Vicenza pioniera in Europa: nasce “VI.cinoS”, il progetto che unisce intelligenza artificiale e comunità per la sicurezza dei quartieri

La Prefettura dà il via libera all’iniziativa del Comune, candidata a finanziamenti europei. Telecamere intelligenti, cittadini attivi e supporto scientifico dell’Università di Padova: un modello che punta a fare scuola in tutta Europa
Sicurezza di prossimità, tecnologia e partecipazione civica: sono i tre pilastri di “VI.cinoS” — acronimo di Vicenza Integrated Civic Intelligence for Neighbourhood Outreach and Safety — il progetto ideato dal Comune di Vicenza che punta a ridefinire il modo in cui una città si prende cura della propria sicurezza, con ambizioni che guardano ben oltre i confini provinciali.
Il via libera della Prefettura
L’iniziativa ha ricevuto domenica 8 giugno il sostegno formale della Prefettura di Vicenza. Nella Sala Dorata del Palazzo del Governo, si è riunito il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto Filippo Romano. A illustrare il progetto nel dettaglio è stata la criminologa Mara Mignone, che ha guidato i presenti — tra cui i vertici delle Forze dell’Ordine — attraverso l’architettura strategica dell’iniziativa. Il sostegno è stato unanime.
Cittadini protagonisti, non spettatori
Il tratto più innovativo di VI.cinoS è l’approccio partecipativo. Il progetto non si limita a potenziare il presidio delle forze dell’ordine, ma coinvolge attivamente i residenti nella sicurezza dei propri quartieri. Sono previsti incontri dedicati a categorie specifiche — anziani, donne, famiglie, comunità straniere, studenti — oltre a passeggiate di vicinato e giochi educativi digitali rivolti ai più giovani, per sensibilizzarli al rispetto delle regole e alla prevenzione delle dipendenze. L’obiettivo è costruire una cultura della sicurezza condivisa, che superi la logica del singolo intervento d’emergenza in favore di una pianificazione strutturata di lungo termine.
La piattaforma tecnologica: AI e videosorveglianza integrata
Sul fronte tecnologico, il cuore del progetto è una piattaforma informatica avanzata che integra le telecamere di videosorveglianza esistenti con un sistema di analisi automatica delle segnalazioni. Lo strumento è progettato per aiutare forze di polizia e decisori istituzionali a individuare dove concentrare gli interventi, nel pieno rispetto della normativa sulla privacy. Non sorveglianza di massa, quindi, ma intelligenza applicata alla prevenzione.
L’Università di Padova garante scientifico
A monitorare l’efficacia delle azioni nel tempo sarà l’Università di Padova, che fornirà supporto scientifico continuativo. I risultati del modello vicentino saranno raccolti in una guida pratica replicabile, pensata per essere adottata in altri comuni della provincia e — grazie alla candidatura al bando europeo — potenzialmente esportata in altre città del continente.
VI.cinoS è attualmente candidato a un importante bando per l’accesso a finanziamenti europei: se il progetto otterrà le risorse richieste, Vicenza potrebbe diventare un laboratorio di riferimento per la sicurezza urbana partecipata a livello continentale.













