Nord Est – Morbillo, due casi collegati: grave un bimbo di 10 mesi, contagiato anche un quindicenne non vaccinato

Un bambino di 10 mesi ricoverato in gravi condizioni per il morbillo e, due settimane dopo, un ragazzo di 15 anni colpito dalla stessa malattia dopo un possibile contagio avvenuto nella sala d’attesa del pronto soccorso. È la vicenda raccontata dal primario di Pediatria dell’ospedale di Pordenone, Roberto Dall’Amico, che richiama l’attenzione sull’importanza delle vaccinazioni, soprattutto in occasione di viaggi all’estero.
Il piccolo, originario del Bangladesh e residente con la famiglia a Pordenone, aveva trascorso alcuni giorni di vacanza nel Paese asiatico, raggiunto con un volo da Venezia a Dacca. In Bangladesh è in corso una grave epidemia di morbillo e, come spiega il primario, chi non è vaccinato o non ha già contratto la malattia è particolarmente esposto al rischio di infezione.
«Il Bangladesh ha una delle densità di popolazione più elevate al mondo – ha spiegato Dall’Amico – e il bambino ha avuto contatti con numerose persone tra parenti, amici e altri bambini».
Dopo alcuni giorni sono comparsi i primi sintomi: tosse, febbre sempre più alta e difficoltà respiratorie. Ricoverato in un ospedale locale per una grave polmonite, il piccolo è rimasto per due settimane in cura con ossigeno e antibiotici prima di rientrare in Italia.
Durante il volo di ritorno, però, le sue condizioni sono nuovamente peggiorate. Una volta arrivata a Pordenone, la famiglia si è recata al pronto soccorso, dove il bambino è stato ricoverato. Il giorno successivo è comparsa la tipica eruzione cutanea del morbillo, con macchie diffuse su tutto il corpo. Gli esami del sangue hanno poi confermato la diagnosi.
Due settimane più tardi, nello stesso ospedale, è stato ricoverato anche un ragazzo friulano di 15 anni, pallavolista agonista. Inizialmente si era recato al pronto soccorso soltanto per un trauma al ginocchio, ma successivamente ha sviluppato febbre, occhi arrossati e un forte mal di gola. Anche per lui la diagnosi è stata di morbillo.
Secondo il primario, è possibile che il contagio sia avvenuto proprio durante quel breve incontro nella sala d’attesa del pronto soccorso, nel giorno in cui il bambino era stato ricoverato. Anche il quindicenne non era vaccinato.
Diversa la situazione della sorella del ragazzo, che aveva invece ricevuto il vaccino: ha contratto la malattia in forma molto lieve e senza necessità di ricovero.
Il medico sottolinea che, fortunatamente, non sono stati registrati altri casi nell’area di Pordenone.


















