UE: Meta violava le norme sui minori, possibile multa fino al 6% del fatturato globale

La Commissione europea ha stabilito che Meta ha violato la normativa dell’Unione Europea per non aver impedito in modo efficace ai minori di 13 anni di utilizzare le piattaforme Facebook e Instagram.
Secondo i risultati preliminari di un’indagine durata quasi due anni, resi noti a Bruxelles, l’azienda non avrebbe adottato misure sufficienti per far rispettare il limite minimo di età previsto dai propri termini di servizio e richiesto dal Digital Services Act (DSA), che impone alle piattaforme di identificare e ridurre i rischi legati all’uso da parte dei minori.
La Commissione sottolinea che bambini sotto i 13 anni possono ancora aggirare i controlli dichiarando una data di nascita falsa, senza verifiche efficaci da parte dei sistemi della piattaforma. Inoltre, lo strumento di segnalazione degli account minorenni è stato giudicato “difficile da usare e poco efficace”, con controlli successivi ritenuti insufficienti.
Le possibili sanzioni
Se le conclusioni saranno confermate, Meta rischia una multa fino al 6% del proprio fatturato annuo globale. Nel 2025 la società ha registrato ricavi pari a circa 201 miliardi di dollari.
La Commissione ha però precisato che si tratta di conclusioni preliminari e che l’esito finale dell’indagine non è ancora stato deciso. Meta avrà ora accesso al fascicolo e potrà presentare la propria difesa.
La risposta di Meta
L’azienda statunitense ha respinto le accuse. Un portavoce ha ribadito che Facebook e Instagram sono destinati a utenti dai 13 anni in su e che sono già in atto sistemi per individuare e rimuovere account di minori.
Meta sostiene inoltre di continuare a investire in tecnologie per il controllo dell’età e definisce la verifica degli utenti “una sfida che riguarda l’intero settore”, sottolineando la collaborazione con la Commissione europea.
Il contesto europeo: stretta sui social per i minori
Il caso si inserisce in un quadro più ampio di crescente pressione politica in Europa sul tema dell’uso dei social media da parte dei giovani. Diversi Paesi stanno valutando restrizioni più severe: la Spagna propone il divieto sotto i 16 anni, mentre in Francia il Parlamento ha sostenuto misure simili per i minori di 15 anni. Anche il governo del Regno Unito sta valutando nuove limitazioni per gli under 16.
Le criticità del sistema attuale
Secondo la Commissione, le piattaforme non riescono a impedire efficacemente la registrazione dei minori, anche a causa della facilità con cui si possono inserire dati falsi. L’indagine ha inoltre evidenziato possibili rischi legati agli effetti algoritmici dei social, come la tendenza a proporre contenuti sempre più estremi o dannosi, con potenziali impatti sulla salute mentale dei giovani utenti.
L’inchiesta aperta nel 2024 prosegue su altri fronti, inclusa la valutazione delle misure adottate da Meta per la tutela della salute fisica e psicologica degli utenti più giovani.
Un settore sotto osservazione
Già in passato Meta aveva dichiarato di aver sviluppato decine di strumenti per la protezione dei minori e di voler garantire esperienze online sicure e adeguate all’età. Tuttavia, per Bruxelles, tali misure non sarebbero ancora sufficienti.
La decisione finale dell’UE potrebbe segnare un precedente importante per l’intero settore delle piattaforme digitali, in un momento in cui l’Europa rafforza il controllo sulle grandi aziende tecnologiche e sul loro impatto sui minori.













