28 Luglio 2026 - 10.56

Veneto – Due gemelli di 14 anni sequestrati e picchiati dal branco per quattro ore

Una spedizione punitiva durata ore, culminata con botte, umiliazioni e minacce. È quanto sarebbe accaduto lo scorso 23 luglio a Orsago, nel Trevigiano, dove due fratelli gemelli di 14 anni sarebbero stati vittime di un gruppo composto da dieci adolescenti, in gran parte minorenni. Sul caso indagano i carabinieri di Conegliano, mentre la famiglia ha presentato denuncia consegnando agli investigatori video e conversazioni che documenterebbero quanto accaduto.

Secondo la ricostruzione fornita dai genitori, il primo dei due ragazzi sarebbe stato attirato con un pretesto in una proprietà isolata, in un campo coltivato a soia. Qui sarebbe stato rapinato del cellulare e del denaro che aveva con sé, costretto a spogliarsi e aggredito ripetutamente. Poco dopo anche il fratello gemello sarebbe stato convinto a raggiungere il luogo con una scusa, subendo lo stesso trattamento.

L’incubo sarebbe durato circa quattro ore. Durante le violenze i due adolescenti sarebbero stati denudati, picchiati e bagnati con il getto di un impianto di irrigazione. L’intera scena sarebbe stata ripresa con un telefono cellulare.

Secondo quanto riferito dalla famiglia, il movente dell’aggressione sarebbe legato alla convinzione, rivelatasi infondata, che i due fratelli avessero segnalato al parroco gli autori di un imbrattamento della chiesa del paese. Una presunta “soffiata” che il gruppo avrebbe voluto punire.

Nel video, consegnato ai carabinieri, si sentirebbero minacce e insulti rivolti alle vittime. In una delle riprese uno dei ragazzi viene spinto sotto il getto dell’acqua mentre alcuni presenti pronunciano frasi come: «Deve pagare per aver fatto la spia». La madre racconta che le immagini le sarebbero state inviate da un ragazzino di 11 anni, non per denunciare quanto accaduto ma, a suo dire, per divertimento.

«I miei figli erano in lacrime e loro continuavano a seviziarli. Non capisco come possano esserci ragazzi così giovani con questa crudeltà nell’animo», ha raccontato la donna. «Quando abbiamo visto il video ci siamo resi conto della gravità della situazione. Non era una semplice bravata: hanno continuato anche davanti alla sofferenza dei miei figli».

La madre ha espresso amarezza anche per il comportamento di chi avrebbe assistito alla scena senza intervenire. Secondo il suo racconto, molti ragazzi sarebbero rimasti a guardare senza chiedere aiuto a un adulto o avvisare qualcuno. «Anche chi non ha partecipato direttamente, secondo me, ha una responsabilità perché è rimasto lì a guardare», ha affermato, aggiungendo di temere ora possibili ripercussioni sulla famiglia.

Il padre dei due quattordicenni ha spiegato che i figli, dopo l’accaduto, fanno fatica a tornare alla normalità. «Hanno perso il gruppo di amici che frequentavano, hanno paura di uscire da soli e tra poco dovranno affrontare anche il ritorno a scuola», ha dichiarato.

I due ragazzi sono stati medicati al pronto soccorso per le lesioni riportate durante l’aggressione. Oltre alle conseguenze fisiche, la famiglia sottolinea il forte impatto psicologico subito dai due adolescenti.

I genitori hanno inoltre riferito di aver tentato un contatto con le famiglie dei presunti aggressori, senza ottenere, a loro dire, un reale confronto sulla vicenda.

Le indagini dei carabinieri proseguono. La documentazione consegnata dalla famiglia comprende i video delle aggressioni e le chat nelle quali uno dei ragazzi sarebbe stato invitato con insistenza a raggiungere il parco, accompagnando il messaggio con una minaccia: «Altrimenti ti picchiamo».

Secondo quanto ricostruito dalla famiglia, il gruppo sarebbe composto da nove minorenni e un maggiorenne. La posizione dei minori sarà valutata dalla Procura per i minorenni, mentre per l’eventuale diciottenne competente sarà la Procura ordinaria. Gli investigatori sono ora al lavoro per accertare le responsabilità di ciascuno dei partecipanti, distinguendo tra chi avrebbe preso parte materialmente alle violenze e chi avrebbe assistito ai fatti senza intervenire.

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