24 Aprile 2026 - 16.26

Decreto Sicurezza 2026, cosa prevede davvero: tutte le misure nel dettaglio

Con l’approvazione definitiva alla Camera del 24 aprile 2026, il decreto Sicurezza (Dl n. 23/2026) diventa legge introducendo un pacchetto ampio di interventi su ordine pubblico, immigrazione, reati urbani e poteri delle forze dell’ordine. Un provvedimento composto da oltre 30 articoli, che interviene in modo trasversale su diversi ambiti della sicurezza.

Ecco nel dettaglio le principali novità.


Più poteri a prefetti e questori

Il decreto rafforza gli strumenti di prevenzione sul territorio:

  • i prefetti possono individuare zone urbane a rischio e applicare misure restrittive
  • viene ampliato il Daspo urbano, con divieti di accesso per soggetti ritenuti pericolosi o recidivi
  • i questori ottengono maggiori poteri di intervento preventivo

L’obiettivo è intervenire prima che si verifichino situazioni di degrado o criminalità diffusa.


Stretta su armi e oggetti pericolosi

Una parte centrale riguarda la prevenzione della violenza, soprattutto giovanile:

  • introdotto il reato di porto di armi o oggetti con lama senza giustificato motivo, punito fino a 3 anni di carcere
  • divieto di vendita ai minori di strumenti da taglio, con sanzioni aggravate per chi viola la norma
  • sanzioni fino a 1.000 euro anche per i genitori di minori coinvolti in reati con armi

Nuove norme su manifestazioni e ordine pubblico

Il decreto interviene anche sulla gestione delle proteste:

  • possibilità per la polizia di trattenere fino a 12 ore persone ritenute potenzialmente pericolose prima di manifestazioni
  • estensione dell’arresto in flagranza differita per reati commessi durante cortei (come danneggiamenti)
  • pene più severe per chi compie violenze o disordini in contesti pubblici

Più tutela per le forze dell’ordine

Sono introdotte misure che rafforzano la protezione giuridica degli agenti:

  • possibilità per il pubblico ministero di non iscrivere nel registro degli indagati chi ha agito in presenza di una causa di giustificazione (ad esempio uso legittimo della forza)
  • ampliamento dei casi di arresto per reati contro personale pubblico, come insegnanti o operatori ferroviari

Nuovi reati e pene più severe

Il decreto amplia l’area penale:

  • introdotta una nuova forma di furto con destrezza perseguibile d’ufficio quando riguarda documenti, carte di pagamento o dispositivi elettronici
  • in generale, aumento delle fattispecie di reato e irrigidimento delle sanzioni, con maggiore ricorso al carcere

Sicurezza urbana e videosorveglianza

Tra gli strumenti operativi:

  • potenziamento dei sistemi di videosorveglianza nelle città
  • interventi contro spaccio, borseggi e rapine, con focus sulle aree urbane più critiche

Immigrazione e rimpatri

Il decreto contiene misure anche sul fronte migratorio:

  • rafforzamento dei rimpatri volontari assistiti
  • introduzione (poi modificata dal decreto correttivo) di un incentivo economico per l’assistenza legale ai migranti
  • revisione delle procedure con maggiore ruolo del Ministero dell’Interno nella gestione operativa

Obiettivo generale del provvedimento

Nel suo complesso, il decreto punta a:

  • prevenire la criminalità diffusa, soprattutto giovanile
  • rafforzare il controllo del territorio
  • aumentare la capacità di intervento delle forze di polizia
  • rendere più rapide ed efficaci le risposte penali

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