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	<title>CULTURA ARTE | TViWeb</title>
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		<title>E dio creò Brigitte Bardot che creò l’Estate!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
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<p>C’è un momento preciso, nella memoria del Novecento, in cui l’estate smette di essere soltanto una stagione sul calendario, e diventa uno stato dell’anima.<br>Un istante fatto del profumo acuto del pino marittimo, dell’asfalto arroventato che incontra la salsedine, del canto metallico delle cicale che riempie il pomeriggio.<br>Ha il colore del sole sulla pelle ed il rumore delle onde in lontananza.<br>E, soprattutto, ha un volto: quello di Brigitte Bardot.<br>A Cannes nel 1953, una giovanissima Bardot si presenta in bikini sulla spiaggia del Carlton durante il Festival.<br>In quegli anni è ancora un costume capace di suscitare curiosità e scandalo, ma addosso a lei sembra perdere ogni traccia di trasgressione per diventare qualcosa di diverso: naturale, solare, quasi inevitabile.<br>Non è soltanto il corpo di una ragazza a entrare nell&#8217;immaginario collettivo; è una nuova idea di estate.<br>Fino ad allora la bellezza cinematografica aveva spesso avuto il rigore della posa: acconciature impeccabili, abiti costruiti, gesti misurati, una sensualità che arrivava al pubblico attraverso la perfezione.<br>Bardot porta invece sullo schermo e sulle spiagge qualcosa di apparentemente opposto: il disordine, la spontaneità, la pelle nuda al sole, i capelli spettinati dal vento.<br>La sua bellezza non sembra chiedere il permesso.<br>È questo, forse, il segreto della “rivoluzione Bardot”.<br>Non tanto aver sdoganato il bikini, né aver scoperto la sensualità — il bikini esisteva già, ed il cinema conosceva da tempo le sue dive — quanto aver trasformato la libertà del corpo in un gesto quotidiano; un modo di stare al mondo.<br>Il punto di non ritorno arriva nel 1956 con “Et Dieu… créa la femme”, il film di Roger Vadim che consacra Bardot e cambia per sempre il destino di Saint-Tropez.<br>Il piccolo porto provenzale, fino ad allora lontano dai grandi circuiti mondani, diventa improvvisamente uno dei luoghi mitologici del Mediterraneo.<br>La Ponche, le barche tirate a riva, le stradine bianche, la spiaggia di Pampelonne: tutto entra in un nuovo immaginario, quello di un lusso che non ha più bisogno di mostrarsi.<br>La leggenda nasce anche dai luoghi.<br>La mensa utilizzata dalla troupe sulla spiaggia di Pampelonne diventerà il celebre Club 55.<br>Bardot sceglierà Saint-Tropez come una delle sue dimore elettive e la sua presenza finirà per trasformare il borgo in una capitale internazionale dell&#8217;estate.<br>È qui che il Mediterraneo comincia a parlare una lingua nuova: quella del sole, della giovinezza, dell&#8217;abbronzatura, delle giornate senza orologio.<br>Bardot non inventa quello stile: lo incarna.<br>Il gingham, le ballerine, i jeans, le magliette semplici, il trucco degli occhi, i capelli biondi lasciati liberi di muoversi.<br>Tutto sembra dire la stessa cosa: non occorre essere impeccabili per essere desiderabili.<br>Anzi, è proprio una certa imperfezione a diventare seducente.<br>Il corpo non è più soltanto qualcosa da esibire con eleganza; è qualcosa da vivere.<br>E mentre Saint-Tropez diventa la nuova capitale della Côte d’Azur, dall’altra parte del Mediterraneo l’Italia costruisce il proprio sogno.<br>Capri, Ischia, la Costiera, Portofino.<br>Le Vespe attraversano le strade, i motoscafi Riva tagliano il blu, i sandali vengono fatti su misura ed i grandi alberghi diventano palcoscenici di una mondanità ancora giovane, prima che il turismo di massa trasformi questi luoghi in cartoline.<br>È la stagione della Dolce Vita, ma anche qualcosa di più vasto.<br>Un Mediterraneo senza confini netti, dove Saint-Tropez e Capri, Cannes e Portofino sembrano appartenere allo stesso film.<br>Cambiano le lingue, cambiano le rive, cambiano le celebrità, ma il rito è lo stesso: il bagno al mattino, il pranzo lungo, la barca, il sole che cala, un aperitivo al tramonto e la notte che sembra non dover finire mai.<br>Brigitte Bardot è il volto più riconoscibile di questa nuova stagione perché ne interpreta perfettamente la contraddizione: è una diva che sembra non voler essere una diva.<br>È celebre, ma vuole apparire libera.<br>È fotografata ovunque, ma sembra vivere come se nessuno la guardasse.<br>La sua sensualità non ha la rigidità delle vecchie icone: ha il passo scalzo di una ragazza che corre verso il mare.<br>Per questo il fenomeno Bardot va oltre la moda.<br>Non riguarda soltanto il bikini, la gonna a quadretti, il top, i capelli cotonati o le ballerine di Repetto.<br>Riguarda un&#8217;attitudine.<br>La convinzione, allora nuova e potentissima, che la giovinezza potesse appartenere a se stessa; che il desiderio non dovesse essere sempre nascosto dietro le convenzioni; che il lusso più autentico potesse consistere, semplicemente, nel non avere fretta.<br>È anche per questo che oggi ricordiamo quelle estati con una nostalgia che va oltre la moda.<br>Non rimpiangiamo davvero un bikini, una Vespa, un motoscafo o una fotografia in bianco e nero.<br>Rimpiangiamo l&#8217;idea di un&#8217;estate ancora capace di promettere qualcosa.<br>Un&#8217;estate in cui il viaggio sembrava avventura, il mare una scoperta e la giovinezza una terra sconfinata.<br>Brigitte Bardot non creò il Mediterraneo. Ma gli diede un volto.<br>E quel volto, biondo, spettinato, abbronzato, con gli occhi segnati di nero e i piedi nudi sulla sabbia, finì per diventare il volto stesso dell&#8217;estate.<br>Forse è per questo che, a distanza di settant&#8217;anni, basta un&#8217;immagine di B.B. su una spiaggia per farci tornare addosso quella luce.<br>Il sole di mezzogiorno.<br>Il profumo del mare.<br>Le cicale.<br>Una strada bianca che scende verso la costa.<br>E la sensazione, ormai perduta, che l&#8217;estate non dovesse mai finire.<br>Umberto Baldo</p>
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		<title>E adesso, Francesco, tienici un tavolo ed un’ombra di vino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 10:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
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<p>Ci sono persone che non abbiamo mai incontrato e che, nonostante questo, finiscono per abitare parte della nostra vita.<br>Non entrano dalla porta di casa. Non conoscono il nostro nome, non sanno delle nostre giornate, dei nostri amori, delle nostre paure.<br>Eppure ci sono. Da qualche parte, dentro di noi.<br>Sedute in un angolo della memoria, come vecchi amici che non hanno bisogno di essere chiamati per farsi riconoscere.<br>Francesco Guccini per me era una di queste persone.<br>Per questo, quando se n’è andato, ho scritto d’impulso (https://www.tviweb.it/non-e-morto-solo-guccini-e-un-pezzo-di-noi-che-se-ne-va/); poche ore dopo la notizia.<br>Ho scritto quello che sentivo in quel momento: che con lui se ne andava un pezzo di noi, della nostra giovinezza, delle nostre illusioni, perfino di quel modo un po’ ingenuo e bellissimo che avevamo di pensare che le parole potessero ancora cambiare il mondo.<br>Pensavo fosse sufficiente.<br>Non lo era.<br>Perché qualche giorno dopo mi sono accorto che avevo ancora bisogno di salutarlo.<br>Non so se sia successo perché quando muore qualcuno che abbiamo amato, attraverso le sue parole la notizia ha bisogno di tempo per diventare vera.<br>O perché certe morti non arrivano tutte insieme: si depositano lentamente, come la nebbia sulle cose, e soltanto dopo qualche giorno ci accorgiamo che qualcosa nel paesaggio è cambiato per sempre.<br>So soltanto che l’altra mattina, alle sei, mentre uscivo come al solito per andare a prendere i giornali, ho sentito il bisogno quasi fisico di tornare da lui.<br>Le sei in agosto sono quell’ora sospesa in cui la notte non ha ancora deciso di arrendersi ed il giorno non ha ancora trovato il coraggio di cominciare.<br>Ho infilato gli auricolari, ed invece delle solite discussioni su temi storici, ho chiamato Francesco.<br>La tecnologia, a volte, ha qualcosa di miracoloso. Con un dito puoi spalancare una porta sul passato.<br>Puoi ritrovare una voce che credevi lontanissima, e improvvisamente quella voce è lì, accanto a te, nel buio dell’alba, come se il tempo non fosse passato.<br>Ho cominciato con La canzone del bambino nel vento. Auschwitz.<br>Quelle parole che da ragazzi cantavamo forse senza comprendere fino in fondo la tragedia che contenevano.<br>Ma la pietà e lo sdegno, quelli sì, li capivamo, li sentivamo.<br>Ci entravano dentro prima ancora che avessimo gli strumenti per spiegarli.<br>Poi sono arrivate Le Stagioni, L’Avvelenata, Autogrill. E poi Cyrano, con quella sua orgogliosa, disperata, bellissima sfida al mondo.<br>Una canzone dopo l’altra. E mentre camminavo, mi sembrava che non stessi ascoltando un disco. Stavo attraversando la mia vita.<br>Perché è questo il prodigio dei grandi artisti: arriva un momento in cui le loro opere smettono di appartenere soltanto a loro.<br>Diventano nostre. Si attaccano ai luoghi, alle persone, alle stagioni, ad un amore finito, ad un amico che non c’è più, ad una macchina piena di ragazzi, ad una stanza con le finestre aperte, ad un&#8217;estate lontana.<br>Una canzone non è più una canzone.<br>È una porta. La apri e dall’altra parte ritrovi qualcuno che avevi dimenticato.<br>Un volto, una voce, un&#8217;età, te stesso.<br>E allora ho pensato a quel grande, enorme, burbero e tenero «omone» che avrebbe potuto essere una star, se soltanto avesse avuto voglia di esserlo.<br>Avrebbe potuto vivere di riflettori, di stadi, di televisioni, di passerelle.<br>Avrebbe potuto accomodarsi nell’Olimpo dello spettacolo e guardare dall’alto il mondo che lo aveva consacrato.<br>Non lo ha mai fatto.<br>Guccini è rimasto Guccini.<br>La barba, la voce, il bicchiere, le parole, le osterie, i libri, i boschi.<br>La sua “Emilia in odor di Toscana”, la sua montagna, quella Pàvana che non è mai stata semplicemente un luogo, ma una specie di patria dell’anima.<br>Forse non è un caso che abbia scelto proprio lì di andarsene.<br>Tra quegli alberi, quelle pietre, quelle case che conoscevano la sua infanzia.<br>In mezzo a quella terra che non ha mai avuto bisogno di essere raccontata perché gli era entrata nel sangue.<br>Ci sono uomini che passano tutta la vita a cercare un posto dove sentirsi a casa.<br>Guccini, quel posto, lo aveva trovato da bambino. E alla fine è lì che è tornato.<br>Mi ha colpito anche il suo ultimo saluto.<br>Avrebbero potuto esserci migliaia di persone. Bologna avrebbe potuto stringersi attorno a lui, riempire la piazza di San Petronio, trasformare la morte di Francesco in una grande celebrazione pubblica.<br>E invece no.<br>Poche persone.<br>La sua casa di Pavana. L’aia. I familiari, gli amici più cari.<br>E sul feretro non l’ennesima corona spettacolare, ma quasi un pezzo di quel bosco: rami, fiori, bacche raccolte intorno alla casa. Un libro. Una fotografia. Le immagini di una vita.<br>Mi è sembrato il funerale più gucciniano possibile.<br>Sobrio, terragno, persino un po’ ruvido.<br>Come lui.<br>E poi c’era Matteo Zuppi, il cardinale, suo amico, a benedire quel feretro.<br>Anche questo mi ha colpito.<br>Perché dentro quella scena apparentemente semplice c’era un’intera storia.<br>C’era il Guccini che aveva cantato Dio è morto, la canzone che nel 1967 la RAI bacchettona, democristiana e prona al potere, aveva censurato e che invece Radio Vaticana, forse su impulso di Papa Paolo VI aveva trasmesso, riconoscendone la forza spirituale prima ancora che molti altri ne cogliessero il senso.<br>Forse, alla fine, le strade degli uomini sono meno dritte di quanto immaginiamo.<br>E forse anche la fede, quando è autentica, sa riconoscere una domanda anche quando quella domanda arriva dalla bocca di un eretico.<br>Perché Guccini è stato soprattutto questo: un uomo che non ha mai smesso di fare domande.<br>E qui arrivano le parole di sua figlia Teresa.<br>Le ho rilette più volte.<br>Perché dentro quel ricordo fatto di cose piccolissime — un panino con la mortadella al bar Roberto, i giornali letti insieme, le conversazioni, le attenzioni rubate alla quotidianità — c’è forse il ritratto più vero di Francesco.<br>Non il mito, non il cantautore, non il personaggio.<br>Ma il padre, l’uomo.<br>Quello che lascia in eredità non le risposte, ma la voglia di continuare a cercarle.<br>E forse è proprio qui che sta la grandezza di Guccini.<br>Non nelle canzoni che conosciamo a memoria, non nei dischi, non nei concerti, non nei riconoscimenti.<br>Ma in quello che ci ha insegnato senza mai mettersi in cattedra.<br>A dubitare, ad indignarci, a non fidarci delle verità confezionate, a riconoscere la stupidità quando si nasconde dietro la retorica, a stare dalla parte degli ultimi senza bisogno di proclami, a conservare la tenerezza anche quando la vita ci insegna la disillusione.<br>E, soprattutto, a non vergognarci della nostalgia.<br>Perché la nostalgia, in fondo, è una forma d’amore.<br>È il modo che abbiamo per dire che qualcosa è stato così importante da continuare a vivere anche dopo che è finito.<br>E allora forse ho capito perché quella mattina avevo bisogno di ascoltarlo.<br>Non volevo semplicemente ricordare Francesco.<br>Volevo tornare, per un&#8217;ora, nel mondo in cui Francesco c’era ancora.<br>E mentre camminavo nella luce che lentamente arrivava, con la sua voce nelle orecchie, è successo qualcosa di strano.<br>Per un attimo non ero più io quello che camminava.<br>C’erano i ragazzi che siamo stati. C’erano quelli che non ci sono più.<br>C’erano gli amici perduti lungo la strada, gli amori finiti, le notti interminabili, le discussioni fino all’alba, le chitarre, le osterie, i libri, le piazze, le illusioni.<br>C’eravamo noi. E c’era lui.<br>Come se il tempo, per una volta, avesse avuto pietà di noi e avesse deciso di tornare indietro.<br>Solo per qualche minuto, solo per lasciarci rivedere quello che eravamo.<br>Poi la musica è finita, è tornato il rumore del mondo, la strada, le macchine, il giornale sotto il braccio, il giorno ormai fatto.<br>E Francesco non c’era più.<br>Ma forse è proprio questa la cosa che gli artisti grandi riescono a fare: andarsene senza andarsene davvero.<br>Perché da qualche parte, ogni volta che partiranno le prime note di Auschwitz, quando qualcuno si ritroverà solo in macchina con Autogrill nelle orecchie, quando una chitarra accompagnerà Cyrano in una notte d’estate, quando qualcuno avrà ancora voglia di arrabbiarsi con il mondo ascoltando L’Avvelenata, Francesco tornerà a sedersi al nostro tavolo.<br>Con quella barba, quel sorriso appena accennato, quell’aria da uomo che aveva visto abbastanza del mondo da non pretendere più di aggiustarlo, ma non abbastanza da smettere di interrogarlo.<br>E forse sarà ancora lì anche quando noi avremo dimenticato quasi tutto.<br>Perché ci sono voci che non muoiono.<br>Si allontanano, si fanno più basse, diventano memoria.<br>Poi, una sera qualsiasi, tornano a bussare.<br>E noi apriamo. E sono ancora loro. Sono ancora le nostre canzoni. Sono ancora i nostri anni. Siamo ancora noi.<br>Buon viaggio, Francesco.<br>Vai piano, però.<br>Che noi, qui, abbiamo ancora bisogno di qualche tua canzone per ricordarci da che parte guardare la vita.<br>E, se da qualche parte esiste davvero un’ultima osteria, una di quelle fumose e un po’ storte che hai raccontato tante volte, tienici un tavolo.<br>Prima o poi arriviamo.<br>Con tutti quelli che abbiamo perso lungo la strada.<br>E magari, finalmente, avremo ancora qualcosa da discutere.<br>Umberto Baldo</p>
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		<title>Non è morto solo Guccini, è un pezzo di noi che se ne va</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 10:06:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA & SPETTACOLO]]></category>
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<p>Non è morto solo Guccini. Con lui se ne va un altro pezzo di noi.</p>



<p>Umberto Baldo</p>



<p>C&#8217;è un silenzio che pesa più del rumore.<br>E’ quello che resta quando se ne va qualcuno che, senza aver mai bussato alla nostra porta, ha abitato la nostra vita per cinquant&#8217;anni.<br>La notizia che ho appena letto è di quelle che creano un vuoto nell’aria, di quelle che fanno risuonare il silenzio più di mille chitarre esplose.<br>Se n’è andato per sempre un pezzo di noi, di quella giovinezza vissuta a pugni chiusi e a bocca aperta, cantando a squarciagola nelle stanze piene di fumo e candele, o nei prati dei primi festival, mentre il mondo intorno correva forte e cercava di cambiarci.<br>Con Francesco Guccini non scompare soltanto un cantautore.<br>Si spegne una voce che ci accompagnava da quando avevamo i capelli lunghi, pochi soldi in tasca e l&#8217;ingenuità di credere che il mondo si potesse ancora cambiare.<br>Noi siamo stati una generazione fortunata.<br>Siamo nati mentre arrivava la rivoluzione del rock.<br>Abbiamo visto i Beatles spalancare le finestre del Novecento e i Rolling Stones insegnare che qualche regola poteva anche essere presa a calci.<br>Ma dall&#8217;altra parte, noi avevamo bisogno di parole per capire chi fossimo davvero.<br>E per quello, la Provvidenza o il destino ci hanno dato i poeti; Fabrizio De Andrè e Francesco Guccini.<br>Mentre Faber ci insegnava la pietà per gli ultimi, gli emarginati e le anime smarrite nei carruggi, Francesco era la nostra coscienza ruvida, il profeta di montagna, l&#8217;oste filosofo con la barba spessa e il bicchiere di vino sempre a portata di mano.<br>Guccini non cantava semplicemente: scolpiva con le parole, ragionava ad alta voce.<br>E noi, senza quasi accorgercene, ragionavamo con lui.<br>Abbiamo gridato Dio è morto quando eravamo troppo giovani per capire davvero tutto quello che quelle parole significavano. Ma sentivamo che dentro c&#8217;era qualcosa che ci apparteneva. Era rabbia, era speranza, era il rifiuto dell&#8217;ipocrisia di un mondo che pretendeva di insegnarci tutto senza ascoltare nulla.<br>Poi arrivava La Locomotiva.<br>Ogni volta sembrava che quel treno potesse davvero sfondare il muro delle ingiustizie.<br>Oggi sappiamo che il mondo non si cambia con una canzone.<br>Ma sappiamo anche che senza certe canzoni forse saremmo diventati persone peggiori.<br>Guccini ci ha lasciato in eredità molto più della sua musica.<br>Ci ha lasciato l&#8217;odore delle osterie di via Paolo Fabbri, la nebbia della pianura, le discussioni infinite davanti a un bicchiere di vino, le amicizie che sembravano eterne, gli amori che credevamo immortali.<br>Se ne va un modo di fare musica che non aveva bisogno di effetti speciali, ma solo di tre accordi di chitarra arpeggiata, una voce graffiata dal fumo e dalla vita, e una poesia così densa da farti venire i brividi lungo la schiena.<br>È il tempo dell’amarcord, ed è un amarcord che brucia.<br>Perché salutare Francesco Guccini significa salutare la meglio gioventù che siamo stati, i sogni che abbiamo inseguito, i compagni di strada che abbiamo perso lungo la via.<br>Significa guardare indietro e riconoscere che quelle canzoni sono state la colonna sonora della nostra maturità, il dizionario con cui abbiamo imparato a chiamare le cose con il loro nome: la giustizia, l&#8217;amore, la nostalgia, la morte, la dignità.<br>Oggi la locomotiva ha tirato il freno nella sua ultima stazione.<br>Ma il fischio della sua freccia continua a risuonare dentro di noi.<br>Francesco ha insegnato che la nostalgia non è una malattia. È il prezzo che si paga per avere vissuto davvero.<br>Per questo apprendere che non c’è più fa così male.<br>Perché non stiamo salutando soltanto Francesco Guccini.<br>Stiamo salutando la parte migliore di noi stessi.<br>Quei ragazzi che eravamo, quelli che cantavano senza vergognarsi, che parlavano di politica fino alle due di notte, che si innamoravano con una facilità disarmante e che pensavano che la cultura potesse ancora cambiare una persona.<br>Molti di quei compagni di viaggio non ci sono più.<br>Altri sono diventati nonni.<br>Altri ancora li incontriamo soltanto nelle fotografie ingiallite.<br>Eppure basta che partano poche note di una sua canzone perché tornino tutti lì. Come se il tempo, per qualche minuto, decidesse di fare marcia indietro.<br>Si dice che gli uomini muoiano due volte: quando smettono di respirare e quando nessuno li ricorda più.<br>Francesco Guccini, questa seconda morte, non la conoscerà mai.<br>Finché qualcuno, in una sera qualsiasi, prenderà una chitarra, stapperà una bottiglia di rosso e comincerà a cantare una sua canzone, lui sarà ancora seduto a quel tavolo. Con la barba, il sorriso appena accennato e quell&#8217;aria di chi aveva capito il mondo senza mai pretendere di aggiustarlo.<br>E noi saremo ancora lì con lui.<br>Per qualche minuto.<br>Giovani, ancora una volta.<br>Anche se astemio (chissà come mi avrebbe apostrofato Guccini) alzo quel bicchiere di rosso. Per Francesco, per Fabrizio, per noi.<br>E per quel tempo irripetibile in cui la musica aveva la forza di cambiare il mondo, o almeno di salvarci l&#8217;anima.<br>Umberto Baldo</p>
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		<title>Rucco: “Quasi 2 milioni di euro per il Teatro Olimpico. Vicenza è e continuerà ad essere al centro dell’attenzione della Regione Veneto”</title>
		<link>https://www.tviweb.it/rucco-quasi-2-milioni-di-euro-per-il-teatro-olimpico-vicenza-e-e-continuera-ad-essere-al-centro-dellattenzione-della-regione-veneto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 15:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
		<category><![CDATA[regione]]></category>
		<category><![CDATA[Rucco]]></category>
		<category><![CDATA[teatro olimpico]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 28 LUGLIO 2026 &#8211; «Il Teatro Olimpico rappresenta uno dei simboli più prestigiosi della nostra città e dell’intero Veneto. Per questo accogliamo con grande favore la notizia dell’importante intervento di restauro che interesserà il monumento palladiano, reso possibile grazie<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>VICENZA, 28 LUGLIO 2026 &#8211; «Il Teatro Olimpico rappresenta uno dei simboli più prestigiosi della nostra città e dell’intero Veneto. Per questo accogliamo con grande favore la notizia dell’importante intervento di restauro che interesserà il monumento palladiano, reso possibile grazie a un finanziamento di oltre 1,7 milioni di euro destinato dal Ministero della Cultura alla Regione Veneto, cui si aggiungono le risorse investite dal Comune per gli impianti di sicurezza». Lo dichiara il vicepresidente vicario del Consiglio regionale del Veneto, Francesco Rucco, commentando l’annuncio del piano di riqualificazione del Teatro Olimpico.</p>



<p>«Parliamo di un investimento complessivo di circa due milioni di euro che consentirà di preservare e valorizzare un patrimonio UNESCO conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Interventi di questa portata sono fondamentali per consegnare alle future generazioni un bene storico e culturale di valore inestimabile».</p>



<p>Rucco evidenzia quindi il ruolo della Regione nel sostenere il territorio vicentino. «Vicenza riveste una centralità strategica per il Veneto, non soltanto dal punto di vista economico e produttivo, ma anche culturale e turistico. Continueremo a lavorare affinché la nostra città riceva l’attenzione e il supporto che merita, intercettando risorse e promuovendo investimenti capaci di tutelare il nostro patrimonio, migliorare i servizi e rafforzarne l’attrattività».</p>



<p>«Quando le istituzioni lavorano – conclude Rucco – i risultati arrivano. La salvaguardia del Teatro Olimpico è una buona notizia per Vicenza e per tutto il Veneto, perché investire nella cultura significa investire nell’identità, nella bellezza e nello sviluppo del nostro territorio.»Rispondi a tuttiInoltra</p>
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		<title>Restauro del Teatro Olimpico, un anno di lavori per la sua tutela e la sicurezza</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 07:52:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[lavori]]></category>
		<category><![CDATA[restauro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 29 LUGLIO 2026 &#8211; Il Teatro Olimpico, patrimonio UNESCO, sta per rinnovarsi. Alla fine del 2027 chiuderà temporaneamente per consentire interventi antisismici e di restauro del complesso e della copertura.L&#8217;operazione è quanto mai necessaria per proteggere e valorizzare lo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left"></td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left"><strong>VICENZA, 29 LUGLIO 2026 &#8211; </strong>Il Teatro Olimpico, patrimonio UNESCO, sta per rinnovarsi. Alla fine del 2027 chiuderà temporaneamente per consentire interventi antisismici e di restauro del complesso e della copertura.L&#8217;operazione è quanto mai necessaria per proteggere e valorizzare lo storico teatro palladiano, con l&#8217;obiettivo di preservarlo, metterlo in sicurezza e restituire alla città il monumento vicentino più conosciuto al mondoI lavori dureranno un anno circa durante il quale il teatro non sarà accessibile alle visite e agli spettacoli, che troveranno spazio in altre sedi.Hanno presentato oggi il programma dei prossimi lavori di restauro, dal palco del Teatro Olimpico, il sindaco Giacomo Possamai, l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin e l’assessore ai lavori pubblici Cristiano Spiller.Saranno necessari 1.745.000 euro, interamente finanziati dal Ministero della cultura e riservati alla Regione del Veneto per eseguire i lavori di riduzione della vulnerabilità sismica relativi a tutto il complesso.«Da diverso tempo il Teatro Olimpico attendeva l’avvio di lavori di restauro e grazie ad un contributo ministeriale riusciamo dare il via a questo grande progetto che ci consente di tutelare, conservare e tramandare intatto un bene prezioso come il teatro coperto più antico al mondo – ha spiegato il sindaco Giacomo <strong>Possamai</strong> –. Diamo corso così ad un iter iniziato diversi anni fa con cui il Comune di Vicenza si è impegnato nel restauro dei beni UNESCO tra i più visitati della città: la Basilica Palladiana, che ospita grandi mostre, e Palazzo Chiericati dove gli interventi sono ancora in corso conclusi i quali restituiremo alla città un museo civico all’avanguardia con bookshop, ufficio turistico e spazi dedicati al sito UNESCO».<br>Ha poi continuato il sindaco: «Abbiamo deciso di comunicare con largo anticipo gli importanti lavori che si appresta ad affrontare il Teatro Olimpico per far in modo che le numerose realtà che organizzano eventi su questo palco possano avere la possibilità di programmare rassegne e spettacoli in altri luoghi anche grazie alla nostra collaborazione. Durante il periodo di chiusura del teatro auspichiamo di intervenire anche in altri modi e per questo stiamo cercando ulteriori finanziamenti. Un’ipotesi è quella di restaurare le coperture, per cui abbiamo già il progetto esecutivo, e quindi si prevede che il cantiere possa partire senza lunghe attese».«Il contributo ministeriale offre al teatro la preziosa occasione di rinnovarsi. E lo annunciamo dicendo “Ci rinnoviamo per i prossimi 500 anni” &#8211; annuncia l’assessore alla cultura Ilaria <strong>Fantin</strong> &#8211; e dando il via ad una campagna di comunicazione che racconterà il percorso di restauro. Il teatro chiude a fine 2027 e quindi ci sono ancora due stagioni da vivere. Iniziamo fin d’ora a collaborare con le associazioni per far in modo che gli gli spettacoli possano svolgersi in altre sedi. Una di queste sarà anche l’Auditorium Canneti che sarà finalmente restituito alla città».«Il progetto di consolidamento e restauro è concepito per dare una lunga vita al Teatro Olimpico, uno dei beni più preziosi della città e patrimonio UNESCO – è intervenuto l’assessore ai lavori pubblici Cristiano <strong>Spiller</strong> -. ’obiettivo è di ridurre la vulnerabilità sismica del teatro grazie ad un contributo di 1.745.000 euro del Ministero della cultura, integrata con un’ulteriore somma di 250.000 euro da parte del comune per aumentare la prevenzione antincendio. Ci occuperemo principalmente della parte strutturale dove sono collocare le scene scamozziane, individuata dopo una serie di indagini come la più critica dal punto di vista antisismico. Verranno eseguiti dei rinforzi sulle pareti perimetrali, sui solai, sul tetto e sulle capriate in modo da rendere la struttura in grado di resistere ad eventuali sismi. La somma del Comune servirà per installare un sistema centralizzato di telecamere digitali ad infrarossi capaci di segnalare con prontezza qualsiasi principio di incendio, consentendo quindi interventi immediati ed efficaci»Come ha ricordato il Soprintendente Andrea <strong>Rosignoli</strong>: «L’iniziativa ha preso corpo grazie a una virtuosa azione sinergica formalizzata nell&#8217;accordo di collaborazione stipulato il 18 gennaio 2024 tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e il Comune di Vicenza, proprietario del Teatro Olimpico. Grazie a questa cooperazione istituzionale i ruoli e le competenze della Soprintendenza e dell’Amministrazione comunale si fondono definendo un percorso metodologico improntato alla prevenzione sismica a tutela del patrimonio storico culturale vicentino, fondato sulla conoscenza approfondita del manufatto. La Soprintendenza -, continua Rosignoli, -testimonia anche in questo modo di avere particolarmente a cuore la tutela del patrimonio culturale della città di Vicenza, di cui il Teatro Olimpico costituisce un’eccellenza assoluta». Un legame e una cura testimoniati anche dalla recente conclusione di uno studio di analisi dedicato alle celebri scene scamozziane, presentato a maggio 2025 proprio al Teatro Olimpico.Con la Legge n. 232/2016 il Ministero della cultura ha intrapreso una capillare e strategica azione di verifica e riduzione della vulnerabilità sismica del patrimonio storico culturale più significativo del Paese. In questo contesto il Teatro Olimpico di Vicenza, per il suo inestimabile valore, è stato inserito nel programma dei finanziamenti ed è quindi stato oggetto di un&#8217;approfondita progettazione per la tutela dell’edificio, la cui fase esecutiva è in corso di ultimazione a cui farà seguito la realizzazione dei lavori.L’intervento di prossimo avvio al Teatro Olimpico si concentrerà in particolare sulle strutture di copertura e sulle murature e rientra nella più ampia azione del Ministero della cultura di prevenzione e mitigazione del rischio sismico sugli edifici storici, un impegno fondamentale finalizzato a preservare e trasferire intatto alle future generazioni il pregevole patrimonio culturale che abbiamo a nostra volta ricevuto in eredità. La Soprintendenza, in qualità di istituto del Ministero della cultura preposto alla salvaguardia di questi beni, oltre a gestire il finanziamento ministeriale, assicura la direzione tecnico-scientifica delle attività al fine di garantire la massima efficacia degli interventi nel pieno rispetto dell&#8217;autenticità e dell&#8217;integrità dei monumenti.Sempre nell’ambito di tali e mirate azioni di tutela basate sulla verifica e riduzione della vulnerabilità sismica finanziate dal Ministero della cultura, si segnalano, inoltre, le risorse destinate anche ad altri monumenti simbolo della città di Vicenza: il chiostro e il campanile della chiesa di Santa Corona e la chiesa di Santa Maria Nova. Si conferma così l&#8217;attenzione costante verso la salvaguardia dell&#8217;intero e prezioso compendio monumentale vicentino.<br><br><strong>I LAVORI FINANZIATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA</strong>I principali lavori strutturali riguardano le scene scamozziane e la versura (parte del Teatro all’estremità delle scene, verso il giardino, in cui sono presenti i solai intermedi che sostengono le luci di scena).SCENE SCAMOZZIANE<br><strong>Interventi sulle murature</strong>Si interverrà per il ripristino delle fessurazioni dell’abside e del paramento murario sul lato del giardino con la tecnica della cucitura armata realizzata tramite l’inserimento di barre elicoidali in acciaio inox all’interno dei giunti di malta.<br><strong>Intervento di stabilizzazione della parete sud-est</strong>È previsto il collegamento nel tetto con le nuove strutture realizzate in occasione del restauro di Palazzo del Territorio attraverso una capriata interna per sostenere la parete.<br><strong>Interventi sulle coperture</strong>E’ previsto il rinforzo dei puntoni, dei falsi puntoni e delle travature lignee continue mediante inserimento di un asse in legno lamellare estradossale.<br><strong>Intervento di rinforzo/irrigidimento e cerchiatura della copertura</strong>Posa in opera di un piano di controventamento di falda realizzato con un doppio strato di pannelli multistrato dello spessore di circa 20mm. Il piano di falda verrà collegato alla struttura principale con viti consentendo di rinforzare anche le travi orizzontali (terzere). L’intervento è completato dalla posa di un telaio in acciaio di rinforzo con funzione di cerchiatura metallica perimetrale.<br><strong>Capriate</strong>Intervento di stabilizzazione delle capriate ribassate per limitare gli spostamenti con l’uso di un elemento trasversale.<br><strong>Reticolari metalliche</strong>In corrispondenza della zona di fronte all’abside i controsoffitti sono collegati con travi reticolari realizzate con profili angolari metallici. Si prevede la stabilizzazione della parte superiore della capriata mediante l’inserimento di un sistema di funi in acciaio.<br>INTERVENTI ZONA “VERSURA”<br><strong>Interventi sulle murature</strong>Ripristino delle fessurazioni sulla muratura intorno alle finestre al primo e secondo piano con la tecnica della cucitura armata realizzata tramite l’inserimento di barre elicoidali in acciaio inox.<br><strong>Architravi</strong>Realizzazione di nuovi architravi metallici sulle finestre realizzati mediante profilo angolare metallico.<strong>Solai ligneiRinforzo solai lignei</strong>Intervento di rinforzo all’esterno dei solai lignei tra i piani funzionali al sostegno delle luci di scena.<strong>Scale di servizio</strong>L’accesso ai solai è garantito da una scala lignea che verrà rinforzata con funi metalliche collegate alle coperture. Si prevede inoltre un rinforzo dei gradini lignei con profili metallici interni.Per quanto riguarda la falda di copertura, come per la zona delle “Scene scamozziane” è stata prevista la posa in opera di un piano di elementi strutturali realizzati con un doppio strato di pannelli multistrato dello spessore di circa 20mm, e di una cerchiatura metallica perimetrale.<br><strong>TELECAMERE E IMPIANTO ANTINCENDIO</strong><br>L’intervento, dell&#8217;importo di 250.000 euro totalmente finanziato dal Comune, consiste nella posa di un sistema di videocamere digitali ad infrarossi, per la visione notturna, di modello e ottica variabili a seconda del locale di installazione.<br>L’impianto è caratterizzato da un sistema di controllo centralizzato, dotato di telecamere “in campo” ubicate in corrispondenza di tutti i rivelatori incendio già presenti al fine di permettere la completa visuale della zona che genera l’allarme.<br>Il sistema video centralizzato permette la visione e la registrazione video delle aree (odeo, anti odeo; scene del teatro, palco; peristilio, platea e gradinata fronte palco) con visualizzazione h24 in tempo reale.<br> <br><br> <br> <br></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>“Guido Harari. Incontri”, si è chiusa la mostra tra l’entusiasmo dei quasi 11 mila visitatori</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 15:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è chiusa dopo quattro mesi di apertura la mostra “Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti” che ha popolato il salone della Basilica Palladiana con oltre 300 fotografie, installazioni, filmati originali, proiezioni, manifesti e memorabilia che hanno<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/guido-harari-incontri-si-e-chiusa-la-mostra-tra-lentusiasmo-dei-quasi-11-mila-visitatori/">“Guido Harari. Incontri”, si è chiusa la mostra tra l’entusiasmo dei quasi 11 mila visitatori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left"></td></tr><tr><td class="has-text-align-left" data-align="left">Si è chiusa dopo quattro mesi di apertura la mostra “Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti” che ha popolato il salone della Basilica Palladiana con oltre 300 fotografie, installazioni, filmati originali, proiezioni, manifesti e memorabilia che hanno permesso ai visitatori di ripercorrere la carriera del grande fotografo.Dal 27 marzo al 26 luglio il salone ha assunto una veste inedita grazie allestimento di Giorgio e Giulio Simioni dello Studio Tres Architettura Ingegneria.La mostra, promossa dal Comune di Vicenza, in collaborazione con Rjma progetti culturali e Wall Of Sound Gallery, ha stupito i 10.991 visitatori che hanno riconosciuto nei ritratti musicisti, artisti, intellettuali, scienziati, protagonisti della cultura e della società contemporanea con cui Harari ha creato una relazione attraverso l’ascolto reciproco.Dei 10.991 ingressi, 9.137 (83,13%) persone hanno visto la sola mostra e 1.854 (16,87%) hanno usufruito del biglietto speciale che comprendeva anche la visita alla Basilica Palladiana.Nell&#8217;ultimo weekend (sabato 25 e domenica 26 luglio) ci sono stati 1.526 ingressi: sabato si è tenuto il finissage con ospiti tutti coloro che sono stati ritratti nella sezione “Occhi di Vicenza” (130 persone).Grande partecipazione in particolare domenica 26 luglio, giorno in cui i visitatori hanno dovuto attendere in coda all’ingresso prima di salire nel salone dove hanno incontrato Guido Harari disponibile per domande e per firmare il catalogo.<br><br>«Portare la fotografia d&#8217;autore all&#8217;interno della Basilica Palladiana è stata una scelta mai avvenuta prima, una scommessa a questo punto vinta– come sottolinea l’assessore alla cultura, Ilaria <strong>Fantin</strong>, l’iniziativa rappresenta un motivo di soddisfazione per l’amministrazione comunale, che ha ospitato in Basilica una mostra fotografica, aggiungendo un nuovo tassello all’offerta culturale cittadina dedicata alla fotografia, un linguaggio artistico che intendiamo continuare a promuovere e valorizzare -. Abbiamo scelto di aprire la mostra celebrando i volti che hanno segnato il nostro immaginario collettivo e di concluderla con un omaggio ancora più profondo: una celebrazione della vita, dell&#8217;umanità e della pluralità attraverso Gli Occhi di Vicenza, un progetto che restituisce alla città il suo volto più autentico. Sono stati quattro mesi di incontri, relazioni, dialoghi ed emozioni. Quattro mesi in cui Vicenza ha vissuto un&#8217;esperienza culturale nuova, originale e partecipata, capace di coinvolgere un pubblico eterogeneo e di avvicinare tante persone alla fotografia e all&#8217;arte con uno sguardo inedito. Un percorso reso possibile anche dalla straordinaria umanità di Guido Harari, che ha saputo mettersi in gioco con generosità, curiosità e autentica apertura verso gli altri, trasformando ogni incontro in un&#8217;occasione di ascolto e condivisione».<br><br>«La mostra in Basilica Palladiana è stata un&#8217;esperienza straordinaria, capace di coinvolgere profondamente la città – commenta Guido <strong>Harari</strong> -. Vicenza ha accolto con entusiasmo anche il progetto della Caverna Magica, partecipando in modo autentico. Particolarmente preziosi sono stati gli incontri nati attraverso il Ritratto sospeso, realizzato con associazioni e comunità del Terzo settore come Brain, Agape, Albergo Cittadino e IPAB. L&#8217;esperienza vicentina è andata così ben oltre la semplice esposizione, confermando quanto &#8220;Incontri&#8221; possa diventare un crocevia di emozioni, relazioni e passaggi importanti delle nostre vite».<br><br>A conclusione del percorso, un’intera parete è stata riservata a 167 ritratti di 277 persone comuni che hanno dato vita a una “mostra nella mostra” intitolata “Occhi di Vicenza”. La galleria si è arricchita giorno dopo giorno grazie a due tipologie di progetti.Nella Caverna Magica, creata nella sala Zavatteri della Basilica Palladiana, è stato allestito un set fotografico dove 216 persone (120 ritratti) hanno potuto prenotare per farsi fotografare da Harari: non si è trattato di semplice progetto collaterale, ma di un dispositivo relazionale pensato per sospendere il rumore del mondo e tornare a un incontro reale con l’altro. Le persone hanno avuto l’occasione di giocare con la propria immagine e con la propria identità, sperimentando una condizione di totale libertà.Parallelamente Harari ha dato vita al “Ritratto sospeso”: una parte dei ricavi della Caverna magica ha finanziato i ritratti gratuiti di persone in situazioni di fragilità o seguite da associazioni del Terzo Settore come Agape cooperativa sociale, IPAB Vicenza, Albergo Cittadino, Brain &#8211; Associazione traumi cranici. Harari ha realizzato 47 ritratti (61 persone) che hanno popolato Occhi di Vicenza.La mostra è stata visitata da personaggi famosi, alcuni dei quali ritratti in mostra: Federico Faggin, Stefano Bollani &amp; Valentina Cenni, Alberto Fortis, Mattea Fo e Stefano Bertea (Fondazione Fo-Rame), Victoria Broackes e Geoffrey Marsh (curatori per il Victoria &amp; Albert Museum di Londra della grandi mostre dedicate a David Bowie, Pink Floyd e You Say you Want a Revolution), Andrea Pennacchi e Shell Shapiro.Inoltre la mostra ha generato alcuni eventi collaterali alla presenza di Guido Harari: la proiezione del documentario “Guido Harari – Sguardi randagi” al Cinema Odeon; incontri in alcuni luoghi della città come la sede dell’Università in viale Margherita e la Fondazione Monte di Pietà; concerti jazz di Bàcan in Basilica Palladiana e al Museo del Gioiello inseriti nella rassegna New Conversations Vicenza Jazz; Incontri… in danza con i giovani di Future Moves che hanno danzato in dialogo con le fotografie.La mostra si è chiusa con due iniziative: “Quattro passi in mostra con Harari” (due serate con l’autore e apertura prolungata del salone), e “Sabato sera in Basilica” (visita con biglietto speciale a 5 euro per gli under 35 e biglietto ridotto a 10 euro per gli altri visitatori.Guido Harari è stato presente in mostra, per dialogare con i visitatori e firmare il catalogo, durante l’ultima giornata di apertura.</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Visioni di Danza torna a Schio: tre prime regionali in scena al Giardino Jacquard</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 07:36:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Festival Visioni di Danza fa nuovamente tappa a Schio con una serata dedicata alla danza contemporanea. Martedì 28 luglio, a partire dalle 21.15, il suggestivo scenario del Giardino Jacquard ospiterà tre spettacoli in prima regionale, firmati dalle compagnie Lost<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Il Festival <strong>Visioni di Danza</strong> fa nuovamente tappa a Schio con una serata dedicata alla danza contemporanea. Martedì <strong>28 luglio</strong>, a partire dalle <strong>21.15</strong>, il suggestivo scenario del <strong>Giardino Jacquard</strong> ospiterà tre spettacoli in <strong>prima regionale</strong>, firmati dalle compagnie <strong>Lost Movement</strong>, <strong>Ersiliadanza</strong> ed <strong>EgriBiancoDanza</strong>.</p>



<p>Dopo le quattro performance proposte la scorsa settimana, il festival conclude così il suo percorso nell&#8217;Alto Vicentino con un nuovo appuntamento che promette di unire ricerca artistica, innovazione e coinvolgimento del pubblico. Il biglietto d&#8217;ingresso costa <strong>12 euro</strong> (intero) e <strong>9 euro</strong> (ridotto). Gli organizzatori consigliano un abbigliamento adatto anche per sedersi sul prato. In caso di maltempo gli spettacoli saranno trasferiti nella <strong>Sala Calendoli del Teatro Civico</strong>.</p>



<p>Ad aprire la serata sarà <strong>Lost Movement</strong> con <strong>&#8220;Locker_room&#8221;</strong>, coreografia di <strong>Giovanni Careccia</strong> interpretata da <strong>Alessandro Bonacina</strong>. Il titolo, che significa letteralmente &#8220;spogliatoio&#8221;, racconta il mondo interiore di un atleta in uno spazio sospeso dove convivono vittorie e sconfitte, momenti di solitudine e condivisione. La performance esplora le emozioni che accompagnano la competizione, dalla fragilità all&#8217;umiliazione della sconfitta, fino al ricordo delle imprese sportive.</p>



<p>Seguirà <strong>Ersiliadanza</strong> con <strong>&#8220;Home&#8221;</strong>, ideato da <strong>Giulia Roversi</strong>, che firma anche regia e coreografia, insieme agli interpreti <strong>Alice Zanoni</strong>, <strong>Marco Bissoli</strong> e alla stessa Roversi. Lo spettacolo indaga il confine tra presenza e distanza, tra reale e virtuale, attraverso l&#8217;utilizzo dei nuovi media applicati alla danza. Due persone condividono gli spazi e i rituali della quotidianità domestica, mentre il pubblico può scegliere il proprio punto di osservazione vivendo l&#8217;esperienza dal vivo oppure attraverso un <strong>livestream multicamera</strong> accessibile dai dispositivi personali.</p>



<p>A chiudere la serata sarà la <strong>Compagnia EgriBiancoDanza</strong> con <strong>&#8220;Amor di Mundo&#8221;</strong>, ideazione e coreografia di <strong>Raphael Bianco</strong>. Lo spettacolo è un inno alla gioia di vivere e alla speranza, ispirato a una delle canzoni della cantante capoverdiana <strong>Cesaria Evora</strong>, recentemente scomparsa e conosciuta come ambasciatrice della sua terra. Attraverso musiche che fondono il fado portoghese con le percussioni africane, il balletto rende omaggio ai valori di speranza, amore e ricerca di un futuro migliore che hanno caratterizzato l&#8217;opera dell&#8217;artista.</p>
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		<title>Basilica Palladiana, terrazza aperta fino al 30 settembre: ultimo weekend per la mostra di Guido Harari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 13:07:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Basilica Palladiana di Vicenza prolunga l&#8217;apertura della sua terrazza panoramica per tutta l&#8217;estate e si prepara a salutare la mostra di Guido Harari con un fine settimana ricco di appuntamenti. Fino al 30 settembre la terrazza resterà aperta da<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>La Basilica Palladiana di Vicenza prolunga l&#8217;apertura della sua terrazza panoramica per tutta l&#8217;estate e si prepara a salutare la mostra di Guido Harari con un fine settimana ricco di appuntamenti.</p>



<p>Fino al <strong>30 settembre</strong> la terrazza resterà aperta da <strong>martedì a domenica</strong>, con gli stessi orari del monumento: dalle <strong>10 alle 18</strong>, con ultimo ingresso alle <strong>17.30</strong>. I visitatori potranno passeggiare ammirando la vista sui tetti della città e sul colle di Monte Berico. L&#8217;accesso è compreso nel biglietto della Basilica, che costa <strong>6 euro</strong> l&#8217;intero e <strong>4 euro</strong> il ridotto.</p>



<p>Domenica <strong>26 luglio</strong> sarà invece l&#8217;ultimo giorno utile per visitare la mostra <strong>&#8220;Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti&#8221;</strong>, un&#8217;esposizione che raccoglie oltre <strong>300 fotografie</strong>, installazioni, filmati originali, proiezioni, manifesti e memorabilia, ripercorrendo le diverse tappe della carriera del celebre fotografo: dagli esordi negli anni Settanta come fotografo e giornalista musicale ai ritratti, fino ai lavori realizzati nei campi dell&#8217;editoria, della pubblicità, della moda e del reportage.</p>



<p>A conclusione del percorso espositivo trovano spazio anche <strong>&#8220;Occhi di Vicenza&#8221;</strong>, i ritratti fotografici realizzati da Guido Harari nella Caverna Magica allestita nei mesi scorsi in Basilica Palladiana: una raccolta di volti e sguardi che raccontano la città attraverso le emozioni dei suoi protagonisti.</p>



<p>Sabato <strong>25 luglio</strong> la mostra offrirà un&#8217;apertura straordinaria fino a mezzanotte, con ultimo ingresso alle <strong>23.30</strong>. Per l&#8217;iniziativa <strong>&#8220;Sabato sera in Basilica&#8221;</strong>, dalle <strong>18 alle 23.30</strong> gli under 35 potranno accedere con un biglietto speciale da <strong>5 euro</strong>, mentre per tutti gli altri visitatori sarà disponibile il biglietto ridotto a <strong>10 euro</strong>.</p>



<p>Domenica <strong>26 luglio</strong>, inoltre, <strong>Guido Harari</strong> sarà presente in mostra dalle <strong>10 alle 18</strong> per firmare i cataloghi e incontrare il pubblico, rispondendo alle domande dei visitatori.</p>



<p>Dal <strong>28 al 29 luglio</strong> il salone della Basilica sarà parzialmente chiuso per consentire il disallestimento dell&#8217;esposizione. Il <strong>30 luglio</strong> il salone resterà completamente chiuso, mentre il loggiato sarà accessibile solo in parte: in quella giornata sarà applicata una tariffa ridotta di <strong>2 euro</strong>, comprensiva dell&#8217;accesso alla terrazza. Dal <strong>1° agosto</strong> il monumento tornerà completamente visitabile con le tariffe ordinarie di <strong>6 euro</strong> per l&#8217;intero e <strong>4 euro</strong> per il ridotto.</p>



<p>Prosegue anche la stagione del <strong>bar in terrazza</strong>, aperto fino al <strong>30 settembre</strong> il <strong>mercoledì</strong> (ad eccezione del <strong>5 e 12 agosto</strong>), il <strong>venerdì</strong> e il <strong>sabato</strong> dalle <strong>19 all&#8217;1 di notte</strong>, e la <strong>domenica</strong> dalle <strong>19 alle 23</strong>. L&#8217;ingresso serale costa <strong>2 euro</strong>, oppure <strong>1 euro</strong> per i residenti di Vicenza e provincia, previa esibizione di un documento d&#8217;identità. È disponibile anche un <strong>abbonamento stagionale da 10 euro</strong>, valido per tutta la stagione. L&#8217;ultimo ingresso è consentito fino a 30 minuti prima della chiusura.</p>



<p>In caso di maltempo la terrazza resterà chiusa.</p>



<p>Per informazioni e acquisto dei biglietti è possibile consultare il sito <strong><a href="http://www.mostreinbasilica.it">www.mostreinbasilica.it</a></strong>.</p>
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		<title>Atmosfere Far West a Muzzolon e tradizione a Cereda: a Cornedo si accende l&#8217;estate nelle frazioni!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 08:55:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa fare nel weekend? Si accende nelle frazioni l&#8217;estate cornedese con un ricco programma di festa, musica e tradizione! Dal 24 al 26 luglio a Muzzolon arriva il &#8220;Muzzolon Far West&#8221;, seguito dal 5 all&#8217;8 agosto a Cereda dall&#8217;Antica Sagra<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Cosa fare nel weekend? Si accende nelle frazioni l&#8217;estate cornedese con un ricco programma di festa, musica e tradizione! Dal 24 al 26 luglio a Muzzolon arriva il &#8220;Muzzolon Far West&#8221;, seguito dal 5 all&#8217;8 agosto a Cereda dall&#8217;Antica Sagra della Madoneta. Due appuntamenti imperdibili tra stand gastronomici, musica dal vivo e intrattenimento per vivere insieme il territorio. Sotto, le locandine</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-22-at-15.12.15-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-372097" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-22-at-15.12.15-768x1024.jpeg 768w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-22-at-15.12.15-313x417.jpeg 313w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-22-at-15.12.15-100x133.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-22-at-15.12.15-846x1128.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-22-at-15.12.15.jpeg 1130w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="7135" height="10390" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/07/localdina-sagra-madonetta-2026-1_page-0001.jpg" alt="" class="wp-image-372098"/></figure>
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		<title>Olimpichetto torna ambasciatore di Vicenza nel mondo: presentato a Verona il progetto di rilancio internazionale del capolavoro palladiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria fantin]]></category>
		<category><![CDATA[olimpichetto]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vicenza, 22 luglio 2026 &#8212; ll Comune di Vicenza ha presentato ieri a Verona, nell’ambito della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, il progetto “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, inserito nel programma ufficiale della<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Vicenza, 22 luglio 2026 &#8212; ll Comune di Vicenza ha presentato ieri a Verona, nell’ambito della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, il progetto “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, inserito nel programma ufficiale della manifestazione promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.A rappresentare il Comune di Vicenza sono state l’assessore alla cultura e al turismo Ilaria Fantin e la funzionaria dei Musei Civici Clelia Stefani, accompagnate dal capo di gabinetto Sandro Pupillo, che hanno illustrato alle direttrici e ai direttori degli Istituti Italiani di Cultura provenienti da tutto il mondo il percorso di recupero, valorizzazione e rilancio internazionale dell’Olimpichetto. Nell’occasione sono stati delineati i prossimi obiettivi del ritorno da ambasciatore del manufatto, tra i quali un tour espositivo in alcune delle principali città cinesi nella primavera del 2027 e future tappe negli Stati Uniti e in Sud America.L’Olimpichetto è la straordinaria riproduzione, realizzata nel 1948 in scala quasi reale, del fronte scenico e delle tre vie prospettiche del Teatro Olimpico di Andrea Palladio. Dopo un importante intervento di recupero e restauro che ha coinvolto istituzioni culturali, enti di ricerca, restauratori, imprese e numerosi partner del territorio, il manufatto è stato restituito alla città attraverso la grande mostra allestita nella Basilica Palladiana, visitata da oltre 55 mila persone, confermandosi uno dei principali eventi culturali della stagione vicentina.Nel corso della presentazione, l’assessore<strong> Ilaria Fantin</strong> ha sottolineato come l’Olimpichetto rappresenti molto più di un prezioso manufatto storico: «L’Olimpichetto torna oggi ad essere un autentico ambasciatore di Vicenza nel mondo. La sua storia racconta il genio di Palladio, la capacità della nostra città di custodire, valorizzare e promuovere il proprio patrimonio e il lavoro di una straordinaria rete di istituzioni, professionisti e imprese che hanno reso possibile questo recupero. Oggi vogliamo che riprenda la sua naturale vocazione internazionale».L’assessore ha quindi rivolto un particolare ringraziamento al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha creduto nel progetto inserendolo nel programma della Conferenza degli Istituti Italiani di Cultura, riconoscendone il valore quale efficace strumento di diplomazia culturale.Le interlocuzioni già avviate dal Comune di Vicenza con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con l’Ambasciata d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese stanno delineando prospettive molto concrete per un nuovo percorso internazionale dell’Olimpichetto. L’obiettivo è organizzare, nella primavera del 2027, un tour espositivo in alcune delle principali città cinesi, riportando il manufatto a svolgere quel ruolo di ambasciatore della cultura italiana e di Vicenza che ha già caratterizzato la sua storia. Parallelamente si sta lavorando anche per promuovere future tappe negli Stati Uniti e in Sud America.Non sarebbe la prima volta che l’Olimpichetto attraversa i confini nazionali. Fin dalla sua realizzazione ha accompagnato importanti produzioni teatrali e musicali in numerose città del mondo, da Londra a Parigi, da Buenos Aires a Houston, contribuendo a diffondere il prestigio del Teatro Olimpico e della cultura vicentina.«Se il Novecento ha fatto dell’Olimpichetto un ambasciatore del Teatro Olimpico nei più importanti teatri del mondo &#8211; conclude l’assessore <strong>Fantin</strong> &#8211; il nuovo percorso che abbiamo avviato, punta oggi a restituirgli quella stessa vocazione internazionale, affinché continui a raccontare, attraverso il genio di Palladio, la cultura, la creatività e l’identità di Vicenza nel mondo».La partecipazione del Comune di Vicenza alla Conferenza degli Istituti Italiani di Cultura ha rappresentato un’importante occasione per rilanciare l’immagine internazionale della città attraverso uno dei suoi simboli più significativi, nella convinzione che cultura, patrimonio e diplomazia culturale costituiscano strumenti strategici per promuovere Vicenza nel mondo.</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><br><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/yxcd53/xjrze0/uf/6/aHR0cHM6Ly93d3cuZmFjZWJvb2suY29tL2NpdHRhZGl2aWNlbnphLw?_d=B6K&amp;_c=e40ff512" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/yxcd53/xjrze0/uf/7/aHR0cHM6Ly90d2l0dGVyLmNvbS9DaXR0YWRpVmljZW56YQ?_d=B6K&amp;_c=65196545" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/yxcd53/xjrze0/uf/8/aHR0cHM6Ly93d3cuY29tdW5lLnZpY2VuemEuaXQv?_d=B6K&amp;_c=17e08e73" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/yxcd53/xjrze0/uf/9/aHR0cHM6Ly90Lm1lL0NvbXVuZVZpY2VuemE?_d=B6K&amp;_c=db1d5dd3" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/yxcd53/xjrze0/uf/10/aHR0cHM6Ly93d3cubGlua2VkaW4uY29tL2NvbXBhbnkvY29tdW5lLWRpLXZpY2VuemEtdWZmaWNpYWxl?_d=B6K&amp;_c=f5d1e5af" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/yxcd53/xjrze0/uf/11/aHR0cHM6Ly93d3cuaW5zdGFncmFtLmNvbS9jb211bmVkaXZpY2VuemEv?_d=B6K&amp;_c=bd0477b6" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a><a href="https://nl-ufficiostampa.comune.vicenza.it/nl/pmcne9/yxcd53/xjrze0/uf/12/aHR0cHM6Ly93d3cueW91dHViZS5jb20vdXNlci9jaXR0YWRpdmljZW56YQ?_d=B6K&amp;_c=6646312e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



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		<title>Tony Boy fa impazzire il Summer Tour a Bassano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:31:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA & SPETTACOLO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tony Boy inaugura il Summer Tour a Bassano: migliaia di giovani cantano sotto il palco del Bassano Music Park L&#8217;estate del Bassano Music Park è entrata nel vivo con uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico più giovane. Venerdì 11<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Tony Boy inaugura il Summer Tour a Bassano: migliaia di giovani cantano sotto il palco del Bassano Music Park</p>



<p>L&#8217;estate del Bassano Music Park è entrata nel vivo con uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico più giovane. Venerdì 11 luglio il palco del Parco Ragazzi del &#8217;99 ha ospitato Tony Boy, protagonista della prima data del suo Summer Tour 2026, richiamando a Bassano del Grappa migliaia di fan provenienti da tutto il Veneto e anche dalle regioni vicine.<br>Fin dalle prime ore della sera l&#8217;atmosfera era quella delle grandi occasioni: code agli ingressi, gruppi di amici arrivati con largo anticipo e tanti ragazzi pronti a conquistare un posto sotto il palco. Un pubblico giovane, ma molto eterogeneo, unito dalla voglia di vivere una serata di musica e condividere dal vivo i brani che hanno reso Tony Boy uno degli artisti più seguiti della nuova scena urban italiana.<br>All&#8217;accendersi delle luci, l&#8217;energia è esplosa. Per oltre un&#8217;ora e mezza il rapper ha alternato i brani più amati del suo repertorio alle canzoni più recenti, accompagnato da un pubblico che ha cantato praticamente ogni testo dall&#8217;inizio alla fine. Cori, smartphone illuminati e mani alzate hanno trasformato il concerto in un momento di partecipazione collettiva, confermando il forte legame tra l&#8217;artista e la sua fanbase.<br>Il live ha saputo alternare momenti ad alta intensità a passaggi più introspettivi, creando un equilibrio che ha coinvolto il pubblico per tutta la serata. L&#8217;impianto scenografico essenziale, ma d&#8217;impatto, insieme ai giochi di luce e ai visual sul maxi schermo, ha valorizzato uno spettacolo costruito soprattutto sull&#8217;energia della performance e sull&#8217;interazione con i fan.<br>Per Bassano del Grappa si è trattato di un&#8217;altra serata di successo all&#8217;interno della programmazione estiva del Bassano Music Park, che continua a portare in città artisti capaci di attirare migliaia di spettatori. La presenza di tanti giovani ha confermato come eventi di questo tipo rappresentino non solo un&#8217;occasione di intrattenimento, ma anche un importante momento di aggregazione.<br>Con la data bassanese si è aperto ufficialmente il tour estivo di Tony Boy, che nei prossimi mesi lo porterà sui palchi dei principali festival italiani. Un debutto accolto con entusiasmo, tra musica, emozioni e un pubblico che ha trasformato il concerto in una grande festa sotto le stelle.</p>
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		<item>
		<title>Risultati epici al botteghino: in meno di una settimana &#8220;L&#8217;Odissea&#8221; di Christopher Nolan ha già recuperato il budget</title>
		<link>https://www.tviweb.it/risultati-epici-al-botteghino-in-meno-di-una-settimana-lodissea-di-christopher-nolan-ha-gia-recuperato-il-budget/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 16:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA - SERIE TV]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un debutto da kolossal per &#8220;L&#8217;Odissea&#8221;, il nuovo film di Christopher Nolan ispirato al celebre poema di Omero. A meno di una settimana dall&#8217;arrivo nelle sale, il lungometraggio ha già superato il costo di produzione, confermandosi uno dei titoli più<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Un debutto da kolossal per <strong>&#8220;L&#8217;Odissea&#8221;</strong>, il nuovo film di Christopher Nolan ispirato al celebre poema di Omero. A meno di una settimana dall&#8217;arrivo nelle sale, il lungometraggio ha già superato il costo di produzione, confermandosi uno dei titoli più attesi e di maggior successo dell&#8217;estate cinematografica.</p>



<p>A tre anni dal trionfo di <strong>&#8220;Oppenheimer&#8221;</strong>, premiato con sette Oscar e capace di incassare oltre 975 milioni di dollari nel mondo, il regista britannico è tornato sul grande schermo con un progetto ancora più ambizioso: portare al cinema l&#8217;epopea di Ulisse con una produzione da 250 milioni di dollari.</p>



<p>Il film, distribuito dal 15 luglio, ha conquistato il pubblico nonostante la durata di quasi tre ore. A trainarlo un cast stellare che comprende <strong>Matt Damon</strong> nel ruolo di Ulisse, insieme ad <strong>Anne Hathaway</strong>, <strong>Charlize Theron</strong> e <strong>Tom Holland</strong>.</p>



<p>Nel weekend di debutto negli Stati Uniti e in Canada, secondo le prime stime del settore, &#8220;L&#8217;Odissea&#8221; ha raggiunto il primo posto al box office nordamericano con <strong>124,5 milioni di dollari</strong> di incassi. Nei 73 mercati internazionali in cui è stato distribuito, il film ha aggiunto altri <strong>139,6 milioni di dollari</strong>, portando il totale globale a <strong>264,1 milioni di dollari</strong>.</p>



<p>Un risultato che ha permesso alla pellicola di recuperare già il budget stimato di produzione, pari a circa <strong>250 milioni di dollari</strong>.</p>



<p>Il nuovo lavoro di Nolan è una delle produzioni più imponenti della sua carriera. Il film è stato girato in <strong>sei Paesi</strong>, tra cui Grecia, Marocco e Italia, con numerose scene realizzate in mare e utilizzando telecamere IMAX, una tecnologia che garantisce immagini ad altissima risoluzione ma richiede una complessa organizzazione tecnica.</p>



<p>Un viaggio cinematografico nell&#8217;antica Grecia che punta a trasformare il poema di Omero, scritto circa tremila anni fa, in uno spettacolo visivo di dimensioni globali. I primi numeri al botteghino sembrano confermare che la scommessa di Nolan è già partita con il vento in poppa.</p>
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		<title>Jesolo, ovvero il mare che non dorme mai!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Faietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 17:21:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è chi sceglie Jesolo per il mare, chi per lo shopping e chi per la vivace vita notturna. Ma questa località del litorale veneziano riesce a mettere d&#8217;accordo tutti, offrendo attività e momenti di relax dall&#8217;alba fino a tarda notte.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
C&#8217;è chi sceglie Jesolo per il mare, chi per lo shopping e chi per la vivace vita notturna. Ma questa località del litorale veneziano riesce a mettere d&#8217;accordo tutti, offrendo attività e momenti di relax dall&#8217;alba fino a tarda notte. Ecco come trascorrere una giornata perfetta.</p>
<p>La giornata non può che iniziare con una ricca colazione. A Jesolo non mancano locali dove concedersi un momento di dolcezza: tra i più apprezzati c&#8217;è il Bar 23, famoso per le vaste proposte creative di brioche e dolci, mentre per chi preferisce i grandi classici, la Pasticceria Zamuner rappresenta una tappa immancabile con brioche, pasticcini e caffetteria di qualità.</p>
<p>Dopo colazione è il momento di raggiungere il mare. Una passeggiata sul lungomare permette di respirare l&#8217;atmosfera estiva e godersi il panorama dell&#8217;Adriatico, prima di sistemarsi sotto l&#8217;ombrellone per qualche ora di relax tra tintarella e un tuffo rinfrescante.<br />
Quando arriva l&#8217;ora di pranzo non serve allontanarsi troppo dalla spiaggia. I numerosi chioschi e bar sul litorale propongono piatti leggeri e freschi, perfetti per una pausa senza rinunciare al mare: dai classici club sandwich alle insalatone, passando per poke, toast e bevande ghiacciate.</p>
<p>Nelle ore più calde del primo pomeriggio la soluzione migliore è spostarsi in via Bafile, il cuore dello shopping jesolano. Tra negozi di abbigliamento, boutique, souvenir e accessori c&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta. E per una pausa rinfrescante non può mancare una granita, un gelato artigianale o una bevanda fresca in uno dei tanti bar che animano la via.</p>
<p>Quando il sole inizia a calare, la spiaggia torna ad essere protagonista. Le temperature diventano più piacevoli e le ultime ore del pomeriggio sono perfette per una passeggiata sul bagnasciuga, una partita a beach volley o semplicemente per rilassarsi osservando il tramonto.</p>
<p>L&#8217;aperitivo è uno dei momenti più attesi della giornata. Jesolo offre numerose location vista mare dove brindare al tramonto: dalle terrazze panoramiche come il Tacco11 American Bar, all&#8217;interno del J44 Hotel, fino al rooftop del 1923 Casa Bianca, entrambi ideali per sorseggiare un cocktail con vista sull&#8217;Adriatico.</p>
<p>Per la cena le possibilità sono davvero tante. Chi vuole continuare a vivere l&#8217;atmosfera della spiaggia può scegliere uno dei ristoranti vicini al mare, gustando specialità di pesce fresco, mentre chi preferisce una serata più informale troverà pizzerie, hamburgerie e locali adatti a tutti i gusti e a tutte le età.</p>
<p>E quando cala il buio, Jesolo cambia volto e si trasforma in una delle capitali della movida estiva. Tra beach club, cocktail bar e discoteche, il divertimento continua fino a notte fonda. Locali storici come Il Muretto, La Capannina e King&#8217;s Club richiamano ogni estate migliaia di giovani italiani e stranieri, offrendo serate con dj set, musica dal vivo ed eventi che rendono indimenticabile una giornata trascorsa nella località balneare.</p>
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		<title>Come a Hogwarts: il Castello di Thiene riapre la Scuola di Magia, primi due turni già sold out</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 14:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Castello di Thiene torna a trasformarsi, per l&#8217;ottavo anno consecutivo, in una scuola di magia dal sapore decisamente &#8220;hogwartsiano&#8221;. Dal 25 agosto al 6 settembre la storica dimora vicentina ospiterà infatti una nuova edizione della Scuola di Magia Italiana,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Il Castello di Thiene torna a trasformarsi, per l&#8217;ottavo anno consecutivo, in una scuola di magia dal sapore decisamente &#8220;hogwartsiano&#8221;. Dal 25 agosto al 6 settembre la storica dimora vicentina ospiterà infatti una nuova edizione della <strong>Scuola di Magia Italiana</strong>, iniziativa rivolta a bambine, bambini e ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado provenienti da tutta Italia. I primi due turni sono già sold out, mentre restano gli ultimi posti disponibili per il weekend conclusivo del 4, 5 e 6 settembre.</p>



<p>Organizzata da Caraval Spettacoli, la manifestazione trasforma per tre giorni il Castello di Thiene, splendida villa quattrocentesca che fonde elementi gotici e rinascimentali, in una vera scuola di magia con aule dedicate alle lezioni, spazi per le attività e dormitori allestiti per il pernottamento. Dopo aver ricevuto la tradizionale lettera di ammissione, i partecipanti vengono suddivisi in quattro casate e accompagnati in un percorso narrativo e interattivo che si snoda tra le sale del castello, la Galleria dei Cavalli, le Scuderie settecentesche e la suggestiva ghiacciaia sotterranea del primo Cinquecento.</p>



<p>L&#8217;esperienza non si limita alle attività diurne. Per tre giorni il Castello diventa infatti la casa dei giovani apprendisti, che vivono insieme prove, lezioni di incantesimi e pozioni, incontri con creature fantastiche, misteri da risolvere e momenti di spettacolo. Il pernottamento all&#8217;interno della storica residenza rende l&#8217;avventura ancora più immersiva, trasformando ogni momento della giornata in parte integrante della storia.</p>



<p>Il progetto nasce dall&#8217;incontro tra un&#8217;ambientazione fantasy, resa celebre da libri e film amati dalle nuove generazioni, e un autentico contesto storico. Ai laboratori artistici e alle visite guidate agli ambienti del Castello si affiancano lezioni di magia, prove di gruppo e attività pensate per promuovere la lettura, la socializzazione e il gioco intelligente, senza rinunciare al divertimento. A seguire i partecipanti sarà lo staff di Caraval Spettacoli, composto da attori, educatori e professionisti dell&#8217;intrattenimento.</p>



<p>Grande l&#8217;interesse registrato anche quest&#8217;anno. Sono già esauriti i posti per il turno dal <strong>25 al 27 agosto</strong>, riservato agli allievi del I, II, III, IV e V anno accademico, e per quello dal <strong>28 al 30 agosto</strong>, dedicato al I, II, III e IV anno. Restano invece ancora alcuni posti disponibili per il turno finale del <strong>4, 5 e 6 settembre</strong>, aperto agli studenti del I, II e III anno accademico.</p>



<p>Per iscriversi è necessario inviare una mail all&#8217;indirizzo <strong><a>scuoladimagiaitaliana@gmail.com</a></strong>, indicando nome ed età del partecipante e il nominativo di un genitore o di un maggiorenne responsabile. Lo staff provvederà successivamente a inviare la modulistica necessaria e le informazioni sulle modalità di iscrizione, comprese quelle agevolate.</p>



<p>Per ulteriori informazioni è possibile scrivere allo stesso indirizzo e-mail oppure contattare il numero <strong>379 149 7805</strong>.</p>



<p></p>
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		<title>Quattro prime regionali nel Giardino Jacquard: a Schio torna la magia di Visioni di Danza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 13:55:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue il festival Visioni di Danza, che entra nel vivo dell&#8217;estate vicentina con una serata dedicata alla danza contemporanea nello scenario del Giardino Jacquard di Schio. L&#8217;appuntamento è in programma martedì 21 luglio alle 21.15, con quattro compagnie italiane protagoniste<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Prosegue il festival <strong>Visioni di Danza</strong>, che entra nel vivo dell&#8217;estate vicentina con una serata dedicata alla danza contemporanea nello scenario del <strong>Giardino Jacquard di Schio</strong>. L&#8217;appuntamento è in programma <strong>martedì 21 luglio alle 21.15</strong>, con quattro compagnie italiane protagoniste di altrettante performance, tutte presentate in <strong>prima regionale</strong>.</p>



<p>Ad aprire la serata sarà il <strong>Balletto Teatro di Torino</strong> con <strong>&#8220;Noa&#8221;</strong>, una creazione del coreografo <strong>Jye-Hwei Lin</strong> interpretata dalla danzatrice <strong>Noa Van Tichel</strong>. Il lavoro propone un&#8217;intensa riflessione sul corpo in movimento, esplorandone la presenza scenica attraverso immagini, gesti e forze invisibili che prendono forma sulla scena.</p>



<p>Seguirà <strong>&#8220;Intersection Bach&#8221;</strong>, produzione della <strong>Compagnia degli Istanti</strong>, ideata e coreografata da <strong>Roberto Lori</strong>. Lo spettacolo affronta il tema della gentilezza attraverso le musiche di <strong>Johann Sebastian Bach</strong>, evocando un dialogo tra anime differenti e sonorità lontane, unite nella ricerca di armonia ed equilibrio.</p>



<p>La terza proposta sarà <strong>&#8220;Fabula Mala&#8221;</strong> di <strong>Versiliadanza</strong>, interpretata da <strong>Valentia Sechi</strong> e <strong>Luca Tomao</strong>. Lo spettacolo accompagna il pubblico in un percorso introspettivo alla ricerca della parte più nascosta dell&#8217;essere umano, quella che spesso si preferirebbe non vedere, ma che resta essenziale per definire l&#8217;identità di ciascuno.</p>



<p>Chiuderà la serata <strong>&#8220;Radical Bodies&#8221;</strong>, produzione di <strong>Dancehauspiù</strong>, ideata e interpretata da <strong>Sara Pezzolo</strong>, insieme a <strong>Mafalda Maria Fondi</strong> e <strong>Caterina Marchetto</strong>. La performance si presenta come un manifesto al femminile che riflette sul significato politico del corpo e sul ruolo dell&#8217;artista nella società contemporanea.</p>



<p>I biglietti costano <strong>12 euro</strong> l&#8217;intero e <strong>9 euro</strong> il ridotto. Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere all&#8217;indirizzo <strong><a>info@naturalislabor.it</a></strong> oppure contattare il numero <strong>393 1048528</strong>. Gli organizzatori consigliano al pubblico di indossare un abbigliamento comodo e adatto anche per assistere agli spettacoli seduti sul prato del Giardino Jacquard.</p>
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		<title>L’ignoranza non fa più vergogna: la generazione dei “non so” con lo smartphone in mano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandro Cammarano C&#8217;è una scena che si ripete identica da anni, in tutte le stagioni e su tutte le coste: il cronista con il microfono, la fila fuori dal locale, la domanda innocua che smaschera tutto. Chi è il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><em>di Alessandro Cammarano</em></p>



<p>C&#8217;è una scena che si ripete identica da anni, in tutte le stagioni e su tutte le coste: il cronista con il microfono, la fila fuori dal locale, la domanda innocua che smaschera tutto. Chi è il capo dello Stato. Qual è la capitale di un paese europeo qualunque. Dov&#8217;è, su una carta muta, un continente intero. Le risposte, quando arrivano, sono un campionario di invenzioni sparate con la disinvoltura beata di chi non sospetta nemmeno l&#8217;esistenza dell&#8217;errore. Un tempo si sarebbe detto materiale da avanspettacolo. Oggi è più semplicemente il ritratto dal vero di una generazione che ha smesso di vergognarsi di non sapere, e che anzi lo esibisce come un tratto di carattere, un accessorio, quasi una posa.</p>



<p>Perché diciamolo con la franchezza che la materia impone: questi ragazzi non sono più i cugini poveri, ritardatari, degli sprovveduti statunitensi che da decenni offrono al mondo il proprio repertorio di gaffe geografiche e storiche come fossero un genere folkloristico nazionale. Li hanno raggiunti. In certi casi li hanno superati. Lo stesso smarrimento davanti a una carta muta, la stessa allegra approssimazione sui nomi delle capitali sparati a caso come numeri del lotto, la stessa incapacità di collocare un continente che non sia il proprio, ammesso che sappiano collocare pure quello. L&#8217;Italia, culla da manuale scolastico di una civiltà che ha insegnato al mondo intero come si scrive la storia, produce oggi ventenni capaci di confondere un presidente con un cantante, un secolo con l&#8217;altro, un dittatore con un personaggio di una serie in streaming. Non è più imitazione del modello americano, è omologazione completa: stessa ignoranza rivendicata con lo stesso sorriso soddisfatto, la stessa fierezza cafona di chi non ha bisogno di sapere perché tanto tutto si trova con un dito sullo schermo, salvo poi non saperlo trovare comunque.</p>



<p>Sarebbe la scorciatoia più comoda, a questo punto, prendersela solo con gli adolescenti e i loro telefoni. Comoda e vigliacca, perché quel vuoto non è nato con loro: lo hanno ereditato, intatto e anzi peggiorato, da chi avrebbe dovuto insegnare a smontarlo e invece ha preferito guardare altrove, magari specchiandosi compiaciuto nei propri ricordi scolastici mai davvero verificati. Il punto non è più soltanto la cronaca di ieri, il nome del ministro o la sigla del partito nuovo di zecca. Il punto è un buco enorme che riguarda da dove veniamo, l&#8217;unica cosa che permetterebbe di capire dove stiamo, molto rapidamente, andando a sbattere.</p>



<p>I numeri, quando si mettono in fila, raccontano un declino misurabile, non un&#8217;impressione malevola di chi scrive per mestiere di essere severo. In Italia poco più di un terzo delle persone tra i sedici e i sessantacinque anni fatica oggi a orientarsi in un testo appena più complesso di un titolo di giornale, una quota salita di sette punti nell&#8217;arco di un decennio, quando un tempo si fermava assai più in basso. L&#8217;età, qui, non offre l&#8217;alibi comodo che si vorrebbe: chi ha tra i sedici e i ventiquattro anni se la cava perfino un poco meglio di chi ha superato i cinquantacinque, il che significa una cosa sola, e cioè che il tracollo non è un vizio dell&#8217;ultima cucciolata ma una palude in cui affondano insieme nonni, genitori e figli, complici più che vittime, tutti egualmente disarmati davanti a un contratto, a un grafico, a una mappa. Solo che il nonno non finisce mai intervistato fuori da un locale alle due di notte, e così la sua ignoranza resta un segreto di famiglia mentre quella del nipote diventa spettacolo.</p>



<p>Sullo sfondo di questa comprensione zoppicante del presente si staglia un vuoto ancora più vasto, quello della storia lunga, non solo quella dell&#8217;ultimo trimestre di telegiornali. Ed è qui che il discorso smette di essere bonario, perché tocca esattamente il nodo che tiene insieme ignoranza e propaganda: chi non conosce cosa siano stati davvero un regime totalitario, una deportazione, un genocidio pianificato a tavolino, non possiede gli anticorpi per riconoscerne le repliche quando si ripresentano vestite di linguaggio nuovo, magari a ritmo di reel. Il paradosso italiano, degno di un trattato di autolesionismo nazionale, è che la conoscenza formale della Shoah, presa da sola, non è mai stata così diffusa: quasi tutti ne hanno sentito parlare, la scuola organizza cerimonie e concorsi ogni gennaio con la puntualità di un rito civile ormai svuotato. Eppure quella conoscenza recitata come una litania non si è tradotta in comprensione: viene archiviata come una grande tragedia fra le tante, alla pari di qualunque altra cosa vista scorrere in una bacheca, priva del peso specifico che dovrebbe distinguerla da tutto il resto. Sapere il nome di un evento senza coglierne la portata è solo un modo più elegante, e più vigliacco, di non sapere nulla.</p>



<p>E il problema non riguarda soltanto i ragazzi, sia chiaro, altrimenti sarebbe fin troppo comodo archiviarlo come un difetto di fabbrica delle nuove leve. Nell&#8217;opinione pubblica adulta nel suo complesso si registra uno slittamento che meriterebbe l&#8217;allarme rosso permanente: chi è convinto che l&#8217;Olocausto sia un&#8217;invenzione, agli inizi del secolo una frazione marginale, oggi sfiora quote a due cifre della popolazione, mentre un&#8217;ulteriore fetta consistente ritiene che il numero delle vittime sia comunque stato gonfiato rispetto alla realtà. Non stiamo parlando di un manipolo di eccentrici sperduto in un angolo di internet: stiamo parlando di milioni di adulti, spesso genitori, spesso elettori, spesso proprio quelli che ai figli rinfacciano che ai loro tempi si studiava di più, salvo poi dimostrare in un sondaggio di non aver studiato granché neppure loro. La storia che non si tramanda bene non è un vezzo estetico da lasciare ai professori annoiati: è un buco nella diga, ed è dalla stessa diga che oggi rientra l&#8217;acqua, gelida e feconda di conseguenze.</p>



<p>Perché la parte più caustica di questa vicenda, quella che dovrebbe davvero togliere il sonno a chiunque non si accontenti di ridacchiare davanti al video del ragazzino che scambia l&#8217;Ucraina per uno stato americano, è la funzione che la conoscenza storica avrebbe dovuto svolgere e che evidentemente ha fallito su tutta la linea: impedire che gesti, simboli e retoriche già visti tornassero a circolare spacciati per novità assoluta. Chi ignora come si costruisce, passo dopo passo, un consenso totalitario, il nemico esterno, la nostalgia identitaria, la semplificazione brutale di problemi complessi, non riconosce lo schema quando lo vede riproporsi in un video di quindici secondi, confezionato con un ritmo musicale orecchiabile e un&#8217;estetica da campagna pubblicitaria pensata da persone che sanno perfettamente quello che fanno, anche se il pubblico bersaglio no. La nostalgia per le dittature del secolo scorso circola oggi attraverso meme colorati, canzoni virali, contenuti generati con l&#8217;intelligenza artificiale, in un linguaggio confezionato apposta per attecchire tra i più giovani e per far apparire quella nostalgia come un gioco innocuo anziché come quello che è per davvero. Chi ha studiato sul serio cosa produsse quel tipo di propaganda ottant&#8217;anni fa riconosce lo schema a colpo d&#8217;occhio; chi non l&#8217;ha studiato, o l&#8217;ha studiato distrattamente giusto il tempo di un&#8217;interrogazione dimenticata il giorno dopo, scambia il ritorno di fiamma per una trovata originale, e magari pure gli mette un like.</p>



<p>Su questo terreno già arido si innesta poi il meccanismo dell&#8217;informazione contemporanea, che non fa che aggravare il quadro clinico. Oltre metà dei giovani italiani usa quotidianamente i social come principale fonte di notizie, e una porzione tutt&#8217;altro che marginale mette pubblicamente il proprio assenso a contenuti che sa perfettamente essere falsi, pur essendo nella maggioranza dei casi convinta, con quella fiducia in se stessi che meriterebbe applicazioni migliori, di saper distinguere il vero dal falso. È esattamente questa la cifra dell&#8217;ignoranza contemporanea, ed è ciò che la rende più insidiosa di quella, quasi rispettabile in confronto, dei nonni analfabeti che almeno sapevano di non sapere: non l&#8217;ammissione onesta del limite, ma la certezza granitica di avere già capito tutto grazie a un video da un minuto girato da uno che ne sa quanto loro, se non meno. Su quel terreno chi ha messaggi semplici da vendere, il nemico venuto da fuori, l&#8217;identità minacciata, il passato da rimpiangere anziché da studiare, ottiene una diffusione sproporzionata rispetto a chiunque provi a spiegare le cose con la complessità che meritano: l&#8217;algoritmo premia il contenuto che emoziona in fretta, non quello che informa con calma, ed è un dettaglio tecnico che si è rivelato, nei fatti, squisitamente politico.</p>



<p>Il cortocircuito, arrivati fin qui, si chiude da solo, con la stessa eleganza brutale di una trappola ben congegnata. Un ragazzo che non sa indicare un continente su una carta, che confonde le capitali come fossero figurine intercambiabili, che non distingue un regime totalitario da un capitolo di storia lontana e ormai chiusa, è anche il bersaglio più facile per chi quel continente lo usa come minaccia astratta in un reel, e per chi quel regime prova silenziosamente a riabilitarlo come stile prima ancora che come programma politico dichiarato. Non è colpa sua, non soltanto: è la conseguenza naturale di una catena di trasmissione della memoria che si è spezzata molto prima che nascesse, in aule dove la storia si studiava per l&#8217;interrogazione e non per capire il presente, in famiglie dove il passato si citava per nostalgia da bar e non per lezione da tramandare. Resta però una differenza, ed è quella che dovrebbe far male più di tutte: gli americani, almeno, la loro ignoranza se la sono costruita in casa, senza avere alle spalle duemila anni di storia da consultare a portata di mano. Noi quella storia ce l&#8217;abbiamo scritta sui muri, nei musei, nei nomi delle piazze che questi ragazzi attraversano ogni sera senza leggerli. E abbiamo trovato comunque il modo di ignorarla esattamente come loro, con lo stesso identico sorriso, la stessa identica sicurezza di chi non ha nulla da imparare da un passato che considera, semplicemente, roba vecchia.</p>



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		<title>La Fenice di Venezia, Elena Pierini è la nuova direttrice del Coro: succede a Caiani</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 09:54:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Venezia, 15 luglio 2026 &#8211; Elena Pierini è la nuova direttrice del Coro del Teatro La Fenice di Venezia, al posto di Alfonso Caiani. Il sovrintendente Nicola Colabianchi l&#8217;ha presentata agli artisti nei giorni scorsi; Pierini entrerà in carica da<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Venezia, 15 luglio 2026 &#8211; Elena Pierini è la nuova direttrice del Coro del Teatro La Fenice di Venezia, al posto di Alfonso Caiani. Il sovrintendente Nicola Colabianchi l&#8217;ha presentata agli artisti nei giorni scorsi; Pierini entrerà in carica da settembre.</p>



<p>Caiani, alla guida del Coro nel 2008-2009 e poi dal 2021 a oggi, ha diretto produzioni come i Carmina Burana di Orff in Piazza San Marco (2022), l&#8217;Otello di Verdi (2024-2025) e il Wozzeck di Berg (2025). Assumerà ora la direzione del Coro della Fondazione Petruzzelli di Bari, con un contratto quadriennale.</p>



<p>Fiorentina, formatasi in pianoforte, percussioni e canto, Pierini ha costruito una carriera internazionale tra Europa e Stati Uniti come direttrice di coro e d&#8217;orchestra. Dal 2018 dirige il Coro del Landestheater di Linz ed è stata invitata al Teatro Lirico di Cagliari (2024) e all&#8217;Oper Leipzig (2025).</p>



<p>Il suo debutto alla Fenice sarà con i Pagliacci di Leoncavallo, in scena al Malibran dal 18 settembre.</p>
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		<title>Hoga Zait, Roana e Velden celebrano cinquant’anni di gemellaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 15:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Asiago]]></category>
		<category><![CDATA[Cimbri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinquant’anni di incontri, scambi culturali, visite reciproche e amicizie personali. Da venerdì 10 a domenica 12 luglio, i primi tre giorni di Hoga Zait hanno accompagnato le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del gemellaggio tra Roana e Velden, nato ufficialmente<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Cinquant’anni di incontri, scambi culturali, visite reciproche e amicizie personali. <strong>Da venerdì 10 a domenica 12 luglio, i primi tre giorni di Hoga Zait</strong> hanno accompagnato le celebrazioni per il <strong>cinquantesimo anniversario del gemellaggio tra Roana e Velden</strong>, nato ufficialmente nel 1976 dalle comuni radici linguistiche e culturali delle due comunità.</p>



<p>Tre giornate durante le quali <strong>il ricordo del cammino compiuto si è intrecciato con nuovi progetti, momenti di festa e segni destinati a rimanere sul territorio</strong>: il <strong>Bosco di Velden</strong>, con cinquanta alberi piantati in un’area colpita dalla tempesta Vaia, e la <strong>nuova via intitolata alla cittadina bavarese</strong>.</p>



<p>Alle iniziative hanno partecipato gli amministratori di Roana e Velden, i rappresentanti delle istituzioni culturali cimbre, la Regione del Veneto, le associazioni del territorio e numerosi cittadini italiani e bavaresi.</p>



<p><strong>L’apertura di Hoga Zait tra lingua cimbra e convivialità</strong></p>



<p>Le celebrazioni si sono aperte <strong>venerdì 10 luglio</strong> nel parco SelvArt di Mezzaselva, dove la tradizionale scampanata degli <strong>Schèllatragar</strong> ha inaugurato ufficialmente il festival.</p>



<p>A portare il saluto delle due amministrazioni sono state <strong>Marzia Rigoni, assessore al Turismo del Comune di Roana</strong>, e <strong>Melanie Nagy, vicesindaco di Velden</strong>.</p>



<p>«<em>Ciò che rende speciale il legame tra le nostre popolazioni è il comune denominatore che ci unisce: la lingua cimbra</em>», ha sottolineato <strong>Rigoni.</strong> «<em>Una lingua antica e preziosa, che non è soltanto un patrimonio culturale da custodire, ma è soprattutto un ponte tra persone, storie e identità</em>».</p>



<p>Il cinquantesimo anniversario ha trovato proprio <strong>in Hoga Zait la sua cornice naturale</strong>. «I<em>l festival ci ricorda che la cultura rimane viva se viene condivisa, raccontata e tramandata e che la tradizione si rinnova attraverso l’incontro tra le persone»</em>, ha aggiunto l’assessore.</p>



<p>Nel suo intervento, <strong>Melanie Nagy </strong>ha richiamato la dimensione umana del rapporto tra le due comunità, diventato nel corso dei decenni molto più di un’intesa formale tra amministrazioni: un’amicizia alimentata dagli incontri, dalle esperienze condivise e dal tempo trascorso insieme.</p>



<p>La prima giornata si è conclusa con una cena dedicata ai piatti della tradizione cimbra, che ha affiancato agli appuntamenti ufficiali un momento conviviale nel quale riscoprire, anche attraverso la cucina, la cultura e la storia dell’Altopiano.</p>



<p><strong>Cinquanta alberi per il Bosco di Velden</strong></p>



<p><strong>Sabato 11 luglio</strong> le celebrazioni sono proseguite in località <strong>Boscon di Cesuna</strong> con l’inaugurazione del <strong>Bosco di Velden</strong>.</p>



<p><strong>Cinquanta nuovi alberi, uno per ogni anno di amicizia</strong>, sono stati messi a dimora in un’area ancora segnata dal passaggio della tempesta Vaia. I primi due sono stati piantati simbolicamente da <strong>Roberta Bonato, assessore del Comune di Roana al Patrimonio, Commercio e Polizia locale</strong>, e da <strong>Melanie Nagy</strong>. I presenti sono stati poi invitati a contribuire alla piantumazione delle altre piante.</p>



<p>«<em>Questa zona ha subito danni molto rilevanti con il passaggio della tempesta Vaia e ancora oggi sul territorio se ne vedono chiaramente i segni</em>», ha spiegato <strong>Bonato</strong>. «C<em>on questa iniziativa contribuiamo al ripristino del bosco e rinnoviamo la collaborazione con Velden e l’amicizia che ci unisce da cinquant’anni. Ogni volta che passeremo di qui, questi alberi ci ricorderanno il rapporto tra le nostre comunità e questa giornata</em>».</p>



<p>Il Bosco di Velden rappresenta anche un impegno rivolto alle nuove generazioni. «<em>Un albero non viene piantato soltanto per l’oggi, ma per il futuro</em>», ha osservato<strong> Nagy</strong>. «<em>Ha bisogno di radici solide, di tempo e di cura per poter crescere, proprio come l’amicizia tra i nostri Comun</em>i».</p>



<p><strong>Cinquant’anni di storia e un nuovo protocollo per il futuro</strong></p>



<p>La giornata di sabato è proseguitaS con la <strong>cerimonia ufficiale in Comune</strong> dedicata al cinquantesimo anniversario, alla presenza di <strong>Luigi Martello, sindaco di Roana</strong>; del v<strong>icesindaco di Velden Melanie Nagy</strong>; di <strong>Marco Zecchinato, assessore della Regione del Veneto</strong>; di <strong>Maurizio Zovi, presidente dell’Istituto di Cultura Cimbra di Roana</strong>; di <strong>Jakob Ossner, presidente del <em>Curatorium Cimbricum Bavarense</em></strong> e di <strong>Vito Massalongo</strong> presidente del <strong><em>Curatorium Cimbricum Veronense</em></strong>.</p>



<p>«<em>Mezzo secolo non è semplicemente un traguardo temporale</em>», ha dichiarato <strong>Martello</strong>. «<em>Cinquant’anni rappresentano una storia condivisa, una prova tangibile che le distanze geografiche e i confini nazionali si annullano quando alla base ci sono il rispetto, la stima e un’amicizia sincera</em>».</p>



<p>Il sindaco ha ricordato l’accordo sottoscritto nel 1976, con il quale Roana e Velden, unite da antiche tradizioni comuni di lingua e civiltà, affermavano la volontà di collaborare sul piano culturale, economico e civile, «<em>come segno di amicizia tra le popolazioni del Veneto e della Baviera, come contributo all’unità dell’Europa, come augurio di pace nel mond</em>o».</p>



<p>Alla prospettiva della comunità di Roana si è affiancata quella di <strong>Melanie Nagy</strong>, che ha posto al centro del proprio intervento <strong>le persone che hanno costruito e continuano ad alimentare il rapporto tra i due territori</strong>.</p>



<p>«<em>Come si misura l’amicizia? In chilometri? Tra Velden e Roana ce ne sono circa 450. In anni? Oggi celebriamo cinquant’anni insieme. Oppure si misura negli incontri, nelle conversazioni che si prolungano fino a tarda sera, nelle risate condivise, nelle porte sempre aperte e nel sentirsi benvenuti?</em>».</p>



<p>Per Nagy, il risultato più importante sarà raggiunto quando le nuove generazioni non si interrogheranno più sulle ragioni di questo legame, ma considereranno del tutto naturale avere degli amici a Roana o a Velden.</p>



<p>La <strong>dimensione europea della collaborazione</strong> è stata evidenziata da <strong>Marco Zecchinato</strong>, assessore regionale alla Cooperazione interregionale e agli Enti locali</p>



<p>«<em>Questi cinquant’anni dimostrano che è realmente possibile costruire un’Europa dei popoli</em>. <em>Un’Europa nella quale ci sentiamo uniti e collaboriamo attraverso una cooperazione capace di superare i confini comunali, regionali e nazionali</em>».</p>



<p>Zecchinato ha inoltre ribadito <strong>l’impegno della Regione del Veneto nella tutela e nella promozione delle specificità linguistiche</strong>, tra cui quella cimbra, riconosciute come patrimonio culturale e identitario e come valore aggiunto per il territorio.</p>



<p><strong>Maurizio Zovi</strong>, presidente dell’<strong>Istituto di Cultura Cimbra di Roana</strong>, ha ripercorso le origini culturali del rapporto tra le comunità cimbre italiane e bavaresi, ricostruendo le principali tappe che avrebbero condotto alla nascita e al consolidamento del legame tra Roana e Velden.</p>



<p>Nel dicembre 1969 si riunì a Monaco di Baviera il comitato per la conservazione e lo sviluppo della lingua cimbra, promosso da Hugo Resch. L’anno seguente una delegazione di Roana, guidata dall’allora presidente della Pro Loco Rino Frigo, fece visita in Baviera, dando avvio a incontri e scambi culturali sempre più frequenti. Nel 1973 nacquero l’Istituto di Cultura Cimbra di Roana, il <em>Curatorium Cimbricum Bavarense</em> e il <em>Curatorium Cimbricum Veronense</em>, le tre istituzioni che avrebbero accompagnato e sostenuto i rapporti tra le diverse comunità negli anni successivi.</p>



<p>Tra i protagonisti di quella stagione, ricordati anche dal sindaco Luigi Martello nel suo intervento, figurano Hans-Georg Rittner, Sergio Bonato e Rino Azzolini.</p>



<p>Da quel percorso prese forma una <strong>nuova concezione del cimbro</strong>: una lingua locale che, dopo essere stata a lungo associata all’emarginazione e alla povertà, diventava uno <strong>strumento di apertura e di collegamento con l’Europa, all’interno di una prospettiva moderna e plurilinguistica</strong>.</p>



<p>Sul ruolo delle istituzioni culturali e sul valore internazionale dell’intesa è intervenuto anche <strong>Jakob Ossner</strong>. Il presidente del <em>Curatorium Cimbricum Bavarense</em> ha ricordato gli scambi giovanili, i progetti scolastici, i viaggi culturali e le iniziative comuni che hanno trasformato l’accordo ufficiale in un legame vivo tra il Veneto e la Baviera.</p>



<p><strong>Ossner ha inoltre richiamato il valore della pace</strong>, particolarmente significativo per un territorio segnato dalla memoria della Grande Guerra e in un’Europa nuovamente attraversata dai conflitti: «<em>Non esiste una strada verso la pace: la pace è la strada. Ogni guerra rappresenta una sconfitta dello spirito umano</em>». Una riflessione condivisa anche da <strong>Vito Massalongo</strong> del <em>Curatorium Cimbricum Veronense</em>.</p>



<p>Nel corso della cerimonia è stato presentato anche il nuovo <strong>Protocollo di cooperazione 2026-2029</strong>, destinato a definire la collaborazione tra Roana e Velden nei prossimi anni.</p>



<p>Partendo dall’accordo del 1976, le due amministrazioni hanno individuato nuovi obiettivi nei settori della cultura, degli scambi giovanili e scolastici, del turismo e dell’economia, prevedendo anche la partecipazione congiunta a progetti e opportunità di finanziamento regionali ed europei.</p>



<p>«<em>Il primo ambito resta quello culturale, fondato sulla comune radice linguistica che unisce le montagne dei Sette Comuni alla Baviera, ma grande attenzione sarà riservata anche ai giovani</em>», ha spiegato <strong>Alessio Fabris, assessore alla Cultura del Comune di Roana</strong>. «<em>Promuovere gli scambi scolastici, far conoscere il nostro territorio in Baviera e quello bavarese a Roana e progettare insieme iniziative di carattere europeo può rappresentare un’opportunità per entrambe le comunità</em>».</p>



<p>Durante la cerimonia, il Comune di Roana ha consegnato una targa commemorativa per il cinquantesimo anniversario al <strong>Comune di Velden</strong>, rappresentato da Melanie Nagy; alla <strong>Regione del Veneto</strong>, nella persona di Marco Zecchinato; all’<strong>Istituto di Cultura Cimbra di Roana</strong>, rappresentato da Maurizio Zovi; e al <strong>Curatorium Cimbricum Bavarense</strong>, con Jakob Ossner.</p>



<p>A seguire, <strong>Melanie Nagy ha donato al Comune di Roana una scultura realizzata da uno scultore bavarese</strong>. L’opera resterà come testimonianza dell’amicizia costruita dalle due comunità in mezzo secolo di incontri e collaborazioni.</p>



<p><strong>La Volksfest, dono degli amici di Velden</strong></p>



<p>La giornata di sabato è proseguita con la <strong>Volksfest</strong>, che ha portato a Hoga Zait l’atmosfera, la musica e i sapori della tradizione bavarese.</p>



<p><strong>I prodotti serviti durante la festa provenivano direttamente dalla Baviera ed erano stati offerti dagli amici di Velden come dono alla comunità di Roana</strong>, trasformando l’appuntamento in un momento concreto di condivisione tra le due popolazioni.</p>



<p>L’organizzazione è stata curata dalla <strong>Pro Loco di Canove</strong>, che con il proprio impegno ha accolto la delegazione bavarese e il pubblico della manifestazione. La musica è stata affidata al <strong>Duo Vellar</strong> e a un duo bavarese, che hanno accompagnato la serata alternando repertori delle rispettive tradizioni.</p>



<p><strong>Via Velden, un nome destinato a rimanere</strong></p>



<p>Le iniziative per il cinquantesimo anniversario si sono concluse <strong>domenica 12 luglio</strong> con l’inaugurazione di <strong>via Velden</strong>, alla presenza di Melanie Nagy e Alessio Fabris.</p>



<p>La nuova intitolazione riguarda una laterale di via Romeo Sartori, nei pressi della sede dell’Istituto di Cultura Cimbra e del monumento dedicato a Hugo Resch, tra i promotori del rapporto tra Roana e Velden.</p>



<p>«<em>Questa strada, che fino a oggi non aveva un proprio nome, sembrava quasi attendere di essere intitolata a Velden in occasione del cinquantesimo anniversario</em>», ha osservato Fabris. «<em>È proprio qui che per cinquant’anni gli amici di Velden hanno incontrato quelli di Roana: nella sede dell’Istituto di Cultura Cimbra e davanti al monumento che ricorda uno dei fondatori di questa amicizia</em>».</p>



<p>Nei giorni successivi Hoga Zait proseguirà con<strong> altri appuntamenti dedicati alla cultura cimbra</strong>: <strong>mercoledì 15 luglio</strong> il <strong>Cinema Teatro Palladio</strong> di <strong>Cesuna </strong>ospiterà la proiezione di <strong>&#8220;Lunana &#8211; Il villaggio alla fine del mondo&#8221;</strong>, vincitore della Lessinia d&#8217;Oro al 26° Film Festival della Lessinia e candidato al premio Oscar nel 2022; <strong>giovedì 16 luglio</strong> l&#8217;<strong>Istituto di Cultura Cimbra </strong>propone il laboratorio linguistico per bambini <strong><em>&#8220;De zìmbrische zunga vor de khindar&#8221;</em></strong> e, in serata, l&#8217;incontro con il<strong> prof. Luca Panieri </strong>dell&#8217;<strong>Università IULM di Milano </strong>dedicato alla<strong> lingua cimbra di Roana, Luserna e Giazza</strong>.</p>



<p>Cinquant’anni dopo la firma del primo accordo, il rapporto tra Roana e Velden continua così a rappresentare<strong> non soltanto una pagina della storia delle due comunità, ma una relazione viva, costruita giorno dopo giorno dalle persone e rinnovata attraverso la cultura, la cooperazione e l’amicizia</strong>.</p>



<p></p>
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		<title>&#8220;Concerto per uno sconosciuto&#8221; di Pietro Cerchiello all&#8217;Astra</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 12:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[astra]]></category>
		<category><![CDATA[cutlura]]></category>
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		<category><![CDATA[terrestri estate]]></category>
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<p></p>



<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Vicenza, 14 luglio 2026 &#8211; Ci sono viaggi che portano lontano e altri che, attraversando luoghi sconosciuti, riportano sorprendentemente a sé stessi. È da questa esperienza reale che nasce <strong>Concerto per uno sconosciuto</strong>, lo spettacolo scritto e interpretato da <strong>Pietro Cerchiello</strong>, in scena, con <strong>Giacomo Tamburini e Vittorio Simonetto</strong>, <strong>giovedì 16 luglio alle ore 21.30</strong> al <strong>Teatro Astra di Vicenza</strong> per le <strong>Serate Terrestri</strong> di <strong>Terrestri d&#8217;estate 2026</strong>.</p>



<p>Vincitore del <strong>Premio Scenario Alessandra Belledi per la sfida artistica 2025</strong>, tra i più significativi riconoscimenti dedicati alla nuova scena teatrale italiana, lo spettacolo intreccia narrazione, musica dal vivo e immagini per raccontare un cammino che attraversa paesaggi remoti e diventa occasione per interrogarsi sul significato della partenza, dell&#8217;incontro e del cambiamento.</p>



<p>Lo spettacolo verrà anticipato, come di consueto, da AstraBistrò che giovedì sarà accompagnato da Dj Leezaa e le sue sonorità house.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Terrestri d&#8217;estate 2026</h2>



<p>Con questo appuntamento prosegue <strong>Terrestri d&#8217;estate 2026</strong>, la nona edizione della rassegna ideata e curata da <strong>La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale</strong> per il <strong>Comune di Vicenza</strong>, con il sostegno della <strong>Regione del Veneto</strong> e del <strong>Ministero della Cultura</strong>, il contributo della <strong>Camera di Commercio di Vicenza</strong>, di <strong>Banca del Veneto Centrale</strong> e della <strong>Fondazione Monte di Pietà</strong>, in collaborazione con <strong>Magis</strong>, <strong>Nuovo Bar Astra</strong> e il <strong>Comune di San Vito di Leguzzano</strong>.</p>



<p>Da giugno a settembre la rassegna attraversa la città con spettacoli di teatro contemporaneo, esperienze immersive, appuntamenti dedicati alle famiglie e progetti che mettono al centro il rapporto tra arte, comunità e paesaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo spettacolo</h2>



<p>A ventisei anni un ragazzo decide di lasciare tutto. Il lavoro, le abitudini, le aspettative. Parte da solo per percorrere il <strong>Kungsleden</strong>, il Sentiero del Re, un itinerario di oltre <strong>460 chilometri</strong> nel nord della Svezia.</p>



<p>Tappa dopo tappa il viaggio si trasforma in un&#8217;esperienza che attraversa paesaggi incontaminati, rifugi sperduti, incontri inattesi e lunghi momenti di silenzio. I luoghi raccontati, le persone incontrate e gli avvenimenti narrati appartengono alla realtà, o forse alla memoria che li ha trasformati nel tempo.</p>



<p>L&#8217;euforia della partenza lascia progressivamente spazio alla fatica, alla solitudine, allo stupore e infine all&#8217;incontro con l&#8217;altro, fino al ritorno. Non come conclusione del viaggio, ma come possibilità di guardare la propria vita da una prospettiva diversa.</p>



<p>In scena il racconto prende forma attraverso una partitura che intreccia parola, musica e immagini. Una <strong>chitarra</strong>, una <strong>loop station</strong>, un <strong>euphonium</strong> e un <strong>corno</strong>, suonati dal vivo da <strong>Giacomo Tamburini</strong> e <strong>Vittorio Simonetto</strong>, accompagnano la narrazione in un paesaggio sonoro che dialoga con il folklore scandinavo, la canzone d&#8217;autore e la sperimentazione musicale.</p>



<p>La regia di <strong>Pietro Cerchiello</strong>, con la supervisione di <strong>Tommaso Imperiali,</strong> sceglie un linguaggio essenziale: pochi elementi scenici, fotografie, video e luce evocano i paesaggi attraversati dal protagonista, fino all&#8217;apparizione dell&#8217;aurora boreale, trasformando il viaggio fisico in un itinerario interiore.</p>



<p>Lo spettacolo è ideato e interpretato da <strong>Pietro Cerchiello</strong>, con la drammaturgia e la supervisione alla regia di <strong>Tommaso Imperiali</strong> e le musiche eseguite dal vivo da <strong>Giacomo Tamburini</strong> e <strong>Vittorio Simonetto</strong>. È una produzione <strong>Dimore Creative</strong>, con il sostegno di <strong>Scenario ETS</strong> e del <strong>Teatrino dei Fondi – San Miniato</strong>, Residenza per artisti nei territori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pietro Cerchiello e Dimore Creative</h2>



<p>Attore e autore diplomato alla <strong>Civica Accademia d&#8217;Arte Drammatica Nico Pepe</strong> di Udine, <strong>Pietro Cerchiello</strong> è il direttore artistico di <strong>Dimore Creative ETS</strong>, realtà nata nel 2021 a Lomazzo dall&#8217;incontro di un collettivo di artisti under 30.</p>



<p>La compagnia sviluppa progetti teatrali, percorsi partecipativi e attività formative, promuovendo una ricerca capace di mettere in dialogo nuove drammaturgie, territori e comunità. Nel 2025 è l&#8217;unica realtà produttiva under 35 a ottenere il riconoscimento <strong>Next</strong> di Regione Lombardia e riceve il <strong>Premio Scenario Alessandra Belledi</strong>, oltre a essere selezionata in importanti reti nazionali dedicate alla nuova scena, tra cui <strong>Italia dei Visionari</strong>, <strong>Powered by REF – Romaeuropa</strong>, <strong>CURA</strong>e la <strong>Biennale di Venezia</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dj Leezaa e Astra Bistrò</h2>



<p>Prima dello spettacolo, dalle <strong>19.30</strong>, il giardino del Teatro Astra accoglierà il pubblico con <strong>Astra Bistrò</strong>, uno spazio dedicato alla convivialità dove fermarsi per un aperitivo, una cena o un drink immersi nell&#8217;atmosfera della rassegna. La serata sarà accompagnata dal <strong>dj set di Dj Leezaa</strong>, DJ e producer originaria della provincia di Vicenza, tra le protagoniste della scena elettronica e house del Veneto, con una selezione che attraversa sonorità house e underground ispirate al clubbing europeo. <strong>Nuovo Bar Astra</strong> e <strong>Rudnik Osteria Balcanica</strong> proporranno aperitivi, cena, drink e stuzzichini, trasformando il tempo dell&#8217;attesa in un&#8217;occasione di incontro e condivisione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Biglietteria</h2>



<p>Biglietti:</p>



<p>Intero € 12</p>



<p>Ridotto Under 30 € 7</p>



<p>Card Serate Terrestri (3 spettacoli) € 30</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/concerto-per-uno-sconosciuto-di-pietro-cerchiello-allastra/">&#8220;Concerto per uno sconosciuto&#8221; di Pietro Cerchiello all&#8217;Astra</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Visioni di Danza torna al Castello di Romeo: tre spettacoli sotto le stelle a Montecchio Maggiore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 07:34:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il festival Visioni di Danza rinnova anche quest&#8217;anno il suo tradizionale appuntamento estivo al Castello di Romeo di Montecchio Maggiore. Martedì 14 luglio, alle 21.15, il suggestivo scenario delle mura medievali ospiterà una serata di danza contemporanea che, come da<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Il festival <strong>Visioni di Danza</strong> rinnova anche quest&#8217;anno il suo tradizionale appuntamento estivo al <strong>Castello di Romeo</strong> di Montecchio Maggiore. Martedì <strong>14 luglio</strong>, alle <strong>21.15</strong>, il suggestivo scenario delle mura medievali ospiterà una serata di danza contemporanea che, come da tradizione, vedrà il pubblico assistere agli spettacoli <strong>seduto sull&#8217;erba e sotto le stelle</strong>, favorito anche dalle temperature estive.</p>



<p>In programma tre performance proposte da altrettante compagnie nazionali, due delle quali in <strong>prima regionale</strong>.</p>



<p>Ad aprire la serata sarà <strong>&#8220;Frammenti&#8221;</strong> della <strong>Twain Physical Dance Theatre</strong>, in prima regionale, con la regia di <strong>Loredana Parrella</strong>, che firma anche la coreografia insieme a <strong>Yoris Petrillo</strong>. Lo spettacolo, ispirato al celebre racconto <em>La sentinella</em> di <strong>Frederick Brown</strong>, affronta un tema di forte attualità, mettendo in discussione il confine tra &#8220;noi&#8221; e &#8220;gli altri&#8221;. La narrazione evidenzia come l&#8217;Altro venga spesso percepito come un nemico senza che vi sia un reale tentativo di comprenderlo, mostrando invece quanto siano più numerosi gli elementi che uniscono rispetto a quelli che dividono e sottolineando l&#8217;assurdità di ogni guerra.</p>



<p>Seguirà <strong>&#8220;Twiggies&#8221;</strong> della <strong>Compagnia Arearea</strong>, interpretato da <strong>Irene Ferrara</strong> e <strong>Angelica Margherita</strong> su coreografia di <strong>Roberto Cocconi</strong>, con musiche dei <strong>The United States of America</strong> e dei <strong>Pink Floyd</strong>. La performance prende ispirazione dalla figura di <strong>Twiggy</strong>, nome d&#8217;arte di <strong>Lesley Hornby</strong>, iconica modella londinese simbolo degli anni Sessanta e della Swinging London. Prima a indossare la minigonna, divenne emblema delle rivoluzioni culturali e della nuova libertà espressiva della gioventù dell&#8217;epoca.</p>



<p>A chiudere la serata sarà l&#8217;altra <strong>prima regionale</strong>, <strong>&#8220;Pitbull&#8221;</strong> della compagnia <strong>ASMED – Balletto di Sardegna</strong>, con concept e coreografia di <strong>Rocco Suma</strong> del collettivo S Dance Company. Sul palco saliranno <strong>Sally Demonte, Flavia Giuliani, Sara Salvo, Salvatore Sciancalepore, Rocco Suma e Sofia Zanetti</strong>. Lo spettacolo affronta il tema della violenza collettiva e del meccanismo che trasforma un gruppo in un branco capace di accanirsi contro il singolo. Il parallelismo tra l&#8217;essere umano e il pitbull richiama il concetto di una violenza appresa, evidenziando il peso che cultura, educazione e condizionamenti sociali esercitano sui comportamenti individuali.</p>



<p>I biglietti costano <strong>15 euro</strong> l&#8217;intero e <strong>10 euro</strong> il ridotto. Saranno in vendita alla biglietteria del Castello di Romeo a partire da un&#8217;ora prima dell&#8217;inizio dello spettacolo (tel. <strong>0444 492259</strong>). Su <strong>Vivaticket</strong> è disponibile un titolo d&#8217;ingresso che comprende l&#8217;intera serata con i tre spettacoli al prezzo di <strong>15 euro</strong> (ridotto <strong>10 euro</strong>). Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a <strong><a>visionididanza@gmail.com</a></strong> oppure contattare il numero <strong>393 1048528</strong>.</p>
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		<title>Stelle di Domani 2026: tornano in scena i nuovi talenti della danza internazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 10 luglio al 3 agosto quattordici giovani ballerini selezionati dalle più prestigiose accademie del mondo saranno protagonisti del progetto del Balletto di Venezia. Alla guida il direttore artistico Alessio Carbone, con un cast di maestri di livello internazionale e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>Dal 10 luglio al 3 agosto quattordici giovani ballerini selezionati dalle più prestigiose accademie del mondo saranno protagonisti del progetto del Balletto di Venezia. Alla guida il direttore artistico Alessio Carbone, con un cast di maestri di livello internazionale e la straordinaria partecipazione di Sylvie Guillem</p>



<p>Un viaggio internazionale tra Venezia, Dublino, Firenze, Moncalvo e Andorra per scoprire e valorizzare le nuove promesse della danza mondiale. Torna per la terza edizione <strong>Stelle di Domani</strong>, il progetto artistico del <strong>Balletto di Venezia</strong> che dal 10 luglio al 3 agosto porterà sul palcoscenico quattordici giovani talenti selezionati tra le migliori accademie di danza del mondo.</p>



<p>Con il patrocinio del Ministero della Cultura e sotto la direzione artistica di <strong>Alessio Carbone</strong>, già primo ballerino dell’Opéra de Paris e fondatore della compagnia Balletto di Venezia, i giovani danzatori avranno l’opportunità di vivere la loro prima esperienza professionale, ricevere un primo contratto come ballerini e confrontarsi con un corpo docente composto da alcune delle più importanti personalità della danza internazionale.</p>



<p>La grande novità dell’edizione 2026 sarà proprio la presenza di un cast di altissimo prestigio. Tra gli ospiti spicca la straordinaria partecipazione di <strong>Sylvie Guillem</strong>, leggenda assoluta della danza mondiale, nel ruolo di Maître de Ballet. Accanto a lei anche l’étoile internazionale <strong>Olga Smirnova</strong> come Maestra del ballo, insieme ad altri importanti protagonisti della coreografia contemporanea.</p>



<p>«La grande novità di quest’anno è proprio la presenza di un cast di alto prestigio, con la straordinaria partecipazione della leggenda della danza Sylvie Guillem in qualità di Maître de Ballet – racconta Alessio Carbone –. Sarà inoltre con noi anche l’étoile internazionale Olga Smirnova come Maestra del ballo, insieme a importanti nomi della coreografia contemporanea. Per i talenti dell’edizione 2026 sarà un’esperienza unica apprendere da artisti di questo calibro e siamo davvero entusiasti della loro partecipazione».</p>



<p>La stagione prenderà il via a Venezia, città dove nasce la compagnia del Balletto di Venezia e dove il progetto Stelle di Domani trova la sua casa naturale. Nella straordinaria cornice della <strong>Scuola Grande di San Rocco</strong>, i giovani ballerini si esibiranno tra le magnifiche tele del Tintoretto che decorano la Sala Capitolare, uno dei massimi capolavori dell’arte italiana del Cinquecento.</p>



<p>Tra gli appuntamenti italiani figura anche la partecipazione al <strong>Florence Dance Festival di Firenze</strong> e la residenza artistica presso <strong>Orsolina28 Art Foundation</strong> a Moncalvo, in provincia di Asti. Qui i danzatori avranno la possibilità di lavorare sulle creazioni di alcuni tra i più importanti coreografi contemporanei, tra cui <strong>Medhi Walerski, Simone Valastro, Ruaidhrí Maguire, Mauro De Candia, Claude Brumachon, Kinsun Chan</strong> (assistito da Juliette Rahon) e <strong>Daniel Proietto</strong>.</p>



<p>Il risultato sarà uno spettacolo capace di unire la grande tradizione classica e neoclassica con un linguaggio contemporaneo e innovativo, offrendo al pubblico un incontro tra tecnica, talento e nuove visioni artistiche.</p>



<p>Il programma prevede anche due appuntamenti internazionali. Il 13 luglio a Dublino si terrà il <strong>Gran Gala di Danza</strong> presso la <strong>Royal Irish Academy of Music</strong>.</p>



<p>«Con alcuni dei migliori giovani danzatori d’Europa, il Gran Gala di quest’anno celebrerà non solo la loro straordinaria arte, ma anche il crescente ponte culturale tra l’Irlanda e Venezia, unite dal linguaggio senza tempo della danza», spiega <strong>Gerardine Connolly</strong>, cofondatrice del Balletto di Venezia.</p>



<p>Il gran finale dell’edizione 2026 sarà invece ad <strong>Andorra La Vella</strong>, presso <strong>Editorial Andorra</strong>, dove verrà inaugurata una nuova prestigiosa collaborazione nata con l’obiettivo di portare spettacoli di danza di alto livello nel piccolo Principato dei Pirenei.</p>



<p>«La preparazione di questa terza edizione di Stelle di Domani è per me una profonda gioia – conclude Alessio Carbone –. Le persone che credono in questo progetto sono di anno in anno sempre di più: e questo, ne sono certo, è solo l’inizio».</p>



<h2 class="wp-block-heading">I giovani talenti selezionati</h2>



<p>Hanno tra i 17 e i 19 anni e condividono lo stesso sogno: trasformare la danza nella propria vita professionale. I protagonisti di <strong>Stelle di Domani 2026</strong> sono stati selezionati da Alessio Carbone attraverso un percorso di talent scouting tra Europa e Stati Uniti e provengono dalle più prestigiose realtà formative internazionali.</p>



<p>Tra le scuole e compagnie rappresentate figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Académie Princesse Grace</strong> di Montecarlo;</li>



<li><strong>Accademia Teatro alla Scala</strong> di Milano;</li>



<li><strong>American Ballet Theater Studio Company</strong> di New York;</li>



<li><strong>École de Danse de l&#8217;Opéra National de Paris</strong>;</li>



<li><strong>Royal Danish Ballet School</strong> di Copenhagen;</li>



<li><strong>Royal Ballet School</strong> di Londra.</li>
</ul>



<p>Per la maggior parte dei giovani artisti coinvolti, Stelle di Domani 2026 rappresenta il primo vero passo verso una carriera professionale e la possibilità di diventare le future étoile della danza internazionale.</p>



<p>I nomi dei protagonisti dell’edizione 2026 sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Marcel Sarda, Ilyane Bel-Lahsen ed Ekaterina Bréau</strong> (Paris Opéra Ballet School);</li>



<li><strong>Dillon Brizic e Utako Takeda</strong> (Académie Princesse Grace);</li>



<li><strong>Benedetta Boccini</strong> (Accademia Teatro alla Scala);</li>



<li><strong>Emma Zhang Larsen e Tobias Jorgensen</strong> (Royal Danish Ballet School);</li>



<li><strong>Maximilian Catazaro, Ptolemy Gidney, Kiera Sun e Audrey Tovar Dunster</strong> (ABT Studio Company);</li>



<li><strong>Emma Grace Lucano e Millán De Benito</strong> (Royal Ballet School).</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto Stelle di Domani</h2>



<p>Stelle di Domani è il progetto principale del Balletto di Venezia e nasce con l’obiettivo di offrire ogni anno un palcoscenico internazionale e un primo contratto professionale a un gruppo di giovani diplomati provenienti dalle migliori accademie di danza del mondo.</p>



<p>Il repertorio diversificato, una programmazione intensa e il lavoro con insegnanti e maestri di balletto di altissimo livello permettono ai giovani artisti di sviluppare tecnica, maturità scenica e consapevolezza artistica.</p>



<p>I ballerini hanno inoltre la possibilità di interpretare grandi opere del repertorio classico, spesso riservate ad artisti con maggiore esperienza, acquisendo competenze fondamentali per il loro futuro professionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Balletto di Venezia</h2>



<p>Il <strong>Balletto di Venezia</strong> nasce come fucina di talenti e nuove visioni artistiche. Sotto la direzione di Alessio Carbone, già primo ballerino dell’Opéra di Parigi, la compagnia si propone come punto d’incontro tra eccellenza formativa e ricerca artistica.</p>



<p>Patrocinato dal Ministero Italiano della Cultura, il Balletto di Venezia è un ente non profit con sede in Italia e dal 2026 anche una fondazione registrata negli Stati Uniti d’America.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il calendario degli spettacoli</h2>



<p><strong>VENEZIA – Scuola Grande San Rocco</strong><br>10, 11, 12, 15, 16 luglio – ore 20.00<br>18 luglio – ore 15.00<br>19 luglio – serata riservata agli sponsor<br>23, 24, 25 luglio – ore 20.00</p>



<p><strong>DUBLINO – Royal Irish Academy of Music</strong><br>13 luglio – ore 20.00</p>



<p><strong>FIRENZE – Florence Dance Festival</strong><br>21 luglio – ore 21.30</p>



<p><strong>MONCALVO (AT) – Orsolina28</strong><br>1 agosto – ore 19.30</p>



<p><strong>ANDORRA LA VELLA – Editorial Andorra</strong><br>3 agosto – ore 19.00</p>



<p>Per informazioni generali: <strong><a>info@ballettodivenezia.com</a></strong></p>



<p></p>
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		<title>Fratelli Dalla Via con &#8220;Antropocene e altri pocèti&#8221; per Terrestri d&#8217;estate 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[astra]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[terrestri]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>
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<p></p>



<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>VICENZA, 8 LUGLIO 2026 &#8211; Che cosa significa abitare un luogo? E quando il paesaggio smette di essere soltanto lo sfondo delle nostre vite per ricordarci che è una casa condivisa, di cui tutti siamo responsabili? Da queste domande prende forma <strong>Antropocene e altri pocèti</strong>, il nuovo progetto dei <strong>Fratelli Dalla Via</strong> e <strong>Favilla Lab</strong>, in scena <strong>giovedì 9 luglio alle ore 21.30</strong> al <strong>Teatro Astra di Vicenza</strong> per il terzo appuntamento delle <strong>Serate Terrestri</strong> di <strong>Terrestri d&#8217;estate 2026</strong>.</p>



<p>Con la consueta ironia che contraddistingue la loro scrittura, <strong>Marta e Diego Dalla Via</strong> attraversano uno dei temi più urgenti del presente senza cercare risposte semplici, ma invitando il pubblico a osservare il proprio tempo da una prospettiva inattesa, dove comicità, pensiero e immaginazione convivono nello stesso spazio scenico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Terrestri d&#8217;estate 2026</h2>



<p>Lo spettacolo è inserito nel cartellone di <strong>Terrestri d’estate 2026</strong>, la nona edizione della rassegna ideata e curata da <strong>La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale</strong> per il <strong>Comune di Vicenza, </strong>con il sostegno della Regione del Veneto e del MiC &#8211; Ministero della Cultura, con il contributo della Camera di Commercio di Vicenza, Banca del Veneto Centrale, e Fondazione Monte di Pietà, con la collaborazione di Magis,&nbsp; Nuovo Bar Astra e Comune di San Vito di Leguzzano. Da giugno a settembre il festival porta in città teatro contemporaneo, spettacoli per famiglie, Silent Play e itinerari immersivi nel paesaggio urbano e naturale, animando il Teatro Astra e numerosi luoghi del territorio con un programma rivolto a pubblici di tutte le età. Accanto alle <strong>Serate Terrestri</strong>, il cartellone comprende <strong>Famiglie Curiose</strong>, dedicate ai più piccoli, i <strong>Silent Play</strong> tra città e natura, <strong>La Corte dei Bambini</strong> a San Vito di Leguzzano e il <strong>Carpaneda Ecofestival</strong>, appuntamento che intreccia linguaggi artistici, ambiente e comunità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo spettacolo Antropocene e altri pocèti</h2>



<p>Letteralmente, <em>evento</em> significa &#8220;venir fuori&#8221;, accadere. Che si tratti delle Olimpiadi, di un concerto o della prima neve, tutto ciò che accade nel nostro tempo sembra trasformarsi in un evento. Ma che cosa dovrebbe davvero emergere? Che cosa desideriamo che accada?</p>



<p>Da questa riflessione prende avvio <strong>Antropocene e altri pocèti</strong>, uno spettacolo che si addentra nel dibattito sul cambiamento climatico scegliendo il linguaggio del teatro e della comicità. In un presente saturo di discorsi, allarmi, negazioni e slogan, i Fratelli Dalla Via rovistano tra scienza, filosofia, senso comune e contraddizioni quotidiane, cercando di restituire complessità senza rinunciare all&#8217;ironia.</p>



<p>«Siamo due poveri teatranti &#8211; raccontano Marta e Diego Dalla Via &#8211; siamo nipoti di un recuperante. <em>Antropocene e altri pocèti</em> è accorgersi dell&#8217;altro. Accorgersi del resto. Il paesaggio non è il nostro set fotografico, non la scenografia della nostra vita, ma la casa di tutti. Una casa che ha bisogno di manutenzione infinita. Non gira tutto intorno a te.»</p>



<p>Lo spettacolo è un progetto dei <strong>Fratelli Dalla Via</strong> e <strong>Favilla Lab</strong>, con ideazione e interpretazione di <strong>Marta Dalla Via</strong> e <strong>Diego Dalla Via</strong>, prodotto da <strong>La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fratelli Dalla Via e Favilla Lab</h2>



<p>Da oltre quindici anni Marta e Diego Dalla Via sviluppano una ricerca teatrale capace di intrecciare lingua, territorio e contemporaneità. Cresciuti a Tonezza del Cimone, hanno scelto di vivere e lavorare nel luogo in cui sono nati, trasformando la montagna vicentina in uno spazio di produzione culturale e di osservazione privilegiato del presente.</p>



<p>Le loro drammaturgie, caratterizzate da dialoghi fulminanti, personaggi sospesi tra realtà e paradosso e una comicità capace di affrontare temi complessi senza semplificarli, hanno ottenuto importanti riconoscimenti nazionali. Tra i lavori più noti figurano Piccolo Mondo Alpino, Walter e Mio figlio era come un padre per me.</p>



<p>Favilla Lab, fondato da Diego Dalla Via, è un laboratorio culturale nato a Tonezza del Cimone che mette in relazione teatro, ecologia e partecipazione, costruendo occasioni di incontro tra pratiche artistiche e territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Astra Bistrò</h2>



<p>Prima dello spettacolo, dalle <strong>19.30</strong>, il giardino del Teatro Astra accoglierà il pubblico con <strong>Astra Bistrò</strong>, uno spazio dedicato alla convivialità dove fermarsi per un aperitivo, una cena o un drink immersi nell&#8217;atmosfera della rassegna. La serata sarà accompagnata dal <strong>dj set di Dj Magenta</strong>, mentre <strong>Nuovo Bar Astra</strong> e <strong>Rudnik Osteria Balcanica</strong> proporranno aperitivi, cena, drink e stuzzichini, trasformando il tempo dell&#8217;attesa in un&#8217;occasione di incontro e condivisione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Biglietteria</h2>



<p>Costo dei biglietti: Intero € 12; Ridotto (under 30) € 7;&nbsp; Card Serate Terrestri (3 spettacoli) € 30</p>



<h2 class="wp-block-heading">Informazioni e prenotazioni</h2>



<p><a href="http://www.teatroastra.it/">www.teatroastra.it</a></p>



<p>Ufficio Teatro Astra</p>



<p>Contrà Barche 55 – Vicenza</p>



<p>Tel. 0444 323725 <a href="mailto:info@teatroastra.it">info@teatroastra.it</a></p>
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		<title>Visioni di Danza porta cinque compagnie tra Marano Vicentino e Villaverla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il festival Visioni di Danza torna protagonista nel territorio vicentino con due appuntamenti dedicati alla danza contemporanea: giovedì 9 luglio a Marano Vicentino e sabato 11 luglio a Villaverla saranno complessivamente cinque le compagnie ospitate, con altrettante performance capaci di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Il festival Visioni di Danza torna protagonista nel territorio vicentino con due appuntamenti dedicati alla danza contemporanea: giovedì 9 luglio a Marano Vicentino e sabato 11 luglio a Villaverla saranno complessivamente cinque le compagnie ospitate, con altrettante performance capaci di spaziare tra ricerca artistica, contaminazioni teatrali e nuove interpretazioni del movimento.</p>



<p>Il primo appuntamento è in programma giovedì 9 luglio alle 21.15 nella Piazzetta di via S. Maria a Marano Vicentino, con ingresso gratuito. Sul palco si esibiranno la compagnia belga Irene K con <em>Intersections</em> e la compagnia Artemis Danza/Monica Casadei con la produzione <em>I Bislacchi</em>.</p>



<p><em>Intersections</em> è interpretato da Nona Munnix e Jessica Van Cauteren, con la direzione artistica di Irene Kalbusch. Le coreografie non seguono una struttura narrativa tradizionale, ma costruiscono uno spazio aperto in ogni direzione, dove al centro si trovano l’essere umano, i suoi desideri, le sue paure, le sue tensioni e le sue visioni. Un lavoro che nasce dall’esplorazione delle emozioni e delle possibilità espressive del corpo.</p>



<p><em>I Bislacchi</em>, spettacolo realizzato in collaborazione con la Fondazione Federico Fellini di Rimini e il CID &#8211; Centro Internazionale Danza di Parma, si ispira invece all’universo creativo di Federico Fellini. I danzatori riportano in scena e reinventano immagini, atmosfere e personaggi tratti da alcuni dei film più celebri del regista riminese, accompagnati dalle indimenticabili musiche di Nino Rota.</p>



<p>Il secondo appuntamento del festival è fissato per sabato 11 luglio alle 21.15 nella suggestiva cornice di Villa Ghellini a Villaverla. L’ingresso prevede un biglietto intero di 12 euro e un ridotto di 10 euro. La serata ospiterà tre compagnie: Atacama, Irene K, che proporrà nuovamente <em>Intersections</em>, e Cod Danza.</p>



<p>Atacama presenterà <em>Lost Solos</em>, spettacolo prodotto su musiche originali e ideato, coreografato e diretto da Patrizia Cavola e Ivan Truol. Il titolo richiama l’immagine di uccelli solitari che compaiono improvvisamente lontano dalla loro abituale rotta migratoria, separati dallo stormo e fuori dal luogo in cui dovrebbero trovarsi. Una metafora di smarrimento e trasformazione, come se nell’orientamento interiore qualcosa si fosse modificato o fosse intervenuta una mutazione.</p>



<p>Cod Danza, formazione diretta da Chiara Olivieri con Daniel Tosseghini e Zagana Capilupi, porterà in scena <em>A Faun</em>, una rilettura di <em>Prélude à l’après-midi d’un faune</em> di Claude Debussy, opera ispirata all’universo poetico di Stéphane Mallarmé.</p>



<p>Lo spettacolo affronta il tema della sensualità non come semplice rappresentazione erotica, ma come condizione percettiva capace di modificare il rapporto tra i corpi. Attraverso una scrittura fisica fatta di attrazione, sospensione e distanza, i due interpreti esplorano la continua tensione tra impulso animale e costruzione formale.</p>



<p>Due serate che confermano Visioni di Danza come appuntamento dedicato alla scoperta della danza contemporanea nelle sue forme più diverse, portando sul territorio compagnie internazionali e produzioni capaci di unire tecnica, ricerca e immaginazione.</p>
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		<title>Torna Hoga Zait: sull&#8217;Altopiano di Asiago dieci giorni dedicati alla cultura cimbra</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Asiago]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ASIAGO, 6 LUGLIO 2026 &#8211; Sarà l&#8217;Altopiano dei Sette Comuni, tra Roana e le sue frazioni, a ospitare dal 10 al 19 luglio la ventunesima edizione di Hoga Zait, il Festival Cimbro. Organizzata dal Comune di Roana, la manifestazione porta<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>ASIAGO, 6 LUGLIO 2026 &#8211; Sarà l&#8217;Altopiano dei Sette Comuni, tra Roana e le sue frazioni, a ospitare dal 10 al 19 luglio la ventunesima edizione di Hoga Zait, il Festival Cimbro.</p>



<p>Organizzata dal Comune di Roana, la manifestazione porta avanti da oltre vent&#8217;anni un ricco programma fatto di escursioni guidate, concerti, spettacoli e laboratori, capace di intrecciare comunità locale, territorio e tradizioni. Il nome stesso, Hoga Zait, in lingua cimbra significa &#8220;tempo alto&#8221; — ovvero &#8220;tempo di festa&#8221; — e racchiude lo spirito di un evento pensato per dare spazio e voce, ogni estate, a una delle culture più antiche dell&#8217;arco alpino.</p>



<p>L&#8217;edizione di quest&#8217;anno assume un significato particolare: cade infatti il cinquantesimo anniversario del gemellaggio tra Roana e la città bavarese di Velden. Più che una semplice celebrazione formale, si tratta del riconoscimento di un rapporto costruito attorno a una lingua e a un&#8217;identità condivise. Il festival coglie l&#8217;occasione del mezzo secolo di gemellaggio per allargare lo sguardo oltre i confini locali, verso la Baviera, Luserna e la Lessinia, ribadendo come la cultura cimbra sia tutt&#8217;altro che un reperto da conservare: è una lingua ancora viva, portata avanti da una comunità che continua a raccontarsi attraverso musica, parole e cammino.</p>



<p>Alla base di questo legame tra Roana e Velden c&#8217;è proprio l&#8217;idioma cimbro, parlato per secoli sull&#8217;Altopiano dei Sette Comuni: una lingua di ceppo germanico che ha conservato, meglio di molte altre varianti, tratti arcaici particolarmente antichi — quasi un bavarese d&#8217;altri tempi, rimasto intatto come sotto una teca. Proprio per questa unicità, l&#8217;Altopiano ha attirato nel tempo l&#8217;interesse di studiosi e ricercatori da Austria e Baviera: scoprire il cimbro qui equivale, per un linguista tedesco, a quello che proverebbe uno studioso italiano imbattendosi in un paese dove si parla ancora come ai tempi di Dante.</p>



<p>È stato proprio un ricercatore tedesco, Hugo Resch, a porre le basi di questo rapporto tra le due comunità. Originario di Landshut, in Baviera, Resch entrò in contatto con la lingua cimbra negli anni &#8217;50, durante un periodo di lavoro nel Veronese, restandone profondamente affascinato. Da quell&#8217;incontro nacque una vera dedizione di studio, che lo portò a diventare uno dei massimi esperti della materia e a redigere un dizionario cimbro con oltre 25.000 voci. Nell&#8217;arco di oltre trent&#8217;anni, Resch tornò più volte a Roana, Luserna e in Lessinia, contribuendo alla nascita di diversi istituti culturali dedicati al cimbro, tra cui l&#8217;Istituto di Cultura Cimbra di Roana. Fu proprio su suo suggerimento che l&#8217;amministrazione di Velden si mise in contatto con quella di Roana, portando nel 1976 alla firma del gemellaggio. Un legame che, in questi cinquant&#8217;anni, ha trovato ulteriore sostegno nell&#8217;attività del Cimbern-Kuratorium Bayern, l&#8217;associazione bavarese impegnata nello studio e nella diffusione della cultura cimbra al di là delle Alpi.</p>
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		<title>Un’altra estate di “Visioni di Danza”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 09:31:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 4 luglio al 1° agosto torna “Visioni di Danza”, il festival che per la sua settima edizione conferma e amplia la propria presenza sul territorio vicentino, portando spettacoli, prime regionali e performance site specific in piazze, ville e luoghi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Dal 4 luglio al 1° agosto torna “Visioni di Danza”, il festival che per la sua settima edizione conferma e amplia la propria presenza sul territorio vicentino, portando spettacoli, prime regionali e performance site specific in piazze, ville e luoghi simbolici della provincia.</p>



<p>L’apertura è fissata per sabato 4 luglio alle 21.15 in piazza Mazzini a Breganze, mentre la chiusura, secondo tradizione, si terrà a Vicenza a fine luglio e con una coda finale il 1° agosto. Oltre al capoluogo, il festival farà tappa nei Comuni partner della stagione 2026: Breganze, Marano Vicentino, Montecchio Maggiore, Schio e Villaverla.</p>



<p>Il progetto è firmato dalla compagnia vicentina Naturalis Labor, con la direzione artistica di Luciano Padovani, e si realizza grazie al contributo del Ministero della Cultura, della Regione Veneto, della Provincia di Vicenza, dei Comuni coinvolti, della Camera di Commercio di Vicenza e della Fondazione Roi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’apertura e le prime regionali</h3>



<p>La serata inaugurale del 4 luglio proporrà il cavallo di battaglia della compagnia, “Le tango des Malfaiteurs”, già applaudito in numerosi contesti, con ingresso gratuito.</p>



<p>Il cartellone dell’edizione 2026 prevede sette prime regionali e una fitta programmazione che intreccia compagnie italiane e internazionali, tra spettacoli in teatro, spazi urbani e interventi inaspettati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Incursioni urbane e doppio appuntamento a Marano</h3>



<p>Tornano anche le “incursioni metropolitane” a sorpresa, in programma il 9 luglio a Vicenza, il 10 a Schio e l’11 a Montecchio Maggiore, con la Hinterland Dance Theatre Company impegnata in performance itineranti senza preavviso.</p>



<p>Sempre il 9 luglio, a Marano Vicentino, nella piazzetta di via Santa Maria, è previsto un doppio appuntamento: la Compagnie Irene K (Belgio) con “Intersections” e, a seguire, Artemis Danza / Monica Casadei con “I Bislacchi – Omaggio a Fellini”, in collaborazione con la Fondazione Federico Fellini e il Centro internazionale Danza di Parma.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ville, castelli e giardini</h3>



<p>L’11 luglio a Villaverla, in Villa Ghellini, andrà in scena “Corpi in scena”, serata condivisa tra Atacama, Irene K e Cod Danza.</p>



<p>Il 14 luglio il festival si sposterà al Castello di Romeo di Montecchio Maggiore con tre performance di danza contemporanea: “Twiggies” di Arearea, “Frammenti” (prima regionale) di Twain Physical Dance Theatre e “Pitbull” di ASMED-Balletto di Sardegna, in collaborazione con Arteven.</p>



<p>Il 21 luglio il Giardino Jacquard di Schio ospiterà una serata con quattro prime regionali: Balletto Teatro di Torino con “Noa”, Compagnia degli Istanti con “Intersection Bach”, Versiliadanza con “Fabula Mala” e DANCEHAUSpiù con “Radical Bodies”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ritorno a Montecchio e Schio</h3>



<p>Il 23 luglio il festival tornerà a Montecchio Maggiore con “Paysage après la bataille” della compagnia Naturalis Labor e “Le donne di Puccini” di Movimentoinactor Teatrodanza.</p>



<p>Il 28 luglio nuovo appuntamento a Schio, ancora al Giardino Jacquard, con Lost Movement (“Locker_room”), Immersive Dance Theatre Performance (“Home”) ed Egribiancodanza (“Amor di Mundo”).</p>



<h3 class="wp-block-heading">La chiusura a Vicenza</h3>



<p>La fase finale del festival si svolgerà a Vicenza nella Loggia del Capitaniato tra il 28 e il 31 luglio, con un’appendice diffusa il 1° agosto.</p>



<p>Tra gli appuntamenti principali, il 28 luglio spicca “Tango in Loggia”, con incontro con i danzatori di Naturalis Labor e milonga serale.</p>



<p>Il 29 luglio si aprirà con uno speech di Déjà Donné su “Framing”, seguito da tre coreografie tra cui la stessa compagnia, Mandala Dance Company e Naturalis Labor con “Studio su W.”.</p>



<p>Il 30 luglio sarà la volta di Fabula Saltica con “Risonanze”, seguita da Irene K, Bellanda e Adarte. Il 31 luglio chiusura ufficiale con Irene K, COD Danza e Compagnia degli Istanti.</p>



<p>Il 1° agosto il festival si concluderà con una incursione performativa in luoghi e orari non definiti nel centro di Vicenza, affidata ai danzatori di Naturalis Labor.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un festival diffuso</h3>



<p>“Visioni di Danza” si conferma così un progetto diffuso che unisce linguaggi contemporanei, contaminazioni artistiche e spazi non convenzionali, portando la danza fuori dai teatri tradizionali e dentro il paesaggio urbano e architettonico del territorio.</p>



<p>Informazioni e programma completo sono disponibili sui siti <a href="http://www.visionididanza.org">www.visionididanza.org</a> e <a href="http://www.facebook.com/visionididanza">www.facebook.com/visionididanza</a>.</p>



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		<title>Tocatì, presentata la 24ma edizione del festival dei giochi in strada</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 13:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[tocatì]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VENEZIA, 1 LUGLIO &#8211;  “Tocatì oltre ad essere un festival è un progetto culturale che negli anni ha saputo affermarsi come uno degli appuntamenti più significativi del panorama nazionale e internazionale, capace di coniugare tradizione, partecipazione, inclusione e valorizzazione del patrimonio<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>VENEZIA, 1 LUGLIO &#8211;  “<em>Tocatì</em> oltre ad essere un festival è un progetto culturale che negli anni ha saputo affermarsi come uno degli appuntamenti più significativi del panorama nazionale e internazionale, capace di coniugare tradizione, partecipazione, inclusione e valorizzazione del patrimonio immateriale. Ne è conferma l’iscrizione del Programma <em>Tocatì</em> al Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO, prima nel suo genere in Italia, e il suo inserimento tra i Grandi Eventi della Regione del Veneto”.Così l’assessore regionale alla Cultura <strong>Valeria Mantovan</strong> ha aperto questa mattina, a Palazzo Balbi, la conferenza stampa di presentazione della 24ª edizione di <em>Tocatì</em> – Festival Internazionale dei Giochi in Strada, in programma a Verona dal 18 al 20 settembre 2026. Promosso dall’Associazione Giochi Antichi con il Comune di Verona, il sostegno della Regione del Veneto e il patrocinio dell&#8217;UNESCO e dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura, il Festival, a ingresso libero, rappresenta oggi una delle più importanti esperienze internazionali dedicate al gioco tradizionale. Il paese ospite d’onore di questa edizione è <strong>l’Irlanda</strong>.Alla presentazione, oltre a Mantovan, sono intervenuti l’assessore regionale alla Valorizzazione dei Siti UNESCO <strong>Marco Zecchinato</strong>, la Presidente della Seconda Commissione Consiglio Regionale <strong>Elisa De Berti,</strong> la Console Generale d’Irlanda a Milano <strong>Maria Sheehy</strong>, l’assessora alle Manifestazioni del Comune di Verona <strong>Alessia Rotta</strong> e il Presidente dell’Associazione Giochi Antichi <strong>Diego Caloi</strong>.“Il valore di <em>Tocatì</em> risiede anche nella straordinaria rete di istituzioni, associazioni, volontari e comunità che lo rende possibile. È questa capacità di fare sistema che ne ha fatto un modello riconosciuto ben oltre i confini regionali. Per la Regione, iniziative come <em>Tocatì</em> rappresentano un investimento certo nella cultura come motore di coesione sociale, crescita dei territori e promozione della nostra identità, in dialogo con le culture di tutto il mondo. <em>Tocatì</em> è anche un importante volano per il territorio: richiama visitatori, genera valore economico, promuove il turismo culturale e rafforza l’immagine del Veneto come luogo dinamico e aperto. Confermiamo quindi la nostra vicinanza a questa manifestazione e invitiamo fin d’ora cittadini, visitatori e operatori culturali a partecipare numerosi a questa nuova edizione”, conclude Mantovan.“Per tre giorni <em>Tocatì</em> trasforma Veronetta in uno spazio pubblico dedicato al gioco tradizionale, un’attività accessibile e partecipata, non una semplice rievocazione”, dichiara <strong>Marco Zecchinato</strong>, assessore regionale alla Valorizzazione dei Siti UNESCO. “È proprio questo a renderlo coerente con il lavoro sul patrimonio culturale immateriale: pratiche che vivono solo se continuano a essere condivise e trasmesse. Nell’edizione 2026, in particolare, il festival porta a Verona l&#8217;Irlanda con l&#8217;hurling, le Uilleann Pipes e l&#8217;arpa celtica: tradizioni riconosciute dall&#8217;UNESCO che si intrecciano con una Buona Pratica UNESCO, all’interno di una città Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il loro valore non sta nelle sigle: sta nel mostrare come culture diverse rispondano a bisogni comuni di relazione, regole condivise e spazio pubblico. Con l’apertura di <strong>Casa Tocatì</strong>, infine, Verona consolida un presidio stabile dedicato al gioco tradizionale, che va ben oltre la dimensione del festival. Per la Regione ciò rappresenta un esempio prezioso di valorizzazione in cui patrimonio materiale e immateriale si sostengono e si rafforzano a vicenda”. <a href="http://tracking.regve.it/tracking-dcRCE/qaR9ZwR4ZmVkBGD1ZGt3ZGR5ZGN0ZPM5qzS4qaR9ZQbmDD" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Festival “AQUA – La filosofia del mare”, stasera  chiusura con Stefano Nazzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 08:46:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Jesolo]]></category>
		<category><![CDATA[stasera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>JESOLO 1 LUGLIO &#8211; Ultimo appuntamento per la quarta edizione del Festival “Aqua – La filosofia del mare” di Jesolo: oggi, mercoledì 1 luglio, alle 20.30 in piazza Milano, Stefano Nazzi presenta Predatori (recupero della data rinviata il 10 giugno). Raccontare significa andare sotto la superficie, ascoltare ciò<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>JESOLO 1 LUGLIO  &#8211; Ultimo appuntamento per la quarta edizione del Festival <strong>“Aqua – La filosofia del mare”</strong> di <strong>Jesolo</strong>: oggi, mercoledì 1 luglio, alle 20.30 in piazza Milano, <strong>Stefano Nazzi</strong> presenta <em><strong>Predatori</strong></em> (recupero della data rinviata il 10 giugno).</p>



<p>Raccontare significa andare sotto la superficie, ascoltare ciò che non è immediatamente visibile. Nazzi, giornalista e scrittore, ripercorre il suo percorso professionale tra cronaca, indagine e narrazione, soffermandosi sul bisogno umano di comprendere il reale attraverso le storie. Da&nbsp;<em>Predatori</em>, il suo ultimo libro, nasce una riflessione sul confine tra bene e male, su chi osserva e su chi prova a fermare la violenza, ma anche sul rapporto profondo tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. La parola diventa strumento di consapevolezza, che invita a rallentare, guardare, capire.</p>



<p><strong>Ingresso libero</strong>&nbsp;<strong>fino a esaurimento posti a sedere disponibili.</strong></p>



<p><strong><em>In caso di maltempo l&#8217;incontro verrà spostato al Cinema Teatro Vivaldi (Jesolo, Viale del Bersagliere 1).</em></strong></p>



<p>Il Festival Aqua è promosso dal Comune di Jesolo e dal Consorzio di Imprese Turistiche JesoloVenice, con la direzione artistica di Marilisa Capuano per Associazione Futuro delle Idee e l’organizzazione di Gabriele Vian per Suonica.</p>



<p><strong>***</strong></p>



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		<item>
		<title>Al Teatro Astra torna Terrestri d’estate: “Album” di Kepler-452 tra memoria, immagini e vite che resistono al tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:21:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giovedì 2 luglio 2026, dalle 19.30, per le Serate Terrestri di Terrestri d&#8217;estate «Album» di Kepler-452 alle 21.30, ma prima AstraBistrò con dj EllemUno spettacolo sulla memoria: fotografie, anguille e la vita che non ricordiamo Che cosa resta di una<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><em>Giovedì 2 luglio 2026, dalle 19.30, per le Serate Terrestri di Terrestri d&#8217;estate</em></p>



<h1 class="wp-block-heading">«Album» di Kepler-452 alle 21.30, ma prima AstraBistrò con dj Ellem<br><em>Uno spettacolo sulla memoria: fotografie, anguille e la vita che non ricordiamo</em></h1>



<p>Che cosa resta di una vita quando il tempo comincia a scolorire i ricordi? Che cosa custodiscono le fotografie quando gli sguardi che le hanno generate iniziano a sfumare? Da queste domande prende forma <strong>Album</strong>, lo spettacolo della compagnia <strong>Kepler-452</strong>, in scena <strong>giovedì 2 luglio alle ore 21.30</strong> al <strong>Teatro Astra di Vicenza</strong>, secondo appuntamento delle <strong>Serate Terrestri, che verrà anticipato da Astrabistrò con Dj Ellem</strong>.</p>



<p>Un lavoro che attraversa la memoria individuale e quella collettiva, intrecciando storie personali, immagini e biografie con i grandi eventi che trasformano il nostro tempo. Un racconto teatrale che invita il pubblico a interrogarsi su ciò che ricordiamo, su ciò che dimentichiamo e su ciò che continua a vivere nelle immagini. Uno spettacolo che non si svolgerà in forma tradizionale: il giardino del Teatro Astra verrà allestito usando oggetti e mobili vintage, recuperati da Insieme Cooperativa Sociale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Terrestri d’estate 2026</strong></h3>



<p><a></a> Lo spettacolo è inserito nel cartellone di <strong>Terrestri d’estate 2026</strong>, la nona edizione della rassegna ideata e curata da <strong>La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale</strong> per il <strong>Comune di Vicenza, </strong>con il sostegno della Regione del Veneto e del MiC &#8211; Ministero della Cultura, con il contributo della Camera di Commercio di Vicenza, Banca del Veneto Centrale, e Fondazione Monte di Pietà, con la collaborazione di Magis, Nuovo Bar Astra e Comune di San Vito di Leguzzano. Da giugno a settembre il festival porta in città teatro contemporaneo, spettacoli per famiglie, Silent Play e itinerari immersivi nel paesaggio urbano e naturale, animando il Teatro Astra e numerosi luoghi del territorio con un programma rivolto a pubblici di tutte le età. Accanto alle <strong>Serate Terrestri</strong>, il cartellone comprende <strong>Famiglie Curiose</strong>, dedicate ai più piccoli, i <strong>Silent Play</strong> tra città e natura, <strong>La Corte dei Bambini</strong> a San Vito di Leguzzano e il <strong>Carpaneda Ecofestival</strong>, appuntamento che intreccia linguaggi artistici, ambiente e comunità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo spettacolo</strong></h2>



<p><a></a> Un album fotografico è una macchina del tempo. Ogni fotografia custodisce una storia, ogni storia apre una finestra verso un altrove: verso ciò che siamo stati, verso le persone che abbiamo amato, verso i luoghi che abbiamo attraversato.</p>



<p>Da questa immagine prende avvio <strong>Album</strong>, uno spettacolo che si confronta con la memoria e con il suo lento sbiadire. Una memoria fisiologica, quando il tempo, la vecchiaia o le malattie degenerative modificano il ricordo; materiale, quando una catastrofe cancella gli oggetti di una vita; sociale, quando dimenticare significa perdere il senso di ciò che siamo stati e, insieme, la capacità di immaginare ciò che potremmo diventare.</p>



<p>Sperimentando una spazialità non frontale e utilizzando dispositivi di ripresa dal vivo e proiezione audiovisiva, Kepler-452 costruisce una performance che nasce dall’incontro con persone e comunità di diverse parti d’Italia e d’Europa. Le loro immagini, i loro racconti e le loro esperienze diventano materia teatrale, in un continuo dialogo tra l’intimità delle biografie individuali e la dimensione collettiva della memoria.</p>



<p>Ad attraversare lo spettacolo è anche una domanda nata dall’osservazione del mondo naturale: come fanno tutte le anguille del mondo, a un certo punto della loro vita, a percorrere migliaia di chilometri per ritrovarsi nello stesso luogo, guidate da una memoria ancestrale? Un’immagine che diventa metafora del nostro bisogno di appartenenza, delle tracce che ci guidano e di ciò che continuiamo a cercare, anche quando non sappiamo più ricordarne l’origine.</p>



<p><strong>Album</strong> è un progetto di <strong>Kepler-452</strong> (Nicola Borghesi ed Enrico Baraldi), vincitore del bando <strong>Daily Bread</strong> nell’ambito del progetto europeo <strong>Stronger Peripheries – A Southern Coalition</strong>, coprodotto con <strong>Pergine Festival</strong>, <strong>Pro Progressione</strong> e <strong>L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino</strong>, con il sostegno del <strong>Comune di Bologna</strong> e della <strong>Regione Emilia-Romagna</strong>.</p>



<p>A cura di <strong>Kepler-452</strong> (Nicola Borghesi ed Enrico Baraldi), lo spettacolo ha in scena <strong>Nicola Borghesi</strong>, con la Drammaturgia di <strong>Enrico Baraldi, Nicola Borghesi e Riccardo Tabilio</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La compagnia</strong></h2>



<p><a></a> Fondata a Bologna nel 2015, <strong>Kepler-452</strong> nasce dall’incontro tra <strong>Nicola Borghesi</strong>, <strong>Enrico Baraldi</strong>, <strong>Paola Aiello</strong> e, per l’organizzazione, <strong>Michela Buscema</strong>, cui si affianca dal 2021 <strong>Roberta Gabriele</strong>.</p>



<p>La ricerca della compagnia si sviluppa lungo due direttrici: raggiungere pubblici che abitualmente non frequentano il teatro e portare in scena le vite di persone non professioniste, gli “esperti della vita quotidiana”. Lavoratori, migranti, anziani e giovani diventano protagonisti di spettacoli che intrecciano documentazione, biografia e creazione teatrale, dando vita a un linguaggio riconosciuto nel panorama nazionale e internazionale.</p>



<p>Tra i lavori più significativi figurano <strong>Il Capitale. Un libro che ancora non abbiamo letto</strong>, <strong>F. – Perdere le cose</strong>, <strong>Il giardino dei ciliegi. Trent’anni di felicità in comodato d’uso</strong> e <strong>Il Capitale. Storia di una rivoluzione collettiva</strong>, fino al recente <strong>Place of Safety</strong>, vincitore del <strong>Premio Ubu 2025</strong> come miglior spettacolo dell’anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalle 19.30 AstraBistrò e Dj Ellem</strong></h2>



<p><a></a> Ad accompagnare la serata sarà <strong>Astra Bistrò</strong>, lo spazio conviviale nel giardino e nel cortile del Teatro Astra che dalle <strong>19.30</strong> accoglierà il pubblico con un’atmosfera informale e festosa. Ad animare il pre-spettacolo <strong>Dj Ellem</strong>, con le sue sonorità, i suoi ritmi incalzanti e i suoi beat, mentre <strong>Nuovo Bar Astra</strong> e <strong>Rudnik Osteria Balcanica</strong> proporranno aperitivi, cena, drink e stuzzichini per tutta la serata. Un’occasione per vivere il teatro non solo come luogo di spettacolo, ma anche come spazio di incontro, relazione e condivisione, dove fermarsi prima dell’evento o prolungare l’esperienza insieme agli altri spettatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><br><br></h2>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a><br><br></h2>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a> <strong>Biglietteria</strong></h2>



<p><a></a> Intero € 12<br>Ridotto under 30 € 7<br>Card Serate Terrestri (3 spettacoli) € 30</p>



<p>Informazioni e prenotazioni:<br><a href="http://www.teatroastra.it"></a><a href="http://www.teatroastra.it"><u>www.teatroastra.it</u></a></p>
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		<title>NOTTI MAGICHE A CA&#8217; ARNALDI: TEATRO E GRANDE CINEMA ILLUMINANO L&#8217;ESTATE DI NOVENTA VICENTINA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 09:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSO VICENTINO - AREA BERICA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[STREET TG]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luci che si accendono, il profumo delle sere d&#8217;estate e la magia della condivisione. Il Parco di Villa Ca&#8217; Arnaldi a Noventa Vicentina si conferma il cuore pulsante della cultura sul territorio. Da un lato la grande tradizione sul palcoscenico<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Luci che si accendono, il profumo delle sere d&#8217;estate e la magia della condivisione. Il Parco di Villa Ca&#8217; Arnaldi a Noventa Vicentina si conferma il cuore pulsante della cultura sul territorio. Da un lato la grande tradizione sul palcoscenico con l’attesissima <em>Estate Teatrale</em>, una rassegna interamente dedicata alla memoria di Franco Bellin che ogni venerdì sera porterà in scena commedia e musica. Dall&#8217;altro, il grande schermo all&#8217;aperto con i mercoledì del <em>Cinema al Chiaro di Luna</em> dedicati a tutta la famiglia. Un binomio perfetto tra spettacolo e comunità. Ma prima di dare la parola ai protagonisti e ascoltare le interviste, scopriamo insieme tutti gli appuntamenti in calendario. Sotto: le locandine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il cartellone dell&#8217;Estate Teatrale (Venerdì ore 21:00)</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Venerdì 3 luglio</strong>: &#8220;Sottobanco&#8221; di Domenico Starnone – Regia di Giovanni Vit (La Graticcia &#8211; Compagnia Teatrale).</li>



<li><strong>Venerdì 10 luglio</strong>: &#8220;Ex&#8221;, una fresca commedia di Aldo Nicolaj – Regia di Giovanni Florio (L&#8217;Archibugio Compagnia Teatrale).</li>



<li><strong>Venerdì 17 luglio</strong>: &#8220;El Cavalier de la Trista Figura&#8221;, testo di Franco Antolini – Regia di Sabrina Carletti (Compagnia Teatrale El Gavetin).</li>



<li><strong>Venerdì 24 luglio</strong>: &#8220;L&#8217;usel del Marascial (Il ritorno)&#8221;, di Loredana Cont – Regia di Ermanno Regattieri (Amici Teatro Dell&#8217;Attorchio Aps).</li>
</ul>



<p><strong>Sabato 25 luglio</strong></p>



<p>ore 21.00 Parco di Villa Cà Arnaldi &#8211; Replica dello spettacolo del FESTIVAL DELL’INCLUSIONE “Zero per Caso” a cura di Vento dell’Aiuto.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Venerdì 31 luglio</strong>: &#8220;Una scala verso il cielo&#8221;, concerto diretto da Antonio Zefiro (Coro e ensemble Amici della musica Barbarano).</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Gli appuntamenti con il Cinema al Chiaro di Luna (Mercoledì ore 21:30)</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Mercoledì 22 luglio</strong>: &#8220;Brenta Connection&#8221; – Presentano la serata il regista Cristian Tomassini e lo sceneggiatore Silvio Marotta.</li>



<li><strong>Mercoledì 29 luglio</strong>: &#8220;Big Hero 6&#8221; – Serata targata Disney per famiglie e bambini.</li>



<li><strong>Mercoledì 5 agosto</strong>: &#8220;Le città di pianura&#8221; – Il pluripremiato film di Francesco Sossai (vincitore di 8 David di Donatello).</li>



<li><em>(Nota: In caso di maltempo è già prevista una data di recupero per il 12 agosto).</em></li>
</ul>
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		<title>Il Teatro romano di Berga torna protagonista con il premio #Volotea4Veneto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 14:57:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza si prepara a una nuova fase della sua storia. Grazie alla vittoria del premio #Volotea4Veneto, il Comune si è aggiudicato circa 39 mila euro che consentiranno di realizzare un nuovo allestimento dedicato al Teatro<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>Il Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza si prepara a una nuova fase della sua storia. Grazie alla vittoria del premio <strong>#Volotea4Veneto</strong>, il Comune si è aggiudicato circa 39 mila euro che consentiranno di realizzare un nuovo allestimento dedicato al Teatro romano di Berga, primo passo di un più ampio percorso di valorizzazione del museo e del suo patrimonio archeologico.</p>



<p>A illustrare il progetto sono stati il sindaco Giacomo Possamai e l&#8217;assessore alla Cultura, al Turismo e all&#8217;Attrattività della città Ilaria Fantin, insieme, in collegamento, alla conservatrice archeologa del Museo Naturalistico Archeologico Valentina Donadel e con un videomessaggio di Valeria Rebasti, International Market Director di Volotea.</p>



<p>«Ci tenevamo a ringraziare tutti coloro i quali hanno partecipato al premio #Volotea4Veneto, iniziativa nata in collaborazione con Gruppo SAVE e Regione del Veneto per promuovere e sostenere alcune eccellenze culturali del territorio – ha dichiarato il sindaco Giacomo Possamai -. Da parte dell’intera amministrazione rivolgiamo 5.255 grazie, tanti quanti i voti che abbiamo ricevuto ottenendo i 39mila euro messi in palio da Volotea. È un risultato importante, frutto di una campagna di comunicazione partita dall’amministrazione per poi allargarsi all’intera città, coinvolgendo i rappresentanti di associazioni e realtà del territorio, comunicatori e creator. Una campagna capace di toccare tanti cittadini che hanno colto il nostro impegno ed entusiasmo dando il loro voto. Il Teatro romano di Berga è uno dei tesori forse meno conosciuti della città. È un monumento di 2 mila anni, andato quasi del tutto distrutto, di cui si conservano dei resti al Museo Naturalistico Archeologico e anche nella zona, dove sorgeva, di Porton del Luzzo, all’interno di palazzi privati e in un civico di proprietà pubblica. Nell’ottica della valorizzazione del Teatro romano stiamo quindi facendo dei ragionamenti per capire se in questa zona sarà possibile riaprire alcuni luoghi e mostrare i resti. Grazie al premio #Volotea4Veneto la città è tornata a conoscere il Teatro romano di Berga e a portare una maggiore attenzione al Museo Naturalistico Archeologico. È stato quindi un lavoro di squadra che vorremmo replicare anche per l’Oratorio dei Boccalotti, proprietà di Ipab di Vicenza. Una gemma della città, chiusa ormai da diversi anni, che si vuole rendere aperta agli ospiti dell’Ipab e alla città, candidata dal Fai alla nuova edizione dei “Luoghi del cuore”, aperta fino al 15 dicembre. Saremo quindi al fianco del Fai per il voto all’Oratorio dei Boccalotti. È infatti un’occasione per coinvolgere l’intera città e per far riscoprire, come successo con il Teatro romano di Berga, luoghi nascosti della città».</p>



<p>L&#8217;assessore Ilaria Fantin ha sottolineato come il riconoscimento rappresenti un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione del patrimonio cittadino. «Per l’amministrazione non è un’eccezione cercare di condividere e valorizzare il patrimonio culturale cittadino – ha sottolineato l’assessore Ilaria Fantin -. Avviene spesso e in modi diversi, in alcuni casi con il contributo di privati cittadini, in altri con il sostegno di grandi realtà del territorio. Il premio #Volotea4Veneto rappresenta un esempio di questo sforzo collettivo, che ha saputo coinvolgere l’intera città. È una vittoria infatti che per il Museo Naturalistico Archeologico rappresenta un altro passo avanti nella sua valorizzazione, che segue all’arrivo, voluto dall’amministrazione, di una conservatrice archeologa, una figura scientifica dedicata alla valorizzazione del museo, e ad altre iniziative che presenteremo in futuro. Ci tenevamo quindi a dire a tutti un grande “grazie”: agli assessori e consiglieri comunali coinvolti, agli uffici comunali, in particolare l&#8217;ufficio stampa e il settore Musei, alle varie personalità del territorio che ci hanno sostenuto, come Dino Caliero, presidente dell’Azione Cattolica Vicenza, Rita Dal Molin del Csv Vicenza, don Francesco Gasparini, direttore del Museo Diocesano di Vicenza, Agata Keran, storica dell&#8217;arte e curatrice del Museo d&#8217;arte sacra di Monte Berico, Christian Greco, direttore del Museo egizio di Torino; ai creators Francesco Baruto (Barutz_fra), Cristina di “Folletti_in_viaggio”, Alessandra di “animodivino” Viviana di “vivianaltea” e Salvatore di “napoletani in veneto”. Grazie anche alle librerie del centro storico e ai commercianti per la distribuzione di segnalibri e volantini, ai cinema Spazio Roma e Odeon per la proiezione del video promo, all’Ordine degli avvocati dei Vicenza per averci aperto le porte della loro sede a Porton del Luzzo e ad Aim Ambiente per il sostegno nella campagna di comunicazione».</p>



<p>Soddisfazione anche da parte della direttrice dei Musei Civici, Valeria Cafà: «Abbiamo affrontato questo contest convinti potesse essere una buona occasione per riportare l&#8217;attenzione sul Museo Naturalistico Archeologico e, nello specifico, sulla storia romana di Vicenza; visto l&#8217;esito, faremo tesoro di questa esperienza che ci ha dato grande soddisfazione. Vorrei inoltre ringraziare i colleghi dei musei per la grande passione e competenza che hanno portato in questa nuova sfida. Il progetto su cui stiamo lavorando sarà il vero risultato di questa esperienza».</p>



<p>«Vedere il Teatro Romano di Berga tornare al centro dell&#8217;attenzione grazie a un progetto così partecipato è per noi motivo di grande soddisfazione &#8211; ha dichiarato Valeria Rebasti, International Market Director di Volotea -. Con #Volotea4Veneto abbiamo dato ai cittadini la possibilità di scegliere quale iniziativa sostenere, trasformando il loro coinvolgimento in un aiuto concreto per il territorio. Siamo felici che il Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza possa ora dare avvio a un percorso che unisce tutela, ricerca e innovazione, contribuendo a raccontare uno dei luoghi simbolo della storia della città. Desidero congratularmi con il Museo, il Comune di Vicenza e ringraziare tutti gli enti che hanno preso parte a questa edizione, insieme a Gruppo SAVE e Regione del Veneto, con cui condividiamo l&#8217;impegno per la valorizzazione delle eccellenze venete».</p>



<p>La vittoria è arrivata grazie ai <strong>5.255 voti</strong> raccolti tra l&#8217;8 maggio e il 10 giugno. Tra tutti i partecipanti sarà estratto un voucher Volotea del valore di 1.000 euro. Il progetto vicentino ha superato il Parco Naturale Regionale della Lessinia (4.995 voti), il Museo Civico di Bassano del Grappa (3.612) e la Fondazione Querini Stampalia di Venezia (2.403).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un viaggio nella Vicetia romana</h3>



<p>Il progetto <strong>&#8220;Vicenza città di teatri. La riscoperta del Teatro romano di Berga&#8221;</strong> punta a riportare alla luce uno dei monumenti più significativi dell&#8217;antica Vicetia, fonte di ispirazione anche per Andrea Palladio nella progettazione del Teatro Olimpico.</p>



<p>L&#8217;intervento interesserà completamente la sala del museo dedicata al Teatro di Berga, con il restauro delle statue e degli elementi decorativi in marmo, una ricostruzione tridimensionale basata sugli studi più recenti, nuovi strumenti di storytelling digitale, apparati grafici e una nuova illuminazione studiata per valorizzare la plasticità delle sculture e ricreare l&#8217;effetto scenico del teatro romano.</p>



<p>Nei prossimi mesi prenderanno il via la progettazione e gli studi preliminari, mentre il nuovo allestimento sarà completato nel corso del 2027.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un tesoro nascosto nel cuore di Vicenza</h3>



<p>Realizzato a partire dalla prima metà del I secolo d.C. e completato in età Claudia, il Teatro romano di Berga fu ampliato nel II secolo con un ricco apparato decorativo. Nei secoli successivi le sue strutture vennero inglobate negli edifici del borgo Berga, tanto che ancora oggi l&#8217;andamento curvilineo della cavea è riconoscibile nella forma dei palazzi e alcuni resti sono tuttora visitabili.</p>



<p>Tra i reperti conservati al Museo Naturalistico Archeologico spiccano il nucleo di sculture in marmo dedicate alla dinastia Giulio-Claudia, tra cui un ritratto di Augusto, due statue femminili probabilmente raffiguranti Agrippina Minore e Antonia Minore, una statua loricata e un busto maschile attribuito forse a Nerone nelle vesti di Giove, il cui volto fu volutamente mutilato in epoca romana, in uno dei più antichi esempi di cancellazione dell&#8217;immagine per motivi politici.</p>



<p></p>
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		<title>Dal feed di Instagram al palco del Lumen: così Ele A ha conquistato il pubblico di Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 08:23:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA & SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Anita Guelfi La serata dedicata all&#8217;urban del Lumen Festival si è aperta con tre artisti capaci di rappresentare, ciascuno a modo proprio, alcune delle sfaccettature più interessanti della nuova scena italiana. Ad aprire il programma sono stati Niyama, rapper<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Anita Guelfi</p>



<p>La serata dedicata all&#8217;urban del Lumen Festival si è aperta con tre artisti capaci di rappresentare, ciascuno a modo proprio, alcune delle sfaccettature più interessanti della nuova scena italiana. Ad aprire il programma sono stati Niyama, rapper vicentina che intreccia hip hop, R&amp;B e sfumature neo-soul, e Gio Fog, rapper padovano vincitore dell&#8217;Underdog Contest indetto proprio dal Lumen Festival. Niyama ha portato sul palco il suo stile riconoscibile e personale, mentre Gio Fog ha proposto un rap dalle influenze trap e cloud, con un immaginario profondamente legato alla provincia e alla cultura skate. Due approcci diversi ma complementari, capaci di scaldare il pubblico e accompagnarlo verso il cuore della serata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ele-A-Vicenza-1024x575.jpeg" alt="" class="wp-image-369623" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ele-A-Vicenza-1024x575.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ele-A-Vicenza-626x352.jpeg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ele-A-Vicenza-100x56.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ele-A-Vicenza-846x475.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ele-A-Vicenza.jpeg 1170w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A fare da ponte verso l&#8217;headliner è stato Promessa, tra i nomi emergenti della nuova scena urban italiana. Il suo stile mescola rap, cantautorato e sonorità elettroniche in brani che alternano introspezione ed energia. Un live intenso e curato, che ha fatto muovere e cantare il pubblico davanti al palco, preparando il terreno all&#8217;ingresso di Ele A.</p>



<p>C&#8217;è chi l&#8217;ha scoperta grazie al consiglio di un amico. E chi, invece, semplicemente scorrendo Instagram. «Mi sono comparsi alcuni suoi freestyle e ho iniziato ad ascoltarla», racconta uno dei ragazzi presenti ieri sera al Lumen Festival. Una storia personale che, in realtà, assomiglia a quella di molti altri spettatori. Per una parte del pubblico più giovane, infatti, la musica passa prima dallo schermo di uno smartphone e solo dopo arriva sul palco. Un percorso diverso rispetto al passato, ma ormai sempre più comune.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="791" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/lumen-vicenza-1024x791.jpeg" alt="" class="wp-image-369624" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/lumen-vicenza-1024x791.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/lumen-vicenza-540x417.jpeg 540w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/lumen-vicenza-100x77.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/lumen-vicenza-846x654.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/lumen-vicenza.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>È anche questo uno degli aspetti che il Lumen Festival riesce a fotografare: portare sul palco artisti che rappresentano il presente della musica, intercettando un pubblico giovane che vive la scoperta musicale in modo completamente diverso rispetto a qualche anno fa. Non solo grandi nomi già affermati, ma anche artisti che stanno costruendo il proprio percorso attraverso una crescita costante, alimentata dai live, dal passaparola e da una presenza sempre più forte sui social.</p>



<p>Ele A, rapper e cantautrice svizzera classe 2002, è oggi tra le voci più interessanti della nuova scena rap italiana. Arrivata al Lumen dopo un percorso costruito con costanza, ha dimostrato sul palco la grinta, lo stile e l&#8217;energia che la contraddistinguono. Una crescita che negli ultimi anni le ha permesso di conquistare uno spazio sempre più importante nel panorama musicale italiano, grazie a un&#8217;identità artistica riconoscibile e a una scrittura capace di alternare tecnica, introspezione e autenticità.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="847" height="414" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.10-1.jpeg" alt="" class="wp-image-369625" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.10-1.jpeg 847w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.10-1-626x306.jpeg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.10-1-100x49.jpeg 100w" sizes="auto, (max-width: 847px) 100vw, 847px" /></figure>



<p>Il suo nome è ormai associato ad alcune delle collaborazioni più importanti della scena, con artisti del calibro di Guè, Neffa e Cor Veleno, oltre all&#8217;esibizione sul palco del Concerto del 1° Maggio di Roma. Tappe che hanno contribuito a consolidarne la credibilità artistica senza far perdere quella spontaneità che continua a caratterizzare il suo modo di stare sul palco.</p>



<p>Durante il live al Lumen Festival, Ele A ha confermato proprio questa cifra stilistica. Nessun effetto speciale fine a sé stesso, ma una presenza scenica solida, costruita soprattutto sull&#8217;interpretazione e sul rapporto diretto con il pubblico. Il concerto è scivolato via con naturalezza, alternando i brani più conosciuti a momenti più intimi, nei quali è emersa la componente più personale della sua scrittura. Il pubblico ha risposto con attenzione e partecipazione, accompagnando i pezzi più noti e seguendo con entusiasmo anche quelli meno conosciuti.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="935" height="655" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.09.jpeg" alt="" class="wp-image-369626" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.09.jpeg 935w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.09-595x417.jpeg 595w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.09-228x160.jpeg 228w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.09-100x70.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.09-846x593.jpeg 846w" sizes="auto, (max-width: 935px) 100vw, 935px" /></figure>



<p>La sensazione è quella di trovarsi davanti a un&#8217;artista che, pur essendo ancora all&#8217;inizio della propria carriera, ha già trovato una direzione precisa. La sua forza non sta soltanto nella tecnica o nella capacità di scrivere barre efficaci, ma soprattutto nell&#8217;essere riuscita a costruire un linguaggio capace di parlare a una generazione che si riconosce nelle sue parole e nel suo modo di raccontarsi.</p>



<p>L&#8217;esibizione si è inserita perfettamente nello spirito del Lumen Festival, che anche quest&#8217;anno continua a distinguersi per una programmazione capace di mettere insieme artisti già affermati e nuove realtà in forte crescita. Una formula che permette al pubblico non solo di assistere ai concerti dei propri artisti preferiti, ma anche di scoprirne di nuovi, spesso destinati a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel panorama musicale italiano.</p>



<p>Se i social sono il luogo dove oggi molti artisti vengono scoperti, festival come il Lumen restano il luogo in cui quella scoperta si trasforma in un&#8217;esperienza condivisa. Perché un reel può incuriosire, un freestyle può diventare virale e una canzone può finire in una playlist. Ma è sotto un palco che nasce il rapporto più autentico tra artista e pubblico. Ed è probabilmente questa la forza della rassegna vicentina: riuscire a trasformare un algoritmo in una piazza, dando un volto e una voce a quella musica che, fino a poco prima, esisteva soltanto dietro lo schermo di un telefono.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="950" height="697" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.10.jpeg" alt="" class="wp-image-369627" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.10.jpeg 950w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.10-568x417.jpeg 568w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.10-100x73.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-10.09.10-846x621.jpeg 846w" sizes="auto, (max-width: 950px) 100vw, 950px" /></figure>
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		<title>Hoga Zait 2026, le comunità cimbre d’Europa si ritrovano sull’Altopiano: dieci giorni di cultura, memoria e tradizioni</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 09:20:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[FUORIPORTA]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 10 al 19 luglio Roana e le sue frazioni ospiteranno la ventunesima edizione di Hoga Zait, il Festival Cimbro che da oltre vent&#8217;anni anima l&#8217;Altopiano dei Sette Comuni con escursioni, concerti, spettacoli, laboratori e incontri culturali dedicati alla valorizzazione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>Dal 10 al 19 luglio Roana e le sue frazioni ospiteranno la ventunesima edizione di Hoga Zait, il Festival Cimbro che da oltre vent&#8217;anni anima l&#8217;Altopiano dei Sette Comuni con escursioni, concerti, spettacoli, laboratori e incontri culturali dedicati alla valorizzazione della cultura cimbra.</p>



<p>L&#8217;edizione 2026 assume un significato particolare perché coincide con il cinquantesimo anniversario del gemellaggio tra Roana e Velden, cittadina della Baviera, un legame nato dalla comune appartenenza alla tradizione linguistica e culturale cimbra. Il festival, promosso dal Comune di Roana, diventa così un&#8217;occasione per rafforzare i rapporti con le comunità sorelle di Velden, Luserna e della Lessinia.</p>



<p>&#8220;Hoga Zait&#8221;, che in lingua cimbra significa &#8220;tempo alto&#8221; e quindi &#8220;tempo di festa&#8221;, rappresenta uno dei più importanti appuntamenti dedicati a una delle più antiche culture delle Alpi, con l&#8217;obiettivo di valorizzare una lingua e una tradizione ancora vive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cinquant&#8217;anni di amicizia tra Roana e Velden</h2>



<p>Il cuore dell&#8217;edizione 2026 sarà la celebrazione del mezzo secolo di gemellaggio tra Roana e Velden. Un rapporto che affonda le sue radici negli studi di Hugo Resch, funzionario bavarese e tra i maggiori studiosi della lingua cimbra, autore di un dizionario di oltre 25 mila voci e promotore della nascita degli istituti culturali cimbri.</p>



<p>Fu proprio su suo suggerimento che nel 1976 nacque il gemellaggio tra i due Comuni, sostenuto nel tempo anche dal Cimbern-Kuratorium Bayern, associazione bavarese impegnata nello studio e nella promozione della cultura cimbra.</p>



<p>Le celebrazioni si concentreranno nel fine settimana dell&#8217;11 e 12 luglio. Sabato 11 luglio alle 15, in località Boscon a Canove, verrà inaugurato il &#8220;Bosco di Velden&#8221;, con la piantumazione di cinquanta alberi, uno per ogni anno di amicizia tra le due comunità. Alle 17, nella sala consiliare del Municipio di Canove, si terrà la cerimonia ufficiale con la presentazione della scultura &#8220;Due in uno&#8221; dell&#8217;artista Marco Martalar e la firma del Protocollo di cooperazione 2026-2030 tra i due Comuni.</p>



<p>La giornata si concluderà alle 20 al palazzetto polifunzionale di Canove con la Volksfest, festa popolare con gastronomia italo-tedesca, birra bavarese e musica tradizionale.</p>



<p>Domenica 12 luglio alle 11.30 sarà inaugurata la nuova via Velden e riaprirà al pubblico il Museo della Tradizione Cimbra, rinnovato dopo un importante intervento di ristrutturazione presso l&#8217;Istituto di Cultura Cimbra di Roana. Alle 10.30 la chiesa parrocchiale ospiterà invece la Santa Messa cantata in cimbro con la partecipazione della Corale Cimbra di Roana e Mezzaselva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dialogo con Luserna e la Lessinia</h2>



<p>Il festival dedicherà ampio spazio anche alle altre comunità cimbre italiane, Luserna e la Lessinia veronese.</p>



<p>Domenica 12 luglio alle 21 l&#8217;Istituto di Cultura Cimbra ospiterà la presentazione dei libri &#8220;Poesie/gasènglen&#8221; e &#8220;Lungo i fiumi dell&#8217;Alabama&#8221;, dedicati alla figura di Sergio Bonato, storico riferimento della cultura cimbra scomparso nel gennaio 2024.</p>



<p>Mercoledì 15 luglio alle 21, al Cinema Teatro Palladio di Cesuna, sarà proiettato il film &#8220;Lunana &#8211; Il villaggio alla fine del mondo&#8221; del regista bhutanese Pawo Choyning Dorji, vincitore della Lessinia d&#8217;Oro e candidato agli Oscar nel 2022.</p>



<p>Giovedì 16 luglio alle 21 l&#8217;Istituto di Cultura Cimbra ospiterà l&#8217;incontro &#8220;La lingua cimbra di Roana, Luserna e Giazza: un patrimonio da tutelare&#8221;, tenuto dal professor Luca Panieri dell&#8217;Università IULM di Milano.</p>



<p>Venerdì 17 luglio alle 21 la chiesa parrocchiale di Camporovere accoglierà il concerto della Corale Polifonica Cimbra di Luserna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rito della Schèlla e l&#8217;apertura del festival</h2>



<p>Ad aprire ufficialmente Hoga Zait saranno, venerdì 10 luglio alle 18 a SelvArt di Mezzaselva, gli Schèllatragar, i portatori della Schèlla, l&#8217;antico campanaccio simbolo della tradizione cimbra.</p>



<p>La cerimonia sarà accompagnata dalla musica di Pierangelo Tamiozzo e, in serata, da una cena con piatti della tradizione e dalle esibizioni degli Stòanèngel un de klénkallen.</p>



<p>Nella stessa giornata prenderanno il via anche il Simposio di scultura estemporanea in legno e il laboratorio per bambini &#8220;Mani nel legno&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Escursioni tra storia, leggende e natura</h2>



<p>Ogni mattina il festival proporrà le escursioni guidate di Asiago Guide, raccolte quest&#8217;anno sotto il titolo &#8220;Ista gabést an bòtta&#8221; (&#8220;C&#8217;era una volta&#8221;).</p>



<p>Tra gli appuntamenti principali figurano la camminata del 10 luglio verso Stonhaus a Mezzaselva, tra doline e leggende dell&#8217;Orco del bosco di Roana; il percorso dell&#8217;11 luglio a Canove dedicato agli antichi mestieri; l&#8217;escursione del 12 luglio a Roana tra contrade storiche e testimonianze del passato.</p>



<p>Nella seconda settimana il programma proseguirà il 17 luglio con il Tanzerloch di Camporovere, il 18 luglio con l&#8217;itinerario verso Skada a Cesuna e il 19 luglio a Treschè Conca lungo le antiche vie che collegavano la montagna alla pianura.</p>



<p>Tutte le escursioni saranno su prenotazione obbligatoria e accompagnate da degustazioni di prodotti tipici, dal formaggio Asiago al kranabet.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Concerti, laboratori e la magia delle Zelighen Baiblen</h2>



<p>Il programma musicale vedrà protagonisti artisti e gruppi capaci di raccontare la cultura delle terre alte.</p>



<p>Domenica 12 luglio alle 17.30 in Piazza Santa Giustina a Roana saliranno sul palco i The Rumpled, band trentina che unisce folk irlandese, rock e ska.</p>



<p>Gran finale domenica 19 luglio alle 17.30 in Piazza Fondi a Treschè Conca con il concerto della BandaBrian, formazione impegnata da oltre trent&#8217;anni nel recupero dei canti e delle danze popolari del Veneto.</p>



<p>Numerose anche le attività dedicate ai più piccoli, curate dall&#8217;associazione Le Terre Alte, con laboratori di intaglio del legno, arte preistorica, racconti e fiabe della tradizione.</p>



<p>Giovedì 16 luglio spazio anche alla lingua cimbra con il laboratorio &#8220;De zìmbrische zunga vor de khindar&#8221;.</p>



<p>Tra gli appuntamenti più suggestivi spicca quello di sabato 18 luglio alle 20.45, quando dalla Piazzetta dell&#8217;Alpino di Cesuna partirà la tradizionale fiaccolata verso lo spettacolo delle Zelighen Baiblen, le leggendarie vecchine cimbre protagoniste di racconti e leggende tramandati nei secoli.</p>



<p></p>
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		<title>L&#8217;ultimo inverno di Major Oak, la quercia millenaria di Robin Hood</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 08:03:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[leggenda]]></category>
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		<category><![CDATA[robin hood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La primavera del 2026 si è consumata senza che una sola gemma verde spuntasse dai rami contorti del Major Oak.&#160; La maestosa quercia millenaria, cuore pulsante della foresta di Sherwood nel Nottinghamshire, è stata dichiarata biologicamente morta dagli esperti della<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p></p>



<p>La primavera del 2026 si è consumata senza che una sola gemma verde spuntasse dai rami contorti del Major Oak.&nbsp;</p>



<p>La maestosa quercia millenaria, cuore pulsante della foresta di Sherwood nel Nottinghamshire, è stata dichiarata biologicamente morta dagli esperti della Royal Society for the Protection of Birds.&nbsp;</p>



<p>Con lei non si spegne soltanto un monumento vegetale di dodici secoli, ma sbiadisce l&#8217;ultimo ancoraggio fisico di una delle leggende più romantiche e persistenti dell’Occidente.</p>



<p>C’è&nbsp;&nbsp;un&#8217;immagine che ha popolato la fantasia di generazioni di ragazzi, un archetipo letterario e sociale fissato indelebilmente nella cultura di massa dal genio romantico di Alexandre Dumas: l&#8217;eroe senza macchia e senza paura, l&#8217;arciere fiero che si oppone alla crudeltà dei potenti e all&#8217;ingordigia dei ricchi, rubando a questi ultimi per donare ai poveri: Robin Hood.&nbsp;</p>



<p>Un fuorilegge per il potere costituito, un paladino di giustizia per gli oppressi.&nbsp;</p>



<p>Questo eroe, in gran parte frutto della fantasia e della stratificazione di antiche ballate medievali prive di stringenti prove storiche, aveva un palcoscenico naturale insostituibile: la foresta di Sherwood.&nbsp;</p>



<p>E in quel palcoscenico, il Major Oak non era un semplice albero, ma il suo rifugio, il quartier generale della sua &#8220;allegra brigata&#8221;, il simbolo tangibile di una resistenza contro l&#8217;ingiustizia.</p>



<p>Nel corso del tempo, quel personaggio romantico è persino straripato dalla letteratura per farsi metafora politica, un vessillo ideologico sventolato ogni qualvolta si sia voluto criticare l&#8217;accentramento della ricchezza od invocare una giustizia sociale più equa.&nbsp;</p>



<p>E la quercia ne ha riflesso la popolarità, attirando milioni di visitatori da ogni angolo del pianeta, desiderosi di sfiorare la corteccia che si presumeva avesse protetto il mitico fuorilegge.</p>



<p>Oggi, in un mondo cinico, iper-tecnologico e profondamente materializzato, la morte biologica del Major Oak risuona quasi come la fine inevitabile di quel mito.&nbsp;</p>



<p>Come se la realtà più cruda avesse deciso di sfrattare l&#8217;illusione.&nbsp;</p>



<p>Ma a ben guardare la cronaca giornalistica britannica, a partire dai resoconti della BBC, la fine di questo gigante di legno porta con sé una lezione fin troppo moderna, che spoglia la tragedia di ogni misticismo per consegnarla alle nostre precise responsabilità.</p>



<p>Gli scienziati ed esperti del suolo spiegano che a stroncare l&#8217;albero non è stato un fulmine.&nbsp;</p>



<p>La Major Oak è morta per una complessa e paradossale combinazione di fattori antropici e climatici.&nbsp;</p>



<p>Da un lato, il riscaldamento globale (a proposito dei negazionisti); il Regno Unito ha inanellato negli ultimi anni stagioni consecutive di siccità estrema e ondate di calore che hanno stroncato le ultime resistenze di un apparato radicale già debole.&nbsp;</p>



<p>Dall&#8217;altro, il paradosso più amaro: lo &#8220;stupidturism&#8221; o, più elegantemente, gli effetti del turismo di massa.&nbsp;</p>



<p>Quegli stessi milioni di pellegrini giunti a Sherwood per celebrare il mito hanno, nei decenni, calpestato e compattato il terreno sabbioso attorno al tronco, rendendolo duro come cemento e impedendo l&#8217;assorbimento di acqua, ossigeno e nutrienti essenziali.&nbsp;</p>



<p>Persino i benintenzionati sforzi di conservazione strutturale del secolo scorso — l&#8217;uso di pesanti puntelli metallici, tiranti e colate di cemento per sorreggere le immense fronde — hanno finito per alterare l&#8217;invecchiamento naturale della pianta, creandole ulteriori ostacoli.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;icona del re dei boschi è stata, insomma, soffocata dal troppo amore e dall&#8217;inaridimento del nostro tempo.</p>



<p>Ed è qui, forse, che la vicenda si fa parabola. La fine del Major Oak ci sbatte in faccia, con la forza silenziosa della natura, la caducità di tutte le cose del mondo.&nbsp;</p>



<p>Persino ciò che consideriamo eterno, persino un gigante che ha visto sfilare imperi, guerre e secoli di storia, è destinato a cedere al flusso del tempo e alle miserie del presente.&nbsp;</p>



<p>Tutto passa, tutto si consuma, tutto si sgretola sotto la morsa della materia.</p>



<p>Eppure, se la biologia risponde alle leggi inflessibili del decadimento, lo spirito umano possiede una grammatica diversa.&nbsp;</p>



<p>Perché se le cose del mondo sono caduche, i miti mostrano una pervicace e misteriosa resistenza.&nbsp;</p>



<p>L’albero biologico muore, ma il simbolo gli sopravvive, quasi a dimostrare che non esiste siccità capace di inaridire un’idea di libertà e di giustizia.</p>



<p>Tuttavia, la cronaca ci dice anche che l&#8217;albero non verrà rimosso.&nbsp;</p>



<p>Resterà in piedi, spoglio e monumentale, trasformandosi lentamente in un ecosistema prezioso per insetti, uccelli e funghi, continuando a servire la causa della biodiversità.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, la sua eredità genetica sopravvive: da anni le sue talee e le sue ghiande sono state piantate in tutto il mondo per dare vita ad una progenie che manterrà intatto il suo lignaggio.</p>



<p>Al di là delle tutele ambientali e della genetica forestale, però, la vera sopravvivenza del Major Oak risiederà altrove.&nbsp;</p>



<p>Un albero monumentale può cedere alla siccità ed al calpestio degli uomini, ma il legame che ha saputo stringere con l&#8217;animo umano resterà intangibile.&nbsp;</p>



<p>Questa grande quercia continuerà a vivere, immortale e rigogliosa, ogni volta che un ragazzo, in futuro, aprirà le pagine di “Robin Hood” e si immergerà nei sentieri d&#8217;ombra di Sherwood.&nbsp;</p>



<p>Finché esisterà qualcuno capace di sognare una freccia scagliata nel folto della foresta contro l&#8217;avidità del mondo, le foglie del Major Oak non appassiranno mai.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/lultimo-inverno-di-major-oak-la-quercia-millenaria-di-robin-hood/">L&#8217;ultimo inverno di Major Oak, la quercia millenaria di Robin Hood</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Giovedì 25 giugno torna a Vicenza il Premio Campiello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 15:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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		<category><![CDATA[vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 22 GIUGNO 2026 &#8211; Il Teatro Olimpico di Vicenza torna anche quest’anno, per la quarta volta, ad ospitare la cinquina dei finalisti del Premio Campiello. L’appuntamento è fissato per giovedì 25 giugno alle 18.30, quando farà tappa in città<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>VICENZA, 22 GIUGNO 2026 &#8211; Il Teatro Olimpico di Vicenza torna anche quest’anno, per la quarta volta, ad ospitare la cinquina dei finalisti del Premio Campiello. L’appuntamento è fissato per <strong>giovedì 25 giugno alle 18.30</strong>, quando farà tappa in città il tour estivo della 64a edizione del Premio Campiello, concorso di narrativa italiana contemporanea organizzato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto. Per il pubblico vicentino sarà l&#8217;opportunità per incontrare da vicino le voci più interessanti della scena letteraria nazionale e di conoscere le opere che si contendono il celebre premio.</p>



<p>L’incontro sarà moderato dalla giornalista Nicoletta Martelletto, mentre l’attrice Patricia Zanco leggerà brani scelti dei libri. Sul palco saliranno i cinque finalisti: Ermanno Cavazzoni con “Storia di un’amicizia” (Quodlibet), Marcello Fois con “L’immensa distrazione” (Einaudi), Valeria Parrella con “La ragazzina” (Feltrinelli), Alcide Pierantozzi con “Lo sbilico” (Einaudi) ed Elena Varvello con “La vita sempre” (Ugo Guanda Editore).</p>



<p>L’evento è organizzato dall&#8217;associazione<strong> BaldiLibri APS</strong> con il patrocinio della Regione del Veneto e della città di Vicenza e il supporto di Copymac, Magis, Banca Generali Private e Fondazione Roi. L&#8217;ingresso è libero fino all’esaurimento dei posti disponibili, ma è obbligatorio prenotare il biglietto segnaposto gratuito su<a href="http://www.baldilibri.org"> www.baldilibri.org</a>. Per avere maggiori informazioni si può inviare una e-mail all’indirizzo info@baldilibri.it oppure scrivere tramite messaggio WhatsApp o SMS al numero 338 3946998.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>I cinque romanzi finalisti</h2>



<p>Con <strong>“Storia di un’amicizia”, Ermanno Cavazzoni </strong>ripercorre la sua lunga amicizia con Gianni Celati. Attraverso aneddoti, incontri e ricordi, emerge il ritratto di un ambiente letterario vivace e anticonformista, popolato da personaggi eccentrici e appassionati. Tra ironia e malinconia, il libro riflette sul valore dell’amicizia, sulla sincerità nell’arte e sulla memoria di un’epoca culturale ormai scomparsa.</p>



<p><strong>Marcello Fois</strong> torna al grande romanzo familiare con <strong>“L’immensa distrazione”</strong>, opera ambientata in un’Emilia mitica e concreta, fatta di campi, allevamenti, industrie, infinite pianure. Per un istante sospeso tra la morte e l’eternità, lungo quasi trecento pagine, il protagonista ripercorre i momenti decisivi, le gioie e i dolori della sua stirpe.</p>



<p><strong>“La ragazzina” di Valeria Parrella</strong> è una rilettura intensa e contemporanea della figura di Giovanna d&#8217;Arco, che, prima di essere un simbolo religioso e politico, è una giovane ragazza che sfida le convenzioni del suo tempo per seguire la propria missione. Il romanzo racconta il suo coraggio, la sua determinazione e la sua umanità, trasformandola in un modello universale di ribellione contro i poteri costituiti e le ingiustizie.</p>



<p><strong>“Lo sbilico” di Alcide Pierantozzi </strong>è un’opera di forte impronta autobiografica che racconta dall’interno l’esperienza della sofferenza psichica. Attraverso una scrittura innovativa, intensa e visionaria, il protagonista affronta allucinazioni, fragilità e perdita di sé. Il romanzo diventa così un viaggio nella mente umana e una riflessione sul potere salvifico della letteratura, capace di dare forma e significato anche al dolore più profondo.</p>



<p>Ambientato tra il primo dopoguerra e la Seconda guerra mondiale, <strong>“La vita sempre” di Elena Varvello</strong> segue la storia d’amore tra Francesco e Teresa, che sboccia nella comunità di Alba. Mentre il fascismo, la povertà e i conflitti trasformano il Paese, i due protagonisti cercano di costruire una famiglia e proteggere la propria figlia. L’esito è un affresco corale che intreccia vicende private e grandi eventi storici, raccontando la forza dei sentimenti e la resilienza di una generazione spesso dimenticata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Il Premio Campiello</h2>



<p>Giunto alla 64a edizione, il Premio Campiello è uno dei più importanti riconoscimenti letterari italiani. Dedicato alla narrativa, è stato istituito dagli Industriali del Veneto per promuovere la cultura e la lettura. La prima edizione si svolse nel 1963 a Venezia e premiò “La tregua” di Primo Levi. Nel corso degli anni il premio ha contribuito alla scoperta e alla valorizzazione di numerosi autori. La sua caratteristica distintiva è il sistema della doppia valutazione: la giuria dei letterati seleziona i cinque finalisti, mentre una giuria popolare di 300 lettori e lettrici anonimi sceglie il vincitore, garantendo indipendenza e partecipazione del pubblico. La cerimonia finale, prevista per il 3 ottobre, si svolgerà per la prima volta al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia.</p>



<p>Questa edizione è realizzata grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo, Umana, ENI, Pirelli, Feinar Edo, Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, Enel e con la collaborazione di BDO Advisory Service, Grafiche Antiga, Trenitalia Official Green Carrier, Printmateria e Community. Il Premio si avvale del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Veneto e del sostegno di Unioncamere del Veneto.</p>



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<p></p>
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		<title>Cordoglio a Vicenza  e provincia per la scomparsa del designer Cleto Munari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:19:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[cleto munari]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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<p>VICENZA 19 GIUGNO &#8211; «Con la scomparsa di Cleto Munari, il mondo perde un artista straordinario e un visionario del design internazionale, ma la terra vicentina perde soprattutto un uomo dal grandissimo spessore umano e dal legame indissolubile con le nostre radici.”Con queste parole il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin esprime il cordoglio personale, dell’Amministrazione Provinciale e della comunità vicentina per la scomparsa del designer Cleto Munari.“Cleto è stato un artista poliedrico, capace di dialogare con i più grandi geni del Novecento e di farsi conoscere e apprezzare in ogni angolo del pianeta. Eppure, nonostante il successo globale, il suo cuore pulsava per la nostra terra. Il suo profondo attaccamento a Vicenza e la scelta di vivere a Brendola testimoniano come la bellezza delle nostre valli e della nostra storia sia sempre stata per lui fonte di ispirazione e un rifugio sicuro.Voglio ricordare con particolare commozione e gratitudine, la sua recente partecipazione nella giuria del concorso che ha scelto il logo di Vicenza Capitale della Gentilezza 2026. Proprio in questo anno, quel logo ci accompagna giorno dopo giorno in ogni iniziativa, diventando il simbolo visivo di un percorso collettivo. Sapere che dietro quel simbolo c’è stato anche il suo occhio attento, la sua sensibilità e la sua idea di bellezza ci riempie di orgoglio e rende questo 2026 ancora più speciale e simbolico.Cleto Munari ha dato immenso lustro a Vicenza, portando il nome del nostro territorio nei musei e nelle collezioni più prestigiose del mondo. Di questo, della sua arte e della sua generosità, la comunità vicentina gli sarà per sempre grata.»</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><strong>Scomparso il designer Cleto Munari cittadino benemerito, il cordoglio del sindaco Possamai</strong><br><strong>«Con la sua creatività e la sua grande disponibilità ha collaborato più volte con l’amministrazione comunale e con molte realtà del territorio, portando a Vicenza le sue opere di design innovativo»</strong><br><br>Il sindaco Giacomo Possamai esprime il cordoglio della città per la scomparsa del designer Cleto Munari, morto all’età di 95 anni.«Ci mancherà Cleto Munari, artista socievole, generoso e dall’animo buono. Con la sua creatività e la sua grande disponibilità ha collaborato più volte con l’amministrazione comunale e con molte realtà del territorio, portando a Vicenza le sue opere di design innovativo. È stato protagonista della vita culturale della città fino all’ultimo, mantenendo sempre vivo il suo interesse per Vicenza e per il suo futuro. Anche negli ultimi mesi abbiamo avuto modo di incontrarci per confrontarci su idee e progetti da realizzare in città: occasioni in cui emergevano, come sempre, il suo entusiasmo, la sua curiosità e la sua inesauribile voglia di contribuire alla crescita della comunità. L’8 settembre 2024 abbiamo avuto l’onore di conferirgli la Medaglia d’oro di cittadino benemerito, uno dei primi riconoscimenti assegnati dopo la reintroduzione del premio, tornato a valorizzare le eccellenze vicentine dopo decenni di oblio. La scelta di insignire Cleto Munari fu naturale e rappresentò il riconoscimento del suo straordinario talento, del suo percorso umano e professionale e del profondo legame che ha sempre mantenuto con la sua città. In questi ultimi anni Munari è stato anche tra i testimonial della Guida di Repubblica dedicata a Vicenza e alle Ville del Palladio nel Veneto, pubblicata nel 2024 con la collaborazione dell’Ufficio Unesco del Comune di Vicenza e del Consorzio Vicenza è. Più recentemente, nel gennaio 2026, era stato invitato a esporre alcune delle sue opere all’interno della Golden House di Palazzo delle Poste, nell’ambito di ViOff “Golden Key”. Questi sono solo alcuni dei momenti che testimoniano il profondo legame che lo univa a Vicenza. Nel 2017, al Museo Civico di Palazzo Chiericati, aveva allestito la mostra “Mondo Cleto”, lasciando un segno importante nella vita culturale della città. Pur avendo vissuto negli ultimi anni a Brendola, Vicenza è stata la sua città fin dall’infanzia. Con il suo lavoro ha portato il nome della nostra città nel mondo, diventandone a pieno titolo un ambasciatore. Perdiamo un grande designer e un protagonista della cultura contemporanea, ma il suo talento continuerà a vivere nelle sue opere e nel ricordo della città. Vicenza gli sarà sempre grata per averne portato il nome nel mondo e per non aver mai smesso di sentirsi parte della sua comunità».Le sue creazioni sono oggi esposte in 110 musei internazionali, tra cui il prestigioso MoMA e il Metropolitan Museum of Art di New York. Allievo e collaboratore di Carlo Scarpa, Cleto Munari ha lavorato accanto ai grandi maestri del Novecento, da Giò Ponti a Ettore Sottsass, da Vico Magistretti ad Achille Castiglioni. Nel corso della sua vita ha inoltre incontrato e frequentato figure straordinarie della letteratura, dell’arte, del design e dell’architettura, da Jorge Amado ad Andy Warhol, fino a Kenzo Tange.           </td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Giulia Lievore presenta a Vicenza il suo libro d&#8217;esordio &#8220;Áida, una ragazza moderna&#8221; &#8211; Sabato allo Spazio Galla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 13:31:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio nella crescita, nelle ferite dell&#8217;adolescenza e nella ricerca della propria identità. Sabato 20 giugno alle ore 11 lo Spazio Galla della Libreria Galla 1880, in Corso Palladio 11 a Vicenza, ospiterà la presentazione di Áida, una ragazza moderna,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Un viaggio nella crescita, nelle ferite dell&#8217;adolescenza e nella ricerca della propria identità. Sabato 20 giugno alle ore 11 lo Spazio Galla della Libreria Galla 1880, in Corso Palladio 11 a Vicenza, ospiterà la presentazione di <em>Áida, una ragazza moderna</em>, il romanzo d&#8217;esordio di Giulia Lievore, pubblicato da Re Nudo Editore.</p>



<p>L&#8217;autrice dialogherà con Ilaria Ometto in un incontro a partecipazione libera, aperto a tutti gli appassionati di letteratura e a chi desidera conoscere una giovane voce della narrativa contemporanea vicentina.</p>



<p>Giulia Lievore, vicentina classe 2000, è conosciuta da molti anche per essere stata uno dei volti di TviWeb e per la sua attuale collaborazione con la testata. Dopo il diploma ha vissuto per un anno a New York; rientrata in Italia, ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e successivamente si è iscritta al corso di scrittura dell&#8217;istituto Belleville di Milano, città dove oggi vive e lavora. Appassionata di giornalismo, letteratura, moda e buon cibo, debutta ora nel mondo della narrativa con un romanzo che intreccia formazione personale, dolore e desiderio di riscatto.</p>



<p>Protagonista del libro è Áida, una ragazza di diciannove anni nell&#8217;estate del 2002. È trascorso un anno dagli attentati alle Torri Gemelle, l&#8217;euro è appena entrato nella vita quotidiana degli italiani e il Brasile conquista il suo quinto Mondiale di calcio. Ma per Áida tutto questo sembra lontano. Le sue giornate scorrono tra la famiglia e la migliore amica Camilla, che nel giorno del compleanno le regala <em>La campana di vetro</em> di Sylvia Plath, un libro destinato a diventare una presenza costante nella sua vita.</p>



<p>L&#8217;ultima giornata di vacanza segna però una svolta drammatica: una violenza subita dalla giovane si trasforma in una ferita profonda, interiorizzata attraverso tic nervosi, malinconia e una sottile depressione. A rompere l&#8217;apatia arriva il teatro, che rappresenta per Áida una possibilità di appartenenza e di rinascita, insieme all&#8217;amore, vissuto tra slanci idealizzati e inevitabili delusioni. Attorno a lei crescono e cambiano anche gli altri personaggi, in un percorso corale che accompagna lentamente la maturazione della protagonista.</p>



<p>Il volume, composto da 192 pagine, è proposto al prezzo di 16 euro.</p>



<p>Al termine della presentazione sarà possibile fermarsi per un momento conviviale alla Piccola Osteria: con un piccolo contributo facoltativo i partecipanti potranno condividere un aperitivo insieme all&#8217;autrice e agli organizzatori.</p>
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		<title>Parte il recupero dell’Oratorio dei Boccalotti: raccolta fondi per salvare uno dei tesori nascosti di Vicenza</title>
		<link>https://www.tviweb.it/parte-il-recupero-delloratorio-dei-boccalotti-raccolta-fondi-per-salvare-uno-dei-tesori-nascosti-di-vicenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 07:50:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA – Ha preso ufficialmente il via il percorso di recupero dello storico Oratorio dei Boccalotti, edificio quattrocentesco di proprietà di Ipab di Vicenza e tra i luoghi più antichi e suggestivi del patrimonio artistico cittadino, da anni non accessibile<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/parte-il-recupero-delloratorio-dei-boccalotti-raccolta-fondi-per-salvare-uno-dei-tesori-nascosti-di-vicenza/">Parte il recupero dell’Oratorio dei Boccalotti: raccolta fondi per salvare uno dei tesori nascosti di Vicenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<p></p>



<p>VICENZA – Ha preso ufficialmente il via il percorso di recupero dello storico Oratorio dei Boccalotti, edificio quattrocentesco di proprietà di Ipab di Vicenza e tra i luoghi più antichi e suggestivi del patrimonio artistico cittadino, da anni non accessibile al pubblico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="772" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ipab-di-Vicenza_-oratorio-Boccalotti-interno-1024x772.jpg" alt="" class="wp-image-368644" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ipab-di-Vicenza_-oratorio-Boccalotti-interno-1024x772.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ipab-di-Vicenza_-oratorio-Boccalotti-interno-553x417.jpg 553w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ipab-di-Vicenza_-oratorio-Boccalotti-interno-1536x1158.jpg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ipab-di-Vicenza_-oratorio-Boccalotti-interno-100x75.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ipab-di-Vicenza_-oratorio-Boccalotti-interno-846x638.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ipab-di-Vicenza_-oratorio-Boccalotti-interno-1184x892.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/Ipab-di-Vicenza_-oratorio-Boccalotti-interno.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L’annuncio è stato dato sabato 13 giugno all’interno dello stesso oratorio, aperto eccezionalmente per l’occasione. A presentare il progetto sono stati il presidente di Ipab, Achille Variati, il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, e la direttrice generale di Ipab, Annalisa Bergozza.</p>



<p>L’iniziativa arriva al termine di un lungo lavoro preparatorio che ha portato al completamento del progetto di restauro conservativo, curato dall’architetto Angela Blandini, all’approvazione da parte della Soprintendenza e all’attivazione della scheda Art Bonus per finanziare il primo lotto di interventi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un primo intervento da oltre 133 mila euro</h3>



<p>Il progetto è articolato in due fasi. Il primo stralcio, del valore di 133.200 euro, riguarda il restauro conservativo della copertura dell’edificio, oggi interessata da fenomeni di degrado e infiltrazioni che minacciano la conservazione sia della struttura sia degli apparati decorativi interni.</p>



<p>L’intervento sarà eseguito secondo i principi del restauro conservativo, utilizzando materiali compatibili con il bene storico e tecniche rispettose delle caratteristiche architettoniche originali.</p>



<p>Una seconda fase interesserà invece il timpano e i preziosi apparati decorativi della facciata.</p>



<p>Grazie allo strumento dell’Art Bonus, cittadini, aziende e mecenati potranno contribuire direttamente alla raccolta delle risorse necessarie beneficiando delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un edificio con oltre sei secoli di storia</h3>



<p>Costruito agli inizi del Quattrocento nel cuore del borgo di San Pietro, l’Oratorio dei Boccalotti affonda le proprie radici nella storia della confraternita dei Battuti, una delle antiche fraglie artigiane vicentine che univano devozione religiosa, solidarietà e assistenza ai più fragili.</p>



<p>Secondo il presidente Achille Variati, il recupero dell’oratorio non rappresenta soltanto un intervento di tutela architettonica, ma l’occasione per restituire ai vicentini un luogo rimasto per troppo tempo chiuso e dimenticato. Variati ha inoltre ricordato come il patrimonio di Ipab sia stato costruito nei secoli grazie a donazioni e lasciti, lanciando un appello a cittadini, imprese e fondazioni affinché sostengano il progetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un nuovo spazio per cultura e arteterapia</h3>



<p>L’obiettivo finale è riportare l’Oratorio dei Boccalotti al centro della vita cittadina. Come spiegato dalla direttrice generale Annalisa Bergozza, gli spazi restaurati potranno essere utilizzati anche nell’ambito dei percorsi di arteterapia che Ipab sta sviluppando da alcuni anni e sui quali intende investire ulteriormente.</p>



<p>Una volta conclusi i lavori, l’edificio tornerà inoltre a ospitare attività culturali, incontri ed eventi aperti alla cittadinanza. L’ente sta già lavorando a un primo programma di iniziative che accompagnerà la riapertura del sito.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Possamai: «Un patrimonio da restituire alla città»</h3>



<p>Il sindaco Giacomo Possamai ha definito l’Oratorio dei Boccalotti uno degli scrigni d’arte più preziosi di Vicenza, sottolineando come il suo recupero rappresenti un obiettivo indicato già durante la campagna elettorale.</p>



<p>Il primo cittadino ha ricordato che, pur avendo come priorità il benessere degli anziani ospiti delle strutture assistenziali, Ipab ha anche la responsabilità di preservare e valorizzare un patrimonio storico di tale importanza.</p>



<p>Possamai ha inoltre richiamato l’esperienza positiva del recupero delle facciate del Teatro Olimpico, realizzato grazie alla collaborazione tra cittadini, associazioni e imprese, auspicando una mobilitazione analoga anche per il progetto dell’Oratorio dei Boccalotti.</p>



<p>Secondo il sindaco, il recupero dell’edificio si inserisce in un quadro più ampio di interventi che comprendono l’apertura del centro diurno di San Pietro, i progetti per la nuova casa di riposo di Laghetto, il recupero del pensionato di San Pietro e il riordino dei conti dell’ente.</p>



<p>L’appello finale è rivolto all’intera città affinché sostenga la raccolta fondi e contribuisca a restituire a Vicenza un luogo di grande valore storico, artistico e sociale.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/parte-il-recupero-delloratorio-dei-boccalotti-raccolta-fondi-per-salvare-uno-dei-tesori-nascosti-di-vicenza/">Parte il recupero dell’Oratorio dei Boccalotti: raccolta fondi per salvare uno dei tesori nascosti di Vicenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Concerto di Bruno Conte e “Gentilezza in Villa”: il cuore delle celebrazioni di Provincia di Vicenza Capitale di Costruiamo Gentilezza 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 17:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entrano nel vivo le celebrazioni di Provincia di Vicenza Capitale di Costruiamo Gentilezza 2026. Venerdì 12 e sabato 13 giugno Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore, sede di rappresentanza della Provincia di Vicenza, si terranno i due appuntamenti centrali del programma annuale:<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Entrano nel vivo le celebrazioni di <strong>Provincia di Vicenza Capitale di Costruiamo Gentilezza 2026</strong>. <strong>Venerdì 12 e sabato 13 giugno Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore</strong>, sede di rappresentanza della Provincia di Vicenza, si terranno i due appuntamenti centrali del programma annuale: il <strong>concerto del cantante Bruno Conte e la manifestazione Gentilezza in Villa</strong>, animata dalle <strong>associazioni gentili del territorio.</strong></p>



<p>“Questi due appuntamenti rappresentano il cuore delle celebrazioni provinciali e saranno un&#8217;occasione per vivere concretamente i valori della gentilezza attraverso musica, cultura e condivisione – ha esordito&nbsp;<strong>Maria Cristina Franco, consigliera provinciale con delega a Cultura, Istruzione e Gentilezza e promotrice del progetto</strong>&nbsp;– La nostra forza è proprio la capacità di fare rete: tutto il calendario di iniziative per l’anno di Vicenza Capitale Nazionale della Gentilezza è un percorso condiviso tra istituzioni, associazioni, imprese e cittadini.”</p>



<p><strong>Concerto di Bruno Conte e la sua band:&nbsp;venerdì 12 giugno ore 21</strong></p>



<p>Primo appuntamento&nbsp;<strong>venerdì 12 giugno alle ore 21,</strong>&nbsp;con il concerto&nbsp;<strong>&#8220;Musica e Parole d&#8217;Autore: un viaggio nella gentilezza&#8221;</strong>. Protagonista della serata sarà il&nbsp;<strong>cantante Bruno Conte,&nbsp;</strong>profondo conoscitore della canzone d’autore italiana e internazionale che, insieme a<strong>lla sua band</strong>, accompagnerà il pubblico in un viaggio intenso e coinvolgente attraverso musica e parole. Il concerto è realizzato grazie al sostegno di&nbsp;<strong>Banca delle Terre Venete</strong>&nbsp;e dell’associazione culturale&nbsp;<strong>La Casa del Blues</strong>. Prima del concerto, saranno a disposizione degli ospiti le estetiste di&nbsp;<strong>Confartigianato Vicenza</strong>&nbsp;impegnate nel progetto “La forza della bellezza”, iniziativa sociale e solidale che sostiene i pazienti oncologici.</p>



<p>L’<strong>i</strong><strong>ngresso&nbsp;</strong><strong>al concerto è</strong><strong>&nbsp;libero</strong>&nbsp;fino a esaurimento posti, prenotazione consigliata su Eventbrite:&nbsp;<a href="https://www.eventbrite.it/e/musica-e-parole-dautore-un-viaggio-nella-gentilezza-tickets-1989205097996?aff=oddtdtcreator" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.eventbrite.it/e/musica-e-parole-dautore-un-viaggio-nella-gentilezza-tickets-1989205097996?aff=oddtdtcreator</a></p>



<p><strong>Gentilezza in villa: sabato 13 giugno dalle ore 15.30</strong></p>



<p><strong>S</strong><strong>abato 13 giugno</strong>&nbsp;villa Cordellina Lombardi si animerà con&nbsp;<strong>&#8220;Gentilezza in Villa&#8221;</strong>&nbsp;<strong>a partire dalle ore 15.30</strong>.&nbsp;<strong>Laboratori, incontri, spettacoli, visite guidate e momenti di condivisione organizzati dalle associazioni aderenti alla rete della gentilezza</strong>, coordinati dalla Pro Loco Alte Montecchio.Tutte le attività sono ad ingresso libero.</p>



<p>Tante le iniziative in programma:</p>



<p>•&nbsp;<strong>&#8220;Coltiviamo il rispetto&#8221;</strong>, a cura di Coldiretti Vicenza.&nbsp;<strong>Attività per bambini, laboratori creativi</strong>&nbsp;con semi di lavanda e iniziative sociali dedicate al rispetto, al benessere e all&#8217;inclusione, con la presenza dei &#8220;biscotti ambasciatori delle 3B&#8221; (Bontà, Benessere, Biodiversità);</p>



<p>•&nbsp;<strong>Visite guidate gratuite a Villa Cordellina Lombardi</strong>, curate dalla Pro Loco Alte Montecchio, con partenze alle ore 15.30, 16.30 e 17.30;</p>



<p>•&nbsp;<strong>Aperitivo&nbsp;</strong><strong>g</strong><strong>entile &#8220;Parké No&#8221;</strong>, promosso dalla Cooperativa Sociale Piano Infinito. Uno spazio conviviale per incontrarsi, condividere e vivere insieme lo spirito della gentilezza;</p>



<p>•&nbsp;<strong>&#8220;Il&nbsp;</strong><strong>r</strong><strong>itmo della&nbsp;</strong><strong>g</strong><strong>entilezza&#8221;</strong>, con&nbsp;<strong>esperienze, racconti e momenti di danza</strong>&nbsp;insieme al Gruppo Sportivo Non Vedenti di Vicenza e alla scuola di danza Dance For You;</p>



<p>•&nbsp;<strong>Uncinetto&nbsp;</strong><strong>g</strong><strong>entile</strong><em>,&nbsp;</em><strong>laboratorio creativo e inclusivo</strong>&nbsp;con piccoli doni fatti a mano a cura del gruppo &#8220;Teniamo il Punto&#8221; della Cooperativa Sociale Piano Infinito;</p>



<p>•&nbsp;<strong>Ogni goccia conta</strong>, installazione partecipativa proposta da Fidas Vicenza ODV;</p>



<p>Alle ore 16 verrà inaugurata la&nbsp;<strong>mostra fotografica</strong>&nbsp;<strong>&#8220;I colori della vita&#8221;</strong>&nbsp;dell&#8217;artista Loretta Doro, un percorso tra immagini e stati d&#8217;animo.</p>



<p>Alle ore 20.30&nbsp;<strong>spettacolo teatrale</strong>&nbsp;a ingresso gratuito&nbsp;<strong>&#8220;Donna ti voglio cantare&#8221;</strong>, promosso dall&#8217;Associazione Donatori Sangue &#8220;Cav. Pietro Trevisan&#8221;, con la compagnia teatrale &#8220;Gli Scordati&#8221;. Regia, adattamenti e testo di Stefano Chiolo.</p>



<p><strong>Le associazioni&nbsp;</strong><strong>gentili che collaborano a Gentilezza in Villa&nbsp;</strong>sono Pro Loco Alte Montecchio,Coldiretti Vicenza Campagna Amica, Associazione Donatori Sangue &#8220;Cav. Pietro Trevisan&#8221;, Fidas Vicenza, Rete Biblioteche Vicentine.</p>



<p><strong>Tutte le attività della giornata sono a ingresso libero.</strong></p>



<p><strong>Vicenza Capitale Nazionale di Costruiamo Gentilezza&nbsp;</strong><strong>2026&nbsp;</strong>è un percorso che si sta sviluppando con iniziative ed eventi in tutto il territorio vicentino. Coordinato dalla Provincia di Vicenza, conta sulla collaborazione di circa 57 Comuni gentili vicentini (in continua crescita), delle associazioni gentili vicentine e dell’associazione nazionale Costruiamo Gentilezza. Gode del patrocinio del Consiglio Regionale del Veneto.</p>



<p></p>
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		<title>Partita a Scacchi di Marostica, è arrivato il patrocinio del Ministero della Cultura </title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 14:59:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Marostica]]></category>
		<category><![CDATA[partita]]></category>
		<category><![CDATA[patrocinio]]></category>
		<category><![CDATA[scacchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MAROSTICA, 10 GIUGNO –   È un momento straordinario per la Partita a Scacchi di Marostica a personaggi viventi e per l&#8217;Associazione Pro Marostica che la organizza. Due riconoscimenti importanti, arrivati a poca distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, segnano una tappa decisiva nel percorso di crescita e professionalizzazione di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>MAROSTICA, 10 GIUGNO –   È un momento straordinario per la <strong>Partita a Scacchi di Marostica a personaggi viventi </strong>e per <strong>l&#8217;Associazione Pro Marostica</strong> che la organizza. Due riconoscimenti importanti, arrivati a poca distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, segnano una tappa decisiva nel percorso di crescita e professionalizzazione di uno degli spettacoli più amati e attesi d&#8217;Italia.</p>



<p>Il primo è il&nbsp;<strong>patrocinio del Ministero della Cultura</strong>, ottenuto per l&#8217;edizione 2026 della Partita a Scacchi — in programma il 4, 5, 11 e 12 settembre. Un riconoscimento che consacra lo spettacolo tra le grandi produzioni dello spettacolo dal vivo italiano, confermandone il valore culturale e la rilevanza nazionale.</p>



<p>Il secondo è il&nbsp;<strong>riconoscimento della personalità giuridica dell&#8217;Associazione Pro Marostica</strong>, disposto dalla Prefettura. Nelle motivazioni del provvedimento, la Prefettura ha rilevato espressamente come l&#8217;Associazione abbia dimostrato, nel corso degli anni,&nbsp;<em>«capacità organizzativa, solidità economica e rilevanza culturale tali da porla in posizione peculiare nel panorama locale della promozione territoriale»</em>, sottolineando la complessità delle attività svolte, la consistenza del patrimonio gestito e la solidità delle relazioni istituzionali intrattenute. Il riconoscimento è stato definito&nbsp;<em>«il naturale approdo di un percorso di crescita che ha progressivamente trasformato l&#8217;Associazione in un soggetto di rilevanza pubblica e promotore dell&#8217;immagine di Marostica a livello nazionale»</em>.</p>



<p>«I grandi risultati si conquistano — commenta soddisfatto il presidente dell&#8217;Associazione Pro Marostica, <strong>Simone Bucco</strong>. — Sono stati anni di crescita, investimenti, innovazioni e cambiamenti, e abbiamo lavorato perché anche la macchina organizzativa avesse radici profonde, in prospettiva futura. La cosa che ci inorgoglisce di più? Il riconoscimento della solidità dell&#8217;Associazione, un unicum nel panorama delle Pro Loco: segno che qualcosa di concreto abbiamo costruito. La Partita a Scacchi di Marostica è un patrimonio vivo.»</p>



<p>L&#8217;Associazione Pro Marostica, in convenzione con il Comune di Marostica, gestisce il Castello Inferiore e la Cinta Muraria, assicurandone l&#8217;apertura al pubblico, i servizi di accoglienza turistica e i laboratori didattici per le scuole.</p>



<p>La Partita a Scacchi di Marostica a personaggi viventi 2026, opera di Mirko Vucetich, è promossa e realizzata da&nbsp;<strong>Associazione Pro Marostica</strong>, con la collaborazione e il patrocinio della&nbsp;<strong>Città di Marostica</strong>, con il patrocinio del&nbsp;<strong>Ministero della Cultura</strong>&nbsp;&nbsp;e il contributo della&nbsp;<strong>Regione del Veneto</strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>Provincia di Vicenza</strong>.</p>



<p><em>Main sponsor:</em>&nbsp;BCC Veneta (Gruppo BCC Iccrea) |&nbsp;<em>Official sponsor:</em>&nbsp;Fieramente, Vimar |&nbsp;<em>Sponsor:</em>&nbsp;Pizzato Elettrica, Pedon, Gruppo UmTools, Busa Group, GP Impianti, Folber, Minuzzo |&nbsp;<em>Media partner:</em>&nbsp;RTL 102.5 Hit Radio</p>



<p><strong>Prevendite disponibili&nbsp;&nbsp;su&nbsp;</strong><a href="http://www.marosticascacchi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.marosticascacchi.it</a></p>



<p><strong><u>LA PARTITA A SCACCHI DI MAROSTICA A PERSONAGGI VIVENTI</u></strong></p>



<p><strong>Venerdì 4 settembre 2026, ore 21</strong></p>



<p><strong>Sabato 5 settembre 2026, ore 21</strong></p>



<p><strong>Venerdì 11 settembre 2026, ore 21</strong></p>



<p><strong>Sabato 12 settembre 2026, ore 21</strong></p>



<p><strong><u>CARTELLA STAMPA: COMUNICATI, IMMAGINI, VIDEO</u></strong></p>



<figure class="wp-block-embed"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://bit.ly/PartitaScacchi2026
</div></figure>



<p><strong>Informazioni:</strong><br>Associazione Pro Marostica – Piazza Castello 1 – Marostica</p>



<p>t. 0424.72127 –&nbsp;<a href="javascript:window.mailto({mailto:'info@marosticascacchi.it', subject: ''})">info@marosticascacchi.it</a>&nbsp;–&nbsp;<a href="http://www.marosticascacchi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.marosticascacchi.it</a></p>



<p><strong>Ufficio stampa Associazione Pro Marostica:</strong></p>



<p>Mabi Comunicazione – Mara Bisinella – t. 339.6783954 –&nbsp;<a href="javascript:window.mailto({mailto:'mara.bisinella@mabicomunicazione.com', subject: ''})">mara.bisinella@mabicomunicazione.com</a></p>



<p>IN ALLEGATO: Simone Bucco con il maestro Valeriano Chiaravalle, autore della nuova colonna sonora dello spettacolo &nbsp;&#8211; La Partita a Scacchi di Marostica a personaggi viventi&nbsp;</p>
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		<title>Al via l&#8217;Estate cornedese: ricco cartellone di eventi e il clou con la Book Week!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:35:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Musica, teatro, libri e attività per bambini dal 6 giugno al 10 luglio 2026. Il Sindaco Lanaro: «Una rassegna diffusa che valorizza la nostra comunità e il territorio». Con l’approvazione ufficiale da parte della Giunta Comunale della delibera, prende ufficialmente<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/al-via-lestate-cornedese-ricco-cartellone-di-eventi-e-il-clou-con-la-book-week/">Al via l&#8217;Estate cornedese: ricco cartellone di eventi e il clou con la Book Week!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p><strong>Musica, teatro, libri e attività per bambini dal 6 giugno al 10 luglio 2026. Il Sindaco Lanaro: «Una rassegna diffusa che valorizza la nostra comunità e il territorio».</strong></p>



<p>Con l’approvazione ufficiale da parte della Giunta Comunale della delibera, prende ufficialmente il via “<strong>Cultura estate cornedese”</strong>, la rassegna estiva promossa dalla Biblioteca e dall’Ufficio Cultura che animerà il territorio nei mesi di giugno e luglio 2026. Il cartellone di appuntamenti, che si svilupperà&nbsp;<strong>dal 6 giugno al 10 luglio 2026</strong>, spazia tra concerti musicali, spettacoli teatrali, incontri letterari e attività divulgative pensate per tutte le fasce d&#8217;età. Tutti gli eventi in programma sono a&nbsp;<strong>entrata libera</strong>.</p>



<p><a></a>L’iniziativa punta sulla partecipazione attiva e sulla valorizzazione del patrimonio locale, coinvolgendo in modo diffuso i quartieri, le frazioni e i parchi di Cornedo Vicentino.</p>



<p>«Questa rassegna rappresenta un&#8217;importante occasione di promozione culturale e un forte segnale di vitalità per tutta la nostra comunità», dichiara il&nbsp;<strong>Sindaco di Cornedo Vicentino, Francesco Lanaro</strong>. «Attraverso un programma variegato che tocca diversi luoghi simbolo del nostro comune, dalla Chiesa di Cereda alle piazze del centro, fino a Muzzolon e Villa Trissino, vogliamo favorire la socialità e l&#8217;incontro tra i cittadini. Molti di questi appuntamenti sono possibili grazie alla preziosa collaborazione e al lavoro gratuito delle associazioni e dei volontari locali, che ringrazio profondamente per il costante impegno nel rendere vivo il nostro territorio».</p>



<p><strong>Il programma definitivo degli appuntamenti</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sabato 6 giugno (ore 20:30):</strong> Presso la Chiesa di S. Andrea a Cereda, concerto d’apertura con il Coro Valle Fiorita insieme al coro finlandese &#8220;Con Amore&#8221;.</li>



<li><strong>Mercoledì 10 giugno (ore 20:30):</strong> A Villa Trissino, incontro culturale con Dino Bressan dal titolo &#8220;San Francesco: un uomo nel segno della pace&#8221;.</li>



<li><strong>Giovedì 11 giugno (ore 20:45):</strong> In via Michelin a Muzzolon, appuntamento con la rassegna &#8220;Teatro in casa&#8221;: in scena lo spettacolo &#8220;I racconti della marantega&#8221; con Valentina Brusaferro e Martina Pittarello.</li>



<li><strong>Venerdì 12 giugno:</strong>
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ore 16:30:</strong> Al Parco Pretto, letture animate per bambini con Lavinia Agosti.</li>



<li><strong>Ore 20:30:</strong> Alla Chiesa di S. Andrea a Cereda, presentazione della IIª edizione del volume &#8220;Sant&#8217;Andrea Apostolo di Cereda&#8221;, dello storico Cirillo Crosara, con la presentazione a cura del Prof. Trevisan e di Fornasa.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Sabato 13 giugno (ore 17:00):</strong> Al Parco Pretto (in Municipio in caso di maltempo), &#8220;BEBEethoven &#8211; Piccoli concerti per piccoli spettatori&#8221; con la compagnia teatrale Panta Rhei sas.</li>



<li><strong>Martedì 16 giugno (ore 17:30):</strong> A Villa Trissino, &#8220;Lettura spiritosa&#8221; con Laura Paron per ragazzi tra i 9 e gli 11 anni (fine ciclo elementari e 1ª media).</li>



<li><strong>Mercoledì 17 giugno (ore 20:15):</strong> A Villa Trissino, letture espressive &#8220;Non ti manchi mai la gioia&#8221; e &#8220;Ambulatorio 7&#8221; con il gruppo Cercatori di Gioia.</li>



<li><strong>Dal 19 al 21 giugno:</strong> Presso la Sala San Giovanni, tre giorni di incontri e rassegne con la <strong>&#8220;Book Week&#8221;</strong>, dove gli autori incontreranno i lettori.</li>



<li><strong>Sabato 20 giugno (ore 9:30):</strong> In Piazza Aldo Moro, appuntamento con gli scacchi per la 1ª Tappa del Grand Prix delle Terre Venete, a cura del Ciricolo Scacchi Cornedo.</li>



<li><strong>Sabato 4 luglio (ore 20:30):</strong> Nel centro storico, concerto della Banda cittadina di Cornedo Vicentino dal titolo &#8220;Note di mezza estate&#8221;.</li>



<li><strong>Venerdì 10 luglio (ore 20:30):</strong> In Piazzetta S. Nicolò, grande chiusura con l&#8217;inaugurazione del Restauro della Fontana, accompagnata dal concerto del Complesso Bandistico di Muzzolon e del Comitato Benefico Carnevale Cornedese.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Il fenomeno underground che sta crescendo sotto gli occhi di Vicenza</title>
		<link>https://www.tviweb.it/dietro-un-parcheggio-sta-nascendo-una-delle-scene-culturali-piu-vive-di-vicenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 14:08:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Anita Guelfi Un parcheggio, della musica e una moltitudine di persone che muovono la testa a ritmo. A un primo sguardo potrebbe sembrare una scena qualsiasi di una serata estiva in periferia. In realtà, per chi conosce Vicenza e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Di Anita Guelfi</p>



<p>Un parcheggio, della musica e una moltitudine di persone che muovono la testa a ritmo. A un primo sguardo potrebbe sembrare una scena qualsiasi di una serata estiva in periferia. In realtà, per chi conosce Vicenza e le sue sottoculture musicali, quello spazio rappresenta qualcosa di molto più significativo: un punto di incontro, un laboratorio creativo a cielo aperto e, soprattutto, una comunità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1014" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-14.22.12-1024x1014.jpeg" alt="" class="wp-image-367840" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-14.22.12-1024x1014.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-14.22.12-421x417.jpeg 421w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-14.22.12-100x99.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-14.22.12-846x838.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-14.22.12.jpeg 1170w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Mercoledì 27 maggio Rimerie Vicentine, una delle realtà più giovani e dinamiche del panorama culturale vicentino, ha celebrato i suoi tre anni di attività con una serata speciale all&#8217;insegna della convivialità, della musica e di ciò che sa fare meglio: il freestyle.</p>



<p>Nata nel 2023 dall&#8217;iniziativa di un gruppo di appassionati, Rimerie Vicentine si è posta fin dall&#8217;inizio un obiettivo semplice ma ambizioso: creare un luogo di aggregazione stabile per chi ama il freestyle rap. In una città dove spesso le occasioni di incontro legate alla cultura Hip Hop sono sporadiche o frammentate, il collettivo ha saputo costruire nel tempo un appuntamento costante, capace di attirare persone provenienti non solo da Vicenza, ma da tutto il Veneto e, in alcune occasioni, anche da altre regioni.</p>



<p>In tre anni la community è cresciuta in modo significativo, intrecciando rapporti con numerose realtà italiane dedicate all&#8217;improvvisazione rap. I membri di Rimerie partecipano regolarmente a eventi, contest e jam organizzati in altre città, contribuendo a creare una rete di relazioni che supera i confini provinciali. È proprio questa capacità di fare comunità uno degli aspetti più interessanti del progetto: un gruppo autogestito che continua a espandersi grazie alla partecipazione spontanea di chi ne fa parte.</p>



<p>A distinguere Rimerie Vicentine da molte altre realtà simili è anche la varietà di influenze che convivono al suo interno. Se il freestyle affonda le proprie radici nella cultura Hip Hop, tra i partecipanti si incontrano sensibilità musicali molto diverse: c&#8217;è chi arriva dal rap classico, chi dalla trap, chi dall&#8217;underground contemporaneo e chi porta riferimenti provenienti da generi apparentemente lontani. Il risultato è un ambiente creativo in continua trasformazione, dove linguaggi differenti si incontrano e si contaminano.</p>



<p>Ogni mercoledì sera il gruppo si ritrova dietro la zona commerciale di Schiavotto, lungo la Marosticana. Qui prende forma il consueto torneo settimanale: gli iscritti vengono inseriti in un tabellone organizzato direttamente sul posto e si sfidano in una serie di confronti basati su modalità e tecniche di improvvisazione differenti. A decretare i vincitori non è soltanto una giuria, che cambia di settimana in settimana, ma anche il pubblico presente, chiamato a esprimere il proprio giudizio e a contribuire all&#8217;andamento della serata.</p>



<p>Ridurre tutto questo a una semplice competizione, però, sarebbe fuorviante. Chi frequenta Rimerie sa che l&#8217;aspetto agonistico convive con una forte dimensione sociale. Le persone arrivano per mettersi alla prova, certo, ma anche per ascoltare, confrontarsi e trascorrere del tempo insieme. In un periodo storico in cui molti spazi di aggregazione spontanea stanno scomparendo, il valore di luoghi come questo appare ancora più evidente.</p>



<p>Non è un caso che il regolamento pubblico del collettivo ponga particolare attenzione al rispetto reciproco. «Ti accorgi di qualche comportamento strano? Parlane subito con qualcuno. Non stai bene? Chiedi aiuto, vogliamo un clima sereno per tutti. Per noi, rispetto e amicizia sono fondamentali». Parole che raccontano una realtà spesso distante dagli stereotipi che ancora accompagnano il freestyle e la cultura rap. Rimerie Vicentine si definisce infatti uno spazio aperto, contrario a qualsiasi forma di discriminazione e impegnato a garantire un ambiente accogliente per chiunque desideri partecipare.</p>



<p>La crescente attenzione ricevuta negli ultimi anni dimostra come il progetto abbia ormai conquistato un posto riconoscibile all&#8217;interno della scena culturale cittadina. Durante l&#8217;estate il collettivo sarà presente in numerosi festival e manifestazioni musicali del territorio. Tra gli appuntamenti più attesi figurano l&#8217;apertura del concerto della Sugo Gang al Lumen Festival il 26 giugno e la tappa vicentina del circuito Botte Da Orbi, prevista a settembre presso Parco Fornaci.</p>



<p>Più che un semplice ritrovo settimanale, Rimerie Vicentine rappresenta oggi un esempio di come una passione condivisa possa trasformarsi in una comunità reale, capace di creare relazioni, occasioni culturali e nuovi spazi di espressione. Se quest&#8217;estate vi capiterà di incrociare uno dei loro eventi, fermatevi qualche minuto ad ascoltare. Potreste scoprire che, dietro a un parcheggio e a qualche base musicale, si nasconde una delle esperienze collettive più vive della città.</p>



<p></p>
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		<title>Fabbrica Arte: Arianna Marcolin – “Buio all’arrivo: il primo accende le luci”</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 14:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 5 al 7 giugno 2026, dalle 21.00 alle 24.00, alle Officine Lavinoss ad Arcugnano&#160; La fabbrica si spegne. E poi si riaccende. Ma in un altro modo. Con l’arte. Nel momento in cui la giornata di lavoro si conclude<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong><em>Dal 5 al 7 giugno 2026, dalle 21.00 alle 24.00, alle Officine Lavinoss ad Arcugnano&nbsp;</em></strong></p>



<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>La fabbrica si spegne. E poi si riaccende. Ma in un altro modo. Con l’arte.</p>



<p>Nel momento in cui la giornata di lavoro si conclude e le macchine si fermano, la fabbrica cambia ritmo. Cala la notte. Le luci si riaccendono e lo spazio si rivela sotto una forma inattesa. Non più soltanto luogo di produzione, ma ambiente di relazione, attraversamento, scoperta.</p>



<p>Dal 5 al 7 giugno 2026, dalle ore 21.00 alle 24.00, Officine Lavinoss apre le sue porte all’anteprima estiva di <strong>Fabbrica Arte</strong>, il progetto che trasforma lo spazio produttivo in luogo di esperienza culturale. La mostra personale di <strong>Arianna Marcolin</strong>, “Buio all’arrivo: il primo accende le luci”, inaugura una nuova fase del percorso, anticipando l’evento diffuso che animerà il distretto industriale di Sant’Agostino a settembre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli appuntamenti</h2>



<h3 class="wp-block-heading">La mostra sarà accompagnata da una serie di incontri pensati per approfondire il dialogo tra arte, impresa e territorio.</h3>



<h3 class="wp-block-heading">Venerdì 5 giugno alle ore 21.00 si terrà la presentazione della mostra con l’artista Arianna Marcolin e la curatrice Giovanna Grossato, moderata dal direttore artistico de La Piccionaia, Carlo Presotto. A seguire, l’opening della mostra inaugurerà ufficialmente il percorso espositivo all’interno degli spazi produttivi di Officine Lavinoss.</h3>



<h3 class="wp-block-heading">Sabato 6 e domenica 7 giugno, alle ore 23.00, il pubblico potrà partecipare all’Incontro con l’Artista, un appuntamento condotto da Carlo Presotto insieme ad Arianna Marcolin e Giovanna Grossato. Tra opere, racconto e riflessioni, si approfondirà il rapporto tra arte contemporanea e paesaggio industriale.</h3>



<h3 class="wp-block-heading">L’Incontro con l’Artista è a posti limitati e su prenotazione.</h3>



<h3 class="wp-block-heading">Il progetto Fabbrica Arte</h3>



<p>La fabbrica come luogo di relazione e di senso. Fabbrica Arte nasce con un’intenzione chiara: attivare un dialogo nuovo tra impresa e territorio attraverso il linguaggio dell’arte. Non si tratta semplicemente di ospitare opere in uno spazio industriale, ma di mettere in discussione la separazione tra lavoro e vita, tra produzione e cultura.</p>



<p>Le fabbriche nei distretti industriali sono spesso percepite come architetture funzionali, spazi chiusi che, al termine dell’orario lavorativo, si svuotano e diventano silenziosi. Presenze fisiche nel paesaggio, ma prive di relazione con il mondo che le circonda. Fabbrica Arte interviene proprio in questa separazione: riapre la fabbrica nelle ore in cui il lavoro è assente trasformando la chiusura in tempo di presenza.&nbsp;</p>



<p>Il progetto prende forma nel 2023 alle Officine Lavinoss, impresa di carpenteria metallica che per prima ha scelto di aprire il proprio stabilimento all’arte. Qui si sviluppa un percorso espositivo che mantiene intatta l’identità industriale del luogo, ma ne modifica la percezione. La tensione tra opere e contesto produttivo genera una qualità nuova: concreta e simbolica insieme.</p>



<p>Con la direzione creativa di <strong>Saverio Sbalchiero</strong>, l’organizzazione de <strong>La Piccionaia</strong>, Centro di Produzione Teatrale,&nbsp; la curatela artistica di <strong>Giovanna Grossato</strong>, la direzione artistica di <strong>Mauro Zocchetta</strong>, la direzione di produzione di <strong>Fabio Rigodanza</strong>, il progetto si presenta come un’esperienza condivisa in cui convergono e dialogano diverse visioni e professionalità.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">La mostra: Arianna Marcolin</h3>



<p>Protagonista di questa anteprima estiva è <strong>Arianna Marcolin</strong>, giovane artista nata a Schio nel 1998, formatasi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, con un percorso che intreccia pittura, grafica d’arte ed editoria.</p>



<p>I suoi lavori raccontano oggetti, interni domestici sospesi, atmosfere filtrate dalla luce. La figura umana è quasi sempre assente, ma suggerita nello sguardo che osserva. Il suo stile intimista evoca silenzio, attesa, vuoto fertile: momenti in cui il fare si sospende per lasciare spazio al pensiero.</p>



<p>Qualcosa di simile accade anche in Officine Lavinoss Fabbrica Arte: per un intero fine settimana di primavera la fabbrica spegne le luci dell’attività quotidiana e libera lo spazio del lavoro per destinarlo all’arte. Dal buio emerge un’altra possibilità.</p>



<p>La mostra sarà visitabile <strong>dal 5 al 7 giugno 2026, dalle 21.00 alle 24.00</strong>, presso Officine Lavinoss, Via Leonardo da Vinci 17, zona industriale Sant’Agostino, Arcugnano (Vicenza).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Verso settembre</h3>



<p>La mostra di giugno è un’anteprima estiva: un primo accendersi di luci in attesa dell’evento diffuso di settembre prossimo, quando Fabbrica Arte si aprirà ad altre imprese e ad altri linguaggi, dalla musica alle arti performative, coinvolgendo più luoghi del distretto industriale.</p>



<p>Fabbrica Arte cresce come esperienza allargata e condivisa, primo passo verso un orizzonte più ampio: fare del distretto industriale un territorio culturale riconoscibile, dove lavoro, comunità e arte tornano a dialogare.</p>



<p>A settembre la fabbrica si riaccenderà ancora. E questa volta non sarà sola.</p>



<p></p>
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		<title>“Alcide De Gasperi e il voto alle donne: cittadinanza e democrazia” alla Fondazione di Storia</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VICENZA, 3 GIUGNO &#8211; L’80° anniversario della Festa della Repubblica, quest’anno alla consueta cerimonia in piazza dei Signori, unisce una nutrita serie di iniziative collaterali organizzate dalla Prefettura in collaborazione con il Comune. Tra queste, quella che si svolgerà venerdì<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p></p>



<p>VICENZA, 3 GIUGNO &#8211; L’80° anniversario della Festa della Repubblica, quest’anno alla consueta cerimonia in piazza dei Signori, unisce una nutrita serie di iniziative collaterali organizzate dalla Prefettura in collaborazione con il Comune.</p>



<p>Tra queste, quella che si svolgerà <strong>venerdì 5 giugno, alle 17.30</strong>, a Palazzo Giustiniani Baggio, sede della <strong>Fondazione di Storia</strong>, in contrà San Francesco 41,dove avrà luogo l’incontro su <strong>“Alcide De Gasperi e il voto alle donne: cittadinanza e democrazia”,</strong> con la relazione di <strong>Giorgia Miazzo</strong>, presidente del Centro studi Grandi Migrazioni, il cui intervento verrà introdotto dal presidente del Comitato scientifico della Fondazione, <strong>Egidio Ivetic</strong>.</p>



<p>«Ancor prima del diritto di voto del 1946 – spiega la scrittrice, divulgatrice e giornalista, -, l&#8217;emancipazione femminile nel nostro Paese è passata per i sentieri della fatica, del lavoro e delle migrazioni. Lo scopo di questo incontro è quello di riscoprire e mettere in rilievo il cammino di milioni di lavoratrici che sono rimaste invisibili nella storia ufficiale. Alla lungimiranza di Alcide De Gasperi, che fu tra i principali artefici e sostenitori del suffragio universale, dobbiamo la nascita di una democrazia compiuta in Italia».</p>



<p>Tema &#8211; quello che verrà trattato alla Fondazione presieduta da Paolo Scaroni &#8211; che è stato sottolineato anche del prefetto di Vicenza, Filippo Romano, presentando le celebrazioni per questo significativo anniversario della Festa della Repubblica: «La vera unità d’Italia – ha detto &#8211; fu raggiunta solo quando le donne italiane poterono esercitare per la prima volta il loro diritto al voto».&nbsp;</p>



<p>L&#8217;ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.</p>
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		<title>Un’orchestra di 150 studenti di Arzignano e Barbarano-Mossano pronta a scatenare il Teatro comunale di Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 06:39:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 5 giugno alle 19.30 uno straordinario evento che vedrà protagonisti giovani studenti di due istituti comprensivi ad indirizzo musicale della provincia berica Vicenza, 2 giugno 2026. Sarà una giornata memorabile quella di venerdì 5 giugno al Teatro comunale di<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/unorchestra-di-150-studenti-di-arzignano-e-barbarano-mossano-pronta-a-scatenare-il-teatro-comunale-di-vicenza/">Un’orchestra di 150 studenti di Arzignano e Barbarano-Mossano pronta a scatenare il Teatro comunale di Vicenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<p></p>



<p><strong><em>Il 5 giugno alle 19.30 uno straordinario evento che vedrà protagonisti giovani studenti di due istituti comprensivi ad indirizzo musicale della provincia berica</em></strong></p>



<p><strong><em>Vicenza, 2 giugno 2026</em></strong>. Sarà una giornata memorabile quella di venerdì 5 giugno al Teatro comunale di Vicenza dove, grazie alla collaborazione tra Fidas Vicenza e gli istituti comprensivi ad indirizzo musicale di Barbarano-Mossano ed Arzignano, andrà in scena un evento unico nel suo genere a livello regionale, se non addirittura nazionale.</p>



<p>“I migliori anni della nostra vita. Le più belle canzoni della musica italiana”, infatti, vedrà protagonisti i giovani studenti vicentini, che si esibiranno nell’esecuzione di nove arrangiamenti dei migliori successi della musica italiana predisposti dai prof. Fabio Ferrante e Giulio Filotto e sotto la direzione dei prof. Fabio Ferrante e Giuseppe Derrio.</p>



<p>Durante il concerto, presentato dall’attrice vicentina Alessia Bartolomucci, verrà eseguito ufficialmente per la prima volta l’inno nazionale Fidas, frutto del lavoro congiunto dei due istituti scolastici vicentini e vincitore, in occasione della finale del concorso “A scuola di dono”, del primo posto.</p>



<p>“Violini, flauti traversi, sassofoni, chitarre, pianoforti e percussioni riscalderanno l’accogliente Teatro comunale di Vicenza – spiega il prof. Fabio Ferrante, direttore dell’imponente orchestra – e i rispettivi insegnanti di strumento accompagneranno i giovani nel corso dell’importante concerto. L’evento, che prevede l’ingresso su invito, è davvero straordinario per il numero di componenti dell’orchestra e per la loro giovane età. Probabilmente si tratta di una performance unica nel suo genere a livello regionale, se non addirittura sul panorama nazionale”.</p>



<p>A scuola ci si può anche divertire. “Gli studenti coinvolti nell’iniziativa – spiegano i docenti interpreti del percorso formativo – hanno iniziato a preparare questo evento parecchi mesi fa, con la stesura degli arrangiamenti e l’organizzazione della serata. E, successivamente, hanno iniziato a prepararsi ciascuno per la propria parte”.</p>



<p>La serata, promossa da Fidas Vicenza, gode del patrocinio della Regione Veneto, della Provincia e dei Comuni di Barbarano Mossano e Arzignano, nonché dei due istituti comprensivi coinvolti nell’iniziativa formativa.</p>



<p>Entusiasta il presidente di Fidas Vicenza, Mariano Morbin commenta: “Grazie alla vittoria al concorso Fidas “A scuola di dono” si rafforza un importante legame tra la nostra Associazione e i due istituti ad indirizzo musicale della provincia di Vicenza. Un importante legame che ci permette di arrivare ai giovani ed alle loro famiglie, attraverso il ruolo strategico degli educatori, per trasmettere l’importanza del dono del sangue. Attraverso la musica, quindi, riusciamo a sensibilizzare i giovani rispetto a valori quali il dono del sangue e l&#8217;altruismo”.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="728" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/locandina-1-728x1024.jpg" alt="" class="wp-image-367669" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/locandina-1-728x1024.jpg 728w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/locandina-1-296x417.jpg 296w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/locandina-1-1092x1536.jpg 1092w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/locandina-1-100x141.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/locandina-1-846x1190.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/locandina-1-1184x1665.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/locandina-1.jpg 1414w" sizes="auto, (max-width: 728px) 100vw, 728px" /></figure>
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		<title>I quindicimila passi: gli studenti IUAV raccontano il paesaggio industriale all’Ex Centrale di Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 19 maggio è stata inaugurata una mostra temporanea curata dagli studenti dell’Università IUAV di Venezia. L’esposizione è ospitata al primo piano dell’Ex Centrale e presenta le restituzioni fotografiche e multimediali realizzate da un gruppo di studenti sotto la<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo scorso 19 maggio è stata inaugurata una mostra temporanea curata dagli studenti dell’Università IUAV di Venezia. L’esposizione è ospitata al primo piano dell’Ex Centrale e presenta le restituzioni fotografiche e multimediali realizzate da un gruppo di studenti sotto la guida del docente e sociologo Guido Borelli, come esito finale di un percorso didattico sviluppato nell’arco dell’intero semestre accademico.</p>



<p>Il progetto rappresenta anche la conclusione di <strong>Aula Aperta!</strong>, iniziativa ideata da Mersida Nevrataj, Pietro Carra e Guido Borelli e promossa dal Comune di Vicenza. Il percorso ha previsto un ciclo di cinque incontri aperti al pubblico, svolti tra marzo e maggio proprio negli spazi della Centrale, che oggi ospita la mostra finale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-2-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-367616" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-2-768x1024.jpeg 768w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-2-313x417.jpeg 313w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-2-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-2-100x133.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-2-846x1128.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-2-1184x1579.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-2.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il tema: i 15.000 passi di Trevisan</h3>



<p>Il filo conduttore dell’esposizione accompagna il visitatore attraverso fotolibri, poster interattivi e installazioni, ed è ispirato alla pratica della deambulazione descritta da Vitaliano Trevisan, scrittore vicentino, nel romanzo <em>I quindicimila passi</em>.</p>



<p>Il testo, proposto agli studenti come lettura propedeutica all’inizio del semestre, si concentra sulla dimensione mentale dell’autore e, soprattutto, sull’ambiente della provincia veneta industriale che fa da sfondo e da contrappunto ai suoi percorsi a piedi.</p>



<p>Gli studenti hanno così ripercorso parte dell’itinerario di Trevisan, camminando da Cavazzale fino all’Ex Centrale, lungo un tratto significativo della Strada Marosticana. Un paesaggio definito da ambienti difficili e poco ospitali per il pedone, descritti anche come “solo veleno e cancrena urbanistica”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-1-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-367617" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-1-1024x682.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-1-626x417.jpeg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-1-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-1-100x67.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-1-846x564.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-1-1184x789.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-1.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Ricerca sul territorio e restituzione artistica</h3>



<p>Attraverso un lavoro di esplorazione urbana, gli studenti hanno attraversato aree residenziali, capannoni dismessi e luoghi dimenticati, raccogliendo materiali visivi e sonori. Immagini, registrazioni e fotogrammi sono stati successivamente rielaborati in fase di post-produzione, con il supporto dei docenti, fino alla definizione delle opere finali oggi esposte.</p>



<p>Il risultato è una restituzione che unisce ricerca, narrazione e linguaggi multimediali, restituendo una lettura critica del paesaggio contemporaneo della provincia veneta industriale.</p>



<p>La mostra è rimasta aperta al pubblico fino al 31 maggio presso l’Ex Centrale, in Via G. Medici 96.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-367619" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-1024x682.jpeg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-626x417.jpeg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-100x67.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-846x564.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43-1184x789.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.43.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.44-1-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-367620" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.44-1-768x1024.jpeg 768w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.44-1-313x417.jpeg 313w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.44-1-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.44-1-100x133.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.44-1-846x1128.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.44-1-1184x1579.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-28-at-11.21.44-1.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
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		<title>Noventa &#8211; Il restauro del Modernissimo al vaglio del Ministero della Cultura. Veronese: “Passaggio decisivo per la rinascita”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 10:14:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[BASSO VICENTINO - AREA BERICA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giornata di incontri istituzionali quella di ieri a Roma per l’Amministrazione comunale di Noventa Vicentina, impegnata prima a Montecitorio e poi al Ministero della Cultura, dove si è tenuto un incontro tecnico per la presentazione del progetto di restauro e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Giornata di incontri istituzionali quella di ieri a Roma per l’Amministrazione comunale di Noventa Vicentina, impegnata prima a Montecitorio e poi al Ministero della Cultura, dove si è tenuto un incontro tecnico per la presentazione del progetto di restauro e riqualificazione del Teatro Modernissimo.</p>



<p>L’appuntamento rappresenta un passaggio chiave dell’iter amministrativo: dopo l’autorizzazione al progetto e l’approvazione della scheda tecnica da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali di Verona, competente per il territorio, restava infatti l’ultimo livello di valutazione presso il Ministero della Cultura.</p>



<p>Il progetto riguarda il Teatro Modernissimo, edificio di grande valore storico e artistico e punto di riferimento culturale e sociale per la comunità di Noventa Vicentina, per il quale si punta a un intervento complessivo di recupero e valorizzazione.</p>



<p>Nel corso della trasferta romana, il sindaco di Noventa Vicentina, Mattia Veronese, ha espresso soddisfazione per l’avanzamento dell’iter: <strong>“Il nostro teatro, per il suo valore artistico e storico e per il ruolo sociale e culturale che rappresenta per la comunità, merita un’attenzione particolare. Siamo fiduciosi che questo passaggio al Ministero possa avvicinarci concretamente alla sua rinascita”</strong>.</p>



<p>Un ringraziamento è stato rivolto all’onorevole Silvio Giovine, deputato vicentino, per il sostegno nel seguire l’iter ministeriale, e alla struttura tecnica del Ministero della Cultura per aver ricevuto il sindaco e l’architetto Seraglio dell’Ufficio Tecnico comunale, consentendo il deposito della documentazione e la presentazione del progetto.</p>



<p>Ora l’Amministrazione comunale attende l’esito della valutazione ministeriale, con l’obiettivo di arrivare al via libera definitivo per la realizzazione dell’intervento.</p>
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		<title>Vicenza, talento al Pigafetta: il sindaco Possamai premia il campione delle lingue classiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 09:09:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, ha ricevuto a Palazzo Trissino Vittorio Pietro Bonanno, studente della classe quinta del liceo classico “Pigafetta”, vincitore della XIV edizione dei Campionati nazionali delle lingue e civiltà classiche, concorso promosso dal Ministero dell’Istruzione per<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, ha ricevuto a Palazzo Trissino Vittorio Pietro Bonanno, studente della classe quinta del liceo classico “Pigafetta”, vincitore della XIV edizione dei Campionati nazionali delle lingue e civiltà classiche, concorso promosso dal Ministero dell’Istruzione per valorizzare lo studio e il pensiero degli autori antichi.</p>



<p>L’incontro si è svolto nella sede comunale il 28 maggio 2026 e ha rappresentato un momento di riconoscimento pubblico per l’importante traguardo raggiunto dal giovane studente vicentino, appassionato di greco.</p>



<p>Bonanno è stato accompagnato nell’occasione dalla famiglia, dalla sua professoressa, dal dirigente scolastico del liceo e dalla consigliera comunale Benedetta Ghiotto.</p>



<p>Il sindaco Possamai si è congratulato personalmente con lo studente per lo straordinario risultato, augurandogli un futuro ricco di ulteriori soddisfazioni e successi nel percorso di studi.</p>
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		<title>Pechino, oltre 540.000 visitatori per la mostra su Andrea Palladio al Museo Nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 16:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa con oltre 540.000 visitatori la mostra “Geometria, armonia e vita. L’architettura di Andrea Palladio dall’antico al classico” ospitata presso il Museo Nazionale di Pechino. L’esposizione, promossa dall’Ambasciata d’Italia a Pechino e dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino,<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Si è conclusa con oltre <strong>540.000 visitatori</strong> la mostra <em>“Geometria, armonia e vita. L’architettura di Andrea Palladio dall’antico al classico”</em> ospitata presso il <strong>Museo Nazionale di Pechino</strong>. L’esposizione, promossa dall’<strong>Ambasciata d’Italia a Pechino</strong> e dall’<strong>Istituto Italiano di Cultura di Pechino</strong>, in collaborazione con il <strong>Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio / Palladio Museum di Vicenza</strong> e l’<strong>Istituto della Enciclopedia Italiana – Treccani</strong>, si è affermata come uno dei più importanti eventi culturali italiani in Cina degli ultimi anni e tra le principali mostre dedicate a Palladio negli ultimi decenni.</p>



<p>Inaugurata alla presenza dei Ministri della Cultura italiano e cinese, <strong>Alessandro Giuli</strong> e <strong>Sun Yeli</strong>, la mostra è stata curata da <strong>Donata Battilotti</strong> (Università di Udine), <strong>Guido Beltramini</strong> (CISAAP), <strong>Massimo Bray</strong> (Treccani) e <strong>Fernando Marías</strong> (Universidad Autónoma de Madrid), coinvolgendo numerose istituzioni dei due Paesi. Tra i prestatori figurano il Palladio Museum, i Musei Civici e la Biblioteca Bertoliana di Vicenza, i Musei Civici di Bassano del Grappa, il Complesso Monumentale della Pilotta di Parma e la Biblioteca Nazionale della Cina.</p>



<p>Per la prima volta il pubblico cinese ha potuto approfondire la figura di <strong>Andrea Palladio</strong>, protagonista della storia dell’architettura occidentale, attraverso un allestimento dello <strong>Studio Cibic</strong> pensato per il dialogo tra cultura italiana e cinese. L’esposizione ha incluso opere del Museo Nazionale della Cina e il progetto fotografico di <strong>Lois Conner</strong>, dedicato ai paesaggi palladiani del Veneto.</p>



<p>In occasione della mostra è stato realizzato un catalogo trilingue (italiano, cinese e inglese) edito da Treccani, con contributi dei principali studiosi internazionali, prima grande pubblicazione di riferimento su Palladio in Cina.</p>



<p>“Come vicentino e a nome di tutto il consiglio di amministrazione – ha dichiarato <strong>Edoardo Demo</strong>, presidente del CISA Andrea Palladio – sono soddisfatto del successo della mostra e convinto che sia solo l’inizio di nuove collaborazioni con la Cina. Un ringraziamento al consiglio scientifico, allo staff, a <strong>Lino Dainese</strong> e <strong>Federico Faggin</strong> per il sostegno, e all’ambasciatore <strong>Massimo Ambrosetti</strong>, senza il quale la mostra non sarebbe esistita. Il ministro Alessandro Giuli l’ha definita «un capolavoro di diplomazia culturale»”.</p>



<p>Il programma proseguirà con la mostra <em>Chinese Voices on Palladio</em>, in programma il <strong>10 luglio 2026</strong> al <strong>Tsinghua Art Museum di Pechino</strong>, curata dal Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e dalla Scuola di Architettura della Tsinghua University, in collaborazione con Treccani.<audio autoplay=""></audio></p>
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		<title>Lumen Festival 2026, a Vicenza torna la grande musica: da Marco Castello ai Marlene Kuntz, arriva anche il CaterRaduno di Rai Radio2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 13:35:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[FOOD & DRINK]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA & SPETTACOLO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 18 al 28 giugno Vicenza torna il Lumen Festival 2026, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate veneta. La tredicesima edizione animerà ancora una volta Campo Marzo con concerti, dj set, talk, workshop, street food e iniziative culturali. Tra i<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Dal 18 al 28 giugno Vicenza torna il Lumen Festival 2026, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate veneta. La tredicesima edizione animerà ancora una volta Campo Marzo con concerti, dj set, talk, workshop, street food e iniziative culturali.</p>



<p>Tra i protagonisti annunciati figurano Marco Castello, Marlene Kuntz, okgiorgio, Ele A, Tutti Fenomeni, Sugo Gang e Casino Royale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Lumen Festival ospita il CaterRaduno</h3>



<p>La grande novità del 2026 sarà l’arrivo del CaterRaduno, storico raduno della trasmissione Caterpillar condotta da Sara Gambotti e Massimo Cirri.</p>



<p>Dal 18 al 21 giugno il festival ospiterà quattro giornate di eventi gratuiti tra concerti, spettacoli di stand-up comedy, sport, incontri e iniziative culturali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Marlene Kuntz gratis il 19 giugno</h3>



<p>Tra gli appuntamenti principali spicca il concerto gratuito dei Marlene Kuntz in programma venerdì 19 giugno. La band celebrerà i trent’anni dell’album “Il Vile”, disco simbolo del rock alternativo italiano degli anni Novanta.</p>



<p>In apertura saliranno sul palco i Sì! Boom! Voilà!, progetto noise-punk formato da Roberta Sammarelli dei Verdena, N.A.I.P., Giulio Ragno Favero, Davide Lasala e Giulia Formica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Marco Castello protagonista il 20 giugno</h3>



<p>Sabato 20 giugno il palco principale sarà affidato a Marco Castello, uno dei cantautori più apprezzati della nuova scena italiana. Il musicista siciliano porterà dal vivo i brani del nuovo album “Quaglia Sovversiva” insieme ai pezzi più conosciuti del suo repertorio.</p>



<p>Ad aprire la serata sarà Nico Arezzo, reduce dall’esibizione al Concertone del Primo Maggio di Roma.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tutti Fenomeni, Ele A e Promessa</h3>



<p>Dopo la pausa del 22 e 23 giugno, il festival riprenderà mercoledì 24 con il concerto di Tutti Fenomeni, nome d’arte di Giorgio Quarzo Guarascio. L’artista presenterà anche il recente lavoro “Lunedì”, prodotto da Giorgio Poi.</p>



<p>In apertura spazio ai le irossa.</p>



<p>Giovedì 25 giugno sarà invece dedicato al rap italiano con Ele A e Promessa. Sul palco anche la rapper vicentina Nyiama e il padovano Gio Fog, vincitore dell’Underdog Contest.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Reunion speciale della Sugo Gang</h3>



<p>Venerdì 26 giugno andrà in scena l’unica reunion live della Sugo Gang, gruppo vicentino protagonista dell’esplosione della trap italiana tra il 2017 e il 2018.</p>



<p>Sul palco torneranno insieme Mambolosco, Nashley, Edo Fendy, Kerim e il produttore Nardi.</p>



<p>La serata sarà completata da uno show di freestyle delle Rimerie Vicentine e dal dj set “Back To 2016”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chiusura con Casino Royale</h3>



<p>Sabato 27 giugno spazio all’elettronica con okgiorgio e Nashley, seguiti dall’afterparty curato dal collettivo vicentino èora.</p>



<p>Gran finale domenica 28 giugno con ingresso a offerta libera e il concerto dei Casino Royale, che celebreranno il trentesimo anniversario dell’album “Sempre più vicini”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Musica, sostenibilità e cultura</h3>



<p>Dal 2013 il Lumen Festival è diventato uno degli eventi simbolo dell’estate vicentina. Negli anni sul palco sono saliti artisti come Madame, Bresh, Coma_Cose, Ghemon e M¥SS KETA.</p>



<p>Oltre ai concerti, il festival proporrà workshop e incontri dedicati a sostenibilità, diritti, cultura e imprenditoria giovanile.</p>



<p>Grande attenzione anche all’ambiente grazie alla collaborazione con Un Posto in Cui Tornare: previsti raccolta differenziata, utilizzo di materiali biodegradabili e promozione della mobilità sostenibile.</p>



<p>I biglietti giornalieri costano 12 euro più diritti di prevendita, mentre l’abbonamento completo è disponibile a 49 euro più prevendita. Alcune serate saranno gratuite o a offerta libera.</p>



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		<title>Vicenza tra “Il diavolo veste Prada 2”, Bowie e Moretti: chiude maggio la maratona de I Martedì al Cinema (a 4 euro)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 13:58:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA - SERIE TV]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA ARTE]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiude martedì 26 maggio a Vicenza e provincia l’appuntamento con I Martedì al Cinema, l’iniziativa che ogni settimana propone il biglietto a 4 euro nelle sale aderenti. L’ultimo martedì del mese diventa così un nuovo viaggio sul grande schermo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Si chiude martedì 26 maggio a Vicenza e provincia l’appuntamento con <em>I Martedì al Cinema</em>, l’iniziativa che ogni settimana propone il biglietto a 4 euro nelle sale aderenti. L’ultimo martedì del mese diventa così un nuovo viaggio sul grande schermo tra film d’autore, grandi ritorni e storie capaci di attraversare generi e linguaggi differenti.</p>



<p>L’iniziativa è promossa dalla Regione del Veneto in collaborazione con la Federazione Italiana Cinema d’Essai (FICE) delle Tre Venezie e l’Unione Interregionale Triveneta AGIS, con l’obiettivo di valorizzare la sala cinematografica come luogo di incontro, partecipazione e scoperta. Anche per questa chiusura di stagione, la programmazione propone un’offerta ampia tra produzioni indipendenti, cinema d’autore e nuove uscite.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vicenza, una programmazione tra icone pop e classici italiani</h3>



<p>Al Cinema Odeon la giornata si apre alle 16.15 con <em>“Il diavolo veste Prada 2”</em> (USA, 2026) di David Frankel. Miranda Priestly, storica direttrice di <em>Runway</em>, affronta una nuova fase della sua vita e carriera tra crisi dell’editoria, cambiamenti del settore moda e una dimensione personale in evoluzione, tra rapporti familiari e scelte sul futuro.</p>



<p>Alle 18.15 spazio al documentario in versione originale sottotitolata <em>“Bowie &#8211; The Final Act”</em> (USA, 2025) di Jonathan Stiasny, che ripercorre gli ultimi trent’anni della carriera di David Bowie, tra crisi creative, rinascite artistiche e l’approdo finale a <em>Blackstar</em>, pubblicato poco prima della sua morte.</p>



<p>Chiusura alle 20.45 con il cinema italiano e <em>“Bianca”</em> (Italia, 1984) di Nanni Moretti. Il film segue Michele Apicella, giovane professore di matematica ossessionato dall’osservazione dei comportamenti umani, che intreccia la propria vita con quella della collega Bianca in un racconto tra analisi, solitudine e relazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le altre sale tra fantascienza, animazione e cinema d’autore</h3>



<p>Al Cinema Spazio Roma la programmazione si apre alle 14.40 con <em>“Amarga Navidad”</em> (Spagna, 2026) di Pedro Almodóvar, seguito alle 16.45 da <em>“Pecore sotto copertura”</em> (2026), alle 18.50 da <em>“Star Wars &#8211; The Mandalorian and Grogu”</em> (USA, 2026) e alle 21.15 da <em>“Michael”</em> (USA, 2026) di Antoine Fuqua.</p>



<p>Al Multisala Metropolis di Bassano del Grappa, alle 17.40 e 20.00, è in programma <em>“Il caso 137”</em> (Francia, 2025) di Dominik Moll, storia di un’indagine interna alla polizia francese su un caso di violenza durante una manifestazione.</p>



<p>Al Cinema Busnelli di Dueville, alle 15.30 e 20.45, spazio a <em>“Un cane a processo”</em> (Francia, 2024) di Laetitia Dosch, mentre al Multisala Starplex di Marano Vicentino alle 18.30 chiude la rassegna <em>“Io non ti lascio solo”</em> (Italia, 2026) di Fabrizio Cattani.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Biglietto unico e informazioni</h3>



<p>Il costo del biglietto è fissato a 4 euro. In caso di multisala è consigliato verificare in anticipo quali proiezioni rientrano nell’iniziativa. La prenotazione dei posti è facoltà riservata alla gestione delle singole sale.</p>



<p>Per informazioni: Unione Interregionale Triveneta AGIS, tel. 049 8750851, <a>agis3ve@agistriveneto.it</a>, <a href="http://www.agistriveneto.it">www.agistriveneto.it</a>.</p>



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