15 Ottobre 2026 - 14.58

Veneto, scoperta una chiesa di 1.600 anni fa: gli archeologi ritrovano la cattedrale dei primi vescovi del Veneziano

Una chiesa risalente a oltre 1.600 anni fa, probabilmente la più antica finora individuata nel territorio veneziano, è riemersa dagli scavi archeologici di Altino. La scoperta è stata annunciata giovedì 15 ottobre dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, che durante la campagna di ricerche 2026 ha individuato i resti di quello che sarebbe stato il principale edificio religioso della città tra la fine dell’Impero romano e l’Alto Medioevo.

Gli archeologi ritengono di aver localizzato non soltanto la chiesa episcopale, ma anche il palazzo del vescovo, ricostruendo per la prima volta l’organizzazione di un importante complesso paleocristiano la cui esistenza era conosciuta attraverso le fonti storiche, ma del quale mancavano prove archeologiche sufficienti.

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Una chiesa di 600 metri quadrati costruita tra il IV e il V secolo

L’edificio religioso aveva una pianta rettangolare di circa 30 metri per 20, era privo di abside e orientato verso est, secondo una disposizione diffusa nell’architettura cristiana dell’epoca.

La costruzione viene datata dagli studiosi tra la fine del IV e la prima metà del V secolo dopo Cristo. A indicarne l’importanza sono soprattutto le dimensioni, l’orientamento e la posizione rispetto all’antica rete stradale romana.

Le testimonianze scritte confermano che Altino possedeva già allora una comunità cristiana organizzata. Nelle lettere di San Girolamo compaiono riferimenti a Eliodoro, primo vescovo della città, e al nipote Nepoziano. Un documento del 396 descrive anche gli arredi e le caratteristiche della chiesa.

Il ritrovamento potrebbe quindi aver finalmente restituito una collocazione precisa a un edificio conosciuto dagli storici da oltre sedici secoli.

Accanto alla chiesa anche il palazzo del vescovo

La campagna di scavo ha individuato, sul lato orientale, le tracce di una seconda grande costruzione, dotata di portici e probabilmente sviluppata su due piani.

Secondo gli archeologi potrebbe trattarsi del palazzo episcopale, destinato a ospitare il clero e forse, negli ambienti inferiori, sepolture di personaggi di particolare rilievo. Tra gli elementi emersi figurano resti di mosaici tardoantichi.

Particolarmente significativo il materiale utilizzato per le fondazioni: grandi blocchi di trachite recuperati dalle antiche strade romane e reimpiegati nella costruzione. Una circostanza che, secondo i ricercatori, testimonia il ruolo assunto dal vescovo anche nell’amministrazione della città.

Davanti alla chiesa sono state inoltre individuate tracce di un portico e di un’area funeraria realizzati tra il VI e il VII secolo, con sepolture in laterizio successivamente smantellate. Tra i reperti è stato recuperato anche un piccolo contenitore decorato con una croce.

La scoperta cambia la storia delle origini di Venezia

Le ricerche offrono nuovi elementi per ricostruire il passaggio da Altino a Torcello e, successivamente, lo sviluppo degli insediamenti lagunari.

Per lungo tempo la tradizione storica ha collegato l’abbandono di Altino alla fuga degli abitanti davanti alle invasioni barbariche. Le indagini archeologiche suggeriscono invece una trasformazione graduale, accompagnata da scelte organizzative, economiche e ambientali.

Il trasferimento della sede vescovile verso Torcello sarebbe avvenuto attraverso un processo pianificato. La stessa chiesa di Altino sarebbe stata progressivamente smontata entro la prima metà del VII secolo, recuperando pietre e mattoni poi impiegati nelle costruzioni lagunari.

A rendere particolarmente difficile il ritrovamento hanno contribuito proprio il sistematico riutilizzo dei materiali edilizi e, in epoca moderna, le trasformazioni agricole del territorio. Oggi, inoltre, la provinciale 41 dir, via Sant’Eliodoro, attraversa l’area in cui sorgeva l’antica chiesa.

Gli scavi proseguiranno alla ricerca del battistero

Le indagini, avviate nel 2025 e proseguite tra settembre e ottobre 2026, sono dirette da Diego Calaon dell’Università Ca’ Foscari e da Elisa Possenti dell’Università di Trento, in collaborazione con il Parco archeologico di Altino e i Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna.

Un ruolo importante nella ricostruzione del complesso è stato svolto dai ricercatori Jacopo Paiano ed Eleonora Delpozzo, impegnati nella revisione dei precedenti dati archeologici e nelle nuove indagini sul campo.

Restano ancora da individuare altre strutture del complesso, a cominciare dal battistero. Sono previsti ulteriori studi sui reperti, analisi dei resti umani, datazioni al radiocarbonio e indagini geofisiche nelle zone non ancora esplorate.

Sabato 17 ottobre visita agli scavi

Il pubblico potrà conoscere da vicino i risultati della scoperta sabato 17 ottobre 2026, alle 10.30, durante una visita accompagnata nell’area archeologica del decumano di Altino.

A illustrare le ricerche saranno gli archeologi Diego Calaon, Jacopo Paiano ed Eleonora Delpozzo.

Per informazioni è disponibile il numero 0422 789449.

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