Biennale nel caos: Pussy Riot tra urla e fumogeni contro il padiglione russo

Momenti di forte tensione questa mattina alla Biennale di Venezia, dove il collettivo femminista Pussy Riot ha inscenato una protesta contro la presenza del padiglione russo.
L’azione si è svolta nei Giardini dell’Esposizione, dove tra urla, fumogeni e slogan contro la Russia la manifestazione ha attirato l’attenzione di visitatori e addetti ai lavori, creando momenti di disordine e forte impatto scenico.
Il collettivo, guidato da Nadya Tolokonnikova, ha ribadito la propria posizione critica nei confronti della partecipazione della Russia all’evento veneziano, trasformando la protesta in una performance politica e mediatica.
Nei giorni precedenti, il gruppo aveva già chiesto alla Fondazione Biennale di poter partecipare alla tre giorni inaugurale dell’Esposizione Internazionale d’Arte, dichiarando la volontà di portare il dissenso direttamente all’interno della manifestazione.
Secondo quanto dichiarato dagli organizzatori del collettivo, la protesta era stata annunciata come una forma di intervento artistico-politico contro la presenza istituzionale russa alla Biennale.
L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da polemiche e tensioni legate alla partecipazione della Russia all’evento, che continua a dividere opinione pubblica e ambienti culturali internazionali.













