24 Aprile 2026 - 15.56

Meno costosa, controversa… 3 cose da sapere su DeepSeek, l’intelligenza artificiale cinese che spaventa i giganti tecnologici americani

La corsa globale all’intelligenza artificiale entra in una fase ancora più competitiva. La startup cinese DeepSeek si prepara a lanciare questo venerdì un nuovo modello per il suo chatbot, già considerato tra i più potenti al mondo. Un debutto atteso che conferma come il baricentro dell’innovazione tecnologica si stia rapidamente spostando e diversificando.

Un’ascesa fulminea

Fondata nel 2023 a Hangzhou, uno dei principali hub tecnologici del Paese, DeepSeek nasce inizialmente come progetto collaterale di un hedge fund con accesso a processori avanzati prodotti da Nvidia. La vera svolta arriva però nel gennaio 2025, con il lancio del modello linguistico R1.

Le sue capacità di ragionamento avanzato sorprendono gli esperti del settore, portandolo a competere direttamente con soluzioni occidentali come ChatGPT sviluppato da OpenAI. L’impatto è immediato: i mercati reagiscono con nervosismo e le azioni di grandi aziende tecnologiche negli Stati Uniti e in Giappone registrano cali significativi.

A rendere il caso ancora più eclatante è il modello open source adottato da DeepSeek, che consente a sviluppatori di tutto il mondo di accedere e modificare il codice. Non solo: l’azienda afferma di aver sviluppato il proprio sistema con appena 5,6 milioni di dollari, una cifra minima rispetto agli investimenti miliardari dei concorrenti americani.

Censura e limiti geopolitici

Nonostante le prestazioni, DeepSeek deve fare i conti con i vincoli imposti dal contesto politico cinese. Come altri chatbot del Paese, evita temi sensibili per Pechino, tra cui la repressione di Piazza Tiananmen 1989.

Parallelamente, crescono le preoccupazioni internazionali sulla gestione dei dati. Il modello è stato vietato o limitato sui dispositivi governativi in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Australia e Corea del Sud. Sul piano del mercato globale, DeepSeek resta comunque un attore minoritario: secondo Similarweb detiene circa il 4% della quota, contro il 68% di ChatGPT.

Accuse e tensioni con Washington

Il successo dell’azienda non è privo di ombre. Secondo la rivista tecnologica The Information, DeepSeek avrebbe sviluppato il modello V4 utilizzando migliaia di chip smontati provenienti da Paesi terzi, poi introdotti clandestinamente in Cina per aggirare le restrizioni tecnologiche imposte da Washington.

Le tensioni sono salite ulteriormente giovedì, quando la Casa Bianca ha accusato “entità straniere, principalmente cinesi”, di aver copiato tecnologie americane su “scala industriale”. Accuse respinte con decisione da Pechino, che le ha definite “completamente infondate”.

Una sfida aperta

Con il nuovo modello in arrivo, DeepSeek si candida a essere uno dei protagonisti della nuova fase dell’intelligenza artificiale globale. Tra innovazione, accessibilità open source e scontro geopolitico, la partita si gioca ormai su più livelli: tecnologico, economico e politico. E il risultato è tutt’altro che scontato.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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