Sciopero e presidio alle Acciaierie Beltrame dopo il grave infortunio: operaio caduto da 5 metri, sindacati in mobilitazione

È un quadro ancora critico quello che arriva dalle Acciaierie Beltrame di Altavilla Vicentina, dove mercoledì 10 giugno un operaio cinquantenne è rimasto gravemente ferito in un incidente avvenuto durante attività di manutenzione. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe precipitato da un’altezza di circa cinque metri nel reparto forno UHP, riportando traumi e fratture multiple. Le sue condizioni si sarebbero aggravate nelle ore successive e il lavoratore è stato sottoposto a intervento chirurgico. Restano in corso gli accertamenti su dinamica e responsabilità, mentre lo Spisal e i carabinieri stanno effettuando le verifiche del caso.
L’episodio ha riacceso con forza il tema della sicurezza nello stabilimento e ha portato alla proclamazione di una mobilitazione sindacale. Nella giornata di venerdì 12 giugno, infatti, i lavoratori hanno aderito a uno sciopero di 8 ore in tutti i reparti, accompagnato da un presidio davanti alla portineria esterna.
Il presidio si è svolto nella mattinata, dalle 6 alle 8, su iniziativa unitaria delle organizzazioni sindacali e della RSU delle Acciaierie Beltrame. L’obiettivo dichiarato è quello di riportare al centro dell’attenzione pubblica e aziendale il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in una provincia che – sottolineano i sindacati – continua a registrare numeri preoccupanti in materia di infortuni.
Il messaggio delle rappresentanze dei lavoratori è netto: la sicurezza deve essere considerata una priorità assoluta e non può essere subordinata ai ritmi produttivi.
Nel dettaglio, la FIOM CGIL Vicenza denuncia una situazione definita ormai critica. «Da mesi denunciamo alla direzione aziendale che in azienda non c’è un’adeguata attenzione sulla sicurezza, pur di produrre si mette in secondo piano la sicurezza delle persone, si aumentano i ritmi e si produce con squadre sottorganico, dall’inizio dell’anno siamo a 20 infortuni accaduti in azienda una situazione inaccettabile» afferma Marco Maraschin della Fiom Cgil Vicenza.
Il sindacato critica anche la recente narrazione aziendale: «Qualche giorno fa l’azienda è uscita sulla stampa online e classica, descrivendosi come un paradiso, un luogo di lavoro perfetto, peccato che nella narrazione si sia dimenticata dei 20 infortuni dall’inizio dell’anno all’interno dell’azienda. Serve intensificare la formazione sulla sicurezza; serve applicare, in maniera ancora più assidua di quanto si faccia ora, i break formativi previsti dal contratto nazionale; serve discutere di come si lavora dentro l’azienda; serve discutere di organizzazione del lavoro».
Maraschin aggiunge inoltre un richiamo al ruolo degli enti di controllo: «Noi non smetteremo mai di denunciare i tagli agli Spisal fatti dalla politica che, invece di potenziarli li svuota, perché non si può pensare che la prevenzione e i controlli non siano fondamentali per salvaguardare vite umane e il bene comune».
La mobilitazione è stata proclamata unitariamente dalle sigle Fim, Fiom, Uilm e Uglm, che parlano di una situazione definita «fuori controllo» e richiamano l’attenzione sull’aumento degli infortuni nello stabilimento, sottolineando come nei primi mesi del 2026 il numero di incidenti abbia già raggiunto livelli comparabili a quelli dell’intero anno precedente.
I sindacati invitano infine alla massima partecipazione allo sciopero e ribadiscono la necessità di un confronto strutturale con l’azienda su sicurezza, organizzazione del lavoro e prevenzione.













