“PACE, PACE, PACE!”: a Vicenza il Medioevo racconta chi si oppose alla guerra

Un viaggio nel Medioevo per riflettere sul presente e sul significato della pace in un mondo ancora attraversato dai conflitti. È questo il filo conduttore di “PACE, PACE, PACE! Donne e uomini contro la guerra nel Medioevo”, il nuovo volume dello storico Ermanno Orlando, che sarà presentato giovedì 14 maggio alle 18 nella sede della Fondazione di Storia, a Palazzo Giustiniani Baggio in Contrà San Francesco 41, a Vicenza.
Pubblicato da Il Mulino nel 2026, il libro prende il titolo dall’implorazione rivolta da Francesco Petrarca ai potenti del suo tempo e racconta le figure che, tra il X e il XV secolo, si opposero alla guerra e alle logiche della sopraffazione.
L’incontro si aprirà con i saluti dell’assessore alla cultura del Comune di Vicenza, Ilaria Fantin, seguiti dall’intervento del presidente del Comitato scientifico della Fondazione di Storia, Egidio Ivetic. A dialogare con l’autore sarà Francesco Bianchi, docente dell’Università eCampus.
Il volume nasce anche dall’osservazione delle tensioni contemporanee. Come sottolinea Orlando, il conflitto tra civiltà, culture e religioni non ha mai smesso di accompagnare la storia dell’umanità. Nel libro trovano spazio i movimenti medievali per la pace promossi dalla Chiesa, come quello delle “paci di Dio”, sostenuto da vescovi riuniti in sinodi e concili, considerati tra i primi tentativi organizzati di limitare le guerre nel Medioevo.
L’autore richiama anche il pensiero di Sant’Agostino, che elaborò il concetto di “guerra giusta”, intesa come male necessario per ristabilire la giustizia nel rispetto di precisi vincoli etici. Temi che, secondo Orlando, restano di strettissima attualità.
«La pace è silenzio e vuoto contro il fragore della guerra – osserva lo storico –. Per la guerra esiste una vasta produzione letteraria e scientifica, mentre la pace spesso sembra non avere una storia o una dignità narrativa. Eppure uomini e donne hanno avuto il coraggio di opporsi alle logiche della violenza, proponendo ideali e pratiche che parlano ancora oggi al nostro presente».













