Fiumi di cocaina dal Sudamerica e traffico di migranti: venti misure cautelari, blitz anche a Vicenza

Dallo spaccio di cocaina in Trentino ai rifornimenti dal Sudamerica, fino a un secondo filone dedicato al trasporto di migranti lungo la rotta balcanica. L’inchiesta “Aquila Nera”, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Trento e condotta dai carabinieri, ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di venti persone. L’operazione è scattata all’alba del 22 settembre in nove province, coinvolgendo anche il territorio vicentino.
In campo sono stati impiegati 121 militari, intervenuti nelle province di Trento, Bolzano, Vicenza, Verona, Rovigo, Roma, Frosinone, Varese e Ragusa. I provvedimenti sono stati disposti dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trento. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, reati legati all’associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti e al traffico internazionale di migranti.
Gli accertamenti del Nucleo investigativo, sviluppati tra giugno 2021 e novembre 2024, avevano preso le mosse dalla distribuzione di cocaina in provincia di Trento. Seguendo i contatti e le forniture, gli investigatori sarebbero risaliti a tre distinti gruppi, composti prevalentemente da cittadini sudamericani, e a canali di approvvigionamento che collegavano Paraguay e Perù al Nord Italia attraverso la Spagna.
Nel corso dell’indagine sono state documentate oltre 1.300 cessioni di droga e sequestrati complessivamente più di 82 chili di cocaina. Una parte consistente dello stupefacente è stata intercettata prima che raggiungesse l’Europa: 60 chili in Paraguay e altri otto in Perù, secondo gli inquirenti destinati al mercato italiano. Sette persone sono state arrestate in flagranza durante le investigazioni, cinque in Italia e due nei due Paesi sudamericani. Le perquisizioni eseguite nell’operazione del 22 settembre hanno consentito di recuperare ulteriori 700 grammi di cocaina e 70 grammi di hashish.
Tra gli elementi emersi c’è anche la presunta capacità di uno dei vertici di continuare a dirigere l’attività del proprio gruppo durante la detenzione. L’uomo, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe comunicato con i complici attraverso un cellulare fatto entrare clandestinamente in carcere, impartendo disposizioni sulla gestione dello spaccio.
Nell’inchiesta rientra inoltre un episodio avvenuto nel marzo 2023 tra Verona e Trento. Due indagati sono accusati di aver sequestrato un uomo che aveva accumulato debiti per l’acquisto di droga: una vicenda per la quale viene contestato il sequestro di persona a scopo di estorsione.
Il secondo filone investigativo riguarda invece il trasferimento di migranti dalla Slovacchia all’Italia. Nel dicembre 2022 due degli indagati erano stati arrestati in territorio slovacco mentre trasportavano quindici cittadini siriani. Ciascuno avrebbe versato 700 euro soltanto per affrontare l’ultima parte del viaggio.
Per organizzare gli spostamenti, secondo gli investigatori, venivano noleggiati in Trentino autocarri destinati al trasporto di merci, pagando con modalità non tracciate. I mezzi sarebbero stati poi utilizzati per condurre i migranti dalla Slovacchia verso l’Italia, passando attraverso Ungheria e Austria.


















