Violenze e saccheggi: Zaia chiede il pugno duro anche sui minorenni. «Chi devasta deve pagare, anche con i beni delle famiglie»

Le violenze e i saccheggi che hanno sconvolto Milano durante il fine settimana del 17 e 18 ottobre riaccendono il dibattito sulla criminalità giovanile e sulla necessità di nuove misure di sicurezza. A intervenire con una presa di posizione durissima è Luca Zaia, che sollecita una legge capace di garantire sanzioni immediate e severe anche per i minorenni, prevedendo il coinvolgimento economico delle famiglie nel risarcimento dei danni.
Il bilancio delle due giornate, secondo i numeri riportati da Zaia, parla di 343 accompagnamenti in Questura, almeno 220 dei quali riguardanti minorenni. Nella sola giornata di domenica sono stati effettuati 32 arresti, 23 dei quali a carico di ragazzi con meno di diciotto anni.
«Siamo tutti scioccati dalle immagini che arrivano da Milano», afferma Zaia, ricordando i negozi saccheggiati, le vetrine distrutte, le aggressioni alle forze dell’ordine e gli assalti alle automobili dei Carabinieri. Episodi che hanno costretto commercianti e cittadini a cercare riparo o a difendere le proprie attività.
Il timore è che quanto accaduto nel capoluogo lombardo possa ripetersi altrove. Zaia richiama esplicitamente la situazione del Veneto, dove si registrano segnali preoccupanti legati alle violenze di gruppi giovanili spesso identificati con il fenomeno dei cosiddetti maranza.
«Milano storicamente ha spesso anticipato fenomeni poi diffusi nel resto del Paese. Rischiamo di ritrovarci presto con un’emergenza a macchia di leopardo anche nelle altre città italiane», avverte.
Da qui la richiesta di un intervento legislativo urgente. Secondo Zaia, occorrono strumenti più incisivi per le forze dell’ordine, certezza delle sanzioni e norme specifiche per affrontare i reati gravi commessi dai minorenni.
«Chi rompe paga, anche se minorenne», insiste Zaia, proponendo provvedimenti immediati e particolarmente rigorosi, fino al sequestro dei beni quando necessario. Nel caso di responsabili minorenni, la richiesta è di estendere alle famiglie le conseguenze economiche delle devastazioni, affinché siano chiamate a risarcire i danni provocati alla collettività.
«Non possono essere i commercianti e i cittadini a pagare il conto delle devastazioni», sottolinea.
Zaia tiene comunque a distinguere chi commette reati dalla grande maggioranza dei giovani che studiano, lavorano e rispettano le regole. Chi si trova in difficoltà, osserva, deve ricevere sostegno, mentre chi sceglie di delinquere deve rispondere delle proprie azioni.
Sul piano politico arriva il pieno appoggio alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha convocato un vertice sull’ordine pubblico, e alle iniziative annunciate dalla Lega e da Matteo Salvini per rafforzare prevenzione e contrasto alla delinquenza giovanile.
«Il diritto di manifestare pacificamente è sacrosanto, ma non può diventare un alibi per violenze e saccheggi», conclude Zaia, ribadendo che la sicurezza rappresenta un diritto di tutti e che il Governo deve intervenire senza ulteriori ritardi.




















