12 Maggio 2026 - 15.37

Hantavirus: un altro morto, contagi sospetti e personale sanitario in quarantena

di Giuseppe Balsamo

Aggiornamento

Cresce l’attenzione internazionale attorno alla MV Hondius, la nave da crociera partita da Tenerife sulla quale è stato individuato un focolaio di hantavirus. L’imbarcazione, dopo aver fatto sbarcare passeggeri e parte dell’equipaggio, è ora diretta verso Rotterdam, dove l’arrivo è previsto nella serata di domenica 17 maggio 2026 dopo sei giorni di navigazione.

A bordo restano ancora 25 membri dell’equipaggio, due operatori sanitari e la salma di un passeggero tedesco morto durante la crociera. La compagnia Oceanwide Expeditions ha confermato che la nave sta proseguendo il viaggio verso i Paesi Bassi sotto stretta osservazione sanitaria.

Nel frattempo nei Paesi Bassi dodici dipendenti di un ospedale di Nijmegen sono stati posti in isolamento precauzionale per sei settimane dopo alcune irregolarità nella gestione dei campioni biologici di un paziente risultato positivo all’hantavirus. Secondo quanto comunicato dall’ospedale, errori procedurali avrebbero compromesso campioni di sangue e urina, costringendo la struttura ad adottare misure straordinarie nonostante il rischio di contagio venga considerato basso.

Anche in Francia cresce la preoccupazione. Un caso sospetto individuato a Concarneau è stato trasferito all’Ospedale Universitario di Rennes. A confermarlo è stato il sindaco Quentin Le Gaillard, precisando tuttavia di non conoscere né l’identità del paziente né le modalità del possibile contagio.

Sul caso è intervenuta anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha invitato i Paesi a seguire le raccomandazioni dell’agenzia sanitaria internazionale, pur ricordando che l’OMS non ha il potere di imporre protocolli vincolanti agli Stati. Le dichiarazioni sono arrivate dopo l’evacuazione di oltre 120 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio appartenenti a circa venti nazionalità diverse.

Intanto un passeggero spagnolo evacuato dalla nave è risultato positivo all’hantavirus. L’uomo, ricoverato in isolamento in un ospedale militare di Madrid, presenta febbre lieve e sintomi respiratori ma, secondo il Ministero della Salute spagnolo, le sue condizioni sarebbero stabili e senza peggioramenti clinici. In isolamento anche altri tredici cittadini spagnoli rimpatriati dalla Hondius: tutti sono stati sottoposti a test PCR e solo uno è risultato positivo.

A preoccupare gli esperti sono soprattutto le molte incognite ancora aperte. La ministra della Salute francese Stéphanie Rist ha dichiarato davanti all’Assemblea nazionale che “ci sono aspetti di questo virus che non conosciamo”, spiegando che non è ancora stato individuato il luogo del primo contagio e che manca il sequenziamento completo del virus. “Ad oggi non possiamo essere certi che il virus non abbia subito mutazioni”, ha aggiunto.

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Un nuovo aggiornamento arriva dal caso sanitario legato alla nave da crociera MV Hondius: una delle cinque passeggere francesi rimpatriate è risultata positiva all’hantavirus. A confermarlo è stata la ministra della Salute francese Stéphanie Rist, nella giornata di lunedì 11 maggio.

Secondo quanto riferito alla radio France Inter, le condizioni della donna sarebbero peggiorate durante la notte e i test hanno dato esito positivo al virus.

Le cinque passeggere rimpatriate sono attualmente ricoverate all’ospedale Bichat di Parigi, in stanze dotate di sistemi di ventilazione speciali per evitare ogni rischio di contaminazione. Tutte sono in isolamento e resteranno sotto osservazione almeno per quindici giorni, fino a nuovo ordine delle autorità sanitarie.

Nel frattempo, sono stati individuati 22 cittadini francesi considerati contatti a rischio. Otto di loro si trovavano su un volo del 25 aprile tra Sant’Elena e Johannesburg e sono stati immediatamente posti in isolamento. Altri 14 erano invece a bordo del volo Johannesburg–Amsterdam. Le autorità hanno chiesto a questi ultimi di mettersi in contatto con i servizi sanitari per rafforzare le misure di isolamento e tracciamento.

Il caso è collegato all’epidemia registrata a bordo della nave MV Hondius, ferma nei giorni scorsi al largo di Capo Verde. Tra gli episodi correlati figura anche quello di una passeggera olandese deceduta dopo il contagio, che aveva viaggiato su alcuni dei voli interessati prima del ricovero.

Secondo gli esperti, la variante individuata a bordo della nave sarebbe l’hantavirus andino, un ceppo raro che in determinate condizioni può essere trasmesso anche da persona a persona e che presenta un periodo di incubazione fino a sei settimane.

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Le autorità sanitarie e di sicurezza di diversi Paesi sono impegnate in una vasta operazione internazionale per rintracciare decine di passeggeri sbarcati dalla nave da crociera MV Hondius, coinvolta in un’epidemia di hantavirus che ha già causato tre morti e diversi casi sospetti.

Al centro dell’emergenza ci sono almeno 29 passeggeri di 12 nazionalità diverse che hanno lasciato la nave il 24 aprile, prima dell’attivazione delle misure di isolamento. La loro individuazione è ora considerata prioritaria per ricostruire i movimenti e verificare eventuali contagi.

La nave, partita il 1° aprile da Ushuaia in Argentina e impegnata in una lunga rotta tra Antartide e Atlantico, ha registrato i primi segnali dell’epidemia dopo la morte di un passeggero e la successiva conferma di casi positivi. Oceanwide Expeditions, la compagnia armatrice, ha riferito che lo sbarco è avvenuto nel territorio britannico di Sant’Elena e che molti passeggeri sono già rientrati nei rispettivi Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Taiwan e diversi Stati europei.

Secondo quanto comunicato, almeno cinque degli otto casi sospetti sono stati confermati, mentre altri potrebbero emergere nei prossimi giorni. Le autorità sanitarie sottolineano che il virus Andes, una variante dell’hantavirus, ha un periodo di incubazione che può arrivare fino a sei settimane.

Nonostante la situazione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha escluso scenari paragonabili alla pandemia di Covid-19. “Questo non è l’inizio di una pandemia. Il rischio per la popolazione generale è basso”, ha dichiarato Maria Van Kerkhove, responsabile per la preparazione alle epidemie. Anche il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha confermato che, pur trattandosi di un evento grave, non vi è un rischio globale elevato.

La diffusione dei casi è però ampia e già internazionale: una donna in isolamento ad Amsterdam è risultata positiva al test, mentre in Svizzera un uomo rientrato dalla nave è ricoverato a Zurigo. Anche Stati Uniti, Regno Unito, Singapore e Danimarca stanno monitorando passeggeri rientrati dai viaggi.

Alcuni Paesi hanno attivato protocolli di sorveglianza e isolamento preventivo, mentre si valuta l’obbligo di quarantena fino a 45 giorni per i contatti più a rischio. Nel frattempo, la nave resta al centro delle misure di contenimento nelle acque delle Isole Canarie, senza attracco ai porti.

L’epidemia ha riacceso l’attenzione sugli hantavirus, trasmessi principalmente dai roditori e in grado di provocare gravi sindromi respiratorie. Il virus Andes, in particolare, può trasmettersi anche tra esseri umani in condizioni di contatto ravvicinato.

Le indagini puntano ora anche all’origine del contagio. Tra le ipotesi al vaglio vi è una possibile esposizione durante una spedizione naturalistica in Argentina, Paese dove l’incidenza del virus è più elevata.

Con i passeggeri dispersi già sparsi in più continenti e i sistemi sanitari in allerta, la priorità resta il tracciamento dei contatti e la prevenzione di eventuali nuovi casi. Le autorità internazionali, pur rassicurando sul rischio generale contenuto, continuano a monitorare una situazione in rapida evoluzione.

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Una nave da crociera coinvolta in un focolaio confermato di hantavirus continua la sua navigazione nell’Atlantico dopo una serie di evacuazioni mediche e decessi a bordo. La MV Hondius, partita dall’Argentina circa un mese fa, è ora diretta verso le Isole Canarie dopo aver sostato per tre giorni al largo di Capo Verde.

Negli ultimi sviluppi, due passeggeri in condizioni gravi, già evacuati dalla nave, sono arrivati nei Paesi Bassi per ricevere cure ospedaliere. Un terzo passeggero, in condizioni stabili, è stato trasferito su un altro volo di evacuazione, seppur con ritardi. Le persone coinvolte sono di nazionalità britannica, olandese e tedesca, e tra loro figura anche un membro dell’equipaggio.

Secondo quanto riferito dall’operatore della nave, uno dei passeggeri evacuati è un cittadino tedesco di 65 anni strettamente legato a una donna tedesca deceduta a bordo il 2 maggio. Tra gli evacuati figura anche un ex agente di polizia britannico di 56 anni, attualmente stabile nei Paesi Bassi.

Il bilancio complessivo della vicenda è già pesante: tre persone sono morte da quando la nave ha lasciato l’Argentina. Le autorità sanitarie stanno ancora chiarendo le circostanze dei decessi, mentre una delle vittime risultava positiva al virus, e altri casi restano sotto indagine.

Contagi, indagini e monitoraggio internazionale

Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a bordo sono stati identificati otto casi tra confermati e sospetti. Un uomo rientrato in Svizzera è risultato positivo e si trova ricoverato a Zurigo. Altri passeggeri rientrati in diversi Paesi, inclusi Stati Uniti e Regno Unito, sono sotto monitoraggio, ma al momento non mostrano sintomi.

A bordo della nave restano circa 146 persone provenienti da 23 Paesi, tutte sottoposte a misure precauzionali rafforzate.

Le autorità sanitarie sudafricane hanno identificato nei campioni analizzati il ceppo andino dell’hantavirus, già noto in America Latina. Gli esperti stanno proseguendo con il tracciamento dei contatti, mentre viene ribadito che il rischio per la popolazione generale resta basso.

La dinamica dei contagi e le ipotesi sulla trasmissione

L’hantavirus si trasmette generalmente attraverso i roditori, ma in questo caso gli investigatori non escludono una possibile trasmissione tra persone a stretto contatto. Il virus non si diffonderebbe con modalità simili a COVID o influenza, ma richiederebbe contatti ravvicinati e prolungati.

Tra i casi sotto osservazione figura anche una donna olandese che aveva lasciato la nave durante uno scalo a Sant’Elena e che è poi deceduta in Sudafrica. Il marito era morto a bordo nei giorni precedenti, mentre un’altra donna tedesca è deceduta successivamente; il suo caso non è ancora confermato ufficialmente.

Le autorità stanno inoltre ricostruendo i movimenti dei passeggeri sui voli internazionali, incluso uno scalo ad Amsterdam, per verificare eventuali ulteriori esposizioni.

Scontro politico sulle Canarie

Mentre la nave si avvicina all’arcipelago spagnolo, cresce la tensione anche sul fronte politico. Il trasferimento verso le Isole Canarie è stato autorizzato dalle autorità centrali spagnole, ma contestato dal presidente regionale, che ha espresso contrarietà all’ingresso dell’imbarcazione, sostenendo la mancanza di informazioni sufficienti e di criteri tecnici chiari.

Il ministero della Salute spagnolo ha invece annunciato che, all’arrivo a Tenerife, tutti i passeggeri saranno sottoposti a valutazione medica e, se necessario, trasferiti in strutture ospedaliere o militari per la quarantena.

Le autorità ribadiscono che l’evacuazione e i protocolli sanitari sono pensati per evitare qualsiasi rischio di diffusione alla popolazione locale.

Nave sotto osservazione fino all’arrivo

La MV Hondius prosegue quindi la sua rotta tra misure di contenimento, evacuazioni e controlli internazionali, mentre gli esperti continuano a indagare sull’origine e sulle modalità di diffusione del focolaio, ancora non del tutto chiarite.

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Un viaggio partito come spedizione nell’Atlantico si è trasformato in una vera odissea sanitaria: la nave da crociera MV Hondius, colpita da un focolaio di hantavirus e segnata da diversi decessi, ora rischia di restare senza approdo dopo il netto rifiuto delle Isole Canarie.

Dall’Argentina all’Atlantico: la cronologia dell’incubo

Tutto ha inizio il 1° aprile, quando la nave salpa da Ushuaia diretta verso l’Atlantico meridionale. Dopo pochi giorni, l’11 aprile, si registra il primo decesso: un passeggero olandese muore a bordo.

Il 24 aprile la situazione si aggrava: la moglie dell’uomo viene evacuata dall’isola di Sant’Elena e trasferita a Johannesburg insieme alla salma del marito. Le sue condizioni sono critiche e, due giorni dopo, il 26 aprile, la donna muore in ospedale. Successivamente viene confermato che era affetta da hantavirus.

Il 27 aprile un secondo passeggero, britannico, viene evacuato in Sudafrica: resta ricoverato in condizioni critiche ma stabili, sempre a causa del virus.

Il 2 maggio si registra un altro decesso a bordo: un cittadino tedesco, sul quale non è ancora chiaro se fosse stato contagiato.

Il 3 maggio la nave arriva a Capo Verde, ma la situazione sanitaria resta sotto osservazione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono stati individuati finora sette casi di hantavirus tra i passeggeri: due confermati e cinque sospetti.

Il no delle Canarie: “Nessuna garanzia”

A complicare ulteriormente la vicenda è arrivato il duro stop delle autorità locali. Il presidente delle Isole Canarie, Fernando Clavijo, ha respinto la decisione del governo spagnolo di autorizzare l’attracco della nave.

“Non posso permettere che entri nelle Canarie”, ha dichiarato in un’intervista radiofonica, sottolineando come la scelta non si basi su criteri tecnici e lamentando la mancanza di informazioni fornite alle autorità locali.

Clavijo, attualmente a Bruxelles, ha chiesto un incontro urgente con il premier Pedro Sánchez per affrontare il caso.

Nave senza porto?

La MV Hondius è attesa nei prossimi giorni nell’arcipelago spagnolo, ma il rifiuto politico rischia di trasformare il viaggio in un’emergenza diplomatica e sanitaria. Con morti a bordo, casi sospetti di virus e porti che esitano ad accoglierla, la nave si trova ora al centro di una situazione sempre più delicata.

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