Nord Est – Ristoranti e baite cancellavano gli ordini dopo il servizio: con il ‘trucchetto’ evasi 9 milioni

Quasi 9 milioni di euro di ricavi sottratti al Fisco, una contabilità parallela e crediti d’imposta ottenuti attraverso falsi corsi di formazione. È il bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza di Bolzano che ha portato alla scoperta di una presunta maxi frode fiscale nel settore della ristorazione in Alto Adige.
L’indagine, condotta dai militari della Compagnia di Merano e coordinata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bolzano, ha riguardato cinque società riconducibili a un unico gruppo imprenditoriale, attive nella gestione di oltre dieci ristoranti e baite sul territorio altoatesino.
Determinante per gli investigatori è stata l’acquisizione di numerosi file informatici e documenti cartacei. Dall’analisi del materiale è emersa, secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, l’esistenza di una vera e propria contabilità parallela rispetto a quella ufficiale, dalla quale risultava un’attività caratterizzata da un’affluenza di clienti molto limitata.
Le verifiche hanno invece consentito di ricostruire il reale volume d’affari delle attività commerciali, facendo emergere un sistema ritenuto consolidato e adottato in tutte le strutture riconducibili al gruppo. Secondo gli accertamenti, dopo l’acquisizione delle ordinazioni tramite palmare e il servizio ai tavoli, gli ordini venivano successivamente annullati, impedendone così la tracciabilità fiscale e l’emissione della relativa documentazione.
Nel corso delle indagini è emerso anche un secondo presunto sistema fraudolento. I rappresentanti legali delle società avrebbero infatti simulato lo svolgimento di corsi di formazione destinati ai dipendenti, che secondo la Guardia di Finanza non sarebbero mai stati effettuati.
A insospettire i militari è stata soprattutto la tipologia dei corsi dichiarati: si trattava di percorsi di informatica avanzata finalizzati alla cosiddetta “digital transformation” delle imprese, formalmente destinati però a figure come cuochi, camerieri e lavapiatti.
Secondo gli investigatori, la falsa attestazione delle spese sostenute per tali attività formative avrebbe consentito al gruppo imprenditoriale di maturare crediti d’imposta per circa 350 mila euro, successivamente utilizzati in modo indebito per ridurre il carico fiscale.
Al termine delle attività investigative, la Guardia di Finanza ha segnalato alla Procura della Repubblica di Bolzano sette persone fisiche, coinvolte a vario titolo nella gestione delle società, per le ipotesi di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e indebita percezione di erogazioni pubbliche. Contestualmente sono state segnalate anche cinque persone giuridiche per la responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reato.


















