciano di estendersi.&nbsp;</p>



<p>Dove la produzione agricola è crollata quasi della metà, spazzando via la possibilità stessa di sopravvivenza per milioni di persone.</p>



<p>Eppure tutto questo resta sullo sfondo.&nbsp;</p>



<p>Una tragedia &#8220;carsica&#8221;, un rumore bianco nei media, quasi che la fame in Africa sia una condizione naturale, un destino ineluttabile di quelle latitudini.&nbsp;</p>



<p>Come se il sangue africano fosse meno scandaloso, meno urgente, meno &#8220;fotogenico&#8221; di quello di Gaza.</p>



<p>Come se la fame africana fosse meno scandalosa, meno urgente, meno degna di indignazione di quella palestinese.</p>



<p>La domanda è brutale e politicamente scorretta, ma inevitabile: perché nei cortei Pro-Palestina non sventola mai una bandiera del Sudan?&nbsp;&nbsp;E così anche in quelli dei nostri pacifisti da salotto?</p>



<p>Forse perché non è una guerra mediaticamente spendibile?&nbsp;</p>



<p>Perché mancano sponsor culturali e “finanziari” capaci di orientare il consenso?&nbsp;</p>



<p>O, più cinicamente, perché gli africani sono considerati meno &#8220;rappresentabili&#8221; nel grande teatro morale dell&#8217;Occidente?</p>



<p>Il punto non è stabilire quale causa sia più giusta.&nbsp;</p>



<p>Il punto è smascherare il meccanismo per cui il dolore di alcuni mobilita le folle, mentre quello di altri annega nell&#8217;indifferenza.</p>



<p>Lo stesso schema si ripete ovunque.&nbsp;</p>



<p>In Italia, l’odio anti-israeliano ed anti-americano riempie i discorsi, ma passa sotto silenzio la macelleria teocratica in Iran: centinaia di esecuzioni, ragazzi e ragazze impiccati (600 da inizio anno) con l&#8217;accusa grottesca di essere &#8220;nemici di Dio&#8221; o di&nbsp;&nbsp;“diffusione della corruzione sulla Terra”.&nbsp;</p>



<p>Una repressione brutale che non trova spazio nel racconto dominante perché &#8220;disturba&#8221; la narrazione ideologica.&nbsp;</p>



<p>Questa non è informazione. Non è politica.&nbsp;</p>



<p>È selezione morale che diventa selettiva indignazione.&nbsp;&nbsp;Un&#8217;indignazione a intermittenza che vede solo ciò che conviene vedere.</p>



<p>ll Sudan oggi è il simbolo di questa distorsione: un Paese vastissimo, crocevia tra Nord Africa, Sahel e Corno d’Africa, affacciato sul Mar Rosso, devastato da una guerra che produce fame prima ancora che morte.&nbsp;</p>



<p>Un conflitto che non solo uccide, ma impedisce sistematicamente di vivere.</p>



<p>Ignorarlo non è una svista. È una scelta.</p>



<p>Perché il dolore non ha gerarchie. Ma le nostre coscienze, evidentemente, sì.</p>



<p>E questo dice molto più di noi che delle guerre che fingiamo di guardare.</p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-mercato-delle-tragedie-perche-alcune-guerre-valgono-piu-di-altre/">Il Mercato delle Tragedie: perché alcune guerre valgono più di altre?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/il-mercato-delle-tragedie-perche-alcune-guerre-valgono-piu-di-altre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>USA &#8211; Risolto il mistero dell’ex modella originaria di Montagnana scomparsa per 13 giorni. È detenuta in Florida</title>
		<link>https://www.tviweb.it/new-york-ritrovata-lex-modella-di-montagnana-elisabetta-tai-ferretto-scomparsa-per-13-giorni-aveva-denunciato-epstein/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/new-york-ritrovata-lex-modella-di-montagnana-elisabetta-tai-ferretto-scomparsa-per-13-giorni-aveva-denunciato-epstein/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 08:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365275</guid>

					<description><![CDATA[<p>Aggiornamento Si chiude – almeno in parte – il giallo sulla scomparsa di Elisabetta Ferretto, la 50enne originaria di Montagnana di cui non si avevano più notizie dal 22 aprile negli Stati Uniti. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, la<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/new-york-ritrovata-lex-modella-di-montagnana-elisabetta-tai-ferretto-scomparsa-per-13-giorni-aveva-denunciato-epstein/">USA &#8211; Risolto il mistero dell’ex modella originaria di Montagnana scomparsa per 13 giorni. È detenuta in Florida</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Aggiornamento</p>



<p>Si chiude – almeno in parte – il giallo sulla scomparsa di Elisabetta Ferretto, la 50enne originaria di Montagnana di cui non si avevano più notizie dal 22 aprile negli Stati Uniti.</p>



<p>Secondo quanto emerso nelle ultime ore, la donna si trova viva ed è detenuta in un carcere della Florida. La conferma è arrivata tramite Interpol, che ha trasmesso la comunicazione ai carabinieri e alle autorità italiane, specificando anche che la 50enne sarebbe in buone condizioni di salute.</p>



<p>La notizia è stata verificata anche dai canali consolari italiani negli Stati Uniti. Non sono stati però resi noti i motivi dell’arresto, né è chiaro da quanto tempo la donna si trovi in custodia. Una delle ipotesi è che non abbia avuto la possibilità di contattare i familiari dopo il fermo.</p>



<p>Per la famiglia, che per quasi due settimane ha vissuto momenti di forte angoscia senza alcun contatto, si tratta di un enorme sollievo. La scomparsa aveva infatti fatto temere il peggio: telefono irraggiungibile, social disattivati e nessuna comunicazione improvvisamente interrotta.</p>



<p>La vicenda era finita anche all’attenzione della Procura di Rovigo e del Ministero degli Esteri, che avevano attivato i canali diplomatici per le ricerche negli USA.</p>



<p>Ora il caso prende una nuova direzione: resta da chiarire cosa sia accaduto dopo il ritorno della donna negli Stati Uniti e quali siano le ragioni della sua detenzione.</p>



<p>+++</p>



<p>È durata circa due settimane la scomparsa di Elisabetta Tai Ferretto, 50 anni, originaria di Montagnana in provincia di Padova e residente da oltre vent’anni a New York. La donna, ex modella e oggi attiva anche nel settore immobiliare, era sparita dal 22 aprile scorso, facendo scattare l’allarme tra familiari e autorità.</p>



<p>La 50enne vive stabilmente negli Stati Uniti dal 2001 e negli anni aveva lavorato nel mondo della moda. Proprio fino a pochi giorni prima della scomparsa i contatti con la famiglia erano quotidiani, soprattutto con la madre. Poi, improvvisamente, il silenzio: telefonate senza risposta e canali social non più accessibili.</p>



<p>La famiglia, preoccupata per l’assenza anomala, ha presentato denuncia di scomparsa alla Procura di Rovigo, che ha aperto un fascicolo trattandosi di una cittadina italiana all’estero. La segnalazione è stata successivamente trasmessa al Ministero degli Affari Esteri, attivando la cooperazione internazionale con le autorità statunitensi.</p>



<p>Secondo quanto ricostruito, nei primi giorni di aprile la donna era rientrata temporaneamente in Veneto per far visita ai familiari, prima di tornare negli Stati Uniti. È stato proprio dopo il rientro a New York che si sono persi i contatti.</p>



<p>Le ricerche, avviate tramite i canali diplomatici e di cooperazione internazionale, si sono concluse con il ritrovamento della donna negli Stati Uniti. Elisabetta Tai Ferretto è stata rintracciata a New York ed è risultata in buone condizioni di salute. La notizia è stata comunicata oggi ai familiari dai carabinieri della Compagnia di Este.</p>



<p>Il suo nome era stato in passato associato anche al caso di Jeffrey Epstein: secondo quanto riportato dai media statunitensi, sarebbe stata tra le persone che avevano denunciato episodi avvenuti anni prima, raccontando di essere stata avvicinata nell’ambiente della moda e di aver vissuto un’esperienza che aveva poi portato a una sua fuga.</p>



<p>Dopo giorni di apprensione e indagini, la vicenda si chiude quindi con un esito positivo: la donna è stata ritrovata e sta bene.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/new-york-ritrovata-lex-modella-di-montagnana-elisabetta-tai-ferretto-scomparsa-per-13-giorni-aveva-denunciato-epstein/">USA &#8211; Risolto il mistero dell’ex modella originaria di Montagnana scomparsa per 13 giorni. È detenuta in Florida</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/new-york-ritrovata-lex-modella-di-montagnana-elisabetta-tai-ferretto-scomparsa-per-13-giorni-aveva-denunciato-epstein/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ritrovato il batterista padovano Davide Lucchelli: rientra in Italia dopo la scomparsa a Budapest</title>
		<link>https://www.tviweb.it/scompare-a-budapest-durante-il-tour-mistero-sul-batterista-padovano-di-24-anni-ricerche-anche-con-linterpol/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/scompare-a-budapest-durante-il-tour-mistero-sul-batterista-padovano-di-24-anni-ricerche-anche-con-linterpol/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 07:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365094</guid>

					<description><![CDATA[<p>È stato ritrovato Davide Lucchelli, il 24enne batterista padovano scomparso il 1° maggio a Budapest, dove si trovava insieme ad alcuni amici per una serie di concerti con la band punk-rock trevigiana “Oggetto sconosciuto”. A confermare il ritrovamento è la<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/scompare-a-budapest-durante-il-tour-mistero-sul-batterista-padovano-di-24-anni-ricerche-anche-con-linterpol/">Ritrovato il batterista padovano Davide Lucchelli: rientra in Italia dopo la scomparsa a Budapest</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È stato ritrovato Davide Lucchelli, il 24enne batterista padovano scomparso il 1° maggio a Budapest, dove si trovava insieme ad alcuni amici per una serie di concerti con la band punk-rock trevigiana “Oggetto sconosciuto”.</p>



<p>A confermare il ritrovamento è la testata ungherese Telex.hu, che ha rilanciato un post social dell’organizzatore di uno degli eventi. Secondo quanto riportato, il giovane starebbe già rientrando in Italia in treno.</p>



<p>Lucchelli aveva fatto perdere le proprie tracce nella serata del primo maggio, poco prima dell’inizio di un concerto. L’ultimo avvistamento risaliva a un parcheggio della capitale ungherese. Al momento della scomparsa indossava jeans blu e una giacca di pelle nera, come comunicato anche dalla band.</p>



<p>La famiglia, residente nel Padovano, aveva immediatamente presentato denuncia ai carabinieri e si erano attivate le ricerche, con il coinvolgimento anche dell’Interpol.</p>



<p>Il musicista si trovava in Ungheria per una tournée europea che prevedeva altre tappe oltre a quella di Budapest, nell’ambito di un tour iniziato dopo concerti in Veneto e con date successive programmate tra Gorizia e la Slovenia.</p>



<p>Le cause dell’allontanamento non sono state rese note, ma la vicenda si è conclusa con il ritrovamento e il rientro del giovane in Italia.</p>



<p>+++</p>



<p></p>



<p>Padova – Ore di angoscia per la famiglia e gli amici di Davide Lucchelli, 24enne padovano e batterista della band trevigiana “Oggetto Sconosciuto”, di cui non si hanno più notizie dalla sera del primo maggio, quando si trovava a Budapest per una tappa del tour.</p>



<p>Il giovane era nella capitale ungherese insieme agli altri tre componenti del gruppo, con i quali avrebbe dovuto esibirsi in un concerto punk rock in occasione della festa dei Lavoratori. Tuttavia, intorno alle 20.30, Davide si è allontanato dal resto della band e da quel momento è sparito nel nulla. L’ultimo avvistamento risale a un parcheggio in Mester utca 30-32, dove indossava jeans blu e una giacca di pelle nera.</p>



<p>Subito dopo la scomparsa, i compagni di gruppo hanno annullato l’esibizione e allertato le autorità locali, avvisando contemporaneamente la famiglia. Il padre del ragazzo, nella serata del 2 maggio, si è recato presso la caserma dei Carabinieri di via Rismondo a Padova per formalizzare la denuncia. Da quel momento si è attivata la macchina delle ricerche, con il coinvolgimento anche dell’Interpol.</p>



<p>Sulla vicenda vige il massimo riserbo e, al momento, non viene esclusa alcuna ipotesi. Tra quelle al vaglio degli investigatori ci sono l’allontanamento volontario, la rapina o un possibile incontro pericoloso. Secondo quanto emerso, tra i membri della band non vi erano tensioni o dissapori: il gruppo è descritto come molto unito, legato da una forte amicizia oltre che dalla passione per la musica.</p>



<p>La trasferta in Ungheria rappresentava la prima esperienza internazionale del tour 2026, che prevedeva ben 24 date tra Italia ed estero. Dopo concerti a Treviso, Monteforte, Zero Branco, Trieste, Venezia e Padova, la tappa di Budapest avrebbe dovuto segnare un momento importante per la crescita del gruppo. I prossimi appuntamenti, già programmati per l’8 maggio a Gorizia e il giorno successivo in Slovenia, sono ora passati in secondo piano.</p>



<p>Chi conosce Davide lo descrive come un ragazzo serio, appassionato e con la testa sulle spalle, qualità che rendono ancora più inspiegabile la sua scomparsa. Intanto cresce l’apprensione anche a Padova, dove il giovane è molto conosciuto e stimato. Amici e familiari continuano a lanciare appelli, nella speranza di ricevere al più presto notizie positive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/scompare-a-budapest-durante-il-tour-mistero-sul-batterista-padovano-di-24-anni-ricerche-anche-con-linterpol/">Ritrovato il batterista padovano Davide Lucchelli: rientra in Italia dopo la scomparsa a Budapest</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/scompare-a-budapest-durante-il-tour-mistero-sul-batterista-padovano-di-24-anni-ricerche-anche-con-linterpol/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Venezia laboratorio d’Italia: voti islamici, identità in saldo</title>
		<link>https://www.tviweb.it/venezia-laboratorio-ditalia-voti-islamici-identita-in-saldo/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/venezia-laboratorio-ditalia-voti-islamici-identita-in-saldo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 07:41:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365296</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Tempo di elezioni amministrative. Tempo di liste, di candidati, di equilibrismi interni che farebbero impallidire anche i trapezisti del circo.&#160; Da sempre, in ogni realtà territoriale la compilazione delle liste per il Consiglio comunale è terreno di scontro.&#160;<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/venezia-laboratorio-ditalia-voti-islamici-identita-in-saldo/">Venezia laboratorio d’Italia: voti islamici, identità in saldo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>Tempo di elezioni amministrative. Tempo di liste, di candidati, di equilibrismi interni che farebbero impallidire anche i trapezisti del circo.&nbsp;</p>



<p>Da sempre, in ogni realtà territoriale la compilazione delle liste per il Consiglio comunale è terreno di scontro.&nbsp;</p>



<p>Correnti, cordate, piccoli potentati locali: tutti impegnati a piazzare gli “amici” ed a tenere fuori i “nemici”.&nbsp;</p>



<p>Fin qui nulla di nuovo sotto il sole italico.</p>



<p>Ma quando nelle liste compaiono candidati di origine extracomunitaria, e per di più apertamente legati all’Islam, il clima si surriscalda.&nbsp;</p>



<p>Non per un improvviso amore della filosofia politica, ma perché entrano in gioco identità, paure e, soprattutto, voti.</p>



<p>È successo a Vigevano, 63mila abitanti in provincia di Pavia,&nbsp;&nbsp;Comune da vent’anni a guida leghista.&nbsp;</p>



<p>Il candidato sindaco Riccardo Ghia ha inserito in lista due musulmani: Hussein Ibrahim, portavoce della comunità islamica locale, e Hagar Haggag, studentessa di scienze politiche.</p>



<p>Il primo si è candidato “nel nome di Allah”. La seconda ha fatto campagna elettorale con il velo. Apriti cielo.</p>



<p>Reazioni prevedibili: irritazione di Salvini, malumori interni alla Lega e, da destra, gli attacchi di chi non vedeva l’ora di accusare il Partito di incoerenza.&nbsp;</p>



<p>“Se combatti l’islamizzazione non candidi chi invoca Allah”, è stato il succo del ragionamento degli avversari. Lineare, almeno sul piano propagandistico.</p>



<p>Ma quello di Vigevano è quasi un antipasto.&nbsp;</p>



<p>Il piatto forte è Venezia.</p>



<p>Qui il Partito Democratico ha giocato una partita ben più ambiziosa, candidando sette esponenti della comunità bengalese.</p>



<p>E non si è trattato di una presenza simbolica.</p>



<p>Un volantino in lingua bangla, diffuso durante la campagna elettorale (che non ho visto ma che viene citato da tutti i giornali e media) si apre con un’invocazione religiosa: “Nel nome di Allah, il misericordioso, il compassionevole…”. Poi il messaggio politico:&nbsp;&#8220;Assalamu Alaikum a tutti i residenti di Marghera-Venezia. Per le elezioni del Consiglio municipale, due candidati della comunità bangladese sono stati indicati dal Pd. Mettete una croce sul simbolo del Pd&#8230;&#8221;</p>



<p>Qualcuno pensava davvero che una scelta del genere passasse inosservata?</p>



<p>Le accuse sono arrivate immediate: svendita dell’identità, voto di scambio, sicurezza sacrificata sull’altare del consenso.</p>



<p>Toni accesi, certo, ma non casuali. Dietro c’è un calcolo politico molto concreto.</p>



<p>Tra Venezia e Mestre vivono circa 30mila musulmani. Non tutti votano, ma il peso elettorale cresce.&nbsp;</p>



<p>Si stimano tra i 10 ed i 15mila cittadini di origine bengalese, con almeno 5mila potenziali elettori.</p>



<p>Numeri che, in un’elezione locale, possono fare la differenza.&nbsp;</p>



<p>Altro che dibattito filosofico sull’inclusione.</p>



<p>Nello stesso territorio esistono già una dozzina di luoghi di culto non ufficiali e un progetto da 20 milioni di euro per una grande moschea.&nbsp;</p>



<p>Il terreno è stato acquistato, gli spazi sono già stati utilizzati per celebrazioni religiose.</p>



<p>I promotori parlano di una delle moschee più grandi d’Europa.&nbsp;</p>



<p>Sui finanziamenti, però, circolano più dubbi che certezze.</p>



<p>E qui il punto diventa politico, non più solo locale.</p>



<p>Durante la presentazione delle liste, qualcuno è stato molto chiaro: “Vogliamo la moschea. Vogliamo che i nostri figli si sentano a casa”.</p>



<p>Legittimo desiderio, dal loro punto di vista. Ma altrettanto legittimo chiedersi se una rappresentanza elettorale possa davvero risolvere un nodo che è strutturale.</p>



<p>Nei giorni scorsi vi ho intrattenuto sul problema dei luoghi di culto islamico (vi rimando quindi al mio editoriale&nbsp;<a href="https://www.tviweb.it/moschee-senza-regole-il-nodo-irrisolto-tra-stato-e-islam/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.tviweb.it/moschee-senza-regole-il-nodo-irrisolto-tra-stato-e-islam/</a>) dimostrando che il problema è europeo, che la struttura non verticistica dell’Islam rende quasi impossibile trovare accordi o concordati con gli Stati, per cui trovo quanto meno azzardato pensare che qualche Consigliere comunale di fede musulmana a Venezia possa risolvere un problema che al momento sembra inestricabile.&nbsp;</p>



<p>Nel frattempo, però, il caso Venezia è diventato nazionale.&nbsp;</p>



<p>Anche perché il Partito Democratico conta ormai decine di amministratori locali di fede musulmana e sembra intenzionato ad ampliare ulteriormente questa presenza.</p>



<p>La destra ha gioco facile nel contrattacco: prima il crocifisso contestato nelle scuole, ora l’apertura all’Islam per conquistare voti.&nbsp;</p>



<p>Con l’immancabile corollario dello “ius soli” agitato come spettro.</p>



<p>Propaganda? Certo. Ma anche qui, non solo.</p>



<p>Perché il tema è destinato a restare. E non è marginale.</p>



<p>L’Italia non è ancora una società realmente multietnica.&nbsp;</p>



<p>Lo diventerà, probabilmente, ma il processo è lento ed ancora irto di resistenze.&nbsp;</p>



<p>Negarlo significa consegnarsi alla realtà, prima o poi, in modo traumatico.</p>



<p>Venezia, in questo senso, rappresenta un simbolo perfetto.</p>



<p>La Serenissima è stata per secoli una città cosmopolita, crocevia di popoli e culture.&nbsp;</p>



<p>Ma aveva una bussola chiarissima: l’interesse della Repubblica.&nbsp;</p>



<p>“Prima venexiani e poi cristiani” non era uno slogan folkloristico, ma una linea politica.</p>



<p>Oggi quella identità si è sfilacciata. La città storica conta meno di 50mila residenti, mentre Mestre, con oltre 200mila abitanti, decide di fatto gli equilibri politici.</p>



<p>Nel frattempo la Venezia storica è diventata una vetrina turistica globale, più Disneyland che comunità viva.</p>



<p>Dentro questo contesto si inserisce una trasformazione demografica e culturale che non è episodica, ma strutturale.&nbsp;</p>



<p>E che ridisegnerà gli equilibri politici europei nei prossimi decenni.</p>



<p>Si può fermare? No.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Si può ignorare? Ancora meno.</p>



<p>Resta però una contraddizione che merita di essere evidenziata.</p>



<p>Le sinistre difendono, giustamente, i gay pride, i diritti civili, il femminismo, le libertà individuali.&nbsp;</p>



<p>Ma nello stesso tempo candidano esponenti che, almeno in alcuni casi, si richiamano a visioni religiose difficilmente compatibili con quegli stessi principi.</p>



<p>Non è un’accusa.&nbsp;</p>



<p>È un problema politico, se ritieni che la Shari’a debba essere l’unica legge che deve regolare la vita di un vero musulmano.</p>



<p>E non aiuta guardare all’estero, a Paesi che affrontano questo problema da più tempo di noi, per trovare soluzioni miracolose.&nbsp;</p>



<p>Il modello francese dell’assimilazione ha mostrato crepe evidenti, quello britannico del multiculturalismo ha prodotto, in molti casi, comunità parallele e ghettizzate, quartieri dove vige la Shari’a e la polizia ha paura ad entrare.</p>



<p>La verità è che non esistono scorciatoie.</p>



<p>Alla fine, come sempre, a decidere sarà il voto.</p>



<p>A Venezia, come altrove, saranno i cittadini a dire se questa direzione, se questa apertura agli islamici, convince o preoccupa.</p>



<p>Ed è forse l’unica cosa, in tutta questa storia, che non ha bisogno di essere reinterpretata.</p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/venezia-laboratorio-ditalia-voti-islamici-identita-in-saldo/">Venezia laboratorio d’Italia: voti islamici, identità in saldo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/venezia-laboratorio-ditalia-voti-islamici-identita-in-saldo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cina, esplode fabbrica di fuochi d’artificio: i video della devastazione. Decine di morti</title>
		<link>https://www.tviweb.it/cina-esplode-fabbrica-di-fuochi-dartificio-i-video-della-devastazione-decine-di-morti/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/cina-esplode-fabbrica-di-fuochi-dartificio-i-video-della-devastazione-decine-di-morti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 13:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[blast]]></category>
		<category><![CDATA[breaking news]]></category>
		<category><![CDATA[casualties]]></category>
		<category><![CDATA[china]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca estera]]></category>
		<category><![CDATA[emergency response]]></category>
		<category><![CDATA[esplosione]]></category>
		<category><![CDATA[explosion]]></category>
		<category><![CDATA[fabbrica fuochi d’artificio]]></category>
		<category><![CDATA[feriti]]></category>
		<category><![CDATA[fireworks factory]]></category>
		<category><![CDATA[Hunan]]></category>
		<category><![CDATA[Hunan province]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
		<category><![CDATA[industrial accident]]></category>
		<category><![CDATA[Liuyang]]></category>
		<category><![CDATA[Liuyang city]]></category>
		<category><![CDATA[soccorsi]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365264</guid>

					<description><![CDATA[<p>(sotto: i video) Una violenta esplosione ha devastato una fabbrica di fuochi d’artificio nella provincia cinese dello Hunan, causando la morte di 26 persone e il ferimento di altre 61. Lo riportano i media statali, che parlano di uno degli<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/cina-esplode-fabbrica-di-fuochi-dartificio-i-video-della-devastazione-decine-di-morti/">Cina, esplode fabbrica di fuochi d’artificio: i video della devastazione. Decine di morti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(sotto: i video)</p>



<p>Una violenta esplosione ha devastato una fabbrica di fuochi d’artificio nella provincia cinese dello Hunan, causando la morte di 26 persone e il ferimento di altre 61. Lo riportano i media statali, che parlano di uno degli incidenti più gravi degli ultimi mesi nel settore.</p>



<p>L’esplosione è avvenuta nel pomeriggio di lunedì nello stabilimento Huasheng Fireworks, nella città di Liuyang, nel sud della Cina. Le operazioni di soccorso si sono concluse dopo ore di interventi intensi: oltre 1.500 operatori sono stati mobilitati, insieme a cani da ricerca, droni e robot. Sette persone sono state estratte vive dalle macerie.</p>



<p>Per motivi di sicurezza, le autorità hanno evacuato tutti i residenti nel raggio di tre chilometri dalla fabbrica. Durante le operazioni, particolare attenzione è stata rivolta a due magazzini di polvere da sparo presenti nell’area, considerati ad alto rischio. I soccorritori hanno anche umidificato la zona per prevenire ulteriori esplosioni.</p>



<p>L’impatto della deflagrazione è stato devastante: finestre infrante, strutture danneggiate e detriti proiettati a grande distanza. Alcuni edifici residenziali nelle vicinanze hanno riportato gravi danni, con infissi deformati e porte divelte dalla forza dell’onda d’urto.</p>



<p>I feriti, di età compresa tra i 20 e i 60 anni, hanno riportato in diversi casi fratture causate dai detriti. Intanto la polizia ha avviato un’indagine per chiarire le cause dell’incidente e ha adottato misure nei confronti dei responsabili dell’azienda.</p>



<p>Il presidente Xi Jinping ha chiesto il massimo impegno nelle operazioni di soccorso e un’indagine approfondita per accertare eventuali responsabilità. Le autorità locali hanno inoltre fatto sapere che i livelli di qualità dell’aria e dell’acqua nell’area risultano, al momento, nella norma.</p>



<p>Liuyang è conosciuta come uno dei principali centri mondiali per la produzione di fuochi d’artificio, un settore in cui incidenti simili, spesso mortali, non sono purtroppo rari. Solo lo scorso febbraio, un’esplosione in un negozio di fuochi d’artificio nella provincia di Hubei aveva causato 12 vittime.</p>



<p>Tra i residenti resta la paura: alcuni hanno abbandonato le proprie case dopo l’accaduto, mentre altri raccontano di danni ingenti e strade rese impraticabili dai detriti.</p>



<figure class="wp-block-video"><video height="720" style="aspect-ratio: 1280 / 720;" width="1280" controls src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_EVwDQPLXCBeHtuam_720p.mp4"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video height="1920" style="aspect-ratio: 1080 / 1920;" width="1080" controls src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com__fqBNLHuiCQFgUW1_1920p.mp4"></video></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/cina-esplode-fabbrica-di-fuochi-dartificio-i-video-della-devastazione-decine-di-morti/">Cina, esplode fabbrica di fuochi d’artificio: i video della devastazione. Decine di morti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/cina-esplode-fabbrica-di-fuochi-dartificio-i-video-della-devastazione-decine-di-morti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_EVwDQPLXCBeHtuam_720p.mp4" length="3517300" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com__fqBNLHuiCQFgUW1_1920p.mp4" length="9482452" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>Francia, riprendono gli scavi nel “cimitero” del serial killer Émile Louis: attese nuove scoperte dopo anni di misteri</title>
		<link>https://www.tviweb.it/francia-riprendono-gli-scavi-nel-cimitero-del-serial-killer-emile-louis-attese-nuove-scoperte-dopo-anni-di-misteri/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/francia-riprendono-gli-scavi-nel-cimitero-del-serial-killer-emile-louis-attese-nuove-scoperte-dopo-anni-di-misteri/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 13:52:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[cold case]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Émile Louis]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Rouvray]]></category>
		<category><![CDATA[scavi]]></category>
		<category><![CDATA[serial killer]]></category>
		<category><![CDATA[vittime scomparse]]></category>
		<category><![CDATA[Yonne]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365260</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le ricerche stanno per ripartire in uno dei luoghi più inquietanti della cronaca nera francese. Dal prossimo 18 maggio riprenderanno gli scavi nei boschi di Rouvray, nella regione della Yonne, indicati come il possibile “cimitero” del serial killer Émile Louis.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/francia-riprendono-gli-scavi-nel-cimitero-del-serial-killer-emile-louis-attese-nuove-scoperte-dopo-anni-di-misteri/">Francia, riprendono gli scavi nel “cimitero” del serial killer Émile Louis: attese nuove scoperte dopo anni di misteri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Le ricerche stanno per ripartire in uno dei luoghi più inquietanti della cronaca nera francese. Dal prossimo 18 maggio riprenderanno gli scavi nei boschi di Rouvray, nella regione della Yonne, indicati come il possibile “cimitero” del serial killer Émile Louis. L’annuncio è arrivato dalla procura di Auxerre, che ha fissato in circa due settimane la durata delle nuove operazioni.</p>



<p>Le indagini erano state interrotte nel maggio 2025 dopo la morte accidentale di un agente di polizia, colpito da un macchinario durante i lavori sul sito. Una sospensione lunga, che ora viene revocata anche per la forte pressione dei familiari delle vittime, da anni in attesa di risposte. «La richiesta è stata fortissima – ha spiegato l’avvocato Didier Seban – e non ho dubbi che emergeranno nuovi elementi».</p>



<p>Il caso resta tra i più oscuri della storia criminale francese. Émile Louis, soprannominato il “Macellaio della Yonne”, è stato condannato all’ergastolo nel 2004 per stupri e omicidi di sette giovani donne scomparse tra il 1975 e il 1979. Le vittime erano tutte disabili e affidate ai servizi sociali. Lo stesso Louis aveva indicato i boschi di Rouvray, vicino ad Auxerre, come luogo di sepoltura.</p>



<p>Nonostante anni di ricerche, però, solo due dei corpi sono stati ritrovati. E il sospetto è che il terreno nasconda ancora resti umani e prove decisive.</p>



<p>Negli ultimi anni, alcuni ritrovamenti hanno riacceso l’attenzione sul sito: nel 2018 è stato scoperto il cranio di una possibile ottava vittima. Nell’autunno del 2024 sono emersi la suola di una scarpa con tacco, frammenti di stoffa e un indumento. Nel maggio 2025, poco prima dello stop, erano state dissotterrate due scarpe e una bicicletta, probabilmente femminili e risalenti all’epoca dei delitti.</p>



<p>Elementi che, secondo gli inquirenti, potrebbero essere collegati alle vittime mai ritrovate. Con la ripresa degli scavi, l’obiettivo è proprio quello di fare luce definitiva su uno dei capitoli più inquietanti ancora irrisolti, dando finalmente risposte alle famiglie dopo quasi mezzo secolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/francia-riprendono-gli-scavi-nel-cimitero-del-serial-killer-emile-louis-attese-nuove-scoperte-dopo-anni-di-misteri/">Francia, riprendono gli scavi nel “cimitero” del serial killer Émile Louis: attese nuove scoperte dopo anni di misteri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/francia-riprendono-gli-scavi-nel-cimitero-del-serial-killer-emile-louis-attese-nuove-scoperte-dopo-anni-di-misteri/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Regno Unito: perché i pub inglesi stanno morendo?</title>
		<link>https://www.tviweb.it/regno-unito-perche-i-pub-inglesi-stanno-morendo/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/regno-unito-perche-i-pub-inglesi-stanno-morendo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 10:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365247</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel Regno Unito chiudono quasi due pub al giorno: nel 2026 già 161 attività perse in tre mesi Nel Regno Unito la crisi dei pub continua a peggiorare, con un ritmo di chiusure che nel 2026 ha raggiunto livelli allarmanti.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/regno-unito-perche-i-pub-inglesi-stanno-morendo/">Regno Unito: perché i pub inglesi stanno morendo?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Nel Regno Unito chiudono quasi due pub al giorno: nel 2026 già 161 attività perse in tre mesi</strong></p>



<p>Nel Regno Unito la crisi dei pub continua a peggiorare, con un ritmo di chiusure che nel 2026 ha raggiunto livelli allarmanti. Secondo i dati del settore riportati dalla BBC, nel primo trimestre dell’anno hanno abbassato le saracinesche circa due pub al giorno, per un totale di 161 locali chiusi tra Inghilterra, Scozia e Galles.</p>



<p>La British Beer and Pub Association (BBPA) segnala che questa dinamica ha comportato anche un impatto occupazionale significativo, con circa 2.400 posti di lavoro persi nei primi tre mesi dell’anno. Un trend che si inserisce in una fase già critica per il comparto, dopo le 336 chiusure registrate nel 2025.</p>



<p>Il governo britannico ha recentemente introdotto un’agevolazione fiscale del 15% per pub e locali di musica, entrata in vigore il mese scorso, dopo le pressioni del settore che chiedeva interventi per frenare il numero crescente di chiusure. Tuttavia, per gli operatori queste misure non sarebbero ancora sufficienti.</p>



<p>Emma McClarkin, amministratrice delegata della BBPA, ha definito la situazione “evitabile”, sostenendo che molti pub avrebbero una domanda ancora solida ma sarebbero schiacciati da un “carico fiscale sproporzionato e costi enormi”. L’associazione chiede un intervento strutturale e una revisione complessiva della tassazione sull’ospitalità.</p>



<p>Secondo McClarkin, serve un piano di lungo periodo che garantisca “tariffe più basse in modo permanente” e un sistema più equo per tutelare un settore considerato centrale per la vita sociale del Paese.</p>



<p>Negli ultimi anni, pub e locali notturni hanno dovuto affrontare un aumento dei costi del lavoro, l’incremento delle imposte sulle attività commerciali e un cambiamento delle abitudini dei consumatori, sempre più orientati verso altre forme di socialità e consumo.</p>



<p>Il quadro territoriale mostra differenze significative: il Galles risulta l’unica area con una lieve crescita del numero di pub, mentre la Scozia registra il calo più marcato, con 41 chiusure tra gennaio e marzo 2026.</p>



<p>Dal fronte politico, un portavoce del governo ha dichiarato che sono in corso misure di sostegno, tra cui la riduzione delle imposte sulle attività commerciali, il congelamento delle stesse per due anni, l’estensione degli orari di apertura durante i Mondiali e il rafforzamento del fondo per l’ospitalità, portato a 10 milioni di sterline.</p>



<p>Il governo ha inoltre annunciato programmi di rigenerazione delle aree urbane e ulteriori interventi economici, ma il settore resta in forte pressione e chiede misure più incisive per evitare nuove chiusure nei prossimi mesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/regno-unito-perche-i-pub-inglesi-stanno-morendo/">Regno Unito: perché i pub inglesi stanno morendo?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/regno-unito-perche-i-pub-inglesi-stanno-morendo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Hantavirus in crociera, ora si cercano anche i passeggeri di un volo: paura per nuovi contagi</title>
		<link>https://www.tviweb.it/hantavirus-in-crociera-ora-si-cercano-anche-i-passeggeri-di-un-volo-paura-per-nuovi-contagi/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/hantavirus-in-crociera-ora-si-cercano-anche-i-passeggeri-di-un-volo-paura-per-nuovi-contagi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 09:50:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[capo verde]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[hantavirus]]></category>
		<category><![CDATA[infezione virale]]></category>
		<category><![CDATA[nave da crociera]]></category>
		<category><![CDATA[oms]]></category>
		<category><![CDATA[salute pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[tracciamento contatti]]></category>
		<category><![CDATA[voli internazionali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365242</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cresce la preoccupazione per la nave da crociera olandese bloccata al largo di Capo Verde, coinvolta in un focolaio di hantavirus che continua ad allargarsi tra casi confermati e sospetti. In un aggiornamento diffuso lunedì 4 maggio, l’Organizzazione Mondiale della<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/hantavirus-in-crociera-ora-si-cercano-anche-i-passeggeri-di-un-volo-paura-per-nuovi-contagi/">Hantavirus in crociera, ora si cercano anche i passeggeri di un volo: paura per nuovi contagi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cresce la preoccupazione per la nave da crociera olandese bloccata al largo di Capo Verde, coinvolta in un focolaio di hantavirus che continua ad allargarsi tra casi confermati e sospetti.</p>



<p>In un aggiornamento diffuso lunedì 4 maggio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha confermato un nuovo caso positivo, portando il totale a sette: due infezioni confermate in laboratorio e cinque casi sospetti. Il bilancio complessivo include tre decessi, un paziente in condizioni critiche e tre persone con sintomi lievi. Le autorità parlano di una situazione ancora in evoluzione e di indagini in corso.</p>



<p>Secondo l’OMS, sono state attivate misure urgenti di isolamento dei casi, cure mediche dedicate, evacuazioni sanitarie e ulteriori analisi di laboratorio. I primi sintomi sarebbero comparsi a bordo tra il 6 e il 28 aprile 2026, su una nave che trasportava 147 passeggeri e membri dell’equipaggio. Il quadro clinico descritto è particolarmente aggressivo: febbre, disturbi gastrointestinali, rapida evoluzione verso polmonite e sindrome da distress respiratorio acuto.</p>



<p>Un punto centrale delle indagini riguarda ora il tracciamento dei contatti su un volo tra Sant’Elena e Johannesburg. Proprio qui si concentra una nuova fase dell’allerta sanitaria: si cercano i passeggeri del collegamento aereo per ricostruire eventuali ulteriori esposizioni.</p>



<p>I primi due casi confermati avevano viaggiato in Sud America, in particolare in Argentina, prima di imbarcarsi sulla nave il 1° aprile 2026. Una delle persone colpite, una donna adulta, era sbarcata a Sant’Elena il 24 aprile con sintomi gastrointestinali. Le sue condizioni sono peggiorate durante il volo verso Johannesburg del 25 aprile ed è deceduta il giorno successivo in pronto soccorso. Il 4 maggio, la positività all’hantavirus è stata confermata tramite test PCR. L’OMS ha avviato il tracciamento dei passeggeri presenti sullo stesso volo.</p>



<p>Nel frattempo, la nave da crociera MV Hondius resta ferma al largo del porto di Praia, capitale di Capo Verde, dove è ancorata dal 3 maggio 2026. A bordo si registrano tre decessi collegati al sospetto focolaio di sindrome respiratoria acuta grave, come confermato dall’OMS.</p>



<p>L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che, nonostante la gravità del quadro clinico a bordo, il rischio per la popolazione globale resta “basso”. L’hantavirus, infatti, è una malattia rara ma potenzialmente grave, trasmessa soprattutto attraverso il contatto con urina, feci o saliva di roditori infetti. In rari casi, osserva l’OMS, è stata documentata una limitata trasmissione da uomo a uomo.</p>



<p>A seconda della variante e dell’area geografica, l’infezione può evolvere rapidamente in forme respiratorie gravi o in febbri emorragiche con interessamento renale. Le autorità sanitarie internazionali continuano a monitorare l’evoluzione del focolaio, mentre resta alta l’attenzione sul tracciamento dei passeggeri e sull’eventuale ampliamento dei contagi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/hantavirus-in-crociera-ora-si-cercano-anche-i-passeggeri-di-un-volo-paura-per-nuovi-contagi/">Hantavirus in crociera, ora si cercano anche i passeggeri di un volo: paura per nuovi contagi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/hantavirus-in-crociera-ora-si-cercano-anche-i-passeggeri-di-un-volo-paura-per-nuovi-contagi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovo sviluppo inquietante sulla nave dei misteri: confermato un secondo caso di hantavirus</title>
		<link>https://www.tviweb.it/tre-morti-su-una-nave-da-crociera-in-mezzo-allatlantico-un-virus-raro-e-una-catena-di-eventi-ancora-senza-spiegazione/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/tre-morti-su-una-nave-da-crociera-in-mezzo-allatlantico-un-virus-raro-e-una-catena-di-eventi-ancora-senza-spiegazione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 08:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[Atlantic Ocean]]></category>
		<category><![CDATA[Atlantico]]></category>
		<category><![CDATA[capo verde]]></category>
		<category><![CDATA[crociera]]></category>
		<category><![CDATA[cruise ship]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[hantavirus]]></category>
		<category><![CDATA[hantavirus infection]]></category>
		<category><![CDATA[health emergency]]></category>
		<category><![CDATA[indagini in corso]]></category>
		<category><![CDATA[medical evacuation]]></category>
		<category><![CDATA[morti sospette]]></category>
		<category><![CDATA[mysterious deaths]]></category>
		<category><![CDATA[nave MV Hondius]]></category>
		<category><![CDATA[Oceanwide Expeditions]]></category>
		<category><![CDATA[passeggeri]]></category>
		<category><![CDATA[passengers onboard]]></category>
		<category><![CDATA[viral outbreak]]></category>
		<category><![CDATA[virus raro]]></category>
		<category><![CDATA[WHO response]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365161</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si aggrava il bilancio sanitario a bordo della MV Hondius, la nave da crociera al centro di un sospetto focolaio nell’Oceano Atlantico. Dopo i tre decessi già segnalati nei giorni scorsi, è stato ora confermato un secondo caso di hantavirus,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/tre-morti-su-una-nave-da-crociera-in-mezzo-allatlantico-un-virus-raro-e-una-catena-di-eventi-ancora-senza-spiegazione/">Nuovo sviluppo inquietante sulla nave dei misteri: confermato un secondo caso di hantavirus</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si aggrava il bilancio sanitario a bordo della MV Hondius, la nave da crociera al centro di un sospetto focolaio nell’Oceano Atlantico. Dopo i tre decessi già segnalati nei giorni scorsi, è stato ora confermato un secondo caso di hantavirus, alimentando ulteriori interrogativi su quanto stia accadendo a bordo.</p>



<p>La compagnia Oceanwide Expeditions ha comunicato che il virus è stato rilevato non solo nel cittadino britannico di 69 anni ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg, ma anche nella donna olandese deceduta. Restano invece ancora da chiarire le cause della morte degli altri due passeggeri: il marito della donna e un cittadino tedesco.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La situazione a bordo</h3>



<p>La nave, con 149 persone provenienti da 23 Paesi, si trova attualmente al largo di Capo Verde. Nonostante la gravità della situazione, la compagnia riferisce che l’atmosfera a bordo resta “tranquilla” e che i passeggeri si mostrano generalmente sereni.</p>



<p>Oltre ai casi confermati, ci sono altri cinque episodi sospetti sotto osservazione, tra cui quello di un membro dell’equipaggio britannico. Due membri dell’equipaggio – uno britannico e uno olandese – presentano sintomi respiratori acuti e necessitano di cure urgenti, anche se per loro non è ancora stata confermata la presenza del virus.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Evacuazioni e interventi sanitari</h3>



<p>Le autorità olandesi stanno preparando un’evacuazione medica complessa che coinvolgerà due velivoli specializzati, con personale sanitario a bordo, per trasferire i casi più gravi. Si valuta inoltre la possibilità di dirigere la nave verso le Isole Canarie, in particolare Las Palmas o Tenerife, per consentire ulteriori controlli e assistenza.</p>



<p>Il paziente britannico ricoverato in Sudafrica resta in condizioni critiche ma stabili. Secondo il ministro della Sanità sudafricano, riceve cure di supporto, poiché non esiste una terapia specifica contro l’hantavirus.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo dell’OMS e le rassicurazioni</h3>



<p>L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta monitorando da vicino la situazione e ha dichiarato di intervenire “con urgenza” per supportare la gestione del caso. Gli esperti sottolineano che le infezioni da hantavirus sono rare e difficilmente si trasmettono da persona a persona.</p>



<p>“Il rischio per la popolazione generale rimane basso”, ha dichiarato il direttore regionale europeo Hans Henri P. Kluge, invitando a non creare allarmismi né a imporre restrizioni ai viaggi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una dinamica ancora piena di dubbi</h3>



<p>Secondo la ricostruzione fornita dalla compagnia:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’11 aprile un passeggero si è sentito male ed è deceduto;</li>



<li>la moglie, sbarcata a Sant’Elena, è morta successivamente;</li>



<li>il 27 aprile un britannico è stato evacuato in Sudafrica;</li>



<li>pochi giorni dopo è morto un terzo passeggero tedesco.</li>
</ul>



<p>Un passeggero anonimo ha raccontato che non sono stati rilevati roditori a bordo – principale vettore del virus – e che la modalità di trasmissione resta quindi “misteriosa”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Attesa per nuove risposte</h3>



<p>Le indagini proseguono mentre i passeggeri restano in attesa di chiarimenti e di eventuali evacuazioni. Le autorità sanitarie stanno tracciando i contatti e intensificando i test per comprendere l’origine del focolaio.</p>



<p>Nel frattempo, la nave resta isolata in mare, con una domanda ancora senza risposta: si tratta davvero di un focolaio di hantavirus o c’è qualcosa di diverso dietro questa catena di eventi?</p>



<p>Tre passeggeri deceduti, un uomo ricoverato in condizioni critiche e un sospetto focolaio virale che resta, almeno in parte, un mistero. È quanto sta accadendo a bordo della nave da crociera <em>MV Hondius</em>, attualmente al largo di Capo Verde dopo essere partita dall’Argentina.</p>



<p>La compagnia Oceanwide Expeditions ha confermato la morte di una coppia olandese e di un cittadino tedesco, ma le cause dei decessi non sono ancora state accertate con certezza. Nel frattempo, un passeggero britannico di 69 anni è stato evacuato d’urgenza ed è ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg, in Sudafrica, dove è stata confermata un’infezione da hantavirus.</p>



<p>Si tratta di un virus raro, generalmente trasmesso all’uomo attraverso roditori infetti, che può provocare gravi problemi respiratori. La trasmissione tra persone è considerata poco frequente, elemento che rende ancora più complessa la lettura di quanto accaduto a bordo.</p>



<p>La situazione sulla nave, che ospita 149 persone, si è aggravata nel corso delle settimane. Il primo decesso risale all’11 aprile, quando un passeggero si è sentito male durante la navigazione. La salma è stata sbarcata il 24 aprile sull’isola di Sant’Elena. Anche la moglie, scesa nello stesso porto, è morta successivamente durante il viaggio di ritorno. Al momento non è certo che questi due casi siano collegati all’attuale emergenza sanitaria.</p>



<p>Il 27 aprile un altro passeggero britannico è stato colpito da un malore grave ed è stato trasferito in Sudafrica. Nei giorni successivi è stato confermato il contagio da hantavirus. Sabato scorso, infine, è deceduto un terzo passeggero, di nazionalità tedesca.</p>



<p>A bordo risultano inoltre due membri dell’equipaggio con sintomi respiratori acuti, uno dei quali in condizioni serie. Anche loro necessitano di cure urgenti.</p>



<p>L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato di seguire il caso con urgenza, sottolineando però che il rischio per la popolazione generale resta basso e che non vi sono motivi per limitare i viaggi.</p>



<p>Nel frattempo, le autorità di Capo Verde hanno deciso di non autorizzare lo sbarco dei passeggeri, nel tentativo di proteggere la popolazione locale. La nave resta quindi in rada al largo della capitale Praia, mentre sono in corso trattative per eventuali evacuazioni mediche e per il proseguimento del viaggio verso le Isole Canarie.</p>



<p>Secondo testimonianze raccolte a bordo, l’atmosfera tra i passeggeri sarebbe relativamente calma, ma restano molti interrogativi. Solo uno dei casi è stato finora confermato come hantavirus, e non è chiaro se gli altri decessi siano collegati allo stesso agente.</p>



<p>Un elemento che alimenta l’incertezza riguarda proprio la modalità di contagio: a bordo non sarebbero stati segnalati roditori, e la trasmissione tra persone è considerata rara. Gli esperti ricordano inoltre che il periodo di incubazione del virus può variare da una a otto settimane, lasciando aperta la possibilità che emergano nuovi casi nei prossimi giorni.</p>



<p>Nel frattempo, sulla nave sono state attivate misure sanitarie rigide, tra cui isolamento dei casi sospetti, controlli medici continui e protocolli igienici rafforzati. Le indagini sono ancora in corso per chiarire cosa sia realmente accaduto durante la traversata.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/tre-morti-su-una-nave-da-crociera-in-mezzo-allatlantico-un-virus-raro-e-una-catena-di-eventi-ancora-senza-spiegazione/">Nuovo sviluppo inquietante sulla nave dei misteri: confermato un secondo caso di hantavirus</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/tre-morti-su-una-nave-da-crociera-in-mezzo-allatlantico-un-virus-raro-e-una-catena-di-eventi-ancora-senza-spiegazione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Petrolio, Debito, Consenso: il triangolo delle perdite</title>
		<link>https://www.tviweb.it/petrolio-debito-consenso-il-triangolo-delle-perdite/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/petrolio-debito-consenso-il-triangolo-delle-perdite/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 07:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365198</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Per anni abbiamo cullato l’illusione che il petrolio fosse diventato un attore non protagonista, un vecchio arnese del Novecento destinato a scivolare fuori dal dibattito economico globale, surclassato dalle promesse della transizione green e dalle agende delle Banche<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/petrolio-debito-consenso-il-triangolo-delle-perdite/">Petrolio, Debito, Consenso: il triangolo delle perdite</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>Per anni abbiamo cullato l’illusione che il petrolio fosse diventato un attore non protagonista, un vecchio arnese del Novecento destinato a scivolare fuori dal dibattito economico globale, surclassato dalle promesse della transizione green e dalle agende delle Banche centrali.&nbsp;</p>



<p>Ma la realtà ha bussato alla porta con la violenza dei conflitti in Medio Oriente.&nbsp;</p>



<p>La crisi in Iran ha riportato l’“oro nero” prepotentemente al centro della scena, ricordandoci che la nostra&nbsp;economia è ancora drammaticamente legata agli idrocarburi.&nbsp;</p>



<p>A&nbsp;guerra in corso, è arduo mappare l’esatta portata delle conseguenze.&nbsp;</p>



<p>Non è ancora chiaro in che misura il rincaro energetico si trasmetterà ai prezzi al consumo, alimentando una fiammata inflattiva che credevamo domata.&nbsp;</p>



<p>Sebbene non si registrino ancora carenze fisiche di benzina o gasolio, il settore del trasporto aereo mostra già i primi segnali di stress.&nbsp;</p>



<p>Eppure, il punto non è solo tecnico o logistico.&nbsp;</p>



<p>Quel che appare davvero &#8220;fuori fase&#8221; è la reazione della politica, che ancora una volta sceglie di curare i sintomi ignorando la patologia.</p>



<p>In Europa, la gestione della crisi sta mettendo a nudo un riflesso fin troppo noto: il populismo energetico.&nbsp;</p>



<p>Di fronte al rischio di scontentare l&#8217;elettorato, molti Governi, fra cui il nostro, hanno scelto la via più breve: i sussidi indiscriminati ai carburanti.&nbsp;</p>



<p>L’abbassamento delle accise, in questo contesto, non è che una forma di assistenza mascherata che risponde ad una logica perversa: attenuare l’impatto immediato sui cittadini, scaricando il conto sui bilanci pubblici futuri.</p>



<p>Ma c&#8217;è un paradosso più profondo.&nbsp;</p>



<p>Mentre i vertici internazionali si riempiono la bocca di &#8220;Green Deal&#8221; e decarbonizzazione, al primo rincaro del barile gli Stati corrono a sovvenzionare le fonti fossili.&nbsp;</p>



<p>È un controsenso strategico: stiamo letteralmente usando soldi pubblici per mantenere in vita il legame con una risorsa che dichiariamo di voler abbandonare.&nbsp;</p>



<p>Invece di incentivare il risparmio energetico od investire strutturalmente nel trasporto pubblico, la politica preferisce &#8220;drogare&#8221; il prezzo alla pompa per non dover dire ai cittadini la verità: ovvero che il modello di consumo attuale non è più sostenibile (ormai lo dicono apertamente anche i Costruttori di auto europei).&nbsp;</p>



<p>Intervenire in modo generalizzato significa impegnare risorse ingenti senza alcuna selettività.&nbsp;</p>



<p>Un taglio delle accise aiuta il proprietario di un SUV di lusso esattamente quanto il pendolare che fatica ad arrivare a fine mese.&nbsp;</p>



<p>È una misura profondamente regressiva, che brucia miliardi di spesa corrente invece di trasformarli in investimenti per la resilienza energetica delle fasce più deboli.</p>



<p>Inoltre, questa strategia innesca un cortocircuito con le politiche monetarie.&nbsp;</p>



<p>Mentre le Banche centrali lottano per raffreddare l’inflazione manovrando sui tassi, i Governi accelerano in direzione opposta, immettendo liquidità nel sistema per sostenere consumi che l’offerta limitata non può soddisfare.&nbsp;</p>



<p>Il risultato? Si mantiene artificialmente alta la pressione sui prezzi, prolungando l’agonia inflattiva.</p>



<p>In questo quadro già fragile, l’Italia rappresenta, come di consueto, un caso di scuola.&nbsp;</p>



<p>Con uno dei debiti pubblici più elevati d’Europa, il nostro margine di manovra dovrebbe essere ridotto al lumicino.&nbsp;</p>



<p>Eppure, il dibattito politico sembra ignorare la gravità della situazione.&nbsp;</p>



<p>La risposta istintiva rimane la stessa: sussidi, bonus, interventi a pioggia.</p>



<p>È come se un paziente già in terapia intensiva finanziaria decidesse di festeggiare un miglioramento apparente accendendo un altro prestito, convinto che il futuro sia un’entità astratta che non presenterà mai il conto.&nbsp;</p>



<p>È una forma di fede cieca, più che di politica economica; ma io aggiungo anche di profonda ignoranza delle dinamiche dell’economia e dei mercati.</p>



<p>Per un territorio come il nostro poi, questo approccio è un paradosso pericoloso.&nbsp;</p>



<p>In Veneto&nbsp;&nbsp;in particolare il tessuto produttivo vive di export e di logistica.&nbsp;</p>



<p>Se è vero che il caro-carburante colpisce i trasporti, è altrettanto vero che l&#8217;instabilità finanziaria causata dal debito pubblico finirà per alzare il costo del credito per le imprese.&nbsp;</p>



<p>Così il sussidio che oggi ci permette di fare il pieno con qualche euro di sconto è lo stesso debito che domani renderà più caro il mutuo di una famiglia od il finanziamento di un’azienda per un nuovo macchinario.</p>



<p>Ma la sovranità di un Paese non si misura dai proclami, bensì dalla capacità di non dipendere dai prestiti altrui per pagare il proprio stile di vita.</p>



<p>La strategia del consenso immediato crea una trappola perfetta.&nbsp;</p>



<p>Una volta abituati i cittadini al sostegno pubblico, ritirarlo diventa un suicidio politico.&nbsp;</p>



<p>Le finanze pubbliche restano così tese, prive di ossigeno per intervenire qualora si presentassero crisi davvero sistemiche.</p>



<p>Il rischio reale è che la crisi energetica diventi il colpo di grazia per la credibilità finanziaria del Continente.&nbsp;</p>



<p>Perché se è vero che gli elettori possono avere la memoria corta, i mercati, al contrario, ricordano tutto.&nbsp;</p>



<p>In un contesto di tassi di interesse non più accomodanti, il costo per sostenere il debito accumulato oggi diventerà la zavorra che affosserà ogni possibilità di crescita domani.</p>



<p>Quando l’ironia della politica finisce, resta solo il conto.&nbsp;</p>



<p>E sarà un conto salatissimo, scritto rigorosamente in rosso; quello del petrolio che abbiamo bruciato e quello del debito che abbiamo ereditato.</p>



<p>Il problema è che quel conto, purtroppo, non lo pagherà la politica, ma l&#8217;economia reale dei nostri territori.</p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/petrolio-debito-consenso-il-triangolo-delle-perdite/">Petrolio, Debito, Consenso: il triangolo delle perdite</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/petrolio-debito-consenso-il-triangolo-delle-perdite/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Camion investito da un Boeing proveniente da Venezia: immagini scioccanti dell&#8217;incidente su un&#8217;autostrada vicino a New York (VIDEO)</title>
		<link>https://www.tviweb.it/sfiorata-la-tragedia-nei-cieli-di-new-york-boeing-urta-camion-e-lampione-durante-latterraggio-video/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/sfiorata-la-tragedia-nei-cieli-di-new-york-boeing-urta-camion-e-lampione-durante-latterraggio-video/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 15:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365105</guid>

					<description><![CDATA[<p>Attimi di grande tensione nei cieli sopra il New Jersey, dove un aereo di linea ha rischiato di provocare una tragedia durante la fase di atterraggio. L’episodio è avvenuto all’aeroporto internazionale di Newark Liberty, nei pressi di New York, quando<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/sfiorata-la-tragedia-nei-cieli-di-new-york-boeing-urta-camion-e-lampione-durante-latterraggio-video/">Camion investito da un Boeing proveniente da Venezia: immagini scioccanti dell&#8217;incidente su un&#8217;autostrada vicino a New York (VIDEO)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Attimi di grande tensione nei cieli sopra il New Jersey, dove un aereo di linea ha rischiato di provocare una tragedia durante la fase di atterraggio. L’episodio è avvenuto all’aeroporto internazionale di Newark Liberty, nei pressi di New York, quando un Boeing 767-400 della compagnia United Airlines ha esteso prematuramente il carrello di atterraggio.</p>



<p>Secondo quanto riferito dalla Federal Aviation Administration (FAA), il volo United Airlines 169, partito da Venezia e diretto a Newark, durante l’avvicinamento ha urtato un lampione lungo la New Jersey Turnpike intorno alle 14 ora locale di domenica 3 maggio. Nella stessa fase, il velivolo ha colpito anche un camion che stava transitando sull’autostrada.</p>



<p>A bordo dell’aereo si trovavano 221 passeggeri e dieci membri dell’equipaggio. Nonostante l’impatto, il pilota è riuscito a portare a termine l’atterraggio senza ulteriori problemi e nessuna delle persone a bordo è rimasta ferita.</p>



<p>Dai primi accertamenti è emerso che il carrello di atterraggio e la parte inferiore della fusoliera hanno colpito sia il lampione sia l’autoarticolato. Il lampione, a sua volta, è finito contro una Jeep, senza che siano stati resi noti dettagli sulle eventuali persone coinvolte.</p>



<p>Il conducente del camion è stato trasportato in ospedale con ferite lievi ed è stato dimesso poco dopo. Anche la società proprietaria del mezzo ha confermato che l’autista ha riportato solo qualche taglio.</p>



<p>L’autorità portuale di New York e New Jersey ha parlato di danni “lievi” all’aereo e ha precisato che le operazioni aeroportuali sono riprese rapidamente dopo i controlli sulla pista per verificare la presenza di detriti. Il velivolo, entrato in servizio nel maggio 2002, è ora sottoposto a verifiche tecniche.</p>



<p>Sull’accaduto è stata aperta un’indagine da parte della FAA, mentre la compagnia aerea ha avviato un proprio accertamento interno. L’equipaggio è stato temporaneamente sospeso dal servizio come previsto dalle procedure. Anche Boeing, produttore dell’aereo, è stato contattato ma al momento non ha rilasciato dichiarazioni.</p>



<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1080 / 1080;" width="1080" controls src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_x9FbGiyZJ1kij-LF_1080p.mp4"></video></figure>



<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_3IARV-QQZ8fvM8ym_1080p.mp4"></video></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/sfiorata-la-tragedia-nei-cieli-di-new-york-boeing-urta-camion-e-lampione-durante-latterraggio-video/">Camion investito da un Boeing proveniente da Venezia: immagini scioccanti dell&#8217;incidente su un&#8217;autostrada vicino a New York (VIDEO)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/sfiorata-la-tragedia-nei-cieli-di-new-york-boeing-urta-camion-e-lampione-durante-latterraggio-video/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_3IARV-QQZ8fvM8ym_1080p.mp4" length="1672711" type="video/mp4" />
<enclosure url="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/X2Twitter.com_x9FbGiyZJ1kij-LF_1080p.mp4" length="6703446" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>“Bisogna spostare New Orleans!”: punto di non ritorno per la città USA a causa dell&#8217;innalzamento del mare</title>
		<link>https://www.tviweb.it/bisogna-spostare-new-orleans-punto-di-non-ritorno-per-la-citta-usa-a-causa-dellinnalzamento-del-mare/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/bisogna-spostare-new-orleans-punto-di-non-ritorno-per-la-citta-usa-a-causa-dellinnalzamento-del-mare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 14:48:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[climate adaptation]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[coastal erosion]]></category>
		<category><![CDATA[crisi climatica]]></category>
		<category><![CDATA[environmental crisis]]></category>
		<category><![CDATA[erosione costiera]]></category>
		<category><![CDATA[extreme weather]]></category>
		<category><![CDATA[flooding risk]]></category>
		<category><![CDATA[Gulf of Mexico]]></category>
		<category><![CDATA[innalzamento del mare]]></category>
		<category><![CDATA[louisiana]]></category>
		<category><![CDATA[managed retreat]]></category>
		<category><![CDATA[New Orleans]]></category>
		<category><![CDATA[rischio alluvioni]]></category>
		<category><![CDATA[sea level rise]]></category>
		<category><![CDATA[trasferimento popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[uragani]]></category>
		<category><![CDATA[urban relocation]]></category>
		<category><![CDATA[zone umide]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365165</guid>

					<description><![CDATA[<p>New Orleans deve iniziare subito a prepararsi a un trasferimento. Non è uno scenario ipotetico, ma la conclusione di un nuovo studio scientifico che descrive la città della Louisiana come arrivata a un vero e proprio “punto di non ritorno”<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/bisogna-spostare-new-orleans-punto-di-non-ritorno-per-la-citta-usa-a-causa-dellinnalzamento-del-mare/">“Bisogna spostare New Orleans!”: punto di non ritorno per la città USA a causa dell&#8217;innalzamento del mare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>New Orleans deve iniziare subito a prepararsi a un trasferimento. Non è uno scenario ipotetico, ma la conclusione di un nuovo studio scientifico che descrive la città della Louisiana come arrivata a un vero e proprio “punto di non ritorno” a causa dell’innalzamento del livello del mare.</p>



<p>Secondo la ricerca pubblicata sulla rivista Nature Sustainability e riportata dal The Guardian, nel giro di alcune generazioni l’area potrebbe essere progressivamente inghiottita dall’acqua, fino a essere completamente circondata dal Golfo del Messico entro la fine del secolo.</p>



<p>La combinazione tra cambiamento climatico, erosione delle zone umide e subsidenza del terreno sta trasformando la costa della Louisiana meridionale in una delle aree più vulnerabili del pianeta. Gli esperti stimano un possibile innalzamento del livello del mare tra i 3 e i 7 metri, accompagnato dalla perdita di circa tre quarti delle zone umide costiere. Questo fenomeno potrebbe spingere la linea costiera fino a 100 chilometri nell’entroterra, isolando di fatto città come New Orleans e Baton Rouge.</p>



<p>“Dal punto di vista paleoclimatico, New Orleans non esiste più: la domanda è per quanto tempo ancora”, ha spiegato Jesse Keenan della Tulane University, tra gli autori dello studio. Anche fermando oggi il cambiamento climatico, secondo l’esperto, la città sarebbe comunque destinata a essere circondata dall’acqua nel giro di decenni.</p>



<p>New Orleans conta circa 360mila abitanti ed è già oggi estremamente esposta: il 99% della popolazione vive in aree ad alto rischio di allagamento, il dato più alto tra tutte le città statunitensi. A peggiorare la situazione contribuiscono uragani sempre più intensi e un territorio che continua ad abbassarsi, anche a causa delle attività legate all’industria petrolifera e del gas.</p>



<p>Negli ultimi decenni sono stati investiti miliardi di dollari in sistemi di protezione – argini, chiuse e pompe – soprattutto dopo la devastazione causata dall’Uragano Katrina nel 2005. Tuttavia, secondo il nuovo studio, queste infrastrutture non saranno sufficienti nel lungo periodo.</p>



<p>Gli esperti parlano apertamente della necessità di pianificare una “ritirata controllata”, iniziando dalle comunità più vulnerabili, come quelle situate fuori dal sistema di argini. L’alternativa, avvertono, è un esodo disordinato già in atto: la popolazione della Louisiana è infatti in calo e il fenomeno potrebbe accelerare senza una strategia coordinata.</p>



<p>Tra i fattori più critici c’è la perdita di territorio: dagli anni ’30 la Louisiana ha già perso circa 2.000 miglia quadrate di terra, e altre 3.000 potrebbero scomparire nei prossimi 50 anni. Il ritmo è impressionante: un’area grande quanto un campo da calcio viene inghiottita ogni 100 minuti.</p>



<p>Per contrastare l’erosione era stato avviato il progetto di deviazione dei sedimenti del Mississippi, pensato per ricostruire le zone costiere sfruttando i depositi naturali del fiume. Ma l’iniziativa, dal costo di 3 miliardi di dollari, è stata bloccata dal governatore della Louisiana Jeff Landry, che ha sollevato dubbi sui costi e sull’impatto sull’industria della pesca.</p>



<p>Una decisione criticata da diversi esperti, secondo cui lo stop al progetto accelera ulteriormente il deterioramento della costa e riduce le possibilità di guadagnare tempo.</p>



<p>Anche sul fronte legale la situazione è complessa: una causa contro Chevron, condannata a pagare 740 milioni di dollari per danni ambientali alle zone umide, è ora oggetto di ricorso dopo l’intervento della Corte Suprema degli Stati Uniti.</p>



<p>Il quadro che emerge è quello di una crisi già in corso. “New Orleans è in una situazione terminale”, ha dichiarato Keenan, sottolineando però la possibilità di gestire il processo in modo ordinato, aiutando popolazione ed economia a trasferirsi gradualmente verso aree più sicure, ad esempio a nord del lago Pontchartrain.</p>



<p>Il problema, però, è anche politico e culturale. “Nessun leader vuole essere il primo a dirlo pubblicamente”, osserva lo studioso. Eppure, secondo molti esperti, il tempo per decidere si sta rapidamente esaurendo.</p>



<p>“È una bomba a orologeria”, ha commentato il geografo Wanyun Shao. “Non sappiamo esattamente quando accadrà, ma sappiamo che accadrà.”</p>



<p>E mentre il dibattito resta aperto, una cosa appare sempre più chiara: il futuro di New Orleans potrebbe non essere più dove si trova oggi.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/bisogna-spostare-new-orleans-punto-di-non-ritorno-per-la-citta-usa-a-causa-dellinnalzamento-del-mare/">“Bisogna spostare New Orleans!”: punto di non ritorno per la città USA a causa dell&#8217;innalzamento del mare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/bisogna-spostare-new-orleans-punto-di-non-ritorno-per-la-citta-usa-a-causa-dellinnalzamento-del-mare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Amsterdam vieta la pubblicità di carne e voli “per il clima”. L&#8217;insopportabile ipocrisia dell&#8217;Olanda, capitale delle emissioni e delle multinazionali</title>
		<link>https://www.tviweb.it/amsterdam-vieta-la-pubblicita-di-carne-e-voli-per-il-clima-linsopportabile-ipocrisia-dellolanda-capitale-delle-emissioni-e-delle-multinazionali/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/amsterdam-vieta-la-pubblicita-di-carne-e-voli-per-il-clima-linsopportabile-ipocrisia-dellolanda-capitale-delle-emissioni-e-delle-multinazionali/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 09:23:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[amsterdam]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[olanda]]></category>
		<category><![CDATA[paradiso fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità carne]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365121</guid>

					<description><![CDATA[<p>Amsterdam si presenta al mondo come la prima capitale a vietare la pubblicità di carne, automobili e combustibili fossili negli spazi pubblici. Dal 1° maggio, via hamburger sui cartelloni, SUV alle fermate del tram e spot di compagnie aeree nelle<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/amsterdam-vieta-la-pubblicita-di-carne-e-voli-per-il-clima-linsopportabile-ipocrisia-dellolanda-capitale-delle-emissioni-e-delle-multinazionali/">Amsterdam vieta la pubblicità di carne e voli “per il clima”. L&#8217;insopportabile ipocrisia dell&#8217;Olanda, capitale delle emissioni e delle multinazionali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Amsterdam si presenta al mondo come la prima capitale a vietare la pubblicità di carne, automobili e combustibili fossili negli spazi pubblici. Dal 1° maggio, via hamburger sui cartelloni, SUV alle fermate del tram e spot di compagnie aeree nelle stazioni della metropolitana. Al loro posto: musei, concerti, promozione culturale. Un’operazione che il Comune racconta come svolta “etica” per allineare la città alla neutralità carbonica entro il 2050 e spingere verso un dimezzamento del consumo di carne.</p>



<p>Ma dietro la narrazione green si apre una contraddizione enorme, che in Olanda molti preferiscono ignorare: quella di un Paese che si presenta come avanguardia climatica mentre continua a essere uno dei principali snodi europei di commercio globale, logistica intensiva e sedi societarie di multinazionali ad alta impronta ambientale.</p>



<p>L’Olanda, infatti, non è solo biciclette e tulipani. È anche uno dei maggiori hub logistici del continente, con il porto di Rotterdam tra i più trafficati al mondo e un sistema industriale e agricolo fortemente orientato all’export. In particolare, il Paese è tra i maggiori esportatori europei di carne e prodotti zootecnici: secondo dati Eurostat e FAO, i Paesi Bassi figurano stabilmente tra i primi esportatori mondiali di carne suina e tra i principali hub di transito per carne e derivati diretti verso il mercato globale.</p>



<p>Non solo: proprio il modello agricolo olandese, altamente intensivo, è spesso indicato dagli stessi studi ambientali europei come uno dei sistemi zootecnici a più alta densità per chilometro quadrato, con conseguenti impatti su emissioni di azoto e pressione sugli ecosistemi.</p>



<p>A questo si aggiunge un altro elemento raramente citato nel dibattito pubblico: i Paesi Bassi sono da anni considerati una delle principali “giurisdizioni di transito fiscale” d’Europa, con una forte presenza di holding e sedi legali di multinazionali globali. Diversi report internazionali, tra cui quelli dell’ONG Oxfam e di vari centri di ricerca economica, hanno evidenziato come il Paese ospiti migliaia di società estere grazie a regimi fiscali favorevoli, contribuendo a un sistema globale di ottimizzazione fiscale che ha effetti indiretti anche sulle politiche ambientali delle aziende coinvolte.</p>



<p>Il risultato è un paradosso evidente: mentre Amsterdam vieta la pubblicità di carne e voli per “dare il buon esempio climatico”, il Paese continua a essere un nodo centrale di un’economia globale che si regge proprio su quei settori che oggi vengono simbolicamente banditi dagli spazi pubblici.</p>



<p>Il Comune giustifica la misura come “cambiamento culturale”. Ma le associazioni di categoria olandesi parlano apertamente di ingerenza. Il settore della carne denuncia una riduzione della libertà commerciale, mentre quello del turismo contesta la limitazione della promozione dei voli aerei.</p>



<p>Sul piano politico, il divieto viene invece celebrato da attivisti e partiti ambientalisti come un “momento tabacco” per la carne e i combustibili fossili: l’idea è che ciò che non si vede negli spazi pubblici smetta di essere percepito come normale.</p>



<p>Eppure il dubbio resta: quanto incide davvero un divieto di pubblicità in una città, se nello stesso Paese continuano a operare hub logistici globali, esportazioni intensive di carne e sedi fiscali di multinazionali che alimentano traffici e consumi su scala mondiale?</p>



<p>Anche perché la pubblicità non è scomparsa: si è semplicemente spostata. Dalle pensiline dei tram agli algoritmi dei social network, dove carne, voli low cost e SUV continuano a essere promossi senza restrizioni.</p>



<p>Così Amsterdam si ritrova nel suo classico doppio ruolo europeo: laboratorio di politiche simboliche all’avanguardia e, allo stesso tempo, centro perfettamente integrato in un sistema economico globale che quelle stesse politiche non tocca davvero.</p>



<p>Una contraddizione che rende il “modello olandese” meno lineare di quanto appaia nei comunicati ufficiali: molto visibile nelle città, molto meno nei conti del commercio globale.</p>



<p></p>



<p>+++</p>



<p>Amsterdam bans meat and flight advertising “for the climate.” The unbearable hypocrisy of the Netherlands, capital of emissions and multinationals</p>



<p></p>



<p>Amsterdam presents itself to the world as the first capital to ban advertising for meat, cars, and fossil fuels in public spaces. From May 1st, no more burger ads on billboards, SUVs at tram stops, or airline commercials in metro stations. In their place: museums, concerts, cultural promotion. The city government describes this initiative as an “ethical” shift aimed at aligning Amsterdam with carbon neutrality by 2050 and encouraging a halving of meat consumption.</p>



<p>But behind the green narrative lies a major contradiction that many in the Netherlands prefer to overlook: that of a country presenting itself as a climate frontrunner while remaining one of Europe’s key hubs for global trade, intensive logistics, and corporate headquarters of multinational companies with high environmental footprints.</p>



<p>The Netherlands, in fact, is not just bicycles and tulips. It is also one of the continent’s largest logistics hubs, with the port of Rotterdam among the busiest in the world and an industrial and agricultural system strongly oriented toward exports. In particular, the country is among Europe’s largest exporters of meat and livestock products: according to Eurostat and FAO data, the Netherlands consistently ranks among the world’s top exporters of pork and among the main transit hubs for meat and meat products destined for global markets.</p>



<p>Not only that: the Dutch agricultural model itself, highly intensive, is often cited in European environmental studies as one of the livestock systems with the highest density per square kilometer, with corresponding impacts on nitrogen emissions and pressure on ecosystems.</p>



<p>To this must be added another rarely mentioned element in public debate: the Netherlands has for years been considered one of Europe’s main “tax transit jurisdictions,” with a strong presence of holding companies and legal headquarters of global multinationals. Several international reports, including those by the NGO Oxfam and various economic research centers, have highlighted how the country hosts thousands of foreign companies thanks to favorable tax regimes, contributing to a global system of tax optimization that also has indirect effects on the environmental policies of the companies involved.</p>



<p>The result is an obvious paradox: while Amsterdam bans advertising for meat and flights to “set a climate example,” the country continues to be a central node in a global economy that relies precisely on the sectors now symbolically excluded from public spaces.</p>



<p>The municipality justifies the measure as a “cultural change.” But Dutch industry associations openly describe it as interference. The meat sector complains about a restriction on commercial freedom, while the tourism industry criticizes the limitation on promoting air travel.</p>



<p>On the political level, however, the ban is celebrated by activists and environmental parties as a “tobacco moment” for meat and fossil fuels: the idea is that what is no longer visible in public space will cease to be perceived as normal.</p>



<p>Yet the question remains: how much does an advertising ban in a single city really matter if the same country continues to operate global logistics hubs, intensive meat exports, and tax headquarters for multinational corporations that fuel trade and consumption on a worldwide scale?</p>



<p>Especially since advertising has not disappeared: it has simply moved. From tram shelters to social media algorithms, where meat, low-cost flights, and SUVs continue to be promoted without restriction.</p>



<p>In this way, Amsterdam finds itself in its classic European dual role: a laboratory for cutting-edge symbolic policies, and at the same time a fully integrated center of a global economic system that those very policies do not truly affect.</p>



<p>A contradiction that makes the “Dutch model” less straightforward than official statements suggest: highly visible in the cities, far less so in the balance sheets of global trade.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/amsterdam-vieta-la-pubblicita-di-carne-e-voli-per-il-clima-linsopportabile-ipocrisia-dellolanda-capitale-delle-emissioni-e-delle-multinazionali/">Amsterdam vieta la pubblicità di carne e voli “per il clima”. L&#8217;insopportabile ipocrisia dell&#8217;Olanda, capitale delle emissioni e delle multinazionali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/amsterdam-vieta-la-pubblicita-di-carne-e-voli-per-il-clima-linsopportabile-ipocrisia-dellolanda-capitale-delle-emissioni-e-delle-multinazionali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bali, il paradiso turistico capitale dell&#8217;immondizia: l’Indonesia soffoca tra rifiuti e mari contaminati</title>
		<link>https://www.tviweb.it/bali-il-paradiso-turistico-capitale-dellimmondizia-lindonesia-soffoca-tra-rifiuti-e-mari-contaminati/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/bali-il-paradiso-turistico-capitale-dellimmondizia-lindonesia-soffoca-tra-rifiuti-e-mari-contaminati/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 09:08:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[Bali]]></category>
		<category><![CDATA[discariche a cielo aperto]]></category>
		<category><![CDATA[environmental crisis]]></category>
		<category><![CDATA[environmental impact]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento plastica]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[marine pollution]]></category>
		<category><![CDATA[oceani]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[plastic waste]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Southeast Asia]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365117</guid>

					<description><![CDATA[<p>Bali, una delle mete turistiche più popolari al mondo, continua a mostrare un volto ben lontano dall’immagine da cartolina. L’isola fatica infatti a gestire l’enorme pressione del turismo e la conseguente produzione di rifiuti, con discariche a cielo aperto che<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/bali-il-paradiso-turistico-capitale-dellimmondizia-lindonesia-soffoca-tra-rifiuti-e-mari-contaminati/">Bali, il paradiso turistico capitale dell&#8217;immondizia: l’Indonesia soffoca tra rifiuti e mari contaminati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Bali, una delle mete turistiche più popolari al mondo, continua a mostrare un volto ben lontano dall’immagine da cartolina. L’isola fatica infatti a gestire l’enorme pressione del turismo e la conseguente produzione di rifiuti, con discariche a cielo aperto che continuano a comparire in diverse aree.</p>



<p>“L’odore della spazzatura ci sta creando problemi. I clienti finiscono per non comprare più. È un vero fastidio”, racconta un fioraio locale. Un residente aggiunge: “Il governo deve fare qualcosa. Di notte ci sono molti topi qui. L’odore è sgradevole”.</p>



<p>Ogni giorno sull’isola vengono prodotte circa 3.400 tonnellate di rifiuti, a fronte di una popolazione di circa 4 milioni di abitanti e un afflusso di circa 7 milioni di turisti stranieri all’anno. Una pressione enorme su un sistema di gestione dei rifiuti che appare insufficiente.</p>



<p>Le autorità hanno annunciato interventi urgenti. “Abbiamo fissato una scadenza per tutti i governi provinciali, distrettuali e comunali affinché chiudano le discariche a cielo aperto entro la fine del 2026”, ha dichiarato Hanif Faisol Nurofiq, ex ministro dell’Ambiente indonesiano. Ma nel frattempo i rifiuti continuano ad accumularsi e solo una parte viene trattata o riciclata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un gigante globale della plastica in mare</h3>



<p>Il problema non riguarda solo Bali. L’Indonesia è considerata uno dei principali contributori mondiali all’inquinamento marino da plastica. Secondo studi della Banca Mondiale, il Paese genera circa <strong>7,8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici all’anno</strong>, di cui circa <strong>4,9 milioni di tonnellate sono mal gestite</strong> e quindi potenzialmente disperse nell’ambiente.</p>



<p>Una parte significativa di questa plastica finisce nei fiumi e da lì direttamente negli oceani. Le stime indicano che <strong>circa 200–550 mila tonnellate di plastica ogni anno vengono riversate in mare dall’Indonesia</strong> attraverso i corsi d’acqua e la cattiva gestione dei rifiuti.</p>



<p>Già nel 2015 il Paese era stato indicato come <strong>secondo maggiore contributore mondiale di plastica negli oceani</strong>, con diversi fiumi indonesiani tra i più inquinanti al mondo.</p>



<p>In alcune aree costiere e fluviali, la plastica è diventata il principale materiale presente nei rifiuti, con microplastiche ormai diffuse anche nei sedimenti marini e lungo le coste.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un equilibrio sempre più fragile</h3>



<p>Il turismo, fondamentale per l’economia indonesiana, si scontra quindi con una crisi ambientale crescente. Da un lato milioni di visitatori attratti dalle spiagge e dalla natura tropicale, dall’altro un sistema di gestione dei rifiuti che fatica a tenere il passo.</p>



<p>Il risultato è un paradosso evidente: un paradiso naturale che rischia di diventare simbolo globale dell’emergenza plastica negli oceani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/bali-il-paradiso-turistico-capitale-dellimmondizia-lindonesia-soffoca-tra-rifiuti-e-mari-contaminati/">Bali, il paradiso turistico capitale dell&#8217;immondizia: l’Indonesia soffoca tra rifiuti e mari contaminati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/bali-il-paradiso-turistico-capitale-dellimmondizia-lindonesia-soffoca-tra-rifiuti-e-mari-contaminati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Senza un “centro” liberal-democratico l’Italia resterà ingovernabile</title>
		<link>https://www.tviweb.it/senza-un-centro-liberal-democratico-litalia-restera-ingovernabile/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/senza-un-centro-liberal-democratico-litalia-restera-ingovernabile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 07:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[azione]]></category>
		<category><![CDATA[calenda]]></category>
		<category><![CDATA[centro]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[meloni]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[renzi]]></category>
		<category><![CDATA[salis]]></category>
		<category><![CDATA[schlein]]></category>
		<category><![CDATA[silvia salis]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365075</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Se ritorno con il pensiero agli anni della prima Repubblica, che mi videro militante ed anche rappresentante politico del Partito Repubblicano Italiano (P.R.I.) ricordo che fra i due grandi “Partiti Chiesa”, Democrazia Cristiana e Partito Comunista, c’erano oltre<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/senza-un-centro-liberal-democratico-litalia-restera-ingovernabile/">Senza un “centro” liberal-democratico l’Italia resterà ingovernabile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>Se ritorno con il pensiero agli anni della prima Repubblica, che mi videro militante ed anche rappresentante politico del Partito Repubblicano Italiano (P.R.I.) ricordo che fra i due grandi “Partiti Chiesa”, Democrazia Cristiana e Partito Comunista, c’erano oltre al P.R.I., il Partito Liberale Italiano, il Partito Socialista Democratico Italiano (chiamati anche Partiti laici minori)&nbsp;&nbsp;ed il Partito Socialista Italiano.</p>



<p>I primi tre, quando andava bene, incrociavano un consenso attorno al 10% massimo, variabile ovviamente elezione per elezione.&nbsp;</p>



<p>Assieme al&nbsp;&nbsp;PSI, che però aveva altra storia ed altre ambizioni, quest’area contava circa il 18% dell’elettorato.</p>



<p>Non proprio nulla, ma nemmeno quel tanto da imporre le linee politiche della Repubblica.</p>



<p>Eppure, senza i Partiti laici minori (PLI, PRI, PSDI), la Prima Repubblica avrebbe avuto un volto decisamente diverso.&nbsp;</p>



<p>Perché, nonostante percentuali elettorali spesso ad una sola cifra, la loro funzione di &#8220;ago della bilancia&#8221; è stata vitale per la tenuta democratica del Paese.</p>



<p>Sebbene la Democrazia Cristiana (DC) fosse un partito interclassista e variegato, le spinte più conservatrici e vicine alle gerarchie ecclesiastiche erano costanti.</p>



<p>I partiti laici hanno agito come un argine civile:</p>



<p>Sui&nbsp;Diritti Civili<strong>:</strong>&nbsp;senza l&#8217;impulso di radicali, socialisti e l&#8217;appoggio dei laici di centro, battaglie come il divorzio o l&#8217;aborto avrebbero trovato una DC molto più rigida;&nbsp;</p>



<p>Sullo&nbsp;Stato di Diritto: figure come Ugo La Malfa (PRI) hanno costantemente richiamato la DC ad una gestione della cosa pubblica che non fosse solo clientelare o legata a logiche parrocchiali, promuovendo una visione dello Stato più moderna ed europea;</p>



<p>Sulla gestione dell’Economia: il Partito Liberale ed il Partito Repubblicano hanno spesso rappresentato un contrappeso alle spinte verso un eccessivo interventismo statale ed un assistenzialismo tipici di alcune correnti democristiane.</p>



<p>Parallelamente rappresentarono una sorta di cordone sanitario verso Est, contro la deriva sovietica</p>



<p>Durante la Guerra Fredda, il rischio che l&#8217;Italia scivolasse nell&#8217;orbita d&#8217;influenza dell&#8217;URSS era la preoccupazione principale dell&#8217;Occidente.&nbsp;</p>



<p>I piccoli Partiti hanno garantito la collocazione atlantica:<strong></strong></p>



<p>Legittimazione Internazionale: la presenza di socialdemocratici (PSDI) e Repubblicani (PRI) nei governi di coalizione rassicurava gli alleati americani sul fatto che l&#8217;Italia non fosse un &#8220;monolite cattolico&#8221;, ma una democrazia pluralista e fermamente ancorata all&#8217;Ovest.</p>



<p>Alternativa Democratica: offrivano una casa a quegli elettori riformisti e progressisti che però non si riconoscevano nel PCI di Togliatti o Berlinguer, impedendo che il fronte della sinistra venisse totalmente assorbito dal modello sovietico.</p>



<p>Lo so bene che in politica nessun periodo storico è paragonabile ad un altro, e che la situazione attuale è lontana anni luce dagli anni che andarono dal 1946 al 1994.</p>



<p>Da anni viviamo nella fase della “polarizzazione”, dello scontro fra due coalizioni, una denominata centro-destra, cui fa da contrapposizione il centro-sinistra, o Campo largo se preferite.</p>



<p>Due coalizioni di Partiti che palesano a volte profonde differenze fra di loro, ma che sono accomunate da una scelta di campo funzionale alla vittoria elettorale, in altre parole al potere.</p>



<p>E così a destra vediamo coesistere posizioni che vanno dall’europeismo all’auspicio di una Italexit, dall’atlantismo al filoputinismo, dal centralismo al regionalismo federalista.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Insomma un pot-pourri in cui convive tutto ed il contrario di tutto.</p>



<p>Ma non va certo meglio a sinistra.</p>



<p>Il Partito Democratico ha scelto, legittimamente sia chiaro, di costruire con i populisti del M5S ed i vetero-comunisti di Avs un’offerta politica di sinistra che sembra più orientata ed ispirata ai Centri sociali ed alle frange dell’antagonismo piuttosto che alle tradizionali grandi formazioni socialdemocratiche europee.</p>



<p>Il problema non è la leadership di Elly Schlein o di un altro.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Il Campo largo non cambia se a guidarlo c’è Tizio piuttosto che Caio, perché ormai la constituency politica di quello schieramento è completamente cambiata.&nbsp;</p>



<p>Nel senso che non ha più niente in comune con il Pd del 2014 o quello del 2007, e guardando più indietro persino rispetto ai Ds del 1995.</p>



<p>Non occorre essere un Machiavelli per rendersi conto che siamo di fronte&nbsp;alla solita sommatoria di interessi divergenti, cucita con lo spago dell’anti-destrismo, e condita anche con una buona dose di “antifascismo di maniera”.</p>



<p>Il cosiddetto Campo largo non è altro che un’alleanza a tempo, costruita solo per battere il centrodestra alle urne, senza nessuna prospettiva reale di governo.&nbsp;</p>



<p>Lo si è visto chiaramente in Parlamento in questi anni, dove PD, 5 Stelle e Sinistra radicale si sono ostacolati a vicenda su ogni dossier: dal PNRR alle riforme istituzionali, fino ai decreti sull’immigrazione.</p>



<p>Ma è sulla politica estera e sulla posizione dell’Italia nel mondo che emergono le fratture più gravi.&nbsp;</p>



<p>C’è chi – come il PD – finge atlantismo per salvare la faccia con Bruxelles, e chi – come Conte o Fratoianni – grida al disarmo e chiede lo stop agli aiuti a Kiev.&nbsp;</p>



<p>Per non parlare poi delle posizioni su Israele e sulla guerra a Gaza, con componenti sempre più ampie le cui posizioni rasentano l’antisemitismo.&nbsp;</p>



<p>Risultato: una linea di politica estera che cambia a seconda dell’intervista, una politica schizofrenica che ci ha reso marginali tanto a Washington quanto a Mosca, e che rende oggettivamente difficile immaginare come si possa governare il Paese.</p>



<p>Quello che a mio avviso manca in questa fase politica, è un tentativo serio di costituire un’area “terzopolista”.</p>



<p>Detto più banalmente un’area politica dove possano riconoscersi tutti quegli italiani che non vogliono morire, come si diceva una volta, “né fascisti né comunisti”.</p>



<p>Se riduciamo tutto ad uno schema, scopriamo che in politica nulla è davvero nuovo, e così alla fine vi accorgerete che la situazione attuale per certi versi è molto simile a quella della Prima Repubblica di cui parlavo all’inizio.</p>



<p>Il panorama politico italiano attuale mostra tre piccole formazioni che potrebbero, almeno in teoria, provare ad occupare questo spazio: Azione di Carlo Calenda, Italia Viva di Matteo Renzi, ed il nuovo Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin.</p>



<p>Fino ad oggi, ogni tentativo di costruire qualcosa di comune – non dico un partito unico, ma almeno una piattaforma condivisa – si è puntualmente schiantato contro un ostacolo antico quanto la politica italiana: gli “ego” dei leader.</p>



<p>Ed è proprio qui il nodo.</p>



<p>Se si parte dalla domanda “chi comanda?”, si replica esattamente lo schema che si dice di voler superare.&nbsp;</p>



<p>Si costruiscono contenitori vuoti, alleanze artificiali, cartelli elettorali destinati a durare il tempo di una conferenza stampa.</p>



<p>Io credo invece si debba partire da un’altra domanda, molto più semplice e molto più scomoda:&nbsp;<em>a cosa serve oggi una forza liberaldemocratica in Italia?</em></p>



<p>Serve perché esiste uno spazio politico reale, non presidiato nè rappresentato, che rifiuta tanto il sovranismo quanto il populismo.<br>Serve perché esiste un ceto medio che da anni paga il conto di tutto – tasse, inflazione, inefficienze – senza ricevere in cambio né servizi adeguati né rappresentanza politica.<br>Serve perché un Paese non può essere governato stabilmente da coalizioni che tengono insieme visioni opposte su fisco, energia, politica estera e diritti, sperando che il collante dell’“anti-qualcosa” basti a reggere l’urto della realtà.</p>



<p>E soprattutto serve perché senza una cultura politica chiara – liberale, europea, atlantica – l’Italia è destinata a restare prigioniera di maggioranze fragili, incoerenti e incapaci di decidere.</p>



<p>Il punto non è dunque mettere insieme sigle o leader, ma ricostruire una comunità politica.<br>Una comunità che dica con chiarezza che lo Stato deve fare meno ma meglio, che la concorrenza non è una bestemmia ma uno strumento di libertà, e che le democrazie liberali vanno difese sempre, non a giorni alterni o secondo convenienza.</p>



<p>Se questo passaggio non avverrà, il cosiddetto “terzo polo” resterà una suggestione giornalistica buona per riempire i retroscena.</p>



<p>Se invece qualcuno avrà il coraggio di farlo davvero, allora non sarà solo la nascita di una nuova forza politica, ma il ritorno di una tradizione che in questo Paese ha già dimostrato di saper contare, anche quando valeva pochi punti percentuali.</p>



<p>Perché la storia della Prima Repubblica insegna una cosa semplice, che oggi sembra quasi dimenticata: non sempre contano i numeri.<br>A volte conta la qualità delle idee.<br>E soprattutto la coerenza di chi ha il coraggio di portarle avanti.</p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/senza-un-centro-liberal-democratico-litalia-restera-ingovernabile/">Senza un “centro” liberal-democratico l’Italia resterà ingovernabile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/senza-un-centro-liberal-democratico-litalia-restera-ingovernabile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Yoko Ono fa ritirare dal mercato la birra &#8220;John Lemon&#8221;</title>
		<link>https://www.tviweb.it/yoko-ono-fa-ritirare-dal-mercato-la-birra-john-lemon/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/yoko-ono-fa-ritirare-dal-mercato-la-birra-john-lemon/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 14:21:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[beer john lemon]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[finistere]]></category>
		<category><![CDATA[france]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[john lennon]]></category>
		<category><![CDATA[yoko ono]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=365048</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un gioco di parole diventato un caso legale. In Bretagna, il birrificio L’Imprimerie di Bannalec, nel Finistère, si è ritrovato al centro di una controversia dopo aver ricevuto una diffida formale dagli avvocati di Yoko Ono, vedova di John Lennon.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/yoko-ono-fa-ritirare-dal-mercato-la-birra-john-lemon/">Yoko Ono fa ritirare dal mercato la birra &#8220;John Lemon&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un gioco di parole diventato un caso legale. In Bretagna, il birrificio L’Imprimerie di Bannalec, nel Finistère, si è ritrovato al centro di una controversia dopo aver ricevuto una diffida formale dagli avvocati di Yoko Ono, vedova di John Lennon.</p>



<p>Al centro della vicenda c’è una birra artigianale al limone chiamata “John Lemon”, un evidente omaggio al celebre cantante dei The Beatles. La bevanda era in vendita da diversi anni, ma alla fine di marzo la situazione è cambiata: il gestore del birrificio, Aurélien Picard, ha ricevuto una lettera ufficiale che chiedeva il ritiro immediato del prodotto dal mercato.</p>



<p>Secondo quanto riportato dai media locali, il marchio “John Lemon” sarebbe stato registrato proprio per evitare utilizzi impropri legati al nome dell’artista. La diffida imponeva quindi al birrificio di adeguarsi, con il rischio di sanzioni fino a 250 euro al giorno in caso di mancato rispetto.</p>



<p>«All’inizio pensavo fosse una bufala», ha raccontato Picard. «Poi ho verificato e ho scoperto che altri avevano avuto problemi simili. Ho capito che rischiavo davvero una penalità».</p>



<p>Il birrificio, noto per i nomi ironici e i giochi di parole ispirati a personaggi famosi, offre già etichette come “Jean Gol Potter”, “Mireille Mafioso” o “Yvette Ore”. Ma questa volta la trovata creativa ha superato un limite legale.</p>



<p>Dopo una trattativa con lo studio legale che rappresenta Yoko Ono, Picard ha ottenuto una proroga: potrà vendere le circa 5.000 bottiglie rimaste fino al 1° luglio. Nel frattempo, ha già proposto un nuovo nome per la birra, “Yellow Lemon”, in attesa di una risposta definitiva.</p>



<p>Una vicenda che mette in luce il confine, spesso sottile, tra creatività commerciale e tutela dei diritti legati ai nomi celebri, anche quando si tratta di semplici giochi di parole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/yoko-ono-fa-ritirare-dal-mercato-la-birra-john-lemon/">Yoko Ono fa ritirare dal mercato la birra &#8220;John Lemon&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/yoko-ono-fa-ritirare-dal-mercato-la-birra-john-lemon/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Roberto Baggio sbarca su TikTok e diventa subito virale: esordio “col botto” (video)</title>
		<link>https://www.tviweb.it/roberto-baggio-sbarca-su-tiktok-e-diventa-subito-virale-esordio-col-botto-video/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/roberto-baggio-sbarca-su-tiktok-e-diventa-subito-virale-esordio-col-botto-video/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:29:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[ex campione]]></category>
		<category><![CDATA[leggenda del calcio]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale italiana]]></category>
		<category><![CDATA[roberto baggio]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[tiktok]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[video virale]]></category>
		<category><![CDATA[viralità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364879</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il campione vicentino Roberto Baggio conquista anche TikTok. L’ex fuoriclasse (o meglio, l&#8217;eterno fuoriclasse) della Nazionale ha aperto il suo profilo ufficiale, Roberto Baggio, e nel giro di poche ore è diventato virale, confermando quanto il suo carisma e il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/roberto-baggio-sbarca-su-tiktok-e-diventa-subito-virale-esordio-col-botto-video/">Roberto Baggio sbarca su TikTok e diventa subito virale: esordio “col botto” (video)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Il campione vicentino Roberto Baggio conquista anche TikTok. L’ex fuoriclasse (o meglio, l&#8217;eterno fuoriclasse) della Nazionale ha aperto il suo profilo ufficiale, <strong>Roberto Baggio</strong>, e nel giro di poche ore è diventato virale, confermando quanto il suo carisma e il suo legame con i tifosi siano ancora fortissimi.</p>



<p>Nel video d’esordio, semplice ma perfettamente in linea con il suo stile, Baggio si presenta annunciando il suo arrivo sulla piattaforma. Poi bastano pochi gesti per accendere l’entusiasmo: qualche palleggio, un tiro deciso… e subito dopo il rumore di vetri infranti. A completare la scena, la voce di una bambina che grida “Papi”. Un ingresso ironico e sorprendente, insomma, “col botto” sotto tutti i punti di vista.</p>



<p>Il pubblico ha risposto in massa: migliaia i commenti, tutti o quasi carichi di affetto e nostalgia. C’è chi scherza chiedendogli il famoso “dossier da 900 pagine”, chi lo invita a tornare in campo con la Nazionale, e chi semplicemente lo ringrazia per le emozioni regalate in carriera.</p>



<p>Ancora una volta, Baggio dimostra che per lui non servono effetti speciali: basta la sua presenza per accendere l’entusiasmo di intere generazioni.</p>



<figure class="wp-block-video"><video height="1024" style="aspect-ratio: 576 / 1024;" width="576" controls src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/snaptik_7634119916148296982_v3.mp4"></video></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/roberto-baggio-sbarca-su-tiktok-e-diventa-subito-virale-esordio-col-botto-video/">Roberto Baggio sbarca su TikTok e diventa subito virale: esordio “col botto” (video)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/roberto-baggio-sbarca-su-tiktok-e-diventa-subito-virale-esordio-col-botto-video/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/snaptik_7634119916148296982_v3.mp4" length="6132049" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>Rider francese di 23 anni consegna le pizze in Ferrari</title>
		<link>https://www.tviweb.it/rider-francese-di-23-anni-consegna-le-pizze-in-ferrari/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/rider-francese-di-23-anni-consegna-le-pizze-in-ferrari/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 10:08:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364840</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Tolone, un giovane di 23 anni ha trovato un modo decisamente fuori dal comune per farsi notare sui social: consegnare pizze a bordo di una Ferrari rossa presa in prestito, trasformando un semplice lavoro da rider in uno spettacolo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/rider-francese-di-23-anni-consegna-le-pizze-in-ferrari/">Rider francese di 23 anni consegna le pizze in Ferrari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A Tolone, un giovane di 23 anni ha trovato un modo decisamente fuori dal comune per farsi notare sui social: consegnare pizze a bordo di una Ferrari rossa presa in prestito, trasformando un semplice lavoro da rider in uno spettacolo urbano diventato virale.</p>



<p>Yohann sogna infatti di diventare un creator di contenuti online, ma finora fatica a emergere. Nel frattempo si arrangia con lavoretti saltuari, tra cui le consegne di pizze. Proprio da questa quotidianità è nata l’idea che lo ha reso virale: unire il lavoro, la passione per le auto di lusso e il desiderio di costruire una carriera sui social.</p>



<p>Il giovane ha iniziato a filmarsi mentre effettuava consegne speciali a bordo di una vettura sportiva italiana di colore rosso, attirando subito l’attenzione dei passanti e degli utenti online. Il risultato è stato immediato: il video ha iniziato a circolare sui social, generando curiosità e condivisioni.</p>



<p>Secondo quanto raccontato, le pizze vengono offerte gratuitamente e non c’è alcun costo per chi le riceve. L’obiettivo non è il guadagno diretto, ma la creazione di contenuti capaci di sorprendere e coinvolgere.</p>



<p>Sui social Yohann continua a pubblicare video dedicati al mondo delle auto, mostrando veicoli e reazioni delle persone. Per distinguersi dagli altri creator, ha scelto un format insolito: consegne scenografiche a bordo di auto di lusso prese in prestito, trasformando le strade di Tolone in un set a cielo aperto.</p>



<p>“L’idea è di prendere in prestito auto diverse per creare eventi da filmare, mostrando le reazioni della gente e valorizzando le auto in città”, ha spiegato. Il progetto potrebbe continuare con nuovi mezzi e nuove consegne gratuite, sempre con l’obiettivo di ottenere visibilità e reazioni positive.</p>



<p>Yohann spera che i prossimi video possano continuare a crescere in popolarità, anche se ammette che non è semplice farsi spazio nel mondo dei social. Nel frattempo, la sua idea ha già acceso la curiosità del web.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/rider-francese-di-23-anni-consegna-le-pizze-in-ferrari/">Rider francese di 23 anni consegna le pizze in Ferrari</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/rider-francese-di-23-anni-consegna-le-pizze-in-ferrari/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>UE: Meta violava le norme sui minori, possibile multa fino al 6% del fatturato globale</title>
		<link>https://www.tviweb.it/ue-meta-violava-le-norme-sui-minori-possibile-multa-fino-al-6-del-fatturato-globale/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/ue-meta-violava-le-norme-sui-minori-possibile-multa-fino-al-6-del-fatturato-globale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:16:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364824</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Commissione europea ha stabilito che Meta ha violato la normativa dell’Unione Europea per non aver impedito in modo efficace ai minori di 13 anni di utilizzare le piattaforme Facebook e Instagram. Secondo i risultati preliminari di un’indagine durata quasi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/ue-meta-violava-le-norme-sui-minori-possibile-multa-fino-al-6-del-fatturato-globale/">UE: Meta violava le norme sui minori, possibile multa fino al 6% del fatturato globale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>La Commissione europea ha stabilito che Meta ha violato la normativa dell’Unione Europea per non aver impedito in modo efficace ai minori di 13 anni di utilizzare le piattaforme Facebook e Instagram.</p>



<p>Secondo i risultati preliminari di un’indagine durata quasi due anni, resi noti a Bruxelles, l’azienda non avrebbe adottato misure sufficienti per far rispettare il limite minimo di età previsto dai propri termini di servizio e richiesto dal Digital Services Act (DSA), che impone alle piattaforme di identificare e ridurre i rischi legati all’uso da parte dei minori.</p>



<p>La Commissione sottolinea che bambini sotto i 13 anni possono ancora aggirare i controlli dichiarando una data di nascita falsa, senza verifiche efficaci da parte dei sistemi della piattaforma. Inoltre, lo strumento di segnalazione degli account minorenni è stato giudicato “difficile da usare e poco efficace”, con controlli successivi ritenuti insufficienti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le possibili sanzioni</h3>



<p>Se le conclusioni saranno confermate, Meta rischia una multa fino al 6% del proprio fatturato annuo globale. Nel 2025 la società ha registrato ricavi pari a circa 201 miliardi di dollari.</p>



<p>La Commissione ha però precisato che si tratta di conclusioni preliminari e che l’esito finale dell’indagine non è ancora stato deciso. Meta avrà ora accesso al fascicolo e potrà presentare la propria difesa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La risposta di Meta</h3>



<p>L’azienda statunitense ha respinto le accuse. Un portavoce ha ribadito che Facebook e Instagram sono destinati a utenti dai 13 anni in su e che sono già in atto sistemi per individuare e rimuovere account di minori.</p>



<p>Meta sostiene inoltre di continuare a investire in tecnologie per il controllo dell’età e definisce la verifica degli utenti “una sfida che riguarda l’intero settore”, sottolineando la collaborazione con la Commissione europea.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il contesto europeo: stretta sui social per i minori</h3>



<p>Il caso si inserisce in un quadro più ampio di crescente pressione politica in Europa sul tema dell’uso dei social media da parte dei giovani. Diversi Paesi stanno valutando restrizioni più severe: la Spagna propone il divieto sotto i 16 anni, mentre in Francia il Parlamento ha sostenuto misure simili per i minori di 15 anni. Anche il governo del Regno Unito sta valutando nuove limitazioni per gli under 16.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le criticità del sistema attuale</h3>



<p>Secondo la Commissione, le piattaforme non riescono a impedire efficacemente la registrazione dei minori, anche a causa della facilità con cui si possono inserire dati falsi. L’indagine ha inoltre evidenziato possibili rischi legati agli effetti algoritmici dei social, come la tendenza a proporre contenuti sempre più estremi o dannosi, con potenziali impatti sulla salute mentale dei giovani utenti.</p>



<p>L’inchiesta aperta nel 2024 prosegue su altri fronti, inclusa la valutazione delle misure adottate da Meta per la tutela della salute fisica e psicologica degli utenti più giovani.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un settore sotto osservazione</h3>



<p>Già in passato Meta aveva dichiarato di aver sviluppato decine di strumenti per la protezione dei minori e di voler garantire esperienze online sicure e adeguate all’età. Tuttavia, per Bruxelles, tali misure non sarebbero ancora sufficienti.</p>



<p>La decisione finale dell’UE potrebbe segnare un precedente importante per l’intero settore delle piattaforme digitali, in un momento in cui l’Europa rafforza il controllo sulle grandi aziende tecnologiche e sul loro impatto sui minori.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/ue-meta-violava-le-norme-sui-minori-possibile-multa-fino-al-6-del-fatturato-globale/">UE: Meta violava le norme sui minori, possibile multa fino al 6% del fatturato globale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/ue-meta-violava-le-norme-sui-minori-possibile-multa-fino-al-6-del-fatturato-globale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Moschee senza regole: il nodo irrisolto tra Stato e Islam</title>
		<link>https://www.tviweb.it/moschee-senza-regole-il-nodo-irrisolto-tra-stato-e-islam/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/moschee-senza-regole-il-nodo-irrisolto-tra-stato-e-islam/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:44:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[comunità islamiche]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione italiana]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[intesa religiosa]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[libertà religiosa]]></category>
		<category><![CDATA[moschee]]></category>
		<category><![CDATA[Stato e religioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364816</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Assai di frequente leggiamo che nei comuni italiani ci sono frizioni fra le locali comunità islamiche e le istituzioni relativamente ai luoghi culto. Garage, locali improvvisati, capannoni, cantine, diventano moschee improvvisate fuori da ogni controllo.Succede ovunque ormai, nelle<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/moschee-senza-regole-il-nodo-irrisolto-tra-stato-e-islam/">Moschee senza regole: il nodo irrisolto tra Stato e Islam</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Umberto Baldo</p>



<p>Assai di frequente leggiamo che nei comuni italiani ci sono frizioni fra le locali comunità islamiche e le istituzioni relativamente ai luoghi culto. Garage, locali improvvisati, capannoni, cantine, diventano moschee improvvisate fuori da ogni controllo.<br>Succede ovunque ormai, nelle grandi città come nei piccoli centri, con clamori e proteste dei residenti.<br>Perché succede questo?<br>Perché i seguaci dell’Islam non possono godere di loro luoghi di culto come succede per i fedeli di altre religioni?<br>Non si tratta di persecuzione da parte dello Stato italiano.<br>A differenza della Chiesa Cattolica ( intesa regolata dal Concordato, che è un trattato internazionale), i rapporti tra lo Stato e le altre religioni sono stabiliti dalle Intese (Art. 8 della Costituzione).<br>Nonostante anni di tentativi di dialogo, un&#8217;Intesa con l&#8217;Islam non è mai stata firmata.<br>Il Risultato pratico è che chi ha un’Intesa (es. valdesi, ebrei, ecc.) gode di procedure più chiare, mentre chi non ce l’ha si muove in un limbo amministrativo.<br>Poi arrivano i Comuni, che sono quelli che decidono davvero se puoi aprire un luogo di culto.<br>E qui si entra nel teatro: vincoli urbanistici, destinazioni d’uso, parcheggi obbligatori (per pregare, a quanto pare, serve anche un piano parcheggi degno di un centro commerciale), pressioni politiche locali, proteste dei residenti.<br>Ma al di là di tutto questo, il vero motivo della mancanza di “intese con l’Islam” è tutto interno all’Islam stesso.<br>Il primo e principale ostacolo è di natura gerarchica.<br>Mentre la Chiesa Cattolica ha il Papa, e le comunità ebraiche o valdesi hanno Organi di rappresentanza unitari, l&#8217;Islam non ha un clero strutturato o un &#8220;Capo&#8221; universale.<br>Per firmare un&#8217;Intesa ai sensi dell&#8217;Articolo 8 della Costituzione, lo Stato richiede che l&#8217;ente religioso abbia uno statuto approvato ed un rappresentante legale unico.<br>Nell&#8217;Islam, ogni associazione (spesso registrata semplicemente come &#8220;centro culturale&#8221;) è un&#8217;isola a sé.<br>Se lo Stato firmasse un accordo con l&#8217;UCOII (Unione delle Comunità Islamiche d&#8217;Italia), le altre sigle come la COREIS o la Confederazione Islamica Italiana potrebbero impugnare l&#8217;accordo, sostenendo di non essere rappresentate.<br>L&#8217;Islam è un mosaico di correnti (Sunniti, Sciiti, Sufi) e scuole giuridiche.<br>Senza un&#8217;Autorità centrale che possa garantire l&#8217;applicazione dell&#8217;Intesa in ogni moschea o centro culturale, lo Stato teme che l&#8217;accordo resti lettera morta, o che favorisca solo una fazione a discapito delle altre.<br>Per firmare un&#8217;Intesa, lo statuto dell&#8217;organizzazione religiosa non deve poi contrastare con l&#8217;ordinamento giuridico italiano, in primis con il riconoscimento dei valori costituzionali.<br>Alcuni nodi critici emersi nel tempo riguardano: diritto di famiglia, cioè questioni legate alla poligamia o al ripudio, incompatibili con il codice civile, ed alla libertà religiosa, ossia la garanzia esplicita del diritto di cambiare religione (apostasia), che alcune interpretazioni più rigide dell’Islam faticano a sottoscrivere formalmente.<br>Da non trascurare il fatto che molte comunità islamiche in Italia sono legate a nazioni estere (Marocco, Turchia, Qatar, Egitto).<br>Ciò crea di fatto una &#8220;geopolitica delle moschee&#8221; caratterizzata da influenze esterne (spesso i finanziamenti e gli Imam arrivano dall&#8217;estero, rispondendo a logiche di governi stranieri piuttosto che ad una leadership nazionale italiana), ed una competizione interna (le diverse associazioni competono per la leadership, rendendo quasi impossibile la creazione di una &#8220;Federazione Islamica&#8221; che parli a nome di tutti i 2,5 milioni di musulmani in Italia).<br>C’è poi il paradosso del “Sacerdozio universale”.<br>A differenza del Cattolicesimo, dove esiste una distinzione netta tra clero e laici, nell&#8217;Islam sunnita (maggioritario in Italia) vige un rapporto diretto tra il fedele e Dio.<br>L&#8217;Imam è spesso solo una guida spirituale riconosciuta dalla sua specifica comunità per la sua preparazione, ma non ha un&#8217;investitura sacramentale o burocratica che lo ponga sopra gli altri.<br>In breve lo Stato cerca una &#8220;piramide&#8221; con cui trattare, ma si trova davanti a una &#8220;rete&#8221; orizzontale.<br>Senza una riforma interna che porti alla creazione di un Consiglio rappresentativo unitario (simile al modello del Concistoro per gli ebrei o della Tavola per i Valdesi), lo Stato italiano continuerà a muoversi con estrema cautela per evitare di dare &#8220;il monopolio&#8221; della rappresentanza ad un solo gruppo.<br>Inoltre molti Imam attivi in Italia sono &#8220;itineranti&#8221;, o arrivano con visti turistici/religiosi da paesi come l&#8217;Egitto, il Marocco o la Turchia.<br>Un eventuale albo riconosciuto e certificato richiederebbe: una formazione standardizzata (magari in università italiane), nonché la conoscenza della lingua italiana e dei nostri principi costituzionali.<br>Molte realtà locali, però, preferiscono mantenere il legame diretto con le tradizioni e le lingue dei paesi d&#8217;origine, percependo un aAbo nazionale come un tentativo di &#8220;addomesticare&#8221; l&#8217;Islam.<br>Per di più nell&#8217;Islam sunnita, maggioritario, l&#8217;Imam non è un prete ordinato, ma spesso un membro della comunità che ne sa più degli altri.<br>Imporre un &#8220;patentino&#8221; statale cambierebbe la natura stessa della funzione religiosa.<br>In primis perché un piccolo Centro culturale in provincia potrebbe non avere i mezzi per &#8220;assumere&#8221; un Imam certificato. Con il rischio di dar vita ad un mercato nero della preghiera, con Imam &#8220;ufficiali&#8221; per lo Stato ed Imam &#8220;reali&#8221; scelti dai fedeli.<br>Infine va sottolineato che firmare un’Intesa significherebbe aprire i bilanci.<br>Alcune realtà islamiche preferiscono invece restare &#8220;associazioni private&#8221; proprio per non dover rendere conto allo Stato della provenienza dei propri fondi. È un dettaglio che spiega perché, a volte, la mancanza di un&#8217;Intesa faccia comodo a certi leader religiosi.<br>Tutto ciò avviene in una fase in cui la presenza islamica in Italia è costantemente in crescita, e con lei la richiesta di poter pregare liberamente in luoghi riconosciuti dallo Stato.<br>Capisco che ai cittadini che vedono ad esempio moschee improvvisate sotto i portici, con file di scarpe in bellavista, possa saltare la mosca al naso.<br>Ma non è facile ipotizzare di cambiare con la bacchetta magica riti, principi e tradizioni di una religione come l’Islam, che affonda nei secoli.<br>Lo dimostra il fatto che, chi più chi meno, tutti i Paesi europei condividono lo stesso problema dell&#8217;Italia.<br>Per fare un solo esempio, in Germania, la più grande associazione (DITIB) è direttamente legata al governo turco. Questo rende difficile creare un Islam &#8220;nazionale&#8221; perché i leader rispondono a logiche estere.<br>In conclusione, non illudiamoci che la soluzione sia alle porte.<br>Ma voglio sperare che se i nodi burocratici e politici sembrano inestricabili, la soluzione potrebbe non arrivare dalle Cancellerie.<br>In altre parole che mentre la diplomazia tra Stato e Associazioni resta ferma al palo di una burocrazia che non trova interlocutori, la vera partita si stia spostando altrove.<br>Nel senso che la speranza di sbloccare questo stallo non risiede più in una firma calata dall&#8217;alto, ma nella maturazione di un “Islam italiano” che deve ancora trovare la sua voce definitiva.<br>È nelle nuove generazioni, sospese tra tradizioni familiari e identità nazionale, che a mio avviso si giocherà la sfida: saranno loro a dover costruire quel ponte che oggi manca, trasformando una fede percepita come “straniera” in una componente consapevole della cittadinanza.<br>L&#8217;Intesa, allora, non sarà più un contratto faticoso tra estranei, ma il riconoscimento naturale di un cammino fatto insieme.<br>Come accennavo la strada è ancora lunga e in salita, ma è l&#8217;unica che può portare oltre i pregiudizi ed i silenzi imbarazzati o rancorosi del presente.<br>Umberto Baldo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/moschee-senza-regole-il-nodo-irrisolto-tra-stato-e-islam/">Moschee senza regole: il nodo irrisolto tra Stato e Islam</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/moschee-senza-regole-il-nodo-irrisolto-tra-stato-e-islam/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC cambierà gli equilibri del petrolio</title>
		<link>https://www.tviweb.it/come-luscita-degli-emirati-arabi-uniti-dallopec-cambiera-gli-equilibri-del-petrolio/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/come-luscita-degli-emirati-arabi-uniti-dallopec-cambiera-gli-equilibri-del-petrolio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:25:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[arabia saudita]]></category>
		<category><![CDATA[crude prices]]></category>
		<category><![CDATA[emirati arabi uniti]]></category>
		<category><![CDATA[energia globale]]></category>
		<category><![CDATA[energy transition]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitics]]></category>
		<category><![CDATA[global energy]]></category>
		<category><![CDATA[iran]]></category>
		<category><![CDATA[mercato petrolifero]]></category>
		<category><![CDATA[oil]]></category>
		<category><![CDATA[oil market]]></category>
		<category><![CDATA[OPEC]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi del greggio]]></category>
		<category><![CDATA[Saudi Arabia]]></category>
		<category><![CDATA[transizione energetica]]></category>
		<category><![CDATA[United Arab Emirates]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364810</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’improvvisa uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC rappresenta un passaggio di grande rilevanza per l’economia globale e per gli equilibri energetici internazionali. Un evento storico, considerando che gli Emirati facevano parte dell’organizzazione ancora prima di diventare uno Stato nel 1971.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/come-luscita-degli-emirati-arabi-uniti-dallopec-cambiera-gli-equilibri-del-petrolio/">Come l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC cambierà gli equilibri del petrolio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>L’improvvisa uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC rappresenta un passaggio di grande rilevanza per l’economia globale e per gli equilibri energetici internazionali. Un evento storico, considerando che gli Emirati facevano parte dell’organizzazione ancora prima di diventare uno Stato nel 1971.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un pilastro che lascia il sistema</h3>



<p>Per decenni, l’OPEC – composta principalmente da Paesi esportatori di petrolio del Golfo – ha influenzato il prezzo del greggio globale, regolando la produzione attraverso quote assegnate ai membri. Il suo ruolo è stato determinante, soprattutto durante le crisi petrolifere degli anni ’70, che hanno segnato profondamente la politica energetica mondiale.</p>



<p>All’interno di questo sistema, gli Emirati Arabi Uniti occupavano una posizione chiave: pur con una produzione dominata dall’Arabia Saudita, Abu Dhabi disponeva della seconda maggiore capacità produttiva di riserva, fondamentale per stabilizzare i prezzi aumentando l’offerta nei momenti critici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nodo delle quote e gli interessi economici</h3>



<p>Alla base della decisione c’è una questione economica: le quote OPEC limitavano la produzione emiratina tra i 3 e i 3,5 milioni di barili al giorno, impedendo di sfruttare appieno gli ingenti investimenti fatti nel settore.</p>



<p>In sostanza, gli Emirati volevano produrre di più. E i vincoli imposti dall’organizzazione comportavano perdite economiche significative, giudicate ormai insostenibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tensioni geopolitiche e tempismo delicato</h3>



<p>La tempistica dell’uscita non è casuale. Le tensioni nel Golfo, in particolare legate al confronto con l’Iran, stanno già influenzando gli equilibri regionali e rischiano di complicare ulteriormente i rapporti, già delicati, con l’Arabia Saudita.</p>



<p>Per l’OPEC si tratta di un colpo pesante, proprio mentre emergono dubbi sulla sua tenuta futura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Rischio guerra dei prezzi</h3>



<p>Una delle conseguenze più temute riguarda una possibile guerra dei prezzi del petrolio. Senza più i vincoli dell’OPEC, gli Emirati potrebbero spingersi fino a una produzione di 5 milioni di barili al giorno.</p>



<p>Una mossa che potrebbe spingere l’Arabia Saudita a reagire abbassando i prezzi per difendere la propria quota di mercato. Uno scenario che gli Emirati, grazie a un’economia più diversificata, potrebbero sostenere meglio rispetto ad altri membri OPEC più fragili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Nuove rotte e infrastrutture strategiche</h3>



<p>Parallelamente, Abu Dhabi guarda a nuove infrastrutture per rafforzare la propria autonomia. Tra i progetti allo studio ci sono oleodotti che colleghino i giacimenti direttamente ad Abu Dhabi e al porto di Fujairah, aggirando lo strategico Stretto di Hormuz.</p>



<p>Un passaggio cruciale, soprattutto alla luce delle recenti tensioni e dei blocchi del traffico marittimo che hanno già influenzato i mercati globali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un mercato già in trasformazione</h3>



<p>Nel breve periodo, l’uscita degli Emirati non è il principale fattore che incide sui prezzi – attualmente intorno ai 110 dollari al barile – ma potrebbe avere effetti profondi nel medio termine.</p>



<p>Non è escluso, infatti, che il prezzo del petrolio possa scendere anche verso i 50 dollari entro il prossimo anno, soprattutto se si stabilizzeranno altre aree critiche come lo Stretto di Taiwan.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’OPEC conta meno di un tempo</h3>



<p>Rispetto agli anni ’70, il peso dell’OPEC è già diminuito: la sua quota del petrolio scambiato a livello globale è passata dall’85% a circa il 50%. Anche il petrolio, pur restando centrale, è meno dominante nell’economia mondiale.</p>



<p>Come ricordava l’ex ministro saudita del petrolio Ahmed Zaki Yamani: “L’età della pietra non è finita perché sono finite le pietre. L’era del petrolio non finirà perché finirà il petrolio”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il segnale di un cambiamento globale</h3>



<p>L’uscita degli Emirati può essere letta anche come il segnale di una transizione energetica in atto. L’elettrificazione, ad esempio, sta già riducendo la domanda di petrolio: in Cina, secondo alcune stime, auto, camion e treni elettrici hanno tagliato i consumi di circa 1 milione di barili al giorno.</p>



<p>In questo contesto, la strategia emiratina appare chiara: massimizzare i profitti dalle risorse petrolifere finché la domanda resta alta, sfruttando al contempo un’economia già parzialmente diversificata tra finanza e turismo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Effetto domino?</h3>



<p>Molto dipenderà dalla risposta saudita e dall’evoluzione delle tensioni nel Golfo. Ma una cosa è certa: l’uscita degli Emirati potrebbe innescare un effetto domino e mettere sotto pressione l’intero sistema OPEC.</p>



<p>Quando il traffico petrolifero tornerà alla normalità e nuove infrastrutture entreranno in funzione, il greggio emiratino potrebbe fluire sui mercati come mai prima d’ora, libero da vincoli.</p>



<p>Per ora l’impatto è limitato. Ma nel lungo periodo, questa decisione potrebbe cambiare tutto.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/come-luscita-degli-emirati-arabi-uniti-dallopec-cambiera-gli-equilibri-del-petrolio/">Come l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC cambierà gli equilibri del petrolio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/come-luscita-degli-emirati-arabi-uniti-dallopec-cambiera-gli-equilibri-del-petrolio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Il Diavolo veste Prada 2” demolito dalla critica internazionale: recensioni dure nonostante il ritorno di Meryl Streep</title>
		<link>https://www.tviweb.it/il-diavolo-veste-prada-2-demolito-dalla-critica-internazionale-recensioni-dure-nonostante-il-ritorno-di-meryl-streep/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/il-diavolo-veste-prada-2-demolito-dalla-critica-internazionale-recensioni-dure-nonostante-il-ritorno-di-meryl-streep/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:12:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA - SERIE TV]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364801</guid>

					<description><![CDATA[<p>Doveva essere uno dei ritorni più attesi degli ultimi anni, ma il sequel de Il diavolo veste Prada sembra aver mancato l’obiettivo. Il nuovo capitolo, che riporta sullo schermo Meryl Streep insieme a Anne Hathaway ed Emily Blunt, è stato<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-diavolo-veste-prada-2-demolito-dalla-critica-internazionale-recensioni-dure-nonostante-il-ritorno-di-meryl-streep/">“Il Diavolo veste Prada 2” demolito dalla critica internazionale: recensioni dure nonostante il ritorno di Meryl Streep</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Doveva essere uno dei ritorni più attesi degli ultimi anni, ma il sequel de Il diavolo veste Prada sembra aver mancato l’obiettivo. Il nuovo capitolo, che riporta sullo schermo Meryl Streep insieme a Anne Hathaway ed Emily Blunt, è stato accolto con grande freddezza dalla stampa internazionale, con molte recensioni che ne evidenziano limiti narrativi e perdita di identità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una storia che perde mordente</h3>



<p>La trama riprende vent’anni dopo: la rivista Runway è in crisi e Miranda Priestly, indebolita dal declino del settore e da problemi di memoria, fatica a mantenere il suo potere. Andy Sachs torna in redazione con un ruolo centrale, mentre Emily Charlton è ora una potente dirigente nel mondo del lusso e controlla i finanziamenti. Tra vecchie rivalità, nuovi equilibri e numerose incertezze, il potere sembra destinato a cambiare mano.</p>



<p>Sulla carta, un intreccio ricco di potenziale. Nella pratica, secondo gran parte della critica, il film “annaspa”, diluisce il suo messaggio e perde quell’umorismo tagliente che aveva reso iconico il primo capitolo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le recensioni: “stesso schema, ma senza anima”</h3>



<p>La stampa internazionale è stata in larga parte impietosa. La recensione di “Zone di Parigi” assegna un 2 su 5, sottolineando come il regista David Frankel abbia riproposto la stessa formula senza riuscire a rinnovarla: “gli stessi ingredienti, la stessa voglia di satira, ma questa volta niente funziona davvero”.</p>



<p>Critiche simili arrivano anche da testate autorevoli. The Guardian parla di un sequel “elegante ma vuoto”, evidenziando la perdita di mordente satirico e una scrittura che “non osa più”. Variety sottolinea come il film “sembri più un’operazione nostalgica che una vera evoluzione narrativa”, mentre The Hollywood Reporter evidenzia una regia “piatta e ripetitiva”, incapace di valorizzare il cast.</p>



<p>Anche Le Monde critica la trasformazione del personaggio di Miranda: da figura iconica e spietata a presenza più fragile e quasi addolcita, scelta definita “un tradimento dello spirito originale”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un film fuori tempo?</h3>



<p>Molti osservatori concordano su un punto: i vent’anni trascorsi tra i due film pesano. In un contesto cinematografico più attento al politicamente corretto, il sequel sembra aver smussato gli angoli più provocatori, sacrificando proprio quella satira sul mondo della moda e del potere che aveva decretato il successo del primo film.</p>



<p>Anche alcune scelte narrative e stilistiche sono state contestate: camei musicali ritenuti superflui, come quello di Lady Gaga, e una regia giudicata poco ispirata, con inquadrature ripetitive e scarso dinamismo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Si salvano le attrici, ma non basta</h3>



<p>Se c’è un elemento su cui la critica converge positivamente, è la prova del cast. Meryl Streep resta magnetica, mentre Hathaway e Blunt confermano la loro solidità. Tuttavia, nemmeno il talento delle protagoniste riesce a compensare una sceneggiatura giudicata debole e poco incisiva.</p>



<p>In definitiva, quello che doveva essere un ritorno trionfale si è trasformato, per molti, in un’occasione mancata: un film che replica lo schema del passato senza riuscire a rinnovarlo, perdendo lungo la strada ironia, cattiveria e identità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-diavolo-veste-prada-2-demolito-dalla-critica-internazionale-recensioni-dure-nonostante-il-ritorno-di-meryl-streep/">“Il Diavolo veste Prada 2” demolito dalla critica internazionale: recensioni dure nonostante il ritorno di Meryl Streep</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/il-diavolo-veste-prada-2-demolito-dalla-critica-internazionale-recensioni-dure-nonostante-il-ritorno-di-meryl-streep/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La &#8220;favola&#8221; del controllo dei prezzi affonda nel Golfo Persico</title>
		<link>https://www.tviweb.it/la-favola-del-controllo-dei-prezzi-affonda-nel-golfo-persico/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/la-favola-del-controllo-dei-prezzi-affonda-nel-golfo-persico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 07:49:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364789</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Negli ultimi due tre anni i Banchieri centrali, da Madame Lagarde a Jerome Powell, ci hanno fatto credere di essere riusciti a tenere sotto controllo l’inflazione. C’è una domanda&#160;&#160;che viene spontanea: è proprio così? In parte forse si,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-favola-del-controllo-dei-prezzi-affonda-nel-golfo-persico/">La &#8220;favola&#8221; del controllo dei prezzi affonda nel Golfo Persico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>Negli ultimi due tre anni i Banchieri centrali, da Madame Lagarde a Jerome Powell, ci hanno fatto credere di essere riusciti a tenere sotto controllo l’inflazione.</p>



<p>C’è una domanda&nbsp;&nbsp;che viene spontanea: è proprio così?</p>



<p>In parte forse si, ma se non c’è stata un’impennata inflattiva lo dobbiamo anche, e soprattutto, alle imprese ed ai lavoratori cinesi.</p>



<p>Vi sembra una affermazione azzardata?</p>



<p>Non è così.&nbsp;</p>



<p>Negli ultimi tre anni, la struttura produttiva della Cina ha fatto, o meglio è stata costretta fare,&nbsp;&nbsp;qualcosa che nessuna Banca Centrale riconoscerà mai apertamente: ha contribuito a tenere bassa l’inflazione globale.</p>



<p>Come dicevo, non per virtù, ma per necessità.</p>



<p>Ma come ha fatto la Cina ad influenzare i nostri prezzi così a lungo?&nbsp;</p>



<p>Risposta<strong>:</strong>&nbsp;Negli ultimi tre anni, la Cina ha vissuto una situazione particolare: produceva molto più di quanto i suoi cittadini riuscissero a comprare (sovracapacità).</p>



<p>Per non chiudere le fabbriche, le aziende cinesi si sono fatte una guerra spietata sui prezzi, vendendo all&#8217;estero a costi stracciati.&nbsp;</p>



<p>Questo ha regalato all&#8217;Occidente una &#8220;deflazione importata&#8221;, sottraendo tra 0,3 e 0,5 punti percentuali all’inflazione delle economie avanzate, secondo Capital Economics.</p>



<p>Detta più terra terra, mentre tutto rincarava, la Cina esportava a prezzi stracciati per smaltire la sua produzione in eccesso.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Per i più sofisticati, la Cina dal 2023 ha esportato deflazione (di fatto grasso che cola per le Banche centrali e per noi consumatori occidentali).&nbsp;</p>



<p>Quindi se la possono raccontare gli gnomi della&nbsp;Bce e della Fed; si possono pure intestare il merito del raffreddamento dei prezzi: ma almeno dovrebbero avere l’onestà di inserire nel racconto le fabbriche cinesi.</p>



<p>Ora però quella stagione è finita.</p>



<p>Da&nbsp;&nbsp;marzo 2026, i prezzi all’esportazione cinesi hanno ricominciato a salire per molte categorie di beni di consumo.</p>



<p>Perché?</p>



<p>ll meccanismo è piuttosto semplice, anche se le conseguenze, come vedremo, non lo sono.</p>



<p>E’ la conseguenza diretta della guerra in Iran, che&nbsp;&nbsp;ha fatto esplodere i costi legati al petrolio: plastica, PVC, fibre sintetiche, gomma, chimica e quant’altro.</p>



<p>Spero abbiate capito dalle cronache&nbsp;&nbsp;questi giorni che i carburanti (benzina, gasolio, kerosene, gpl, olio combustibile) pur importanti, sono solo una piccola parte di ciò che si ricava dell’”Oro nero”.&nbsp;</p>



<p>Oli lubricanti, grassi, paraffina, asfalto, materie plastiche, fertilizzanti e detergenti, zolfo e acido solforico, idrogeno e coke petrolifero.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Sono tutti derivati del petrolio essenziali non solo per l’industria energetica, ma ad esempio anche per la produzione industriale, cosmetica e farmaceutica.&nbsp;<br>Tutti prodotti che&nbsp;&nbsp;entrano in una quantità enorme di beni esportati dalla Cina.</p>



<p>Dall’inizio del conflitto i produttori hanno assorbito i rincari, per non perdere quote di mercato.<br>Poi, inevitabilmente, hanno ceduto.</p>



<p>Certo in un mercato ipercompetitivo come quello attuale alzare i prezzi è sempre l’ultima scelta, ma a quando i costi delle materie prime salgono ogni giorno, smette di essere una scelta; diventa sopravvivenza.&nbsp;</p>



<p>E così, dopo oltre tre anni, anche i prezzi alla produzione cinesi sono tornati positivi.</p>



<p>Ma se pensate che, essendo i rincari partiti a marzo, il problema sia già alle spalle, vi sbagliate di grosso. I</p>



<p>ll meccanismo della globalizzazione ha un’inerzia spietata: quei costi stanno viaggiando proprio ora dentro i container diretti ai nostri porti.</p>



<p>La trasmissione dei rincari è lenta ma inevitabile.<br>Secondo Goldman Sachs, un aumento del 10% del petrolio si traduce in circa 0,5 punti percentuali in più sui prezzi all’export nel giro di un anno, con un picco dopo 4-5 mesi.</p>



<p>In pratica il vero picco dei rincari si dovrebbe vedere tra l&#8217;estate e l&#8217;autunno 2026.&nbsp;</p>



<p>Così l&#8217;inflazione sopra il&nbsp;3%&nbsp; torna a essere una minaccia concreta per Europa e Stati Uniti.</p>



<p>È qui che cade il castello di carte.&nbsp;</p>



<p>Per anni, Lagarde e Powell si sono fatti scudo con una deflazione che non avevano creato loro.&nbsp;</p>



<p>Ora che la &#8220;fabbrica del mondo&#8221; ha smesso di regalarci sconti, ed ha iniziato ad esportare i propri rincari, le Banche Centrali si ritrovano senza paracadute.&nbsp;</p>



<p>La domanda non è più se l’inflazione tornerà a mordere, ma se chi siede ai piani alti di Francoforte e Washington avrà il coraggio di ammettere che il Re è nudo:&nbsp;&nbsp;in altre parole che la stabilità dei prezzi non era merito dei loro tassi, ma del sudore – e oggi dei costi – degli operai di Shenzhen.&#8221;</p>



<p>Ed è a questo punto che sorge un vero dilemma per le Banche Centrali</p>



<p>Perché il tipo di inflazione derivante dalla guerra del Golfo è diverso da quella deli anni precedenti.</p>



<p>Per essere più chiaro, nel 2022-2023 c’era domanda in eccesso: alzare i tassi serviva a raffreddarla.<br>Oggi lo shock è esterno, legato ai costi e ad un conflitto militare.</p>



<p>Ed in questo caso alzare i tassi non produce né più petrolio, né più plastica.</p>



<p>Detta diversamente se la BCE alza i tassi ora, rischia di soffocare un&#8217;economia già fragile, senza riuscire a fermare i rincari che arrivano dall&#8217;Iran o dalla Cina.</p>



<p>Ma perché gli effetti della guerra in Iran sono diversi da quelli della guerra in Ucraina?</p>



<p>In economia le variabili sono sempre molteplici, ed il<strong>&nbsp;</strong><strong>contesto attuale appare diverso da quello che accompagnò l’inizio della guerra in Ucraina nel 2022</strong>.&nbsp;</p>



<p>Allora, l’economia globale si trovava ad affrontare contemporaneamente uno&nbsp;<strong>shock dell’offerta</strong><strong>,</strong>&nbsp;legato alle interruzioni delle forniture energetiche, ed uno&nbsp;<strong>shock della domanda</strong>, alimentato dalla forte ripresa post-pandemica e dai risparmi accumulati durante il Covid.&nbsp;</p>



<p>Il risultato fu un aumento generalizzato dei prezzi.&nbsp;</p>



<p>Oggi lo scenario appare diverso:&nbsp;<strong>l’economia globale sembra confrontarsi soprattutto con uno shock di offerta, la cui entità resta ancora incerta</strong>.&nbsp;</p>



<p>A mio avviso le Banche Centrali attenderanno che lo shock si attenui prima di modificare l’orientamento della politica monetaria, anche&nbsp;se è vero che non fare nulla rischia di lasciare che l’inflazione si radichi.</p>



<p>Dopo tutti questi ragionamenti resta sospesa una domanda finale: da tutto questo, la Cina ne uscirà indebolita?&nbsp;</p>



<p>Per tentare di rispondere partirei dal fatto che la Cina parte comunque da una posizione di vantaggio: domanda interna debole, salari sotto controllo, ed una concorrenza interna che continua a comprimere i margini.</p>



<p>Questo significa che, anche in un contesto di inflazione da costi, le aziende cinesi potrebbero riuscire ad aumentare i prezzi meno dei concorrenti globali.<br>E quindi guadagnare ulteriori quote di mercato.</p>



<p>La Cina non ci regalerà più sconti, ma continuerà a &#8220;inondare&#8221; i nostri mercati perché, nonostante tutto, resta la fabbrica più competitiva del mondo.</p>



<p>In conclusione, abbiamo vissuto tre anni di &#8220;sconto deflazionistico&#8221; grazie alla crisi interna cinese.&nbsp;</p>



<p>Quella festa è finita a causa della geopolitica.&nbsp;</p>



<p>Quindi credo che ci dovremo preparare ad un 2026 dove il costo della vita tornerà a mordere, e questa volta le Banche centrali avranno pochissime armi per difenderci.</p>



<p>Baldo Umberto</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-favola-del-controllo-dei-prezzi-affonda-nel-golfo-persico/">La &#8220;favola&#8221; del controllo dei prezzi affonda nel Golfo Persico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/la-favola-del-controllo-dei-prezzi-affonda-nel-golfo-persico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caso Minetti, il primario di Padova: «Mai curato il bambino, nessun contatto»</title>
		<link>https://www.tviweb.it/caso-minetti-il-primario-di-padova-mai-curato-il-bambino-nessun-contatto/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/caso-minetti-il-primario-di-padova-mai-curato-il-bambino-nessun-contatto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 13:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364674</guid>

					<description><![CDATA[<p>Torna al centro dell’attenzione il caso legato alla grazia presidenziale concessa a Nicole Minetti, ex igienista dentale ed ex consigliera regionale lombarda, provvedimento che ha suscitato dibattito anche per le motivazioni legate alle condizioni di salute del figlio. Secondo le<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/caso-minetti-il-primario-di-padova-mai-curato-il-bambino-nessun-contatto/">Caso Minetti, il primario di Padova: «Mai curato il bambino, nessun contatto»</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Torna al centro dell’attenzione il caso legato alla grazia presidenziale concessa a Nicole Minetti, ex igienista dentale ed ex consigliera regionale lombarda, provvedimento che ha suscitato dibattito anche per le motivazioni legate alle condizioni di salute del figlio. Secondo le ricostruzioni giornalistiche emerse nei giorni scorsi, nel percorso che avrebbe portato alla concessione della misura sarebbe comparso anche il nome di uno specialista dell’Azienda Ospedale Università di Padova.</p>



<p>A intervenire è ora direttamente il professor Luca Denaro, direttore dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia pediatrica e funzionale dell’ospedale padovano, che con una nota chiarisce la propria posizione: «Non ho mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e non ho mai avuto in cura il bambino».</p>



<p>Il nome del primario era stato infatti citato nelle ricostruzioni mediatiche relative alla vicenda, che collega la concessione della grazia alle condizioni di salute del figlio della Minetti. Una circostanza che lo stesso Denaro smentisce in modo netto, prendendo le distanze da qualsiasi coinvolgimento diretto nel caso.</p>



<p>La precisazione arriva mentre restano al centro dell’attenzione pubblica i passaggi che hanno portato al provvedimento di grazia e le valutazioni che lo hanno accompagnato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/caso-minetti-il-primario-di-padova-mai-curato-il-bambino-nessun-contatto/">Caso Minetti, il primario di Padova: «Mai curato il bambino, nessun contatto»</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/caso-minetti-il-primario-di-padova-mai-curato-il-bambino-nessun-contatto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trump e moglie in difficoltà se la prendono con la satira</title>
		<link>https://www.tviweb.it/trump-e-moglie-in-difficolta-se-la-prendono-con-la-satira/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/trump-e-moglie-in-difficolta-se-la-prendono-con-la-satira/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 08:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364613</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tensione altissima negli Stati Uniti dopo lo scontro pubblico tra la First Lady Melania Trump e il conduttore televisivo Jimmy Kimmel. Lunedì 27 aprile, Melania ha rotto il silenzio accusando il comico di aver promosso “incitamento all’odio e alla violenza”<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/trump-e-moglie-in-difficolta-se-la-prendono-con-la-satira/">Trump e moglie in difficoltà se la prendono con la satira</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tensione altissima negli Stati Uniti dopo lo scontro pubblico tra la First Lady Melania Trump e il conduttore televisivo Jimmy Kimmel. Lunedì 27 aprile, Melania ha rotto il silenzio accusando il comico di aver promosso “incitamento all’odio e alla violenza” durante un recente monologo andato in onda su ABC.</p>



<p>La polemica arriva a pochi giorni da un grave episodio: una sparatoria avvenuta durante il Gala dei corrispondenti della Casa Bianca, evento a cui era presente anche la coppia presidenziale. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, il sospettato avrebbe tentato di colpire il presidente Donald Trump e altri alti funzionari.</p>



<p>Due giorni prima dell’attacco, Kimmel aveva parodiato proprio il tradizionale monologo comico del gala, prendendo di mira la First Lady e affermando che avesse “l’aura di una futura vedova”. Una battuta che ha scatenato l’indignazione dell’amministrazione.</p>



<p>Nel suo messaggio pubblicato su X, Melania Trump ha respinto ogni giustificazione ironica: “Questo non è umorismo. Persone come Kimmel non dovrebbero entrare nelle nostre case ogni sera per diffondere odio”, ha scritto, definendo il conduttore un “codardo” e chiedendo provvedimenti immediati.</p>



<p>Poche ore dopo è intervenuto anche Donald Trump, che ha chiesto il licenziamento del presentatore: “Si è andati troppo oltre. Jimmy Kimmel deve essere licenziato immediatamente da Disney e ABC”, ha dichiarato, accusandolo di aver lanciato un “vile incitamento alla violenza”.</p>



<p>Non è la prima volta che Kimmel finisce nel mirino della politica. Già in passato il suo programma aveva suscitato forti reazioni, in particolare da parte della destra americana, che lo aveva accusato di strumentalizzare temi sensibili. In quell’occasione, l’emittente – controllata da Disney – lo aveva sospeso temporaneamente prima di reintegrarlo dopo le proteste per presunta censura.</p>



<p>Le ultime dichiarazioni del conduttore hanno ricevuto nuove critiche anche da esponenti dell’amministrazione, tra cui il funzionario della Casa Bianca James Blair, che ha parlato di parole capaci di “legittimare la violenza politica”, chiedendo che Kimmel venga tolto dalla programmazione.</p>



<p>Lo scontro resta aperto e riaccende il dibattito sul confine tra satira, libertà di espressione e responsabilità pubblica negli Stati Uniti.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/trump-e-moglie-in-difficolta-se-la-prendono-con-la-satira/">Trump e moglie in difficoltà se la prendono con la satira</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/trump-e-moglie-in-difficolta-se-la-prendono-con-la-satira/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il paradosso dell’antifascismo “selettivo”. Buono o cattivo come il colesterolo</title>
		<link>https://www.tviweb.it/il-paradosso-dellantifascismo-selettivo-buono-o-cattivo-come-il-colesterolo/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/il-paradosso-dellantifascismo-selettivo-buono-o-cattivo-come-il-colesterolo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364595</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Dopo aver visto le acrobazie ideologiche nelle piazze di ieri, accompagnati da violenze e nefandezze, viene da chiedersi se l’antifascismo non sia diventato una disciplina olimpica, specialità &#8220;salto dell&#8217;ostacolo della realtà&#8221;.Ma ci pensate mai alla fatica che deve<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-paradosso-dellantifascismo-selettivo-buono-o-cattivo-come-il-colesterolo/">Il paradosso dell’antifascismo “selettivo”. Buono o cattivo come il colesterolo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>Dopo aver visto le acrobazie ideologiche nelle piazze di ieri, accompagnati da violenze e nefandezze, viene da chiedersi se l’antifascismo non sia diventato una disciplina olimpica, specialità &#8220;salto dell&#8217;ostacolo della realtà&#8221;.<br>Ma ci pensate mai alla fatica che deve fare un professionista della coerenza per difendere la libertà a giorni alterni?<br>Come possibile, ad esempio, professarsi antifascisti e contemporaneamente cercare ogni giorno un alibi creativo per giustificare il fascismo in salsa putiniana?<br>È quasi affascinante osservare lo sforzo di chi cerca di scaricare il peso della guerra sulle spalle dell&#8217;aggredito, come se l&#8217;Ucraina avesse la colpa di essere stata invasa in un momento in cui avevamo altro da fare.<br>Ma d’altronde, l’antifascismo da salotto ha le sue regole: se il dittatore di turno parla in cirillico e odia l&#8217;Occidente, forse, in fondo, non è poi così cattivo, no?<br>E che dire dell’improvvisa amnesia “antifascista” che colpisce quando si guarda verso Teheran?<br>Si può davvero sperare nel successo degli Ayatollah contro l’America e Israele solo per il gusto di fare un dispetto a Trump o Netanyahu?<br>È un gioco pericoloso quello di confondere la critica politica con il tifo per un regime teocratico che i diritti civili li usa come carta straccia.<br>Ci siamo forse dimenticati che l’antifascismo originale, che per la verità non fu solo dei comunisti, non ha solo cacciato un invasore, ma ha sradicato un pensiero totalitario che aveva fatto dell’antisemitismo il suo cuore pulsante?<br>Eppure oggi sembra che basti spruzzare un po&#8217; di &#8220;antisionismo&#8221; su pregiudizi antichissimi per renderli di nuovo accettabili, quasi di tendenza.<br>Alla fine, la strategia è chiara: trasformare l’odio per l’Atlantismo nell&#8217;unica bussola rimasta, cercando di togliere all&#8217;Occidente proprio quegli strumenti che servono a combattere i fascismi del presente.<br>Perché ammettiamolo: celebrare la resistenza del 1945 è facile, rassicurante e non costa nulla.<br>Ma guardare in faccia i totalitarismi di oggi, quelli che premono ai nostri confini o che soffocano e massacrano le donne in Medio Oriente, è decisamente più ostico.<br>È imbarazzante, perché costringe a smettere di giocare con le parole, ed a confrontarsi con la cruda realtà.<br>E allora via libera a &#8220;Bella Ciao&#8221; cantata a pieni polmoni.<br>Ma la domanda resta: siamo sicuri di aver capito chi sia l&#8217;invasore?<br>O abbiamo deciso che, proprio come il colesterolo, esistano invasori &#8220;buoni&#8221; da tollerare, ed invasori &#8220;cattivi&#8221; su cui scaricare la nostra indignazione “antifascista” a comando?<br>Umberto Baldo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-paradosso-dellantifascismo-selettivo-buono-o-cattivo-come-il-colesterolo/">Il paradosso dell’antifascismo “selettivo”. Buono o cattivo come il colesterolo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/il-paradosso-dellantifascismo-selettivo-buono-o-cattivo-come-il-colesterolo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La guerra degli stretti: chi controlla i passaggi controlla il mondo</title>
		<link>https://www.tviweb.it/la-guerra-degli-stretti-chi-controlla-i-passaggi-controlla-il-mondo/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/la-guerra-degli-stretti-chi-controlla-i-passaggi-controlla-il-mondo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:34:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364591</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Il mondo scopre Hormuz come si scopre una malattia: quando fa male.&#160; Fino a ieri era una riga sulle mappe, oggi è il punto in cui si inceppa il pianeta.&#160; Da lì passa una quota enorme dell’energia globale.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-guerra-degli-stretti-chi-controlla-i-passaggi-controlla-il-mondo/">La guerra degli stretti: chi controlla i passaggi controlla il mondo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>Il mondo scopre Hormuz come si scopre una malattia: quando fa male.&nbsp;</p>



<p>Fino a ieri era una riga sulle mappe, oggi è il punto in cui si inceppa il pianeta.&nbsp;</p>



<p>Da lì passa una quota enorme dell’energia globale. Bloccarlo significa alzare il prezzo della vita, letteralmente.</p>



<p>Iran e Stati Uniti hanno scelto la via più semplice e più stupida della storia umana: il blocco.&nbsp;</p>



<p>Risultato?</p>



<p>Il 30% delle forniture energetiche ed una fetta rilevante del commercio mondiale finiscono sotto stress.&nbsp;</p>



<p>Gli emirati del Golfo tremano, i mercati si agitano, le economie rallentano.</p>



<p>E però c’è un dettaglio che sfugge ai cultori della geopolitica da talk show: è un’arma che ferisce anche chi la usa.&nbsp;</p>



<p>L’Iran si taglia da solo le entrate petrolifere e mette in difficoltà la propria popolazione, trattata come una variabile sacrificabile.&nbsp;</p>



<p>Gli Stati Uniti, dall’altra parte, giocano con il fuoco dell’inflazione e della recessione. A forza di fare i duri, rischiano di farsi male da soli.</p>



<p>In questo scenario da manuale dell’autolesionismo internazionale, spunta l’idea che sembra uscita da un consiglio di amministrazione più che da una crisi globale: far pagare il pedaggio.&nbsp;</p>



<p>Tassare il passaggio nello stretto, gestirlo insieme, trasformare la tensione in rendita.</p>



<p>Geniale? Forse. Pericoloso? Sicuramente.</p>



<p>Perché il messaggio sarebbe chiarissimo: se controlli un punto strategico, puoi trasformarlo in uno strumento di pressione permanente.&nbsp;</p>



<p>Non più libertà di navigazione, ma libertà a pagamento.&nbsp;</p>



<p>Un principio che farebbe scuola in mezzo mondo.</p>



<p>L’Iran, ovviamente, firmerebbe domani.&nbsp;</p>



<p>Ne uscirebbe rafforzato, legittimato, con una nuova fonte di entrate sicure, ed il controllo dello stretto riconosciuto.&nbsp;</p>



<p>Una vittoria piena, senza nemmeno doverla chiamare così.</p>



<p>E tutto sommato credetemi che anche Trump non ci sputerebbe sopra, anche se formalmente gli Usa sembrano rifiutare questa ipotesi.&nbsp;</p>



<p>Il problema è che il mondo non finisce ad Hormuz.&nbsp;</p>



<p>Anzi, Hormuz è, o potrebbe essere, solo l’inizio.</p>



<p>Perché se questo modello dovesse passare, il vero nodo diventa un altro: lo stretto di Malacca.&nbsp;</p>



<p>E lì la faccenda smette di essere seria, per diventare pericolosamente esplosiva.</p>



<p>Malacca, per capirci, non è un dettaglio geografico da enciclopedia geografica.</p>



<p>È largo in media circa 300 chilometri, ma nel suo punto più critico, vicino a Singapore, si restringe a poco più di 3 chilometri. Tre chilometri.&nbsp;</p>



<p>Una distanza ridicola per uno snodo da cui passa circa un terzo del traffico marittimo mondiale, tra petrolio, gas e merci.</p>



<p>Tradotto: un imbuto perfetto. Il sogno di chiunque voglia esercitare pressione globale senza sparare un colpo. O quasi.</p>



<p>Se Hormuz è un rubinetto, Malacca è una valvola a pressione.&nbsp;</p>



<p>E l’idea che qualcuno possa decidere di “metterci il contatore” dovrebbe far venire qualche brivido anche agli ottimisti di professione.</p>



<p>Qui il discorso si alza di livello, e diventa geopolitica vera, quella che non si racconta con gli slogan.&nbsp;</p>



<p>Il mare non è terra: non ha confini chiari, non ha un’autorità che faccia rispettare davvero le regole.&nbsp;</p>



<p>È uno spazio dove il diritto esiste finché qualcuno ha la forza di farlo rispettare.</p>



<p>Per decenni quel qualcuno sono stati gli Stati Uniti.&nbsp;</p>



<p>Hanno garantito la libertà di navigazione perché coincideva con il loro interesse.&nbsp;</p>



<p>Non per generosità, ma per convenienza.&nbsp;</p>



<p>Che, nella storia, è sempre stata la forma più affidabile di virtù.</p>



<p>Oggi però qualcosa si incrina. La politica estera di Trump guarda con sospetto proprio quell’ordine internazionale che gli Stati Uniti avevano costruito.&nbsp;</p>



<p>E quando il garante smette di credere nelle regole, le regole iniziano a perdere valore.</p>



<p>Il risultato è una crepa. E le crepe, nella storia, non restano mai vuote. Vengono riempite.</p>



<p>La Cina osserva, studia, aspetta.&nbsp;</p>



<p>Sa benissimo che il controllo dei mari asiatici passa anche da Malacca.&nbsp;</p>



<p>E sa altrettanto bene che basta poco per trasformare un punto di transito in uno strumento di pressione strategica.</p>



<p>Non a caso qualcuno parla già di Hormuz come “prova generale”.&nbsp;</p>



<p>Perché è esattamente questo che stiamo vedendo: non una crisi isolata, ma un esperimento. Un test su quanto il sistema regga quando le regole iniziano a piegarsi.</p>



<p>Dal 1973 abbiamo capito quanto pesa il petrolio.&nbsp;</p>



<p>Oggi stiamo imparando qualcosa di più scomodo: non conta solo “cosa” passa da certi stretti, ma “chi” decide come deve passarci.</p>



<p>E quando quel “chi” smette di rispondere a regole condivise, il problema non è più il traffico marittimo.</p>



<p>È il mondo intero che inizia a funzionare a pedaggio.</p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-guerra-degli-stretti-chi-controlla-i-passaggi-controlla-il-mondo/">La guerra degli stretti: chi controlla i passaggi controlla il mondo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/la-guerra-degli-stretti-chi-controlla-i-passaggi-controlla-il-mondo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il cane più vecchio del mondo è ad Annecy, città gemellata con Vicenza. Si chiama Lazare, ecco quando è nato</title>
		<link>https://www.tviweb.it/il-cane-piu-vecchio-del-mondo-e-ad-annecy-citta-gemellata-con-vicenza-si-chiama-lazare-ecco-quando-e-nato/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/il-cane-piu-vecchio-del-mondo-e-ad-annecy-citta-gemellata-con-vicenza-si-chiama-lazare-ecco-quando-e-nato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 16:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364583</guid>

					<description><![CDATA[<p>Avrebbe l’equivalente di circa 150 anni in età umana. Eppure Lazare, un piccolo Papillon nato il 4 dicembre 1995, continua a sorprendere tutti per la sua straordinaria vitalità. In un rifugio della regione dell’Alta Savoia, vicino alla città di Annecy,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-cane-piu-vecchio-del-mondo-e-ad-annecy-citta-gemellata-con-vicenza-si-chiama-lazare-ecco-quando-e-nato/">Il cane più vecchio del mondo è ad Annecy, città gemellata con Vicenza. Si chiama Lazare, ecco quando è nato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Avrebbe l’equivalente di circa 150 anni in età umana. Eppure Lazare, un piccolo Papillon nato il 4 dicembre 1995, continua a sorprendere tutti per la sua straordinaria vitalità. In un rifugio della regione dell’Alta Savoia, vicino alla città di Annecy, il cane è diventato protagonista di una storia che sta facendo il giro del web e degli amanti degli animali.</p>



<p>A raccontarlo è Ophélie Boudal, la sua nuova proprietaria, che lo ha adottato da poco dopo che Lazare era stato accolto dal canile di Annecy Marlioz in seguito alla morte del precedente padrone. “È nato il 4 dicembre 1995 e io il 26 ottobre 1996. In realtà è più vecchio di me”, scherza la giovane donna, che oggi si prende cura di lui con affetto e attenzione.</p>



<p>Nonostante l’aspettativa di vita media di un Papillon sia tra i 12 e i 15 anni, Lazare avrebbe già superato i 30 anni, un caso eccezionale anche per gli standard veterinari. Secondo i dati verificati tramite microchip e Libro Genealogico Francese, la sua età sarebbe confermata, rendendolo uno dei candidati più credibili al record di longevità canina.</p>



<p>“Vediamo cani anziani, ma non ne abbiamo mai visto uno vivere oltre i 20 anni”, ha dichiarato Anne-Sophie Moyon, addetta alla cura degli animali del rifugio. Proprio per questo l’associazione ha avviato la procedura per una possibile candidatura al Guinness dei Primati. Il record ufficiale attuale appartiene a un cane bovaro australiano vissuto fino a 29 anni e 5 mesi.</p>



<p>Nonostante qualche problema legato all’età — tra cui lieve sordità, problemi di vista, assenza di denti e artrite — Lazare viene descritto come in buone condizioni generali. Il veterinario che lo segue sottolinea come la sua longevità possa essere legata a una vita equilibrata, una corretta alimentazione e un ambiente stabile e sereno.</p>



<p>Oggi Lazare vive una quotidianità tranquilla accanto alla sua nuova padrona: colazione nella cuccia, brevi passeggiate e molte attenzioni. “Era inconcepibile lasciarlo in canile a questa età”, racconta Ophélie. “Voglio semplicemente dargli una vecchiaia felice”.</p>



<p>Una storia che, partita da un piccolo rifugio vicino ad Annecy, città gemellata con Vicenza, è diventata un simbolo di affetto, longevità e seconde possibilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/il-cane-piu-vecchio-del-mondo-e-ad-annecy-citta-gemellata-con-vicenza-si-chiama-lazare-ecco-quando-e-nato/">Il cane più vecchio del mondo è ad Annecy, città gemellata con Vicenza. Si chiama Lazare, ecco quando è nato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/il-cane-piu-vecchio-del-mondo-e-ad-annecy-citta-gemellata-con-vicenza-si-chiama-lazare-ecco-quando-e-nato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Putin perde potere in Africa: il Mali precipita nel caos</title>
		<link>https://www.tviweb.it/putin-perde-potere-in-africa-il-mali-precipita-nel-caos/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/putin-perde-potere-in-africa-il-mali-precipita-nel-caos/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:54:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364579</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli attacchi dei militanti in Mali mettono a nudo i limiti del potere di Putin in Africa. Il sostegno russo alla giunta al potere non ha impedito ai combattenti ribelli di infliggere colpi significativi negli ultimi giorni. Il Mali è<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/putin-perde-potere-in-africa-il-mali-precipita-nel-caos/">Putin perde potere in Africa: il Mali precipita nel caos</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p><strong>Gli attacchi dei militanti in Mali mettono a nudo i limiti del potere di Putin in Africa. Il sostegno russo alla giunta al potere non ha impedito ai combattenti ribelli di infliggere colpi significativi negli ultimi giorni.</strong></p>



<p>Il Mali è precipitato in una nuova fase di instabilità dopo una serie di offensive coordinate condotte da gruppi jihadisti e forze separatiste, che hanno colpito duramente le autorità militari sostenute dalla Russia. Gli scontri, intensificatisi nel fine settimana e proseguiti nei giorni successivi, hanno mostrato quanto fragile sia il controllo della giunta maliana nonostante il sostegno militare di Mosca.</p>



<p>Uno degli episodi più significativi è stato il ritiro delle forze russe da Kidal, città strategica nel nord del Paese, riconquistata appena nel 2023 dalle forze governative con il supporto dei mercenari allora legati al gruppo Wagner. La perdita della città rappresenta un duro colpo simbolico e operativo per la presenza russa nella regione.</p>



<p>La crisi ha colpito anche i vertici del potere maliano: il ministro della Difesa Sadio Camara, figura chiave dell’alleanza con Mosca, è morto in seguito a un attentato contro la sua residenza, segnando un ulteriore indebolimento della leadership militare al potere.</p>



<p>Negli ultimi anni la Russia ha ampliato la propria influenza nel Sahel, sostituendo progressivamente la presenza occidentale in Paesi come Mali, Niger e Burkina Faso. Attraverso il dispiegamento di forze paramilitari prima e di strutture militari ufficiali poi, Mosca ha promesso sostegno contro le insurrezioni in cambio di influenza politica e accesso a risorse strategiche.</p>



<p>Tuttavia, la trasformazione del sistema russo sul terreno, con la sostituzione del gruppo Wagner con una nuova struttura sotto il controllo diretto del Ministero della Difesa, sembra aver ridotto l’efficacia operativa delle forze impegnate nella regione. Diversi osservatori segnalano problemi di coordinamento, morale e addestramento rispetto al passato.</p>



<p>Le recenti offensive ribelli hanno inoltre evidenziato perdite significative tra le forze filo-governative e russe, inclusa la distruzione di mezzi militari e l’abbattimento di un elicottero nei pressi di Gao, secondo fonti locali e canali militari.</p>



<p>Nonostante il sostegno di Mosca abbia finora contribuito a evitare il collasso completo della giunta maliana, gli ultimi sviluppi mettono in discussione la capacità della Russia di garantire stabilità in un’area sempre più instabile.</p>



<p>Gli analisti sottolineano che la situazione attuale rappresenta una sfida diretta alla narrativa di Mosca come garante di sicurezza nel continente africano. La perdita di territorio e la crescente pressione dei gruppi armati indicano che l’influenza russa, almeno in Mali, sta attraversando una fase di evidente difficoltà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/putin-perde-potere-in-africa-il-mali-precipita-nel-caos/">Putin perde potere in Africa: il Mali precipita nel caos</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/putin-perde-potere-in-africa-il-mali-precipita-nel-caos/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Boom al botteghino per Michael: il biopic su Michael Jackson batte ogni record e supera anche Oppenheimer</title>
		<link>https://www.tviweb.it/boom-al-botteghino-per-michael-il-biopic-su-michael-jackson-batte-ogni-record-e-supera-anche-oppenheimer/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/boom-al-botteghino-per-michael-il-biopic-su-michael-jackson-batte-ogni-record-e-supera-anche-oppenheimer/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:57:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA - SERIE TV]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364571</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il film biografico Michael ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, infrangendo ogni record al botteghino. Con 217 milioni di dollari incassati nel primo weekend globale, è diventato il miglior debutto di sempre per un biopic, superando anche il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/boom-al-botteghino-per-michael-il-biopic-su-michael-jackson-batte-ogni-record-e-supera-anche-oppenheimer/">Boom al botteghino per Michael: il biopic su Michael Jackson batte ogni record e supera anche Oppenheimer</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Il film biografico <em>Michael</em> ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, infrangendo ogni record al botteghino. Con 217 milioni di dollari incassati nel primo weekend globale, è diventato il miglior debutto di sempre per un biopic, superando anche il precedente primato detenuto da <em>Bohemian Rhapsody</em>, dedicato ai Queen.</p>



<p>Il film, che vede protagonista Jaafar Jackson nei panni del Re del Pop, ha superato anche i 180 milioni di dollari registrati da Oppenheimer, segnando così il miglior esordio mondiale per un film biografico di qualsiasi genere.</p>



<p>A sottolineare il successo è stato anche Adam Fogelson, presidente della Lionsgate, che ha evidenziato come il film stia attirando pubblico di tutte le età: “Numeri così si raggiungono solo con un entusiasmo diffuso in ogni fascia demografica”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pubblico entusiasta, critica divisa</h3>



<p>Se il pubblico ha accolto il film con entusiasmo, la critica è stata molto più fredda. Sul sito Rotten Tomatoes si registra un forte divario: solo il 38% di gradimento da parte dei critici contro un impressionante 97% del pubblico.</p>



<p>Molti recensori hanno criticato il film per aver offerto una versione “edulcorata” della vita dell’artista, evitando completamente uno degli aspetti più controversi della sua storia: le accuse di abusi sessuali su minori, dalle quali Jackson è stato assolto nel 2005.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le polemiche e il cambio di rotta</h3>



<p>In origine, il progetto prevedeva di includere anche riferimenti alle accuse, in particolare quelle legate al caso di Jordan Chandler negli anni ’90. Tuttavia, la scoperta di un accordo legale che impediva di citarlo ha costretto la produzione a rivedere completamente il film.</p>



<p>Il regista Antoine Fuqua ha parlato di un “periodo difficile”, durante il quale la troupe ha dovuto ripensare la struttura narrativa. Il risultato finale è un film che si conclude nel 1988, prima delle polemiche, concentrandosi quasi esclusivamente sulla carriera musicale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un kolossal da 200 milioni</h3>



<p>Le numerose riprese aggiuntive hanno fatto lievitare il budget fino a circa 200 milioni di dollari, rendendo <em>Michael</em> uno dei biopic più costosi di sempre. Il film punta molto sulle performance musicali, utilizzando la voce originale dell’artista e ricreando alcuni dei suoi concerti più iconici.</p>



<p>Non mancano anche elementi più personali, come il rapporto difficile con il padre Joseph Jackson, interpretato dall’attore candidato all’Oscar Colman Domingo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il fenomeno dei biopic musicali</h3>



<p>Il successo di <em>Michael</em> si inserisce in un trend ormai consolidato a Hollywood, dove i biopic musicali sono diventati veri e propri blockbuster. Negli ultimi anni sono stati raccontati sul grande schermo artisti come Elton John, Bob Marley, Amy Winehouse e Whitney Houston.</p>



<p>Il film non è ancora uscito in Giappone, dove arriverà a giugno, ma il successo globale sembra già assicurato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’eredità del Re del Pop</h3>



<p>Con successi intramontabili come <em>Billie Jean</em>, <em>Thriller</em>, <em>Beat It</em> e <em>Smooth Criminal</em>, Michael Jackson resta una delle icone più influenti della musica mondiale. Il suo album <em>Thriller</em> del 1982 è ancora oggi il più venduto di tutti i tempi.</p>



<p>E ora, anche al cinema, il suo mito continua a macinare record.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/boom-al-botteghino-per-michael-il-biopic-su-michael-jackson-batte-ogni-record-e-supera-anche-oppenheimer/">Boom al botteghino per Michael: il biopic su Michael Jackson batte ogni record e supera anche Oppenheimer</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/boom-al-botteghino-per-michael-il-biopic-su-michael-jackson-batte-ogni-record-e-supera-anche-oppenheimer/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ex obeso sfida i McDonald’s per dimagrire: 25.000 km in bici davanti a ogni fast food di Francia</title>
		<link>https://www.tviweb.it/ex-obeso-sfida-i-mcdonalds-per-dimagrire-25-000-km-in-bici-davanti-a-ogni-fast-food-di-francia/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/ex-obeso-sfida-i-mcdonalds-per-dimagrire-25-000-km-in-bici-davanti-a-ogni-fast-food-di-francia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE e SANITÀ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364567</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un viaggio fuori dal comune, con un obiettivo preciso: dimostrare che lo sport può cambiare la vita. Thomas Billot, 36enne della regione francese del Giura, partirà il 1° maggio per un’impresa tanto insolita quanto simbolica: percorrere 25.000 chilometri in bicicletta<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/ex-obeso-sfida-i-mcdonalds-per-dimagrire-25-000-km-in-bici-davanti-a-ogni-fast-food-di-francia/">Ex obeso sfida i McDonald’s per dimagrire: 25.000 km in bici davanti a ogni fast food di Francia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Un viaggio fuori dal comune, con un obiettivo preciso: dimostrare che lo sport può cambiare la vita. Thomas Billot, 36enne della regione francese del Giura, partirà il 1° maggio per un’impresa tanto insolita quanto simbolica: percorrere 25.000 chilometri in bicicletta attraversando tutta la Francia, passando davanti a ogni ristorante McDonald’s del Paese.</p>



<p>Una scelta non casuale. I fast food rappresentano per lui un “contrasto”, un punto di riferimento lungo il percorso per raccontare la sua storia e lanciare un messaggio chiaro: l’obesità è una malattia e uno stile di vita attivo può aiutare a combatterla, mentre un’alimentazione scorretta può favorirla.</p>



<p>Thomas conosce bene questo problema. In passato ha sofferto di obesità grave, arrivando a pesare 157 chili. Sportivo da giovane — praticava pallamano e rugby — ha dovuto abbandonare l’attività fisica dopo un grave incidente durante un rally, che lo ha costretto a una lunga riabilitazione. Da lì è iniziato il periodo più difficile.</p>



<p>Negli anni successivi ha intrapreso un percorso di rinascita: un intervento chirurgico allo stomaco, il ritorno graduale allo sport e infine la trasformazione in allenatore sportivo. Oggi vuole condividere la sua esperienza per dimostrare che è possibile uscire dall’obesità, una condizione che colpisce milioni di persone.</p>



<p>Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2022 una persona su otto nel mondo era obesa: circa 890 milioni di adulti e 160 milioni di bambini. In Francia, la percentuale riguarda il 18,1% degli adulti. Numeri in costante crescita, che secondo diversi studi sono legati soprattutto all’aumento dell’apporto calorico e al consumo di cibi ultra-processati, più che alla sola sedentarietà.</p>



<p>Proprio per questo Billot precisa di non voler demonizzare il fast food: «Non sono un attivista contro McDonald’s. In passato è stato un ostacolo per me, oggi lo uso come simbolo per migliorarmi», ha spiegato.</p>



<p>Il suo viaggio durerà circa cinque mesi e toccherà tutti i dipartimenti della Francia continentale. Una sfida estrema, ma soprattutto un messaggio forte: cambiare è possibile, anche partendo da una condizione difficile.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/ex-obeso-sfida-i-mcdonalds-per-dimagrire-25-000-km-in-bici-davanti-a-ogni-fast-food-di-francia/">Ex obeso sfida i McDonald’s per dimagrire: 25.000 km in bici davanti a ogni fast food di Francia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/ex-obeso-sfida-i-mcdonalds-per-dimagrire-25-000-km-in-bici-davanti-a-ogni-fast-food-di-francia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un adolescente francese che ha leccato la cannuccia di un distributore automatico rischia il carcere a Singapore</title>
		<link>https://www.tviweb.it/un-adolescente-francese-che-ha-leccato-la-cannuccia-di-un-distributore-automatico-rischia-il-carcere-a-singapore/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/un-adolescente-francese-che-ha-leccato-la-cannuccia-di-un-distributore-automatico-rischia-il-carcere-a-singapore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 09:24:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364539</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un gesto apparentemente banale, trasformato in contenuto social, rischia di costare molto caro a un giovane studente francese a Singapore. Didier Gaspard Owen Maximilien, 18 anni, è stato infatti incriminato dopo aver pubblicato su Instagram un video in cui si<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/un-adolescente-francese-che-ha-leccato-la-cannuccia-di-un-distributore-automatico-rischia-il-carcere-a-singapore/">Un adolescente francese che ha leccato la cannuccia di un distributore automatico rischia il carcere a Singapore</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un gesto apparentemente banale, trasformato in contenuto social, rischia di costare molto caro a un giovane studente francese a Singapore. Didier Gaspard Owen Maximilien, 18 anni, è stato infatti incriminato dopo aver pubblicato su Instagram un video in cui si riprende mentre lecca la cannuccia di un distributore automatico di succo d’arancia, prima di reinserirla nell’erogatore.</p>



<p>L’episodio, avvenuto il 12 marzo all’interno di un centro commerciale della città-stato asiatica, ha rapidamente fatto il giro del web, suscitando indignazione e disgusto tra gli utenti. Nel video, condiviso inizialmente come storia Instagram con la didascalia “la città non è sicura”, il giovane compie un gesto che le autorità hanno ritenuto non solo di cattivo gusto, ma potenzialmente dannoso per la salute pubblica.</p>



<p>Le accuse nei suoi confronti sono di danneggiamento e disturbo della quiete pubblica. Se riconosciuto colpevole di entrambi i capi d’imputazione, Maximilien potrebbe affrontare una pena detentiva superiore ai due anni, oltre a una multa di diverse migliaia di dollari. Un esito tutt’altro che simbolico, in un Paese noto per la severità delle sue leggi in materia di ordine pubblico e igiene.</p>



<p>La società proprietaria del distributore, iJooz, ha reagito prontamente all’accaduto. Dopo aver presentato denuncia alla polizia, l’azienda ha avviato un protocollo straordinario di sanificazione e ha dichiarato di aver sostituito tutte le 500 cannucce presenti nel dispenser coinvolto. Una misura drastica, ma ritenuta necessaria per garantire la sicurezza dei consumatori e tutelare la reputazione del servizio.</p>



<p>Maximilien, che studia presso la sede di Singapore della Essec Business School, è ora al centro anche di un’indagine interna da parte dell’istituto. Secondo quanto riferito dai media locali, i suoi genitori sono volati a Singapore per assisterlo, mentre un rappresentante della scuola si è detto disponibile a fare da garante.</p>



<p>Il caso sarà nuovamente discusso in tribunale il prossimo 22 maggio. Nel frattempo, l’episodio riaccende il dibattito sull’uso irresponsabile dei social media e sulle conseguenze, anche legali, di azioni compiute per ottenere visibilità online. In contesti come quello singaporiano, dove il rispetto delle norme è particolarmente rigoroso, anche un gesto apparentemente “goliardico” può trasformarsi in un reato serio.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/un-adolescente-francese-che-ha-leccato-la-cannuccia-di-un-distributore-automatico-rischia-il-carcere-a-singapore/">Un adolescente francese che ha leccato la cannuccia di un distributore automatico rischia il carcere a Singapore</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/un-adolescente-francese-che-ha-leccato-la-cannuccia-di-un-distributore-automatico-rischia-il-carcere-a-singapore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Cina minaccia l&#8217;Europa perché &#8216;osa&#8217; rilanciare la propria industria</title>
		<link>https://www.tviweb.it/la-cina-minaccia-leuropa-perche-osa-rilanciare-la-propria-industria/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/la-cina-minaccia-leuropa-perche-osa-rilanciare-la-propria-industria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 09:03:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364536</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Cina alza il tono nei confronti dell’Unione Europea e avverte: se Bruxelles porterà avanti la nuova legge per rilanciare l’industria europea senza tenere conto delle richieste di Pechino, potrebbero scattare contromisure. Il motivo è chiaro: secondo il governo cinese,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-cina-minaccia-leuropa-perche-osa-rilanciare-la-propria-industria/">La Cina minaccia l&#8217;Europa perché &#8216;osa&#8217; rilanciare la propria industria</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Cina alza il tono nei confronti dell’Unione Europea e avverte: se Bruxelles porterà avanti la nuova legge per rilanciare l’industria europea senza tenere conto delle richieste di Pechino, potrebbero scattare contromisure. Il motivo è chiaro: secondo il governo cinese, il provvedimento rischia di penalizzare direttamente le aziende del Paese.</p>



<p>Al centro dello scontro c’è il progetto di legge sull’“accelerazione industriale”, presentato il 4 marzo dalla Commissione europea e ora all’esame degli Stati membri e del Parlamento europeo. Il testo punta a rafforzare la produzione interna nei settori strategici, imponendo – come spiegato dal vicepresidente della Commissione Stéphane Séjourné – che le aziende che ricevono fondi pubblici utilizzino una quota di componenti di origine europea.</p>



<p>Una misura che riguarda comparti chiave come automotive, energie pulite e industria pesante: dalle batterie ai veicoli elettrici, dai pannelli solari alle pompe di calore fino alle materie prime critiche. Ambiti in cui la Cina è oggi uno dei principali attori globali.</p>



<p>Pechino, pur non essendo citata esplicitamente nel testo, si sente nel mirino. Il Ministero del Commercio cinese ha parlato di “serie preoccupazioni” e ha già inviato le proprie osservazioni alla Commissione il 24 aprile. “La Cina seguirà da vicino il processo legislativo ed è pronta al dialogo”, si legge nella nota ufficiale. Ma il messaggio è anche un avvertimento: “Se l’UE ignorerà i suggerimenti della Cina e insisterà nell’adottare questo testo, danneggiando gli interessi delle aziende cinesi, non avremo altra scelta che adottare contromisure”.</p>



<p>Secondo Pechino, la proposta europea introdurrebbe restrizioni agli investimenti esteri e favorirebbe in modo esplicito le imprese locali, creando clausole di “origine UE” negli appalti pubblici e nei programmi di sostegno. Una strategia che, agli occhi cinesi, rappresenta una forma di discriminazione.</p>



<p>Dal lato europeo, invece, la misura nasce dall’esigenza di ridurre la dipendenza da fornitori esteri e contrastare quella che viene considerata concorrenza sleale da parte di aziende cinesi sostenute da massicci aiuti pubblici.</p>



<p>Il confronto resta aperto, ma la tensione commerciale tra Europa e Cina appare destinata a crescere nelle prossime settimane.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-cina-minaccia-leuropa-perche-osa-rilanciare-la-propria-industria/">La Cina minaccia l&#8217;Europa perché &#8216;osa&#8217; rilanciare la propria industria</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/la-cina-minaccia-leuropa-perche-osa-rilanciare-la-propria-industria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La rivincita dei Pigs, ma senza l’Italia</title>
		<link>https://www.tviweb.it/la-rivincita-dei-pigs-ma-senza-litalia/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/la-rivincita-dei-pigs-ma-senza-litalia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 07:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364516</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo C’era una volta il club dei &#8220;PIGS&#8221;.&#160; Un acronimo brutale, quasi sprezzante, coniato negli anni ‘90 dalla stampa anglosassone per rinchiudere in un unico recinto di inefficienza Portogallo, Italia, Grecia e Spagna.&#160; Erano i malati d&#8217;Europa, i Paesi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-rivincita-dei-pigs-ma-senza-litalia/">La rivincita dei Pigs, ma senza l’Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>C’era una volta il club dei &#8220;PIGS&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Un acronimo brutale, quasi sprezzante, coniato negli anni ‘90 dalla stampa anglosassone per rinchiudere in un unico recinto di inefficienza Portogallo, Italia, Grecia e Spagna.&nbsp;</p>



<p>Erano i malati d&#8217;Europa, i Paesi del sole e del debito, destinati a soccombere sotto il rigore dei conti.&nbsp;</p>



<p>Ma il tempo, si sa, è un giudice ironico.&nbsp;</p>



<p>Oggi, mentre Lisbona, Atene e Madrid corrono con tassi di crescita&nbsp;&nbsp;del Pil che la Germania e la Francia possono solo sognare, l&#8217;Italia rimane l&#8217;unica vera “paziente” ancora attaccata ad una flebo fatta di “bonus per tutti” ed interventi d’urgenza.</p>



<p>Ne consegue che il rendimento dei titoli di Stato greci a dieci anni è attualmente più basso di quello dei titoli di&nbsp;&nbsp;Francia e Italia.&nbsp;</p>



<p>Ciò vuol, dire semplicemente che Francia e Italia oggi sono considerate degli investitori&nbsp;&nbsp;più rischiose non solo di Spagna, Portogallo, ma anche della Grecia.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Non è un caso del momento; è dal 2015 che tutti i Paesi che dovettero accettare i rigori della Troika registrano una crescita cumulata superiore alle medie europee,&nbsp;&nbsp;e circa doppia o più rispetto ai Paesi che allora la Troika la inflissero, Germania e Francia, o la evitarono come&nbsp;&nbsp;Italia.&nbsp;</p>



<p>La differenza, amici, non è nei numeri, ma nel metodo.&nbsp;</p>



<p>Si fa presto a liquidare il successo di Grecia, Spagna e Portogallo come un semplice &#8220;effetto spiaggia&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Certamente, il boom del turismo post-pandemico ha gonfiato le vele delle economie mediterranee, ma ridurlo a questo è un errore di presunzione tipicamente italiano.</p>



<p>La verità è che questi Paesi hanno saputo cavalcare l&#8217;onda per modernizzarsi.&nbsp;</p>



<p>La Spagna è diventata un laboratorio europeo per le energie rinnovabili; il Portogallo ha attirato capitali e talenti digitali con una burocrazia snella; la Grecia, risorta dalle ceneri del 2015, ha compiuto un salto tecnologico che la nostra Pubblica Amministrazione può solo sognare.&nbsp;</p>



<p>Loro hanno usato il turismo come carburante per il futuro; noi lo usiamo come ammortizzatore per non guardare al declino industriale.</p>



<p>Ma d’altronde, come possiamo stupirci?&nbsp;</p>



<p>Mentre gli altri corrono verso la digitalizzazione e la transizione energetica, noi preferiamo i soliti rituali. Quello che abbiamo visto nelle piazze il 25 aprile mostra plasticamente che il Paese è ancora fermo a ottant&#8217;anni fa: incastrato nel dualismo fascisti contro comunisti, una messinscena polverosa che ci impedisce di focalizzare le vere sfide del ventunesimo secolo.</p>



<p>In altre parole Grecia e Portogallo non sono guariti per miracolo, ma per necessità.&nbsp;</p>



<p>Colpiti duramente dalla crisi dello scorso decennio, hanno dovuto accettare una &#8220;cura da cavallo&#8221; (persino la famigerata Troika) che ha ridisegnato le loro economie.&nbsp;</p>



<p>Hanno riformato il mercato del lavoro, digitalizzato la burocrazia e, soprattutto, hanno smesso di mentire a se stessi.</p>



<p>Così mentre i nostri vicini “mediterranei” costruivano le basi per un’economia post-industriale, l’Italia si specializzava nell’arte della sopravvivenza.&nbsp;</p>



<p>Abbiamo trasformato l’eccezione in regola, il decreto d’urgenza in unico strumento legislativo.&nbsp;</p>



<p>Siamo un Paese che non progetta, e reagisce solo alle crisi energetiche, ai crolli infrastrutturali, alle scadenze europee.</p>



<p>Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con la sua valanga di miliardi piovuti dalla Ue, avrebbe dovuto essere la nostra &#8220;Costituente economica&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Eppure, mentre la Spagna lo ha usato per diventare l&#8217;hub europeo dell&#8217;idrogeno verde e delle rinnovabili, e la Grecia per trasformarsi in una piattaforma logistica d&#8217;avanguardia nel Mediterraneo, in Italia il dibattito è ancora fermo ai ritardi nei cantieri ed alla difficoltà di &#8220;mettere a terra&#8221; le risorse.</p>



<p>Manca un disegno complessivo.&nbsp;</p>



<p>Non sappiamo cosa vogliamo essere tra dieci anni: un polo tecnologico?&nbsp;&nbsp;Un santuario del turismo di lusso? Una potenza manifatturiera green?&nbsp;</p>



<p>Nell&#8217;incertezza, preferiamo distribuire mance elettorali e bonus edilizi (senza parlare dell’evasione tollerata e della politica dei condoni)&nbsp;&nbsp;che gonfiano il debito senza generare un solo grammo di produttività strutturale.</p>



<p>Basta ragazzi, è tempo di crescere!&nbsp;</p>



<p>Non possiamo più continuare a dare la colpa all&#8217;austerità di Bruxelles od alla rigidità dell&#8217;euro.&nbsp;</p>



<p>Se la Grecia, partendo dalle macerie sociali di dieci anni fa, riesce oggi a presentare conti in ordine ed una crescita solida, significa che il problema non è la moneta unica, ma la classe dirigente</p>



<p>Qui a mio avviso sta il punto cruciale; non nei grafici econometrici, bensì nei corridoi del potere.&nbsp;</p>



<p>La crisi del debito del decennio scorso è stata, per i nostri vicini, una deflagrazione purificatrice.&nbsp;</p>



<p>Ha spazzato via vecchie incrostazioni, costringendo lo Stato ad aprirsi a competenze reali.</p>



<p>Il Primo Ministro grecoKyriakos Mitsotakis&nbsp;viene da una delle grandi famiglie, ma prima di arrivare al potere a 51 anni, si è conquistato un diploma di business a Harvard, un master a Stanford, ed un metodo di lavoro alla McKinsey,&nbsp;</p>



<p>Il Ministro dell’Economia spagnolo, Carlos Cuerpo, si è formato alla London School of Economic;, ha un dottorato nella materia di cui si occupa ed è arrivato nel suo ruolo a 42 anni.</p>



<p>Prima di lui&nbsp;Nadia Calviño&nbsp;era arrivata nella stessa posizione a 50 anni, anche lei dopo studi internazionali di economia ed una carriera al massimo livello nelle istituzioni europee.&nbsp;</p>



<p>Detta diversamente, mentre ad Atene e Madrid la catastrofe ha prodotto un ricambio generazionale e tecnico, in Italia la crisi ha innescato l&#8217;istinto opposto: l&#8217;autodifesa del sistema.</p>



<p>In Italia, la classe dirigente non è stata rigenerata, ma cristallizzata.&nbsp;</p>



<p>Nei nostri Ministeri e nei Palazzi del potere politico, l&#8217;unica competenza che conta davvero non è la visione economica o la padronanza dei mercati internazionali, ma l&#8217;abilità di navigare nel sottobosco delle correnti e dei veti incrociati.</p>



<p>Siamo governati da una casta che ha allenato un solo muscolo: quello della sopravvivenza politica.&nbsp;</p>



<p>Mentre un Ministro spagnolo di 42 anni discute di macroeconomia con i colleghi europei forte di un dottorato specifico, noi ci affidiamo spesso a figure la cui massima esperienza è stata la gestione di un pacchetto di tessere di partito, o la fedeltà al leader di turno.</p>



<p>Questa mediocrità al potere ha una conseguenza tragica: l&#8217;incapacità di immaginare il domani e disegnare un futuro.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;Italia non ha un piano industriale, non ha una visione energetica che non sia emergenziale, non ha un&#8217;idea di cosa vorrà produrre tra vent&#8217;anni.&nbsp;</p>



<p>Viviamo in una &#8220;domenica sera&#8221; perenne: ansiosi per il lunedì, ma troppo occupati a litigare sul menù della cena per preparare la borsa.</p>



<p>Il PNRR, che per gli altri è stato un trampolino, per noi rischia di essere l&#8217;ennesima mangiatoia gestita con logiche vecchie di cinquant&#8217;anni.&nbsp;</p>



<p>Se la Grecia e la Spagna oggi ci guardano dallo specchietto retrovisore, non è perché sono più fortunate.&nbsp;</p>



<p>È perché hanno capito che, per non morire, dovevano smettere di essere governate da chi sa solo galleggiare.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;Italia, invece, continua a lodare i suoi bagnini mentre la nave affonda.</p>



<p>Continuando a navigare a vista, rincorrendo l’ultima emergenza con lo sguardo rivolto al passato, rischiamo di scoprire troppo tardi che i &#8220;PIGS&#8221; sono volati via, e noi siamo rimasti gli unici a terra.</p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/la-rivincita-dei-pigs-ma-senza-litalia/">La rivincita dei Pigs, ma senza l’Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/la-rivincita-dei-pigs-ma-senza-litalia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Durata del Governo, Meloni lanciata verso i record di Berlusconi. Fra pochi giorni supera il &#8220;B. IV&#8221;</title>
		<link>https://www.tviweb.it/durata-del-governo-meloni-lanciata-verso-i-record-di-berlusconi-fra-pochi-giorni-supera-il-b-iv/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/durata-del-governo-meloni-lanciata-verso-i-record-di-berlusconi-fra-pochi-giorni-supera-il-b-iv/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 14:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[berlosconi]]></category>
		<category><![CDATA[craxi]]></category>
		<category><![CDATA[durata governi]]></category>
		<category><![CDATA[durata governo]]></category>
		<category><![CDATA[governi italiani per durata]]></category>
		<category><![CDATA[governi per durata]]></category>
		<category><![CDATA[governi più lunghi italia]]></category>
		<category><![CDATA[governo meloni]]></category>
		<category><![CDATA[meloni]]></category>
		<category><![CDATA[Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[renzi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364485</guid>

					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Dimenticate i GP di Formula 1 o le partite di calcio decise al novantesimo.La politica italiana, da qualche tempo a questa parte, somiglia sempre più a una tappa d’alta quota del Giro d’Italia.Ed in sella alla sua bicicletta,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/durata-del-governo-meloni-lanciata-verso-i-record-di-berlusconi-fra-pochi-giorni-supera-il-b-iv/">Durata del Governo, Meloni lanciata verso i record di Berlusconi. Fra pochi giorni supera il &#8220;B. IV&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Umberto Baldo</p>



<p>Dimenticate i GP di Formula 1 o le partite di calcio decise al novantesimo.<br>La politica italiana, da qualche tempo a questa parte, somiglia sempre più a una tappa d’alta quota del Giro d’Italia.<br>Ed in sella alla sua bicicletta, Giorgia Meloni sta pedalando con un rapporto che nessuno, all’inizio della corsa, nell’ottobre 2022, pensava potesse reggere così a lungo.<br>Siamo ad aprile 2026 e la Premier ha già staccato il gruppo.<br>Con 1280 giorni maturati a Palazzo Chigi ha superato i &#8220;passi&#8221; più impegnativi, lasciandosi alle spalle scalatori storici come Renzi (1.024 giorni) e Craxi (1.093 giorni).<br>Ora, davanti a lei, restano solo le vette innevate del &#8220;Cavaliere&#8221;.<br>Il primo traguardo volante è ormai questione di pochi giorni<br>Il Berlusconi IV (quello del 2008-2011 – 1.287 giorni) è lì, a poche pedalate (tradotto in giorni parliamo di 7 giorni).<br>Superarlo significherebbe prendersi la medaglia d’argento della longevità repubblicana.<br>Ma la vera sfida, quella che trasforma un corridore in leggenda, è il record assoluto del Berlusconi II: 1.412 giorni di resistenza eroica tra il 2001 e il 2005.<br>Per batterlo, la Meloni deve tenere i nervi saldi e i polpacci duri per altri 150 giorni circa.<br>La strada è ancora in salita, ma il ritmo è costante.<br>Come in ogni corsa che si rispetti, il successo dipende anche dalla squadra.<br>I suoi gregari di coalizione ogni tanto tentano una fuga solitaria per prendersi un po’ di visibilità sotto lo striscione del traguardo, ma finora la &#8220;Capitana&#8221; è riuscita a richiamarli nei ranghi, evitando cadute di gruppo che potrebbero compromettere la corsa.<br>Le opposizioni, invece, sembrano rimaste attardate sul primo tornante, divise su quale scia seguire e incapaci di organizzare un &#8220;treno&#8221; per tentare il recupero.<br>Arrivare ad agosto 2026 ancora in sella significherebbe non solo battere il record, ma riscrivere la geografia del potere italiano.<br>Se la Meloni non incappa in una &#8220;foratura&#8221; imprevista, o in un improvviso &#8220;fuori tempo massimo&#8221; parlamentare, lo sprint finale sul traguardo di Silvio sembra ormai lanciato.<br>Resta da vedere se, una volta tagliato il nastro dei 1.412 giorni, deciderà di continuare a pedalare per doppiare tutti o se si godrà il podio.<br>Una cosa è certa: nel &#8220;Tour della Repubblica&#8221;, Giorgia ha smesso di essere una sorpresa per diventare la Maglia Rosa da battere.<br>E chissà se il Cavaliere, dall&#8217;ammiraglia in cielo, osserva divertito questo scatto finale.<br>Umberto Baldo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/durata-del-governo-meloni-lanciata-verso-i-record-di-berlusconi-fra-pochi-giorni-supera-il-b-iv/">Durata del Governo, Meloni lanciata verso i record di Berlusconi. Fra pochi giorni supera il &#8220;B. IV&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/durata-del-governo-meloni-lanciata-verso-i-record-di-berlusconi-fra-pochi-giorni-supera-il-b-iv/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Decreto Sicurezza 2026, cosa prevede davvero: tutte le misure nel dettaglio</title>
		<link>https://www.tviweb.it/decreto-sicurezza-2026-cosa-prevede-davvero-tutte-le-misure-nel-dettaglio/</link>
					<comments>https://www.tviweb.it/decreto-sicurezza-2026-cosa-prevede-davvero-tutte-le-misure-nel-dettaglio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 14:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tviweb.it/?p=364482</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con l’approvazione definitiva alla Camera del 24 aprile 2026, il decreto Sicurezza (Dl n. 23/2026) diventa legge introducendo un pacchetto ampio di interventi su ordine pubblico, immigrazione, reati urbani e poteri delle forze dell’ordine. Un provvedimento composto da oltre 30<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/decreto-sicurezza-2026-cosa-prevede-davvero-tutte-le-misure-nel-dettaglio/">Decreto Sicurezza 2026, cosa prevede davvero: tutte le misure nel dettaglio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Con l’approvazione definitiva alla Camera del 24 aprile 2026, il decreto Sicurezza (Dl n. 23/2026) diventa legge introducendo un pacchetto ampio di interventi su ordine pubblico, immigrazione, reati urbani e poteri delle forze dell’ordine. Un provvedimento composto da oltre 30 articoli, che interviene in modo trasversale su diversi ambiti della sicurezza.</p>



<p>Ecco nel dettaglio le principali novità.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Più poteri a prefetti e questori</h2>



<p>Il decreto rafforza gli strumenti di prevenzione sul territorio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>i <strong>prefetti possono individuare zone urbane a rischio</strong> e applicare misure restrittive</li>



<li>viene ampliato il <strong>Daspo urbano</strong>, con divieti di accesso per soggetti ritenuti pericolosi o recidivi</li>



<li>i <strong>questori ottengono maggiori poteri di intervento preventivo</strong></li>
</ul>



<p>L’obiettivo è intervenire prima che si verifichino situazioni di degrado o criminalità diffusa.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Stretta su armi e oggetti pericolosi</h2>



<p>Una parte centrale riguarda la prevenzione della violenza, soprattutto giovanile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>introdotto il <strong>reato di porto di armi o oggetti con lama senza giustificato motivo</strong>, punito fino a 3 anni di carcere</li>



<li><strong>divieto di vendita ai minori</strong> di strumenti da taglio, con sanzioni aggravate per chi viola la norma</li>



<li>sanzioni fino a 1.000 euro anche per i <strong>genitori di minori coinvolti in reati con armi</strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Nuove norme su manifestazioni e ordine pubblico</h2>



<p>Il decreto interviene anche sulla gestione delle proteste:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>possibilità per la polizia di <strong>trattenere fino a 12 ore persone ritenute potenzialmente pericolose</strong> prima di manifestazioni</li>



<li>estensione dell’<strong>arresto in flagranza differita</strong> per reati commessi durante cortei (come danneggiamenti)</li>



<li>pene più severe per chi compie violenze o disordini in contesti pubblici</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Più tutela per le forze dell’ordine</h2>



<p>Sono introdotte misure che rafforzano la protezione giuridica degli agenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>possibilità per il pubblico ministero di <strong>non iscrivere nel registro degli indagati</strong> chi ha agito in presenza di una causa di giustificazione (ad esempio uso legittimo della forza)</li>



<li>ampliamento dei casi di arresto per reati contro personale pubblico, come insegnanti o operatori ferroviari</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovi reati e pene più severe</h2>



<p>Il decreto amplia l’area penale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>introdotta una nuova forma di <strong>furto con destrezza perseguibile d’ufficio</strong> quando riguarda documenti, carte di pagamento o dispositivi elettronici</li>



<li>in generale, aumento delle fattispecie di reato e irrigidimento delle sanzioni, con maggiore ricorso al carcere</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza urbana e videosorveglianza</h2>



<p>Tra gli strumenti operativi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>potenziamento dei sistemi di <strong>videosorveglianza nelle città</strong></li>



<li>interventi contro <strong>spaccio, borseggi e rapine</strong>, con focus sulle aree urbane più critiche</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Immigrazione e rimpatri</h2>



<p>Il decreto contiene misure anche sul fronte migratorio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rafforzamento dei <strong>rimpatri volontari assistiti</strong></li>



<li>introduzione (poi modificata dal decreto correttivo) di un incentivo economico per l’assistenza legale ai migranti</li>



<li>revisione delle procedure con maggiore ruolo del Ministero dell’Interno nella gestione operativa</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivo generale del provvedimento</h2>



<p>Nel suo complesso, il decreto punta a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>prevenire la criminalità diffusa</strong>, soprattutto giovanile</li>



<li>rafforzare il controllo del territorio</li>



<li>aumentare la capacità di intervento delle forze di polizia</li>



<li>rendere più rapide ed efficaci le risposte penali</li>
</ul>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/decreto-sicurezza-2026-cosa-prevede-davvero-tutte-le-misure-nel-dettaglio/">Decreto Sicurezza 2026, cosa prevede davvero: tutte le misure nel dettaglio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.tviweb.it/decreto-sicurezza-2026-cosa-prevede-davvero-tutte-le-misure-nel-dettaglio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
