Gasolio alle stelle, 11mila euro in più per ogni camion: 1.160 imprese vicentine lanciano l’allarme

Il caro carburante sta mettendo in ginocchio il settore dell’autotrasporto, con aumenti che hanno raggiunto gli 11mila euro per ogni mezzo tra febbraio e settembre. Nel Vicentino sono 1.160 le imprese artigiane coinvolte, mentre a livello regionale superano quota 7mila. Confartigianato avverte: senza interventi concreti, continuare a lavorare diventa sempre più difficile.
Il costo del gasolio continua a salire e per le imprese dell’autotrasporto la situazione è ormai insostenibile. Tra febbraio e settembre 2026, le aziende hanno registrato un aumento dei costi del carburante pari a 11mila euro per ciascun mezzo. Una stangata che colpisce un settore strategico per l’economia italiana, considerando che l’80% delle merci viene trasportato su strada.
A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Vicenza, che richiama l’attenzione sulle difficoltà di un comparto composto, nella sola provincia berica, da 1.160 imprese artigiane del trasporto merci. In tutto il Veneto sono oltre 7mila, secondo i dati rilevati dall’Ufficio Studi dell’associazione a giugno 2026.
«Come possiamo fare preventivi se il gasolio aumenta quasi ogni giorno?»
A descrivere le conseguenze dei rincari è Igor Sartori, presidente del Mestiere Trasporto Merci di Confartigianato Vicenza.
«A nessuno dei nostri imprenditori piace fermarsi. Certo è che così diventa sempre più difficile andare avanti, onorare i contratti con i clienti e acquisirne di nuovi. Come possiamo pensare di fare preventivi quando poi il costo del gasolio, che è la voce che incide di più, sale quasi quotidianamente?».
L’incertezza sui prezzi si ripercuote direttamente sulla possibilità delle aziende di programmare il lavoro, formulare offerte competitive e rispettare gli accordi già sottoscritti.
«Ne va anche della nostra credibilità, oltre che avere ben poche risorse per investimenti – prosegue Sartori –. Per non parlare dei nostri collaboratori che temono tagli. Insomma la situazione è davvero pesante per tutti. Noi chiediamo solo di lavorare con serenità».
Dal Governo 380 milioni, ma ne erano stati chiesti 500
Le organizzazioni dell’autotrasporto denunciano anche la lentezza degli interventi governativi. Dopo l’incontro del 22 maggio a Palazzo Chigi, non si è più tenuto un confronto per verificare lo stato di attuazione dei provvedimenti annunciati e valutare nuove misure di sostegno.
Dei 500 milioni di euro richiesti da Unatras per compensare i maggiori costi del carburante, ne sono stati stanziati soltanto 380 milioni, lasciando quindi una differenza di 120 milioni rispetto alle richieste del settore.
A questi si aggiungono 590 milioni di euro richiesti per il rinnovo del parco mezzi, risorse che risultano ancora bloccate e che potrebbero favorire gli investimenti e l’ammodernamento delle flotte.
Il 27 ottobre il confronto decisivo con il Governo
La prossima data da segnare sul calendario è il 27 ottobre 2026, quando il Governo ha convocato un nuovo tavolo con le rappresentanze dell’autotrasporto per fare il punto della situazione.
L’appuntamento è particolarmente atteso dalle imprese, alle prese con margini economici sempre più ridotti, difficoltà nella programmazione dei contratti e timori per la tenuta occupazionale.
Per le 1.160 imprese artigiane vicentine, così come per le migliaia di aziende del Veneto, la richiesta è chiara: interventi concreti e tempestivi per contenere l’impatto dei rincari e restituire stabilità a un settore dal quale dipende gran parte della movimentazione delle merci nel Paese.




















