16 Ottobre 2026 - 17.33

Vicenza, un nuovo furgone per salvare i neonati prematuri: nel 2025 donati 180 litri di latte materno

Un nuovo mezzo per raccogliere e trasportare il latte materno destinato ai neonati prematuri ricoverati all’Ospedale San Bortolo di Vicenza. È il risultato della collaborazione tra Vicenza for Children e Fondazione San Bortolo, che hanno finanziato l’acquisto di un Volkswagen Caddy del valore di 26.500 euro, dividendosi equamente la spesa. Il veicolo è stato donato alla Croce Bianca, l’associazione che si occupa di ritirare direttamente a domicilio il latte delle mamme volontarie e consegnarlo alla Banca del latte umano donato (Blud) dell’ospedale vicentino.

La presentazione si è svolta venerdì 16 ottobre, a pochi giorni dalla Settimana mondiale dell’allattamento, celebrata nella prima settimana del mese.

Nel 2025 il latte di 51 mamme ha aiutato 85 neonati

La Banca del latte umano donato rappresenta un servizio fondamentale per la Terapia Intensiva Neonatale del San Bortolo, dove vengono assistiti anche bambini nati molto prima del termine della gravidanza.

Il latte materno donato viene utilizzato per alimentare i neonati più fragili quando quello della madre non è disponibile in quantità sufficiente. Si tratta di una risorsa preziosa, capace di ridurre significativamente il rischio di infezioni e complicanze, proteggere da diverse patologie e favorire la crescita e lo sviluppo dei piccoli pazienti.

I numeri del 2025 dimostrano l’importanza del progetto: 51 mamme hanno donato complessivamente 180 litri di latte, consentendo di nutrire 85 neonati ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale. Tra questi, 21 bambini avevano un peso alla nascita inferiore a 1.500 grammi.

Il latte viene ritirato direttamente a casa delle mamme

Una delle caratteristiche che distingue il servizio vicentino è l’organizzazione della raccolta. A differenza di altre realtà regionali, dove le donatrici devono consegnare personalmente il latte oppure affidarsi a corrieri commerciali, a Vicenza è attiva una rete di volontari della Croce Bianca che raggiunge le abitazioni su scala provinciale.

Le mamme vengono preventivamente sottoposte a controlli sanitari per verificarne l’idoneità alla donazione. Il latte viene quindi raccolto e conservato secondo specifici protocolli, prima di essere ritirato dagli operatori della Croce Bianca, appositamente formati dal personale sanitario.

Il servizio prevede due giri di raccolta alla settimana, per una percorrenza complessiva di circa 150 chilometri settimanali. Sono 15 i volontari che si alternano nelle attività durante tutti i 365 giorni dell’anno, garantendo la continuità delle operazioni senza interruzioni per ferie o festività.

Al progetto collaborano anche i ragazzi della Cooperativa Margherita, impegnati nella preparazione dei materiali che vengono consegnati settimanalmente alle mamme donatrici.

Il nuovo Volkswagen Caddy sostituisce il precedente veicolo, ormai obsoleto e caratterizzato da costi di manutenzione elevati.

Latte trasportato a 22 gradi sotto zero per garantire la sicurezza

Il trasporto richiede particolari precauzioni, perché il latte umano donato deve mantenere caratteristiche di sicurezza e qualità fino al suo arrivo in ospedale.

«Il nuovo mezzo garantisce ancor più di prima le condizioni di massima sicurezza nel trasporto del latte umano donato: un aspetto cruciale per la successiva lavorazione e somministrazione ai nostri piccoli pazienti», spiega la dottoressa Stefania Vedovato, responsabile della Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale di Vicenza.

Il latte congelato viene trasportato in un apposito freezer mantenuto a una temperatura di -22 gradi, con un monitoraggio rigoroso della catena del freddo.

«Gli operatori di Croce Bianca conoscono il valore di ciò che veicolano, monitorano la catena del freddo trasportando il latte congelato in apposito freezer a -22 C e applicano rigorosi criteri di sicurezza», sottolinea Vedovato.

La responsabile della Tin evidenzia anche il valore umano dell’iniziativa: «Le donatrici non mettono a disposizione solo il proprio latte, ma anche il proprio tempo per raccoglierlo e conservarlo secondo i protocolli che richiediamo. Questo lavoro di squadra va oltre la logistica e arricchisce di umanità l’intero percorso».

Un ringraziamento viene rivolto alla Fondazione San Bortolo, a Vicenza for Children e alla Croce Bianca per la collaborazione quotidiana.

Assembergs: «Un modello unico e distintivo per il San Bortolo»

Il direttore generale dell’Ulss 8 Berica, Peter Assembergs, sottolinea il valore della collaborazione tra sanità pubblica e volontariato.

«I numeri della nostra Banca del Latte certificano un modello che è unico e distintivo per il San Bortolo, reso possibile da una straordinaria alleanza tra sanità pubblica, fondazioni e volontariato».

Assembergs ha ringraziato Fondazione San Bortolo, Vicenza for Children, Croce Bianca e soprattutto le mamme donatrici, protagoniste di un progetto che offre un sostegno concreto ai bambini più fragili.

Vicenza for Children: nuovi progetti per i piccoli pazienti

La donazione si inserisce nel percorso di collaborazione che Vicenza for Children porta avanti da anni con i reparti pediatrici dell’ospedale cittadino.

«Quello che abbiamo instaurato nel corso degli anni con i reparti di pediatria dell’Ospedale San Bortolo è un rapporto strettissimo, che ci ha consentito di focalizzare le singole e diverse esigenze che hanno tutte l’obiettivo di migliorare le cure e l’ospitalità per i piccoli pazienti e i loro genitori», afferma Enrico Andreotti, presidente di Vicenza for Children.

Andreotti evidenzia come il progetto della Banca del latte sia particolarmente significativo per la delicatezza delle necessità legate all’allattamento e per il coinvolgimento delle famiglie. L’associazione, insieme alla Fondazione San Bortolo, guarda già a nuove iniziative finalizzate a migliorare il benessere e la salute dei bambini.

Alla presentazione medici, volontari e associazioni

Alla cerimonia di consegna del nuovo mezzo hanno partecipato anche la dottoressa Sara Mondino, direttore della Funzione ospedaliera dell’Ulss 8 Berica, e Massimo Bellettato, primario di Pediatria del San Bortolo, insieme ad alcuni operatori sanitari del reparto.

Presenti inoltre i volontari della Croce Bianca, in rappresentanza del presidente Filippo Galuppo, e Angelo Barbaro e Federico Dall’Armellina, rispettivamente presidente e vicepresidente del Club “Prime uve biancorosse”, che ha contribuito al progetto donando il refrigeratore destinato alla conservazione del latte materno durante il trasporto.

Un sistema di solidarietà che coinvolge ospedale, associazioni, volontari e famiglie, garantendo ai neonati prematuri una risorsa essenziale per affrontare le prime e più delicate settimane di vita.

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