16 Ottobre 2026 - 17.29

Grazie a Trump&co prezzi alle stelle a Vicenza: gas e carburanti sempre più cari. Ecco tutti gli aumenti

L’inflazione accelera a Vicenza, dove a settembre 2026 i prezzi al consumo sono aumentati dell’1,8% rispetto ad agosto e del 5,2% rispetto allo stesso mese del 2025. A pesare maggiormente sono gli effetti della guerra in Medio Oriente scatenata da Donald Trump che ha provocato rincari dell’energia e dei carburanti. Per quanto riguarda il netto aumento dei servizi di alloggio, sono stati influenzati dallo svolgimento di VicenzaOro. È quanto emerge dalla rilevazione dell’Ufficio Statistica del Comune di Vicenza, pubblicata venerdì 16 ottobre, che fotografa l’andamento dei prezzi di beni e servizi nel capoluogo berico.

Alberghi, rincaro record: +28,6% in un solo mese

Il dato più clamoroso riguarda i servizi di alloggio, che a settembre hanno registrato un’impennata del 28,6% rispetto ad agosto. Su base annua l’aumento raggiunge il 22%. Secondo l’analisi comunale, l’incremento è legato principalmente alla fiera internazionale VicenzaOro, che ogni anno richiama in città operatori e visitatori da tutto il mondo, facendo crescere la domanda di pernottamenti.

Nel complesso, la categoria che comprende ristoranti e servizi di alloggio segna un aumento del 9,3% in un mese e del 9% rispetto a settembre 2025.

Energia e carburanti: aumenti fino al 27,4% in un anno

Se gli alberghi guidano la classifica dei rincari mensili, è l’energia a registrare l’aumento annuo più consistente tra le principali categorie di beni.

A settembre 2026 i prodotti energetici costano mediamente il 27,4% in più rispetto a un anno prima, con un incremento del 4,7% soltanto nell’ultimo mese.

Particolarmente pesante la situazione dei carburanti e lubrificanti per i mezzi di trasporto privati, cresciuti del 27,2% su base annua e del 5,5% rispetto ad agosto.

Non va meglio sul fronte delle utenze domestiche. Il gas registra un aumento del 24,1% rispetto a settembre 2025 e del 5,6% nell’ultimo mese. Nel complesso, la categoria abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili evidenzia una crescita del 13,2% in un anno e del 2,4% su base mensile.

Sono aumenti che incidono direttamente sui bilanci delle famiglie, soprattutto per chi utilizza quotidianamente l’automobile o deve sostenere importanti spese energetiche.

Verdura e ortaggi più cari del 7,3% in un mese

Anche fare la spesa costa di più. I prodotti alimentari e le bevande analcoliche registrano un aumento complessivo dello 0,8% rispetto ad agosto e del 2,2% su base annua.

A distinguersi sono soprattutto ortaggi, tuberi, banane da cucina e legumi, con prezzi cresciuti del 7,3% in appena un mese e del 12,5% rispetto a settembre 2025.

In controtendenza oli e grassi, che mostrano una diminuzione dell’1,6% su base mensile e dell’8,5% su base annua.

Gli altri aumenti: strumenti musicali, scarpe, scuola e gioielli

Tra le altre voci che registrano rincari significativi figurano gli strumenti musicali, aumentati dell’8,8% in un mese e del 2,5% in un anno.

La pulizia, riparazione e il noleggio delle calzature segnano un +5,2% mensile e un +10,6% annuale, mentre i servizi di istruzione crescono complessivamente dell’1,8% rispetto ad agosto e del 2,1% rispetto a settembre 2025. All’interno di quest’ultima categoria, l’istruzione prescolastica ed elementare aumenta del 4,2% in un mese e del 4,3% in un anno.

Gioielli e orologi registrano un rincaro dell’1,3% mensile e del 9,9% annuo. I tessili per la casa aumentano invece del 2,1% rispetto ad agosto, pur risultando meno costosi del 4,4% rispetto a un anno prima.

La classifica dei maggiori rincari a Vicenza

Considerando le singole voci e le categorie evidenziate nella rilevazione comunale, gli incrementi più importanti rispetto ad agosto 2026 sono:

  • Servizi di alloggio: +28,6%
  • Strumenti musicali: +8,8%
  • Ortaggi, tuberi e legumi, comprese le banane da cucina: +7,3%
  • Gas: +5,6%
  • Carburanti e lubrificanti: +5,5%
  • Pulizia, riparazione e noleggio calzature: +5,2%
  • Istruzione prescolastica ed elementare: +4,2%

Guardando invece ai prezzi rispetto a settembre 2025, spiccano i beni energetici (+27,4%), i carburanti e lubrificanti (+27,2%), il gas (+24,1%), i servizi di alloggio (+22%) e gli ortaggi (+12,5%).

Quanto costa fare la spesa a Vicenza: dal pane alla carne, dal caffè alla pizza

La rilevazione comunale comprende anche la tradizionale Borsa della spesa, che indica i prezzi medi rilevati a settembre per alcuni prodotti e servizi di uso comune. Si tratta di valori medi, non di variazioni rispetto ai mesi precedenti.

Un chilogrammo di pane fresco costa mediamente 5,11 euro, mentre per un chilo di carne bovina adulta di primo taglio si spendono 24,21 euro. Il prezzo medio del pollo fresco è di 8,48 euro al chilo, quello della carne suina con osso di 9,11 euro e quello del prosciutto cotto di 25,37 euro.

Per quanto riguarda i formaggi, il Grana Padano costa mediamente 19,12 euro al chilo e l’Asiago 13,23 euro. Le orate fresche di allevamento raggiungono invece i 16,05 euro al chilogrammo.

Nel reparto ortofrutta le banane si attestano a 1,90 euro al chilo, le mele Golden Delicious a 2,46 euro, i pomodori da sugo a 3,34 euro, le zucchine a 3,15 euro, le cipolle bianche a 2,36 euro e le patate a 1,59 euro.

Al bar il prezzo medio di un caffè espresso è di 1,37 euro, con quotazioni comprese tra 1,30 e 1,40 euro. Un pasto in pizzeria costa mediamente 13,86 euro, mentre per un taglio di capelli da donna si spendono 25,46 euro.

Tra le altre spese considerate figurano la manutenzione della caldaia, con un costo medio di 117,99 euro, e la Tari, la tassa sui rifiuti, che nella rilevazione presenta un costo medio annuo di 197,18 euro per un’abitazione di 100 metri quadrati.

Non tutto aumenta: scendono cartoleria, oli e alcuni servizi

La fotografia dei prezzi presenta anche alcune diminuzioni. A settembre la categoria ricreazione, sport e cultura registra una flessione complessiva dell’1,3% rispetto ad agosto.

Tra le riduzioni più consistenti figurano gli articoli di cartoleria e il materiale da disegno, in calo del 4,9% in un mese e dell’1,3% in un anno.

Diminuiscono anche gli apparecchi elettrici per la cura della persona (-1,4% mensile), i beni non durevoli per l’abitazione (-1%) e, seppure lievemente, i servizi di manutenzione e riparazione dei mezzi di trasporto privati (-0,3%).

Tra le bevande alcoliche, il vino scende dell’1,1% rispetto ad agosto e del 3,9% su base annua, mentre la birra aumenta dell’1% mensile, pur costando lo 0,8% in meno rispetto a settembre 2025.

L’inflazione pesa sugli acquisti più frequenti

Un altro elemento emerge dall’analisi dei prodotti suddivisi in base alla frequenza di acquisto. I beni e servizi acquistati più frequentemente registrano un aumento del 5,9% rispetto all’anno precedente, mentre quelli a media frequenza crescono del 7,4%. Per gli acquisti meno frequenti l’incremento annuo si ferma all’1,2%.

Il dato conferma come gli aumenti si concentrino in misura rilevante su consumi e spese che ricorrono nel bilancio familiare.

La rilevazione dell’Ufficio Statistica del Comune di Vicenza viene effettuata secondo le metodologie stabilite dall’Istat e coinvolge 447 unità di rilevazione, con 4.081 quotazioni di prezzo monitorate mensilmente, oltre alle rilevazioni relative agli affitti e alle camere d’albergo.

Il prossimo aggiornamento sull’andamento dei prezzi a Vicenza sarà diffuso il 17 novembre 2026.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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