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	<title>POLITICA | TViWeb</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 30 Apr 2026 07:48:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lonigo al voto: tutti contro tutti, ben 5 i candidati sindaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 07:48:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSO VICENTINO - AREA BERICA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lonigo si prepara a vivere una nuova stagione elettorale. Domenica 24 e lunedì 25 maggio 2026 i cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere il sindaco e rinnovare il Consiglio comunale. L’appuntamento amministrativo arriva al termine del mandato dell’attuale amministrazione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Lonigo si prepara a vivere una nuova stagione elettorale. Domenica 24 e lunedì 25 maggio 2026 i cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere il sindaco e rinnovare il Consiglio comunale. L’appuntamento amministrativo arriva al termine del mandato dell’attuale amministrazione e si annuncia particolarmente partecipato, con cinque candidati in campo per la guida del Comune.</p>



<p>Il sindaco uscente Pier Luigi Giacomello si presenta agli elettori per chiedere la conferma. La sua candidatura punta sulla continuità dell’azione amministrativa svolta negli ultimi cinque anni e sul completamento del percorso avviato durante il mandato. Attorno alla sua proposta si raccolgono anche forze del centrodestra come Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati.</p>



<p>Tra gli sfidanti c’è Luca Restello, avvocato ed ex sindaco di Lonigo, figura già conosciuta nel panorama politico locale. La sua candidatura riporta nella competizione un’esperienza amministrativa precedente e si propone come alternativa all’attuale guida del Comune.</p>



<p>In corsa anche Valerio De Toni, sostenuto da un progetto civico che guarda all’area del centrosinistra e raccoglie sensibilità diverse, comprese componenti vicine al Partito Democratico. La sua proposta punta a rappresentare un campo progressista riorganizzato attorno a un profilo civico.</p>



<p>Il quadro dei candidati è completato da Riccardo Contro, alla guida di una lista civica, e da Silvano Marchetto, già sindaco in passato e riferimento cittadino di Forza Italia. La presenza di più candidati provenienti da esperienze politiche e amministrative differenti rende la competizione aperta e frammentata.</p>



<p>La campagna elettorale entrerà ora nel vivo. Al centro del confronto sono attesi i temi più sentiti dalla comunità: opere pubbliche, servizi ai cittadini, sicurezza, sviluppo economico, attenzione al centro storico e alle frazioni, oltre alla qualità della vita e alla gestione del territorio.</p>



<p>Lonigo, con una popolazione superiore ai 15 mila abitanti, voterà con il sistema che prevede la possibilità del ballottaggio nel caso in cui nessun candidato raggiunga la maggioranza assoluta al primo turno. Con cinque aspiranti sindaci, l’esito appare tutt’altro che scontato.</p>



<p>Le urne del 24 e 25 maggio rappresenteranno quindi un passaggio decisivo per il futuro della città. Gli elettori saranno chiamati a scegliere non solo il prossimo sindaco, ma anche l’indirizzo politico e amministrativo che accompagnerà Lonigo nei prossimi anni.</p>
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		<title>La Fenice interrompe i rapporti con Beatrice Venezi: stop a tutte le collaborazioni future</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 07:59:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Fondazione Teatro La Fenice ha deciso di interrompere ogni rapporto professionale con la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi. La comunicazione è arrivata attraverso una nota ufficiale firmata dal sovrintendente Nicola Colabianchi. “La Fondazione Teatro La Fenice […] comunica di aver<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>La Fondazione Teatro La Fenice ha deciso di interrompere ogni rapporto professionale con la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi. La comunicazione è arrivata attraverso una nota ufficiale firmata dal sovrintendente Nicola Colabianchi.</p>



<p>“La Fondazione Teatro La Fenice […] comunica di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi”, si legge nel comunicato.</p>



<p>Alla base della decisione ci sarebbero alcune dichiarazioni pubbliche della direttrice, ritenute incompatibili con i principi dell’istituzione veneziana. “La decisione – si spiega – è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra”.</p>



<p>La rottura arriva al termine di mesi complessi nei rapporti tra la direttrice e il teatro, segnati da tensioni e polemiche. A pesare, in particolare, sarebbero state alcune recenti esternazioni considerate dalla Fondazione non condivisibili nei contenuti e nei giudizi espressi.</p>



<p>Secondo quanto sottolineato nella nota, tali affermazioni risultano “incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d’Orchestra”.</p>



<p>La decisione chiude dunque ogni prospettiva di collaborazione futura tra la Fenice e Venezi, segnando un punto di svolta nei rapporti tra una delle principali istituzioni culturali italiane e la direttrice d’orchestra.</p>
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		<title>Durata del Governo, Meloni lanciata verso i record di Berlusconi. Fra pochi giorni supera il &#8220;B. IV&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 14:31:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Dimenticate i GP di Formula 1 o le partite di calcio decise al novantesimo.La politica italiana, da qualche tempo a questa parte, somiglia sempre più a una tappa d’alta quota del Giro d’Italia.Ed in sella alla sua bicicletta,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Umberto Baldo</p>



<p>Dimenticate i GP di Formula 1 o le partite di calcio decise al novantesimo.<br>La politica italiana, da qualche tempo a questa parte, somiglia sempre più a una tappa d’alta quota del Giro d’Italia.<br>Ed in sella alla sua bicicletta, Giorgia Meloni sta pedalando con un rapporto che nessuno, all’inizio della corsa, nell’ottobre 2022, pensava potesse reggere così a lungo.<br>Siamo ad aprile 2026 e la Premier ha già staccato il gruppo.<br>Con 1280 giorni maturati a Palazzo Chigi ha superato i &#8220;passi&#8221; più impegnativi, lasciandosi alle spalle scalatori storici come Renzi (1.024 giorni) e Craxi (1.093 giorni).<br>Ora, davanti a lei, restano solo le vette innevate del &#8220;Cavaliere&#8221;.<br>Il primo traguardo volante è ormai questione di pochi giorni<br>Il Berlusconi IV (quello del 2008-2011 – 1.287 giorni) è lì, a poche pedalate (tradotto in giorni parliamo di 7 giorni).<br>Superarlo significherebbe prendersi la medaglia d’argento della longevità repubblicana.<br>Ma la vera sfida, quella che trasforma un corridore in leggenda, è il record assoluto del Berlusconi II: 1.412 giorni di resistenza eroica tra il 2001 e il 2005.<br>Per batterlo, la Meloni deve tenere i nervi saldi e i polpacci duri per altri 150 giorni circa.<br>La strada è ancora in salita, ma il ritmo è costante.<br>Come in ogni corsa che si rispetti, il successo dipende anche dalla squadra.<br>I suoi gregari di coalizione ogni tanto tentano una fuga solitaria per prendersi un po’ di visibilità sotto lo striscione del traguardo, ma finora la &#8220;Capitana&#8221; è riuscita a richiamarli nei ranghi, evitando cadute di gruppo che potrebbero compromettere la corsa.<br>Le opposizioni, invece, sembrano rimaste attardate sul primo tornante, divise su quale scia seguire e incapaci di organizzare un &#8220;treno&#8221; per tentare il recupero.<br>Arrivare ad agosto 2026 ancora in sella significherebbe non solo battere il record, ma riscrivere la geografia del potere italiano.<br>Se la Meloni non incappa in una &#8220;foratura&#8221; imprevista, o in un improvviso &#8220;fuori tempo massimo&#8221; parlamentare, lo sprint finale sul traguardo di Silvio sembra ormai lanciato.<br>Resta da vedere se, una volta tagliato il nastro dei 1.412 giorni, deciderà di continuare a pedalare per doppiare tutti o se si godrà il podio.<br>Una cosa è certa: nel &#8220;Tour della Repubblica&#8221;, Giorgia ha smesso di essere una sorpresa per diventare la Maglia Rosa da battere.<br>E chissà se il Cavaliere, dall&#8217;ammiraglia in cielo, osserva divertito questo scatto finale.<br>Umberto Baldo</p>
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		<item>
		<title>Decreto Sicurezza 2026, cosa prevede davvero: tutte le misure nel dettaglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 14:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’approvazione definitiva alla Camera del 24 aprile 2026, il decreto Sicurezza (Dl n. 23/2026) diventa legge introducendo un pacchetto ampio di interventi su ordine pubblico, immigrazione, reati urbani e poteri delle forze dell’ordine. Un provvedimento composto da oltre 30<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Con l’approvazione definitiva alla Camera del 24 aprile 2026, il decreto Sicurezza (Dl n. 23/2026) diventa legge introducendo un pacchetto ampio di interventi su ordine pubblico, immigrazione, reati urbani e poteri delle forze dell’ordine. Un provvedimento composto da oltre 30 articoli, che interviene in modo trasversale su diversi ambiti della sicurezza.</p>



<p>Ecco nel dettaglio le principali novità.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Più poteri a prefetti e questori</h2>



<p>Il decreto rafforza gli strumenti di prevenzione sul territorio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>i <strong>prefetti possono individuare zone urbane a rischio</strong> e applicare misure restrittive</li>



<li>viene ampliato il <strong>Daspo urbano</strong>, con divieti di accesso per soggetti ritenuti pericolosi o recidivi</li>



<li>i <strong>questori ottengono maggiori poteri di intervento preventivo</strong></li>
</ul>



<p>L’obiettivo è intervenire prima che si verifichino situazioni di degrado o criminalità diffusa.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Stretta su armi e oggetti pericolosi</h2>



<p>Una parte centrale riguarda la prevenzione della violenza, soprattutto giovanile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>introdotto il <strong>reato di porto di armi o oggetti con lama senza giustificato motivo</strong>, punito fino a 3 anni di carcere</li>



<li><strong>divieto di vendita ai minori</strong> di strumenti da taglio, con sanzioni aggravate per chi viola la norma</li>



<li>sanzioni fino a 1.000 euro anche per i <strong>genitori di minori coinvolti in reati con armi</strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Nuove norme su manifestazioni e ordine pubblico</h2>



<p>Il decreto interviene anche sulla gestione delle proteste:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>possibilità per la polizia di <strong>trattenere fino a 12 ore persone ritenute potenzialmente pericolose</strong> prima di manifestazioni</li>



<li>estensione dell’<strong>arresto in flagranza differita</strong> per reati commessi durante cortei (come danneggiamenti)</li>



<li>pene più severe per chi compie violenze o disordini in contesti pubblici</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Più tutela per le forze dell’ordine</h2>



<p>Sono introdotte misure che rafforzano la protezione giuridica degli agenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>possibilità per il pubblico ministero di <strong>non iscrivere nel registro degli indagati</strong> chi ha agito in presenza di una causa di giustificazione (ad esempio uso legittimo della forza)</li>



<li>ampliamento dei casi di arresto per reati contro personale pubblico, come insegnanti o operatori ferroviari</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Nuovi reati e pene più severe</h2>



<p>Il decreto amplia l’area penale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>introdotta una nuova forma di <strong>furto con destrezza perseguibile d’ufficio</strong> quando riguarda documenti, carte di pagamento o dispositivi elettronici</li>



<li>in generale, aumento delle fattispecie di reato e irrigidimento delle sanzioni, con maggiore ricorso al carcere</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza urbana e videosorveglianza</h2>



<p>Tra gli strumenti operativi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>potenziamento dei sistemi di <strong>videosorveglianza nelle città</strong></li>



<li>interventi contro <strong>spaccio, borseggi e rapine</strong>, con focus sulle aree urbane più critiche</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Immigrazione e rimpatri</h2>



<p>Il decreto contiene misure anche sul fronte migratorio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rafforzamento dei <strong>rimpatri volontari assistiti</strong></li>



<li>introduzione (poi modificata dal decreto correttivo) di un incentivo economico per l’assistenza legale ai migranti</li>



<li>revisione delle procedure con maggiore ruolo del Ministero dell’Interno nella gestione operativa</li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivo generale del provvedimento</h2>



<p>Nel suo complesso, il decreto punta a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>prevenire la criminalità diffusa</strong>, soprattutto giovanile</li>



<li>rafforzare il controllo del territorio</li>



<li>aumentare la capacità di intervento delle forze di polizia</li>



<li>rendere più rapide ed efficaci le risposte penali</li>
</ul>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>TAV a Vicenza Est, Rucco rompe il silenzio: “Basta rinvii, il sindaco scelga ora”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 13:35:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema dell’alta velocità torna al centro del dibattito cittadino con una lettera aperta firmata da Francesco Rucco, oggi vicepresidente del Consiglio regionale ed ex sindaco di Vicenza. Un intervento diretto, che punta il dito contro quello che definisce un<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Il tema dell’alta velocità torna al centro del dibattito cittadino con una lettera aperta firmata da Francesco Rucco, oggi vicepresidente del Consiglio regionale ed ex sindaco di Vicenza. Un intervento diretto, che punta il dito contro quello che definisce un “silenzio non più sostenibile” sulla realizzazione della TAV Vicenza zona est.</p>



<p>Nel testo, Rucco evita di riaprire le polemiche del passato, ma richiama con forza l’urgenza di una decisione chiara. Secondo l’ex primo cittadino, i residenti della zona est vivono da troppo tempo in una condizione di incertezza: mancanza di un progetto definitivo condiviso, dubbi su tracciati e impatti, timori legati a espropri e demolizioni. Una situazione che, sottolinea, sta paralizzando il mercato immobiliare e bloccando scelte di vita fondamentali per molte famiglie.</p>



<p>Il punto, per Rucco, non è più se l’alta velocità passerà da Vicenza, ma come. Ed è su questo “come” che si gioca il futuro urbanistico e sociale della città. La critica più netta riguarda le ipotesi di tracciato in superficie o semi-interrato, considerate soluzioni ad alto impatto: barriere fisiche tra quartieri, aumento di rumore e degrado visivo, perdita di valore degli immobili.</p>



<p>Di contro, Rucco rilancia con decisione l’opzione della galleria lunga. Una scelta che comporterebbe anni complessi di cantieri e disagi, ma che – a suo giudizio – garantirebbe benefici duraturi: ricucitura urbana, riduzione dell’inquinamento acustico, tutela del valore delle abitazioni e possibilità di riqualificare gli spazi in superficie. In altre parole, una visione di lungo periodo contrapposta a soluzioni più rapide ma penalizzanti.</p>



<p>Non manca il richiamo politico. Rucco ricorda come la preferenza per la galleria lunga fosse già stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale nel 2022, evidenziando una continuità istituzionale che, secondo lui, dovrebbe tradursi oggi in una scelta concreta.</p>



<p>Il passaggio più incisivo è però quello rivolto all’attuale amministrazione: la responsabilità della decisione, scrive, spetta al Comune e in particolare al sindaco. Un invito esplicito a non rimandare ulteriormente, con un riferimento neanche troppo velato al rischio che i tempi della politica – e delle future elezioni – possano influenzare una scelta strategica per la città.</p>



<p>Rucco, pur garantendo sostegno a una decisione presa “nell’interesse di Vicenza”, avverte: non scegliere sarebbe l’opzione peggiore. Significherebbe lasciare il destino della città a soggetti esterni, guidati da logiche tecniche ed economiche più che dalla qualità della vita dei cittadini.</p>



<p>La lettera si chiude con una promessa di “pressione seria e responsabile” affinché si arrivi rapidamente a una decisione. Perché, conclude, Vicenza non può restare sospesa: i cittadini hanno diritto a certezze e a poter pianificare il proprio futuro.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vicenza &#8211; Luisetto e Dal Pra Caputo (PD) a San Silvestro: “Basta attese, restiamo qui finché non partono i lavori dello studentato”</title>
		<link>https://www.tviweb.it/vicenza-luisetto-e-dal-pra-caputo-pd-a-san-silvestro-basta-attese-restiamo-qui-finche-non-partono-i-lavori-dello-studentato/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 13:32:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo presidio davanti allo studentato di San Silvestro a Vicenza. Il consigliere comunale Stefano Dal Pra Caputo e la consigliera regionale Chiara Luisetto sono tornati sul posto, mantenendo l’impegno assunto nelle scorse settimane: monitorare da vicino la situazione fino all’avvio<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Nuovo presidio davanti allo studentato di San Silvestro a Vicenza. Il consigliere comunale Stefano Dal Pra Caputo e la consigliera regionale Chiara Luisetto sono tornati sul posto, mantenendo l’impegno assunto nelle scorse settimane: monitorare da vicino la situazione fino all’avvio concreto dei lavori.</p>



<p>“Come avevamo promesso, siamo tornati di fronte allo studentato e continueremo a farlo – dichiarano – finché non vedremo partire il progetto esecutivo e l’avvio concreto dei cantieri. Non si tratta di una presenza simbolica, ma della volontà di seguire passo dopo passo un intervento che la città attende da troppo tempo”.</p>



<p>I due esponenti del Partito Democratico sottolineano la necessità di un cambio di ritmo: “È necessario un cambio di passo. In questi anni si sono susseguiti annunci, aggiornamenti e rassicurazioni, ma il risultato è che lo studentato è ancora chiuso. Questo non è più accettabile per Vicenza e per i suoi studenti. La Regione ha dichiarato che verranno rispettati i tempi. Prendiamo atto di queste rassicurazioni, ma proprio perché negli anni gli annunci sono stati molti, riteniamo indispensabile passare a una fase di verifica concreta. Finché non vedremo l’avvio effettivo dei lavori, continueremo a mantenere alta l’attenzione, con una presenza costante e con iniziative nelle sedi istituzionali”.</p>



<p>Sul fronte politico, l’azione proseguirà anche nelle sedi ufficiali: “Abbiamo già presentato interrogazioni e domande di attualità sul tema e continueremo a utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per monitorare l’andamento dell’intervento. Se necessario, siamo pronti ad avviare anche una raccolta firme per coinvolgere direttamente la cittadinanza e rafforzare la richiesta di sblocco dei lavori”.</p>



<p>Al centro della questione non c’è solo un edificio, ma un tema più ampio legato al futuro della città: “Non parliamo solo di un edificio. Parliamo della capacità della città di accogliere studenti, di essere attrattiva, di offrire opportunità. Oggi Vicenza conta oltre 5.000 universitari, ma senza un adeguato sistema di alloggi rischia di perdere competitività rispetto ad altri territori”.</p>
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		<title>25 Aprile. Corteo a tre piazze: se la Liberazione diventa un buffet</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 08:18:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Habemus spaccatura.Alla fine ce l’hanno fatta: sono riusciti a vivisezionare anche il 25 aprile.A forza di tirarla per la giacchetta, gli estremisti di ogni risma hanno ridotto la data più sacra del calendario civile a un origami mal<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>Habemus spaccatura.<br>Alla fine ce l’hanno fatta: sono riusciti a vivisezionare anche il 25 aprile.<br>A forza di tirarla per la giacchetta, gli estremisti di ogni risma hanno ridotto la data più sacra del calendario civile a un origami mal riuscito.<br>Quella che doveva essere la festa della Resistenza e della vittoria sul Fascismo è diventata una sorta di &#8220;buffet delle rivendicazioni&#8221;, dove ognuno si serve il pezzo di storia che più gli aggrada.<br>A Milano domani non si festeggia la Liberazione, si gioca a “Abbiamo tre opzioni”, come nei peggiori pacchetti vacanze:<br>L&#8217;Opzione &#8220;Vintage&#8221;: Il corteo tradizionale verso Piazza Duomo. C’è l’Anpi, c’è il sindaco Beppe Sala e c’è quel pizzico di egemonia di sinistra che ormai fa parte dell&#8217;arredamento.<br>L&#8217;Opzione &#8220;Alternativa chic&#8221;: Il &#8220;Coordinamento per la Pace&#8221; si ferma in Piazza San Fedele. Loro si distinguono per non essere &#8220;ambigui&#8221; verso l&#8217;UE guerrafondaia. In pratica, festeggiano la pace facendo la guerra al resto del corteo.<br>L&#8217;Opzione &#8220;Fuori Tema&#8221;: Lo spezzone palestinese diretto in Piazza Fontana. Perché, chiaramente, se non si parla di Gaza tra una &#8220;Bella Ciao&#8221; e l&#8217;altra, pare brutto.<br>Abbiamo avuto un delizioso antipasto lunedì scorso: Giorgio Cremaschi ed un gruppo di &#8220;studenti&#8221; (categorie che ormai sembrano professioni a vita) hanno assediato Palazzo Marino.<br>Il reato del sindaco Sala? Non aver rotto il gemellaggio con Tel Aviv, che per inciso è la città più progressista ed anti-Netanyahu d&#8217;Israele. Risultato: aula consiliare occupata dai Verdi &#8220;pro Pal&#8221; e buonanotte ai suonatori.<br>La frattura è ormai un canyon alimentato dall&#8217;ossessione anti-israeliana dei &#8220;pacifisti&#8221; a senso unico.<br>Questa gente non tollera la presenza della Brigata Ebraica, ovvero quelli che i nazisti li hanno combattuti davvero (inquadrati nell’esercito britannico, per chi avesse saltato le lezioni di storia). Per fortuna ci sono le forze dell&#8217;ordine e i City Angels a evitare che i &#8220;tolleranti&#8221; caccino a pedate chi ha effettivamente contribuito alla Liberazione.<br>Ma il capolavoro del &#8220;Coordinamento&#8221; è voler far parlare un esponente palestinese dal palco.<br>Per carità, liberi tutti, ma forse qualcuno dovrebbe regalargli un sussidiario.<br>Se la memoria non mi inganna, durante la Seconda Guerra Mondiale, il palestinese Gran Muftì di Gerusalemme, Amin al-Husseini, non era esattamente impegnato a scrivere &#8220;Bella Ciao&#8221;. Era a Berlino, a bersi il tè con Hitler, reclutando musulmani per le Waffen-SS.<br>Non proprio il curriculum ideale per una festa che celebra la sconfitta del nazifascismo, non trovate?<br>Dopo 80 anni, siamo punto e a capo.<br>Non solo non abbiamo sanato la ferita tra chi stava con i partigiani e chi con Salò, ma ne abbiamo aggiunte di nuove che con la nostra storia c’entrano come i cavoli a merenda.<br>Veder sventolare le bandiere palestinesi accanto al tricolore repubblicano lascia un dubbio amletico: stiamo celebrando la fine dell&#8217;oppressione in Italia o stiamo importando conflitti altrui per dare un senso a un pomeriggio di aprile?<br>Alla fine, il 25 aprile l&#8217;hanno distrutto: è diventato un self-service dell&#8217;indignazione, dove ognuno si serve il piatto di odio che preferisce; il giorno in cui ognuno si sente in diritto di essere il &#8220;partigiano&#8221; di qualcun altro, purché sia lontano e possibilmente molto divisivo.<br>Buona festa della Liberazione… o qualunque cosa abbiate deciso che sia domani.<br>Umberto Baldo</p>
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		<title>Arzignano, presentata la lista civica “Riccardo Masiero Sindaco”: presentati programma e candidati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:35:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è presentata ufficialmente la lista civica “Riccardo Masiero Sindaco”, una nuova realtà politica che vede il confluire del gruppo Ora Puoi, formazione civica di Arzignano vicina all’area del centrodestra. All’interno della lista trovano spazio anche ex consiglieri comunali della<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si è presentata ufficialmente la lista civica <strong>“Riccardo Masiero Sindaco”</strong>, una nuova realtà politica che vede il confluire del gruppo <strong>Ora Puoi</strong>, formazione civica di Arzignano vicina all’area del centrodestra.</p>



<p>All’interno della lista trovano spazio anche ex consiglieri comunali della precedente amministrazione di maggioranza, affiancati da esponenti della società civile arzignanese, con un forte legame con il mondo delle associazioni giovanili e del volontariato.</p>



<p>“La lista Riccardo Masiero Sindaco – si legge nel comunicato – nasce dalla volontà principale di riunire soggetti di ogni fascia di età per dare voce a tutta la cittadinanza di Arzignano e per interpretare le varie istanze che provengono dal territorio, rappresentando quindi le frazioni e i quartieri della città”.</p>



<p>Tra i candidati figurano anche persone che hanno già ricoperto il ruolo di consigliere comunale: <strong>Roberta Refosco, Marianna Carulli, Silvia De Cao, Marco Cazzavillan e Michele Carlotto</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La lista completa dei candidati</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Oscar Marzotto</li>



<li>Marianna Carulli</li>



<li>Silvia De Cao</li>



<li>Roberta Refosco</li>



<li>Marco Cazzavillan</li>



<li>Lara Tonin</li>



<li>Christian Frighetto</li>



<li>Renato Dalla Valle</li>



<li>Valeria Dal Lago</li>



<li>Alberto Biasi</li>



<li>Luca Balsemin</li>



<li>Giacomo Cisco</li>



<li>Letizia Savegnago</li>



<li>Luca Dal Molin</li>



<li>Federica Sartori</li>



<li>Michele Carlotto</li>
</ul>



<p>Il comunicato prosegue sottolineando come “il progetto proposto dal candidato sindaco Riccardo Masiero ha colto il favore di tutti per lo spirito di condivisione e confronto, mettendo in evidenza un metodo diverso di approccio alle necessità di Arzignano”.</p>



<p>Il programma elettorale affronta diverse tematiche: tra queste, il collegamento nell’area della rotatoria di San Rocco con via Tiepolo tramite una pista ciclopedonale con relativa illuminazione, e la realizzazione di un collegamento pedonale tra il McDonald&#8217;s e il centro città, anch’esso con possibilità di illuminazione lungo tutto il percorso.</p>



<p>Tra gli altri punti figurano la conferma del sistema di asfaltature notturne per le arterie viabilistiche più trafficate, il rispetto della storicità delle vie più antiche, la realizzazione di parchi giochi inclusivi con giostre e strutture per persone con disabilità, e l’eliminazione delle barriere architettoniche. È inoltre prevista la possibilità di introdurre un bilancio comunale partecipato.</p>



<p>Grande attenzione anche ai giovani, che dovranno essere protagonisti delle attività cittadine e di nuovi eventi: tra le proposte anche la rimodulazione del format del “Mercoledì By Night” in “Venerdì By Night”. Infine, l’obiettivo di un Comune più “smart”, con l’introduzione di totem per la prenotazione degli appuntamenti in municipio e per l’accesso rapido a informazioni e documenti utili ai cittadini.</p>



<p>Nelle settimane di maggio che precedono il voto, la lista “Riccardo Masiero Sindaco” visiterà le varie frazioni del territorio di Arzignano per presentare il programma alla cittadinanza e raccogliere ulteriori suggerimenti e proposte.</p>



<p></p>
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		<title>Upi Veneto: Andrea Nardin eletto vicepresidente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[andre nardin]]></category>
		<category><![CDATA[upi veneto]]></category>
		<category><![CDATA[vicepresidente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Provincia di Vicenza rafforza il proprio ruolo nel coordinamento regionale. Nel corso del direttivo dell’Unione Province del Veneto (UPI Veneto) svoltosi oggi nella sede della Provincia di Padova, il presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin, è stato eletto all’unanimità vicepresidente<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p>La Provincia di Vicenza rafforza il proprio ruolo nel coordinamento regionale. Nel corso del direttivo dell’Unione Province del Veneto (UPI Veneto) svoltosi oggi nella sede della Provincia di Padova, il presidente della Provincia di Vicenza, <strong>Andrea Nardin</strong>, è stato eletto all’unanimità <strong>vicepresidente di UPI Veneto</strong>.</p>



<p><a></a>L’elezione di Nardin avviene contestualmente alla nomina di&nbsp;<strong>Flavio Pasini</strong>&nbsp;(presidente della Provincia di Verona) come nuovo presidente dell’Associazione regionale. Il nuovo assetto di vertice guiderà le Province venete verso l&#8217;Assemblea nazionale in programma a Roma il prossimo 13 maggio.</p>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Difesa del suolo e competenze: il confronto con la Regione</strong></h4>



<p><a></a>A precedere la nomina, i lavori del direttivo sono stati aperti da un incontro tecnico con l’assessore all’Ambiente della Regione Veneto&nbsp;<strong>Elisa Venturini</strong>. Al centro del dibattito, temi di stretta attualità per il territorio vicentino e veneto: la&nbsp;<strong>difesa del suolo</strong>&nbsp;e la ridefinizione delle competenze provinciali.</p>



<p><a></a>In questa sede, UPI Veneto ha proposto l&#8217;istituzione di&nbsp;<strong>tavoli di confronto periodici</strong>&nbsp;tra Regione, Province e Città Metropolitana, estesi agli organi competenti per la tutela ambientale e la qualità dell’aria. L&#8217;obiettivo è creare una struttura stabile di coordinamento per rispondere con efficacia alle emergenze ambientali e alle diverse casistiche territoriali.</p>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Le dichiarazioni di Andrea Nardin</strong></h4>



<p><a></a><a></a>“<em>Desidero ringraziare i colleghi per la fiducia accordata e confermare la mia piena disponibilità a collaborare in modo costruttivo,”</em>&nbsp;ha dichiarato il neo vicepresidente&nbsp;<strong>Andrea Nardin</strong>. “<em>UPI Veneto rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il coordinamento tra enti e per la rappresentanza delle istanze dei territori: insieme al Presidente Pasini, lavoreremo per affrontare con efficacia le priorità amministrative e sostenere lo sviluppo equilibrato delle nostre comunità”</em>.</p>



<p><a></a>Il neo presidente Flavio Pasini ha inoltre auspicato una prossima e urgente&nbsp;<strong>revisione della legge 56/2014</strong>, per garantire un maggior riconoscimento al ruolo di coordinamento intermedio svolto dalle Province.</p>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>I presenti al direttivo</strong></h4>



<p><a></a>All&#8217;incontro di oggi hanno partecipato, oltre a Nardin e Pasini, i vertici delle amministrazioni provinciali del Veneto: Daniele Canella (vicepresidente Padova), Marco Staunovo Polacco (presidente Belluno), Marco Donadel (presidente Treviso), Enrico Ferrarese (presidente Rovigo), Michele Fratino (segretario generale Città Metropolitana di Venezia) e il direttore di UPI Veneto Carlo Rapicavoli.</p>
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		<title>Il voto in Ungheria cambia l’Europa: Trump, Putin, tutti in campo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 09:42:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Istruzioni per l’uso: capire le elezioni ungheresi senza perdere la bussola Se vi state chiedendo perché, per una volta, non sentite la solita grancassa entusiasta della sinistra europea, e di quella italica in particolare, la risposta è semplice: l’avversario di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Istruzioni per l’uso: capire le elezioni ungheresi senza perdere la bussola</p>



<p>Se vi state chiedendo perché, per una volta, non sentite la solita grancassa entusiasta della sinistra europea, e di quella italica in particolare, la risposta è semplice: l’avversario di Orbán non è “dei loro”.<br>Già questo manda in tilt parecchi riflessi condizionati.<br>Il protagonista della partita è Péter Magyar, e la prima cosa da sapere è che non arriva da qualche circolo rivoluzionario, ma direttamente dal sistema costruito da Viktor Orbán.<br>Uno che conosce la casa, le stanze, e probabilmente anche dove stanno nascosti i cassetti più delicati.<br>Ha circa 45 anni, avvocato, cresciuto vicino al partito di governo (Fidesz), quindi non è un outsider “puro”.<br>Nel 2024 rompe clamorosamente con Orbán denunciando corruzione e degenerazione del sistema; fonda il suo partito, Tisza, che in pochissimo tempo diventa il punto di riferimento dell’opposizione (tanto che molti piccoli Partiti non si sono presentati per non creargli problemi).<br>Credo vi sia chiaro adesso che Magyar è un conservatore.<br>Non vuole cambiare l’Ungheria in un laboratorio progressista, non sogna bandiere arcobaleno su ogni edificio pubblico, e non ha nessuna intenzione di fare il paladino di battaglie ideologiche da salotto.<br>Ed è proprio questo il punto: parla allo stesso elettorato di Orbán, invece di parlare solo alla sinistra.<br>La differenza, però, sta nel come.<br>Dopo anni dentro il sistema, Magyar ha rotto denunciando corruzione e concentrazione di potere.<br>In pratica, non contesta tanto la linea politica in sé, quanto il modo in cui è stata gestita: meno Stato-partito, più regole normali.<br>Che, detta così, sembra banale. Ma in politica spesso le cose più banali sono anche le più sovversive.<br>Sul fronte europeo il contrasto è ancora più chiaro.<br>Orbán ha costruito la sua forza su un rapporto conflittuale con Bruxelles: dentro l’Unione, ma sempre con il piede sul freno e la mano pronta allo strappo.<br>Magyar, invece, non vuole fare guerre quotidiane con Bruxelles; meglio vuole riportare l’Ungheria dentro il gioco europeo<br>Non per amore romantico dell’UE, ma per una ragione più terra terra: stare nel gioco conviene, in un momento in cui l&#8217;Ungheria ha miliardi di euro congelati da Bruxelles per questioni di Stato di diritto, il messaggio di Magyar (&#8220;torniamo in gioco per non restare poveri e isolati&#8221;) è molto più potente di qualsiasi manifesto federalista.<br>Traduzione per uso domestico:<br>Magyar non è un liberale “alla francese” o un progressista da salotto europeo.<br>È più corretto definirlo un conservatore pragmatico filo-europeo.<br>Orbán è il sovranista combattivo che negozia a colpi di scontro e di “veti”.<br>Ecco perché questa elezione è diversa dalle precedenti.<br>Non è la solita sfida tra destra e sinistra, con copioni già scritti e tifo organizzato.<br>È una partita interna al campo conservatore, tra chi ha costruito un sistema di potere molto solido e chi, venendone dall’interno, prova a smontarlo pezzo per pezzo.<br>In questi casi, il risultato è meno prevedibile del solito.<br>Ed è proprio questo che rende la faccenda interessante: per una volta, Orbán non gioca da solo.<br>Che poi sia anche costretto a fare una vera campagna elettorale, dopo anni di dominio incontrastato, è un piccolo dettaglio.<br>Ma, si sa, sono spesso i dettagli a cambiare la storia.<br>Stasera vedremo come la pensano gli ungheresi!</p>
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		<title>Dazi su acciaio e alluminio. Zaia: &#8220;Una bomba sull&#8217;export veneto&#8221;. Ma Salvini non è un sostenitore di Trump?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 13:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono ore di forte preoccupazione per le imprese del Veneto dopo l’entrata in vigore, dal 6 aprile, dei nuovi dazi statunitensi su acciaio e alluminio. A lanciare l’allarme è il presidente della Regione, Luca Zaia, che parla di effetti “pesantissimi”<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Sono ore di forte preoccupazione per le imprese del Veneto dopo l’entrata in vigore, dal 6 aprile, dei nuovi dazi statunitensi su acciaio e alluminio. A lanciare l’allarme è il presidente della Regione, Luca Zaia, che parla di effetti “pesantissimi” già visibili: ordini cancellati, commesse ferme e un rischio concreto di ricadute occupazionali, tra cassa integrazione e possibili licenziamenti.</p>



<p>Il governatore sottolinea come il vero elemento di svolta sia il nuovo metodo di calcolo dei dazi, ora applicati sull’intero valore del prodotto finito e non più solo sulla materia prima. Un cambiamento che, nei fatti, può triplicare il peso fiscale sulle esportazioni, rendendo insostenibili molte forniture verso gli Stati Uniti e bloccando trattative già avviate.</p>



<p>In questo scenario si inserisce anche il quadro politico nazionale. Matteo Salvini, segretario della Lega – lo stesso partito di Zaia – ha più volte espresso negli anni un sostegno convinto a Donald Trump, condividendone l’impostazione su commercio e protezionismo. Una linea politica che oggi si confronta con le conseguenze dirette delle scelte americane proprio su uno dei territori più esportatori d’Italia. </p>



<p>Viene spontaneo chiedersi, ancora una volta, quale sia il reale spazio di Luca Zaia all’interno di un partito che spesso imbocca strade lontane dalle sue posizioni, orientate a un sovranismo rigido che rischia di rivelarsi controproducente—anche perché, per sua natura, il sovranismo altrui finisce per scontrarsi con il proprio. Un’impostazione diversa da quella mostrata negli anni dal governatore veneto, che si è distinto per un approccio più pragmatico, razionale e complessivamente moderato sul piano ideologico.</p>



<p>Zaia evidenzia come molte aziende venete, in alcuni casi fortemente dipendenti dal mercato statunitense fino all’80% della produzione, si trovino improvvisamente senza sbocchi. “Non è allarmismo – spiega – ma ciò che le imprese stanno segnalando in queste ore: commesse congelate e clienti che si fermano davanti a un aumento dei costi insostenibile”.</p>



<p>Il rischio, conclude il presidente, è che la crisi commerciale si traduca rapidamente in una crisi sociale: “Quando si fermano gli ordini, non si ferma solo una voce di bilancio. Per molte aziende significa aprire il capitolo della cassa integrazione e, nei casi più esposti, dei licenziamenti”. Da qui l’appello all’Europa affinché intervenga con rapidità, evitando però reazioni automatiche come controdazi che potrebbero aggravare ulteriormente la situazione.</p>
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		<title>Giovine (FdI): &#8220;Con finanziamenti da Soros a quali interessi rispondono Pd, Avs e +Europa?&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 15:12:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Chiedo un’informativa urgente al Governo, su quanto emerso durante la trasmissione Rai Far West che ha mostrato il risultato di un’inchiesta dalla quale emergono ingenti finanziamenti arrivati ad esponenti della sinistra italiana tramite una società no profit svedese legata alla<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>“Chiedo un’informativa urgente al Governo, su quanto emerso durante la trasmissione Rai Far West che ha mostrato il risultato di un’inchiesta dalla quale emergono ingenti finanziamenti arrivati ad esponenti della sinistra italiana tramite una società no profit svedese legata alla Open society di&nbsp;<mark>Soros</mark>&nbsp;attraverso l’associazione Agenda fondata da alcune esponenti Pd. Questi soldi, elargiti a partire dalle elezioni politiche del 2022 sono stati destinati a esponenti di Pd, Avs e +Europa a sostegno della loro attività politica. Ciò che lascia perplessi è sicuramente l’entità’, la modalità di erogazione, provenienza di questi finanziamenti ma sopratutto la ritrosia degli interessati a fare chiarezza. Giusto per fare qualche esempio: 77 mila sono stati destinati attraverso questa triangolazione alla deputata Pd Bakkali, oltre 300 mila euro sono stati garantiti a vari candidati di + Europa, 100 mila euro al deputato AVS Fratoianni, la senatrice Cucchi ha addirittura eluso con imbarazzo le domande sul finanziamento di 150 mila euro ricevuto,150 mila euro! Dai beneficiari imbarazzo e silenzio, viene da chiedersi a quali interessi fanno riferimento i parlamentari che hanno beneficiato di queste donazioni? Agli interessi dei cittadini italiani o all’ideologia immigrazionista di un miliardario straniero che da anni cerca attraverso attività speculativa di orientare le politiche delle nazioni soprattutto su modelli sociali e immigrazione? Chi fa politica in Italia deve rispondere solamente agli elettori italiani, all’interesse nazionale e alle istituzioni italiane non certo a centri di influenza finanziaria globale, per giunta verosimilmente opachi”. Lo ha dichiarato in aula alla Camera il deputato di Fratelli d’Italia Silvio Giovine.</p>
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		<title>Moschea a Mestre, la Lega rilancia la campagna: manifesti affissi tra Venezia e terraferma</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:17:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venezia – Entra nel vivo la campagna elettorale della Lega in vista delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026, con un’iniziativa che riporta al centro del dibattito il tema dei luoghi di culto islamici. Nella notte sono stati<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Venezia – Entra nel vivo la campagna elettorale della Lega in vista delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026, con un’iniziativa che riporta al centro del dibattito il tema dei luoghi di culto islamici.</p>



<p>Nella notte sono stati affissi circa 120 manifesti tra Venezia e Mestre con un messaggio contrario alla realizzazione di una moschea nell’area dell’ex segheria Rosso, in via Giustizia. L’azione, destinata a proseguire anche nei prossimi giorni, si inserisce nella strategia del partito guidato da Matteo Salvini, che sostiene la candidatura a sindaco di Simone Venturini.</p>



<p>A chiarire la posizione della Lega è il vicesindaco e segretario provinciale Sergio Vallotto, che sottolinea come l’iniziativa non sia rivolta contro una specifica comunità religiosa, ma riguardi il rispetto delle norme. “Venezia è da sempre una città aperta al dialogo tra culture e religioni diverse – spiega – ma è necessario che le regole vengano rispettate da tutti, senza eccezioni”.</p>



<p>Secondo il partito, la questione riguarda anche l’utilizzo di spazi non autorizzati come luoghi di preghiera. Vallotto richiama inoltre alcune decisioni amministrative e segnala la presenza, soprattutto nell’area di Mestre, di strutture che, pur nate con altre destinazioni d’uso, verrebbero impiegate per attività religiose.</p>



<p>Il tema si conferma quindi uno dei punti centrali della campagna elettorale in vista del voto di fine maggio.</p>
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		<title>Minacce alla deputata Romeo a Rovigo, identificato il responsabile: è un 55enne di Monselice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 13:26:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aggiornamento Sviluppi nelle indagini sul caso delle minacce rivolte alla deputata rodigina Nadia Romeo. Le forze dell’ordine hanno identificato l’uomo ritenuto responsabile dell’affissione di un cartello intimidatorio davanti alla sede della Cgil di Rovigo. Si tratta di un 55enne italiano,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Aggiornamento</p>



<p></p>



<p>Sviluppi nelle indagini sul caso delle minacce rivolte alla deputata rodigina <strong>Nadia Romeo</strong>. Le forze dell’ordine hanno identificato l’uomo ritenuto responsabile dell’affissione di un cartello intimidatorio davanti alla sede della Cgil di Rovigo.</p>



<p>Si tratta di un 55enne italiano, nato a Monselice, ora formalmente indagato. L’episodio risale alla tarda serata di giovedì 2 aprile, quando all’ingresso della sede sindacale di via Calatafimi era comparso un cartello con frasi offensive e minacciose nei confronti della parlamentare, accompagnate dal simbolo di CasaPound e da una croce celtica.</p>



<p>A seguito degli accertamenti, la Procura ha emesso già il sabato successivo un decreto di perquisizione e sequestro, eseguito dagli agenti della Digos della questura di Rovigo.</p>



<p>L’uomo dovrà ora rispondere delle accuse di minaccia e di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, con l’aggravante di aver agito con finalità di discriminazione o odio etnico, nazionale, razziale o religioso.</p>



<p>Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda.</p>



<p>+++</p>



<p>ROVIGO – Un episodio di forte tensione politica si è verificato nella notte a Rovigo, dove è comparso un messaggio intimidatorio rivolto alla deputata del Partito Democratico Nadia Romeo.</p>



<p>Il testo, scritto con pennarello nero su un foglio fissato con nastro adesivo all’esterno della sede della Cgil, conteneva frasi offensive e minacciose, tra cui l’invito a “guardarsi le spalle”. Accanto alla scritta erano presenti anche simboli riconducibili all’area dell’estrema destra, tra cui una croce celtica e il logo di CasaPound. Quanto accaduto è ora sotto indagine per verificare autori ed autenticità del messaggio.</p>



<p>A denunciare pubblicamente l’accaduto è stato il commissario del Pd di Rovigo, Matteo Favero, che ha definito il gesto “grave, vile e pericoloso”, esprimendo solidarietà alla parlamentare e alla comunità democratica locale, oltre che al sindacato. Secondo Favero, l’episodio evidenzia un clima preoccupante e richiama l’attenzione sul rispetto dei valori costituzionali.</p>



<p>La stessa Nadia Romeo è intervenuta sulla vicenda attraverso i social, collegando le minacce ricevute a un recente episodio avvenuto in Parlamento. La deputata ha ricordato di essere stata sospesa insieme ad altri colleghi per aver manifestato pacificamente leggendo articoli della Costituzione all’interno della Camera. Una protesta che, ha sottolineato, rifarebbe “senza esitazioni”.</p>



<p>Romeo ha poi condannato con fermezza quanto accaduto a Rovigo, parlando di un attacco che va oltre la dimensione personale e che coinvolge valori fondamentali della convivenza democratica. Nel suo intervento ha inoltre criticato il silenzio su episodi di questo tipo, ritenendolo pericoloso perché rischia di essere interpretato come una forma di tolleranza verso linguaggi e comportamenti basati su odio e intimidazione.</p>



<p>La deputata ha infine richiamato la necessità di non sottovalutare segnali di questo genere, ribadendo l’importanza di difendere i principi sanciti dalla Costituzione e di contrastare ogni forma di violenza verbale e simbolica.</p>



<p>Sull’accaduto potrebbero ora essere avviati accertamenti per individuare i responsabili del gesto.</p>



<p></p>
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		<title>Vicenza, maxi-rissa tra giovani in viale Roma: botta-risposta fra Rucco (FdI) e il PD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 13:23:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Momenti di tensione nella serata di sabato a Vicenza, dove attorno alle 22.30 si è verificata una rissa tra due gruppi di giovani in viale Roma, nei pressi del luna park pasquale. Secondo quanto ricostruito, i ragazzi si sono affrontati<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Momenti di tensione nella serata di sabato a Vicenza, dove attorno alle 22.30 si è verificata una rissa tra due gruppi di giovani in viale Roma, nei pressi del luna park pasquale. Secondo quanto ricostruito, i ragazzi si sono affrontati a calci e pugni davanti a numerosi presenti. Non risulterebbe alcun intervento immediato delle forze di polizia. </p>



<p>L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza in città, in particolare nell’area della stazione e di viale Roma, da tempo considerata sensibile soprattutto nelle ore serali e notturne. Risponde poi Giacomo Bez, capogruppo del PD in Consiglio comunale.</p>



<p>A intervenire con durezza è stato <strong>Francesco Rucco</strong>, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto ed esponente di Fratelli d’Italia, che ha definito l’accaduto “un fatto gravissimo che non può essere liquidato come un episodio isolato”. Secondo Rucco, si sarebbe trattato di una rissa che ha coinvolto una trentina di giovani, in prevalenza stranieri.</p>



<p>“Il dato più allarmante è che in quel momento non c’era nessuno: nessun controllo, nessuna presenza visibile. Questo è il fallimento di chi oggi amministra Vicenza”, ha dichiarato, sottolineando come da mesi venga segnalata la necessità di presidiare con maggiore attenzione l’area della stazione e viale Roma.</p>



<p>Rucco ha inoltre puntato il dito contro l’organizzazione dei controlli notturni, ritenuti insufficienti: “Il turno notturno della polizia locale deve essere rafforzato e reso pienamente operativo, in stretta collaborazione con le forze dell’ordine. È lì che si gioca la sicurezza reale dei cittadini”.</p>



<p>Non manca la critica diretta al sindaco <strong>Giacomo Possamai</strong>, accusato di “cercare alibi” e di non assumersi le proprie responsabilità. “La sicurezza urbana è prima di tutto competenza del Comune, e oggi questa responsabilità viene scaricata invece di essere esercitata”, ha aggiunto.</p>



<p>L’esponente di Fratelli d’Italia ha poi ricordato di aver presentato in Consiglio regionale un emendamento, approvato, per aumentare le risorse destinate alla sicurezza e alla polizia locale. “Gli strumenti iniziano ad esserci, ora il Comune deve fare la sua parte: servono più controlli, più presenza e più coordinamento, soprattutto di notte”.</p>



<p>L’episodio di sabato sera riporta così al centro dell’attenzione il tema della sicurezza urbana a Vicenza, con richieste di interventi immediati per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.</p>



<p><em><strong>La risposta di Giacomo Bez, capogruppo PD</strong></em></p>



<p>Quanto accaduto in viale Roma merita attenzione e una riflessione seria, senza semplificazioni.</p>



<p>Episodi come questo preoccupano e richiedono risposte concrete, non reazioni istintive. La sicurezza urbana è un tema complesso, che va affrontato con responsabilità e collaborazione tra istituzioni.</p>



<p>Ma davvero basta con questo atteggiamento.</p>



<p>Non è accettabile che ogni fatto venga immediatamente trasformato in uno strumento di polemica politica. Chi ha amministrato Vicenza negli anni scorsi sa bene che risse, accoltellamenti e situazioni di tensione c’erano anche durante l’epoca Rucco.</p>



<p>La sicurezza non si costruisce con dichiarazioni a effetto né con lo scaricabarile.</p>



<p>Il nodo vero resta quello che segnaliamo da tempo: mancano risorse e mancano uomini della Polizia di Stato sul territorio. I Comuni, da soli, non possono gestire fenomeni di questa complessità.</p>



<p>E allora le domande sono semplici: perché non arrivano rinforzi? Perché la Regione non interviene a sostegno delle città capoluogo?</p>



<p>Nessuno ha bisogno di polemiche sterili. Vicenza ha bisogno di serietà, di presenza dello Stato e di risposte concrete.</p>



<p>È su questo che continueremo a lavorare.</p>



<p><strong><em>Interviene anche il consigliere di maggioranza Massimo Bardin:</em></strong></p>



<p>&#8220;Una rissa tra ragazzini in centro storico &#8211; scrive &#8211; diventa per il consigliere Rucco l&#8217;ennesimo becero tentativo di addossare colpe e responsabilità all&#8217;amministrazione, quando la violenza tra i giovani dovrebbe stimolare gli adulti e la politica ad interrogarsi sulla situazione precaria in cui versa l&#8217; adolescenza. A chi parla di fallimento, non possiamo che ricordare quanto continui ad essere fallimentare questo tentativo di attaccarsi a tutto pur di attaccare l&#8217;amministrazione attuale. Un giochino del tutto risentito che non porta davvero a nulla, mentre la violenza tra i giovani è il sintomo preoccupante di una generazione che non vede prospettive future e che vive in un&#8217;epoca in cui la legge del più forte sembra essere legittimata a tutti i livelli&#8221;.</p>
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		<title>Lonigo, Fratelli d’Italia sostiene Giacomello: avviato un percorso condiviso per il centrodestra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 14:15:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSO VICENTINO - AREA BERICA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fratelli d’Italia ha ufficializzato il proprio sostegno alla candidatura a sindaco di Pierluigi Giacomello a Lonigo, in vista della prossima tornata elettorale amministrativa. La decisione è stata annunciata dall’onorevole Silvio Giovine, presidente provinciale del partito, sottolineando l’importanza di presentare un<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Fratelli d’Italia ha ufficializzato il proprio sostegno alla candidatura a sindaco di <strong>Pierluigi Giacomello</strong> a Lonigo, in vista della prossima tornata elettorale amministrativa. La decisione è stata annunciata dall’onorevole <strong>Silvio Giovine</strong>, presidente provinciale del partito, sottolineando l’importanza di presentare un fronte unito del centrodestra per il governo della città.</p>



<p>«In una tornata elettorale in cui riteniamo fondamentale compattare la coalizione evitando di consegnare comuni a una sinistra sempre più incline al dialogo con frange estreme, la scelta di sostenere Giacomello rappresenta la prospettiva migliore per garantire anche a Lonigo il buongoverno del centrodestra», ha dichiarato Giovine.</p>



<p>Il deputato ha evidenziato come la <strong>candidatura civica di Giacomello</strong> rappresenti un valore aggiunto, capace di coniugare diverse competenze, sensibilità e energie, all’interno di una visione condivisa per la città e i cittadini. «Accogliamo con favore la sua disponibilità a costruire un percorso politico-amministrativo unitario con il centrodestra, basato su contenuti chiari e priorità concrete del territorio», ha aggiunto Giovine.</p>



<p>Secondo Fratelli d’Italia, l’obiettivo è quello di <strong>costruire un progetto credibile e alternativo alla sinistra</strong>, con un’agenda condivisa che possa garantire continuità amministrativa e sviluppo per Lonigo. «Il nostro partito saprà portare idee, visione e radicamento sul territorio, contribuendo in maniera determinante al governo della città, nel solo interesse dei cittadini», ha concluso Giovine.</p>



<p>Con questo annuncio, si avvia dunque un percorso condiviso tra la lista civica di Giacomello e il centrodestra, con Fratelli d’Italia pronto a giocare un ruolo chiave nella campagna elettorale e nella gestione della città.</p>
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		<title>Ad Arzignano definita la coalizione per Masiero: ora si attendono gli altri. Che faranno Lega e Centrosinistra?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:45:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ad Arzignano sono stati ufficializzati i gruppi che sosterranno la candidatura a sindaco di Riccardo Masiero alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Dopo settimane di confronto, la coalizione è stata definita con l’obiettivo di equilibrare istanze e forze<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Ad Arzignano sono stati ufficializzati i gruppi che sosterranno la candidatura a sindaco di <strong>Riccardo Masiero</strong> alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Dopo settimane di confronto, la coalizione è stata definita con l’obiettivo di equilibrare istanze e forze politiche locali.</p>



<p>A supportare Masiero ci saranno:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Lista Masiero Sindaco – Ora Puoi</strong>, nata dall’accordo tra i sostenitori di Masiero e il movimento Ora Puoi;</li>



<li><strong>Assieme per Arzignano</strong>;</li>



<li><strong>Forza Italia</strong>;</li>



<li><strong>Fratelli d’Italia</strong>;</li>



<li><strong>Liga Veneta Repubblica</strong> </li>
</ul>



<p>«Siamo soddisfatti del grande interesse che si è creato attorno alla candidatura di Masiero», spiegano dalla coalizione, «un segnale chiaro del bisogno di un progetto condiviso per far crescere Arzignano, lontano da pressioni e interessi personalistici». Confermata, invece, l’assenza di <strong>Nova Repubblica – Resistere Veneto</strong> tra le liste della coalizione.</p>



<p>Ma la scena politica locale resta aperta: <strong>la Lega, che quindi non fa parte della coalizione, presenterà una propria lista? La risposta è scontata. Nella città che ha avuto come sindaco la leghista Alessia Bevilacqua negli ultimi due mandati e che l&#8217;ha eletta in Regione, certamente il Carroccio farà la propria mossa. Chi ne sarà il candidato? E il centrosinistra quali nomi metterà in campo? Fra i nomi che circolano (ma per ora si tratta solo di voci di corridoio) ci sono quelli di Enrico Marcigaglia per la Lega e Claudia Longhi o Luca Lazzaroni (PD) per il Centrosinistra.</strong></p>



<p>Le prossime settimane saranno decisive per capire come si completerà il quadro elettorale e quale sarà la competizione effettiva per la guida della città.</p>
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		<title>Rimpasto di governo, spunta il nome di Luca Zaia: ipotesi ingresso nell’esecutivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:05:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il risultato negativo al referendum e le recenti dimissioni che hanno scosso l’esecutivo, a Palazzo Chigi si apre una fase di valutazioni sul possibile riassetto della squadra di governo guidata da Giorgia Meloni. Al momento non ci sono decisioni<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Dopo il risultato negativo al referendum e le recenti dimissioni che hanno scosso l’esecutivo, a Palazzo Chigi si apre una fase di valutazioni sul possibile riassetto della squadra di governo guidata da Giorgia Meloni.</p>



<p>Al momento non ci sono decisioni ufficiali, ma tra le ipotesi che circolano con maggiore insistenza emerge anche quella di un possibile coinvolgimento di Luca Zaia in un eventuale rimpasto. Un’ipotesi che, secondo fonti politiche, potrebbe concretizzarsi solo nel caso di una revisione più ampia degli equilibri all’interno della maggioranza.</p>



<p>Il tema principale resta la sostituzione di Daniela Santanchè al ministero del Turismo. Tra i nomi in valutazione figura quello di Alessandra Priante, considerata una figura tecnica vicina al settore. Parallelamente si ragiona anche su nuovi assetti per altri dicasteri, in particolare quello della Giustizia, dopo l’uscita di scena di Andrea Delmastro.</p>



<p>Nel caso di un rimpasto più strutturato, l’eventuale ingresso di Zaia potrebbe avere ripercussioni sugli equilibri tra i partiti della coalizione, con possibili richieste di compensazione da parte degli alleati, in primis Matteo Salvini e Antonio Tajani.</p>



<p>Non mancano, inoltre, riflessioni su altri ministeri ritenuti sensibili, mentre resta sullo sfondo – ma al momento considerata poco probabile – l’ipotesi di elezioni anticipate. L’orientamento prevalente sembra infatti quello di proseguire fino al termine naturale della legislatura, evitando scossoni che potrebbero destabilizzare ulteriormente il quadro politico.</p>



<p>Nel frattempo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella segue con attenzione l’evolversi della situazione, in attesa delle eventuali decisioni della premier. Eventuali cambiamenti significativi nella composizione del governo potrebbero infatti aprire scenari istituzionali più complessi.</p>



<p>Per ora, dunque, si tratta di ipotesi e valutazioni ancora in corso, ma il nome di Zaia torna al centro del dibattito politico come possibile carta da giocare in una fase delicata per l’esecutivo.</p>
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		<title>Approvato emendamento che vieta le chiamate commerciali non richieste. Giovine (FdI): &#8220;Per tutelare consumatori&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:54:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma, 27 marzo 2026 – È stato approvato oggi durante l’esame del Dl Energia un emendamento presentato dall’onorevole Silvio Giovine (FdI) che introduce il divieto assoluto di contatti telefonici non richiesti (outbound) per la negoziazione o la conclusione di contratti<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Roma, 27 marzo 2026 – È stato approvato oggi durante l’esame del <strong>Dl Energia</strong> un emendamento presentato dall’onorevole <strong>Silvio Giovine (FdI)</strong> che introduce il <strong>divieto assoluto di contatti telefonici non richiesti (outbound)</strong> per la negoziazione o la conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas. La misura ha l’obiettivo di tutelare i consumatori e valorizzare le imprese che rispettano norme etiche e corrette pratiche commerciali.</p>



<p>Secondo Giovine, componente della Commissione Attività produttive alla Camera, “il canale di vendita outbound è percepito come invasivo e poco sicuro dai consumatori, che spesso denunciano attività di phishing e pratiche commerciali aggressive”.</p>



<p>L’emendamento prevede che ogni contatto telefonico commerciale debba essere effettuato tramite <strong>numeri univoci assegnati dall’AGCOM</strong>, così da identificare in maniera chiara l’operatore. In caso di violazioni, i cittadini potranno segnalare le chiamate al <strong>Garante per la Privacy</strong> e all’AGCOM, che potrà disporre la sospensione delle linee utilizzate dai professionisti non conformi.</p>



<p>“Con questa misura – aggiunge Giovine – poniamo un freno ai comportamenti scorretti, tutelando gli utenti e garantendo concorrenza leale nel settore energetico”. L’emendamento segna un passo avanti nella protezione dei consumatori italiani, rafforzando la trasparenza e la responsabilità degli operatori.</p>
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		<title>Vicenza, il M.I.S. raccoglie firme per la &#8216;remigrazione&#8217; in Piazza dei Signori</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:08:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo appuntamento in centro storico per il Movimento Italia Sociale (M.I.S.) Vicenza, che sabato 28 marzo porterà in piazza dei Signori la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla cosiddetta “Remigrazione”. Dopo una prima giornata organizzata<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Nuovo appuntamento in centro storico per il Movimento Italia Sociale (M.I.S.) Vicenza, che sabato 28 marzo porterà in piazza dei Signori la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla cosiddetta “Remigrazione”. Dopo una prima giornata organizzata lo scorso 14 febbraio nel quartiere San Felice, presso la sede del movimento, l’iniziativa si sposta ora nel cuore della città.</p>



<p>A darne notizia è il portavoce cittadino Gian Luca Deghenghi, che annuncia la presenza del banchetto al Bar Ciocco Lato, in Contrà del Monte. Grazie alla disponibilità della titolare dell’esercizio e alla presenza di un consigliere comunale in qualità di autenticatore, sarà possibile sottoscrivere la proposta dalle 10 alle 13:30.</p>



<p>Secondo il movimento, portare la raccolta firme nel centro storico rappresenta un modo per coinvolgere direttamente residenti e commercianti, descritti come particolarmente colpiti da fenomeni di degrado urbano e da episodi di criminalità come furti, rapine e aggressioni. Nel comunicato si sottolinea come tali dinamiche vengano ritenute dal M.I.S. connesse alla presenza di immigrati di prima e seconda generazione, tema su cui il movimento richiama anche l’attenzione dell’opinione pubblica e delle cronache locali.</p>



<p>Il M.I.S. evidenzia inoltre il rapido successo della raccolta firme digitale a sostegno della proposta, che avrebbe raggiunto le 50mila sottoscrizioni necessarie in meno di dodici ore. L’obiettivo dichiarato è ora quello di proseguire la raccolta anche sul territorio, per rafforzare il peso dell’iniziativa quando arriverà all’esame del Parlamento.</p>



<p>“Per cittadini ed esercenti del centro storico sostenere questa proposta è un atto concreto per ottenere risposte su sicurezza e vivibilità urbana”, afferma Deghenghi, che conclude auspicando una partecipazione numerosa alla giornata di sabato.</p>
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		<title>Arzignano, Noi Moderati conferma il sostegno a Riccardo Masiero per le elezioni amministrative</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:50:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[OVEST VICENTINO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In vista delle prossime elezioni amministrative del Comune di Arzignano, Noi Moderati conferma ufficialmente il proprio sostegno a Riccardo Masiero. A renderlo noto sono stati il Segretario provinciale Chiara Senni e il Coordinatore cittadino Luca Bazzan. Masiero, lo ricordiamo, ex<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>In vista delle prossime elezioni amministrative del Comune di Arzignano, <strong>Noi Moderati</strong> conferma ufficialmente il proprio sostegno a <strong>Riccardo Masiero</strong>. A renderlo noto sono stati il Segretario provinciale Chiara Senni e il Coordinatore cittadino Luca Bazzan. Masiero, lo ricordiamo, ex vicesindaco, è già sostenuto da Liga Veneta Repubblica, Lista Masiero Sindaco, Assieme per Arzignano, Fratelli d&#8217;Italia, Forza Italia, Ora Noi. A questo punto si attendono le mosse del Centrosinistra e della Lega (appoggerà Masiero? proporrà un proprio candidato che prenda l&#8217;eredità di Alessia Bevilacqua?).</p>



<p>Secondo il partito (Noi Moderati), la candidatura di Masiero rappresenta un equilibrio tra esperienza e visione strategica, capace di garantire una gestione solida ed efficace dell’amministrazione comunale. La decisione si inserisce in un percorso politico-amministrativo orientato alla continuità dell’azione di governo, con l’obiettivo di consolidare i risultati già raggiunti e promuovere al contempo un rinnovamento in grado di rispondere alle nuove esigenze della comunità locale.</p>



<p>Particolare attenzione, sottolinea Noi Moderati, sarà rivolta a temi chiave come <strong>lo sviluppo economico, il sostegno alle imprese e alle famiglie</strong>, e il rafforzamento della coesione sociale. Il partito si impegna a partecipare attivamente al progetto amministrativo, mettendo a disposizione competenze, responsabilità istituzionale e una visione improntata all’equilibrio e al pragmatismo, nel rispetto dei principi del buon governo e della partecipazione civica.</p>



<p>“Noi Moderati desidera concorrere alla costruzione di un percorso amministrativo serio e credibile, volto a garantire ad Arzignano prospettive di crescita, innovazione e qualità dell’azione pubblica”, si legge nel comunicato diffuso dalla segreteria provinciale di Vicenza.</p>



<p>Con questa conferma, il partito ribadisce la propria volontà di contribuire a un’amministrazione capace di affrontare le sfide della città con continuità, competenza e attenzione ai bisogni dei cittadini.</p>



<p></p>
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		<title>Dopo l’addio di Santanchè scatta il totonomi: chi guiderà il Turismo? E Zaia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:18:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giorgia Meloni incassa le dimissioni di Daniela Santanchè e si apre subito il “toto-nomi” per il ministero del Turismo. L’addio della ministra, ufficializzato con una lettera alla premier nella quale esprime “amarezza ma senso di responsabilità”, potrebbe essere seguito da<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Giorgia Meloni incassa le dimissioni di Daniela Santanchè e si apre subito il “toto-nomi” per il ministero del Turismo. L’addio della ministra, ufficializzato con una lettera alla premier nella quale esprime “amarezza ma senso di responsabilità”, potrebbe essere seguito da una sostituzione lampo già durante un prossimo Consiglio dei ministri o, in alternativa, da un breve interim affidato alla stessa Meloni.</p>



<p>Il passo indietro di Santanchè segue le dimissioni della sottosegretaria Andrea Delmastro e della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, aprendo un momento di ridefinizione interna per Fratelli d’Italia e il governo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I nomi in campo</h3>



<p>Tra i papabili alla successione emergono figure interne e manager del settore turistico. In pole position ci sono Gianluca Caramanna, deputato FdI siciliano e consulente della stessa Santanchè, Salvo Sallemi, senatore siciliano, e Costanzo Jannotti Pecci, imprenditore napoletano del turismo. Tutti e tre condividono il requisito meridionale, considerato strategico dopo la débâcle del referendum al Sud.</p>



<p>Sul tavolo ci sono anche profili tecnici ma di area politica: Elena Nembrini, bergamasca e attuale direttore generale dell’Enit, e Sandro Pappalardo, presidente di Ita. Meno percorribili sembrano le ipotesi di Luca Zaia o di Giovanni Malagò: il primo per non alterare l’equilibrio tra alleati, il secondo per la percezione di eccessiva esposizione mediatica.</p>



<p>Per quanto riguarda <strong>Luca Zaia</strong>, l&#8217;ex governatore del Veneto è considerato un candidato di peso: la sua lunga esperienza amministrativa, la conoscenza del territorio e la capacità di gestire settori complessi come il turismo e l’economia lo rendono un profilo autorevole e credibile. Tuttavia, l’ipotesi di affidargli il ministero del Turismo incontra ostacoli politici importanti: assegnare una casella di governo finora controllata da Fratelli d’Italia alla Lega rischierebbe di alterare gli equilibri nell’alleanza di centrodestra e generare malumori interni, rendendo improbabile una nomina immediata. Per questo motivo, pur apprezzato come candidato “tecnico-politico”, Zaia resta al momento più un nome di dibattito che una scelta concreta.</p>



<p> Altri nomi ventilati nelle scorse ore sono Lucio Malan e Salvo Sallemi.</p>



<p>Non è esclusa l’ipotesi che Meloni mantenga temporaneamente le deleghe al Turismo per un breve periodo, fino alla nomina definitiva, in modo da “raffreddare gli animi” e gestire con calma il passaggio di consegne.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La strategia politica dietro la scelta</h3>



<p>Fonti interne spiegano che il nuovo ministro dovrà rispondere a due esigenze: ricostruire consenso nel Sud e dare un segnale forte dopo la sconfitta al referendum. Puntare su un esponente meridionale, esperto di turismo, appare quindi una soluzione strategica per Fratelli d’Italia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Day after a via Arenula</h3>



<p>Al ministero della Giustizia, intanto, Vittorio Corasaniti e Anna Chiara Fasano assumono funzioni reggenti in attesa del nuovo capo di gabinetto, tra i nomi circolati figura Antonio Mura. Resta inoltre aperta la questione della successione di Delmastro al Dap, con possibile candidatura della deputata FdI Sara Kelany.</p>



<p>Il governo si trova così in una fase delicata, tra riorganizzazione interna e il tentativo di stabilizzare le deleghe chiave dopo una settimana di scossoni politici. Il totonomi continua e la scelta del nuovo ministro del Turismo potrebbe essere annunciata nelle prossime ore, segnando un primo passo verso la ricostruzione della squadra e il riequilibrio politico interno.</p>
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		<title>Vicenza &#8211; Monopattini e bike sharing sotto accusa: Colombara chiede più regole e sicurezza</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 08:59:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mobilità in sharing torna al centro del dibattito a Vicenza. Il consigliere comunale Raffaele Colombara ha presentato un’interpellanza per chiedere chiarimenti e interventi concreti su bike sharing e monopattini elettrici, sollevando dubbi sull’equilibrio tra sostenibilità, sicurezza e decoro urbano.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>La mobilità in sharing torna al centro del dibattito a Vicenza. Il consigliere comunale Raffaele Colombara ha presentato un’interpellanza per chiedere chiarimenti e interventi concreti su bike sharing e monopattini elettrici, sollevando dubbi sull’equilibrio tra sostenibilità, sicurezza e decoro urbano.</p>



<p>Negli ultimi anni questi servizi si sono diffusi come alternativa ecologica agli spostamenti tradizionali, ma – evidenzia Colombara – hanno mostrato anche criticità evidenti: mezzi abbandonati sui marciapiedi, davanti a passi carrabili, rampe per disabili o attraversamenti pedonali, con conseguenti rischi per la circolazione e l’accessibilità degli spazi pubblici, soprattutto per anziani, persone con disabilità e famiglie con passeggini.</p>



<p>Il tema diventa ancora più rilevante alla luce delle novità normative. Il 18 marzo 2026 è stato infatti pubblicato il decreto che introduce, dal 16 maggio, l’obbligo di targa e assicurazione per i monopattini elettrici, con sanzioni da 100 a 400 euro. Un cambiamento che potrebbe incidere profondamente sul modello “free-floating”, basato sull’utilizzo libero dei mezzi senza stalli fissi.</p>



<p>A Vicenza, inoltre, è già in corso una fase decisiva: con una determinazione del 31 luglio 2025 il Comune ha avviato la procedura per il nuovo affidamento del servizio di bike sharing per il periodo 2026–2029.</p>



<p>Nell’interpellanza, Colombara chiede al sindaco e alla giunta risposte puntuali su diversi aspetti: le tempistiche del nuovo servizio, la valutazione aggiornata delle criticità, le misure per contrastare l’abbandono dei mezzi e garantire la loro rapida rimozione, oltre alla possibilità di risalire agli utenti responsabili in caso di utilizzi irregolari.</p>



<p>Tra i punti centrali anche l’adeguamento alle nuove norme nazionali e l’eventuale introduzione di strumenti già adottati in altre città, come aree di parcheggio obbligatorie, limitazioni nelle zone sensibili e un rafforzamento dei controlli e delle sanzioni.</p>



<p>L’obiettivo, sottolinea il consigliere, è evitare che la mobilità in sharing si trasformi in un fattore di disordine urbano, garantendo invece un servizio efficiente e sicuro. Una sfida che passa da regole chiare, responsabilità degli utenti e una gestione più strutturata degli spazi pubblici.</p>
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		<title>Siotto (Nuova Arcugnano): &#8220;Una nuova visione per il territorio tra sport e comunità&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:23:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Arcugnano]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[simona siotto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Lo sport è comunità, educazione, inclusione. È un presidio sociale fondamentale, soprattutto per i giovani. Arcugnano ha le potenzialità per diventare un punto di riferimento sportivo e naturale: il nostro impegno è trasformare questa potenzialità in realtà.» È quanto dichiara<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p></p>



<p>«Lo sport è comunità, educazione, inclusione. È un presidio sociale fondamentale, soprattutto per i giovani. Arcugnano ha le potenzialità per diventare un punto di riferimento sportivo e naturale: il nostro impegno è trasformare questa potenzialità in realtà.»</p>



<p>È quanto dichiara</p>



<p><strong>Simona Siotto</strong>, candidata sindaco di Arcugnano per la lista <strong>&#8220;Nuova Arcugnano&#8221;</strong>, che presenta il programma sportivo del suo progetto civico.</p>



<p>«Il centro sportivo Stefano Dal Lago è uno spazio straordinario, che vogliamo rendere il cuore pulsante della vita sportiva del nostro Comune. Il primo passo concreto sarà completare e sistemare gli spogliatoi: un intervento atteso dalle associazioni, che restituirà dignità e funzionalità a una struttura di grande valore per tutta la comunità.»</p>



<p>«Accanto agli interventi sulle strutture, vogliamo costruire un sistema di manutenzione programmata degli impianti sportivi. Le nostre associazioni meritano spazi curati e un interlocutore comunale presente. Il rapporto con il mondo dello sport deve diventare una priorità stabile, non una risposta emergenziale.»</p>



<p>La candidata presenta poi una proposta ambiziosa:</p>



<p><em>«Sogno una maratona al Lago di Fimon. Arcugnano ha circa 42 chilometri di strade: esattamente la distanza di una maratona. Non è solo una suggestione: è l&#8217;esempio di come potremmo valorizzare il nostro territorio attraverso eventi sportivi capaci di attrarre visitatori, generare indotto economico e rafforzare il senso di appartenenza. Pensare in grande, partendo da ciò che abbiamo.»</em></p>



<p>«Con &#8220;Nuova Arcugnano&#8221; vogliamo dare allo sport la centralità che merita: più cura delle strutture, più programmazione, più collaborazione con le associazioni. Un Comune che investe nello sport investe nella propria comunità.»</p>
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		<title>Quattro anni dopo, il conto arriva alle urne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 08:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Finito il tempo delle proiezioni, delle percentuali ballerine e delle cautele lessicali, restano i numeri. Ed i numeri, a differenza delle interpretazioni, hanno il brutto vizio di non mentire. Il dato politico è semplice, quasi brutale nella sua<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>Finito il tempo delle proiezioni, delle percentuali ballerine e delle cautele lessicali, restano i numeri.</p>



<p>Ed i numeri, a differenza delle interpretazioni, hanno il brutto vizio di non mentire.</p>



<p>Il dato politico è semplice, quasi brutale nella sua chiarezza: al Referendum sulla giustizia ha vinto il NO.<br>Ma ridurre questo risultato ad una bocciatura tecnica di una riforma costituzionale sarebbe un errore, o peggio ancora una comoda autoassoluzione per chi ha perso.</p>



<p>Il voto del 23 marzo 2026 pesa molto di più.<br>Pesa sul Governo, pesa sull’immagine di solidità che la maggioranza ha cercato di costruire in questi anni, pesa sulla narrazione di una riforma presentata come decisiva, quasi epocale, per il futuro del Paese.</p>



<p>Dal punto di vista istituzionale la questione è chiusa: la riforma della Magistratura non entrerà in vigore.<br>E con ogni probabilità passerà molto tempo prima che qualcuno trovi il coraggio politico di rimettere mano su un tema così esplosivo.<br>Su questo piano, il messaggio è netto: il popolo ha detto No e tutto resta com’è.</p>



<p>Ma è sul piano politico che la vicenda diventa davvero interessante.</p>



<p>Perché è vero che Giorgia Meloni resta al suo posto e che il Governo continua a operare.<br>Non siamo di fronte ad una crisi formale.<br>Tuttavia, sarebbe ingenuo fingere che non sia cambiato nulla.</p>



<p>Dopo una bocciatura così netta, per di più sull’unica grande riforma simbolica della Legislatura, la compagine e la tenuta dell’Esecutivo appaiono inevitabilmente più fragili, più esposte, meno blindate di prima.</p>



<p>E qui sta il punto centrale: un conto è perdere un voto tecnico, un altro è perdere uno scontro che, strada facendo, si è trasformato in un giudizio politico complessivo.</p>



<p>Durante la campagna referendaria, infatti, la materia “vera” del quesito è rimasta confinata nelle stanze degli addetti ai lavori: giuristi, costituzionalisti, specialisti.<br>Fuori da lì, nei talk show, sui giornali, sui social, si è parlato di tutt’altro.</p>



<p>Il Referendum è diventato, progressivamente, un test su Giorgia Meloni e sul Governo di Centro-destra.<br>Ed è esattamente su questo terreno che il Governo esce sconfitto.</p>



<p>Non solo perché la riforma si ferma, ma perché si incrina qualcosa di più profondo: la capacità dell’Esecutivo di imporsi come coalizione politica in grado di portare fino in fondo la propria agenda, anche sui dossier più delicati e divisivi.</p>



<p>C’è poi un elemento che pesa forse più di tutti: la partecipazione.<br>Quando un referendum mobilita gli elettori in misura simile alle elezioni politiche, il risultato diventa politicamente incontestabile.</p>



<p>Non si può liquidare come un voto marginale, non si può derubricare ad incidente tecnico, non ci si può nascondere dietro l’alibi dell’astensione.</p>



<p>Un’alta affluenza toglie ogni scusa.<br>Rende più difficile minimizzare. Impedisce di raccontarsi storie consolatorie.</p>



<p>Per questo motivo, al di là delle narrazioni che inevitabilmente verranno costruite nei prossimi giorni, questo No non riguarda soltanto la Giustizia; riguarda il rapporto tra il Governo ed il Paese.</p>



<p>E riguarda anche qualcosa di più sottile, ma non meno rilevante: il clima internazionale nel quale questo Governo si colloca.</p>



<p>Perché, diciamolo senza ipocrisie, una parte dell’elettorato guarda con crescente inquietudine alla rete di relazioni politiche che circonda la Premier.<br>Non è solo una questione di politica interna. È una questione di fiducia.</p>



<p>L’asse, più o meno dichiarato, con figure come Trump, Orbàn o Abascàl non è neutro nell’immaginario di un Paese come l’Italia, storicamente ancorato all’Europa ed all’Occidente democratico.<br>Per alcuni è un segnale di forza identitaria, ma per altri, sempre più numerosi, è un campanello d’allarme per la democrazia.</p>



<p>E quando si vota, anche questo pesa.<br>Magari non si dice nei comizi. Ma nella cabina elettorale ci entra.</p>



<p>La bocciatura arriva per di più&nbsp;&nbsp;in un momento tutt’altro che neutro: dopo quattro anni di legislatura ed a poco più di un anno dalle prossime elezioni politiche.</p>



<p>Il tempo per correggere la rotta forse esiste ancora, ma non è infinito.<br>E soprattutto richiede una capacità di lettura della realtà che non sempre la politica dimostra di avere.</p>



<p>Se vogliamo dirla senza giri di parole: dopo quattro anni di governo, una parte dell’elettorato non è soddisfatta.<br>E lo ha fatto capire nel modo più chiaro possibile.</p>



<p>Anche il ruolo dei Social merita attenzione.<br>La mobilitazione è stata forte, soprattutto tra gli elettori più giovani e più politicamente attivi.</p>



<p>Il dibattito si è spesso mosso su toni semplificati, a tratti allarmistici, con una narrazione della riforma come minaccia agli equilibri democratici.<br>Una rappresentazione spesso superficiale, talvolta distorta, ma evidentemente efficace.</p>



<p>Influencer ed Opinion maker hanno spinto in modo compatto sul No, intercettando proprio quell’elettorato giovane che questa volta Giorgia Meloni ha faticato a raggiungere.</p>



<p>A questo si è aggiunto un altro elemento, meno visibile ma non meno rilevante: il silenzio di una parte consistente della maggioranza.<br>Molti hanno lasciato la campagna sulle spalle della sola Meloni, evitando di esporsi.</p>



<p>Una scelta che ha accentuato la personalizzazione dello scontro e, di conseguenza, ha aumentato il prezzo politico della sconfitta.</p>



<p>Se però si vuole davvero capire cosa è successo, forse la domanda giusta non è perché ha vinto il No, ma perché ha perso il Sì.</p>



<p>Il fronte favorevole partiva in vantaggio nei sondaggi.<br>Quel consenso, invece di consolidarsi, si è progressivamente sgretolato.<br>È questo il vero dato politico.</p>



<p>Le ragioni possono essere molte, ma alcune appaiono piuttosto evidenti.</p>



<p>La prima è quasi banale: dopo 4 anni di legislatura nessun Governo può continuare a dire che certe cose non le può fare per il malgoverno di chi l’ha preceduto.<br>Questo giochino funziona per qualche mese passate le elezioni; dopo, la gente pretende risultati.</p>



<p>E se non li vede, ti presenta il conto.</p>



<p>Non sempre con un voto di protesta esplicito.</p>



<p>A volte con qualcosa di più subdolo: il distacco.</p>



<p>Ed è proprio questa l’impressione che a mio avviso emerge: una parte significativa dell’elettorato centrista si è sfilata.</p>



<p>Quell’area che non si riconosce nella contrapposizione ideologica “fascisti contro comunisti”, che guarda magari a figure come Calenda, Renzi o Marattin, e che in parte comprende anche simpatizzanti di Forza Italia.</p>



<p>Perché badate bene: a vincere non è stato il Centro-sinistra nel suo complesso, ma una “Sinistra senza Centro”. Quella stessa che ha perso il Referendum sul Job Act: il Pd sempre più orientato verso i centri sociali ed il mondo antagonista, i 5Stelle di Conte, il Partito di Bonelli e Fratoianni, la Cgil.&nbsp;</p>



<p>Una configurazione già vista in passato, non sempre vincente nel lungo periodo, e non solo per difficoltà ad individuare il leader, ma anche per profonde divisioni soprattutto in politica estera.</p>



<p>E qui sta l’altro equivoco che qualcuno, a sinistra, farebbe bene a non coltivare.</p>



<p>Non tutti i No di questo referendum sono voti pronti a trasformarsi in consenso elettorale per la gauche.<br>Una parte consistente è composta da elettori delusi, moderati, disillusi, che non si riconoscono né nel Governo né nell’Opposizione.</p>



<p>E qui emerge un problema strutturale della politica italiana su cui vi intrattengo da tempo: il rapporto con il Ceto Medio.<br>Pensare che quel voto sia automaticamente “in tasca” sarebbe un errore quasi speculare a quello commesso dal Centrodestra.<br>E forse altrettanto pericoloso.</p>



<p>La Democrazia Cristiana lo sapeva bene che le elezioni si vincono “al Centro”, ma questo sembra che le due “Valchirie” della politica italica non lo abbiano considerato.&nbsp;</p>



<p>Capisco la Schlein che ragiona a termini di “patrimoniali”, ma non Giorgia Meloni, che continua a trascurare un gruppo sociale di qualche milione di persone, strozzandolo con le tasse, negandogli qualsiasi forma di aiuto sociale, per continuare ad inseguire Salvini sulle Partite Iva e su bonus e condoni a favore degli evasori fiscali.&nbsp;</p>



<p>Per decenni il “Centro” è stato il perno su cui si costruivano le vittorie elettorali.&nbsp;</p>



<p>Oggi sembra diventato una terra di nessuno, spremuta fiscalmente, ignorata politicamente, evocata solo in campagna elettorale, trascurata da entrambi gli schieramenti.</p>



<p>Il risultato è sotto gli occhi di tutti: disaffezione, volatilità, sfiducia.</p>



<p>Davvero qualcuno si stupisce?</p>



<p>A urne ancora calde è difficile pretendere un’analisi lucida e distaccata.<br>Ma una cosa appare già chiara: questo Referendum somiglia molto meno ad una parentesi e molto più ad un avvertimento.</p>



<p>Un avvertimento per il Governo, che non può più permettersi di vivere di rendita.<br>Ed un avvertimento anche per l’Opposizione, che rischia di scambiare un voto “contro qualcuno” per un voto “a favore di sé”.</p>



<p>Quattro anni dopo, il conto per Giorgia Meloni è arrivato.<br>E, come spesso accade, è più salato del previsto.</p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>PS:&nbsp;Se&nbsp;Giorgia Meloni&nbsp;volesse dare un segnale vero, comincerebbe da casa sua: qualche taglio netto tra i “chiacchierati” (e siamo gentili) ed un ritorno a quel moralismo inflessibile che esibiva quando stava all’opposizione. Allora bastava un sospetto per chiedere dimissioni. Oggi, evidentemente, serve molto di più. Strano come cambino i parametri quando si cambia poltrona.</p>



<p></p>
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		<title>I dati: Centro Sud e regioni rosse fanno vincere il &#8216;No&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 16:35:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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		<category><![CDATA[vittoria No]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiude con un risultato netto il referendum sulla riforma della giustizia: secondo i dati parziali del Viminale, con un’affluenza del 58,93%, il No si impone a livello nazionale con il 54,47%, mentre il Sì si ferma al 45,53%, nonostante<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si chiude con un risultato netto il referendum sulla riforma della giustizia: secondo i dati parziali del Viminale, con un’affluenza del 58,93%, il No si impone a livello nazionale con il 54,47%, mentre il Sì si ferma al 45,53%, nonostante fosse stato a lungo indicato in vantaggio nei sondaggi delle settimane precedenti.</p>



<p>Determinante si è rivelata proprio l’alta partecipazione al voto, superiore alle previsioni e capace di incidere in modo significativo sull’esito finale. Il dato più basso di affluenza si registra in provincia di Bolzano, dove si attesta attorno al 39%, con punte che in alcuni comuni scendono fino al 20%.</p>



<p>A livello territoriale emerge però un’Italia divisa. Il Sì conquista infatti tre regioni del Nord a guida centrodestra: in Lombardia raggiunge il 53,64%, in Veneto sfiora il 58% (57,96%) e in Friuli Venezia Giulia si attesta al 54,25%. In Trentino il risultato resta ancora incerto, con uno scenario di sostanziale equilibrio. Sempre nel Nord, fanno eccezione Valle d’Aosta e Piemonte, dove prevale il No: nella prima di misura, poco sopra il 50%, nella seconda in modo più netto (53,23% contro il 46,77% del Sì).</p>



<p>Diverso il quadro nelle grandi città, dove il No domina ovunque con ampi margini. A Torino si registra uno dei divari più marcati (64,73% No contro 35,27% Sì), mentre a Milano il No raggiunge il 58,36% contro il 41,64% del Sì, risultando comunque la grande città con la percentuale più bassa di contrari. A Venezia il No si impone con il 54,86%, a Bologna tocca il 68,4% contro il 31,6% del Sì, mentre a Genova sfiora il 64%.</p>



<p>Percentuali ancora più alte si registrano a Firenze (66,57% No), a Roma dove il Sì resta sotto il 40% e il No supera il 60%, e soprattutto a Napoli, dove il No raggiunge il dato più alto tra le grandi città con il 75,81%, lasciando il Sì al 24,19%. Situazione simile anche a Palermo (68,96% No contro 31,04% Sì) e Bari (62,76% No contro 37,24% Sì).</p>



<p>Un risultato che fotografa un Paese spaccato tra territori e grandi centri urbani, con un esito finale che segna comunque una chiara bocciatura della riforma proposta dal governo.</p>
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		<title>“Alla mia Lega”: intervista postuma immaginaria a Umberto Bossi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 12:32:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se oggi Umberto Bossi potesse parlare alla sua creatura politica, forse non lascerebbe solo un giudizio, ma un testamento. Non un bilancio di potere, ma una resa dei conti morale. Quella che segue è una ricostruzione immaginaria, in forma di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/alla-mia-lega-intervista-postuma-immaginaria-a-umberto-bossi/">“Alla mia Lega”: intervista postuma immaginaria a Umberto Bossi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Se oggi Umberto Bossi potesse parlare alla sua creatura politica, forse non lascerebbe solo un giudizio, ma un testamento. Non un bilancio di potere, ma una resa dei conti morale. Quella che segue è una ricostruzione immaginaria, in forma di intervista postuma, del possibile pensiero del fondatore davanti alla Lega di oggi.</p>



<p>Bossi, se potesse guardare la Lega attuale, quale sarebbe il suo primo pensiero?</p>



<p>Che un partito può cambiare pelle, ma non può cambiare anima. E se la cambia, allora non è più lo stesso partito. La Lega non era nata per stare comoda, non era nata per piacere a tutti, non era nata per diventare un contenitore buono per ogni stagione. Era nata per rappresentare una gente precisa, un popolo concreto, un mondo fatto di lavoro, di territorio, di identità, di rabbia e di orgoglio. La mia prima domanda alla Lega di oggi sarebbe semplice: vi ricordate ancora perché siete nati?</p>



<p>Che cosa intende quando parla di “anima” della Lega?</p>



<p>Intendo il suo radicamento. Intendo il rapporto vivo con i territori. Intendo la capacità di parlare con i sindaci, con gli artigiani, con gli operai, con le partite IVA, con chi alza la serranda al mattino e non chiede favori ma rispetto. La Lega era questo: voce di chi produceva e non si sentiva difeso. Se un movimento smette di ascoltare questa gente e comincia ad ascoltare solo i sondaggi, allora perde sé stesso.</p>



<p>Dunque la Lega di oggi ha perso sé stessa?</p>



<p>Non dico che abbia perso tutto. Dico che rischia di dimenticare troppo. I partiti si evolvono, ed è naturale. Ma c’è una differenza tra evolvere e snaturarsi. Se la militanza viene dopo l’immagine, se il territorio viene dopo la televisione, se la causa viene dopo il leader, allora il rischio è grande. Un partito può anche vincere, ma se non sa più chi rappresenta, quella vittoria è vuota.</p>



<p>Lei parlava di Nord, di autonomia, di federalismo. Sono temi ancora vivi?</p>



<p>Dovrebbero esserlo. Perché non erano capricci, non erano slogan, non erano folklore. Erano una visione dello Stato e del potere. L’autonomia non era egoismo: era responsabilità. Federalismo non voleva dire dividere l’Italia per odio, ma rimetterla in equilibrio per giustizia. Voleva dire premiare chi lavora, responsabilizzare i territori, fermare il centralismo inefficiente. Se oggi questi temi diventano solo parole da comizio, allora vengono traditi.</p>



<p>C’è chi dice che la Lega abbia smesso di essere il partito del Nord. È d’accordo?</p>



<p>Io direi che ha smesso, o rischia di smettere, di essere soprattutto il partito nato dal Nord. E questo è diverso. Difendere il Nord non significava odiare il Sud. Significava dire che esisteva una parte del Paese che produceva ricchezza, reggeva il sistema e troppo spesso veniva trattata come un bancomat politico. Questa verità andava detta. E andrebbe detta ancora oggi, con meno rabbia forse, ma con la stessa chiarezza.</p>



<p>Che cosa rimprovererebbe alla Lega attuale?</p>



<p>Di correre il pericolo di somigliare agli altri. E la Lega non era nata per somigliare agli altri: era nata per rompere il gioco, per cambiare le regole, per portare dentro la politica una voce che la politica non voleva sentire. Il giorno in cui diventi solo una macchina elettorale, magari efficiente, magari potente, ma uguale a tutte le altre, hai perso la tua ragione profonda.</p>



<p>E che cosa salverebbe?</p>



<p>Salverei la sua gente. Perché la Lega non è mai stata soltanto i dirigenti, i parlamentari, i volti noti. La Lega vera è stata per anni la sua base: i militanti, gli amministratori locali, quelli che stavano ai gazebo, quelli che prendevano insulti quando la Lega era scomoda e non di moda. Finché quella gente esiste, finché resta memoria viva del perché tutto è cominciato, allora resta una possibilità di tornare a essere qualcosa di vero.</p>



<p>Se questa fosse davvero la sua ultima lettera alla Lega, che cosa chiederebbe?</p>



<p>Chiederei di tornare a meritarsi il rispetto del proprio popolo. Non a pretenderlo per diritto ereditario. La storia non basta, il nome non basta, il fondatore non basta. Nessuno basta, se viene usato come santino e non come richiamo alla coerenza. Direi: tornate nei territori, ascoltate di più, parlate di meno. Tornate a difendere il lavoro come il primo fondamento della libertà. Tornate a considerare l’autonomia una battaglia seria, non una formula da tirare fuori quando conviene.</p>



<p>Che cos’è, in fondo, il suo testamento morale?</p>



<p>È questo: non vergognatevi mai delle radici. Un partito che si vergogna delle proprie origini finisce per diventare schiavo del presente. E il presente è sempre instabile, sempre rumoroso, sempre pronto a cambiare padrone. Le radici, invece, danno un senso. La Lega può anche cambiare linguaggio, classe dirigente, orizzonte politico. Ma se dimentica il suo popolo, la sua storia, il suo motivo iniziale, allora potrà forse continuare a prendere voti, ma non avrà più un’anima.</p>



<p>Quindi che cosa direbbe oggi, in una frase, alla Lega?</p>



<p>Direi: ricordatevi chi siete stati, se volete ancora sapere chi siete.</p>



<p>E se non lo facesse?</p>



<p>Allora resterebbe un partito. Ma non sarebbe più la Lega che avevamo acceso come una rivolta, come una speranza, come una voce di libertà.</p>
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		<title>Addio al Senatur: l’uomo che inventò un popolo</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 16:08:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo La notizia è arrivata in serata, nel giorno di San Giuseppe: Umberto Bossi è morto a 84 anni.Si sapeva che da tempo il suo corpo aveva cominciato a cedere, da quel maledetto ictus del 2004.Eppure, per anni, è<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>La notizia è arrivata in serata, nel giorno di San Giuseppe: Umberto Bossi è morto a 84 anni.<br>Si sapeva che da tempo il suo corpo aveva cominciato a cedere, da quel maledetto ictus del 2004.<br>Eppure, per anni, è rimasta la sensazione che il Senatur fosse destinato a non andarsene mai davvero, a restare sospeso sopra la politica italiana come una presenza ingombrante, ruvida, impossibile da archiviare.<br>Perché Bossi non è stato solo un leader. È stato un fenomeno.<br>Un “animale politico” nel senso più pieno e primitivo del termine: uno che dal nulla ha costruito un popolo prima ancora che un partito, trasformando un’aggregazione disordinata di umori, rabbie e identità locali in una macchina capace di governare e di trattare alla pari con un protagonista consumato come Silvio Berlusconi.<br>Aveva un istinto raro: sapeva leggere e fiutare il vento.<br>E soprattutto quello che spirava da Nord, tra capannoni, officine, stalle e piccole imprese.<br>Un mondo che la politica ufficiale non vedeva, o faceva finta di non vedere, e che lui invece ha saputo ascoltare, interpretare, incendiare.<br>Certo, all’inizio si reclutava nei bar, nelle bettole, tra una bestemmia e un bicchiere di rosso.<br>Ma da quel magma è uscita, col tempo, una classe dirigente solida, concreta, che oggi governa intere Regioni. Non proprio un dettaglio folkloristico.<br>Bossi era insieme tribuno e sognatore.<br>Capace di passare dalle chiacchiere da osteria a visioni politiche che, allora, sembravano pura fantasia: la Padania, il Parlamento padano, il Dio Po, le ampolle, il rito di Pontida.<br>Un teatro politico che oscillava costantemente tra genio e provocazione, tra intuizione ed eccesso.<br>Eppure, dietro quella scenografia spesso sopra le righe, c’era una lucidità che molti hanno sottovalutato.<br>Fu tra i primi a capire che la Prima Repubblica stava crollando sotto il peso delle inchieste di Mani Pulite.<br>“I giudici sono la cura, ma la guarigione è la Lega”, disse nel 1993.<br>Una frase che, piaccia o no, fotografava un passaggio storico.<br>Era un politico che sapeva di terra, di fiumi, di montagne.<br>Ma anche uno che, all’occorrenza, sapeva mettere da parte il suo “guevarismo padano” per entrare nei meccanismi del potere e usarli con efficacia.<br>E poi c’era il personaggio.<br>Le camicie verdi, le ronde, le invettive, le provocazioni al limite, il tricolore insultato, le minacce di secessione. E quella capacità, quasi tribale, di accendere gli animi. Non parlava: arruolava.<br>Rivendicava con orgoglio la sua diversità rispetto alle élite.<br>Emblematica quella famosa canottiera bianca esibita in mezzo ai salotti patinati della Costa Smeralda: un gesto semplice, quasi rozzo, ma potentissimo. Un manifesto politico più efficace di mille discorsi.<br>Chi lo ha conosciuto racconta di un uomo instancabile, notturno, quasi lunare.<br>Dormiva di giorno, viveva di notte, tra acqua e menta e sigari toscani.<br>Un ritmo da predatore politico, più che da uomo istituzionale.<br>Solo la malattia lo ha fermato davvero.<br>E forse il dolore più grande, negli anni del silenzio, è stato vedere la “sua Lega”, la sua creatura cambiare pelle, allontanarsi dalle origini, trasformarsi in qualcosa di diverso; nazionale, sovranista, sicuramente non più “padana”.<br>Il tempo ha fatto il suo lavoro.<br>L’Italia è cambiata, le parole d’ordine si sono sbiadite, i sogni si sono trasformati in amministrazione, in compromesso, al massimo in “Autonomia differenziata”.<br>La secessione è diventata una stagione lontana, quasi mitologica.<br>Eppure, sotto la cenere, qualcosa resta.<br>Se si ascoltano le voci di quel popolo che lo ha seguito, anche oggi disperso tra altre bandiere, si avverte ancora un rimpianto.<br>Non tanto per le soluzioni, quanto per la forza originaria di quell’idea.<br>Illusioni? In parte sì.<br>Ma i popoli non vivono solo di realtà. Vivono di miti, di parole, di visioni.<br>E Umberto Bossi, nel bene e nel male, ha dimostrato una cosa che la politica contemporanea sembra aver dimenticato: che un sentimento diffuso può diventare coscienza, e la coscienza può diventare potere.<br>Riconoscerlo oggi non è un atto di nostalgia.<br>È semplicemente prendere atto che, per un lungo tratto della nostra storia recente, il rapporto tra popolo, territorio e sovranità è passato anche da lui.<br>Umberto Baldo</p>
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		<title>Morte di Bossi, il presidente Stefani: &#8220;Perdiamo un leader visionario&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 07:47:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[bossi]]></category>
		<category><![CDATA[cordoglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente del Veneto Alberto Stefani ricorda così Umberto Bossi, scomparso oggi: &#8220;Con profondo dolore ho appreso della scomparsa di Umberto Bossi, fondatore e anima della Lega, uomo che ha saputo interpretare come pochi l’identità e le aspirazioni dei nostri territori. Bossi è<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td> <br>Il presidente del Veneto <strong>Alberto Stefani</strong> ricorda così Umberto Bossi, scomparso oggi: &#8220;Con profondo dolore ho appreso della scomparsa di Umberto Bossi, fondatore e anima della Lega, uomo che ha saputo interpretare come pochi l’identità e le aspirazioni dei nostri territori. Bossi è stato un visionario: ha creduto con forza, quando pochi lo facevano, in un’Italia fondata sull’autonomia, sul federalismo, sull&#8217;identità e sul rispetto delle comunità locali. Se la politica ha dovuto affrontare una ‘questione settentrionale’, in buona parte è stato merito della voce roca di Umberto che ne è stato il megafono. Se oggi in Italia c’è una coscienza federalista diffusa, a cominciare da quella che si identifica nell’autonomia differenziata, è merito dell’impegno di chi come Bossi ha visto più lontano di altri”.<br><br>&#8220;Umberto era un guerriero di razza, un sognatore che come nessun altro già negli anni &#8217;80 ha imposto i temi del Nord. A questo Nord ha dato finalmente voce e ha costruito, con Bobo Maroni e pochi coraggiosi, un Movimento capace di trasformare quelle istanze in battaglie politiche concrete, cambiando per sempre il dibattito istituzionale del nostro Paese. Ci eravamo sentiti a Natale, per gli  auguri e uno scambio di regali. Il suo ultimo gesto di generosità nei miei confronti, insieme ad un incoraggiamento, è stato il dono di un quadro&#8221;. <br><br>&#8220;Ricordo come se fosse ieri il nostro primo incontro: era accaduto al primo comizio a cui partecipavo da ragazzo. La sua determinazione, il suo coraggio e la sua capacità di parlare direttamente alla gente erano e restano un esempio per tutti noi che oggi amministriamo seguendo quelle idee che, come diceva sempre, camminano sulle gambe degli uomini. Di certo ha sempre impiegato ogni sua forza per interpretare la volontà degli elettori in cui vedeva quel popolo a cui sentiva visceralmente di appartenere&#8221;. <br><br>&#8220;Oggi perdiamo un leader, ma il suo insegnamento continuerà a vivere nelle nostre idee e nel nostro impegno quotidiano per un’Italia più autonoma, più giusta e più vicina ai cittadini. Alla sua famiglia, ai suoi affetti e a tutta la comunità che ha ispirato va il mio più sincero cordoglio&#8221;.<br>(PRESIDENTE)</td></tr><tr><td>AGENZIA VENETO NOTIZIEUfficio Stampa della Giunta Regionale del VenetoPalazzo Balbi, Dorsoduro 3901 &#8211; 30123 Venezia &#8211; tel. 041 279 2910 / 041 279 3395e-mail:&nbsp;<a href="javascript:window.mailto({mailto:'ufficiostampa%40regione.veneto.it', subject: ''})">ufficiostampa@regione.veneto.it</a>&nbsp;&#8211;<a href="http://www.regione.veneto.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;www.regione.veneto.it</a></td></tr><tr><td><img decoding="async" src="https://ci3.googleusercontent.com/mail-sig/AIorK4zy-mQJbegrp_qHbyheHPDS-6XTRuhlOV94yTw9NZ8gAng-VUSVQthotBvsmJCyLoESh59gxjI" width="460" alt=""></td></tr><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Rearm Europe: Agugliaro ospita un dibattito sul futuro della difesa comune europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema della sicurezza continentale torna al centro del dibattito pubblico con l&#8217;evento &#8220;Rearm Europe: Piano di difesa militare comunitario&#8221;, che si terrà venerdì 20 marzo 2026 ad Agugliaro. L&#8217;incontro, previsto per le ore 20:30 presso il Padiglione Polifunzionale di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Il tema della sicurezza continentale torna al centro del dibattito pubblico con l&#8217;evento <strong>&#8220;Rearm Europe: Piano di difesa militare comunitario&#8221;</strong>, che si terrà <strong>venerdì 20 marzo 2026</strong> ad <strong>Agugliaro</strong>. L&#8217;incontro, previsto per le ore <strong>20:30</strong> presso il <strong>Padiglione Polifunzionale</strong> di Via Umberto I, si propone di andare &#8220;oltre la cronaca&#8221; per analizzare le strategie necessarie a garantire la stabilità dell&#8217;Unione Europea in un contesto geopolitico sempre più complesso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un parterre di esperti e istituzioni</h3>



<p>L&#8217;appuntamento, patrocinato dal <strong>Comune di Agugliaro</strong> e organizzato con la collaborazione di importanti realtà associative come l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, i Gruppi Alpini e l&#8217;Associazione Nazionale Carabinieri di Campiglia dei Berici, vedrà il contributo di voci autorevoli provenienti dal mondo politico, militare e accademico.</p>



<p>Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Agugliaro, <strong>Roberto Andriolo</strong>, il dibattito entrerà nel vivo con gli interventi di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Elena Donazzan</strong>: Europarlamentare, che porterà la prospettiva politica delle istituzioni di Bruxelles.</li>



<li><strong>Amedeo Sperotto</strong>: Generale di Corpo d’Armata (Ris), che offrirà un’analisi tecnica e strategica sulle necessità operative di una difesa comune.</li>



<li><strong>Massimo Contri</strong>: Segretario del Movimento Federalista Europeo (MFE) del Veneto, focalizzato sull&#8217;integrazione politica europea.</li>
</ul>



<p>La serata sarà moderata dal giornalista e ufficiale della riserva <strong>Paolo Rolli</strong>, che guiderà il confronto cercando di connettere i grandi piani strategici con la consapevolezza dei cittadini.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La sicurezza parte dalla consapevolezza</h3>



<p>Come recita il sottotitolo dell&#8217;evento, <em>&#8220;La sicurezza dell&#8217;Europa parte dalla tua consapevolezza&#8221;</em>. L&#8217;obiettivo della serata non è solo informare sulle dinamiche militari, ma sensibilizzare la cittadinanza su quanto la costruzione di un pilastro di difesa europeo sia diventata una priorità non più rimandabile per la tutela della democrazia e dei confini comunitari.</p>



<p><strong>Dettagli dell&#8217;evento:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Data:</strong> Venerdì 20 marzo 2026</li>



<li><strong>Orario:</strong> 20:30</li>



<li><strong>Luogo:</strong> Padiglione Polifunzionale, Via Umberto I n° 28, Agugliaro (VI)</li>



<li><strong>Ingresso:</strong> Pubblico</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-20.19.31-724x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-361235" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-20.19.31-724x1024.jpeg 724w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-20.19.31-295x417.jpeg 295w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-20.19.31-1087x1536.jpeg 1087w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-20.19.31-100x141.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-20.19.31-846x1196.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-16-at-20.19.31.jpeg 1132w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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		<title>PFAS e acqua, allarme a Legnago, Luisetto e Bigon (PD): “Triplicare i prelievi? La Regione spieghi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 09:47:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Legnago si accende il dibattito sull’ambiente dopo la richiesta di Chemviron Italia S.r.l. di aumentare in modo significativo il prelievo di acqua dalla falda. Un incremento rilevante, da 55.000 a oltre 173.000 metri cubi annui, che ha spinto le<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/pfas-e-acqua-allarme-a-legnago-luisetto-e-bigon-pd-triplicare-i-prelievi-la-regione-spieghi/">PFAS e acqua, allarme a Legnago, Luisetto e Bigon (PD): “Triplicare i prelievi? La Regione spieghi”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>A Legnago si accende il dibattito sull’ambiente dopo la richiesta di Chemviron Italia S.r.l. di aumentare in modo significativo il prelievo di acqua dalla falda. Un incremento rilevante, da 55.000 a oltre 173.000 metri cubi annui, che ha spinto le consigliere regionali del Partito Democratico Anna Maria Bigon e Chiara Luisetto a presentare un’interrogazione alla Giunta veneta.</p>



<p>Le esponenti dem chiedono chiarezza sulle motivazioni industriali alla base della richiesta e sui possibili impatti ambientali. L’azienda opera infatti nella rigenerazione dei carboni attivi utilizzati per la filtrazione delle acque, anche per la rimozione dei PFAS, sostanze al centro di un’emergenza ambientale che da anni coinvolge il Veneto.</p>



<p>Nel documento si richiama anche un rapporto ARPAV del 2022 che aveva evidenziato la presenza di PFAS nei fanghi di depurazione e nelle acque in ingresso e in uscita dall’impianto aziendale. Da qui la necessità, sottolineano Bigon e Luisetto, di verificare se l’aumento del prelievo sia legato a modifiche produttive o a un ampliamento delle attività.</p>



<p>Secondo le consigliere, un incremento così consistente potrebbe comportare anche variazioni nei reflui industriali e nella gestione degli scarichi. Per questo è stato chiesto alla Regione di chiarire se la richiesta sia coerente con l’Autorizzazione Integrata Ambientale recentemente aggiornata e se siano previste ulteriori attività di monitoraggio.</p>



<p>Infine, viene sollecitata trasparenza sui controlli: le consigliere chiedono se negli ultimi anni sia stato effettuato un monitoraggio continuo dei PFAS nelle acque reflue, fognarie e in uscita dai depuratori collegati all’impianto.</p>



<p>“Il tema della contaminazione da PFAS è estremamente delicato per il territorio – concludono – e richiede la massima attenzione per tutelare ambiente e comunità locali”.</p>
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		<item>
		<title>ll mondo passa dagli stretti. La geografia che comanda la storia</title>
		<link>https://www.tviweb.it/ll-mondo-passa-dagli-stretti-la-geografia-che-comanda-la-storia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 08:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Il mondo sembra immenso. In realtà si muove attraverso una manciata di passaggi stretti. Gli imperi cambiano, le flotte si moltiplicano, la tecnologia corre.&#160; Ma alla fine tutto passa sempre dalle stesse strettoie d’acqua. La geopolitica ama le<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/ll-mondo-passa-dagli-stretti-la-geografia-che-comanda-la-storia/">ll mondo passa dagli stretti. La geografia che comanda la storia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>Il mondo sembra immenso. In realtà si muove attraverso una manciata di passaggi stretti.</p>



<p>Gli imperi cambiano, le flotte si moltiplicano, la tecnologia corre.&nbsp;</p>



<p>Ma alla fine tutto passa sempre dalle stesse strettoie d’acqua.</p>



<p>La geopolitica ama le ideologie, i grandi discorsi, le conferenze internazionali.<br>La storia invece obbedisce quasi sempre alla geografia.&nbsp;</p>



<p>E la geografia ha una passione particolare per i colli di bottiglia.</p>



<p>Prendiamo le leggendarie&nbsp;Colonne d’Ercole, che gli antichi collocavano ai lati dello&nbsp;Stretto di Gibilterra.<br>Secondo il mito era stato&nbsp;Eracle&nbsp;a piantare quelle colonne per segnare il limite del mondo conosciuto.</p>



<p>Oltre, cominciava l’ignoto.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Sotto, invece, cominciava la geopolitica.</p>



<p>Chi controllava quel passaggio dominava l’accesso al Mediterraneo.&nbsp;</p>



<p>Fenici, romani, spagnoli, britannici: tutti hanno capito che quel varco tra Europa ed Africa valeva più di molte province.&nbsp;</p>



<p>Oggi la minuscola rocca di&nbsp;Gibilterra&nbsp;continua a ricordarlo.&nbsp;</p>



<p>Un pezzo di roccia grande quanto un quartiere che osserva da millenni, silente, traffici da miliardi.</p>



<p>Nel Mediterraneo, del resto, gli stretti sono sempre stati luoghi inquietanti.<br>Il più celebre è lo&nbsp;Stretto di Messina.</p>



<p>Gli antichi non si limitavano alla geografia: preferivano popolarlo di mostri.&nbsp;</p>



<p>Da una parte&nbsp;Scilla, dall’altra&nbsp;Cariddi.<br>Chi passava doveva scegliere il male minore.</p>



<p>Naturalmente i mostri non esistevano.&nbsp;</p>



<p>Esistevano correnti violente, vortici improvvisi, fondali complicati. Ma quando il mare diventa difficile, l’immaginazione umana si mette subito al lavoro.</p>



<p>Poi ci sono gli stretti che hanno deciso guerre e imperi.<br>I&nbsp;Dardanelli&nbsp;sono uno di questi.</p>



<p>Sono la porta del&nbsp;Mar Nero.<br>Chi li controlla decide chi entra e chi esce da quel mare.</p>



<p>Non a caso imperi interi hanno combattuto per dominarli.&nbsp;</p>



<p>E nel 1915 gli Alleati provarono perfino a sfondarli nella sanguinosa&nbsp;Campagna di Gallipoli.<br>Il risultato fu una lezione brutale: la geografia non si conquista con la retorica.</p>



<p>Gli stretti, però, non sono solo guerre. Sono anche scoperte.</p>



<p>Nel 1520&nbsp;Ferdinando Magellano&nbsp;trovò il passaggio tra Atlantico e Pacifico che oggi chiamiamo&nbsp;Stretto di Magellano.<br>Un dedalo di fiordi, nebbie e correnti che cambiò le rotte del pianeta.</p>



<p>Prima della costruzione del&nbsp;Canale di Panama&nbsp;era la via obbligata per circumnavigare l’America Latina senza sfidare le tempeste di Capo Horn.&nbsp;</p>



<p>Una rotta lunga, difficile, ma fondamentale per il commercio globale di allora.</p>



<p>Da quel momento il mondo non fu più lo stesso. Bastava un varco artificiale nella geografia delle Americhe per ridisegnare il commercio globale.</p>



<p>Oggi il grande imbuto del pianeta non è nel Mediterraneo ma in Asia: lo&nbsp;Stretto di Malacca.</p>



<p>Un quarto del traffico marittimo mondiale passa da lì.<br>Petrolio del Golfo, merci cinesi, container giapponesi, tutto si infiltra in quel corridoio d’acqua largo poche decine di chilometri.</p>



<p>È il punto in cui la globalizzazione mostra tutta la sua fragilità.<br>Basterebbe chiuderlo per qualche settimana e l’economia mondiale comincerebbe a zoppicare.</p>



<p>Poi ci sono gli stretti della tensione permanente.</p>



<p>Lo&nbsp;Stretto di Hormuz, da cui passa una quota enorme del petrolio mondiale.<br>E quello di&nbsp;Bab el-Mandeb, la porta del&nbsp;Mar Rosso&nbsp;e del&nbsp;Canale di Suez.</p>



<p>Basta una crisi regionale, qualche missile, una milizia troppo intraprendente, e metà del commercio planetario resta in coda come sull’autostrada a Ferragosto.</p>



<p>E qui torna la vecchia lezione.</p>



<p>Il mondo globalizzato ama raccontarsi come una rete infinita fatta di satelliti, fibra ottica e mercati digitali.<br>Poi si guarda una carta nautica e si scopre una verità molto meno romantica.</p>



<p>A ben guardare, il pianeta è pieno di questi colli di bottiglia.&nbsp;</p>



<p>Alcuni hanno deciso la storia.</p>



<p>Il&nbsp;Canale della Manica, per esempio, è stato per secoli la migliore assicurazione sulla vita della Gran Bretagna.<br>Napoleone Bonaparte&nbsp;ci pensò, e&nbsp;Adolf Hitler&nbsp;lo progettò.&nbsp;</p>



<p>Attraversarlo con un esercito, però, si è rivelato sempre un pessimo affare.&nbsp;</p>



<p>Quella striscia di mare larga poche decine di chilometri ha protetto l’isola meglio di qualsiasi muraglia.</p>



<p>Poi c’è lo&nbsp;Stretto di Bering, che in un’altra epoca non era nemmeno uno stretto. Durante le glaciazioni era un ponte di terra. Attraverso quel corridoio naturale gli esseri umani passarono dall’Asia alle Americhe, dando inizio al popolamento del Nuovo Mondo.<br>Oggi, con lo scioglimento dei ghiacci artici, potrebbe tornare al centro della geopolitica come frontiera strategica tra&nbsp;Stati Uniti&nbsp;e&nbsp;Russia.</p>



<p>Gli strateghi navali chiamano tutti questi passaggi “<strong>choke points”</strong><strong>.<br></strong>È un termine freddo, quasi burocratico, ma l’immagine è chiarissima.</p>



<p>Se il commercio mondiale fosse un sistema circolatorio, gli stretti sarebbero le arterie principali.<br>Quando una si ostruisce, l’intero organismo comincia a soffrire.</p>



<p>Ed è per questo che, dai miti di&nbsp;<strong>Scilla</strong>e<strong>Cariddi</strong>&nbsp;fino alle petroliere che attraversano&nbsp;<strong>Hormuz</strong>, la storia continua a tornare sempre negli stessi punti della carta geografica.</p>



<p>Il pianeta continua a muoversi attraverso pochi passaggi obbligati, che gli antichi riempivano di figure mitologiche, e che noi riempiamo di petroliere e portaerei.</p>



<p>Il principio, purtroppo, è rimasto lo stesso, e basta guardare dove passano le navi per scoprire quanto, in realtà, il mondo sia stretto.</p>



<p></p>
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		<title>Elezioni Arzignano, il clima si surriscalda. Acque del Chiampo, appello dei sindaci: “Resti fuori dal confronto elettorale”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 15:19:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nove dei dieci sindaci dei Comuni soci di Acque del Chiampo hanno diffuso una lettera congiunta per invitare tutte le parti coinvolte nella campagna elettorale per le elezioni amministrative di Arzignano a lasciare la società al di fuori del confronto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Nove dei dieci sindaci dei Comuni soci di Acque del Chiampo hanno diffuso una lettera congiunta per invitare tutte le parti coinvolte nella campagna elettorale per le elezioni amministrative di Arzignano a lasciare la società al di fuori del confronto politico.</p>



<p>La presa di posizione arriva dopo le polemiche emerse nei giorni scorsi e a seguito del chiarimento diffuso da Acque del Chiampo giovedì 12 marzo in merito alla nomina del direttore generale. La società aveva precisato che la nomina spetta all’Assemblea dei soci, composta dai sindaci dei dieci Comuni serviti dal servizio idrico.</p>



<p>Nella lettera i primi cittadini sottolineano come la priorità, in questa fase, sia garantire la piena continuità e il corretto funzionamento di Acque del Chiampo nell’interesse dei cittadini e del territorio.</p>



<p>Nel corso dell’Assemblea dei soci è stato condiviso di rinviare la decisione sulla direzione generale – che da statuto è di competenza dei soci – alla prima data utile successiva alle elezioni comunali di Arzignano e comunque prima della scadenza dell’attuale incarico, così da assicurare continuità nella governance della società.</p>



<p>I sindaci evidenziano inoltre che il lavoro svolto dalla struttura tecnica guidata dal direttore generale Andrea Chiorboli e dal Consiglio di amministrazione rappresenta ed ha rappresentato una garanzia di competenza e stabilità per l’azienda.</p>



<p>Nella lettera viene inoltre ricordato che anche l’attuale Consiglio di amministrazione scadrà con l’approvazione del bilancio consuntivo e che il nuovo CdA sarà nominato con la presenza del futuro sindaco di Arzignano.</p>



<p>I sindaci soci confermano infine la disponibilità a collaborare con la futura amministrazione arzignanese e invitano tutte le parti a mantenere Acque del Chiampo al di fuori del confronto elettorale, nel rispetto del ruolo della società e del servizio essenziale che garantisce alla comunità.</p>



<p>A firmare la lettera sono Omar Loris Trevisan (Altissimo), Bruno Beltrame (Brendola), Filippo Negro (Chiampo), Elisa Maria Ferrari (Crespadoro), Pier Luigi Giacomello (Lonigo), Silvio Parise (Montecchio Maggiore), Emma Baron (Montorso Vicentino), Romina Bauce (Nogarole Vicentino) e Gabriele Tasso (San Pietro Mussolino).</p>
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		<title>Arzignano &#8211; Ora Puoi, la lista civica entra nella coalizione di Masiero Sindaco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 09:43:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[masiero]]></category>
		<category><![CDATA[ora puoi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato sull&#8217;accordo programmatico siglato ieri 15 marzo fra la lista civica &#8220;Ora Puoi&#8221; e Riccardo Masiero, candidato sindaco ad Arzignano. Dopo che Riccardo Masiero si è candidato a sindaco di Arzignano e dopo l&#8217;appoggio ottenuto da<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato sull&#8217;accordo programmatico siglato ieri 15 marzo fra la lista civica &#8220;Ora Puoi&#8221; e Riccardo Masiero, candidato sindaco ad Arzignano. Dopo che Riccardo Masiero si è candidato a sindaco di Arzignano e dopo l&#8217;appoggio ottenuto da Fratelli d&#8217;Italia e Forza Italia, arriva quindi anche l&#8217;appoggio della civica locale.</p>



<p></p>



<p><br>MASIERO SI IMPEGNA SUI 5 PUNTI PROGRAMMATICI DI ORA PUOI.<br>LA LISTA CIVICA ENTRA NELLA COALIZIONE DI MASIERO SINDACO</p>



<p><br>A seguito di un confronto serio e approfondito con Riccardo Masiero, è emersa una significativa convergenza sia sugli obiettivi sia sul metodo con cui affrontare le principali sfide amministrative che attendono la città di Arzignano. Il confronto si è sviluppato attorno alla definizione di alcune priorità programmatiche e alla condivisione di un metodo di lavoro improntato a serietà, concretezza e responsabilità amministrativa. Riteniamo infatti che un’amministrazione credibile debba fondarsi sulla<br>qualità delle persone, sulla solidità del programma e sulla capacità di interpretare con competenza le esigenze della comunità.<br>Nel corso dell’incontro abbiamo riscontrato una chiara sintonia su cinque ambiti programmatici che riteniamo centrali per il futuro della città:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Tutela dell’ambiente e della salute, con particolare attenzione alla prevenzione<br>dei nuovi inquinanti emergenti, senza perdere di vista le criticità ambientali già note e<br>consolidate.</li>



<li>Promozione di percorsi educativi nelle scuole dedicati all’educazione emotiva, al<br>rispetto e alla gentilezza.</li>



<li>Introduzione di strumenti di partecipazione civica, come il bilancio partecipato,<br>per coinvolgere attivamente la cittadinanza nelle scelte amministrative.</li>



<li>Sviluppo di una programmazione culturale e artistica diffusa sul territorio, con<br>particolare attenzione al protagonismo giovanile.</li>



<li>Rafforzamento dei principi di trasparenza e merito nei processi di nomina e nelle<br>scelte amministrative.<br>Alla luce di questa convergenza programmatica, è stato concordato che due rappresentanti<br>della nostra Lista prenderanno parte alla fase di elaborazione del programma amministrativo,<br>contribuendo alla definizione delle linee guida che accompagneranno il futuro percorso per<br>Arzignano. Accanto ai contenuti, abbiamo particolarmente apprezzato lo stile e il metodo con cui si è sviluppato il confronto.<br>In Riccardo Masiero abbiamo riconosciuto una leadership improntata a equilibrio, serietà,<br>capacità di ascolto e determinazione, qualità che riteniamo possano rappresentare un valore<br>per la città. Il nostro impegno sarà quello di contribuire con responsabilità e concretezza alla costruzione di un progetto amministrativo solido, fondato sul merito, sulla buona amministrazione e sulla tutela del territorio e degli interessi della comunità arzignanese.</li>
</ol>
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		<title>Vicenza, sit-in di Fratelli d’Italia in viale Milano: “Senza legalità non c’è commercio”, nel mirino il caso &#8216;pasticceria&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 10:23:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sit-in ieri mattina in viale Milano, a Vicenza, promosso dal coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia insieme a Gioventù Nazionale, il movimento giovanile del partito di Giorgia Meloni. L’iniziativa, dal titolo “Senza legalità non c’è commercio”, è stata organizzata per richiamare<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-sit-in-di-fratelli-ditalia-in-viale-milano-senza-legalita-non-ce-commercio-nel-mirino-il-caso-pasticceria/">Vicenza, sit-in di Fratelli d’Italia in viale Milano: “Senza legalità non c’è commercio”, nel mirino il caso &#8216;pasticceria&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sit-in ieri mattina in viale Milano, a Vicenza, promosso dal coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia insieme a Gioventù Nazionale, il movimento giovanile del partito di Giorgia Meloni. L’iniziativa, dal titolo “Senza legalità non c’è commercio”, è stata organizzata per richiamare l’attenzione delle istituzioni sul rispetto delle regole negli esercizi pubblici, con particolare riferimento all’area del Quadrilatero.</p>



<p>Al presidio hanno partecipato dirigenti e militanti di Fratelli d’Italia, alcuni residenti della zona e diversi rappresentanti istituzionali. Tra questi il deputato e presidente provinciale di FdI Silvio Giovine – che nei giorni scorsi ha sollevato il caso del locale “Les Delices” – e il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto Francesco Rucco.</p>



<p>Durante la manifestazione è stato esposto uno striscione con la scritta: “Senza legalità non c’è commercio. Balbi dimettiti”, con cui i promotori hanno chiesto un passo indietro all’assessore alle attività produttive e al rilancio del centro storico della giunta guidata dal sindaco Giacomo Possamai, Cristina Balbi, alla luce della vicenda legata al locale “Les Delices”.</p>



<p>“La linea difensiva del sindaco Possamai, dopo aver inaugurato con tanto di fascia tricolore una pasticceria abusiva, è stata: ‘non eravamo tenuti a rilasciare autorizzazioni’, omettendo il fatto che è dovere del Comune controllare le pratiche di inizio attività che arrivano all’assessorato. Dovere preciso del Comune”.</p>



<p>“L’assessorato al commercio dovrebbe prestare la massima attenzione alle pratiche amministrative, soprattutto in aree delicate come questa”, ha dichiarato Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia Vicenza. “Qui è fondamentale vigilare con ancora più rigore, non solo per garantire il rispetto delle regole basilari, ma anche per prevenire fenomeni come il cosiddetto ‘apri e chiudi’, spesso terreno fertile per riciclaggio o altre forme di illegalità”.</p>



<p>Da qui la richiesta politica avanzata durante il presidio. “Il sindaco Possamai chieda all’assessore Balbi di fare un passo indietro per manifesta inadeguatezza, prima che sia troppo tardi. Lo deve ai commercianti onesti e alla città”.</p>



<p>Benigno ha inoltre evidenziato il ruolo svolto dal deputato Silvio Giovine nel portare il caso all’attenzione pubblica. “Giovine ha fatto bene, dopo diverse segnalazioni ricevute, a chiedere chiarimenti sulla situazione del locale Les Delices. Resta però una domanda semplice: perché l’attività risulta ancora aperta, nonostante l’assenza dei requisiti e un’infrazione accertata? Perché il Comune non è ancora intervenuto con la chiusura?”.</p>



<p>Il presidente cittadino di Fratelli d’Italia ha chiarito che la mobilitazione non è diretta contro un singolo esercente. “Non è una battaglia personale: chiediamo soltanto il rispetto delle regole, in tutta la città e in particolare nel Quadrilatero”.</p>



<p>Nel mirino anche l’atteggiamento dell’amministrazione comunale. “Il Comune è rapidissimo nel sanzionare gli automobilisti, ma sembra molto meno solerte quando emergono situazioni opache che meriterebbero verifiche approfondite”, ha aggiunto Benigno. “Non è una responsabilità degli agenti della polizia locale, ma della linea politica dell’amministrazione e dell’assessore competente. Il sindaco Possamai ha dato un indirizzo di sostanziale inerzia nella lotta al degrado”.</p>



<p>Dal sit-in è arrivata infine una richiesta chiara: intensificare i controlli sugli esercizi commerciali della zona. “Servono verifiche a tappeto su tutti i locali del Quadrilatero: autorizzazioni, prescrizioni, conformità e norme igienico-sanitarie devono essere rispettate da tutti. Vogliamo anche sapere quanti controlli la polizia locale abbia effettuato negli anni di amministrazione Possamai. I commercianti onesti e i cittadini meritano risposte”.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" data-id="361009" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.58.37-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-361009" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.58.37-1024x768.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.58.37-556x417.jpeg 556w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.58.37-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.58.37-100x75.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.58.37-846x635.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.58.37-1184x888.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.58.37.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="361010" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.59.12-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-361010" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.59.12-1024x768.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.59.12-556x417.jpeg 556w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.59.12-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.59.12-100x75.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.59.12-846x635.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.59.12-1184x888.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-14-at-16.59.12.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Alluvione in Valle dell’Agno, sbloccati quasi 4 milioni di euro: Giovine e Rucco applaudono il Governo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 15:46:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I primi fondi statali per i Comuni colpiti dall’aprile 2025: “Un segnale concreto di attenzione verso le comunità locali” Arrivano i primi fondi statali per i Comuni della Valle dell’Agno colpiti dall’alluvione dell’aprile 2025: quasi 4 milioni di euro destinati<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<h3 class="wp-block-heading">I primi fondi statali per i Comuni colpiti dall’aprile 2025: “Un segnale concreto di attenzione verso le comunità locali”</h3>



<p>Arrivano i primi fondi statali per i Comuni della Valle dell’Agno colpiti dall’alluvione dell’aprile 2025: quasi 4 milioni di euro destinati al ripristino delle infrastrutture e alla messa in sicurezza del territorio. A commentare lo sblocco delle risorse sono il deputato di Fratelli d’Italia <strong>Silvio Giovine</strong> e il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto <strong>Francesco Rucco</strong>, che sottolineano come si tratti di “un segnale concreto di attenzione verso le nostre comunità e la dimostrazione che il Governo Meloni mantiene la parola data ai territori”.</p>



<p>“Nei giorni immediatamente successivi ai tragici eventi – spiega Giovine – ci siamo attivati perché la situazione fosse portata rapidamente all’attenzione del Governo. Ho lavorato per favorire un confronto diretto tra i sindaci del territorio e il ministro per la Protezione civile <strong>Nello Musumeci</strong>, affinché fosse chiara la portata dei danni e la necessità di un intervento tempestivo dello Stato”.</p>



<p>Lo sblocco della prima tranche di risorse rappresenta un passo significativo per le amministrazioni locali. “Consentirà ai Comuni di affrontare le spese più urgenti e di intervenire prontamente sul ripristino delle infrastrutture – aggiunge Giovine – Lo Stato mantiene così l’impegno assunto verso il territorio”.</p>



<p>Sulla stessa linea Rucco: “La Valle dell’Agno ha vissuto momenti drammatici e i sindaci hanno lavorato con grande responsabilità fin dalle prime ore dell’emergenza. L’arrivo di queste risorse rappresenta un segnale concreto di vicinanza dello Stato e permetterà ai Comuni di proseguire negli interventi necessari per garantire sicurezza e normalità”.</p>



<p>“Questa è una prima risposta importante, ma il lavoro non si ferma qui – concludono Giovine e Rucco – Continueremo a collaborare con il Governo affinché arrivino tutte le risorse necessarie per completare gli interventi e garantire la piena sicurezza del territorio. Il Governo Meloni ha dimostrato di esserci e di mantenere gli impegni presi con le comunità del vicentino”.</p>
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		<title>Viale Milano, si infiamma la polemica sulla nuova pasticceria: botta e risposta fra Possamai e Naclerio in Consiglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 09:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si infiamma il confronto politico sulla nuova pasticceria aperta in Viale Milano. Nei giorni scorsi l’onorevole Silvio Giovine e il consigliere comunale Nicolò Naclerio avevano sollevato dubbi sulla regolarità dell’attività “Les Delices”, inaugurata il 5 marzo e alla cui apertura<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Si infiamma il confronto politico sulla nuova pasticceria aperta in Viale Milano. Nei giorni scorsi l’onorevole Silvio Giovine e il consigliere comunale Nicolò Naclerio avevano sollevato dubbi sulla regolarità dell’attività “Les Delices”, inaugurata il 5 marzo e alla cui apertura aveva partecipato anche il sindaco.</p>



<p>Secondo Giovine, dopo alcune segnalazioni ricevute, nel locale sarebbero state riscontrate <strong>alcune possibili irregolarità</strong>, tra cui l’assenza della toilette – requisito normalmente richiesto per i pubblici esercizi – e la presenza di <strong>telecamere puntate sulla pubblica via</strong>, ritenute non conformi alla normativa. Il parlamentare di Fratelli d’Italia aveva quindi annunciato di aver chiesto verifiche all’ufficio commercio del Comune, arrivando anche a sollecitare un intervento del sindaco e a mettere in discussione l’operato dell’assessorato al commercio.</p>



<p>Alle polemiche ha risposto in consiglio comunale il sindaco Giacomo Possamai (cui è seguita la controreplica di Naclerio in Consiglio), chiarendo innanzitutto il funzionamento delle procedure amministrative per l’apertura di attività di questo tipo.</p>



<p>«Nel caso dell’apertura di un’attività di asporto o di un pubblico esercizio – ha spiegato – <strong>non esistono autorizzazioni preventive da parte del Comune o del sindaco</strong>. L’unico adempimento è la presentazione di una <strong>SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività)</strong>».</p>



<p>Nel caso specifico, ha precisato il primo cittadino, <strong>la SCIA è stata presentata il 24 febbraio</strong>, mentre l’inaugurazione del locale è avvenuta <strong>il 5 marzo</strong>.</p>



<p>«La normativa prevede che la verifica della SCIA avvenga <strong>entro i 60 giorni successivi</strong>. Questo significa che era strutturalmente impossibile sapere prima se tutte le condizioni fossero perfettamente in regola», ha sottolineato Possamai.</p>



<p>Il sindaco ha spiegato che i controlli vengono attivati anche sulla base delle segnalazioni ricevute. «In seguito alle segnalazioni sono stati attivati i controlli: <strong>la Polizia Locale è intervenuta e ha inflitto una multa pesante</strong> per le irregolarità riscontrate».</p>



<p>Possamai ha poi criticato il modo in cui è stata sollevata la questione. «Le segnalazioni non si fanno su Facebook, ma <strong>attraverso i canali ufficiali</strong>», ha affermato.</p>



<p>Non è mancata infine una stoccata politica rivolta al parlamentare di Fratelli d’Italia: «Un parlamentare della Repubblica, anziché occuparsi dei bagni di un locale, dovrebbe occuparsi di temi nazionali come <strong>la cedolare secca applicata a tutti i commercianti</strong>».</p>



<p>Il primo cittadino ha quindi ricordato che la procedura è la stessa per tutte le nuove attività: «Da quando sono sindaco ho partecipato <strong>all’inaugurazione di una trentina di locali</strong>. Il meccanismo è sempre lo stesso: la SCIA viene verificata entro 60 giorni e, se emergono irregolarità, vengono sanzionate».</p>



<p>Subito dopo la risposta di Naclerio, che ha replicato alle parole del sindaco Giacomo Possamai: «Prendo atto che, a seguito della vicenda, sono stati effettuati i controlli. Ma qui non si discute quello che è avvenuto dopo ma quello che è avvenuto prima: quella del sindaco è stata una gaffe allucinante. Ci viene detto che facciamo politica, ma andare in un locale dove si somministrano cibi e bevande con la fascia tricolore è di per sé un atto politico. È stata una figuraccia istituzionale: il sindaco sapeva benissimo dove stava andando. Adesso sembra quasi che sia stato Giovine a inaugurare quel locale. Una mancanza di rispetto a quanti aprono e gestiscono locali rispettando le regole».</p>
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		<title>Acque del Chiampo &#8211; Chiarimento sulla nomina del direttore generale: “Scelta dell’assemblea dei sindaci”</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 13:12:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In riferimento alle polemiche emerse nel corso della campagna elettorale per le&#160;elezioni amministrative nel Comune di Arzignano, Acque del Chiampo ritiene opportuno fornire alcune&#160;precisazioni&#160;in merito alla&#160;nomina del direttore generale. La società evidenzia che la&#160;nomina del direttore generale&#160;rientra tra le&#160;prerogative dell’Assemblea<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>In riferimento alle polemiche emerse nel corso della campagna elettorale per le&nbsp;<strong>elezioni amministrative nel Comune di Arzignano</strong>, Acque del Chiampo ritiene opportuno fornire alcune&nbsp;<strong>precisazioni</strong>&nbsp;in merito alla&nbsp;<strong>nomina del direttore generale</strong>.</p>



<p>La società evidenzia che la&nbsp;<strong>nomina del direttore generale</strong>&nbsp;rientra tra le&nbsp;<strong>prerogative dell’Assemblea dei Soci</strong>, organismo composto dai&nbsp;<strong>sindaci dei dieci Comuni serviti</strong>&nbsp;da Acque del Chiampo.</p>



<p>Con riferimento alla posizione dell’attuale&nbsp;<strong>direttore generale Andrea Chiorboli</strong>, si precisa che la sua&nbsp;<strong>selezione è avvenuta nel 2021 attraverso una procedura di bando a evidenza pubblica</strong>. Al termine dell’iter selettivo,&nbsp;<strong>l’Assemblea dei Soci ha deliberato la sua nomina</strong>&nbsp;alla direzione generale della società.</p>



<p>Acque del Chiampo sottolinea inoltre che&nbsp;<strong>Chiorboli opera all’interno dell’azienda da circa 25 anni</strong>, periodo nel quale ha ricoperto diversi&nbsp;<strong>incarichi di responsabilità</strong>&nbsp;sia in ambito tecnico sia in ambito amministrativo.</p>



<p>La società ricorda infine che i&nbsp;<strong>risultati positivi conseguiti negli ultimi cinque anni</strong>&nbsp;sotto la sua direzione sono&nbsp;<strong>documentati nei report ufficiali</strong>&nbsp;dell’azienda, tra cui il bilancio di sostenibilità annuale, pubblicato regolarmente.</p>
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		<title>Arzignano: Forza Italia sostiene la candidatura a sindaco di Riccardo Masiero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 09:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[OVEST VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Arzignano]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rimasta per anni fuori dalla maggioranza e dall’Amministrazione cittadina, della quale inparticolare nell’ultimo mandato non ha condiviso né obiettivi né metodi messi in campo nellaguida della città, Forza Italia ha voluto confermare questa incompatibilità di visioni anche nelledimissioni del proprio<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Rimasta per anni fuori dalla maggioranza e dall’Amministrazione cittadina, della quale in<br>particolare nell’ultimo mandato non ha condiviso né obiettivi né metodi messi in campo nella<br>guida della città, Forza Italia ha voluto confermare questa incompatibilità di visioni anche nelle<br>dimissioni del proprio rappresentante in Consiglio Comunale, Nicolò Sterle, rassegnate insieme ad<br>altri colleghi lo scorso dicembre.<br>Forza Italia ha accolto con favore il nuovo progetto politico inaugurato proprio da Riccardo Masiero. Un progetto che fin<br>dalla sua nascita si è caratterizzato per una reale e fattiva apertura a tutte le forze politiche<br>disponibili al confronto e all’arricchimento di un programma condiviso.</p>



<p>Forza Italia apprezza la volontà, espressa dal candidato Masiero, di tornare ai valori dei padri<br>fondatori della città per costruire una nuova grande Arzignano, nel segno del lavoro,<br>dell’innovazione e della cultura d’impresa, aspetto quest’ultimo che ci si aspetta<br>un’Amministrazione sappia e voglia valorizzare anziché spremere solo per proprio interesse.<br>Già diverse persone incontrate in queste settimane anche dagli esponenti locali di Forza Italia<br>hanno confermato l’apprezzamento per come si sta muovendo Masiero.<br>«Il ritorno delle persone all’attivismo e all’impegno nella vita civica, come sta succedendo ad<br>Arzignano in queste settimane &#8211; spiega il Coordinatore Provinciale di Forza Italia, Pierantonio<br>Zanettin – è un segnale positivo di una volontà concreta di riavviare quella rappresentatività delle<br>parti sociali che può far crescere davvero una città. Accolgo con favore il progetto avviato da<br>Riccardo Masiero ritenendo che possa ridonare il savoir-faire che ci si aspetta anche dalla politica<br>locale. Per questo intendiamo intavolare da subito un confronto proficuo per portare anche il<br>contributo di Forza Italia all’interno del programma amministrativo che sta prendendo forma, con<br>particolare attenzione ai temi che riguardano ambiente, anziani e la riattivazione di una<br>programmazione culturale per i giovani.</p>
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		<title>Se la Magistratura si divide sulla riforma della giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 08:09:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se la riforma della giustizia fosse davvero l’attentato alla democrazia che alcuni descrivono, la Magistratura italiana dovrebbe essere&#160;&#160;compatta come una falange macedone. Silenzio assoluto, linea unica, coro unanime per il&#160;No. Invece non è proprio così. Succede che le toghe abbiano<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p></p>



<p>Se la riforma della giustizia fosse davvero l’attentato alla democrazia che alcuni descrivono, la Magistratura italiana dovrebbe essere&nbsp;&nbsp;compatta come una falange macedone.</p>



<p>Silenzio assoluto, linea unica, coro unanime per il&nbsp;No.<strong></strong></p>



<p>Invece non è proprio così.</p>



<p>Succede che le toghe abbiano idee diverse, e che si scontrino. E pure parecchio.</p>



<p>Per fare un solo esempio, il Procuratore di Napoli&nbsp;Nicola Gratteri&nbsp;non ha dubbi: separare le carriere tra Giudici e Pubblici Ministeri sarebbe un errore e rischierebbe di indebolire l’autonomia della Magistratura.</p>



<p>Una posizione chiara, forte, molto visibile, di una parte importante della Magistratura che vede nella riforma un tentativo di ridimensionare il ruolo del Pubblico Ministero, e di alterare gli equilibri dell’Ordine Giudiziario.</p>



<p>Ma non tutti i Magistrati sono barricati dietro il&nbsp;No.</p>



<p>Se andate ad esempio in Rete, su Radio Radicale potete vedere ed ascoltare la&nbsp;Registrazione video dell&#8217;assemblea &#8220;50 magistrati per il Sì&#8221;, svoltasi a Roma sabato 28 febbraio 2026 alle 10:30, organizzato dal Comitato Nazionale Sì Riforma, con tanto di elenco delle 50 toghe che hanno partecipato (<a href="https://www.radioradicale.it/scheda/783165/50-magistrati-per-il-si" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.radioradicale.it/scheda/783165/50-magistrati-per-il-si</a>).</p>



<p>E non è l’unica.</p>



<p>Perché nel mondo delle toghe chiaramente esiste anche un altro filone, molto meno rumoroso ma altrettanto reale, tanto da essere comunque ben rappresentato da testimonianze in Rete.</p>



<p>Un esempio eclatante è&nbsp;Luca Palamara, ex membro del CSM e protagonista dello scandalo che qualche anno fa ha scoperchiato il sistema delle correnti dentro la Magistratura.&nbsp;</p>



<p>Dopo quella vicenda, Palamara, che è stato per qualche anno anche Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati,&nbsp;&nbsp;è diventato uno dei sostenitori della separazione delle carriere, convinto che serva proprio a ridurre il peso delle correnti e dei giochi di potere interni.</p>



<p>Ora, non è necessario amare Palamara per riconoscere un fatto: se anche dentro la Magistratura qualcuno sostiene la riforma, significa quanto meno che il problema esiste.</p>



<p>Il punto, quindi, non è Palamara.<br>Il punto è che la storia della corporazione tutta compatta contro il cambiamento inizia a scricchiolare.</p>



<p>E qui arriviamo al cuore del problema.</p>



<p>La Magistratura italiana per fortuna non è un blocco monolitico.&nbsp;</p>



<p>È un sistema attraversato da correnti organizzate, gruppi culturali, rivalità personali e carriere da costruire.</p>



<p>Quando una riforma tocca il meccanismo che regola questo equilibrio, è inevitabile che scatti la reazione.</p>



<p>Non è ideologia.&nbsp;&nbsp;&nbsp;È fisiologia del potere.</p>



<p>La riforma prevede tre cambiamenti principali:&nbsp;&nbsp;separazione delle carriere tra Giudici e Pubblici Ministeri, due CSM distinti, nuove regole di selezione dei membri degli Organi di autogoverno.</p>



<p>Una modifica tecnica, sulla carta.</p>



<p>Nella realtà significa cambiare gli equilibri che durano da decenni di una delle corporazioni più influenti dello Stato.</p>



<p>Quindi a voler essere equanimi, noi non stiamo assistendo ad un mero confronto/scontro tra Magistratura e Politica; Politica che fra l’altro in questo frangente sta dando il peggio di se stessa.</p>



<p>Si assiste a qualcosa di molto più interessante, che succede in qualsiasi altro ambiente “umano”.</p>



<p>Non si parla più solo di principi, bensì anche di potere.</p>



<p>Toghe contro toghe.</p>



<p>Una battaglia interna, combattuta a colpi di interviste, convegni ed appelli pubblici.</p>



<p>Ne consegue che il referendum sulla giustizia è diventato qualcosa di molto più italiano.</p>



<p>Non&nbsp;&nbsp;solo, ripeto, una battaglia tra politica e toghe, ma anche una battaglia&nbsp;tra toghe.<strong></strong></p>



<p>Con la differenza che, questa volta, il pubblico non sta in tribunale.<br>Sta alle urne.</p>



<p></p>
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		<title>Referendum Giustizia, a Vicenza incontro pubblico con Sallusti e Maschio per il Sì</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 14:42:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In vista del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo, il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Vicenza organizza un incontro pubblico dal titolo “Le ragioni del Sì”. L’appuntamento è fissato per lunedì 16 marzo alle ore<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>In vista del <strong>referendum costituzionale sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo</strong>, il coordinamento cittadino di <strong>Fratelli d’Italia Vicenza</strong> organizza un incontro pubblico dal titolo <strong>“Le ragioni del Sì”</strong>. L’appuntamento è fissato per <strong>lunedì 16 marzo alle ore 19 all’Hotel Tiepolo di Vicenza</strong>.</p>



<p>L’evento vedrà la partecipazione del giornalista <strong>Alessandro Sallusti</strong>, portavoce del Comitato “Sì Riforma”, che dialogherà con <strong>l’onorevole Ciro Maschio</strong>, presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, e con <strong>l’avvocato Francesco Rucco</strong>, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto.</p>



<p>Ad aprire il convegno sarà <strong>Alessandro Benigno</strong>, presidente cittadino di Fratelli d’Italia Vicenza. I saluti iniziali saranno invece affidati al <strong>senatore Raffaele Speranzon</strong>, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Veneto, e all’<strong>onorevole Silvio Giovine</strong>, presidente provinciale di Fratelli d’Italia Vicenza. A moderare l’incontro sarà l’<strong>avvocato Elena Pavan</strong>, responsabile del Dipartimento Giustizia di Fratelli d’Italia Vicenza.</p>



<p>«Questa riforma introduce cambiamenti epocali, come la <strong>separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti</strong> e il <strong>nuovo meccanismo di selezione del CSM</strong>, per rafforzare l’autonomia, il merito e la responsabilità della magistratura, sottraendola a pressioni politiche – dichiara Alessandro Benigno –. È essenziale superare l’immobilismo che ha indebolito il sistema e per questo votare Sì al referendum significa rivendicare una giustizia più moderna, efficiente e credibile, capace di ricostruire la fiducia dei cittadini e rafforzare la democrazia. Un intervento necessario, peraltro condiviso da molti magistrati».</p>



<p>L’incontro è <strong>aperto al pubblico</strong> e rappresenterà un momento di confronto e approfondimento su uno dei temi più discussi del dibattito politico e istituzionale nazionale.</p>
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		<title>Commercio, Giovine (FdI): &#8220;A Vicenza Sindaco PD inaugura bar abusivo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 14:02:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Il Sindaco Possamai si è presentato nei giorni scorsi in Viale Milano nel cosiddetto “quadrilatero”, quartiere tristemente noto alla cronaca per il degrado, con tanto di fascia tricolore per l’inaugurazione di un nuovo bar, annunciata in pompa magna anche mediaticamente.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>“Il Sindaco Possamai si è presentato nei giorni scorsi in Viale Milano nel cosiddetto “quadrilatero”, quartiere tristemente noto alla cronaca per il degrado, con tanto di fascia tricolore per l’inaugurazione di un nuovo bar, annunciata in pompa magna anche mediaticamente. Dopo diverse segnalazioni ricevute ho fatto personalmente un sopralluogo e richiesto formalmente all’ufficio commercio del comune se l’attività risultasse in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge. Mi è stato riposto direttamente dal SUAP che “non risulta presentata una segnalazione di inizio attività per l’apertura di un pubblico esercizio, mentre è stata invece trasmessa una scia di commercio al dettaglio di vicinato”. Quindi in sfregio alle prescrizioni amministrative e ai requisiti igienici sanitari necessari per somministrare alimenti e bevande, l’amministrazione targata PD ha pubblicizzato un locale illegale in quartiere complesso dove l’assessorato al commercio dovrebbe attenzionare le pratiche, in particolare per prevenire il fenomeno del cosiddetto “apri e chiudi”, che spesso nasconde fenomeni di riciclaggio e altre forme di illegalità. Questo è l’approccio della sinistra rispetto al commercio: superficialità e irresponsabilità a discapito dei tanti titolari di attività che rispettano le regole. Considerando la situazione stamane ho formalizzato all’Ulss Servizio igiene alimenti e nutrizione, ai Carabinieri del Nas e al Comune stesso la richiesta di verificare in tutti i negozi, bar, ristoranti e parrucchieri della zona del Quadrilatero il rispetto dei requisiti igienico sanitari e di sicurezza alimentare, nonché la conformità alle altre prescrizioni previste dalla legge. Non possono esserci zone franche nella nostra città. Lo sforzo dello Stato che ha già prorogato diverse volte la Zona Rossa in quell’area della città berica, deve essere necessariamente accompagnata dall’azione responsabile del Comune”. Così Silvio Giovine, deputato di Fratelli d&#8217;Italia alla Camera.</p>
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		<title>Tempo di primavera. Tempo di “Flotillas”</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 17:27:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli esseri umani ultimamente hanno una passione incrollabile: trasformare la politica in teatro galleggiante.Non basta litigare sulla terraferma. Serve la barca, la bandiera, la diretta social ,e possibilmente qualche telecamera pronta a riprendere il momento in cui qualcuno grida allo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Gli esseri umani ultimamente hanno una passione incrollabile: trasformare la politica in teatro galleggiante.<br>Non basta litigare sulla terraferma. Serve la barca, la bandiera, la diretta social ,e possibilmente qualche telecamera pronta a riprendere il momento in cui qualcuno grida allo scandalo planetario.<br>Prendiamo la Global Sumud Flotilla ( la n. 2) che si starebbe preparando a salpare diretta verso la Striscia di Gaza .<br>L’idea ufficiale è portare aiuti umanitari, ma soprattutto “Affrontare direttamente il blocco illegale ed affermare il diritto dei palestinesi ad accedere alla loro costa e al mondo..”<br>Una missione nobile, sulla carta.<br>Poi però c’è il piccolo dettaglio logistico che qualunque adulto sano di mente con una cartina del Mediterraneo dovrebbe notare: quel tratto di mare è sotto il controllo militare di Israele, uno Stato impegnato in guerre su svariati fronti.<br>E non da ieri mattina.<br>Risultato prevedibile: blocco navale, tensione, comunicati indignati e titoli pronti.<br>Abbiamo già visto tutto nei mesi scorsi.<br>Gli aiuti, spesso, restano un elemento secondario della sceneggiatura.<br>Come se non bastasse, dall’altra parte dell’Atlantico salpa — o promette di salpare fra qualche giorno da Cancun la “Nuestra América Flotilla” , con destinazione Cuba.<br>Qui il copione è leggermente diverso ma il genere cinematografico è lo stesso (fra gli attori del cast annunciati i nostri europarlamentari Ilaria Salis e Mimmo Lucano).<br>Si naviga verso il paradiso socialista caraibico per sfidare l’embargo degli United States.<br>Anche qui: bandiere, slogan, idealismo dichiarato, ed una buona dose di coreografia politica.<br>Il punto è che queste spedizioni hanno un curioso difetto: sembrano progettate più per il momento dell’incidente che per il successo della missione.<br>Se arrivano senza problemi, la notizia dura mezza giornata.<br>Se invece qualcuno le ferma, magari dopo settimane di “melina in mare”, allora scatta la fotografia simbolica, la narrativa del Davide contro il Golia, il giro del mondo mediatico.<br>È una dinamica abbastanza trasparente.<br>La nave diventa un palcoscenico. Il mare, uno studio televisivo.<br>E gli aiuti umanitari, quando ci sono davvero, finiscono per fare da comparsa in una rappresentazione che è soprattutto politica.<br>Nel frattempo il resto del mondo continua a fare quello che fa sempre: osservare, commentare, dividersi sui social ed aspettare la prossima flottiglia.<br>Perché, a quanto pare, nel XXI secolo anche la propaganda ha scoperto il fascino della navigazione a vela.</p>



<p>Ps: aspetto con ansia una Flotilla diretta verso le coste dell’Iran in difesa dei diritti delle ragazze e dei ragazzi iraniani massacrati dai preti inturbantati.</p>



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		<title>Vicenza &#8211; Viale Milano tra dolci e polemiche: nuova pasticceria inaugura, ma Giovine denuncia irregolarità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 14:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viale Milano a Vicenza continua a essere un centro di vitalità, con numerose aperture e cambi di gestione negli ultimi mesi. L’ultima inaugurazione in ordine di tempo è “Les Delices”, una pasticceria italo-orientale aperta il 5 marzo, nata dalla volontà<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Viale Milano a Vicenza continua a essere un centro di vitalità, con numerose aperture e cambi di gestione negli ultimi mesi. L’ultima inaugurazione in ordine di tempo è <strong>“Les Delices”</strong>, una pasticceria italo-orientale aperta il <strong>5 marzo</strong>, nata dalla volontà di Ines Abdelhedi, tunisina residente in città da 22 anni, e dal socio egiziano Omar Mefreh. Il locale propone un viaggio tra sapori nordafricani, mediorientali e italiani, con specialità come <strong>baklava, basbousa, kunafa al mango, lenza e balah el sham</strong>, e presto aggiungerà anche i classici cornetti italiani.</p>



<p>All’inaugurazione, cui ha preso parte anche il <strong>sindaco Giacomo Possamai</strong>, l’attività è stata presentata come esempio di <strong>rinascita e multiculturalità</strong> nel quadrilatero commerciale, contribuendo a contrastare degrado e criminalità.</p>



<p>Tuttavia, l’apertura non è stata priva di polemiche. L’<strong>onorevole Silvio Giovine (Fratelli d’Italia)</strong> si è recato personalmente al locale dopo aver ricevuto diverse segnalazioni e ha denunciato alcune irregolarità: innanzitutto, <strong>manca la toilette</strong>, un requisito fondamentale per i pubblici esercizi; inoltre, sarebbero state installate <strong>telecamere puntate sulla pubblica via</strong>, contrarie alla normativa vigente. Giovine ha dichiarato di aver <strong>interpellato formalmente l’ufficio commercio del Comune</strong> per verificare che l’attività possieda tutti i requisiti legali.</p>



<p>«Se i nostri timori si confermassero fondati, sarebbe opportuno che il Sindaco intervenga anche rivedendo le deleghe dell’assessore al commercio Cristina Balbi», ha aggiunto Giovine, sottolineando la necessità di un <strong>monitoraggio serio del fenomeno “apri e chiudi”</strong>, che può nascondere <strong>riciclaggio e danni ai commercianti onesti</strong>.</p>



<p>Nonostante le polemiche, Giovine ha voluto anche dare <strong>un riconoscimento alle attività che resistono</strong>, visitando altre realtà del quadrilatero per ringraziarle del loro fondamentale servizio commerciale e sociale.</p>



<p>In sintesi, <strong>Viale Milano continua a essere simbolo di imprenditorialità e multiculturalità</strong>, ma le recenti segnalazioni sollevano interrogativi sulla <strong>regolarità delle nuove aperture</strong> e sull’attenzione dell’amministrazione comunale.</p>
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		<title>Tra traffico e autobus assenti, Arcugnano cerca risposte: il programma della candidata Siotto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un comunicato diffuso da Simona Siotto, candidata sindaco di Arcugnano con lista civica, evidenzia le criticità del comune nella gestione del traffico e del trasporto pubblico. Siotto propone interventi concreti sulla sicurezza stradale e sul potenziamento delle corse, anche domenicali,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em><strong>Un comunicato diffuso da Simona Siotto, candidata sindaco di Arcugnano con lista civica, evidenzia le criticità del comune nella gestione del traffico e del trasporto pubblico. Siotto propone interventi concreti sulla sicurezza stradale e sul potenziamento delle corse, anche domenicali, per garantire maggiore mobilità e tutela dei residenti.</strong></em></p>



<p>Arcugnano si trova ogni giorno a fare i conti con un traffico sempre più congestionato, dovuto alla vicinanza degli svincoli di Fontega a nord e di Sant&#8217;Agostino a sud, nodi critici della viabilità vicentina che scaricano sul territorio comunale un flusso di veicoli insostenibile. Le strade, non progettate per gestire questi volumi, provocano disagi ai residenti, con colonne di auto, attraversamenti pericolosi, marciapiedi insufficienti e incroci a visibilità limitata.</p>



<p>La candidata sindaco Simona Siotto, della lista civica, pone la sicurezza stradale e il trasporto pubblico al centro del suo programma. &#8220;Arcugnano non è una zona di transito, è una comunità&#8221;, sottolinea. Tra le priorità indicate vi sono la messa in sicurezza degli incroci, la manutenzione di marciapiedi e piste ciclabili, l’installazione di sistemi di rilevazione della velocità, la revisione della segnaletica e l’apertura di un tavolo permanente con Provincia e Comune di Vicenza per affrontare i problemi degli svincoli critici.</p>



<p>Sul fronte del trasporto pubblico, la situazione è altrettanto critica: la domenica non passa alcun autobus, penalizzando anziani, ragazzi e persone senza mezzi privati. Siotto propone corse domenicali e festive, revisione degli orari per chi lavora o studia fuori comune, servizi a chiamata per fasce orarie a bassa domanda e potenziamento delle fermate con pensiline e informazioni aggiornate in tempo reale.</p>



<p>&#8220;Arcugnano merita meno code, strade più sicure e autobus che passano anche di domenica. Non è utopia, è normale amministrazione&#8221;, conclude Siotto, pronta a portare avanti queste proposte.</p>
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		<title>Elezioni comunali ad Arzignano, il Pd si prepara per la competizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 08:40:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[OVEST VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ARZIGNANO – Il Circolo PD Arzignano–Valchiampo “Sergio Pellizzari”, riunitosi il 3 marzo in vista delle elezioni comunali del 24 maggio, ha deliberato la propria partecipazione alla competizione elettorale, avviando il lavoro per la costruzione di una coalizione di liste con<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>ARZIGNANO – Il Circolo PD Arzignano–Valchiampo “Sergio Pellizzari”, riunitosi il 3 marzo in vista delle elezioni comunali del 24 maggio, ha deliberato la propria partecipazione alla competizione elettorale, avviando il lavoro per la costruzione di una coalizione di liste con l’obiettivo di amministrare la città per i prossimi cinque anni.</p>



<p>Il progetto amministrativo che guiderà il Partito Democratico è incentrato sull’idea di costruire “una città di tutti e per tutti, cittadine e cittadini, e non solo per qualche clan, vecchio o nuovo”, si legge nella nota diffusa dal circolo.</p>



<p>Nel documento vengono elencate le priorità programmatiche, definite come temi rimasti in sospeso nei 17 anni di governo della destra ad Arzignano. Tra queste, la difesa della salute con particolare attenzione alla situazione dell’ospedale di zona e il monitoraggio della presenza dei PFAS nella popolazione arzignanese. Centrale anche il potenziamento dei servizi sociali per gli anziani.</p>



<p>Sul fronte infrastrutturale e della mobilità, il Pd indica il piano del traffico di valle con il rilancio della bretella Chiampo–Arzignano, l’incentivazione del trasporto pubblico attraverso intese provinciali e di area, la realizzazione di nuove piste ciclabili e la messa in sicurezza dei percorsi pedonali.</p>



<p>Tra gli altri punti programmatici figurano la verifica e revisione dei costi relativi alla nuova Sala Civica, il rilancio del ruolo di Arzignano nell’area dell’Ovest Vicentino, il miglioramento dei collegamenti ferroviari e stradali anche in funzione della conclusione dei lavori dell’Alta Velocità, nonché misure strutturali per la salvaguardia dell’occupazione nel settore conciario e per il miglioramento ambientale della valle.</p>



<p>Il circolo annuncia che nei prossimi giorni verrà costruito un programma dettagliato sui temi indicati, da mettere a confronto con le realtà interessate a condividere il progetto, avviando parallelamente il percorso per individuare il candidato sindaco tra le proposte disponibili.</p>
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		<title>Elezioni ad Arzignano, Fratelli d’Italia sostiene Masiero. Lovato: «È l’uomo giusto»</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 14:16:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[OVEST VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il circolo di Fratelli d’Italia di Arzignano ufficializza il proprio sostegno alla candidatura a sindaco di Riccardo Masiero in vista delle prossime amministrative. L’annuncio è arrivato questa mattina, con una presa di posizione chiara a favore di un progetto politico<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Il circolo di Fratelli d’Italia di Arzignano ufficializza il proprio sostegno alla candidatura a sindaco di Riccardo Masiero in vista delle prossime amministrative. L’annuncio è arrivato questa mattina, con una presa di posizione chiara a favore di un progetto politico che punta a costruire «una nuova grande Arzignano».</p>



<p>A intervenire è stato Giovanni Lovato, coordinatore del circolo cittadino del partito: «Riccardo Masiero è un uomo equilibrato, che ha sempre lavorato per il bene della comunità. In questi anni abbiamo avuto modo di vederlo all’opera, lavorando anche fianco a fianco: è un amministratore capace, concreto, con una visione chiara per la città».</p>



<p>Il partito riconosce nel candidato una figura che, anche nei momenti più complessi, ha saputo assumersi responsabilità mettendo al centro l’interesse della città. «Conosciamo l’impegno con cui ha lavorato, sempre per il bene della città – prosegue Lovato – dimostrando senso delle istituzioni e spirito di servizio, con serietà e determinazione».</p>



<p>Fratelli d’Italia dichiara di condividere il progetto politico e amministrativo proposto da Masiero, ritenendo necessario aprire una nuova fase di confronto con i cittadini e con le forze sociali del territorio. L’obiettivo è avviare un percorso fondato su ascolto, partecipazione e programmazione strategica per lo sviluppo locale.</p>



<p>Tra i temi indicati come prioritari figurano sicurezza e sport, considerati ambiti centrali per la qualità della vita e la coesione sociale. Il partito si dice pronto a offrire un contributo concreto nell’azione amministrativa e ad avviare un dialogo con le altre forze politiche e civiche della città, con l’intento di costruire una maggioranza solida e un programma realmente rappresentativo delle diverse esigenze del territorio.</p>



<p>Durante la campagna elettorale è previsto l’arrivo ad Arzignano di esponenti regionali e nazionali del partito, con l’intenzione di rafforzare una filiera istituzionale capace di consolidare i rapporti con la Regione e con il Governo. «Vogliamo rafforzare il dialogo con i livelli superiori di governo, creando opportunità e sinergie concrete per il futuro della nostra città. Ringraziamo infine il nostro Presidente provinciale e vicecoordinatore regionale Silvio Giovine che al tavolo provinciale del centrodestra continua a lavorare per l’unità della coalizione, a lui va riconosciuto certamente il merito di essere riuscito a iniziare un dialogo costruttivo tra tutte le forze nonostante nel recente passato nella nostra città ci fossimo ritrovati su fronti opposti. Oggi l’occasione storica di presentarci uniti passa a nostro giudizio dalla candidatura di Riccardo Masiero, figura di sintesi e sulla quale auspichiamo la convergenza di tutti.»</p>
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		<title>Sicurezza a Vicenza, l&#8217;allarme dei commercianti. Possamai: &#8220;Segnale da non sottovalutare e&#8230; servono nuovi agenti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 15:18:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il recente questionario lanciato da Confcommercio Vicenza tra commercianti, bar e ristoranti ha fotografato una città percepita come sempre meno sicura. Il 52% degli intervistati ritiene che la situazione sia peggiorata negli ultimi dodici mesi, il 42% ha subito episodi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Il recente questionario lanciato da <strong>Confcommercio Vicenza</strong> tra commercianti, bar e ristoranti ha fotografato una città percepita come sempre meno sicura. Il <strong>52% degli intervistati</strong> ritiene che la situazione sia peggiorata negli ultimi dodici mesi, il <strong>42% ha subito episodi criminali</strong> e il <strong>56% non si sente sicuro</strong>. Tra i fenomeni più segnalati figurano furti (28%), spaccate e vandalismi (15%), aggressioni e minacce (12%), scippi (5%) e rapine (2%). Solo il 55% delle vittime ha sporto denuncia.</p>



<p>Il questionario ha coinvolto <strong>140 commercianti</strong> (40% dal centro storico, 60% dai quartieri), evidenziando che le aree più critiche sono <strong>San Felice-San Lazzaro, San Pio X-Stanga-Bertesina, Araceli-Anconetta-Ospedaletto</strong> e il centro storico. Gli orari di maggiore rischio sono tra le <strong>18 e l’una di notte</strong>. Il degrado urbano è un altro elemento chiave: <strong>l’86% dei rispondenti</strong> ha rilevato problemi come imbrattamenti e abbandono di rifiuti (64%), presenza di senza fissa dimora (62%), accattonaggio molesto, tossicodipendenti e ubriachezza molesta.</p>



<p>Rispondendo ai dati emersi dal sondaggio, il <strong>sindaco Francesco Possamai</strong> ha sottolineato l’importanza della richiesta avanzata da Confcommercio Vicenza e dal suo presidente Nicola Piccolo: «Servono nuovi agenti in città. Quest’anno la Questura, già in difficoltà, ha perso 30 unità e finora ne sono arrivate solo sei. L’Arma dei Carabinieri manca di oltre 10.200 unità a livello nazionale, con inevitabili ricadute sul presidio del territorio».</p>



<p>Il primo cittadino ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare le <strong>polizie locali</strong>: «Gli organici sono passati da 60.000 a 48.000 agenti negli ultimi 15 anni. Non possono essere solo le istituzioni a chiedere più sicurezza, ma anche le categorie economiche, perché la pressione verso il Governo sia più concreta».</p>



<p>Sul fronte del <strong>centro storico e del commercio di vicinato</strong>, Possamai ha ricordato: «Ogni vetrina che si chiude è un segnale d’allarme. La sicurezza passa anche dalla vitalità delle attività e dal tessuto commerciale. Vicenza farà la sua parte per mantenere quartieri e centro storico vivi e attrattivi».</p>



<p>Il sindaco ha infine ribadito l’appello ai cittadini: «Chi subisce un reato deve sempre denunciare. La reiterazione dei crimini aumenta il senso di impunità e danneggia tutti, commercianti e residenti».</p>
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		<title>Stabilicum o Paurellum? La legge elettorale della paura?</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 11:00:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Baldo Siate certi che avremo modo di tornare sui contenuti della proposta di modifica della Legge elettorale presentata ieri dai Partiti dell’attuale maggioranza.In un pezzo dello scorso 28 novembre (https://www.tviweb.it/italia-dove-ogni-governo-vuole-la-sua-legge-elettorale-su-misura/) avevo definito “vizietto italico” questa tendenza di ogni maggioranza<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>Siate certi che avremo modo di tornare sui contenuti della proposta di modifica della Legge elettorale presentata ieri dai Partiti dell’attuale maggioranza.<br>In un pezzo dello scorso 28 novembre (https://www.tviweb.it/italia-dove-ogni-governo-vuole-la-sua-legge-elettorale-su-misura/) avevo definito “vizietto italico” questa tendenza di ogni maggioranza di voler cambiare la legge elettorale a proprio favore.<br>Regolare come una cambiale il problema si ripresenta in questi giorni.<br>Mettiamo in fila i fatti, senza farci ipnotizzare dai nomignoli latineggianti che sembrano usciti da un convegno di filologi annoiati.<br>Dopo il Mattarellum, il Porcellum, l’Italicum e il Rosatellum, ora arriva lo “Stabilicum”.<br>Perché se lo chiami in latino suona serio, quasi romano, e magari nessuno guarda troppo bene cosa c’è dentro.<br>È un vizietto antico: nobilitare con il lessico ciò che politicamente è molto meno nobile.<br>Il punto vero, lo snodo della proposta di legge depositata ieri in Parlamento è il meccanismo del “premio di maggioranza”.<br>L’ipotesi è semplice: chi arriva al 40 per cento prende oltre il 55 per cento dei seggi.<br>Tradotto: una forzatura bella robusta rispetto ai paletti che la Corte Costituzionale aveva messo ai tempi dell’Italicum.<br>Non serve essere Costituzionalisti per capire che il rischio di una bocciatura della Consulta esiste.<br>E se lo capisco anch’io, figurarsi chi siede a Palazzo Chigi.<br>Poi c’è la questione dei tempi.<br>La fretta. Il blitz.<br>Portare la legge in Parlamento subito, quasi senza confronto con le opposizioni.<br>In teoria le regole del gioco, ed in particolare le leggi elettorali, dovrebbero essere condivise il più possibile.<br>In pratica, da trent’anni a questa parte, le maggioranze le cambiano a propria misura.<br>È un’abitudine bipartisan, quindi NESSUNO può fingersi vergine.<br>Però qui la sensazione è che l’accelerazione abbia una motivazione politica molto concreta.<br>C’è un referendum alle porte.<br>E c’è il timore che un eventuale vittoria del No (che i sondaggi danno per possibile) possa incrinare l’immagine di invincibilità che la destra si porta dietro dal 2022.<br>Se dovesse arrivare una battuta d’arresto, meglio avere già in tasca una nuova legge elettorale pronta all’uso.<br>Magari per andare al voto in anticipo, prima che il clima cambi ulteriormente a favore delle opposizioni.<br>Da qui l’etichetta maliziosa che circola: non “Stabilicum” ma “Paurellum”.<br>Quando la politica corre troppo, di solito sta scappando da qualcosa.<br>Anche i dettagli tecnici raccontano una storia.<br>Restano le liste bloccate, che piacciono sempre agli Stati Maggiori dei partiti, di destra e di sinistra.<br>Decidere dall’alto chi entra in Parlamento è una tentazione irresistibile per qualsiasi Segreteria. Su questo aspetto mi gioco una mano che sotto sotto anche la Schlein è d’accordo; così può far fuori la componente riformista del PD.<br>Le preferenze sono belle in teoria, ma sporcano le mani con il territorio e con i voti veri, e poi costringono a mettere in lista candidati spendibili, e non “scappati di casa” il cui unico valore aggiunto è la fedeltà al Capo.<br>E in quest’ottica spariscono ovviamente anche i collegi uninominali, dove un campo largo compatto potrebbe avere un vantaggio competitivo.<br>Coincidenze, certo. La politica vive di coincidenze strategiche.<br>Niente nome del candidato premier sulla scheda.<br>Un altro segnale che il semipresidenzialismo di fatto, evocato più volte, resta un’ambizione di Giorgia Meloni più che un progetto condiviso dai suoi alleati.<br>Si corregge, si lima, si toglie.<br>Alla fine il risultato sembra meno un disegno organico e più una somma di paure e cautele.<br>Il paradosso è che questa operazione rischia di diventare un assist clamoroso alle opposizioni.<br>Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno già una narrazione pronta per il Referendum: deriva autoritaria, attacco agli equilibri istituzionali, concentrazione del potere.<br>Una nuova legge elettorale percepita, e venduta all’elettorato come “truffa”, si incastra perfettamente in questo racconto.<br>Se la maggioranza voleva togliere argomenti al fronte del No, potrebbe aver fatto l’esatto contrario.<br>In fondo la scena è quasi sportiva: una squadra che fino a ieri sembrava dominare il campionato comincia a giocare in modo nervoso, forza le giocate, sbaglia i tempi.<br>L’altra si chiude, aspetta l’errore e riparte in contropiede.<br>La politica non è un campo da calcio, ma l’istinto è lo stesso.<br>La domanda vera non è se si possa cambiare la legge elettorale.<br>Si può sempre; è legittimo.<br>La domanda è perché farlo adesso, con questa urgenza e con questi contenuti.<br>Quando una maggioranza sente il bisogno di riscrivere in fretta le regole del gioco, raramente è per eccesso di sicurezza.<br>Più spesso è il contrario.<br>E gli elettori, che non sono sempre distratti come si pensa, certe sfumature le colgono benissimo.<br>Umberto Baldo</p>
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		<title>Vicenza, convegno informativo per il “Sì” al referendum sulla riforma della giustizia</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 14:40:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci saranno l’avvocato Laura Piva, presidente della Camera Penale di Vicenza, e Alessandro Gonzato, giornalista di Libero Quotidiano, tra i relatori del convegno informativo dedicato al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, in programma sabato 28 febbraio 2026, alle ore<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-convegno-informativo-per-il-si-al-referendum-sulla-riforma-della-giustizia/">Vicenza, convegno informativo per il “Sì” al referendum sulla riforma della giustizia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p></p>



<p>Ci saranno l’avvocato Laura Piva, presidente della Camera Penale di Vicenza, e Alessandro Gonzato, giornalista di Libero Quotidiano, tra i relatori del convegno informativo dedicato al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, in programma sabato 28 febbraio 2026, alle ore 10.30, presso l’Hotel Tiepolo di Vicenza.</p>



<p>L’iniziativa ha l’obiettivo di offrire un momento di approfondimento pubblico sui contenuti della riforma, con particolare attenzione alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, tema centrale del progetto di revisione costituzionale.</p>



<p>Ad aprire i lavori sarà Ubaldo Alifuoco, che illustrerà le ragioni a sostegno del voto favorevole. «La riforma interviene per rendere più chiaro e coerente il sistema processuale italiano – spiega Alifuoco –. In un modello pienamente accusatorio, chi accusa e chi giudica devono essere distinti non solo nelle funzioni, ma anche nel percorso professionale. Il pubblico ministero è parte del processo, mentre il giudice deve essere terzo e imparziale».</p>



<p>Secondo i promotori, mantenere giudici e pubblici ministeri nello stesso ordine, pur con ruoli differenti, rappresenta un elemento di ambiguità. «La possibilità di passare da una funzione all’altra può incidere, quantomeno sul piano della percezione, sulla netta distinzione tra accusa e giudizio – prosegue Alifuoco –. Separare le carriere significa rafforzare l’autonomia del giudice come arbitro tra accusa e difesa, rendendo ancora più evidente la sua imparzialità».</p>



<p>La riforma viene inoltre interpretata come una misura di garanzia e non come un indebolimento del pubblico ministero. «Il pubblico ministero resterebbe autonomo, anche rispetto alle correnti politiche, ma seguirebbe un percorso distinto e coerente con il proprio ruolo processuale. L’obiettivo è rendere il sistema più lineare, trasparente e comprensibile, rafforzando la fiducia dei cittadini nella neutralità delle decisioni giudiziarie», sottolinea Alifuoco.</p>



<p>Secondo i promotori, il referendum rappresenta il completamento di un percorso avviato con il principio del “giusto processo”, attraverso un adeguamento ordinamentale volto a modernizzare la giustizia e a renderla pienamente coerente con i principi costituzionali.</p>



<p>L’incontro è aperto al pubblico e intende offrire a cittadini e operatori del diritto un’occasione di confronto sui contenuti della riforma e sulle ragioni del “Sì”.</p>



<p></p>
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