6 Maggio 2026 - 12.11

Americani i più odiati? In Messico discoteca fa pagare 300 dollari d’ingresso agli statunitensi: “Risposta a un anno di insulti”

Fa discutere a Città del Messico la decisione di una discoteca del quartiere Roma Norte di applicare un prezzo d’ingresso differenziato in base alla nazionalità, con una tariffa di circa 300 dollari per i cittadini statunitensi, contro i 20 dollari per gli altri stranieri e appena 14 dollari per messicani e latinoamericani.

Il locale, chiamato “Japan”, è diventato virale dopo la pubblicazione di un post su Instagram che ha raccolto oltre 26.000 like e centinaia di commenti, molti dei quali favorevoli alla scelta, inserita nel più ampio dibattito sulla presenza crescente di americani e stranieri nei quartieri centrali della capitale.

Nel messaggio, il club ha spiegato in modo provocatorio che il prezzo base d’ingresso è di 5.000 pesos, mentre gli sconti sono destinati a categorie considerate “più bisognose”, fino al 95% per latinoamericani e al 97% per studenti e insegnanti.

Il proprietario del locale, Federico Crespo, ha difeso la scelta sostenendo che si tratta di una risposta alle tensioni politiche tra Messico e Stati Uniti e al clima creato, a suo dire, dalle politiche e dichiarazioni dell’ex presidente Donald Trump.

“È una risposta a un anno di insulti rivolti al nostro Paese dagli Stati Uniti”, ha dichiarato, aggiungendo che la misura è anche legata alla crescente gentrificazione della città.

Il provvedimento si inserisce infatti in un contesto di forte tensione urbana: nei quartieri di Roma e Condesa, l’arrivo di expat e nomadi digitali ha fatto aumentare affitti e costo della vita, spingendo molti residenti storici ad abbandonare le zone centrali.

Il fenomeno ha già alimentato proteste in città, con manifestazioni contro la gentrificazione sfociate in alcuni casi in disordini e vandalismi, e slogan contro la crescente “invasione” di stranieri.

Secondo Crespo, parte dei ricavi extra generati dai biglietti viene redistribuita ai lavoratori, con l’obiettivo di compensare l’aumento del costo della vita e degli affitti.

La vicenda ha riacceso il dibattito internazionale su turismo di massa, gentrificazione e squilibri economici nelle grandi città globali, fenomeni già osservati anche in altre metropoli come Barcellona e Lisbona.

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