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	<title>CULTURA | TViWeb</title>
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		<title>“Non è stata la mano di Dio”: al Teatro Astra uno spettacolo su legalità e memoria per don Peppe Diana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 10:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>VICENZA – Giovedì 21 maggio 2026, alle ore 21.00, il Teatro Astra ospita “Non è stata la mano di Dio” del Teatro dei Cipis, evento inserito nella Giornata della Legalità e dedicato alla memoria di don Peppe Diana e al tema dell’impegno civile contro la criminalità organizzata.</p>



<p>Lo spettacolo rappresenta l’ultimo appuntamento fuori abbonamento della stagione Terrestri 25/26 ed è parte della programmazione di Bill, Biblioteca della Legalità del Comune di Vicenza. L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Comitato don Peppe Diana e la partecipazione dell’associazione Libera.</p>



<p>La serata sarà introdotta da Paola Cortiana di Bill e dall’avvocato Igor Brunello del foro di Vicenza, che proporrà un inquadramento giuridico dei temi trattati. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Vicenza e con la Fondazione Avvocato Gaetano Zilio Grandi ed è valido ai fini dei crediti deontologici per gli iscritti all’Ordine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Lo spettacolo</h3>



<p>“Non è stata la mano di Dio” è un racconto teatrale articolato in nove capitoli, simbolicamente rappresentati come “nove mani di colore”. Al centro della narrazione c’è il 19 marzo 1994, data dell’omicidio di don Peppe Diana a Casal di Principe, figura simbolo della lotta alla camorra.</p>



<p>A raccontare la storia è Beppe, membro della comunità segnato per sempre da quel giorno, anche fisicamente. Attraverso la sua memoria, lo spettacolo ripercorre il contesto sociale e civile in cui si inserì l’impegno del sacerdote, accostandolo ad altre figure come don Pino Puglisi, Oscar Romero e don Tonino Bello.</p>



<p>Il protagonista restituisce anche la complessità di quegli anni, tra coraggio civile e tentativi di delegittimazione, ricordando la denuncia della camorra come presenza strutturale nel territorio e la successiva macchina del fango costruita per colpire l’azione di don Diana.</p>



<p>Scritto e interpretato da Corrado la Grasta, lo spettacolo è una produzione Teatro dei Cipis con il patrocinio del Comitato don Peppe Diana. L’obiettivo è custodire e trasmettere la memoria storica, soprattutto alle nuove generazioni, affinché il sacrificio del sacerdote resti testimonianza viva di responsabilità civile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La compagnia Teatro dei Cipis</h3>



<p>Il Teatro dei Cipis nasce nel 2006 dall’iniziativa di Corrado la Grasta e Giulia Petruzzella come associazione dedicata alla formazione e alla produzione teatrale, con un forte legame con il teatro civile e il racconto della realtà.</p>



<p>La Grasta, formatosi in Scienze della Comunicazione con una tesi sul teatro di narrazione di Marco Paolini, ha firmato lavori come “M120XM90 spettacolo ad una voce” (semifinalista al Premio Scenario/Ustica 2007), “Piedi Sporchi” (2012, dedicato a don Tonino Bello) e “Non è stata la mano di Dio”.</p>



<p>Petruzzella, attrice ed educatrice teatrale, ha studiato ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce e al Teatro Kismet di Bari, sviluppando anche un percorso pedagogico e formativo legato al Teatro dell’Oppresso di Augusto Boal e alla Dance e Teatrability.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Accesso e biglietti</h3>



<p>Per chi raggiunge il Teatro Astra in auto è attivo il progetto AstraCar, servizio di car sharing tra spettatori per ridurre traffico e impatto ambientale, con iscrizione tramite canale Telegram dedicato.</p>



<p>I biglietti sono disponibili con le seguenti tariffe:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>intero: 15 euro</li>



<li>ridotto under 30, over 65 ed enti convenzionati: 13 euro</li>



<li>gruppi (minimo 10 persone): 10 euro</li>



<li>studenti scuole superiori: 7 euro</li>
</ul>



<p>Agli avvocati partecipanti saranno riconosciuti tre crediti formativi in materia non obbligatoria, con registrazione tramite portale Sferabit.</p>



<p>Per informazioni: <a href="http://www.teatroastra.it">www.teatroastra.it</a>, Teatro Astra – Contrà Barche 55, Vicenza, tel. 0444 323725, email <a>info@teatroastra.it</a>.</p>



<p></p>
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		<title>Vicenza Jazz 2026: Redman, Galván e Leonhart tra Coltrane e Miles in un festival diffuso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 15:55:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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<p><em>Dal 19 al 20 maggio al Teatro Comunale due appuntamenti chiave della XXX edizione tra jazz contemporaneo, contaminazioni e grandi omaggi ai maestri del Novecento</em></p>



<p>La XXX edizione di Vicenza Jazz entra nel vivo con due serate centrali in programma il 19 e 20 maggio, che al Teatro Comunale Città di Vicenza mettono in scena il dialogo tra eredità del jazz e nuove traiettorie contemporanee. Un’edizione che celebra i 100 anni di Miles Davis, senza dimenticare l’altro grande anniversario del 2026: quello di John Coltrane.</p>



<p>Il 19 maggio arriva uno degli appuntamenti più attesi: il concerto del sassofonista statunitense Joshua Redman, figura di riferimento del jazz moderno e già ospite del festival dopo diversi anni di assenza. Classe 1969, originario di Berkeley e figlio d’arte, Redman è considerato tra i più influenti interpreti della scena contemporanea, capace di fondere tradizione e linguaggi attuali mantenendo un forte legame con la matrice del jazz classico.</p>



<p>Sul palco presenta <em>Words Fall Short</em>, secondo lavoro pubblicato per Blue Note nel 2025 e primo capitolo discografico con la nuova formazione: Paul Cornish al pianoforte, Philip Norris al contrabbasso e Nazir Ebo alla batteria. Il disco raccoglie composizioni originali rimaste a lungo senza una collocazione definitiva, nate in un percorso di scrittura e ripensamento artistico.</p>



<p>Redman descrive il progetto come un lavoro costruito sul dialogo tra musicisti con forte identità individuale, uniti dalla capacità di improvvisare in modo collettivo. Le ispirazioni letterarie sono molteplici: da Cormac McCarthy a W.G. Sebald, fino a Kurt Vonnegut e Yiyun Li. Proprio il romanzo <em>Where Reasons End</em> è alla base della title track, riflessione sul linguaggio e sui suoi limiti nel raccontare l’incomprensibile.</p>



<p>Il sassofonista sottolinea come il disco affronti emozioni contrastanti — nostalgia, perdita, ricerca e determinazione — dentro un tempo storico segnato da domande profonde sul rapporto tra umanità e tecnologia. Una visione che resta dichiaratamente umanista, centrata sulla “zona d’ombra” delle parole e su ciò che non può essere ridotto a calcolo.</p>



<p>Il giorno successivo, 20 maggio, ancora al Comunale, il festival cambia registro con <em>New Sketches of Spain</em>, progetto che reinterpreta liberamente il capolavoro di Miles Davis e Gil Evans del 1960. Un lavoro multidisciplinare che unisce musica e danza, affidato al coreografo spagnolo Israel Galván, tra i principali innovatori del flamenco contemporaneo, e al trombettista newyorkese Michael Leonhart con il suo ensemble.</p>



<p>Leonhart, noto per le collaborazioni con artisti come David Byrne, Bill Frisell, Donny McCaslin ed Elvis Costello, porta sul palco una visione trasversale del jazz, in dialogo con linguaggi pop e sperimentali. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con le Settimane Musicali al Teatro Olimpico.</p>



<p>La XXX edizione di Vicenza Jazz, in programma dal 15 al 25 maggio, si sviluppa come festival diffuso tra alcuni dei luoghi simbolo della città — dal Teatro Olimpico alla Basilica Palladiana, fino a Villa Almerico Capra detta La Rotonda e il Cimitero Maggiore — con una programmazione che include prime italiane, produzioni originali e progetti multidisciplinari.</p>



<p>Tra gli artisti protagonisti figurano, oltre a Redman e Leonhart, nomi come Makaya McCraven, Barbara Hannigan, Mary Halvorson, Uri Caine, Billy Cobham, Paolo Fresu, Lakecia Benjamin, Enrico Rava e Fabrizio Bosso, in un cartellone che supera i dieci giorni di eventi.</p>



<p>Il festival, prodotto dal Comune di Vicenza in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, conferma la sua natura internazionale e diffusa, con concerti all’alba, performance notturne e appuntamenti nei musei, oltre ai tradizionali format dell’“Happy Hour” e dell’“After Hour”.</p>



<p>Un’edizione che mette al centro il dialogo tra memoria e innovazione, tra due giganti del jazz come Miles Davis e John Coltrane, riletti attraverso le voci del presente.</p>
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		<title>Minacce e insulti omofobi all’ex sacerdote veronese che vive con il compagno alle Canarie, denuncia dopo proiettili e scritte offensive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 09:48:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un caso di intimidazioni e insulti a sfondo omofobo ha coinvolto don Giuliano Costalunga, ex sacerdote veronese oggi legato alla Chiesa Vetero-Cattolica Riformata e residente tra Italia e Canarie con il compagno. La vicenda, riportata dal Corriere del Veneto, è<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Un caso di intimidazioni e insulti a sfondo omofobo ha coinvolto don Giuliano Costalunga, ex sacerdote veronese oggi legato alla Chiesa Vetero-Cattolica Riformata e residente tra Italia e Canarie con il compagno. La vicenda, riportata dal <em>Corriere del Veneto</em>, è stata denunciata ai carabinieri dopo una serie di episodi avvenuti davanti alla sua abitazione in Val Tramigna.</p>



<p>Tra il 15 e il 16 maggio, ignoti avrebbero lasciato nella rete del cancello di casa fogli con insulti omofobi e la fotografia di due proiettili. Nello stesso periodo è stato anche danneggiato uno striscione della comunità religiosa “Bethlehem &#8211; La Casa del Pane”, attiva nella sua abitazione.</p>



<p>Costalunga ha presentato denuncia per minacce e danneggiamenti, riferendo di sentirsi in pericolo e collegando gli episodi a un clima di ostilità seguito alla diffusione di un comunicato della Curia di Verona che ricordava la sua uscita dallo stato clericale e la scomunica per scisma.</p>



<p>L’ex sacerdote, che vive alle Canarie con il compagno Paolo e continua a svolgere attività religiosa e lavorativa anche in Italia, ha annunciato anche una querela contro il vescovo di Verona per presunta diffamazione e violazione della privacy.</p>



<p>Il caso ha riacceso il dibattito su episodi di odio e discriminazione: nelle sue dichiarazioni Costalunga sottolinea di aver vissuto momenti di forte paura e chiede una presa di distanza netta contro ogni forma di violenza e minaccia.</p>
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		<title>Vicenza punta sul Teatro romano di Berga: il progetto del Museo Archeologico in gara per un finanziamento da 40mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 12:49:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Teatro romano di Berga torna protagonista a Vicenza grazie a un progetto di riallestimento del Museo Naturalistico Archeologico che punta a valorizzare i reperti dell’antico monumento, oggi scomparso. L’iniziativa partecipa all’edizione 2026 di “#Volotea4Veneto”, il concorso promosso in collaborazione<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Il Teatro romano di Berga torna protagonista a Vicenza grazie a un progetto di riallestimento del Museo Naturalistico Archeologico che punta a valorizzare i reperti dell’antico monumento, oggi scomparso. L’iniziativa partecipa all’edizione 2026 di “#Volotea4Veneto”, il concorso promosso in collaborazione con Gruppo SAVE e Regione Veneto per sostenere le eccellenze culturali del territorio.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/D4245MiglioranzafotoArmellini.jpg" alt="" class="wp-image-366152" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/D4245MiglioranzafotoArmellini.jpg 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/D4245MiglioranzafotoArmellini-626x417.jpg 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/D4245MiglioranzafotoArmellini-100x67.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/D4245MiglioranzafotoArmellini-846x564.jpg 846w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il progetto vicentino, intitolato “Vicenza città di teatri. La riscoperta del Teatro romano di Berga”, è stato presentato questa mattina a Palazzo Balbi, sede della Regione Veneto, insieme ad altri tre progetti in gara. Il vincitore sarà scelto attraverso il voto online del pubblico e otterrà un contributo di 40mila euro.</p>



<p>Per partecipare alla votazione è necessario collegarsi al sito ufficiale del concorso, <a href="http://www.volotea4veneto.com">www.volotea4veneto.com</a>, e selezionare il progetto dedicato al Teatro romano di Berga. Le votazioni resteranno aperte dall’8 maggio al 10 giugno. Tra tutti i partecipanti sarà inoltre estratto un voucher Volotea del valore di 1.000 euro.</p>



<p>Alla presentazione hanno preso parte, per il Comune di Vicenza, l’assessore alla Cultura, al Turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin, la direttrice dei Musei Civici Valeria Cafà e la conservatrice della sezione archeologica del Museo Naturalistico Archeologico Valentina Donadel. Presenti anche Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione Veneto e assessore a Turismo, Lavoro e Sicurezza, Giuliano Vantaggi della Direzione Turismo e Marketing Territoriale regionale, Valeria Rebasti di Volotea e Camillo Bozzolo del Gruppo SAVE.</p>



<p>«Lo sviluppo turistico e culturale della nostra città passa attraverso l’accoglienza e il rinnovamento delle nostre sedi museali – ha dichiarato l’assessore Ilaria Fantin –. Questo progetto ci permette di fare un altro passo avanti per le collezioni del Museo Naturalistico Archeologico e per trasformare una testimonianza come quella del Teatro di Berga in un moderno allestimento per il futuro della città, per i turisti e per il grande lavoro di didattica che il Museo sta portando avanti. Invitiamo tutti a sostenere il nostro progetto».</p>



<p>L’iniziativa punta a riportare al centro della narrazione cittadina uno dei più importanti monumenti dell’antica Vicetia romana. Il Teatro di Berga, infatti, rappresenta un elemento fondamentale della storia urbana di Vicenza e avrebbe anche ispirato Andrea Palladio nella progettazione del Teatro Olimpico.</p>



<p>Il progetto prevede la valorizzazione delle statue e degli elementi decorativi in marmo conservati nelle sale del Museo Naturalistico Archeologico attraverso restauri, ricostruzioni 3D, storytelling digitale e nuovi apparati grafici e narrativi. L’obiettivo è accompagnare i visitatori alla scoperta del teatro romano e della Vicenza di oltre duemila anni fa.</p>



<p>Tra gli interventi previsti figurano il ripristino delle superfici decorative e scultoree, il rinnovamento dell’allestimento museale e una nuova illuminazione studiata per esaltare la plasticità delle sculture e ricreare l’effetto scenico dell’antico teatro.</p>



<p>Il Teatro romano di Berga, costruito a partire dalla prima metà del I secolo dopo Cristo e completato in età claudia, fu successivamente modificato nel II secolo, soprattutto nell’apparato decorativo. Le sue strutture furono riutilizzate nei secoli successivi come fondamenta per nuovi edifici e ancora oggi il profilo curvilineo della cavea è riconoscibile nell’assetto urbanistico di Borgo Berga.</p>



<p>Di particolare valore il patrimonio conservato nel museo cittadino: statue e sculture marmoree dedicate alla celebrazione della dinastia Giulio-Claudia, tra cui un ritratto di Augusto, due statue femminili attribuite probabilmente ad Agrippina Minore e Antonia Minore, una statua loricata e un busto maschile forse raffigurante Nerone nelle vesti di Giove, con il volto volutamente mutilato in un antico esempio di cancellazione della memoria politica.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="509" height="778" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/Screenshot2026-05-08145208.png" alt="" class="wp-image-366151" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/Screenshot2026-05-08145208.png 509w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/Screenshot2026-05-08145208-273x417.png 273w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/Screenshot2026-05-08145208-100x153.png 100w" sizes="(max-width: 509px) 100vw, 509px" /></figure>
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		<title>&#8220;Joyful Voice&#8221;: il coro Arsamanda porta l&#8217;energia del Gospel (e non solo) a Vicenza</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2026 10:24:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Due appuntamenti imperdibili nel mese di maggio vedranno protagonista la formazione corale diretta da Paola Burato. Un viaggio musicale che promette di emozionare e coinvolgere il pubblico berico. VICENZA – La musica torna a farsi comunità con il doppio appuntamento<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p><strong>Due appuntamenti imperdibili nel mese di maggio vedranno protagonista la formazione corale diretta da Paola Burato. Un viaggio musicale che promette di emozionare e coinvolgere il pubblico berico.</strong></p>



<p id="p-rc_21d4079fa5542faf-29"><strong>VICENZA</strong> – La musica torna a farsi comunità con il doppio appuntamento concertistico intitolato <strong>&#8220;Joyful Voice&#8230; non solo Gospel!&#8221;</strong>, promosso dall&#8217;Associazione Culturale Artistica <strong>Arsamanda &#8211; L&#8217;Arte da Amare! APS</strong><sup></sup>. La manifestazione, che gode del supporto di ASAC Veneto e dell&#8217;Associazione Diabetici Vicenza, si preannuncia come un evento di grande spessore artistico e solidale<sup></sup>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p>Il mini-tour cittadino toccherà due diverse zone di Vicenza, offrendo l&#8217;opportunità di ascoltare il coro in contesti acustici suggestivi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Domenica 17 maggio 2026 alle ore 17:30:</strong> il primo concerto si terrà presso la <strong>Chiesa della Santa Famiglia e San Lazzaro</strong>.</li>



<li><strong>Domenica 24 maggio 2026 alle ore 17:00:</strong> la replica avrà luogo nella <strong>Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice</strong> in località Saviabona.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p id="p-rc_21d4079fa5542faf-32">Sotto la guida attenta della direttrice artistica <strong>Paola Burato</strong>, il <strong>Coro Arsamanda</strong> salirà sul palco accompagnato da un cast di professionisti<sup></sup>. A dare ulteriore risalto alle armonie vocali saranno i vocalist <strong>Alessandro Colombo Scarmin</strong> e <strong>Mery Schiavo</strong>, mentre la conduzione della serata sarà affidata a <strong>Maurizia Piva Silovich</strong><sup></sup>.</p>



<p>L&#8217;energia della performance sarà sostenuta da una band dal vivo composta da musicisti d&#8217;eccezione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Davide Brolati</strong> alla tastiera.</li>



<li><strong>Paolo Cervino</strong> alla chitarra.</li>



<li><strong>Claudio Marchetti</strong> alle percussioni.</li>



<li><strong>Pier Brigo</strong> al basso.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p id="p-rc_21d4079fa5542faf-37">Come suggerisce il titolo, il programma non si limiterà ai classici del repertorio Gospel. Il coro Arsamanda è noto per la capacità di spaziare tra generi diversi, mantenendo sempre quel carattere &#8220;gioioso&#8221; e vibrante che è diventato il suo marchio di fabbrica<sup></sup>. Sarà un&#8217;occasione per vivere la musica come momento di condivisione e bellezza, celebrando l&#8217;arte in tutte le sue forme<sup></sup>.</p>



<p id="p-rc_21d4079fa5542faf-38">L&#8217;ingresso agli eventi rappresenta non solo un piacere per l&#8217;udito, ma anche un sostegno alle attività culturali di un&#8217;associazione che da anni opera con dedizione sul territorio vicentino<sup></sup>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-29-at-21.14.22-724x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-366146" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-29-at-21.14.22-724x1024.jpeg 724w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-29-at-21.14.22-295x417.jpeg 295w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-29-at-21.14.22-1086x1536.jpeg 1086w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-29-at-21.14.22-100x141.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-29-at-21.14.22-846x1197.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-04-29-at-21.14.22.jpeg 1131w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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		<title>“Essere avvocati. L’avvocatura vicentina e i suoi protagonisti dal XV secolo all’età contemporanea”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 08:20:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 15 maggio alle 18 al Teatro Olimpico, l’Ordine degli avvocati di Vicenza presenta Il volume di Carlo Bazzani, edito da Marsilio. «Un lungo, lunghissimo viaggio che parte dalla dedizione di Vicenza alla Repubblica di San Marco e arriva sino<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>Venerdì 15 maggio alle 18 al Teatro Olimpico, l’Ordine degli avvocati di Vicenza presenta Il volume di Carlo Bazzani, edito da Marsilio.</strong></p>



<p>«Un lungo, lunghissimo viaggio che parte dalla dedizione di Vicenza alla Repubblica di San Marco e arriva sino ai giorni nostri, attraversando gli anni rivoluzionari e napoleonici, quelli della dominazione austriaca, l’unità d’Italia, i due conflitti mondiali e la ricostruzione postbellica».</p>



<p>Carlo Bazzani, dottore di ricerca in Storia moderna, sintetizza così il volume, di cui è autore, che verrà presentato venerdì 15 maggio alle 18 al Teatro Olimpico. “Essere avvocati. L’avvocatura vicentina e i suoi protagonisti dal XV secolo all’età contemporanea”, è infatti un rigoroso racconto della storia vicentina che si snoda lungo oltre sei secoli, visto anche tramite il cammino dell’avvocatura, intrecciando, dalle origini quattrocentesche fino all’età contemporanea, la storia della professione con quella della città e delle sue istituzioni.</p>



<p>A portare il saluto ufficiale sarà il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, seguito dal presidente dell’Ordine degli avvocati, Alessandro Moscatelli.</p>



<p>Il giornalista Gian Marco Mancassola condurrà il primo panel di interventi che vedrà coinvolti, oltre all’autore e al professor Edoardo Demo, presidente del Cisa che ha scritto la prefazione, tre ex presidenti dell’Ordine: Fabio Mantovani, Anna Pase e Lucio Zarantonello.</p>



<p>Il secondo panel, condotto dal giornalista Marino Smiderle, coinvolgerà Giovanni Bertacche &#8211; presidente dell’associazione Toghe d’oro, Wilma Nassi &#8211; prima donna a far parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, Paolo Mele &#8211; Toga d’oro – penalista, Mario Calgaro &#8211; Toga d’oro e Laura Gaspari &#8211; vincitore del premio Caprara nel 2025.</p>



<p>Anche attraverso le loro testimonianze verrà disegnata l’evoluzione di una comunità professionale che ha accompagnato i mutamenti politici, sociali e culturali del territorio. Nel foro, nelle istituzioni e nella vita della città, gli avvocati sono stati dapprima protagonisti della costruzione della legalità e poi interpreti delle trasformazioni della società e custodi di un patrimonio di valori che attraversa le epoche.</p>



<p>«Aver voluto raccontare questo percorso &#8211; – sottolinea Moscatelli -, significa voler ricordare gli avvocati che nel corso dei secoli, in un territorio come quello vicentino, hanno saputo essere espressione dell’evoluzione di una società, dei suoi valori e delle sue aspirazioni. Questa non è soltanto la storia dell’avvocatura vicentina, ma il racconto di un ruolo pubblico, di una comunità fatta di donne e di uomini, idee, battaglie civili e profondo senso della giustizia».</p>
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		<title>“PACE, PACE, PACE!”: a Vicenza il Medioevo racconta chi si oppose alla guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 08:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio nel Medioevo per riflettere sul presente e sul significato della pace in un mondo ancora attraversato dai conflitti. È questo il filo conduttore di “PACE, PACE, PACE! Donne e uomini contro la guerra nel Medioevo”, il nuovo volume<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Un viaggio nel Medioevo per riflettere sul presente e sul significato della pace in un mondo ancora attraversato dai conflitti. È questo il filo conduttore di “PACE, PACE, PACE! Donne e uomini contro la guerra nel Medioevo”, il nuovo volume dello storico Ermanno Orlando, che sarà presentato giovedì 14 maggio alle 18 nella sede della Fondazione di Storia, a Palazzo Giustiniani Baggio in Contrà San Francesco 41, a Vicenza.</p>



<p>Pubblicato da Il Mulino nel 2026, il libro prende il titolo dall’implorazione rivolta da Francesco Petrarca ai potenti del suo tempo e racconta le figure che, tra il X e il XV secolo, si opposero alla guerra e alle logiche della sopraffazione.</p>



<p>L’incontro si aprirà con i saluti dell’assessore alla cultura del Comune di Vicenza, Ilaria Fantin, seguiti dall’intervento del presidente del Comitato scientifico della Fondazione di Storia, Egidio Ivetic. A dialogare con l’autore sarà Francesco Bianchi, docente dell’Università eCampus.</p>



<p>Il volume nasce anche dall’osservazione delle tensioni contemporanee. Come sottolinea Orlando, il conflitto tra civiltà, culture e religioni non ha mai smesso di accompagnare la storia dell’umanità. Nel libro trovano spazio i movimenti medievali per la pace promossi dalla Chiesa, come quello delle “paci di Dio”, sostenuto da vescovi riuniti in sinodi e concili, considerati tra i primi tentativi organizzati di limitare le guerre nel Medioevo.</p>



<p>L’autore richiama anche il pensiero di Sant&#8217;Agostino, che elaborò il concetto di “guerra giusta”, intesa come male necessario per ristabilire la giustizia nel rispetto di precisi vincoli etici. Temi che, secondo Orlando, restano di strettissima attualità.</p>



<p>«La pace è silenzio e vuoto contro il fragore della guerra – osserva lo storico –. Per la guerra esiste una vasta produzione letteraria e scientifica, mentre la pace spesso sembra non avere una storia o una dignità narrativa. Eppure uomini e donne hanno avuto il coraggio di opporsi alle logiche della violenza, proponendo ideali e pratiche che parlano ancora oggi al nostro presente».</p>
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		<title>La 1000 Miglia torna a Vicenza: sfilata di auto storiche tra corso Palladio e piazza dei Signori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 13:50:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La “corsa più bella del mondo” torna nel cuore di Vicenza. Lunedì 9 giugno la quarantquattresima rievocazione storica della 1000 Miglia attraverserà la città berica con oltre 400 vetture storiche in gara e le 120 Ferrari del Ferrari Tribute, trasformando<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>La “corsa più bella del mondo” torna nel cuore di Vicenza. Lunedì 9 giugno la quarantquattresima rievocazione storica della 1000 Miglia attraverserà la città berica con oltre 400 vetture storiche in gara e le 120 Ferrari del Ferrari Tribute, trasformando il centro storico in un autentico museo viaggiante a cielo aperto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="525" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliaedizioneprecedenteacVicenza-1024x525.png" alt="" class="wp-image-365943" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliaedizioneprecedenteacVicenza-1024x525.png 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliaedizioneprecedenteacVicenza-626x321.png 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliaedizioneprecedenteacVicenza-100x51.png 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliaedizioneprecedenteacVicenza-846x434.png 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliaedizioneprecedenteacVicenza.png 1170w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L’evento, inserito nel tradizionale percorso Brescia-Roma-Brescia che anticipa il centenario della competizione nato nel 1927, porterà a Vicenza alcuni dei modelli automobilistici più iconici e prestigiosi del mondo, insieme a piloti, imprenditori, giornalisti internazionali e appassionati provenienti da numerosi Paesi.</p>



<p>L’annuncio ufficiale è stato dato a Palazzo Trissino dall’assessore allo sport e ai grandi eventi Leone Zilio insieme ad Aldo Bonomi, Beatrice Saottini, Luigi Battistolli, Mauro Peruzzi e Marco Peruzzi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="525" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliaepocamarzottoPeruzzi-1024x525.png" alt="" class="wp-image-365944" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliaepocamarzottoPeruzzi-1024x525.png 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliaepocamarzottoPeruzzi-626x321.png 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliaepocamarzottoPeruzzi-100x51.png 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliaepocamarzottoPeruzzi-846x434.png 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliaepocamarzottoPeruzzi.png 1170w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>«Accogliere la 1000 Miglia nel cuore di Vicenza significa riportare in città una manifestazione che unisce storia, sport, eleganza e promozione del territorio», ha dichiarato Leone Zilio, sottolineando come il passaggio delle vetture storiche lungo corso Palladio e la sosta in piazza dei Signori offriranno uno spettacolo unico in una cornice artistica di straordinario valore.</p>



<p>Anche Aldo Bonomi ha evidenziato il legame tra la città e la Freccia Rossa: «Vicenza saprà accogliere la corsa con il calore tipico della sua comunità. Come Automobile Club Brescia sentiamo la responsabilità di custodire questa eredità storica».</p>



<p>Per Beatrice Saottini, il passaggio in piazza dei Signori rappresenterà “l’unione perfetta tra design automobilistico e grande architettura italiana”, con le vetture storiche incorniciate davanti alla Basilica Palladiana.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="525" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliapresentazione-1024x525.png" alt="" class="wp-image-365945" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliapresentazione-1024x525.png 1024w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliapresentazione-626x321.png 626w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliapresentazione-100x51.png 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliapresentazione-846x434.png 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/202605121000migliapresentazione.png 1170w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Tra le 430 vetture ammesse alla gara figurano autentici gioielli della storia dell’automobilismo: ventiquattro Alfa Romeo sportive anteguerra, comprese le leggendarie 6C 1500, 1750 SS e GS, oltre alla rarissima 8C 2600 Spider Zagato “SF” della Ferrari. Presenti anche Ferrari storiche vincitrici della Freccia Rossa come le 166 MM, 250 MM e 340 America, insieme a Jaguar C-Type, Maserati A6 GCS e modelli iconici come la Fiat 8V berlinetta Zagato.</p>



<p>La tappa vicentina è stata voluta da Automobile Club Vicenza e organizzata dalla Scuderia Palladio, la più antica scuderia automobilistica italiana ancora in attività.</p>



<p>Il convoglio arriverà a Vicenza nel tardo pomeriggio del 9 giugno entrando da viale Verona. Le vetture attraverseranno viale Milano, viale Roma, piazza Castello e corso Palladio per poi raggiungere piazza dei Signori passando per contra’ Cavour e costeggiando Palazzo Trissino.</p>



<p>Davanti alla Basilica Palladiana le auto storiche effettueranno una sosta di circa venti minuti prima di ripartire verso piazza Matteotti, ponte degli Angeli e quindi in direzione Padova.</p>



<p>Secondo il programma, i primi mezzi dell’organizzazione arriveranno dalle 16.30, le vetture del Ferrari Tribute dalle 17.30 e infine dalle 18.30 le auto storiche della corsa.</p>



<p>L’evento porterà in città anche una forte visibilità internazionale grazie alla presenza di circa cento giornalisti accreditati provenienti dalle principali testate mondiali.</p>



<p>La 1000 Miglia 2026 prenderà il via da Brescia il 9 giugno per concludersi il 13 giugno dopo cinque giorni di gara, 140 prove cronometrate e il passaggio attraverso alcune delle località più suggestive d’Italia, tra cui Roma, Siena, Assisi, Rimini e Mantova.</p>



<p>Confermata anche la diciassettesima edizione del Ferrari Tribute 1000 Miglia, che accompagnerà la corsa con modelli Ferrari costruiti dal 1958 a oggi.</p>



<p></p>
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		<title>Bassano, prosegue il percorso per la Capitale italiana della Cultura 2029</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 08:35:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[2029]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bassano, 12 maggio 2026 &#8211; A poco più di un mese dalla presentazione dell’iniziativa di candidatura alle Gallerie d’Italia di Milano, prosegue il percorso di Bassano del Grappa verso la Capitale italiana della Cultura 2029. Un cammino che entra ora<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Bassano, 12 maggio 2026 &#8211;  A poco più di un mese dalla presentazione dell’iniziativa di candidatura alle Gallerie d’Italia di Milano, prosegue il percorso di Bassano del Grappa verso la Capitale italiana della Cultura 2029. Un cammino che entra ora in una nuova fase, fondata sulla partecipazione attiva della comunità, sul coinvolgimento del territorio e sul contributo delle nuove generazioni.</p>



<p>La candidatura intende infatti configurarsi non soltanto come un progetto culturale, ma come un processo condiviso di visione, ascolto e costruzione del futuro della città e dell’area che la circonda. In questa prospettiva si inseriscono due passaggi centrali: l’avvio del Laboratorio di coprogettazione e l’istituzione del TAG – Tavolo Agenda Giovani, organismo consultivo e propositivo dedicato alle ragazze e ai ragazzi del territorio.</p>



<p><strong>Il Comitato promotore</strong></p>



<p>Il prossimo 22 maggio si riunirà per la prima volta il Comitato promotore della candidatura, chiamato ad accompagnare il percorso di Bassano del Grappa verso il titolo di Capitale italiana della Cultura 2029.</p>



<p>Il Comitato vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo culturale, economico, sociale, educativo e associativo, con l’obiettivo di rafforzare il carattere territoriale della candidatura e di promuovere un’ampia alleanza attorno a un progetto capace di parlare alla città, al comprensorio bassanese e all’intero sistema veneto.</p>



<p><strong>Il Laboratorio di coprogettazione</strong></p>



<p>Il 23 maggio, presso la Sala Chilesotti del Museo Civico, si terrà il primo Laboratorio di coprogettazione aperto alla città e al territorio. La mattinata di lavoro sarà articolata in tavoli tematici, preceduta da una sessione plenaria introduttiva e seguita da un momento conclusivo di restituzione.</p>



<p>Oltre duecento interlocutori – tra istituzioni, associazioni, imprese, scuole, operatori culturali e sportivi, realtà del terzo settore, cittadini e cittadine – sono invitati a prendere parte a un primo momento strutturato di ascolto e confronto. L’obiettivo è fare della candidatura uno strumento attraverso cui immaginare collettivamente la Bassano del futuro, valorizzando il patrimonio esistente e, al tempo stesso, aprendo nuovi spazi di progettazione condivisa.</p>



<p>“La candidatura a Capitale italiana della Cultura 2029 è un esercizio di responsabilità collettiva”, dichiara il Sindaco di Bassano del Grappa, Nicola Ignazio Finco. “Non vogliamo costruire un dossier chiuso nelle stanze dell’amministrazione, ma un percorso vivo, partecipato, capace di raccogliere idee, competenze, energie e aspettative della città. Bassano può candidarsi con forza se saprà riconoscersi in un progetto comune, nel quale ciascuno possa sentirsi parte attiva.”</p>



<p><strong>Nasce il TAG – Tavolo Agenda Giovani</strong></p>



<p>Accanto al Laboratorio di coprogettazione, viene istituito il TAG – Tavolo Agenda Giovani, un organismo consultivo e propositivo composto da ragazze e ragazzi tra i 18 e i 27 anni, selezionati tramite avviso pubblico.</p>



<p>Il TAG accompagnerà il percorso di candidatura con un ruolo attivo nella costruzione del dossier e nello sviluppo di proposte per il programma culturale e per il futuro della città. Il nome scelto richiama la volontà di definire una vera e propria agenda delle nuove generazioni: non un semplice spazio di ascolto, ma un luogo di proposta, attivazione e responsabilità.</p>



<p>Il Tavolo Agenda Giovani sarà chiamato a interrogarsi sulla Bassano del 2029 e oltre: sulle priorità della città, sulle forme della cultura contemporanea, sugli spazi da abitare, sulle opportunità da generare e sui modi in cui il patrimonio materiale e immateriale può diventare bene comune per le nuove generazioni.</p>



<p>Non si tratta soltanto di formare giovani custodi di ciò che esiste, ma di dare voce a chi può immaginare ciò che ancora non esiste, contribuendo a ripensare il futuro culturale della città. In questo quadro, Palazzo Bonaguro sarà individuato come uno degli spazi prioritari di accoglienza, sperimentazione e sviluppo delle proposte del TAG.</p>



<p>“Con il TAG facciamo una scelta precisa”, prosegue il Sindaco Nicola Ignazio Finco. “I giovani non vanno coinvolti a cose fatte. Vanno chiamati al tavolo fin dall’inizio, perché il loro sguardo è indispensabile per costruire una candidatura credibile e una città in cui valga la pena restare, tornare, investire energie e immaginare il proprio futuro.”</p>



<p>“Vogliamo che il Tavolo Agenda Giovani sia uno spazio di libertà e responsabilità”, aggiunge il Sindaco. “Libertà di proporre idee nuove, anche inattese; responsabilità di trasformarle in contributi concreti per la candidatura e per la vita della città. Bassano 2029 deve essere un progetto intergenerazionale: una città che investe sui giovani investe sulla propria capacità di durare nel tempo.”</p>



<p>L’ambizione è che il TAG non si esaurisca con la presentazione della candidatura, ma possa diventare un dispositivo permanente di dialogo tra amministrazione, istituzioni culturali e nuove generazioni, contribuendo alla definizione delle politiche culturali e urbane della città anche oltre il 2029.</p>



<p>L’avviso pubblico per la selezione dei componenti del TAG – Tavolo Agenda Giovani sarà pubblicato nelle prossime settimane sul sito del Comune di Bassano del Grappa.</p>



<p>Il percorso di candidatura proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori momenti di ascolto, confronto e progettazione condivisa, che accompagneranno la costruzione del dossier e consolideranno il profilo di Bassano del Grappa come città capace di unire patrimonio, partecipazione e futuro.</p>
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		<title>Arriva in Italia il primo Museo Internazionale degli Scacchi&#8230; ed è a Marostica, città simbolo del gioco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 13:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALTO VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[BASSANO]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marostica inaugura il primo Museo Internazionale degli Scacchi in Italia: mostre, set storici e spazi accessibili nel Castello Inferiore Marostica si prepara a diventare un punto di riferimento internazionale per gli appassionati di scacchi. Sabato 16 maggio alle 16.30 sarà<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading">Marostica inaugura il primo Museo Internazionale degli Scacchi in Italia: mostre, set storici e spazi accessibili nel Castello Inferiore</h2>



<p>Marostica si prepara a diventare un punto di riferimento internazionale per gli appassionati di scacchi. Sabato 16 maggio alle 16.30 sarà inaugurato il Museo Internazionale degli Scacchi “Giovanni Longo” – Città di Marostica, il primo museo in Italia interamente dedicato al mondo degli scacchi.</p>



<p>Il nuovo spazio espositivo nasce all’interno del Castello Inferiore e rappresenta il risultato di un progetto coltivato per anni dall’amministrazione comunale insieme al collezionista Giovanni Longo, ideatore del museo.</p>



<p>“Si tratta di un intervento complesso – spiegano dal Comune – che per molto tempo si era arenato a causa delle difficoltà legate al contesto storico-monumentale. Dopo quattro anni di lavoro e decine di incontri con la Soprintendenza di Verona siamo finalmente pronti ad aprire questo nuovo spazio espositivo, legato alla storica identità di Marostica come città degli scacchi”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un investimento da oltre 668 mila euro</h3>



<p>L’intervento ha un valore complessivo di 668 mila euro, di cui 405.320 euro finanziati attraverso fondi PNRR e 262.679 euro con risorse comunali.</p>



<p>Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda l’accessibilità. Il museo è stato infatti progettato per garantire un’esperienza inclusiva attraverso mappe visuotattili, dispositivi per la regolazione dell’intensità luminosa dedicati alle persone con disabilità visiva e video in Lingua dei Segni Italiana (LIS) per facilitare la visita alle persone con difficoltà uditive.</p>



<p>Sarà inoltre disponibile un sistema gratuito di audioguide accessibile direttamente dal proprio smartphone tramite QR code, con contenuti in italiano e inglese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un viaggio nel mondo degli scacchi</h3>



<p>Il Museo Internazionale degli Scacchi “Giovanni Longo” custodisce una ricca collezione di scacchiere, opere e oggetti provenienti da tutto il mondo, raccolti negli anni da Giovanni Longo e da altri appassionati.</p>



<p>“Il museo si sviluppa in quattro sale tematiche dedicate a Europa, America, Africa e Asia – spiega Longo – con opere che raccontano un viaggio attraverso i secoli, dal Settecento ai giorni nostri. Si potranno ammirare scacchiere di ogni dimensione, dalle più piccole fino a opere monumentali di tre metri per tre”.</p>



<p>Il percorso comprende anche spazi dedicati agli orologi da scacchi, curiosità storiche e cimeli unici, tra cui una cravatta firmata da sette campioni del mondo. I visitatori potranno inoltre approfondire la storia del gioco attraverso quattro video tematici e un contributo speciale dedicato ai 17 campioni mondiali di scacchi.</p>



<p>“Questo museo – sottolinea Longo – non è pensato solo per gli appassionati, ma anche per chi non conosce il gioco degli scacchi. Vuole essere un luogo capace di incuriosire, emozionare e coinvolgere tutti”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gli scacchi della guerra e lo spazio donatori</h3>



<p>Tra le sezioni più suggestive del museo figura l’area dedicata alla guerra e alla memoria, dove sono esposti scacchi realizzati artigianalmente dai soldati utilizzando materiali di fortuna come piombo, cartone o legno recuperato.</p>



<p>Il percorso si conclude con lo “Spazio Donatori”, destinato ad accogliere nuove opere e collezioni private, trasformando il museo in un patrimonio culturale in continua evoluzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“Uno dei musei degli scacchi più importanti al mondo”</h3>



<p>Secondo il Comune di Marostica, il nuovo museo è destinato a diventare uno dei principali poli internazionali dedicati agli scacchi, rafforzando ulteriormente il legame della città con la storica Partita a Scacchi a personaggi viventi promossa dalla Pro Marostica.</p>



<p>Anche il presidente della Federazione Scacchistica Italiana, Luigi Maggi, ha espresso entusiasmo per l’iniziativa:</p>



<p>“Il Museo degli Scacchi di Marostica lega il presente di questo meraviglioso sport al suo glorioso passato e dona all’Italia un’esposizione che dimostra il legame tra scacchi, arte e cultura. Un ringraziamento speciale va a Giovanni Longo per aver reso fruibile a tutti un autentico tesoro raccolto in decenni di passione”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Eventi collaterali e apertura annuale</h3>



<p>La giornata inaugurale sarà accompagnata da eventi dedicati alla promozione della cultura scacchistica.</p>



<p>La Biblioteca Civica “P. Ragazzoni” lancerà il concorso “Giovani Talenti a Marostica”, rivolto ai ragazzi tra i 14 e i 20 anni, dedicato alla realizzazione di opere artistiche sul tema “Marostica città degli scacchi”.</p>



<p>Nel pomeriggio del 16 maggio, dalle 16 alle 18.30, alla Casa del Caffè in Piazza Castello si svolgerà inoltre il 7° Evento Scacchistico con il Maestro FIDE Carlo Micheli, cittadino onorario di Marostica, organizzato insieme al Circolo Scacchistico “Città di Marostica” nell’ambito della Festa dello Sport 2026.</p>



<p>Il museo sarà aperto tutto l’anno, ad eccezione del 25 dicembre e del 1° gennaio, con orario 9-13 e 14.30-18.30.</p>



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		<title>Cinema a 4 euro a Vicenza e provincia: tornano “I Martedì al Cinema” con grandi film e anteprime da non perdere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 10:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA - SERIE TV]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo appuntamento martedì 12 maggio a Vicenza e provincia con “I Martedì al Cinema”, l’iniziativa che riporta il pubblico nelle sale aderenti con il biglietto a soli 4 euro. Un nuovo ciclo di proiezioni che rinnova l’invito a vivere il<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p>Nuovo appuntamento martedì 12 maggio a Vicenza e provincia con “I Martedì al Cinema”, l’iniziativa che riporta il pubblico nelle sale aderenti con il biglietto a soli 4 euro. Un nuovo ciclo di proiezioni che rinnova l’invito a vivere il cinema come esperienza collettiva, accessibile e di qualità, valorizzando il ruolo delle sale del territorio come luoghi di incontro, cultura e comunità.</p>



<p>Il progetto è promosso dalla Regione del Veneto in collaborazione con la Federazione Italiana Cinema d’Essai (FICE) delle Tre Venezie e l’Unione Interregionale Triveneta AGIS, con l’obiettivo di accompagnare il pubblico alla scoperta del cinema contemporaneo e di rafforzare il legame tra spettatori e sale cinematografiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cinema Odeon: sei film in programma tra thriller, classici e grandi ritorni</h2>



<p>A Vicenza il Cinema Odeon propone una programmazione particolarmente ricca con ben sei titoli in cartellone.</p>



<p>Si parte alle 16.00 con “Illusione” (Italia, Belgio, 2025) di Francesca Archibugi. Il film segue la vicenda di Rosa Lazar, una sedicenne moldava trovata gravemente ferita in un fosso nella periferia di Perugia. Nonostante le violenze subite, la ragazza sembra incapace di raccontare la verità su quanto accaduto. La sostituta procuratrice Cristina Camponeschi e lo psicologo Stefano Mangiaboschi si trovano così coinvolti in un’indagine tra traffici internazionali, fragilità psicologiche e segreti inquietanti.</p>



<p>Alle 16.30 spazio alla versione originale sottotitolata di “Manas – Sorelle” (Brasile, 2024) di Marianna Brennand Fortes. Ambientato sull’isola di Marajó, nel cuore dell’Amazzonia, il film racconta la storia di Marcielle, adolescente costretta a confrontarsi con una realtà fatta di abusi e violenza, nel tentativo di trovare insieme alla sorella una nuova possibilità di vita.</p>



<p>Alle 18.00 arriva “Michael” (USA, 2026) di Antoine Fuqua, dedicato alla vita di Michael Jackson: dagli esordi nei Jackson Five fino alla consacrazione mondiale come artista e performer rivoluzionario.</p>



<p>Alle 18.15 nuova proiezione in versione originale sottotitolata con “Dom” (Italia, Bosnia-Erzegovina, 2025) di Massimiliano Battistella. Protagonista Mirela, bosniaca quarantenne che torna a Sarajevo per affrontare il proprio passato e intraprendere un viaggio emotivo alla ricerca della madre e della propria identità.</p>



<p>Sempre in versione originale sottotitolata, alle 20.30, arriva il grande classico “Quando la moglie è in vacanza” (USA, 1955) di Billy Wilder. In una torrida estate newyorkese del 1955, Tom Ewell fantastica sulla sensuale vicina interpretata da Marilyn Monroe, in una delle commedie più iconiche della storia del cinema.</p>



<p>Alle 20.45 si chiude con “Il diavolo veste Prada 2” (USA, 2026) di David Frankel, sempre in versione originale sottotitolata. Miranda Priestly torna ad affrontare le trasformazioni del mondo editoriale e della moda, tra crisi della carta stampata, nuove sfide professionali e riflessioni personali sul proprio futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spazio Nuovo Roma: romanticismo e grandi ritorni</h2>



<p>Le proiezioni allo Spazio Nuovo Roma iniziano alle 14.00 con “Illusione” di Francesca Archibugi.</p>



<p>Alle 16.00 spazio alla commedia romantica “L’amore sta bene su tutto” (Italia, 2026) di Giampaolo Morelli, intreccio di storie, malintesi e seconde occasioni dove l’amore riesce a cambiare profondamente la vita dei protagonisti.</p>



<p>Ultimo titolo della giornata, alle 17.50, “Il diavolo veste Prada 2” di David Frankel.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In provincia: Bassano, Dueville e Marano Vicentino protagoniste</h2>



<p>Al Multisala Metropolis di Bassano del Grappa doppia proiezione, alle 17.25 e alle 20.00, per “L’attachement &#8211; La tenerezza” (Francia, Belgio, 2024) di Carine Tardieu. Il film racconta nuove forme di famiglia attraverso le vite di un giovane padre single, una bibliotecaria femminista e un bambino alla ricerca del proprio equilibrio affettivo.</p>



<p>Il Cinema Busnelli di Dueville propone invece, alle 15.30 e alle 20.45, “A cena con il dittatore” (Spagna, Francia, 2025) di Manuel Gómez Pereira. Ambientato nella Spagna franchista del 1939, il film intreccia tensione storica e ironia attorno a un banchetto organizzato per il generale Franco, mentre un gruppo di cuochi prigionieri prepara segretamente la fuga.</p>



<p>Infine il Multisala Starplex di Marano Vicentino porta sul grande schermo, alle 18.35 e alle 21.15, “Pecore sotto copertura” (Irlanda, Gran Bretagna, Germania, USA, 2026) di Kyle Balda. Una divertente avventura animata in cui un gruppo di pecore detective indaga su un misterioso incidente nella fattoria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Biglietti a 4 euro: dove trovare il programma completo</h2>



<p>Ogni settimana sarà possibile consultare la programmazione aggiornata sul sito di AGIS Triveneto e sulla pagina Facebook ufficiale.</p>



<p>Il costo del biglietto è di 4 euro. Nel caso dei multisala è consigliato verificare preventivamente quali proiezioni aderiscono all’iniziativa. La prenotazione dei posti resta a discrezione delle singole sale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Informazioni e contatti</h2>



<p>Unione Interregionale Triveneta AGIS<br>Tel. 049 8750851<br>Email: <a>agis3ve@agistriveneto.it</a></p>



<p><a href="https://www.agistriveneto.it?utm_source=chatgpt.com">AGIS Triveneto</a></p>



<p><a>Facebook AGIS Tre Venezie</a></p>



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		<title>Agugliaro, teatro e solidarietà: il 9 maggio spettacolo a sostegno de “La Tenda del Padre Nostro APS”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 15:38:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSO VICENTINO - AREA BERICA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una serata all’insegna della comicità, del talento teatrale e soprattutto della solidarietà è in programma venerdì 9 maggio alle ore 20.30 ad Agugliaro, presso il padiglione multifunzionale di Via Umberto I, 28. L’evento è promosso dal Comune a sostegno della<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/agugliaro-teatro-e-solidarieta-il-9-maggio-spettacolo-a-sostegno-de-la-tenda-del-padre-nostro-aps/">Agugliaro, teatro e solidarietà: il 9 maggio spettacolo a sostegno de “La Tenda del Padre Nostro APS”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Una serata all’insegna della comicità, del talento teatrale e soprattutto della solidarietà è in programma venerdì 9 maggio alle ore 20.30 ad Agugliaro, presso il padiglione multifunzionale di Via Umberto I, 28. L’evento è promosso dal Comune a sostegno della La Tenda del Padre Nostro APS di Bastia di Rovolon (PD), realtà impegnata nell’accoglienza e nell’inclusione di giovani con fragilità e situazioni di disagio.</p>



<p>Sul palco salirà la compagnia teatrale Dekateatro con lo spettacolo <em>“Latte o Fondente?”</em>, commedia scritta a quattro mani da Patrizia Marobin e Lara Buson e liberamente ispirata alla serie giallo-comica <em>Il Commissario Daltonico</em> di Giuseppe Della Misericordia. La rappresentazione unisce ironia e ritmo narrativo per raccontare, attraverso la metafora del cioccolato, temi legati alle relazioni e alle fragilità umane.</p>



<p>L’iniziativa nasce da un’idea di Michela Bisson, Presidente del Consiglio comunale con delega al sociale, che ha sottolineato il valore dell’evento: “È nata con lo scopo di raccogliere fondi per un’associazione d’eccellenza che opera nel territorio tra vicentino e padovano, offrendo sostegno concreto ai giovani più fragili”.</p>



<p>L’evento gode del patrocinio di numerosi comuni del territorio, tra cui la Città di Padova, oltre a Cervarese Santa Croce, Lozzo Atestino, Mestrino, Rovolon, Saccolongo, Teolo, Veggiano e Vo’.</p>



<p>Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Agugliaro, Roberto Andriolo, che ha evidenziato il valore sociale dell’iniziativa: “Quando l’arte incontra una causa così nobile, tutta la comunità ne beneficia. Ringrazio chi ha reso possibile questo progetto e i giovani attori che si mettono a disposizione per altri giovani. È un segnale importante di sensibilità condivisa”.</p>



<p>Anche il sindaco di Padova, Sergio Giordani, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando come lo spettacolo sia finalizzato alla raccolta fondi per progetti dedicati all’inclusione sociale e al sostegno di persone con disabilità o situazioni di disagio.</p>



<p>I fondi raccolti durante la serata saranno destinati a sostenere i progetti dell’associazione, che opera su un territorio ampio e con attività rivolte all’inclusione e all’accoglienza.</p>



<p>A chiudere il quadro è il commento di Patrizia Marobin, responsabile della compagnia teatrale: “Recitare per una causa così importante dà ai nostri ragazzi una motivazione speciale. Il teatro diventa un mezzo per trasformare l’energia creativa in aiuto concreto. Vi aspettiamo numerosi”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/Locandina_CSAgugliaro_page-0001-724x1024.jpg" alt="" class="wp-image-365547" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/Locandina_CSAgugliaro_page-0001-724x1024.jpg 724w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/Locandina_CSAgugliaro_page-0001-295x417.jpg 295w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/Locandina_CSAgugliaro_page-0001-1086x1536.jpg 1086w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/Locandina_CSAgugliaro_page-0001-100x141.jpg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/Locandina_CSAgugliaro_page-0001-846x1196.jpg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/Locandina_CSAgugliaro_page-0001-1184x1674.jpg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/Locandina_CSAgugliaro_page-0001.jpg 1241w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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		<title>Al Teatro Comunale di Vicenza tornano i Momix con “Botanica – Season 2”: tre serate dal 12 al 14 maggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 15:28:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre appuntamenti imperdibili con la grande danza internazionale al Teatro Comunale di Vicenza: martedì 12, mercoledì 13 e giovedì 14 maggio alle ore 20.45 in Sala Maggiore va in scena Botanica – Season 2, il nuovo spettacolo della celebre compagnia<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Tre appuntamenti imperdibili con la grande danza internazionale al Teatro Comunale di Vicenza: martedì 12, mercoledì 13 e giovedì 14 maggio alle ore 20.45 in Sala Maggiore va in scena <em>Botanica – Season 2</em>, il nuovo spettacolo della celebre compagnia americana Momix, fondata da Moses Pendleton.</p>



<p>Le tre date sono fuori abbonamento e inserite nel programma di Danza in Rete Festival, rassegna dedicata alla danza contemporanea promossa dalla Fondazione Teatro Comunale di Vicenza con il sostegno di una rete di istituzioni culturali e operatori del settore.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Uno spettacolo già sold out</h3>



<p>L’attesa per il ritorno dei Momix a Vicenza è stata altissima: i biglietti per tutte e tre le repliche risultano esauriti da tempo. È comunque attiva una lista d’attesa attraverso il sito ufficiale del festival.</p>



<p>Il ritorno della compagnia americana rappresenta un evento molto atteso: l’ultima esibizione al Comunale risale al 2019. Con <em>Botanica – Season 2</em>, il pubblico ritrova uno dei lavori più iconici del repertorio Momix, in una versione completamente rinnovata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“Botanica – Season 2”: danza, illusioni e natura</h3>



<p>Lo spettacolo, ispirato alle <em>Quattro Stagioni</em> di Vivaldi e originariamente creato nel 2009, non è un semplice revival ma una nuova elaborazione scenica e visiva. Dodici danzatori-acrobati danno vita a un universo in continua trasformazione: insetti, fiori, alberi e paesaggi immaginari si alternano in un flusso visivo arricchito da proiezioni tridimensionali e nuove soluzioni tecnologiche.</p>



<p>L’opera si sviluppa in due atti per una durata complessiva di circa un’ora e mezza e si distingue per l’assenza di una narrazione lineare, privilegiando suggestioni visive e metamorfosi continue.</p>



<p>“Più che una ripresa, questo secondo capitolo fa rifiorire <em>Botanica</em>”, spiega il fondatore e direttore artistico Moses Pendleton, sottolineando come il palcoscenico diventi un “terrario vivente” in cui danza e natura si fondono.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’esperienza visiva e sensoriale</h3>



<p>La cifra stilistica dei Momix resta quella dell’illusione scenica: corpi, luci e oggetti creano immagini in continua evoluzione, accompagnate da una colonna sonora che spazia da Vivaldi a Peter Gabriel, fino a composizioni elettroniche contemporanee.</p>



<p>Lo spettacolo, pur nella sua forte componente visiva e tecnica, mantiene un approccio leggero e coinvolgente, con l’obiettivo dichiarato di sorprendere e affascinare il pubblico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il festival e le informazioni sui biglietti</h3>



<p><em>Botanica – Season 2</em> si inserisce nella nona edizione del Danza in Rete Festival, diretto da Pier Giacomo Cirella, Loredana Bernardi e Alessandro Bevilacqua.</p>



<p>Nonostante il sold out, restano attive le modalità di acquisto per eventuali disponibilità tramite lista d’attesa. In precedenza, i biglietti erano acquistabili presso la biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (Viale Mazzini 39), aperta dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 18.15, oppure telefonicamente allo 0444 324442 nei giorni e orari di apertura (16.00–18.00), oltre che online sul sito ufficiale <a href="http://www.festivaldanzainrete.it">www.festivaldanzainrete.it</a>.</p>



<p>I prezzi erano fissati a 47 euro per il settore A (file AA–L) e 38 euro per il settore B (file M–Y), con riduzioni dedicate agli studenti universitari in possesso di VI-University Card (biglietto unico a 7 euro). Possibile anche il pagamento tramite Carta del Docente e Carte della Cultura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un ritorno che celebra la natura</h3>



<p>Con <em>Botanica – Season 2</em>, i Momix propongono un viaggio scenico che celebra il ciclo vitale e il rapporto tra uomo e natura, trasformando il palcoscenico in uno spazio di meraviglia e immaginazione, tra danza, illusionismo e poesia visiva.</p>



<p></p>
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		<title>Grande successo per l’apertura straordinaria della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo: 400 visitatori in mattinata</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2026 15:19:03 +0000</pubDate>
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<p>Quattrocento persone hanno visitato nella mattinata di giovedì 7 maggio la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Vicenza, in occasione dell’apertura straordinaria del monumento barocco situato tra piazzetta e stradella San Giacomo, parte del complesso conventuale di Palazzo San Giacomo, sede storica della Biblioteca civica Bertoliana.</p>



<p>L’iniziativa ha suscitato grande interesse da parte della cittadinanza, offrendo l’opportunità di riscoprire un edificio sacro di grande valore storico e artistico, chiuso al pubblico da anni e bisognoso di importanti interventi di restauro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’iniziativa di valorizzazione del patrimonio</h3>



<p>L’apertura è stata promossa da Francesco Borasco, cittadino vicentino che ha finanziato la pulizia dell’aula e del presbiterio, consentendo così la visita gratuita del monumento. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’associazione Vicenza In Centro e con la Biblioteca civica Biblioteca civica Bertoliana.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Visite guidate tra arte e storia</h3>



<p>Dalle 10 alle 12, le volontarie Patrizia Muroni e Luciana Franzoni hanno accompagnato i visitatori alla scoperta della storia della chiesa, documentata a partire dal 1583, illustrando le principali opere e caratteristiche architettoniche.</p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata al ricco ciclo pittorico composto da 102 opere, con contributi di artisti come i Maganza, Francesco Maffei e il Liotto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un gioiello barocco poco conosciuto</h3>



<p>La chiesa si distingue per le cinque cappelle laterali e per l’attico sorretto da lesene corinzie, elementi tipici dell’architettura barocca vicentina. Tra gli elementi più apprezzati dai visitatori anche la cantoria, che ospita un organo d’epoca ancora funzionante tramite un grande mantice azionato manualmente.</p>



<p>Il pavimento dell’edificio conserva inoltre le spoglie di illustri vicentini, tra cui lo scultore Orazio Marinali, confermando il valore storico e culturale del sito.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un successo di partecipazione</h3>



<p>La notevole affluenza registrata conferma l’interesse crescente verso le iniziative di valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale e il desiderio dei cittadini di riscoprire luoghi spesso poco accessibili ma di grande importanza per l’identità culturale della città.</p>
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		<title>Sabato 9 maggio la chitarra appartenuta a Giuseppe Mazzini in concerto</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2026 14:50:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>6 MAGGIO, CALDOGNO &#8211; Le note di una chitarra appartenuta a Giuseppe Mazzini suoneranno nel nobile scenario di Villa Caldogno sabato 9 maggio a partire dalle 20.45, grazie all’originale proposta del maestro concertista Marco Battaglia. Il concerto è intitolato appunto<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>6 MAGGIO, CALDOGNO &#8211; Le note di una chitarra appartenuta a Giuseppe Mazzini suoneranno nel nobile scenario di Villa Caldogno sabato 9 maggio a partire dalle 20.45, grazie all’originale proposta del maestro concertista Marco Battaglia.</p>



<p>Il concerto è intitolato appunto “Quando Mazzini suonava la chitarra”: il programma sarà infatti eseguito con uno strumento appartenuto proprio al patriota ottocentesco &#8211; una Gennaro Fabricatore, Napoli 1811 -, che attualmente fa parte della collezione di chitarre antiche di Battaglia.</p>



<p>Durante la serata verranno eseguite musiche di autori citati dallo stesso Mazzini nelle sue lettere: Paganini, Rossini, Verdi, Moretti, Giuliani e Legnani, oltre ad un brano dedicato al concertista Battaglia da Federico Bonacossa, le variazioni sul tema del cosiddetto “Canto delle mandriane bernesi” raccolto da Mazzini in un suo manoscritto, conservato presso l’Istituto Storico Nazionale Domus Mazziniana di Pisa, dove il grande protagonista del Risorgimenti italiano morì il 10 marzo 1872.</p>



<p>Marco Battaglia è un concertista con alle spalle oltre un migliaio di esibizioni in 32 nazioni dei cinque continenti.</p>



<p>La setata, ad ingresso libero, è un’iniziativa dell’associazione 800 Musica in collaborazione con il Comune di Caldogno e lo sponsor tecnico Aquila corde armoniche, nell’ambito della 18ma edizione del festival nazionale 800 Musica Festival.</p>
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		<title>Rap battle e orgoglio cittadino: il Botte Da Orbi torna a Verona e scatena la guerra delle città a colpi di freestyle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 09:03:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Anita Guelfi Lo scorso 2 maggio, nella cornice dello Skatepark Galliano a Verona, si è aperta una nuova stagione del Botte Da Orbi, un evento tutto veneto che unisce rap, improvvisazione e identità territoriale. BDO: Cos’è e come funziona<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>di Anita Guelfi</p>



<p>Lo scorso 2 maggio, nella cornice dello Skatepark Galliano a Verona, si è aperta una nuova stagione del Botte Da Orbi, un evento tutto veneto che unisce rap, improvvisazione e identità territoriale.</p>



<p><strong>BDO: Cos’è e come funziona</strong></p>



<p>Il Botte Da Orbi, spesso abbreviato in BDO, funziona come un vero e proprio campionato a punti, diviso in 4 tappe.</p>



<p>Il format di ogni tappa prevede una serie di gare di improvvisazione a punti, su base musicale, in diverse modalità. Le squadre sono composte da 5 freestyler chiamati a rappresentare le 4 città coinvolte nella gara: Padova, Verona, Vicenza e Venezia, che si sfidano due a due fino a decretare la squadra vincitrice.</p>



<p>Ogni Botte da Orbi è composto da quattro tappe, una per ogni città, distribuite durante l’arco dell’anno.</p>



<p>Le squadre si affrontano sul palco, davanti ad una giuria scelta e ad un pubblico sempre più numeroso ad ogni edizione, con la presenza di uno o più host sul palco che conducono la serata.</p>



<p><strong>La prima tappa 2026</strong></p>



<p>Quest’anno, ad aprire le danze è stata Verona, con una serata organizzata a regola d’arte dal Mattone di Verona, allo Skatepark Galliano. Un grande successo, sia per l’evento del BDO che per l’Urbair Festival, tenutosi proprio tra l’1 ed il 3 maggio e che ha di fatto ospitato la prima delle 4 tappe.</p>



<p>La serata si è conclusa con la vittoria dei padroni di casa, mentre Vicenza si è aggiudicata il terzo posto con la squadra composta dai 5 freestylers di punta della scena vicentina: Der, LoGnaro, Damien, Samael e Mabe Shlime.</p>



<p><strong>Vicenza l’anno scorso</strong></p>



<p>La scorsa tappa vicentina del Botte da Orbi si è tenuta il 6 settembre presso Parco Fornaci, con giuria composta da Redrum, noto freestyler della scena italiana, Lethal V, rapper e freestyler vicentino di origini salentine e Gio, membro veterano di Rimerie Vicentine e frequentatore attivo della scena freestyle. Hosting di Ghianda e Ares Adami, accompagnamento musicale di Dj Vec.</p>



<p>La serata riscosse un discreto successo non solo tra gli amanti e conoscitori del format, bensì anche tra i profani che passavano di lì per caso. Un evento ben riuscito, coronato dalla vittoria in casa della squadra vicentina.</p>



<p>Nonostante complessivamente lo scorso Botte da Orbi sia stato vinto dalla squadra di Verona, la tappa di Vicenza viene ricordata da tutti con affetto e gran soddisfazione.</p>



<p><strong>Le prossime date</strong></p>



<p>Le prossime tappe del Botte Da Orbi saranno disponibili sui profili social dei cypher coinvolti. Vicenza, come l’anno scorso, giocherà in casa a settembre.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="935" height="775" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-10.56.09-1.jpeg" alt="" class="wp-image-365323" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-10.56.09-1.jpeg 935w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-10.56.09-1-503x417.jpeg 503w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-10.56.09-1-100x83.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-06-at-10.56.09-1-846x701.jpeg 846w" sizes="auto, (max-width: 935px) 100vw, 935px" /></figure>
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		<title>Si avvicina Vicenza Jazz: dal 15 al 25 maggio concerti nei locali, nei palazzi e musica in filodiffusione in corso Palladio</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2026 14:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica il pieghevole con tutti gli appuntamenti La musica diffusa nelle vie e nelle piazze del centro storico dal 15 al 25 maggio accompagnerà l’edizionedel trentennale di New Conversations – Vicenza Jazz “Dalle trombe di Gerico al divino Miles”. La<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p><a href="https://www.comune.vicenza.it/ocmultibinary/download/17165/298180/3/783b3881e7d301d1b24315ba71617ae0.pdf/file/PieghevoleLocali_480x320_VicenzaJazz2026%2Bv2-testi-23-apr_exe.pdf">Scarica il pieghevole con tutti gli appuntamenti</a></p>



<p>La musica diffusa nelle vie e nelle piazze del centro storico dal 15 al 25 maggio accompagnerà l’edizionedel trentennale di New Conversations – Vicenza Jazz “Dalle trombe di Gerico al divino Miles”.</p>



<p>La passeggiata in centro storico dei vicentini, dei turisti e degli appassionati di jazz potrà essere vissuta come un vero e proprio percorso attraverso la musica dei più grandi musicisti jazz di tutti i tempi, grazie alla specialissima playlist curata dal direttore artistico del festival, Riccardo Brazzale.</p>



<p>Quest’anno sono 16&nbsp;<strong>i&nbsp;</strong><strong>locali del centro storico,&nbsp;</strong><strong>coordinati da Confcommercio Vicenza, che</strong>&nbsp;ospiteranno concerti dal tardo pomeriggio fino a sera inoltrata&nbsp;<strong>nei plateatici</strong>: Il Ceppo, Alle Colonne, Alle Erbe Cantina del Tormento, Bar Borsa, Bar Minerva, Opera Cafè, Ovosodo, Cioccolato, EVI-Enoteca Veneta, Jammin’ Club, Julien, Moplen, Oca Bianca da Ugo, Osteria Malvasia, REFE – Refettorio Birraio, Viniza.</p>



<p>Inoltre per la prima volta durante le giornate del festival sarà sperimentata la<strong>&nbsp;filodiffusione</strong>&nbsp;lungo corso Palladio: la musica jazz sarà il sottofondo della passeggiata, la mattina dalle 10 alle 12.30 e il pomeriggio fino alla sera dalle 15 alle 21, grazie al sostegno di Fope S.pA. E Gemmo S.p.A.</p>



<p>Il programma del festival oltre ai concerti nel teatri e negli luoghi monumentali di Vicenza offre numerose altre opportunità, una programmazione collaterale che anima il centro storico: Jazz in Basilica Palladiana sabato 16 maggio e apertura prolungata della mostra fotografica “Guido Harari. Incontri” fino alle 22.30, Thelonious school band il 16 maggio in Loggia del Capitaniato dalle 14, Giornata nazionale dei musei sabato 23 maggio con musica nei palazzi dalle 18, concerti nella terrazza del Teatro Comunale.</p>



<p>Le iniziative sono state presentate oggi dall’assessore allo sviluppo economico Cristina Balbi, dall’assessore ai grandi eventi Leone Zilio, dall’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin, dal presidente di Confcommercio Vicenza Nicola Piccolo e dal vice direttrice della Fondazione Teatro Comunale di Vicenza Marianna Giollo.</p>



<p>«Per la prima volta quest’anno siamo riusciti a coordinare 16 locali che fanno musica nei plateatici, all’aperto, lungo le contrade e le piazze del centro, durante il Vicenza Jazz – ha spiegato l’assessore allo sviluppo economico&nbsp;<strong>Cristina Balbi&nbsp;</strong>-. In questo modo tutta la città potrà calarsi nell’atmosfera di un festival che quest’anno compie 30 anni e che è un appuntamento fisso e particolarmente atteso capace di portare in città grandi nomi della musica Jazz -. Questa è una nuova occasione che abbiamo voluto creare in città per coinvolgere i locali &#8211; ha sottolineato Balbi &#8211; grazie al supporto di Confcommercio in modo che ci sia sempre più vita. E riusciamo a farlo anche attraverso procedure burocratiche semplificate perché con una sola autorizzazione diamo il via libera alla musica nei plateatici per una serie di locali».</p>



<p>«Con il programma di musica all’esterno dei teatri tutta la città può partecipare al grande evento del Vicenza Jazz organizzato dalla Fondazione Teatro Comunale – così si è espresso l’<strong>assessore ai grandi eventi Leone Zilio &#8211;</strong>. Per un’atmosfera ancora più coinvolgente abbiamo voluto riproporre la filodiffusione lungo 700 metri in corso Palladio su modello dell’esperienza del Natale 2025 prendendo spunto dal primo esperimento in città il primo novembre scorso in occasione di Walking Mozart. Inoltre, nel rispetto di chi vive in centro, le casse posizionate lungo gli edifici verranno direzionate verso il basso».</p>



<p>«Tra le tante proposte collegate al Vicenza Jazz del trentennale ricordo anche che la Basilica Palladiana sta ospitando una mostra collegata al festival con cui è in diretto dialogo – ha dichiarato l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città&nbsp;<strong>Ilaria Fantin</strong>&nbsp;-: il manifesto del Festival è realizzato con uno scatto di Guido Harari esposto in mostra; inoltre esibendo il biglietto di uno dei concerti del festival si avrà diritto al biglietto ridotto. E poi durante la giornata internazionale dei musei del 23 maggio il jazz entra nei cortili delle sedi museali. Con la Biblioteca Bertoliana un programma di letture offre spunti dedicati al jazz. E sono sempre di più le relazioni tra le iniziative promosse dalle associazioni culturali della città con il festival tra cui le Settimane Musicali, Bacan e poi il Festival Biblico».</p>



<p>«Vicenza Jazz è un evento straordinario, uno dei più importanti festival di primavera, che da 30 anni è patrimonio della città e ha visto protagonisti tantissimi grandi interpreti del panorama jazzistico nazionale e internazionale – ha commentato il presidente di Confcommercio Vicenza<strong>&nbsp;Nicola Piccolo</strong>&nbsp;-. È quindi una realtà più che consolidata, ma che ogni anno sa proporsi in una chiave nuova. L’edizione di quest’anno, che festeggia il trentennale della manifestazione, presenta un programma ancora più coinvolgente sia per gli esperti di jazz, sia per i vicentini appassionati di buona musica e per i turisti. In questo, la nostra collaborazione è servita a coinvolgere più possibile i locali del centro storico, che nei loro plateatici o all’interno, ospiteranno le esibizioni di numerosi musicisti. Abbiamo raccolto l’adesione di 17 locali del cento storico che credono in Vicenza Jazz, oltre che per la qualità della manifestazione, anche come occasione per valorizzare la città, le sue attività commerciali e di accoglienza turistica.</p>



<p>Sono convinto che questi prossimi giorni di musica originale e di animazione di vie e piazze sapranno amplificare la bellezza autentica e unica del nostro centro storico”</p>



<p><strong>CONCERTI NEI LOCALI ufficiali del Festival</strong></p>



<p>mercoledì 6 maggio</p>



<p>ore 20.30 | Refe &#8211; Refettorio Birraio<br>ARRINGTON DE DIONYSO (OLYMPIA, WASHINGTON, USA)<br>Arrington De Dionyso (clarinetto basso, bromiophone, voce, scacciapensieri, percussioni e oggetti trovati)</p>



<p>giovedì 7 maggio</p>



<p>ore 20.30 | Refe &#8211; Refettorio Birraio<br>AV COLLECTIVE<br>Alberto Munarini (basso e voce); Giorgio Manzardo (sax, chitarra e voce); Claudio Murru (chitarra, tastiere e voce); Leonardo Ziche (batteria)</p>



<p>mercoledì 13 maggio</p>



<p>ore 19.30 | Oca Bianca da Ugo<br>THE SECRET LIFE OF ELEMENTS (AFRO JAZZ)<br>Marta Ghibellini (voce); Luca Scardovelli (chitarra)</p>



<p>giovedì 14 maggio</p>



<p>ore 19 | Osteria Del Tormento alle Erbe<br>I TRITONI<br>Giovanni Caruso (chitarra); Andrea Moro (contrabbasso); Giorgio Manzardo (sax)</p>



<p>ore 19.30 | Oca Bianca da Ugo<br>DAVIDE INTINI QUARTET (MODERN JAZZ)<br>Davide Intini (sax); Diego Albini (piano); Enrico Palmieri (contrabbasso); Alfonso Donadio (batteria)</p>



<p>lunedì 18 maggio</p>



<p>ore 18 | Alle Colonne caffè</p>



<p>TWO’S BALCONY JUMP</p>



<p>Lorenzo Cucco (sax tenore); Diego Ferrarin (chitarra)</p>



<p>ore 19 | Osteria Del Tormento alle Erbe</p>



<p>GREASE MACHINE</p>



<p>Antonio Gallucci (sassofoni); Leonardo Caliguri (hammond); Gioele Pagliaccia (batteria)</p>



<p>ore 20 | Viniza</p>



<p>THE GHOSTWAY TRIO</p>



<p>Enrico Andreatta (voce, tromba); Beppe Corazza (sax), Simone Alessio (chitarra)</p>



<p>martedì 19 maggio</p>



<p>ore 19 | Bar Minerva</p>



<p>BEPPE TRAVERSA</p>



<p>Beppe Traversa (voce e chitarra); Paolo Sogaro (chitarra); Federico Carezzoli (basso); Diego Trentin (batteria); Franco Bottacin (fonico)</p>



<p>ore 19 | Osteria Malvasia</p>



<p>AFROSAMBA DUO</p>



<p>Benedetta Colasanto (voce, percussioni); Giulio Gavardo (chitarra, voce)</p>



<p>mercoledì 20 maggio</p>



<p>ore 19 | Evi – Enoteca Veneta</p>



<p>LORD HENRY &amp; THE SWING GANG</p>



<p>Enrico Andreatta (voce); Giuseppe Calamosca (pianoforte), Lorenzo Pignatari (contrabbasso), Davide Ragazzoni (batteria)</p>



<p>ore 19 | Osteria Malvasia</p>



<p>MICHELE PRONTERA GIPSY TRIO</p>



<p>Michele Prontera (chitarra manouche); Alberto Paggin (contrabbasso); Gegè Viezzi (violino)</p>



<p>ore 19.45 | Polpetteria Rumori</p>



<p>NOSTALGHIA JAZZ QUARTET</p>



<p>Mauro Lovato (sax baritono, soprano e clarinetto basso); Jacopo Novello (chitarra); Andrea Dal Molin (contrabbasso); Gabriele Grotto (batteria)</p>



<p>giovedì 21 maggio</p>



<p>ore 18 | Alle Colonne caffè</p>



<p>SKY TRIO</p>



<p>Dario Ponara (vibrafono); Marco Trabucco (contrabbasso); Gabriele Zoppelletto (batteria)</p>



<p>ore 19.30 | Oca Bianca da Ugo</p>



<p>TRIBUTO A PAOLO CONTE</p>



<p>Gerardo Balestrieri (piano voce e kazoo); Alberto Seggi (contrabbasso); Raul Catalano (batteria)</p>



<p>ore 19.45 | Polpetteria Rumori</p>



<p>BEL TEMPO QUARTET</p>



<p>Veronica Zatti (voce); Massimo Fracasso (tromba e flicorno); Mauro Facchinetti (chitarra); Federico Pilastro (contrabbasso)</p>



<p><strong>JAZZ IN BASILICA PALLADIANA</strong></p>



<p>In collaborazione con Bàcan, sostenuto da Fondazione Roi, sabato 16 maggio un fitto programma di concerti animerà la Basilica Palladiana e il Museo del Gioiello. Apertura prolungata della mostra “Guido Harari. Incontri” fino alle 22.30.</p>



<p>ore 12 I Museo del Gioiello<br>LORENZO CUCCO – DIEGO FERRARIN DUO<br>Lorenzo Cucco (sax tenore), Diego Ferrarin (chitarra)</p>



<p>Ingresso gratuito</p>



<p>ore 18 I salone della Basilica Palladiana (uscita mostra)</p>



<p>L.F.O. LOW FREQUENCY OSCILLATOR</p>



<p>Matteo Pontegavelli (tromba); Giulia Barba (sax alto, baritono e clarinetto basso); Federico Pierantoni (trombone); Filippo Cassanelli (contrabbasso); Giacomo Ganzerli (batteria)</p>



<p>Biglietto: 2 euro per visitare la Basilica e per assistere al concerto; 10 euro per vedere anche la mostra “Guido Harari. Incontri”.<br>ore 19 I salone della Basilica Palladiana (nella prima sala della mostra: posti a sedere nei gradoni)<br>MARCELLO ABATE “GUITAR SOLO”<br>Marcello Abate (chitarra elettrica e classica, effetti, elettronica)</p>



<p>Biglietto: 10 euro per visitare Basilica, mostra “Guido Harari. Incontri” e per assistere al concerto.<br>ore 22 I salone della Basilica Palladiana (uscita mostra)<br>RUN INTO THE APOCALYPSE<br>Rita Brancato (batteria), Andrea Leone (sax tenore), Massimiliano Dosoli (clarinetto)</p>



<p>Biglietto: 2 euro per visitare la Basilica e per assistere al concerto; 10 euro per vedere anche la mostra “Guido Harari. Incontri”.</p>



<p>Biglietti disponibili in biglietteria della Basilica Palladiana nella giornata del 16 maggio.</p>



<p><strong>GIORNATA INTERNAZIONALE DEI MUSEI</strong></p>



<p>Sabato 23 maggio dalle ore 18, in corso Palladio e nei cortili di Palazzo Leoni Montanari, Palladio Museum e Palazzo Chiericati si esibirà la Funkasin Street Band, in occasione dell’apertura prolungata di alcune sedi museali della città (seguirà comunicazione successiva).</p>



<p>Inoltre la Biblioteca Bertoliana propone un percorso di lettura dedicato al tema jazz per approfondire mondi diversi attraverso il ritmo e la magia dei libri. La bibliografia è disponibile online su&nbsp;<a href="https://biblioinrete.comperio.it/">https://biblioinrete.comperio.it/</a>&nbsp;e nelle sedi della Rete Bibliotecaria Vicentina.</p>



<p><strong>CONCERTI NELLA&nbsp;</strong><strong>VELA</strong><strong>&nbsp;DEL TETRO COMUNALE</strong></p>



<p><strong>CONCERTI HAPPY HOUR&nbsp;</strong><strong>(</strong><strong>Ingresso gratuito</strong><strong>)</strong><br>mercoledì 20 maggio<br>ore 19.30 | Teatro Comunale &#8211; Vela<br>ÀRIA<br>In collaborazione con Bàcan<br>Giuditta Franco (voce), Edoardo Cian (chitarra), Giulio Tullio (trombone), Francesco Bordignon (contrabbasso), Francesco De Tuoni (batteria)</p>



<p>giovedì 21 maggio</p>



<p>ore 19.30 | Teatro Comunale &#8211; Vela<br>ANTONIO SCANNAPIECO QUINTET<br>In collaborazione con I-JAZZ<br>Antonio Scannapieco (tromba), Pasquale Geremia (sax tenore), Guglielmo Santimone (pianoforte), Giulio Scianatico (contrabbasso), Angelo Gregorio (batteria)</p>



<p>venerdì 22 maggio</p>



<p>ore 19.30 | Teatro Comunale &#8211; Vela<br>KOLOSSO<br>In collaborazione con I-JAZZ<br>Davide Angelica (chitarra, samples, direttore musicale), Salvatore Lauriola (basso elettrico, synth bass), Pierpaolo Zenni (tastiere, synth), Giuseppe Allotta (batteria), Gaetano Alfonsi (batteria elettronica, percussioni), Daniele Nasi (sax tenore, sax soprano), Federico Califano (sax alto), Gabriele Polimeni (tromba)</p>



<p>sabato 23 maggio</p>



<p>ore 19.30 | Teatro Comunale &#8211; Vela<br>ALESSIO ZORATTO QUARTET<br>In collaborazione con Bàcan<br>Alessio Zoratto (contrabbasso), Dario Ponara (vibrafono), Luca Zennaro (chitarra elettrica), Umberto Odone (batteria)</p>



<p><strong>CONCERTI AFTER HOUR</strong>&nbsp;<strong>(</strong><strong>Ingresso gratuito</strong><strong>)</strong></p>



<p>giovedì 21 maggio<br>ore 22.30 I Teatro Comunale &#8211; Vela<br>SEXTET QUARTET<br>In collaborazione con Bàcan<br>Lorenzo Cucco (sax tenore), Costantino Angelilli (chitarra), Christian Guidolin (contrabbasso), Gabriele Da Ros (batteria)</p>



<p>venerdì 22 maggio</p>



<p>ore 22.30 | Teatro Comunale &#8211; Vela</p>



<p>TAURN<br>In collaborazione con I-JAZZ<br>Vincenzo Bosco (pianoforte), Francesco Candelieri (batteria), Giuseppe Capriello (sax tenore), Raffaele Guandalini (contrabbasso), Simone Ielardi (chitarra elettrica)</p>



<p>sabato 23 maggio</p>



<p>ore 22.30 | Teatro Comunale &#8211; Vela<br>JAM PER MATTEO</p>



<p>Inoltre la Biblioteca Bertoliana propone un percorso di lettura dedicato al tema jazz.</p>



<p></p>
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		<title>IL TEATRO OLIMPICO DI VICENZA RILANCIA I CLASSICI CON UNA NUOVA DIREZIONE ARTISTICA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 09:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[STREET TG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 13 settembre al 18 ottobre il Teatro Olimpico di Vicenza torna ad ospitare il ciclo di spettacoli classici, confermando uno degli appuntamenti culturali più significativi del calendario cittadino. L’edizione di quest’anno segna una prima assoluta: la direzione artistica è<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Dal 13 settembre al 18 ottobre il Teatro Olimpico di Vicenza torna ad ospitare il ciclo di spettacoli classici, confermando uno degli appuntamenti culturali più significativi del calendario cittadino. L’edizione di quest’anno segna una prima assoluta: la direzione artistica è affidata a Stivalaccio Teatro, realtà del territorio con una consolidata attività a livello nazionale.</p>



<p>Il nuovo corso del festival punta a intrecciare il repertorio classico con il tessuto culturale e sociale della città di Vicenza, proponendo un dialogo più diretto tra scena e comunità. Il filo conduttore dell’edizione è la riscoperta dei classici in una chiave di “alto valore politico”, attraverso l’uso di linguaggi teatrali differenti e contemporanei.</p>
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		<title>&#8220;Lisistrata&#8221; con Lella Costa chiude la Stagione di Prosa del Teatro Comunale</title>
		<link>https://www.tviweb.it/lisistrata-con-lella-costa-chiude-la-stagione-di-prosa-del-teatro-comunale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[lella costa]]></category>
		<category><![CDATA[LISISTRATA]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà un grande classico l’ultimo titolo della stagione di Prosa del Teatro Comunale di Vicenza, Lisistratada Aristofane, protagonista una grande Lella Costa in scena con Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Maria Pilar Pérez Aspa, Giorgia Senesi, Irene Serini, regia<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Sarà un grande classico l’ultimo titolo della stagione di Prosa del Teatro Comunale di Vicenza, <strong><em>Lisistrata</em></strong>da Aristofane, protagonista una grande <strong>Lella Costa</strong> in scena con <strong>Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Maria Pilar Pérez Aspa, Giorgia Senesi, Irene Serini</strong>, regia di <strong>Serena Sinigaglia</strong>, in programma <strong>m</strong><strong>ercoledì </strong><strong>6 e giovedì 7 maggio </strong>alle <strong>20.45</strong> in Sala Maggiore. Per le due date dello spettacolo ci sono ancora biglietti disponibili.</p>



<p><em>Lisistrata,</em> una produzione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico) con il Teatro Carcano, ha debuttato con grande successo al Teatro Greco di Siracusa nel giugno dello scorso anno e da allora è costantemente in tournée nei teatri in una nuova versione; è una commedia esilarante e lucidissima con il suo richiamo antico quanto il mondo: tocca alle donne ribellarsi per poter cambiare i destini della Storia. “È un testo ancora richiestissimo, perché è lo specchio di un mondo pieno di guerre”, afferma la protagonista in una recente intervista.</p>



<p>A presentare questa nuova versione di <em>Lisistrata</em> durante l’incontro a teatro in programma <strong>m</strong><strong>e</strong><strong>rcoledì 6 e giovedì 7 maggio </strong>alle 20.00, al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, sarà <strong>Nicoletta Martelletto, </strong>giornalista e caporedattrice del Giornale di Vicenza. La giornalista parlerà al pubblico di questa commedia antichissima eppure di sconvolgente attualità: un grande classico del teatro antico che esorta ad una riflessione contemporanea sul ruolo delle donne e sulla necessità di agire in una società straziata dalla guerra.<br><br></p>



<p>Scritta da Aristofane nel V secolo a.C.,&nbsp;<em>Lisistrata</em>&nbsp;è una delle più celebri commedie dell’antichità, ma&nbsp;la sua forza satirica e il suo messaggio restano sorprendentemente attuali.&nbsp;Alla base, c’è un presupposto terribilmente serio: la guerra, la distruzione continua e ciclica dell’umanità, che sembra non trovare mai una fine. In un’Atene dove gli uomini sono tutti al fronte e la politica non sa o non vuole cambiare le cose,&nbsp;è una donna a proporre una rivoluzione: fermare la guerra con un’arma insospettabile.&nbsp;Uno sciopero del sesso finché non tornerà la pace. Un gesto forse assurdo, ma è proprio nell’assurdo che la grande commedia trova la sua forza: nel sovvertire l’ordine apparente per rivelare un’altra possibile realtà.</p>



<p><em>Lisistrata</em>&nbsp;non è solo una commedia. È una provocazione, un atto di ribellione travestito da risata. L’eroina di Aristofane ha la statura di una figura tragica, determinata a riportare la vita dove regna la morte, l’amore dove impera l’odio. In un’epoca come la nostra, segnata da nuovi conflitti e vecchie tensioni, la sua voce torna a farsi sentire con prepotente urgenza.</p>



<p>E la grande commedia è sempre una provocazione, scandalo che scuote le coscienze, grazie a visioni altre, magari poco probabili, ma forse possibili.&nbsp;</p>



<p>Una commedia che parte da un presupposto di cui le notizie attuali ci rendono purtroppo ancor più consapevoli: la guerra è un dramma che affligge da sempre l’umanità e pare da sempre inarrestabile. Ma una voce si leva sulle altre: ci può essere una visione nuova? le donne che ruolo possono avere nel costruire la pace? E un’azione collettiva di resistenza e opposizione, per quanto radicale come lo sciopero del sesso, può cambiare le cose?</p>



<p>Con l’interpretazione di Lella Costa, osannata dalla critica, si ride, ma anche ci si interroga. A pagare le scelte e i giochi degli uomini sono però anche le donne: madri, mogli, sorelle di uomini mandati a morire da altri uomini. Aristofane con un’apertura mentale sorprendente intreccia le relazioni pubbliche e quelle private, e guarda a una parte dell’umanità spesso senza voce e diritti.</p>
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		<title>Con “Gli Irriducibili”, in Bertoliana si parla di legge e di fuorilegge in Veneto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:53:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[bertoliana]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> La Biblioteca civica Bertoliana di Vicenza, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia, presenta sabato 9 maggio alle 17, a Palazzo Cordellina, contra’ Riale 12, il volume “Gli irriducibili. Inimicizie, violenza e banditismo in<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr><tr><td> La Biblioteca civica Bertoliana di Vicenza, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell&#8217;Università Ca&#8217; Foscari di Venezia, presenta sabato 9 maggio alle 17, a Palazzo Cordellina, contra’ Riale 12, il volume “Gli irriducibili. Inimicizie, violenza e banditismo in età moderna” di <strong>Claudio Povolo</strong> (Il Mulino, 2026).Durante l’incontro dialogheranno con l’autore <strong>Marco Bellabarba</strong> (Dipartimento di Lettere e Filosofia, Università di Trento), <strong>Giovanni Chiodi</strong> (Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Milano-Bicocca) ed <strong>Edoardo Demo</strong> (Dipartimento di Scienze Economiche, Università di Verona).Dove la legge bandiva gli uomini, nacquero i fuorilegge. Con questo assunto Claudio Povolo apre una ricerca sul banditismo nell&#8217;Italia dell&#8217;età moderna, con fuoco sui territori della Repubblica di Venezia tra XVI e XVII secolo.Il volume ricostruisce come, in quel periodo, il bando perdesse la sua funzione di mediazione nelle inimicizie familiari per assumere un carattere radicale: chi lo violava poteva essere ucciso impunemente da chiunque.Per fronteggiare una situazione sociale sempre più instabile, le autorità ricorsero a taglie e premi, alimentando la violenza privata e favorendo la nascita di “imprenditori della violenza”. Nella pianura veneta e in altri stati territoriali, banditi e cacciatori di taglie si fronteggiarono in un clima di conflitto permanente. Povolo mostra come repressione, cultura della vendetta e nuove concezioni dell&#8217;ordine sociale si intrecciassero, anticipando miti del fuorilegge e della giustizia privata.<strong>Claudio Povolo</strong> ha insegnato Storia delle istituzioni politiche all&#8217;Università di Venezia. Si occupa di storia della giustizia penale in età moderna e contemporanea. Per il Mulino ha curato “Processo e difesa penale in età moderna” (2007).Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Turismo in Veneto, il libro che racconta passato e futuro: presentazione a Vicenza il 30 aprile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 08:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appuntamento con la storia e l’evoluzione del turismo giovedì 30 aprile alle 17 a Vicenza, dove sarà presentato il volume “Storia del turismo nel Veneto contemporaneo”. L’evento si terrà nella sede delle Gallerie d’Italia &#8211; Vicenza, con ingresso libero fino<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Appuntamento con la storia e l’evoluzione del turismo giovedì 30 aprile alle 17 a Vicenza, dove sarà presentato il volume <em>“Storia del turismo nel Veneto contemporaneo”</em>. L’evento si terrà nella sede delle Gallerie d’Italia &#8211; Vicenza, con ingresso libero fino ad esaurimento posti.</p>



<p>Il libro, pubblicato da Franco Angeli per la collana Storia delle Venezie della Fondazione di Storia di Vicenza, è stato realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo e con il patrocinio della Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali.</p>



<p>Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Elena Milan, vicedirettrice delle Gallerie d’Italia, dell’assessore alla cultura Ilaria Fantin, del presidente del comitato scientifico Egidio Ivetic e di Franco Iseppi, già presidente del Touring Club Italiano. A seguire, i curatori Filiberto Agostini, Mara Manente e Sabrina Meneghello illustreranno i contenuti del volume, con la moderazione della giornalista Nicoletta Martelletto. Il lavoro raccoglie contributi di 24 autori.</p>



<p>Il volume analizza il turismo nel Veneto da una prospettiva storica e contemporanea, mettendo in luce come il viaggio, un tempo riservato alle élite del “Gran Tour”, sia diventato un fenomeno di massa grazie allo sviluppo dei trasporti. Una trasformazione che ha portato a una vera e propria democratizzazione dell’esperienza turistica.</p>



<p>Vicenza e il Veneto, da sempre mete di viaggiatori, studiosi e pellegrini, hanno saputo mantenere nel tempo una forte tradizione di accoglienza. Oggi la regione si conferma tra le principali destinazioni turistiche in Italia per numero di presenze.</p>



<p>Il libro non si limita alla ricostruzione storica, ma approfondisce anche gli aspetti economici e gestionali del settore: dalle tipologie di viaggiatori alle loro provenienze, dalla durata dei soggiorni alla spesa. Include inoltre un ricco apparato fotografico e una sintesi del Piano strategico del turismo Veneto 2025-2027.</p>



<p>Dalle città d’arte al turismo ambientale, dall’enogastronomia allo sport, passando per il turismo lento, il settore in Veneto continua a evolversi, dimostrando una costante capacità di adattamento e innovazione di fronte alle nuove sfide.</p>



<p></p>
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		<title>La Fenice interrompe i rapporti con Beatrice Venezi: stop a tutte le collaborazioni future</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 07:59:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Fondazione Teatro La Fenice ha deciso di interrompere ogni rapporto professionale con la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi. La comunicazione è arrivata attraverso una nota ufficiale firmata dal sovrintendente Nicola Colabianchi. “La Fondazione Teatro La Fenice […] comunica di aver<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>La Fondazione Teatro La Fenice ha deciso di interrompere ogni rapporto professionale con la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi. La comunicazione è arrivata attraverso una nota ufficiale firmata dal sovrintendente Nicola Colabianchi.</p>



<p>“La Fondazione Teatro La Fenice […] comunica di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi”, si legge nel comunicato.</p>



<p>Alla base della decisione ci sarebbero alcune dichiarazioni pubbliche della direttrice, ritenute incompatibili con i principi dell’istituzione veneziana. “La decisione – si spiega – è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra”.</p>



<p>La rottura arriva al termine di mesi complessi nei rapporti tra la direttrice e il teatro, segnati da tensioni e polemiche. A pesare, in particolare, sarebbero state alcune recenti esternazioni considerate dalla Fondazione non condivisibili nei contenuti e nei giudizi espressi.</p>



<p>Secondo quanto sottolineato nella nota, tali affermazioni risultano “incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d’Orchestra”.</p>



<p>La decisione chiude dunque ogni prospettiva di collaborazione futura tra la Fenice e Venezi, segnando un punto di svolta nei rapporti tra una delle principali istituzioni culturali italiane e la direttrice d’orchestra.</p>
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		<title>Gli inglesi sono pazzi per Padova: i gusti dei lettori del The Guardian</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla base strategica nel Nordest alle isole siciliane, passando per Roma, le Cinque Terre e le Alpi piemontesi, l’Italia continua a conquistare i viaggiatori inglesi. A raccontarlo sono i lettori del Guardian, che hanno condiviso i loro luoghi preferiti nel<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Dalla base strategica nel Nordest alle isole siciliane, passando per Roma, le Cinque Terre e le Alpi piemontesi, l’Italia continua a conquistare i viaggiatori inglesi. A raccontarlo sono i lettori del <em>Guardian</em>, che hanno condiviso i loro luoghi preferiti nel Paese: esperienze di viaggio lente, autentiche e spesso lontane dai circuiti più affollati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Padova, cuore del Nordest e porta d’accesso a Venezia</h3>



<p>Tra le segnalazioni più apprezzate c’è <strong>Padova</strong>, indicata come una delle basi ideali per esplorare il Nordest italiano. La città viene descritta come un punto strategico e conveniente per visitare Venezia, grazie ai collegamenti rapidi e frequenti con Venezia Mestre, raggiungibile in circa mezz’ora in treno.</p>



<p>Secondo il racconto dei viaggiatori, soggiornare a Padova consente di risparmiare su alloggi e ristoranti rispetto alla laguna, senza rinunciare alla comodità degli spostamenti. Da qui partono facilmente anche escursioni verso <strong>Vicenza, Verona, Bologna e Bassano del Grappa</strong>, rendendo la città veneta una base perfetta per chi vuole muoversi con i mezzi pubblici nel Nordest.</p>



<p>Padova, inoltre, non è solo funzionale: viene descritta come una città che merita di essere visitata per il suo patrimonio storico e la sua atmosfera vivace, capace di offrire un’esperienza autentica lontano dal turismo più caotico di Venezia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sicilia, archeologia e un teatro greco nascosto</h3>



<p>Spostandosi al Sud, uno dei luoghi più sorprendenti è il <strong>parco archeologico di Akrai</strong>, nei pressi di Siracusa. Qui i visitatori hanno trovato un piccolo teatro greco risalente al III secolo a.C., immerso in un contesto tranquillo e poco affollato.</p>



<p>Il sito, rispetto al più noto teatro di Siracusa, offre un’esperienza diversa: più intima, libera e immersa nel silenzio della campagna siciliana. Nelle vicinanze, anche il borgo di <strong>Palazzolo Acreide</strong> viene indicato come tappa consigliata per completare la visita, soprattutto per chi cerca ristoranti tipici e atmosfere autentiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Roma e il rifugio segreto vicino al Colosseo</h3>



<p>A Roma, i lettori segnalano un angolo poco conosciuto ma particolarmente suggestivo: la <strong>Casina del Salvi</strong>, un punto panoramico immerso nel Parco del Celio. Dopo la visita al Colosseo, questo luogo viene descritto come un rifugio tranquillo dove fermarsi per un espresso, lontano dal caos turistico.</p>



<p>La posizione privilegiata consente di osservare il Colosseo da una prospettiva diversa, in un contesto silenzioso e rilassato, a pochi passi dai grandi flussi del turismo internazionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cinque Terre e Riviera ligure in bicicletta</h3>



<p>Tra le esperienze più apprezzate anche la Liguria, con particolare riferimento a <strong>Levanto</strong> come base per esplorare le Cinque Terre. I viaggiatori suggeriscono di evitare la folla dei borghi più famosi e di optare per la pista ciclabile che collega piccoli centri costieri attraverso l’ex tracciato ferroviario.</p>



<p>Il percorso, ombreggiato e panoramico, permette di raggiungere località come <strong>Bonassola e Framura</strong>, con la possibilità di fermarsi in spiagge accessibili solo a piedi o in bicicletta, lontane dal turismo di massa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dal Piemonte alla Sicilia, fino all’Adriatico</h3>



<p>Il viaggio dei lettori inglesi attraversa poi le montagne del Piemonte, con la città romana di <strong>Susa</strong> e la suggestiva abbazia della <strong>Sacra di San Michele</strong>, e si spinge fino alle isole Eolie, dove l’esperienza in kayak intorno a Vulcano viene descritta come uno dei momenti più intensi tra mare, natura e cucina locale.</p>



<p>Sulla costa adriatica, invece, la località di <strong>Grottammare</strong> nelle Marche viene apprezzata per il suo equilibrio tra mare, centro storico e atmosfera rilassata, tipica delle piccole città balneari italiane.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il concorso per i lettori</h3>



<p>I contributi fanno parte di una selezione che invita i lettori a raccontare i propri luoghi del cuore in Italia, con la possibilità di vincere un buono viaggio. Il filo conduttore resta uno: un’Italia vissuta lentamente, tra città d’arte, borghi e paesaggi naturali, spesso lontani dai percorsi più battuti ma capaci di lasciare il segno.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Sabato 25 aprile aperte gratuitamente le Gallerie d&#8217;Italia di Intesa SanPaolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:09:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[galleria d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[san paolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del 25 aprile, Intesa Sanpaolo apre gratuitamente al pubblico le quattro sedi delle Gallerie d’Italia a Milano, Napoli, Torino e Vicenza, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire mostre e collezioni permanenti. Alle&#160;Gallerie d’Italia – Milano&#160;è aperta la mostra<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p> In occasione del 25 aprile, Intesa Sanpaolo apre gratuitamente al pubblico le quattro sedi delle Gallerie d’Italia a Milano, Napoli, Torino e Vicenza, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire mostre e collezioni permanenti.</p>



<p>Alle&nbsp;<strong>Gallerie d’Italia – Milano</strong>&nbsp;è aperta la mostra fotografica&nbsp;<em>La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956</em>, realizzata in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026. L’esposizione, a cura di Aldo Grasso, valorizza i servizi fotografici prodotti dall’Agenzia Publifoto in occasione delle prime Olimpiadi invernali ospitate in Italia, a Cortina d’Ampezzo nel 1956.</p>



<p>Alle&nbsp;<strong>Gallerie d’Italia di Napoli</strong>&nbsp;è in corso&nbsp;<em>VORTICI. Alexi Worth in dialogo con la ceramica antica</em>, che mette in relazione le ceramiche attiche e magnogreche della Collezione Intesa Sanpaolo con le opere dell’artista americano Alexi Worth. Nove dipinti dialogano con reperti della Collezione Caputi, selezionati da Richard Neer (Università di Chicago), in un confronto sul tema del simposio e della gestualità del bere. Lo stile essenziale e controllato di Worth rielabora soggetti quotidiani in chiave sospesa e contemplativa.</p>



<p>Alle&nbsp;<strong>Gallerie d’Italia di Torino</strong>&nbsp;sono protagoniste due mostre.&nbsp;<em>Nick Brandt. The Day May Break.&nbsp;</em><em>La luce alla fine del giorno</em>&nbsp;presenta per la prima volta l’intero ciclo fotografico avviato nel 2020, con immagini realizzate in diverse aree del mondo segnate dalla crisi climatica. Accanto a questa,&nbsp;<em>Diana Markosian. Replaced</em>&nbsp;esplora temi intimi e universali legati alla perdita, alla memoria e all’identità, attraverso un progetto visivo fortemente autobiografico.</p>



<p>Alle&nbsp;<strong>Gallerie d’Italia – Vicenza</strong>&nbsp;prosegue inoltre la mostra&nbsp;<em>CERAMICHE E NUVOLE. Cosa le antiche ceramiche greche raccontano di noi</em>, curata dall’Associazione Illustri e prorogata fino al 7 giugno: un inedito progetto scientifico-didattico dedicato alla valorizzazione della collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quattro passi, due giornali e una domanda: cos’è davvero la saggezza? di Mario Giulianati</title>
		<link>https://www.tviweb.it/quattro-passi-due-giornali-e-una-domanda-cose-davvero-la-saggezza-di-mario-giulianati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:26:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA e MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[VENETO]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mario Giulianati Il tempo invita a fare due passi, magari quattro, e quindi mi metto in cammino per andare, come avviene ogni giorno, tempo permettendo, a ritirare i due giornali quotidiani , uno locale e l’altro nazionale, che mi consentono<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/quattro-passi-due-giornali-e-una-domanda-cose-davvero-la-saggezza-di-mario-giulianati/">Quattro passi, due giornali e una domanda: cos’è davvero la saggezza? di Mario Giulianati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mario Giulianati</p>



<p>Il tempo invita a fare due passi, magari quattro, e quindi mi metto in cammino per andare, come avviene ogni giorno, tempo permettendo, a ritirare i due giornali quotidiani , uno locale e l’altro nazionale, che mi consentono di tenermi informato alla vecchia maniera, quindi con testi e commenti oltre che con le notizie correnti, cosa che la TV fa quasi in tempo reale e ti coinvolge comunque diversamente della carta che ti fruscia tra le dita, dove ti rimane la traccia dell’inchiostro. I giornali, l’edicola, le quattro chiacchiere, i quattro passi, qualche ciao e buona giornata. Un buon inizio di un giorno che si srotola con ritmi ormai semplificati e sempre più spesso scontati. Qualcuno mi dice che alla mia età si diventa saggi. Non so bene che significhi ma, se è un complimento, ringrazio. Mi pongo una domanda: che cosa è la “saggezza”? Come si esprime e si evidenzia? A che cosa serve? A chi serve? Con gli interrogativi si può continuare un bel po’ ma non si cercano le risposte, e questo è un atteggiamento poco saggio. Una risposta viene da Cicerone, il famoso Marco Tullio, che in “L’Arte di invecchiare” ci dice che «Senectus enim est natura loquacior» che tradotto significa “La vecchiaia è per sua natura più incline alla parola». Ma non si ferma lì, ci spiega pure che in vecchiaia l’intelletto diviene più attento, più misurata le parole, e maggior serenità nell’animo. Insomma, la vecchiaia si abbina, spesso, alla compostezza del linguaggio e questa è cosa saggia. Ma se le cose stanno così, l’acquisizione della “saggezza” non è nulla di più che un rito iniziatico. Pure un po&#8217; banale. Ma così non è per i laici, studiosi oppure semplici osservatori, come per la Cristianità. In effetti è considerata una virtù fondamentale e appaiata alla sapienza ma si distinguono perché la Sapienza è un dono dello Spirito Santo mentre la saggezza umana nasce dalle esperienze e dallo studio. Ma un grande valore lo ha anche per il laico che individua la saggezza nella capacità di individuare cosa è bene e cosa non lo è, inoltre è utile per la ricerca della felicità. Un concetto discretamente ambizioso ma ci sta. Ma non finisce qui: è un fatto etico, indica la via della ragione, si forma con la conoscenza, ecco nuovamente il “sapere”, e l’esperienza. Il vocabolario Treccani ci puntualizza che la “<strong>saggezza</strong>&nbsp;/sa’dʒ: ets: a/ s. f. [der. di&nbsp;<em>saggio</em>¹]. &#8211; [l&#8217;essere saggio:&nbsp;<em>agire con s</em>.] ≈ assennatezza, avvedutezza, buonsenso, criterio, discernimento, equilibrio, giudizio, ponderazione, (<em>fam</em>.) sale (in zucca), sapienza, (<em>lett.</em>) saviezza. ↓ senno.” Sintetico ma laicamente puntuale. Su questa base si definisce la funzione del (presunto e potenziale) saggio. Una persona riconosciuta da una comunità come tale è oggetto della stima e del rispetto dei suoi componenti che ricorrono a lui per avere suggerimenti e consigli. Il saggio non è un professionista con un biglietto da visita, una targa fuori dallo studio, e nemmeno è membro di un “Ordine dei Saggi”, che non esiste. Motivo per cui i suoi consigli sono gratuiti e come spesso accade anche in altre circostanze sono considerati dei regali. Accade anche che questi consigli non vengano seguiti da comportamenti adeguati, spesso pure ignorati del tutto, ma se il richiedente non risolve il suo problema ha pure a disposizione un “capro espiatorio” che, come tale, diventa il responsabile del danno. Questo lo racconta la Bibbia nel Libro del Levitico detto anche Terzo Libro di Mosè e della Tōrāh ebraica e pure della Bibbia cristiana (Wikipedia docet). Mi permetto di dare anche io un consiglio, che è quello di non darne. La saggezza è, come già detto, una virtù di non semplice comprensione e ancor meno facilmente esercitabile. Nell’esprimerla necessità molta prudenza, sensibilità, equilibrio, conoscenza, e anche tatto. Quindi oltre che essere un esercizio virtuoso è pure un’arte, o almeno una forma di alto artigianato linguistico. Immaginatevi a bordo di un barchino calato su un torrente in cima a una montagna e dovete arrivare a valle possibilmente senza farvi un bagno. La saggezza non è solo un fatto di dottrina, di pensiero o di ipotesi ma deve pure tener conto che può divenire un fatto concreto. Quindi rappresenta una possibile eventuale sconfitta. In poche parole l’ottimo sta nel riuscire a comportarsi e a operare bene nella concretezza della quotidianità. Non è una cosa facile ma l’obbiettivo è sicuramente affascinante. Oltre che ambizioso. Ma è ora di rientrare, giornali sotto il braccio, mentre penso a Ludwig van Beethoven&nbsp;che si avvolgeva nell’assoluto silenzio della sua musica che definiva la musica una “rivelazione più profonda di ogni saggezza e filosofia” e mi rifugio in Mango (L&#8217;albero Delle Fate 2007) e nella sua interpretazione della saggezza:</p>



<p><strong>La Saggezza E Il Pane</strong></p>



<p>Semplice e nuda come mani in su<br>in questa vita rampicante in me<br>sto attento a te<br>io ho il centro di me.<br>A mia madre io prego la sapienza e il lume,<br>quel piccolo infinito<br>non è mai finito per te<br>……………………………….</p>



<p>Rondini a mille come mani in su<br>e poi di nuovo in mare,<br>le coscienze in mare<br>a mia madre io prego la saggezza e il pane<br>non ho paura adesso, non fa mai lo stesso<br>perché<br>io sto attento a te<br>io sto al centro di me,<br>io sto al centro di me.</p>



<p></p>
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		<title>Relics &#038; Comics: il Museo Zannato lancia un concorso per raccontare i reperti attraverso il fumetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:15:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[OVEST VICENTINO]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[montecchio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Assessorato alla Cultura del Comune di Montecchio Maggiore e il Museo di Archeologia e Scienze Naturali “G. Zannato”&#160;annunciano l’apertura di&#160;Relics &#38; Comics, un&#160;concorso di fumetti pensato per raccontare in modo originale e alternativo i reperti delle collezioni archeologiche e naturalistiche.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>L’<strong>Assessorato alla Cultura del Comune di Montecchio Maggiore e il Museo di Archeologia e Scienze Naturali “G. Zannato”</strong>&nbsp;annunciano l’apertura di&nbsp;<strong><em>Relics &amp; Comics</em></strong>, un<strong>&nbsp;concorso di fumetti pensato per raccontare in modo originale e alternativo i reperti delle collezioni archeologiche e naturalistiche</strong>.</p>



<p>Il contest, le cui iscrizioni sono già aperte, invita i partecipanti a scegliere un reperto specifico tra una selezione curata dal Museo, che comprende pezzi iconici come il pugnale dell’età del Bronzo, il cavalluccio marino longobardo, il fossile del granchio Titano e tanti altri. Unendo creatività e ricerca, autori e autrici saranno chiamati a trasformare i reperti in storie a fumetti, coniugando il rigore della divulgazione con la libertà dell’espressione artistica.</p>



<p>Le opere saranno valutate da una giuria composta dal personale scientifico del Museo, in particolare dalla conservatrice Anna Scalco e dal conservatore Roberto Battiston, affiancati da un fumettista professionista. Il percorso sarà inoltre accompagnato da webinar e momenti di approfondimento, con l’obiettivo di garantire l’accuratezza dei contenuti e supportare i partecipanti nella realizzazione degli elaborati.</p>



<p>Il concorso prevede la selezione di otto opere vincitrici, una per ogni reperto, che andranno a formare una nuova esposizione temporanea dedicata alla nona arte e saranno pubblicate in un volume, distribuito al termine del concorso. Inoltre, i tre migliori elaborati riceveranno un premio in denaro, rispettivamente di 300, 200 e 100 euro.</p>



<p><em>«Con questa iniziativa intendiamo valorizzare il patrimonio del Museo Zannato attraverso un linguaggio contemporaneo e coinvolgente, capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni»</em>, dichiara l’<strong>assessore alla cultura Andrea Palma</strong>.&nbsp;<em>«Il fumetto propone un approccio narrativo diverso da quello tradizionale, in grado di rendere accessibili contenuti complessi e di avvicinare il grande pubblico ai reperti in modo più ampio e diretto. L’obiettivo è di trasformare frammenti del passato e del presente in racconti dinamici, rendendoli catalizzatori di curiosità, conoscenza e senso di appartenenza al territorio»</em>.</p>



<p>Il termine per comunicare la propria adesione e inviare gli elaborati è fissato al 12 luglio 2026, nelle modalità riportate sul sito internet del Museo. La comunicazione delle opere vincitrici avverrà entro il 31 luglio, mentre la cerimonia di premiazione e l’inaugurazione della mostra sono previste per il mese di settembre 2026.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Per ulteriori informazioni:</p>



<p>Museo di Archeologia e Scienze Naturali “G. Zannato”</p>



<p>0444 492565 |&nbsp;<a href="javascript:window.mailto({mailto:'eventi@museozannato.it', subject: ''})">eventi@museozannato.it</a></p>



<p><a href="http://www.museozannato.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.museozannato.it</a></p>



<p><strong class="">Marco Billo</strong></p>



<p><a class="" href="javascript:window.mailto({mailto:'molon@hassel.it', subject: ''})">billo@hassel.it</a></p>



<p>+39 346 2276020</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://webmail.aruba.it/newuismart/cgi-bin/ajaxmail?Act_View=1&amp;_HID_=F8A568E5C074C2598FB2C3024BD6A380&amp;R_Folder=SU5CT1g=&amp;msgID=257018&amp;Body=1.2.2&amp;filename=BodyPart" alt=""/></figure>
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		<title>Vicenza &#8211; Al Comunale arriva “Le nostre donne” con Bizzarri, Paci e Zavatteri: due serate tra ironia e colpi di scena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 10:08:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una commedia brillante francese nella Stagione di Prosa del Tcvi: Le nostre donne, con Luca Bizzarri, Enzo Paci, Antonio Zavatteri, in programma mercoledì 22 e giovedì 23 aprile Lastagione di Prosa del Teatro Comunale di Vicenza presenta una nuova e<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>Una commedia brillante francese nella Stagione di Prosa </strong><strong>de</strong><strong>l </strong><strong>Tcvi: </strong><em><strong>Le nostre donne</strong></em><strong>, con Luca Bizzarri, Enzo Paci, Antonio Zavatteri, in programma</strong><strong> mercoledì 22 e giovedì 23 aprile</strong></p>



<p>Lastagione di Prosa del Teatro Comunale di Vicenza presenta una nuova e insolita proposta, una commedia brillante francese, contemporanea, che esplora con intelligenza temi universali come l’amicizia, la morale e le dinamiche uomo-donna in modo ironico, raffinato e tagliente: si tratta di <em><strong>Le nostre donne</strong></em><strong>, </strong>portata in scena da <strong>Luca Bizzarri, Enzo Paci, Antonio Zavatteri</strong>, regia di Alberto Giusta, in programma <strong>m</strong><strong>e</strong><strong>rcoledì 22 e giovedì 23 aprile </strong>alle <strong>20.45</strong> in Sala Maggiore.</p>



<p>Lo spettacolo, una nuova produzione CMC/Nidodiragno in collaborazione con il Teatro Stabile di Verona, scene e costumi Laura Benzi, luci Andrea Lisco, ha debuttato il mese scorso al Teatro Maggiore di Verbania; è firmata dall’autore franco-tunisino <strong>Éric Assous</strong> (scomparso nel 2020) due volte Premio Molière (nel 2010 e nel 2015 come miglior autore francofono), insignito anche del Grand Prix du Théâtre dell’Académie Française per la sua attività di drammaturgo.&nbsp; Assous è conosciuto in Francia come uno dei più prolifici autori del “théâtre privé”, un tipo di teatro che esplora la complessità delle relazioni umane con&nbsp;umorismo,&nbsp;profondità&nbsp;e una buona dose di&nbsp;cinismo. <em>Le nostre donne</em> è un titoloin cui si sono cimentati i mostri sacri del cinema e del teatro d’oltralpe: dopo il grande successo al Théâtre de Paris con Jean Reno e Daniel Auteuil in scena, il coprotagonista e regista Richard Berry ha realizzato nel 2015 il film omonimo (<em>Nos femmes</em>) con lo stesso Auteuil e Thierry Lhermitte come interpreti.</p>



<p>Come di consueto, nelle due date dello spettacolo &#8211; <strong>m</strong><strong>e</strong><strong>rcoledì 22 e giovedì 23 aprile </strong>alle 20.00, al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza &#8211; si svolgerà l’incontro a teatro condotto da <strong>Antonio Di Lorenzo, </strong>giornalista e scrittore, che presenterà al pubblico l’originale spettacolo teatrale e la sua duplice capacità di essere nello stesso tempo, leggero e spietato, coinvolto e coinvolgente.</p>



<p><em>Le nostre donne</em>vede in scenaun irresistibile trio di attori italiani &#8211; Luca Bizzarri,&nbsp;Enzo Paci&nbsp;e&nbsp;Antonio Zavatteri &#8211; protagonisti di una commedia dal ritmo inarrestabile che gioca con il ribaltamento dei ruoli e con i colpi di scena. Tre amici di lunga data &#8211; Max, Paul e Simon &#8211; si incontrano per la loro solita serata di poker, ma quella notte niente andrà secondo i piani. Tra&nbsp;imprevisti, coup de théâtre, battute e dialoghi taglienti<strong>,&nbsp;</strong>lo spettacolo esplora il mondo maschile e le sue fragilità, mettendo a nudo ipocrisie, debolezze e desideri repressi. Le donne, pur non essendo mai presenti in scena, dominano la conversazione e il cuore del racconto, diventando presenze costanti e determinanti: compagne, mogli, amanti o semplici fantasmi interiori.</p>



<p>Una commedia comica e intelligente con un testo dal ritmo incalzante,&nbsp;in perfetto stile francese: raffinata e dissacrante, leggera e spietata al tempo stesso, interpretata da un cast d’eccezione: in scena un nome notissimo come Luca Bizzarri, recentemente tornato al suo primo amore, il teatro; Enzo Paci, apprezzato protagonista del film di Rai1&nbsp;<em>Come è umano lei</em>&nbsp;sulla vita di Paolo Villaggio e Antonio Zavatteri, attore e regista teatrale, spesso apprezzato in fiction e film. Tutti e tre (come il regista Alberto Giusta) diplomati alla Scuola dello Stabile di Genova, un vero e proprio marchio di fabbrica.</p>



<p>Un&#8217;occasione imperdibile per il pubblico di assistere a una prova attoriale di grande livello, tra amicizia, risate e verità scomode, una partitura a più voci (e stati d&#8217;animo) che attraversa&nbsp;tutti gli umori del presente.</p>



<p><strong>I biglietti </strong>per la Stagione di Prosa sono in vendita alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (Viale Mazzini, 39) aperta dal martedì al sabato (esclusi i festivi) dalle 15.00 alle 18.15, oppure al telefono, chiamando lo 0444 324442 nei giorni di apertura della biglietteria dalle 16.00 alle 18.00; oppure online su www.tcvi.it.</p>



<p>I prezzi sono: 30 euro l’intero, 25 euro il ridotto over 65, 15 euro il ridotto under 30, 12 euro il prezzo ultime file (dalla T alla Y); per gli studenti universitari in possesso della VI-University Card è previsto un biglietto unico a 7 euro. È possibile comprare i biglietti anche con la Carta del Docente e le Carte della Cultura.</p>
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		<title>Dal trionfo di Varsavia al debutto a Vicenza: arriva il pianista Eric Lu</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 08:39:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
		<category><![CDATA[eric lu]]></category>
		<category><![CDATA[teatro comunale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La grande musica internazionale fa tappa a Vicenza: martedì 21 aprile la Società del Quartetto di Vicenza accoglie al Teatro Comunale di Vicenza il debutto cittadino del pianista americano Eric Lu, tra i talenti più apprezzati della scena classica contemporanea.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>La grande musica internazionale fa tappa a Vicenza: martedì 21 aprile la Società del Quartetto di Vicenza accoglie al Teatro Comunale di Vicenza il debutto cittadino del pianista americano Eric Lu, tra i talenti più apprezzati della scena classica contemporanea.</p>



<p>Classe 1997, originario del Massachusetts, Lu si è imposto all’attenzione internazionale vincendo due tra i concorsi pianistici più prestigiosi al mondo: il Concorso di Leeds nel 2018 e, più recentemente, il celebre Concorso Chopin di Varsavia. Un percorso che lo ha portato a esibirsi nelle principali sale da concerto europee e americane, collaborando con orchestre di primo piano come la London Symphony Orchestra e la Royal Philharmonic.</p>



<p>Il recital vicentino si inserisce in una tournée di alto profilo che lo vede protagonista anche al Barbican Centre di Londra e alla Konzerthaus di Vienna. In carriera, Lu ha già calcato palcoscenici iconici come il Concertgebouw di Amsterdam, la Gewandhaus di Lipsia e l’Elbphilharmonie di Amburgo.</p>



<p>Il programma della serata riflette due pilastri del repertorio pianistico particolarmente cari all’interprete: Franz Schubert e Frédéric Chopin. In apertura gli Improvvisi Op. 142 di Schubert, concepiti come un ciclo unitario nonostante la pubblicazione separata. Il concerto prosegue con una selezione di brani di Chopin: dalla Ballata in Fa minore alla Polacca Op. 71 n. 2, fino al suggestivo Notturno Op. 27 n. 1.</p>



<p>Gran finale con la Sonata n. 3 in Si minore Op. 58, oggi considerata una delle opere più importanti del compositore, nonostante le iniziali riserve della critica.</p>



<p>Ad arricchire l’esperienza del pubblico, una novità tecnologica: durante l’esecuzione sarà attivo un grande schermo sopra il palco, che permetterà di seguire da vicino i dettagli della performance. Una modalità già diffusa all’estero che la Società del Quartetto intende sperimentare anche a Vicenza.</p>



<p>Il concerto avrà inizio alle 20:45. I biglietti sono ancora disponibili, con prezzi a partire da 10 euro, acquistabili presso la sede della Società del Quartetto, la biglietteria del teatro e online.</p>
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		<title>A Vicenza nasce &#8220;Ispirazione Europa. Dialoghi d’arte tra il XIX e XX secolo&#8221;</title>
		<link>https://www.tviweb.it/a-vicenza-nasce-ispirazione-europa-dialoghi-darte-tra-il-xix-e-xx-secolo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 09:38:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo capolavori d’arte, ma storie di incontri, viaggi, influenze e visioni che hanno attraversato i confini. Da questa idea nasce Ispirazione Europa, il nuovo progetto espositivo promosso dal Comune di Vicenza e presentato alla stampa nella Sala degli Stucchi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/a-vicenza-nasce-ispirazione-europa-dialoghi-darte-tra-il-xix-e-xx-secolo/">A Vicenza nasce &#8220;Ispirazione Europa. Dialoghi d’arte tra il XIX e XX secolo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>Non solo capolavori d’arte, ma storie di incontri, viaggi, influenze e visioni che hanno attraversato i confini. Da questa idea nasce Ispirazione Europa, il nuovo progetto espositivo promosso dal Comune di Vicenza e presentato alla stampa nella Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino, che tra il 2026 e il 2028 porterà in Basilica Palladiana tre grandi mostre dedicate ai rapporti tra l’Italia e Germania, Francia e Spagna.La trilogia – curata da Gabriella Belli e Valerio Terraroli – è realizzata in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, ed è promossa e organizzata da Marsilio Arte, con main partner Intesa Sanpaolo.Un progetto di respiro internazionale che attraversa cinque secoli di storia culturale e artistica collocando al centro artisti, idee e relazioni che hanno contribuito a formare lo spirito europeo.Ad aprire il ciclo, il 13 novembre 2026, sarà Italia Germania, prima tappa di un racconto che proseguirà con Italia Francia nel 2027 e Italia Spagna nel 2028.<br><br><strong>Un progetto per raccontare lo spirito europeo</strong>Ispirazione Europa nasce con l’obiettivo di indagare il ruolo che le arti hanno avuto nella costruzione di una cultura condivisa nel continente. Pittori, scultori, architetti, designer, musicisti, fotografi e intellettuali hanno generato nel tempo una rete di influenze che ha superato i confini politici e geografici.Le tre mostre presenteranno ciascuna circa cento opere tra dipinti, sculture, fotografie, lavori su carta e documenti, costruendo un percorso che intreccia la storia dell’arte con quella politica e sociale dell’Europa. Non si tratta di un semplice confronto tra scuole nazionali, ma del racconto di come il dialogo culturale e artistico abbia spesso anticipato trasformazioni profonde della società europea.Il progetto è stato presentato oggi in Sala degli Stucchi a Palazzo Trissino da Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza, da Ilaria Fantin, assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città di Vicenza, da Luca De Michelis amministratore delegato di Marsilio Arte, da Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d&#8217;Italia e dai curatori Gabriella Belli e Valerio Terraroli.<br><br>«Un grande progetto che ci accompagnerà per tre anni porterà in città grandi opere di artisti italiani, tedeschi, francesi e spagnoli – ha dichiarato il sindaco <strong>Giacomo</strong> <strong>Possamai</strong> -. Un progetto straordinario, uno dei più importanti che la città abbia offerto negli ultimi decenni. Si sviluppa con l’intenzione di raccontare come l’Europa sia nata a poco a poco dalle relazioni artistiche e culturali tra i Paesi che ora la costituiscono. La proposta ha un particolare valore proprio in questi anni in cui è fondamentale per noi sottolineare il senso dell’identità europea. In relazione alla prima mostra, grazie al dialogo con l’ambasciata tedesca, abbiamo già ottenuto l’inserimento nelle celebrazioni dei 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania e abbiamo già intrapreso dei contatti con le istituzioni tedesche che vogliamo coinvolgere in attività che si svolgeranno in città. Accanto al progetto espositivo – ha poi spiegato il sindaco &#8211; desideriamo collegare un percorso culturale che coinvolga tutta la città, dedicato alle relazioni tra i Paesi europei e per questo abbiamo chiesto alle categorie economiche e alle associazioni di fare una riflessione sugli scambi di tipo commerciale, musicale, artistico tra i Paesi coinvolti, creando uno spartito unico su cui lavorare insieme e in sintonia».<br><br>«Da un lato, un’ispirazione europea che guiderà Vicenza verso un rafforzamento delle relazioni internazionali, ampliandone il respiro e intensificando il dialogo con le città gemellate – ha sottolineato l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città <strong>Ilaria Fantin</strong> -. Dall’altro, una ricaduta concreta sul territorio, attraverso un lavoro di coordinamento condiviso con il Forum Cultura, il tessuto commerciale, le categorie economiche, il mondo dello sport e quello dell’istruzione. Si apre oggi il triennio della città: un percorso che unisce visione europea e valorizzazione locale, con l’obiettivo di costruire sviluppo, partecipazione e nuove opportunità per tutta la comunità».<br><br>«Con &#8216;Ispirazione Europa&#8217; non inauguriamo solo una stagione espositiva, ma diamo vita a un vero e proprio laboratorio culturale che per tre anni trasformerà la Basilica Palladiana nel cuore pulsante del dialogo continentale – ha preso la parola<strong> Luca De Michelis</strong>, amministratore delegato di Marsilio Arte -. Insieme al Comune di Vicenza e ai nostri partner, abbiamo voluto scommettere su un progetto di ampio respiro che va oltre la semplice contemplazione del capolavoro: vogliamo raccontare come l’arte sia stata, e continui a essere, il linguaggio comune su cui si fonda l’identità europea. Portare a Vicenza circa trecento opere in un triennio, costruendo ponti con Germania, Francia e Spagna, significa riaffermare il ruolo dell&#8217;Italia come baricentro di una storia condivisa, capace di generare valore culturale e attrattività internazionale».<br><br>«In naturale continuità con il lavoro fatto negli ultimi anni al fianco del Comune di Vicenza, Intesa Sanpaolo rinnova il proprio sostegno ai progetti espositivi nei magnifici spazi della Basilica Palladiana, dove sarà ospitato un grande racconto in tre tappe dedicato all’arte, alla cultura e all’identità europea – ha detto <strong>Michele Coppola</strong>, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d&#8217;Italia -. Condividere questo nuovo percorso significa ribadire il nostro impegno nei confronti della città, che si esprime anche nel ruolo e nelle attività delle Gallerie d’Italia, sede museale della Banca e luogo di relazione con il territorio».<br><br>Hanno quindi concluso i due curatori <strong>Gabriella Belli</strong> e <strong>Valerio Terraroli</strong>: «La nostra sfida è stata quella di superare la logica delle scuole nazionali per indagare la fitta trama di incontri, viaggi e visioni che hanno reso l&#8217;Europa un&#8217;unica, grande officina creativa. Attraverso questa trilogia, vogliamo mostrare come il dialogo tra artisti — da Goethe a Beuys, da Picasso a Vedova — abbia spesso anticipato i grandi cambiamenti sociali e politici del nostro continente. Non si tratta di mostre statiche, ma di percorsi vivi: &#8216;Ispirazione Europa&#8217; è un viaggio attraverso cinque secoli di osmosi culturale, dove l&#8217;inquietudine e la speranza di un’epoca trovano forma in una pittura che non ha mai riconosciuto i confini geografici come barriere, ma come punti di contatto e di nuova rinascita».<br><br><strong>La prima mostra</strong><br><strong>Italia Germania<br>Pittura e scultura tra Ottocento e Novecento<br>Da Canova a Kiefer<br>13 novembre 2026 – 2 maggio 2027</strong>Ad aprire la trilogia sarà Italia Germania, che sarà visitabile dal 13 novembre 2026 al 2 maggio 2027. Il progetto vanta la collaborazione speciale del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno e della Casa di Goethe di Roma. Ha inoltre ricevuto il patrocinio dell’Ambasciata tedesca, rientrando tra le attività organizzate per le celebrazioni dei 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania. Il percorso attraversa due secoli di relazioni culturali tra i due Paesi, con particolare attenzione al Novecento, quando il dialogo tra artisti, intellettuali e architetti-designer italiani e tedeschi diventa uno dei motori della modernità europea.<br>L’esposizione ricostruisce una trama fitta di viaggi, incontri, influenze e confronti che hanno trasformato il linguaggio dell’arte e, più in generale, la visione culturale dell’Europa.<br>La mostra è suddivisa in capitoli corrispondenti ai momenti più significativi di questa osmosi, in relazione alla storia artistica politica e sociale dei due Paesi, e riporta alla luce episodi, protagonisti e vicende fondamentali.<br>Il percorso esplora il XIX e il XX secolo, evidenziando come in questi reciproci scambi tra artisti, intellettuali e letterati siano nate nuove idee e rivoluzioni dei linguaggi artistici. Allo stesso tempo, questi dialoghi sono stati il riflesso di inquietudini e di speranze di un’epoca segnata da crisi profonde, spesso anticipando le cadute e le successive rinascite che hanno caratterizzato la storia europea in quei due secoli.<br><br><strong>Le radici tra Settecento e Ottocento: il mito dell’Italia</strong>Il racconto prende avvio sul finire del Settecento, quando l’Italia diventa una meta fondamentale per artisti e intellettuali tedeschi.<br>Il viaggio compiuto da Johann Wolfgang von Goethe tra il 1786 e il 1788 – destinato a diventare uno dei testi fondativi della cultura europea – contribuisce a diffondere nel mondo germanico l’idea dell’Italia come luogo di rigenerazione artistica e spirituale.<br>In questo clima nasce a Roma la comunità dei Nazareni, pittori tedeschi che scelgono di vivere e lavorare insieme per restituire alla pittura una dimensione morale e religiosa ispirata alla purezza dell’arte rinascimentale italiana. Tra i protagonisti spicca Friedrich Overbeck, figura simbolo di questa esperienza e di uno dei primi momenti di dialogo moderno tra le due culture.<br>Accanto a questa vicenda si sviluppa il confronto tra diverse interpretazioni del classicismo europeo, alimentato dalle teorie di Johann Joachim Winckelmann e incarnato dall’opera di Antonio Canova, che in mostra si confronta con il più giovane scultore nordico Bertel Thorvaldsen.<br>Alla fine del XIX secolo gli scambi si fanno più intensi grazie alle Secessioni, in particolare quella di Monaco, e alla visionarietà di Giorgio de Chirico che si confronta con Franz von Stuck, ma anche con la cultura simbolista di Max Klinger e Arnold Böcklin, quest’ultimo attivo lungamente in Italia.<br><br><strong>Avanguardie a confronto<br></strong>Con l’inizio del Novecento il dialogo tra Italia e Germania entra in una fase decisiva.<br>Nel 1912 e nel 1913, a Berlino, la galleria Der Sturm ospita due storiche esposizioni nelle quali partecipano i futuristi italiani. È uno dei momenti più intensi di incontro tra le avanguardie europee: artisti come Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Gino Severini si confrontano con gli espressionisti tedeschi, protagonisti della Brücke e del Blaue Reiter, tra cui Franz Marc e August Macke, Carlo Mense, Heinrich Campendonk, Emil Nolde, Karl Schmidt-Rottluff. Nonostante le differenze, questo confronto contribuisce ad ampliare il linguaggio della pittura europea e a ridefinire le possibilità di rappresentazione della modernità.<br><br><strong>Tra le due guerre: arte e società<br></strong>Negli anni Venti il rapporto tra Italia e Germania assume una dimensione più complessa, riflettendo le tensioni politiche e sociali dell’epoca.<br>Il Realismo Magico italiano e la Neue Sachlichkeit tedesca mostrano sorprendenti affinità nel modo di rappresentare la realtà: una pittura sospesa tra precisione e inquietudine, capace di raccontare le fragilità dell’individuo e della società dopo la tragedia della guerra.<br>Artisti come Felice Casorati, Antonio Donghi, Gino Severini e Cagnaccio di San Pietro dialogano idealmente con figure della pittura tedesca come Otto Dix, George Grosz, Heinrich Maria Davringhausen, Christian Schad, Georg Schrimpf, Alexander Kanoldt, interpreti con altri di pari importanza, delle inquietudini della Germania di Weimar. Parallelamente si apre un altro capitolo decisivo: quello dell’astrazione. Le ricerche sviluppate attorno al Bauhaus ridefiniscono il rapporto tra arte, architettura, design e società. In Italia, soprattutto a Milano è attorno alla Galleria Il Milione, che queste idee trovano una nuova generazione di artisti pronti a sperimentare linguaggi radicalmente innovativi.<br>Le opere di Vasilij Kandinskij, Josef Albers e Willi Baumeister esercitano una forte influenza su artisti italiani come Mauro Reggiani, Mario Radice, Luigi Veronesi, Carlo Rho, Alberto Magnelli, Fausto Melotti e Lucio Fontana<br><br><strong>Dopo il 1945: ricostruire attraverso l’arte<br></strong>Nel 1958 una mostra a Roma, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna (poi allo Städtische Museum Morsbroich di Leverkusen), dal titolo Pittori tedeschi e italiani contemporanei, riapre, dopo le profonde ferite della guerra, il dialogo tra i due Paesi in un clima di riappacificazione generale. Saranno presenti, tra gli altri, Alberto Burri, Piero Dorazio, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Santomaso, Tancredi Parmeggiani, Toti Scialoja, e i tedeschi Karl Fred Dahmen, Fritz Winter, Hermann Bachmann, Peter Herkenrath, Bernard Schultze, Ernst W. Nay, e altri ancora.<br>Il secondo dopoguerra rappresenta un momento decisivo per ridefinire le relazioni culturali europee.<br>Le accademie tedesche diventano luoghi di confronto internazionale dove si incontrano diverse generazioni di artisti. In questo contesto nasce anche il gruppo ZERO, fondato nel 1957 a Düsseldorf da Heinz Mack e Otto Piene, ai quali si unisce, poco dopo, Günther Uecker.<br>Il gruppo manterrà uno stretto dialogo con l’Italia, dove attorno alla rivista Azimuth troviamo – in linea con la poetica tedesca – Enrico Castellani, Piero Manzoni, Agostino Bonalumi, Lucio Fontana.<br><br><strong>Memoria, identità, contemporaneità<br></strong>Tra le figure più emblematiche emerge Joseph Beuys, artista, teorico e docente che nel corso della sua vita intreccia profondi legami con l’Italia, trasformando l’arte in uno strumento di riflessione politica, sociale ed anche di supporto alle prime teorizzazioni green: proprio su quest’ultimo fronte il suo lavoro troverà rispondenze con autori dell’Arte Povera, sostenuta teoricamente da Germano Celant, Merz, Penone, Zorio in particolare. Emilio Vedova, pure per breve tempo docente a Düsseldorf, tra i più intensi interpreti italiani del rapporto tra arte e impegno civile, farà da perno con alcuni emblematici lavori a questo cortocircuito di visioni estetiche e di impegno sociale, dialogando con alcuni artisti d’area germanofona come gli azionisti viennesi Arnulf Rainer e Günther Brus, ma anche del più giovane Hermann Nitsch.<br>Dalla fine degli anni Settanta il dialogo tra Italia e Germania continua attraverso protagonisti di grande rilievo internazionale. Artisti come Sigmar Polke, Gerhard Richter, Anselm Kiefer e Georg Baselitz affrontano nei loro lavori il tema della memoria storica e della responsabilità culturale dell’Europa dopo le tragedie del Novecento.<br>Negli anni Ottanta la riflessione sulla memoria e sull’identità riemerge con forza nelle ricerche dei neo-figurativi tedeschi, i Neuen Wilden, tra cui Markus Lüpertz, Helmut Middendorf e Rainer Fetting, riemerse nella più giovane generazione della Scuola di Lipsia, con Neo Rauch. Queste esperienze entrano immediatamente in relazione con quanto accade in Italia con la Transavanguardia, teorizzata da Achille Bonito Oliva, e con artisti come Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino e Nicola De Maria.Il percorso si chiude idealmente con lo sguardo rivolto al presente, attraverso una nuova generazione di artisti italiani e tedeschi che ancora oggi continuano a confrontarsi e collaborare, mantenendo vivo lo scambio culturale tra Roma e Berlino.<br><br><br><strong>Le prossime tappe della trilogia</strong><br><strong>Italia Francia<br>2027</strong>La seconda mostra della trilogia sarà dedicata ai rapporti artistici tra Italia e Francia, con un’attenzione particolare all’Ottocento, secolo decisivo per la nascita della pittura moderna.Uno dei momenti simbolici di questo dialogo è la storica mostra del 1874 nello studio del fotografo Nadar, alla quale partecipa anche l’italiano Giuseppe De Nittis. Con gli Impressionisti la pittura esce definitivamente dagli studi accademici per confrontarsi con la luce e la vita moderna. Gli scambi tra i due Paesi erano però già molto intensi grazie al mercato internazionale promosso dalla Goupil &amp; Cie, che contribuì alla diffusione di numerosi artisti italiani nel collezionismo francese: tra questi Boldini, De Nittis, Michetti, Corcos, Morelli e Mancini.Un capitolo centrale metterà a confronto la Scuola di Barbizon, con figure come Jean-François Millet e Jean-Baptiste-Camille Corot, i Macchiaioli toscani e la Scapigliatura lombarda, rappresentata da Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni. Un ruolo importante in questo dialogo sarà quello dei mercanti Vittore Grubicy de Dragon e Alberto Grubicy, che favorirono la circolazione di nuove ricerche sulla luce e sul colore.Il percorso proseguirà con il confronto tra il Pointillisme francese – con Georges Seurat, Paul Signac e Henri-Edmond Cross – e il Divisionismo italiano di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Angelo Morbelli e Gaetano Previati.Un passaggio fondamentale alla fine dell’Ottocento sarà affidato al confronto tra Paul Cézanne e Segantini, figure che aprono la strada alla pittura del nuovo secolo, dal Cubismo al Futurismo. Il dialogo continuerà poi tra la Metafisica di Giorgio de Chirico e il Surrealismo di André Breton, con artisti come André Masson, Hans Arp e Yves Tanguy in dialogo con Savinio.Figure di passaggio tra le due culture saranno Enrico Prampolini e Alberto Magnelli, protagonisti delle prime ricerche astratte in dialogo con le coeve esperienze francesi.La mostra si concluderà nel secondo dopoguerra con il confronto tra l’Informale francese – con Jean Fautrier, Jean-Paul Riopelle e Hans Hartung – e quello italiano, rappresentato da Burri, Vedova, che molto guarderà alla Francia in questi anni, Morlotti e Afro.<br><br><strong>Italia Spagna</strong><br><strong>2028</strong>La terza mostra allargherà lo sguardo fino all’età moderna, ricostruendo i rapporti tra Italia e Spagna dal tardo Cinquecento al Novecento.Il percorso si aprirà con El Greco, formatosi a Venezia accanto alla pittura di Tiziano e Tintoretto, e con la rivoluzione naturalistica di Caravaggio, la cui influenza segna profondamente la pittura spagnola del Seicento, da Diego Velázquez a Jusepe de Ribera.Nel corso del XVII e XVIII secolo gli scambi si intensificano: artisti italiani come Luca Giordano e Giambattista Tiepolo lavorano in Spagna, mentre Francisco Goya soggiorna in Italia. Un ruolo di collegamento tra i due mondi artistici è svolto anche da Francisco Preciado de la Vega, attivo a lungo a Roma.Tra Ottocento e primo Novecento Roma e Venezia diventano luoghi privilegiati di incontro per artisti spagnoli come Mariano Fortuny y Mandrazo, Ignacio Zuloaga e Joaquín Sorolla, protagonisti anche delle prime Biennali veneziane.Il Novecento sarà dominato dalla figura di Pablo Picasso, che nel 1918 arriva in Italia per collaborare con Sergej Djagilev e i Ballets Russes, entrando in contatto con artisti come Giacomo Balla e Fortunato Depero.Le ricerche di Salvador Dalí e Joan Miró, Juan Gris, affiancati da autori come Julio González e Pablo Gargallo, dialogheranno con la pittura e scultura italiana del tempo, mentre il surrealismo troverà un punto di contatto con la visione di de Chirico e Savinio.Il percorso si chiuderà nel secondo dopoguerra con il confronto tra il ciclo Per la Spagna di Emilio Vedova e artisti come Antoni Tàpies e Manolo Millares, Eduardo Chillida, presente nel 1962 alla mostra curata da Giovanni Carandente, Sculture nella Città nell’ambito del V Festival dei Due Mondi di Spoleto, fino alle esperienze degli anni Sessanta con il gruppo Equipo Crónica e artisti come Manolo Valdés e Eduardo Arroyo, in dialogo con la scena italiana di Festa e Schifano.</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



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		<title>Bassano si tinge di contemporaneo: inaugura MBM Gallery, nuovo cuore pulsante per l’arte e il design</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 08:51:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BASSANO DEL GRAPPA – C’è un nuovo capitolo nella scena culturale bassanese. Venerdì 10 aprile aprirà ufficialmente i battenti MBM Gallery, uno spazio espositivo inedito che promette di diventare un punto di riferimento per l’arte contemporanea e la progettualità d&#8217;avanguardia.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p><strong>BASSANO DEL GRAPPA</strong> – C’è un nuovo capitolo nella scena culturale bassanese. <strong>Venerdì 10 aprile</strong> aprirà ufficialmente i battenti <strong>MBM Gallery</strong>, uno spazio espositivo inedito che promette di diventare un punto di riferimento per l’arte contemporanea e la progettualità d&#8217;avanguardia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="737" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-3-737x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-363268" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-3-737x1024.jpeg 737w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-3-300x417.jpeg 300w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-3-1106x1536.jpeg 1106w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-3-100x139.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-3-846x1175.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-3.jpeg 1152w" sizes="auto, (max-width: 737px) 100vw, 737px" /></figure>



<p>La galleria non è solo un luogo espositivo, ma il risultato di una sinergia profonda tra due visioni complementari: quella di <strong>Matteo Bizzotto Montieni</strong> e quella di <strong>Daniele Polita</strong>. L’incontro tra la loro sensibilità curatoriale e un’imprenditorialità legata al mondo del design ha dato vita a un contenitore ibrido, capace di far dialogare linguaggi diversi e di guardare al territorio con occhi nuovi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p>Per celebrare il primo passo di questo percorso, MBM Gallery inaugura con una mostra collettiva che riunisce alcune delle voci più interessanti del panorama artistico attuale. La selezione spazia tra tecniche e approcci differenti, offrendo una panoramica poliedrica della creatività contemporanea.</p>



<p>Gli artisti protagonisti della mostra inaugurale sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Andrea Bizzotto, Giorgia Bonafini, Franz Chi, Saul Costa</strong></li>



<li><strong>Paolo Demo, Carlo Martini, Andrea Meneghetti, Chiara Moletz</strong></li>



<li><strong>Anastasia Moro, Vito Pavan e Maria Scarsella</strong></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p>L’obiettivo dichiarato dai fondatori è chiaro: trasformare MBM Gallery in un crocevia di idee, un luogo dove l’arte non sia solo osservata, ma vissuta come parte integrante dell’evoluzione estetica e sociale della città. L’evento di venerdì rappresenta dunque molto più di una semplice vernice; è la presentazione di un progetto a lungo termine che mira a elevare Bassano del Grappa all&#8217;interno dei circuiti artistici nazionali.</p>



<p>L&#8217;appuntamento per scoprire questo nuovo spazio è fissato per <strong>venerdì 10 aprile</strong>. Un&#8217;occasione imperdibile per immergersi nelle nuove tendenze e conoscere da vicino gli artisti che daranno voce alla prima stagione di questa ambiziosa avventura.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-5-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-363269" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-5-768x1024.jpeg 768w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-5-313x417.jpeg 313w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-5-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-5-100x133.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-5-846x1128.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-5-1184x1579.jpeg 1184w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-07-at-12.27.44-5.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



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		<title>“Istantanee” a Noventa Vicentina: le immagini inedite di Mario Lasalandra in mostra a Villa Barbarigo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 15:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSO VICENTINO - AREA BERICA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio tra fotografia e immaginazione, alla scoperta di uno sguardo rimasto a lungo nascosto. Sarà questo il cuore della mostra fotografica “Istantanee, tra viaggi e immaginazione”, che il Club Fotografico Il Campanile BFI dedica al maestro della fotografia Mario<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Un viaggio tra fotografia e immaginazione, alla scoperta di uno sguardo rimasto a lungo nascosto. Sarà questo il cuore della mostra fotografica <strong>“Istantanee, tra viaggi e immaginazione”</strong>, che il Club Fotografico Il Campanile BFI dedica al maestro della fotografia Mario Lasalandra.</p>



<p>L’esposizione, allestita nella Sala Esposizioni di Villa Barbarigo a Noventa Vicentina, propone una selezione di immagini di viaggio a colori finora inedite. Si tratta di fotografie custodite per anni e oggi rese finalmente visibili grazie alla collaborazione della moglie, Maria Elena Tuzza, che ha contribuito a riportare alla luce una parte meno conosciuta della produzione artistica di Lasalandra.</p>



<p>La mostra sarà aperta al pubblico dall’11 aprile al 3 maggio 2026, con orari di visita il venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 19. L’ingresso è libero.</p>



<p>L’inaugurazione è in programma venerdì 10 aprile alle ore 18 nella Sala Paradiso di Villa Barbarigo (con prenotazione obbligatoria) e vedrà la partecipazione di ospiti di rilievo: Nicola Saldutti, giornalista del Corriere della Sera, Fulvio Merlak, presidente onorario FIAF e presidente Portfolio Italia, e Margherita Boccali, antropologa, fotografa e videomaker.</p>



<p>L’iniziativa rappresenta un’occasione per riscoprire un autore attraverso uno sguardo diverso, più intimo e legato al viaggio, capace di unire documentazione e immaginazione.</p>



<p>Tviweb dedicherà inoltre un servizio alla mostra, accompagnando il pubblico dentro il percorso espositivo e raccontando da vicino le opere e la figura di Mario Lasalandra.</p>



<p>Per informazioni è possibile consultare il sito <a href="http://www.fotoclub-ilcampanile.it">www.fotoclub-ilcampanile.it</a>, scrivere a <a>info@fotoclub-ilcampanile.it</a> o contattare il numero 328 7684497.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-09-at-17.42.41-724x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-363230" srcset="https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-09-at-17.42.41-724x1024.jpeg 724w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-09-at-17.42.41-295x417.jpeg 295w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-09-at-17.42.41-1086x1536.jpeg 1086w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-09-at-17.42.41-100x141.jpeg 100w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-09-at-17.42.41-846x1197.jpeg 846w, https://www.tviweb.it/notizie-vicenza/tv-vicenza/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-09-at-17.42.41.jpeg 1131w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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		<title>Dal 1604 a oggi: il primo brevetto italiano per la pasta è veneto. Oggi protagonista in Senato</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:50:15 +0000</pubDate>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>PADOVA, 07 aprile 2026 – La storia della pasta italiana torna sotto i riflettori. Questa mattina, nella sala Caduti di Nassiriya del Senato a Roma, si è svolto l’incontro <strong>“La storia della pasta prende forma: Padova 1604 in Senato”</strong>, dedicato alla presentazione di un manoscritto storico che documenta il primo brevetto protoindustriale per la produzione meccanica di pasta.</p>



<p>Il documento, datato 26 gennaio 1604, riporta il cosiddetto <strong>“privilegio pubblico”</strong> concesso a Bartolomeo Veronese, detto Abbondanza, per un congegno innovativo in grado di produrre <strong>bigoli, menudelli, lasagne e maccheroni</strong>. All’iniziativa ha partecipato anche il senatore di FdI Luca De Carlo.</p>



<p>Come ricostruito da Paolo Caratossidis, promotore del Festival della cucina veneta, Bartolomeo Veronese non era un semplice venditore di farina, ma un vero imprenditore che operava sull’asse <strong>Verona-Vicenza-Padova-Venezia</strong>, sfruttando un macchinario capace di sostituire il lavoro di dieci uomini. Grazie a questo congegno, la pasta divenne un prodotto di massa venduto nelle piazze, anticipando di secoli i moderni sistemi di produzione industriale.</p>



<p>Il progetto <strong>Padova 1604</strong> mira a valorizzare questa pagina di storia produttiva italiana, trasformandola in un’iniziativa culturale e di marketing territoriale, per restituire centralità al contributo della città di Padova nel panorama gastronomico nazionale.</p>
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		<title>La donna che 100 anni fa sparò in faccia a Mussolini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 14:04:34 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>Questa storia, quasi dimenticata, è ripresa oggi dalla BBC. Cento anni fa una donna irlandese andò vicinissima a cambiare il corso della storia. Il 7 aprile 1926, Violet Gibson emerse dalla folla a Roma e sparò al dittatore fascista Benito Mussolini. La testata giornalistica britannica ha intervistato la pronipote della donna.</p>



<p>Il colpo sfiorò il volto del Duce, ferendolo al naso. La donna tentò di sparare una seconda volta, ma la pistola si inceppò. Subito dopo venne salvata dalla polizia: “Probabilmente i sostenitori di Mussolini l’avrebbero uccisa”, ha raccontato la pronipote Philippa Gibson.</p>



<p>Violet Gibson fu incarcerata in Italia e successivamente deportata in Inghilterra, dove venne internata in un istituto psichiatrico a Northampton fino alla morte, avvenuta nel 1956. Tra i quattro tentativi di assassinio documentati contro Mussolini, il suo fu quello che andò più vicino al successo.</p>



<p>Proveniente da una famiglia aristocratica e influente, Violet era figlia del barone Ashbourne, alto rappresentante giuridico dell’Irlanda. Nonostante un’educazione tipica dell’alta società, si ribellò alle aspettative familiari: si convertì al cattolicesimo e abbracciò idee socialiste. Una scelta che la famiglia non accolse favorevolmente, anche se il suo carattere intelligente e le sue condizioni di salute mentale contribuirono a un atteggiamento più tollerante.</p>



<p>Trasferitasi in Italia, imparò la lingua e si dedicò anche ad attività di beneficenza. Tuttavia, la sua vita fu segnata da gravi problemi psicologici: dopo la morte improvvisa del fidanzato ebbe un crollo nervoso, fu coinvolta in un’aggressione con coltello e tentò il suicidio.</p>



<p>Secondo la pronipote, dietro al gesto c’erano sia motivazioni politiche sia religiose. Gibson avrebbe intuito la pericolosità del fascismo e la violenza del regime, già evidente dopo l’assassinio del politico socialista Giacomo Matteotti. Il suo gesto fu quindi, almeno in parte, un sacrificio per una causa che riteneva giusta.</p>



<p>Il giorno dell’attentato, racconta Philippa, nessuno sospettò di quella donna apparentemente anziana che riuscì ad avvicinarsi a pochi metri dal dittatore. Mussolini, girando leggermente la testa, evitò conseguenze fatali.</p>



<p>Dopo l’episodio, il governo britannico e la famiglia Gibson scrissero allo stesso Mussolini per congratularsi della sopravvivenza e sottolineare l’instabilità mentale della donna. Anche il regime fascista sfruttò questo aspetto, evitando che il gesto venisse interpretato come un atto politico organizzato.</p>



<p>Il fallito attentato contribuì paradossalmente a rafforzare l’immagine di Mussolini come figura “invincibile”, quasi protetta da una missione superiore. Il dittatore sarebbe poi stato ucciso nel 1945 dai partigiani italiani durante la fuga.</p>



<p>La figura di Violet Gibson ha continuato a suscitare interesse nel tempo, ispirando libri, canzoni, opere teatrali e un film nel 2021. Nel 2022, a Dublino è stata inaugurata una targa commemorativa in suo onore.</p>



<p>La pronipote Philippa ha concluso sottolineando un aspetto importante: pur ammirando il coraggio e la determinazione della sua antenata, non giustifica la violenza politica. “Non è mai la soluzione”, ha affermato, riconoscendo però che il gesto fu guidato da convinzioni profonde e da una forte volontà di sacrificio.</p>
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		<title>Vicenza, il turismo raccontato come invenzione: nuovo appuntamento alla Fondazione di Storia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 14:51:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue a Vicenza la rassegna “Vicenza. Storie di invenzioni”, ciclo di conferenze che anticipa il Vicenza Storia Festival. Il secondo dei cinque incontri in programma si terrà giovedì 2 aprile alle 18 nella sede della Fondazione di Storia, ospitata a<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Prosegue a Vicenza la rassegna “Vicenza. Storie di invenzioni”, ciclo di conferenze che anticipa il Vicenza Storia Festival. Il secondo dei cinque incontri in programma si terrà giovedì 2 aprile alle 18 nella sede della Fondazione di Storia, ospitata a Palazzo Giustiniani Baggio.</p>



<p>L’appuntamento sarà dedicato al tema <strong>“L’invenzione del turismo: visitare il Veneto e Vicenza”</strong> e vedrà gli interventi di Egidio Ivetic, presidente del Comitato scientifico della Fondazione, e di Filiberto Agostini.</p>



<p>Oggi il turismo è percepito come un fenomeno di massa, ma non è sempre stato così. Nelle epoche precedenti, il viaggio – il celebre “Gran Tour” – era un’esperienza riservata alle élite. La nascita del turismo moderno è legata allo sviluppo dei trasporti, che nel tempo hanno reso gli spostamenti sempre più accessibili, contribuendo a una vera e propria democratizzazione del viaggio.</p>



<p>In questo contesto, Vicenza e il Veneto hanno storicamente rappresentato mete privilegiate per viaggiatori, studiosi e pellegrini. Un territorio che ha saputo mantenere e rinnovare nel tempo una forte tradizione di accoglienza, oggi declinata in una vasta gamma di strutture e modalità di ospitalità.</p>



<p>Non a caso il Veneto si conferma da anni la regione leader in Italia per presenze turistiche, segno di una capacità costante di innovazione da parte degli operatori del settore, chiamati a reinventarsi di fronte alle nuove sfide del turismo contemporaneo.</p>



<p>Per informazioni sull’evento è possibile consultare il sito del Comune di Vicenza.</p>
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		<title>Montecchio riscopre la figura dell’avvocato Lorenzoni: donato al Comune il fondo storico</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:44:00 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>Il Comune di Montecchio Maggiore ha ufficialmente concluso l’iter di acquisizione di un importante fondo documentale legato alla figura dell’avvocato Antonio Lorenzoni, illustre concittadino vissuto tra il Settecento e l’Ottocento. La cerimonia pubblica, organizzata nell’ambito delle iniziative di valorizzazione della memoria storica della Città, si è svolta sabato 28 marzo 2026 nella sala del Consiglio comunale del Municipio, alla presenza degli eredi di Lorenzoni, che hanno effettuato la donazione, e delle autorità istituzionali.</p>



<p>Antonio Lorenzoni nacque a Montecchio Maggiore nel 1755 e, dopo gli studi universitari a Padova, si dedicò all’avvocatura presso il Foro di Vicenza, dove si distinse per competenza e autorevolezza. La sua fama si consolidò grazie alla pubblicazione di importanti opere giuridiche, tra cui “Istituzioni del diritto civile privato per la provincia vicentina” del 1781 e “Istituzioni del Diritto Pubblico Interno per il Regno Lombardo-Veneto” del 1835, testi che per lungo tempo costituirono un punto di riferimento per gli amministratori della giustizia. Accanto all’attività giuridica, coltivò una passione per la musica, pubblicando un saggio dedicato al flauto traverso e alla storia musicale. A lui si deve la costruzione di Villa Lorenzoni nel centro della città, attualmente sede del Museo Civico “G. Zannato”, dove morì il 13 settembre 1842 all’età di 87 anni. In segno della grande stima di cui godeva, la Municipalità di Vicenza volle che la sua salma fosse trasportata nella tomba dedicata ai personaggi illustri nel cimitero cittadino del capoluogo.</p>



<p>Anche Montecchio Maggiore ne ha custodito nel tempo il ricordo: nel 1876 l’amministrazione comunale gli dedicò un busto, tuttora collocato nella Sala del Consiglio. La recente donazione, avvenuta grazie al tramite del professor Enrico Coden che ha condotto studi storici sulla pubblicazione di Lorenzoni in ambito musicale, comprende un ritratto dell’avvocato e un’antica libreria con oltre cento tra volumi e documenti archivistici, ora collocati nella sala del Consiglio comunale in Municipio. Il percorso acquisitivo, avviato lo scorso anno, ha previsto sopralluoghi e verifiche condotte dall’Ufficio Cultura per appurare il valore storico del materiale.</p>



<p>«Questa donazione ci permette di portare nuova luce su un nostro illustre concittadino. Inoltre, riaccende il bisogno di ricordare e tramandare le vite dei montecchiani che si sono contraddistinti in passato e che troppo spesso vengono dimenticati sotto la “polvere” della storia», dichiara l’assessore alla cultura della Città di Montecchio Maggiore, Andrea Palma, ringraziando tutti i soggetti coinvolti nella donazione. «Spesso menzioniamo distrattamente il loro nome solo per motivi toponomastici senza però interrogarci a fondo su chi erano. L’intento è quello di richiamare l’attenzione sulle loro vite e su quanto essi fecero, per non dimenticare».</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Le domeniche vicentine di una volta</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 09:16:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[CURIOSITÀ - LIFESTYLE]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Alessandro Cammarano Le domeniche di una volta a Vicenza avevano una forma precisa, quasi rituale. Non era scritto da nessuna parte, eppure tutti lo sapevano: si usciva di casa vestiti bene, si andava a messa e poi si scendeva<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Di Alessandro Cammarano</p>



<p>Le domeniche di una volta a Vicenza avevano una forma precisa, quasi rituale. Non era scritto da nessuna parte, eppure tutti lo sapevano: si usciva di casa vestiti bene, si andava a messa e poi si scendeva verso il centro. Il resto della giornata, in fondo, era già deciso.</p>



<p>La città si metteva lentamente in moto tra le pietre antiche del centro storico. Dalle chiese – il Duomo, Santa Corona, San Lorenzo, i Servi – uscivano famiglie intere: padri con il cappotto buono, madri con la borsetta stretta al braccio, bambini che avevano già capito quale sarebbe stata la ricompensa per la pazienza dimostrata durante la funzione. La ricompensa aveva un nome molto semplice: le pastine.</p>



<p>Era il primo rito della domenica.</p>



<p>Bastava fare pochi passi verso piazza dei Signori, sotto la grande ombra della Basilica palladiana, perché l’aria cambiasse. Il profumo di caffè tostato si mescolava a quello del burro e della crema pasticcera. Le vetrine delle pasticcerie brillavano come piccoli altari laici: file di bignè, diplomatici, cannoncini, tartellette alla frutta disposte con una precisione quasi teatrale.</p>



<p>Tra i luoghi più frequentati c’era la Pasticceria Venezia, nata nei primi anni del Novecento e da allora presenza stabile nel cuore della città. Generazioni di vicentini hanno imparato a riconoscerne la vetrina e l’odore inconfondibile che usciva dalla porta ogni domenica mattina. Ancora oggi è uno dei simboli della tradizione dolciaria cittadina, sopravvissuta a guerre, cambiamenti sociali e trasformazioni urbane.</p>



<p>A pochi passi, in piazzetta Palladio, stava – e fortunatamente sta tuttora – la Pasticceria Sorarù, una di quelle istituzioni cittadine che sembrano appartenere da sempre al paesaggio urbano. Il locale, attivo da generazioni, è rimasto per decenni uno dei punti d’incontro della borghesia vicentina: il posto dove fermarsi per un caffè dopo la messa e scambiare qualche parola sul tempo, sul lavoro o, più spesso, sul Lanerossi.</p>



<p>La domenica mattina quei locali erano pieni ma mai rumorosi. Si entrava con una certa compostezza, quasi con rispetto. Il padre ordinava il caffè, la madre sceglieva due o tre pastine dal vassoio, i bambini osservavano il piattino arrivare come se contenesse qualcosa di prezioso. Bastava poco: un bignè alla crema, una diplomatica, un cannoncino. Era festa.</p>



<p>Il centro, però, non viveva solo di pasticcerie. C’erano anche botteghe che oggi sopravvivono soprattutto nella memoria cittadina, ma che per decenni hanno segnato la geografia affettiva della città, osservando rigorosamente il turno di chiusura festiva: le Sorelle Beltramello, Morbin, Nardini-Impiumi, Geremia; quanti ricordi…</p>



<p>Tornando ai dispensatori di dolcezza in contrà Santa Barbara si trovava la pasticceria Rudatis, un nome che molti vicentini ricordano ancora con affetto. Il locale era noto soprattutto per una specialità semplice ma irresistibile: la treccia, una brioche intrecciata ricca di burro e zucchero che per anni è stata una presenza quasi obbligata sulle tavole domenicali. Chi usciva dal centro con il pacchetto di Rudatis legato con lo spago sapeva di portare a casa qualcosa che faceva parte delle piccole certezze della città.</p>



<p>Sempre nel tessuto antico del centro storico c’era anche La Meneghina, una delle più antiche offellerie cittadine – oggi convertita in champagneria –, la cui origine risale addirittura al Settecento. Per oltre due secoli è stata un punto di riferimento per i dolci della tradizione vicentina e per le colazioni lente della domenica mattina.</p>



<p>Dopo il rito delle pastine, la domenica vicentina entrava nel suo secondo atto, forse il più caratteristico: le “vasche”.</p>



<p>Il palcoscenico era corso Palladio. Oggi diremmo che era una passeggiata, ma il termine locale dice molto di più: fare le vasche significava camminare avanti e indietro lungo la via principale senza un vero scopo, se non quello di esserci.</p>



<p>La città intera sembrava muoversi dentro quel corridoio di portici. Si partiva dalla piazza, si arrivava verso piazza Castello, e poi si tornava indietro. Un flusso continuo e lento, quasi come una marea.</p>



<p>Le famiglie procedevano con calma, guardando le vetrine. I ragazzi invece si muovevano in piccoli gruppi, seguendo traiettorie invisibili e strategiche. Le vasche erano anche un gigantesco sistema di comunicazione sentimentale: uno sguardo incrociato, un saluto improvvisato, un cambio di direzione studiato con attenzione.</p>



<p>Lungo il percorso c’erano le soste obbligate. Il Caffè Commercio, il Bar Borsa sotto la Basilica, il Garibaldi e altri bar del centro erano luoghi dove la città si fermava a discutere di politica, di calcio o semplicemente della vita quotidiana.</p>



<p>Il rumore delle scarpe sul pavimento dei portici, il tintinnio delle tazzine, il profumo che usciva dalle pasticcerie: tutto contribuiva a creare quell’atmosfera che oggi sembra appartenere a un’altra epoca.</p>



<p>Verso il tardo pomeriggio la folla cominciava lentamente a diradarsi. I bambini venivano trascinati via con la promessa di una merenda a casa; gli adulti rientravano con il pacchetto di dolci sotto braccio. Le luci delle vetrine si spegnevano una dopo l’altra.</p>



<p>Eppure restava qualcosa nell’aria.</p>



<p>Forse l’odore di crema e caffè che continuava a galleggiare tra le pietre del centro storico. O forse la sensazione – difficile da spiegare oggi – che per qualche ora la città intera si fosse ritrovata nello stesso posto.</p>



<p>Camminando lentamente avanti e indietro lungo una strada.</p>



<p>Proprio come in un vecchio film di memoria collettiva, dove la trama non è fatta di grandi eventi ma di piccoli riti: una pastina alla crema, un caffè al banco, una passeggiata sotto i portici.</p>



<p>E la certezza che, la domenica, Vicenza fosse tutta lì.</p>



<p></p>
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		<title>All&#8217;Odeon di Vicenza proiezione speciale del film “Non è la fine del mondo” con la regista Zanella, l&#8217;autrice Gazzola e l&#8217;attore Bosca (il trailer)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:55:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì 2 aprile alle ore 20.30 il Cinema Odeon di Vicenza ospiterà una proiezione speciale del film “Non è la fine del mondo”, diretto da Valentina Zanella e tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice Alessia Gazzola. All’evento saranno presenti in sala<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Mercoledì 2 aprile alle ore 20.30 il Cinema Odeon di Vicenza ospiterà una <strong>proiezione speciale del film “Non è la fine del mondo”</strong>, diretto da <strong>Valentina Zanella</strong> e tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice <strong>Alessia Gazzola</strong>.</p>



<p>All’evento saranno presenti in sala la regista <strong>Valentina Zanella</strong>, l’autrice <strong>Alessia Gazzola</strong> e l’attore <strong>Andrea Bosca</strong>, protagonisti del film, che dialogheranno con il pubblico prima della proiezione.</p>



<p>Il cast del film comprende <strong>Fotinì Peluso, Andrea Bosca, Paolo Ruffini, Paolo Rossi, Ivana Lotito</strong> e vede la partecipazione speciale di <strong>Barbara Bouchet</strong>.</p>



<p>Distribuito nelle sale italiane dal <strong>26 marzo da KPlus Film</strong>, il film è stato selezionato in concorso nella sezione <strong>“Per il cinema italiano”</strong> della 17ª edizione del <strong>Bari International Film &amp; TV Festival</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La sinossi</h3>



<p>Emma, con i suoi capelli ribelli e gli occhi dolci, è un’eterna stagista che si trova a dover ricominciare tutto da capo. Nella Roma sognante e caotica, da precaria invisibile, Emma affronta la vita con leggerezza tra equivoci, romanzi Harmony e il villino dei suoi desideri. Solo mettendo in gioco se stessa capirà che è arrivato il momento di smettere di leggere la vita degli altri per iniziare a scrivere la sua. E che <strong>Pietro Scalzi</strong>, produttore tenebroso, non è il cattivo della storia, ma l’eroe inatteso: perché il vero lieto fine è solo l’inizio.</p>



<p>L’appuntamento al <strong>Cinema Odeon di Vicenza</strong> mercoledì 2 aprile alle 20.30 rappresenta un’occasione unica per incontrare dal vivo regista, autrice e attore protagonisti del film.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="x-resp-embed x-is-video x-is-youtube"><iframe loading="lazy" title="Non è la fine del mondo - Trailer Ufficiale" width="846" height="476" src="https://www.youtube.com/embed/XBD8dGkUNcA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Vicenza &#8211; Guido Harari: cinquant’anni di incontri fotografici in Basilica Palladiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 27 marzo al 26 luglio 2026, la Basilica Palladiana di Vicenza ospita “Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti”, un’esposizione che attraversa mezzo secolo di carriera del fotografo, con oltre 300 fotografie, installazioni, filmati e memorabilia. Promossa<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Dal 27 marzo al 26 luglio 2026, la Basilica Palladiana di Vicenza ospita <strong>“Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti”</strong>, un’esposizione che attraversa mezzo secolo di carriera del fotografo, con oltre 300 fotografie, installazioni, filmati e memorabilia. Promossa dal Comune di Vicenza in collaborazione con Rjma progetti culturali e Wall of Sound Gallery, la mostra non celebra solo una carriera: racconta il significato profondo del fotografare, inteso come incontro con l’altro.</p>



<p>La fotografia di Harari è come musica: jazz e rock insieme, improvvisazione e struttura, libertà e rigore. Nei suoi ritratti, da Bob Dylan a persone comuni, emerge l’unicità di chi si trova davanti all’obiettivo. Attraverso la musica, la cultura, la scienza e la vita quotidiana, Harari ha costruito un archivio di incontri che va oltre la rappresentazione: un racconto di relazioni e autenticità.</p>



<p>L’allestimento, curato dagli architetti Giorgio e Giulio Simioni, dialoga con la monumentalità del Salone dei Cinquecento, organizzando le sezioni come ambienti distinti ma interconnessi, in un percorso che guida il visitatore attraverso la storia della fotografia come si attraversa una partitura musicale. La mostra si apre con la stanza dell’adolescenza, dove poster, riviste e memorabilia raccontano l’inizio dello sguardo di Harari, per poi condurre al palco dei concerti e dietro le quinte, dove i grandi artisti – da David Bowie a Vasco Rossi, da Lou Reed a Kate Bush – vengono catturati nel momento in cui abbassano la guardia.</p>



<p>Molte immagini nascono dall’improvvisazione, in pochi minuti e nei contesti più improbabili: nei backstage, negli alberghi, per strada. Il ritratto, come spiega Harari, diventa allora “il buon tempo” della fotografia: un incontro carico di attenzione, desiderio e curiosità, lontano dall’intellettualizzazione e vicino all’emozione. Progressivamente, la musica lascia spazio ad altri mondi: scrittori, cineasti, coreografi, scienziati e attivisti entrano nell’inquadratura come interlocutori. Nasce così il progetto <strong>“Italians”</strong>, un censimento delle eccellenze italiane nel mondo, da Margherita Hack a Rita Levi Montalcini, da Ennio Morricone a Roberto Benigni, che continua da trent’anni a espandersi.</p>



<p>A completare il percorso, un Pantheon sospeso di 24 ritratti di grande formato – da George Harrison a Jane Goodall, da Lou Reed a Laurie Anderson – celebra i volti più significativi della carriera di Harari. La visita può essere arricchita da un’audioguida con la voce dello stesso fotografo, da filmati d’epoca, videointerviste e dal documentario <strong>“Guido Harari. Sguardi randagi”</strong>, prodotto da Tekla Films per RaiDoc e proiettato il 27 marzo al cinema Odeon.</p>



<p>Al centro della mostra, la <strong>Caverna Magica</strong> permette al pubblico di diventare protagonista: su prenotazione, chiunque può farsi ritrarre da Harari in uno spazio libero da copioni e sovrastrutture. I ritratti realizzati vengono esposti in tempo reale lungo le pareti dell’esposizione, dando vita a <strong>“Occhi di Vicenza”</strong>, una mostra nella mostra. L’esperienza è un invito a tornare umani, a fotografare come incontro, a restituire attenzione autentica senza invadere.</p>



<p>La mostra è stata presentata alla presenza del sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, dell’assessore alla Cultura, Turismo e Attrattività Ilaria Fantin, dello stesso Harari e di Shel Shapiro. Il sindaco ha sottolineato come la Basilica Palladiana diventi così un luogo vivo, capace di trasformarsi per accogliere proposte culturali sempre diverse. L’assessore Fantin ha evidenziato l’unicità dei ritratti di Harari: immagini che raccontano storie, emozioni e relazioni autentiche, superando la semplice celebrazione della celebrità.</p>



<p>In un’epoca in cui l’immagine è spesso merce di scambio e performance, <strong>“Guido Harari. Incontri”</strong> riafferma un principio fondamentale: fotografare significa incontrare, ascoltare e sollevare domande, non fornire risposte.</p>



<p></p>
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		<title>Villa Contarini: aggiudicati i lavori per oltre 1,1 milioni di euro per il restauro delle sale interne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 12:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[piazzola]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Regione del Veneto compie un nuovo passo concreto nella valorizzazione del proprio patrimonio storico-artistico: sono stati aggiudicati in via definitiva i lavori del secondo lotto di restauro di Villa Contarini, a Piazzola sul Brenta (PD), per un investimento complessivo<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>La Regione del Veneto compie un nuovo passo concreto nella valorizzazione del proprio patrimonio storico-artistico: sono stati aggiudicati in via definitiva i lavori del secondo lotto di restauro di Villa Contarini, a Piazzola sul Brenta (PD), per un investimento complessivo di 1.146.621,07 euro.L’intervento riguarda in particolare il restauro delle superfici murarie decorate di alcune sale interne del complesso monumentale, uno degli esempi più prestigiosi di architettura veneta, e si inserisce nel più ampio piano di recupero e conservazione avviato dalla Regione.I lavori sono finanziati con risorse messe a disposizione dall’Istituto Regionale Ville Venete (IRVV), nell’ambito del programma di interventi destinati al consolidamento, restauro e valorizzazione del complesso monumentale.L’intervento si inserisce nel programma triennale dei lavori pubblici 2025-2027 e rappresenta un ulteriore tassello del piano straordinario di manutenzione e recupero dell’edificio, avviato per rispondere alla necessità di interventi conservativi urgenti e indifferibili.&#8221;Investire nella manutenzione e nel restauro di luoghi come Villa Contarini, di proprietà della Regione dal 2005, &#8211; dichiara l’assessore regionale al patrimonio Filippo Giacinti &#8211; significa preservare l’identità culturale del nostro territorio e trasmetterla alle future generazioni. Villa Contarini rappresenta un vero e proprio gioiello architettonico, che non solo è testimonianza del passato, ma anche motore di sviluppo culturale, turistico ed economico. La bellezza va tutelata con continuità e visione. Questo intervento conferma l’impegno della Regione nel garantire una cura costante e valorizzazione programmata del proprio patrimonio&#8221;.  <a href="http://tracking.regve.it/track/qaR9ZwR0AGxlAQR0AQx2BQN2AGNlAPM5qzS4qaR9ZQblDN" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<item>
		<title>Caterina Guzzanti al Teatro Comunale di Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 15:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo lei &#8211; di e con Caterina Guzzanti &#8211; in scena al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, giovedi 26 marzo Nella stagione diProsa al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza è in programma un nuovo appuntamento di introspezione, ricco<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><em><strong>Secondo lei </strong></em><strong>&#8211; </strong><strong>di e con Caterina Guzzanti &#8211; in scena al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, giovedi 26 marzo</strong></p>



<p>Nella stagione diProsa al Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza è in programma un nuovo appuntamento di introspezione, ricco di sottile umorismo, focalizzato sulle dinamiche di coppia viste e interpretate da un’attrice e autrice di provato talento: <em><strong>Secondo lei</strong></em><strong>,</strong> scritto e portato in scena da <strong>Caterina Guzzanti</strong> con <strong>Federico Vigorito</strong>. Lo spettacolo, una nuova produzione Infinito e Argot produzioni, è in cartellone <strong>giovedì 26 marzo</strong> alle 20.45; propone un racconto sottile sul desiderio di accettazione che condiziona scelte di vita e relazioni interpersonali, nella vita a due, ma anche nel contesto sociale. I biglietti sono attualmente esauriti; eventuali disponibilità, solo in caso di rinuncia da parte dei possessori, saranno comunicate agli iscritti alla lista d’attesa disponibile sul sito del teatro.</p>



<p>Col suo primo testo di prosa e la sua prima regia, <em>Secondo lei</em>, Caterina Guzzanti affronta un tema universale e su cui il dibattito oggi è più aperto e vivo che mai; è prima di tutto uno spettacolo sulla fragilità, un lungo, intimo, delicato flusso di pensiero dal punto di vista femminile, una prospettiva di parte, ma aperta e mai giudicante, che in modo perentorio pone al centro una profonda riflessione sulla giustezza della coppia a tutti i costi.</p>



<p>L’amore idealizzato come luogo sicuro e salubre diventa negazione quotidiana e sistematica del bisogno e del desiderio altrui: un silenzioso campo di battaglia in cui fraintendimenti e necessità affondano goffamente in un pantano di aspettative tradite e promesse disattese, mentre il solo imbarazzante desiderio sarebbe quello di essere capiti, accettati e perdonati.</p>



<p><em>Secondo lei</em>è una storia sulla crisi tanto dell’uomo quanto della donna, nella quale dolore e ironia convivono nel paradosso della coppia, in cui ognuno riconoscerà tante storie. Il bisogno di realtà, di trovare una soluzione tangibile alla distanza creatasi, irrompe e rimbomba nella vita dei due protagonisti, condizionandone i pensieri e le scelte e lasciandoli sopraffatti da un sentimento di imbarazzo e di inadeguatezza.</p>



<p>Lo spettacolo è una storia che invita a riflettere su come la nostra cultura e la società in cui viviamo, malgrado la strada che sembra, almeno in apparenza, intrapresa, continuano a condizionare sia le donne che gli uomini nelle scelte principali della loro vita così come nelle relazioni, nei legami più intimi con l’altro e con noi stessi.</p>



<p>Da dove viene la sensazione che per diventare adulti ci si debba rifugiare nell’altra persona anziché investire nella propria indipendenza? La letteratura, 60 anni dopo l’esistenzialismo di Simone De Beauvoir, sembra l’unica forma capace di restituire proprio l’incomunicabile di cui parla <em>Secondo lei,</em> perché ancora oggi c’è bisogno di constatare che queste esperienze sono le stesse dei nostri simili, a prescindere dagli strumenti che si hanno a disposizione. È il linguaggio che ci reintegra nella società umana, come diceva lei stessa: “<em>un dolore che trova le parole per raccontarsi smette di essere esclusione radicale e si fa meno insostenibile”.</em></p>



<p><em>Secondo lei </em>è uno spettacolo scritto e diretto da <strong>Caterina Guzzanti </strong>con la collaborazione artistica di <strong>Paola Rota, </strong>luci di <strong>Cristian </strong>Zucaro, scene di <strong>Eleonora De Leo</strong>, effetti sonori di <strong>Angelo Elle</strong>, costumi a cura di <strong>Ziamame.</strong> È un progetto nato nell’ ambito di Scritture &#8211; Scuola di Drammaturgia diretta da Lucia Calamaro<strong>.</strong></p>



<p>Dopo lo spettacolo (durata 75 minuti senza intervallo),Caterina Guzzanti e Federico Vigorito incontreranno gli spettatori al Ridotto; la conversazione sarà condotta da Marco Ghiotto, giornalista, musicologo, ideatore e direttore editoriale del sito vicult.net.</p>



<p><strong>I biglietti </strong>per la Stagione di Prosa al Ridotto sono in vendita alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (Viale Mazzini, 39) aperta dal martedì al sabato (esclusi i festivi) dalle 15.00 alle 18.15, oppure al telefono, chiamando lo 0444 324442 nei giorni di apertura della biglietteria dalle 16.00 alle 18.00; oppure online su www.tcvi.it.</p>



<p>I prezzi sono: 29 euro l’intero, 23 euro il ridotto over 65 e il ridotto under 30; per gli studenti universitari in possesso della VI-University Card è previsto un biglietto unico a 7 euro. È possibile comprare i biglietti anche con la Carta del Docente e le Carte della Cultura. Sono inoltre ancora in vendita le Gift Card.</p>



<p><strong>Informazioni</strong></p>



<p>Sito ufficiale: <a href="http://www.tcvi.it/">www.tcvi.it</a></p>



<p>Facebook: <a href="http://www.facebook.com/teatro.comunale">www.facebook.com/teatro.comunale</a></p>



<p>Instagram: <a href="http://www.instagram.com/tcvicenza">www.instagram.com/tcvicenza</a></p>



<p></p>
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		<title>Vicenza &#8211; Com&#8217;era la Sanità nella Repubblica di Venezia. Incontro nell&#8217;Odeo del Teatro Olimpico</title>
		<link>https://www.tviweb.it/vicenza-comera-la-sanita-nella-repubblica-di-venezia-incontro-nellodeo-del-teatro-olimpico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 14:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Sanità nella Repubblica di Venezia e Alessandro Massaria: giovedì 26 marzo, intuizioni ed errori nelle pestilenze del XVI-XVII secolo con Nelli Vanzan Marchini, Daniela Marrone e Gaetano Thiene Giovedì 26 marzo alle 17.30, nell’Odeo del Teatro Olimpico, l’Accademia Olimpica<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-comera-la-sanita-nella-repubblica-di-venezia-incontro-nellodeo-del-teatro-olimpico/">Vicenza &#8211; Com&#8217;era la Sanità nella Repubblica di Venezia. Incontro nell&#8217;Odeo del Teatro Olimpico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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<p><strong>La Sanità nella Repubblica di Venezia e Alessandro Massaria:</strong> <strong>giovedì 26 marzo, intuizioni ed errori nelle pestilenze del XVI-XVII secolo</strong> <strong>con Nelli Vanzan Marchini, Daniela Marrone e Gaetano Thiene</strong></p>



<p>Giovedì 26 marzo alle 17.30, nell’Odeo del Teatro Olimpico, l’Accademia Olimpica propone una conferenza dal titolo <em>“La Sanità nella Repubblica di Venezia”</em>, un viaggio nel passato della gestione della salute pubblica guidato dalle storiche Nelli-Elena Vanzan Marchini e Daniela Marrone e dall’accademico olimpico Gaetano Thiene, professore emerito di Patologia cardiovascolare dell’Università di Padova.</p>



<p>Dopo un intervento di apertura del presidente dell’Accademia Olimpica, Giovanni Luigi Fontana, i relatori accompagneranno il pubblico alla scoperta di come nel XVI e nel XVII secolo la Serenissima, crocevia di imponenti attività mercantili, affrontava le problematiche legate alle epidemie, in particolare quelle di peste. Uno specifico focus, inoltre, sarà dedicato ad Alessandro Massaria, medico che, oltre ad essere tra i fondatori dell’Accademia Olimpica, nel 1576-1578 mise in atto nella sua Vicenza una serie di avanguardistici interventi preventivi e di controllo del contagio: un’esperienza che egli stesso riportò, nel 1579, nel <em>“De Peste”</em>, trattato che ancora oggi sorprende per le intuizioni e le modalità di intervento del brillante scienziato vicentino.</p>



<p>Nelli-Elena Vanzan Marchini, tra le più autorevoli studiose della storia della Serenissima, si soffermerà sul ruolo ricoperto dal Magistrato alla Sanità della Repubblica di Venezia e sulle forme di controllo delle pestilenze, con particolare attenzione all’epidemia del 1630, l’ultima a colpire la città nonostante il pieno fervore degli scambi commerciali: fu proprio per questo motivo che il sistema sanitario della Serenissima e il Magistrato divennero un “modello” anche ben oltre i confini della Repubblica, con il riconoscimento internazionale delle misure da esso introdotte, dai lazzaretti al monitoraggio dei focolai epidemici, fino alle misure di contumacia e di espurgo imposte a persone, animali e merci provenienti dall’estero.&nbsp;</p>



<p>Di Massaria e del <em>“De Peste”</em> parlerà Daniela Marrone, docente dell’Università di Padova. Composta probabilmente tra il 1577 e il 1578, l’opera rappresenta una cronaca dell’epidemia che in quegli anni colpì vari territori della Repubblica di Venezia, analizzata da un punto di vista sia teorico che pratico: dall’osservazione dei primi casi registrati a Vicenza alle modalità di diffusione del contagio, fino ai provvedimenti adottati dalle autorità cittadine per contenere l’epidemia, come l’isolamento dei malati nel Lazzaretto, la segregazione dei conviventi nel Campo Marzio e il confinamento obbligatorio della popolazione nelle proprie abitazioni.</p>



<p>Con Gaetano Thiene, infine, il pubblico scoprirà che durante quella pestilenza vennero chiamati a consulto i professori Girolamo Mercuriale e Girolamo Capodivacca dell’Università di Padova, che però sottostimarono la gravità dell’epidemia, nonostante le preoccupazioni espresse dai medici veneziani e dai provveditori alla Sanità. Il Senato veneziano diede purtroppo ascolto ai padovani, non attivando tempestivamente le misure di contenimento e causando un terribile aumento dei casi infetti e dei decessi. A Vicenza l’intervento del medico e accademico Alessandro Massaria limitò la mortalità a poche centinaia rispetto alle migliaia a Venezia. Per i suoi successi, Massaria venne chiamato ad esercitare la professione di medico a Venezia e dall’Università di Padova a ricoprire la Cattedra di Medicina Pratica, in sostituzione di Girolamo Mercuriale.</p>



<p>La conferenza è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni scrivere a <a href="mailto:segreteria@accademiaolimpica.it">segreteria@accademiaolimpica.it</a>.</p>
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		<title>Selezionati i 15 semifinalisti del 31/o Campiello Giovani</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[campiello giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono stati selezionati i 15 semifinalisti della 31/a edizione del Campiello Giovani, individuati dal Comitato di Selezione tra i 168 racconti pervenuti da tutta Italia e dall&#8217;estero. Il concorso, promosso dalla Fondazione Il Campiello &#8211; Confindustria Veneto con il sostegno<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>Sono stati selezionati i 15 semifinalisti della 31/a edizione del Campiello Giovani, individuati dal Comitato di Selezione tra i 168 racconti pervenuti da tutta Italia e dall&#8217;estero.</p>



<p>Il concorso, promosso dalla Fondazione Il Campiello &#8211; Confindustria Veneto con il sostegno di Intesa Sanpaolo, è rivolto agli aspiranti scrittori tra i 15 e i 21 anni.I 15 semifinalisti provengono: 2 dal Veneto, 5 dalla Lombardia, 3 dalla Sicilia, 1 dall&#8217; Emilia-Romagna, 1 dal Piemonte, 1 dalla Toscana, 1 dal Lazio, e 1 dalla Campania.<br>La dimensione internazionale del concorso si conferma anche in questa edizione grazie alla collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha permesso di raccogliere racconti da: Germania, Romania, Cina, Iran, Turchia e Vietnam. Il 24 aprile al Teatro Ristori di Verona verranno annunciati i finalisti. Questa edizione segna l&#8217;avvio di una collaborazione tra la Fondazione Il Campiello e l&#8217;Università Luiss Guido Carli di Roma. L&#8217;alleanza muove dalla convinzione che la cultura possa essere un motore di sviluppo per il Paese, capace di generare valore tanto nelle aule universitarie quanto nel mondo delle imprese. Il progetto intende portare la letteratura fuori dai circuiti tradizionali, facendola incontrare con i luoghi della formazione e del lavoro, nell&#8217;incontro tra il saper fare e il saper narrare, con l&#8217;ambizione di contribuire alla formazione della futura classe dirigente italiana. La collaborazione si è già concretizzata in un calendario di eventi che accompagnerà l&#8217;intero anno, tra cui la presentazione della cinquina finalista del Premio Campiello 2026, in programma a giugno presso la sede Luiss. Il Campiello Giovani si articola in tre fasi: la prima vede il Comitato di Selezione selezionare i 15 semifinalisti. Nella seconda fase, la Giuria dei Letterati del Campiello Giovani individua i 5 finalisti. Il vincitore assoluto viene infine decretato dalla Giuria dei Letterati del Premio Campiello durante le cerimonie finali.<br>    Il Campiello Giovani si avvale della collaborazione dell&#8217;Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, dei Campionati di Italiano del Ministero dell&#8217;Istruzione e del Merito e della rete dei Giovani Imprenditori di Confindustria. ANSA VENETO<br>   </p>
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		<title>A Noventa la primavera arriva con la mostra &#8220;Di-Segno in Fiore&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 17:31:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[BASSO VICENTINO - AREA BERICA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 14 marzo alle ore 18, presso la Sala Esposizioni di Villa Barbarigo a Noventa Vicentina, sarà inaugurata la mostra “DI-SEGNO IN FIORE – Sguardi gentili sulla natura”, esposizione collettiva di disegno e pittura che esplora il legame tra arte<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p></p>



<p>Sabato 14 marzo alle ore 18, presso la Sala Esposizioni di Villa Barbarigo a Noventa Vicentina, sarà inaugurata la mostra “DI-SEGNO IN FIORE – Sguardi gentili sulla natura”, esposizione collettiva di disegno e pittura che esplora il legame tra arte e natura.</p>



<p>La mostra presenta i lavori degli allievi dell’Associazione Culturale Il Ponte di Cristallo.</p>



<p>L’esposizione è curata dall’artista Marzia Bedeschi e sarà aperta fino al 29 marzo con questi orari: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00 (tutti i sabati e le domeniche)</p>



<p>Ingresso libero.</p>



<p></p>
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		<title>A CHIAMPO &#8216;LA RUPE DEI RE&#8217;: IL MUSICAL CHE INCANTA GRANDI E PICCOLI</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 17:50:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 14 marzo, l&#8217;atmosfera magica della savana arriva a Chiampo! Non perdete l&#8217;occasione di vivere un&#8217;esperienza indimenticabile con &#8220;La Rupe dei Re&#8221;, un emozionante musical in due atti che vedrà protagonisti gli straordinari talenti di ABC &#8211; Attori Ballerini Cantanti.<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p><strong>Sabato 14 marzo</strong>, l&#8217;atmosfera magica della savana arriva a <strong>Chiampo</strong>! Non perdete l&#8217;occasione di vivere un&#8217;esperienza indimenticabile con <strong>&#8220;La Rupe dei Re&#8221;</strong>, un emozionante musical in due atti che vedrà protagonisti gli straordinari talenti di <strong>ABC &#8211; Attori Ballerini Cantanti</strong>.</p>



<p>L&#8217;appuntamento è alle <strong>ore 20.30</strong> presso l&#8217;<strong>Auditorium Comunale</strong>. Preparatevi a farvi travolgere dalla musica, dalle coreografie e da una storia che parla di coraggio e amicizia. L&#8217;ingresso è libero: un regalo perfetto per tutta la famiglia e per chiunque voglia lasciarsi trasportare dalla forza delle emozioni dal vivo.</p>
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		<title>Il Metodo Houdini&#8230; a teatro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 17:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[teatro bixio]]></category>
		<category><![CDATA[vicenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eugenio Garibaldi, illusionista domestico di rara astuzia, ha escogitato una tecnica infallibile per godersi le sue scappatelle extraconiugali ipnotizzando la moglie Serena come un mago da salotto, per sgattaiolare fuori e rincorrere l’amore (o qualcosa che gli somiglia). Ma come ogni buon<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><br><br>Eugenio Garibaldi, illusionista domestico di rara astuzia, ha escogitato una tecnica infallibile per godersi le sue scappatelle extraconiugali <strong>ipnotizzando la moglie Serena </strong>come un mago da salotto, per sgattaiolare fuori e rincorrere l’amore (o qualcosa che gli somiglia). Ma come ogni buon trucco di prestigio, <strong>basta un piccolo errore</strong> – una confessione imprudente, una finestra di troppo, un marito geloso – per mandare tutto all’aria e trasformare una perfetta messinscena in un cataclisma comico!Tra ipnosi, equivoci e piani acrobatici, “Il metodo Houdini” è una girandola di risate sul sottile confine tra verità, bugie e… amore.<br>Sabato 14 e domenica 15 marzo 2026 alle ore 21.00 al Teatro Spazio Bixio, Vicenza.<br><br><strong>BIGLIETTI€ 15</strong> intero | <strong>€ 12</strong> ridotto (over 65, under 30, allievi di FOR.THE centro di formazione teatrale, FOR.THE. Compagnia teatrale, abbonati Teatro Comunale Città di Vicenza, Arci, Fadac, Delos)<br><strong>PRENOTAZIONI0444.322525 </strong>e<strong> <a href="javascript:window.mailto({mailto:'info%40theama.it', subject: ''})">info@theama.it</a></strong> – da lun a ven, ore 10 &#8211; 13 e 14 &#8211; 18<strong>392.1670914 </strong>– il giorno dello spettacolo, ore 10 &#8211; 18 ></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Mozart passa a Vicenza, dal 12 al 16 marzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 13:48:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA & SPETTACOLO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da giovedì 12 a lunedì 16 marzo la Società del Quartetto presenta la quinta edizione della rassegna Mozart passa a Vicenza, un mini-festival ispirato alla breve visita in città del giovane Wolfgang nel 1771. In programma quattro incontri musicali con<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da giovedì 12 a lunedì 16 marzo la Società del Quartetto presenta la quinta edizione della rassegna Mozart passa a Vicenza, un mini-festival ispirato alla breve visita in città del giovane Wolfgang nel 1771. In programma quattro incontri musicali con l&#8217;Ensemble Musagète in altrettanti spazi di Vicenza e un concerto sinfonico della OTO diretto da Giuseppe Mengoli al Comunale.</p>



<p></p>



<p>Le 48 ore trascorse a Vicenza, su invito del vescovo Corner, da Leopold e Wolfgang Amadeus Mozart nel marzo del 1771 hanno ispirato un mini-festival che dal 2022 la <strong>Società del Quartetto</strong> propone in città per ricordare quella fugace visita della quale, in verità, si sa molto poco.</p>



<p>La quinta edizione di <strong>Mozart passa a Vicenza</strong> è in programma <strong>dal 12 al 16 marzo</strong> e ha per protagonisti i musicisti dell&#8217;<strong>Ensemble Musagète</strong> che si esibiranno alla Sala Dalla Pozza di Palazzo Cordellina, all&#8217;Odeo del Teatro Olimpico, alla Foresteria di Villa Valmarana ai Nani e alle Gallerie d&#8217;Italia-Palazzo Leoni Montanari. La rassegna si chiude <strong>lunedì 16</strong> marzo al Comunale di Vicenza con un concerto mozartiano dell&#8217;<strong>Orchestra del Teatro Olimpico</strong> diretto da Giuseppe Mengoli.</p>



<p>Apre la kermesse – <strong>giovedì 12</strong> alle 18,30 a <strong>Palazzo Cordellina</strong> – un quartetto a fiati del Musagète formato da Remo Peronato all&#8217;oboe, Luigi Marasca al clarinetto, Lara Eccher al corno e Paolo Guelfi al fagotto. Con la partecipazione di Gabriele Dal Santo al pianoforte, l&#8217;ensemble esegue il Quintetto K 452 e una versione per fiati e pianoforte della Sinfonia concertante K 297b.</p>



<p><strong>Venerdì</strong> all&#8217;<strong>Odeo del Teatro Olimpico</strong>, sempre alle 18,30, saranno proposti da Tommaso Luison al violino, Andrea Bellato al violoncello e Gabriele Dal Santo al pianoforte i Trii n. 4 in Si bemolle maggiore e n. 5 in Mi maggiore.</p>



<p>“Una notte nel giardino del conte” è il titolo del doppio appuntamento – alle 18,30 e alle 20,30 – di <strong>sabato 14</strong> a <strong>Villa Valmarana ai Nani</strong>. Clarinetti e corni di bassetto (Luigi Marasca, Angelica Pianegonda e Stefano Negro) dialogano fra di loro nell&#8217;Adagio K 410 e nel Divertimento n. 2 in Si bemolle maggiore per poi essere affiancati dalle voci dei soprani Nadia Caristi e Laura Fabris e del basso Marco Scavazza nell&#8217;interpretazione di due Notturni e di trascrizioni da arie tratte dalle opere Le nozze di Figaro e Così fan tutte.</p>



<p>Doppio concerto – alle 11 e alle 18 – anche <strong>domenica 15</strong> al Salone d&#8217;Apollo di Palazzo Leoni Montanari, sede vicentina delle Gallerie d&#8217;Italia di Intesa Sanpaolo, con protagonisti archi e fiati del Musagète. Dopo due perle di raro ascolto come il Duo per violino e viola K 423 (Tommaso Luison e Michele Sguotti) e la Sonata per fagotto e violoncello K 292 (Paolo Guelfi e Simone Tieppo), saranno proposte alcune arie dal Don Giovanni, con la partecipazione di Fabio Pupillo al flauto, arrangiate per quintetto da Luigi Marasca.</p>



<p>Nato nel 2001 dalla collaborazione con Giovanni Guglielmo, l’<strong>Ensemble Musagète</strong> si caratterizza per una ricerca che, accanto ai grandi classici, pone l’attenzione sulla riscoperta di tesori dimenticati e sulla produzione contemporanea. Fin dall’esordio ha potuto contare sul sostegno delle Gallerie d’Italia &#8211; Palazzo Leoni Montanari, che sono quindi diventate residenza ufficiale della formazione. L’Ensemble svolge anche un’intensa attività didattica e divulgativa nel Veneto con laboratori e percorsi interdisciplinari per bambini e ragazzi, ma anche per il pubblico adulto. Nel corso degli anni il gruppo ha trovato una delle sue vocazioni più caratteristiche nella trascrizione cameristica di partiture molto note della letteratura orchestrale.</p>



<p>Ingresso unico <strong>10 Euro</strong>. I biglietti si possono acquistare presso la sede della Società del Quartetto di Vicolo Cieco Retrone (0444 543729), online sul circuito VivaTicket e nei luoghi dei concerti, prima dell&#8217;inizio.</p>
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		<title>Vicenza &#8211; Secondo appuntamento nelle sale con “I martedì al Cinema” a quattro euro. I film e dove vederli</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA - SERIE TV]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Martedì 10 marzo&#160;torna nelle sale di&#160;Vicenza&#160;e&#160;provincia&#160;l’appuntamento con&#160;I Martedì al Cinema,&#160;l&#8217;iniziativa della&#160;Regione del Veneto&#160;realizzata con la&#160;Federazione Italiana Cinema d&#8217;Essai (FICE) delle Tre Venezie&#160;e l&#8217;Unione Interregionale Triveneta AGIS&#160;per riscoprire il piacere del grande schermo e del cinema di prossimità. Il biglietto è<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-secondo-appuntamento-nelle-sale-con-i-martedi-al-cinema-a-quattro-euro-i-film-e-dove-vederli/">Vicenza &#8211; Secondo appuntamento nelle sale con “I martedì al Cinema” a quattro euro. I film e dove vederli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p><strong>Martedì 10 marzo</strong>&nbsp;torna nelle sale di&nbsp;<strong>Vicenza&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>provincia</strong>&nbsp;l’appuntamento con&nbsp;<strong>I Martedì al Cinema,&nbsp;</strong>l&#8217;iniziativa della&nbsp;<strong>Regione del Veneto</strong>&nbsp;realizzata con la<strong>&nbsp;Federazione Italiana Cinema d&#8217;Essai (FICE) delle Tre Venezie</strong>&nbsp;e l&#8217;<strong>Unione Interregionale Triveneta AGIS</strong>&nbsp;per riscoprire il piacere del grande schermo e del cinema di prossimità. Il biglietto è a<strong>&nbsp;4 euro</strong>&nbsp;per portare il pubblico verso opere di qualità, con la sala al centro della vita culturale del territorio.</p>



<p>Nella programmazione cittadina entra il ricco cartellone del Cinema Spazio Roma con ben quattro film in programma. Alle&nbsp;<strong>15.10</strong>&nbsp;si comincia con&nbsp;<strong>“La lezione”</strong>&nbsp;(Italia, 2025) di&nbsp;<strong>Stefano Mordini</strong>.&nbsp;Elisabetta, giovane e brillante avvocatessa triestina, dopo aver difeso dall’accusa di violenza sessuale un carismatico professore universitario, viene richiamata da lui per avviare una causa contro l’ateneo che, pur reintegrandolo, lo ha relegato a un ruolo marginale. Intanto il passato torna a incombere: segnali ambigui, presenze elusive e un senso di minaccia costante la spingono a temere che l’ex compagno, violento e già condannato per stalking, abbia ripreso a perseguitarla. Con il confine tra realtà e immaginazione sempre più fragile, Elisabetta sceglie di scoprire la verità, in un crescendo di tensione che la porterà a ritrovarsi sola e a mettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere. Alle&nbsp;<strong>17.05&nbsp;</strong>è il turno di&nbsp;<strong>“Rental Family &#8211; Nelle vite degli altri”&nbsp;</strong>(Giappone, USA, 2025) di&nbsp;<strong>Hikari</strong>. Ambientato nella Tokyo contemporanea, il film segue Philip Vandarpleog, attore americano in declino che vive in Giappone da anni, senza soldi né direzione, passando da un’audizione all’altra e lavorando come comparsa in cerimonie e eventi. Durante un finto funerale incontra Shinji, responsabile di Rental Family, un’agenzia che “affitta” attori per impersonare parenti o amici a chi è solo. Ingaggiato da Shinji, Philip entra in una successione di ruoli sempre più strani – padre, amico, compagno – in cui recitazione e vita reale si sovrappongono. Attraverso questi incontri, la finzione diventa un percorso di riscatto: Philip riscopre empatia, appartenenza e una nuova identità, trovando finalmente un senso autentico nelle relazioni che credeva solo simulate. Si prosegue, alle&nbsp;<strong>19.10</strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>“Hamnet &#8211; Nel nome del figlio”</strong>&nbsp;(USA, 2025) di<strong>&nbsp;Chloé Zhao</strong>. Nell’Inghilterra del XVI secolo, Agnes e William Shakespeare crescono i loro tre figli finché la morte del piccolo Hamnet spezza la famiglia. Attraverso lo sguardo di Agnes, il film racconta il lutto e la resilienza, suggerendo come quella perdita possa riverberare nell’<em>Amleto</em>, in un tempo in cui Hamnet e Hamlet erano nomi quasi intercambiabili. Un ritratto intimo di amore, memoria e trasformazione del dolore in arte. Si chiude, infine, alle&nbsp;<strong>21.30</strong>, con la proiezione in<strong>&nbsp;versione originale sottotitolata</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>“La sposa!”</strong>&nbsp;(USA, 2026) di&nbsp;<strong>Maggie Gyllenhaal</strong>. Nella Chicago degli anni Trenta, il mostruoso Frank soffre di solitudine e per risolvere il problema chiede alla dottoressa Euphronious di creargli una moglie. La scienziata accetta e i due, per avere un corpo su cui lavorare, dissotterrano il cadavere di Ida, una donna che è stata uccisa perché alcuni uomini molto potenti la giudicavano scomoda. A esperimenti avvenuti con successo, Frank otterrà una compagna desiderosa di emanciparsi, e i due daranno il via a una feroce escalation di violenza.</p>



<p>Il<strong>&nbsp;Cinema Odeon</strong>&nbsp;punta invece, alle&nbsp;<strong>15.30</strong>,&nbsp;<strong>18.15</strong>&nbsp; e&nbsp;&nbsp;<strong>20.45</strong>, su&nbsp;<strong>“Il Mago del Cremlino &#8211; Le origini di Putin”&nbsp;</strong>(Francia, 2025) di&nbsp;<strong>Olivier Assayas</strong>.&nbsp;Russia, primi anni ’90: dopo il crollo dell’URSS, Vadim Baranov, ex artista d’avanguardia e produttore televisivo, si impone come mente brillante nel nuovo caos politico-mediatico. Diventa il braccio destro di un ex uomo del KGB destinato a prendere il potere assoluto, Vladimir Putin, e ne costruisce l’ascesa come spin doctor: scrive discorsi, orchestra scenari, modella percezioni e consenso. Ma l’incontro con Ksenia, donna libera e refrattaria ai meccanismi del controllo, incrina l’illusione di governare tutto. Anni dopo, Baranov riemerge dal silenzio e accetta di raccontare: le sue rivelazioni sfumano i confini tra verità e strategia, mostrando un sistema di potere dove ogni parola è un’arma e ogni narrazione un progetto.</p>



<p>Spostandosi in provincia, al&nbsp;<strong>Multisala Metropolis&nbsp;</strong>di&nbsp;<strong>Bassano del Grappa</strong>&nbsp;troviamo, alle&nbsp;<strong>17.40</strong>&nbsp; e&nbsp;<strong>20.05</strong>, il film&nbsp;<strong>“Primavera”</strong>&nbsp;(Italia, Francia, 2025) di&nbsp;<strong>Damiano Michieletto</strong>. Primi del Settecento, Venezia: all’Ospedale della Pietà, grande orfanotrofio e fucina musicale, le orfane più talentuose vengono formate e l’orchestra è celebrata in tutta Europa. Cecilia, vent’anni, vive lì da sempre ed è una violinista straordinaria, ma la sua musica può risuonare solo all’interno dell’istituzione, dietro una grata, per i mecenati. La routine e i confini della Pietà vengono però scossi da un cambiamento improvviso: l’arrivo del nuovo insegnante di violino, Antonio Vivaldi, destinato a trasformare il suo percorso.</p>



<p>La proposta di questa settimana del&nbsp;<strong>Cinema Busnelli&nbsp;</strong>di&nbsp;<strong>Dueville</strong>, alle&nbsp;<strong>15.30&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>20.45</strong>, è&nbsp;<strong>“Ultimo schiaffo”</strong>&nbsp;(Italia, 2025) di&nbsp;<strong>Matteo Oleotto</strong>. Nel gelo di un paesino di montagna, Petra e Jure vivono un Natale tutt’altro che rassicurante: per immaginare una via d’uscita serve solo una cosa, soldi. L’occasione arriva con la scomparsa del cane Marlowe e la promessa di una ricompensa, che li trascina in una catena di espedienti leciti e illeciti. Matteo Oleotto costruisce così un racconto “quasi” natalizio, sospeso tra commedia e tragedia, dove ogni personaggio innesca un effetto domino sempre più rovinoso.</p>



<p>Infine, si chiude alle&nbsp;<strong>21.10</strong>&nbsp;al&nbsp;<strong>Multisala Starplex</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Marano Vicentino</strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>“Hamnet &#8211; Nel nome del figlio”</strong>&nbsp;(USA, 2025) di<strong>&nbsp;Chloé Zhao</strong>. Nell’Inghilterra del XVI secolo, Agnes e William Shakespeare crescono i loro tre figli finché la morte del piccolo Hamnet spezza la famiglia. Attraverso lo sguardo di Agnes, il film racconta il lutto e la resilienza, suggerendo come quella perdita possa riverberare nell’<em>Amleto</em>, in un tempo in cui Hamnet e Hamlet erano nomi quasi intercambiabili. Un ritratto intimo di amore, memoria e trasformazione del dolore in arte.</p>



<p>Ogni settimana sarà possibile verificare quali opere sono in programmazione sul sito&nbsp;<a href="http://www.agistriveneto.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.agistriveneto.it</a>&nbsp;e sulla&nbsp;<strong>pagina facebook @agis.trevenezie</strong>.</p>



<p><strong>Il costo del biglietto è di 4 euro. La prenotazione dei posti è facoltà riservata alla gestione della sala.&nbsp;</strong></p>



<p><strong>Per informazioni:<br>Unione Interregionale Triveneta AGIS</strong><br>Tel. 049 8750851<br><a href="javascript:window.mailto({mailto:'agis3ve@agistriveneto.it', subject: ''})">agis3ve@agistriveneto.it</a><br><a href="http://www.agistriveneto.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.agistriveneto.it</a><br><a href="http://www.facebook.com/agis.trevenezie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.facebook.com/agis.trevenezie/</a></p>



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<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/vicenza-secondo-appuntamento-nelle-sale-con-i-martedi-al-cinema-a-quattro-euro-i-film-e-dove-vederli/">Vicenza &#8211; Secondo appuntamento nelle sale con “I martedì al Cinema” a quattro euro. I film e dove vederli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>&#8220;QUELLA VOLTA IN CUI VIDI L&#8217;OLIMPICHETTO&#8230; ALL&#8217;OPERA&#8221;: IL MAESTRO DI CORO GIULIANO FRACASSO RACCONTA</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 08:54:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[STREET TG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Basilica ha chiuso, dopo un ottimo successo di pubblico, la mostra sull&#8217;Olimpichetto, la riproduzione del celebre capolavoro palladiano. Ma c&#8217;è chi ha avuto modo di vedere l&#8217;Olimpichetto&#8230;all&#8217;opera, nel lontano 1991. Un&#8217;occasiona più unica che rara. Scopriamo tutti i dettagli<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p>In Basilica ha chiuso, dopo un ottimo successo di pubblico, la mostra sull&#8217;Olimpichetto, la riproduzione del celebre capolavoro palladiano. Ma c&#8217;è chi ha avuto modo di vedere l&#8217;Olimpichetto&#8230;all&#8217;opera, nel lontano 1991. Un&#8217;occasiona più unica che rara. Scopriamo tutti i dettagli nell&#8217;intervista di Elisa Santucci al Maestro Giuliano Fracasso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tviweb.it/quella-volta-in-cui-vidi-lolimpichetto-allopera-il-maestro-di-coro-giuliano-fracasso-racconta/">&#8220;QUELLA VOLTA IN CUI VIDI L&#8217;OLIMPICHETTO&#8230; ALL&#8217;OPERA&#8221;: IL MAESTRO DI CORO GIULIANO FRACASSO RACCONTA</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.tviweb.it">TViWeb</a>.</p>
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		<title>Al Comunale di Vicenza il &#8216;Rigoletto&#8217; per bambini e ragazzi</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 15:27:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA e PROVINCIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rigoletto per bambini e ragazzi: arrivano al Teatro Comunale di Vicenza Gilda. Nel Gioco del Duca, l’8 marzo e il 9 marzo e Rigoletto. Il mistero del teatro, il 18 marzo Entra nel vivo la programmazione dei Progetti Formativi del<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<p><strong>Rigoletto per bambini e ragazzi: arrivano al Teatro Comunale di Vicenza </strong><em><strong>Gilda. Nel Gioco del Duca, </strong></em><strong>l’8 marzo e il 9 marzo e </strong><em><strong>Rigoletto. Il mistero del teatro</strong></em><strong>, il </strong><strong>18 marzo</strong></p>



<p>Entra nel vivo la programmazione dei Progetti Formativi del Teatro Comunale di Vicenza, la serie di percorsi educativi e di inclusione per favorire l’avvicinamento ai linguaggi teatrali, dedicati ad un pubblico senza limiti di età. Una particolare attenzione è riservata, da sempre, ai più piccoli e alle loro famiglie perché la formazione e l’educazione del pubblico del domani rientrano a pieno titolo nella mission della Fondazione.</p>



<p>Il primo appuntamento è in programma al Tcvi in doppia data con una recita per le famiglie, <strong>domenica 8 marzo </strong>alle <strong>17.00</strong>, e una per le scuole <strong>lunedì 9 marzo </strong>alle <strong>10.00, </strong>nella Sala del Ridotto: si tratta di <em><strong>Gilda. Nel gioco del Duca</strong></em>, uno spettacolo partecipativo di teatro musicale inserito nell’ambito di <strong>Opera kids, </strong>la sezione dei progetti formativi dedicati alla scuola dell’infanzia e alle famiglie con bambini dai 3 ai 6 anni, realizzato in collaborazione con <strong>AsLiCo </strong>(Associazione Lirico Concertistica Italiana) per la conoscenza e la diffusione e la pratica dell’opera lirica fin dalla più tenera età.</p>



<p>Lo spettacolo è realizzato a Vicenza grazie al sostegno della Camera di Commercio di Vicenza, di Banca delle Terre Venete e Rotary Club di Vicenza.</p>



<p><em><strong>Gilda. Nel gioco del Duca</strong></em>, regia di <strong>Alessio Boccuni</strong>, drammaturgia di <strong>Veronica Negrini</strong>, drammaturgia musicale di <strong>Anna Pedrazzini</strong>, scene e costumi di <strong>Beatrice Damiani</strong>, che ha debuttato al Teatro Sociale di Como il 26 febbraio, arriva al Teatro Comunale di Vicenza in una delle prime date della tournée; è uno spettacolo partecipativo in equilibrio fra opera e teatro in cui il giovane pubblico è invitato a cantare un&#8217;aria e a interagire con gli interpreti durante la messa in scena, con lavori preparati in classe o a casa. È un adattamento del&nbsp;<em>Rigoletto</em>&nbsp;pensato per bambini dai 3 ai 6 anni che riesce a trasformare l’opera di Verdi in un grande gioco teatrale. Il mondo di Mantova diventa un colorato gioco da tavolo dove i personaggi si muovono come pedine e il pubblico è invitato a partecipare attivamente: si canta, si gioca, si scopre. E Gilda, la protagonista di questa avventura, non è più solo una figura romantica, ma una ragazza che impara a fare le proprie scelte e a seguire la sua strada. Con leggerezza e fantasia, i bambini sono accompagnati in un viaggio dove anche il gioco diventa occasione per capire qualcosa in più su sé stessi, sugli altri e sul mondo.</p>



<p>Il secondo appuntamento, ideale prosecuzione del precedente, è previsto <strong>mercoledi 18 marzo </strong>alle <strong>9.00 </strong>e alle<strong> 11.30: </strong>è <em><strong>Rigoletto. Il mistero del teatro</strong></em>, una r<em>ielaborazione musicale dal </em><em>Rigoletto </em><em>di Giuseppe Verdi a cura di</em><em> </em><strong>Massimo Fiocchi Malaspina</strong><strong>,</strong> <em>adattamento drammaturgico di</em>&nbsp;<strong>Manuel Renga</strong><strong>, una produzione </strong>AsLiCo per bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, nell’ambito di <strong>Opera Domani</strong>, il fortunato progetto dell’Associazione che giunge quest’anno alla sua 30° edizione. Il progetto Opera Domani al Teatro Comunale di Vicenza è sostenuto dalla Camera di Commercio di Vicenza, da Emisfero e Famila del Gruppo Unicomm.</p>



<p><em><strong>Rigoletto. Il mistero del teatro</strong></em> racconta come, attraverso il teatro, si possa creare magia: storie meravigliose e pericolose prendono vita con un semplice gioco di luci, proprio come una lucciola illumina il buio, e così ogni sera la Compagnia del Duca trasforma un palco vuoto in un mondo pieno di emozioni. Il gruppo di attori itineranti porta infatti in scena <em>Rigoletto</em> tra amori, inganni e vendette, dove tutto è finto, ma nulla è falso. La storia prende vita con il vecchio attore nei panni di Rigoletto, il buffone di corte segnato da una maledizione. Cerca di proteggere la figlia Gilda, ma lei si innamora del Duca, che la inganna: rapita e tradita, Gilda si sacrifica per amore, lasciando Rigoletto solo, nella tragedia.</p>



<p>Per la compagnia, ogni spettacolo è un rito: un gioco di finzione che parla di verità, di vita e di perdita, rinnovando ogni volta l’incanto del teatro.</p>



<p>Anche <em>Rigoletto. Il mistero del teatro</em> viene preceduto da un percorso didattico che lavora sulle sfaccettature dell’opera, creando collegamenti interdisciplinari diversificati per le fasce d’età degli spettatori, che vanno dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado. Le tematiche affrontate durante il percorso sono la costruzione dell’identità, il travestimento e il desiderio di essere &#8220;altro da sé&#8221;, il rapporto padre-figlia e il sacrificio per amore.</p>



<p>In scena poi, pochi elementi e i segreti del teatro trasformano il palco in un nuovo mondo in cui ogni replica è un atto di creazione e sacrificio, dove la finzione diventa realtà, e il teatro si conferma un’arte eterna.</p>



<p><em>L’opera, direttore d’orchestra </em><strong>Giulio Arnofi</strong>, r<em>egia di</em><strong>Manuel Renga</strong>, <em>scene e costumi</em>&nbsp;di <strong>Aurelio Colombo</strong><strong>, con i musicisti dell’</strong><strong>Orchestra 1813</strong><strong>, ha debuttato il 6 febbraio</strong><strong> </strong>al Teatro Sociale di Como. I 30 anni di Opera domani, il format più longevo di Opera Education di AsLiCo, sono dunque celebrati con un grande titolo della tradizione, protagonista di progetti per tutte le età; ma <em>Rigoletto</em><em>&nbsp;</em>di è anche la sfida per avvicinare all’opera il pubblico di giovani e giovanissimi.</p>



<p>I <strong>biglietti </strong>per gli spettacoli per famiglie sono in vendita alla biglietteria del Teatro Comunale di Vicenza (Viale Mazzini, 39) aperta dal martedì al sabato (esclusi i festivi) dalle 15.00 alle 18.15, oppure al telefono, chiamando lo 0444 324442 nei giorni di apertura della biglietteria dalle 16.00 alle 18.00; oppure online su www.tcvi.it.</p>



<p>Il prezzo dei biglietti per <em>Gilda. Nel gioco del Duca</em> è di 8,00 euro per adulti e di 6,00 euro per i bambini al di sotto dei 6 anni.</p>



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		<title>La mostra “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore” in Basilica Palladiana chiude con oltre 55 mila visitatori</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 15:03:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[basilica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>55.128 visitatori hanno visitato “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, la mostra promossa dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo e curata da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Centro Internazionale di Studi<span class="sospensione">...</span><span class="more-link"><span class="testo">Leggi tutto</span></span></p>
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<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr><tr><td></td></tr><tr><td>55.128 visitatori hanno visitato “Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore”, la mostra promossa dal Comune di Vicenza con la co-organizzazione di Intesa Sanpaolo e curata da Musei Civici Vicenza, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio con Ivan Stefanutti, curatore. Inaugurata il 19 dicembre è stata aperta al pubblico dal 20 dicembre 2025 al 22 febbraio 2026 e prorogata fino all’1 marzo.Grazie ad un lavoro di squadra che ha coinvolto numerose realtà è stato possibile esporre nuovamente la ricostruzione delle scene e delle prospettive del Teatro Olimpico realizzata a Vicenza nel 1948 per portare in tournée nel mondo l’Edipo Re di Sofocle, nello storico allestimento del regista Guido Salvini.In occasione del disallestimento della mostra in Basilica Palladiana, intervengono l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività Ilaria Fantin e il vicedirettore Gallerie d’Italia – Vicenza Elena Milan.<br><br>«Olimpichetto in questi giorni sta lasciando gli spazi della Basilica Palladiana. E’ in corso infatti lo smontaggio dopo che le scene e la mostra collegata hanno attratto oltre 55 mila visitatori curiosi di conoscere le vicende che hanno caratterizzato la “vita” della straordinaria macchina scenica – sottolinea l’<strong>assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività Ilaria Fantin</strong> -. Forum Cultura e Accademia Olimpica hanno amplificato la bellezza della storica scenografia tramite eventi e spettacoli di altissimo livello che hanno animato il palco di Olimpichetto, riscuotendo una positiva risposta del pubblico. Siamo appagati del lavoro fatto come amministrazione comunale e dai Musei civici e ringrazio tutti coloro che si sono impegnati per ottenere questo risultato. Abbiamo montato Olimpichetto senza avete informazioni ed ora stiamo mettendo insieme gli elementi che lo compongono insieme ad una scheda tecnica che sarà utile per il trasporto e montaggio in altri luoghi. Sono infatti in corso dei contatti con alcune realtà che hanno dimostrato interesse ad accoglierlo».«E’ nostra intenzione, inoltre, raccogliere quanto ora ci è noto sulle vicende di Olimpichetto in un volume in fase di realizzazione» &#8211; ha concluso l’assessore.«La risposta del pubblico a “Olimpichetto. <br><br>Il ritorno di un ambasciatore” è stata per noi motivo di grande soddisfazione e orgoglio – ha<strong> commentato Elena Milan, Vicedirettore Gallerie d’Italia – Vicenza</strong> –. Questo progetto ha saputo restituire alla città una pagina importante della sua storia culturale, trasformando la Basilica Palladiana in uno spazio capace di unire memoria, spettacolo e ricerca. Il successo dell’esposizione conferma quanto sia fondamentale lavorare in sinergia con le istituzioni del territorio per valorizzare il patrimonio e renderlo accessibile a pubblici diversi, dalle scuole agli appassionati, fino ai visitatori provenienti da fuori regione. Gallerie d’Italia – Vicenza continua così il proprio impegno a sostegno di iniziative che rafforzano l’identità culturale della città e ne ampliano la proiezione nazionale e internazionale».Si è scelto di allestire Olimpichetto in Basilica Palladiana dove testimonianze storiche, materiali d’archivio, video e foto hanno dato modo allo spettatore di conosce l’affascinante storia della scenografia ha viaggiato in tutto il mondo.Inoltre il pubblico (6.002 persone) ha avuto modo di apprezzare da vicino Olimpichetto anche con un programma di 75 eventi che comprendono il calendario ufficiale promosso dall’organizzazione di Olimpichetto (53 eventi) e altri eventi collaterali e visite private.Gli eventi del calendario ufficiale di Olimpichetto comprendono “Il teatro Olimpico fuori di sé”, progetto di Accademia Olimpica di Vicenza ideato e diretto da Roberto Cuppone (7), “Appuntamenti all’Olimpichetto” organizzati da varie realtà (10), “Il Teatro in tasca: mettiamoci all’opera” visite guidate per bambini e famiglie ideate da Pallladio Museum, organizzate e condotte da Scatola Cultura, visite guidate con il curatore Ivan Stefanutti (3) con servizio in Lis, visite guidate a cura del Consorzio Vicenza è con le guide turistiche autorizzate (19).La gran parte degli eventi aperti al pubblico, la maggior parte ad ingresso gratuito o con biglietti di ingresso a prezzi contenuti, hanno registrato il tutto esaurito.Tornando agli ingressi, il giorno con maggior numero di visitatori è stato il 4 gennaio (2048). La media di presenze giornaliera è stata di 763 persone per 64 giorni di apertura (escluso il giorno dell’inaugurazione).I residenti in città e provincia, che entravano gratis in Basilica Palladiana per tutta la durata della mostra (escluso il pubblico degli eventi), sono stati 32.328, pari al 65,81% del totale, mentre i residenti fuori provincia, dall’Italia e dall’estero, sono stati 16.748 (34,19%).La maggior parte dei visitatori non residenti in provincia proviene da Veneto (38,80%, Lombardia (23,95%), Emilia Romagna (7,65%) e poi Piemonte, Toscana, Lazio, Friuli Venezia Giulia.Dall’estero, invece, lo stato più rappresentato è la Francia (13,50%), la Germania (12,49%), gli Stati Uniti (12,40%), la Spagna (9,11%).Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato: Intesa Sanpaolo, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio; Accademia Olimpica, che custodisce la memoria delle rappresentazioni all’Olimpico, Engim – Professioni del Restauro che ha restaurato Olimpichetto in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza; Adriano Pernigotti per il montaggio; l‘Università IUAV di Venezia, responsabile del rilievo dei diversi elementi che compongono Olimpichetto e di alcune analisi diagnositche; per l’attività di didattica, il Palladio Museum e Scatola CulturaI sostenitori: Confindustria Vicenza, Gemmo, LD72, Poste Italiane,Gli sponsor tecnici: Edilnoleggi Valente.Per il contributo offerto in Art Bonus: Amer Group, Cereal Docks, RM holding srl, OTB Foundation, Serenissima RistorazioneSi ringrazia anche TelwinProgetto di allestimento: Studio Gabbiani e associatiRealizzazione allestimento: ManalyLa luce è stata scritta da fondazionemarionanniProgetto grafico: Studio MamaAllestimento costumi: Paola GirardiPer servizi al pubblico della mostra: Pantarhei, Ombrerosse service, Consorzio Vicenza èVideo: Corrado Ceron e Alberto BedinForum Cultura: Vicenza in Lirica, Società del Quartetto, Mousikè Il Teatro armonico, Edoardo Billato, Wondering project, Edoardo BillatoFondazione Egri, Asa Studio.</td></tr></tbody></table></figure>
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