5 Novembre 2026 - 14.55

Vicenza, un bosco dove oggi non c’è nemmeno un albero: ecco Casa Magis, il progetto che cambierà il centro storico

Non sarà soltanto una sede aziendale, ma un nuovo spazio aperto ai vicentini: un bosco urbano, un giardino, un bar, aree di coworking e oltre 5.600 metri quadrati esterni a uso pubblico. Il progetto firmato da Asa Studio Albanese promette un edificio in legno a emissioni quasi zero, capace di ridurre il calore nel cuore della città. Lavori dal 2028, con una durata prevista di 22 mesi.

Un vero bosco nel centro storico di Vicenza, proprio dove oggi non cresce nemmeno un albero. Spazi pubblici, percorsi pedonali, un bar, aree per lavorare e incontrarsi, tutto attorno a un edificio realizzato prevalentemente in legno e progettato per avere un impatto ambientale minimo.

È questa la visione di Casa Magis, la nuova sede della multiutility presentata giovedì 5 novembre 2026 a Vicenza. Un progetto che punta a trasformare un’area di quasi due ettari e mezzo, oggi particolarmente esposta al caldo estivo, in un nuovo spazio verde accessibile anche ai cittadini.

La proposta è firmata dallo studio vicentino Asa Studio Albanese, vincitore del concorso di progettazione, e nasce con un obiettivo preciso: superare il concetto tradizionale di sede aziendale per realizzare un luogo capace di diventare parte della vita quotidiana della città.

Alla presentazione hanno partecipato il sindaco Giacomo Possamai, l’assessora allo Sviluppo economico e al Territorio Cristina Balbi, il presidente di Magis Federico Testa, il vicepresidente Stefano Fracasso, il consigliere delegato Alessandro Russo e l’architetto Flavio Albanese.

Un bosco urbano nel cuore di Vicenza

L’elemento più sorprendente del progetto è proprio la natura.

Casa Magis sorgerà in un’area del centro storico vicina al fiume Bacchiglione e alle mura cittadine, oggi completamente priva di alberature e caratterizzata da superfici che contribuiscono all’effetto isola di calore.

La trasformazione sarà radicale: 5.598 metri quadrati di superficie drenante, contro gli attuali zero, e un sistema di spazi verdi aperti ai cittadini.

Al centro sorgerà un autentico bosco urbano, composto da grandi alberi, vegetazione di sottobosco e presenza d’acqua. Non un semplice giardino decorativo, quindi, ma un ecosistema progettato per svilupparsi nel tempo, richiedendo poca manutenzione e un consumo limitato di acqua.

La vegetazione, insieme alle coperture degli edifici e alle soluzioni energetiche adottate, contribuirà a ridurre di diversi gradi la temperatura dell’area, migliorando il microclima soprattutto durante i mesi estivi.

Un intervento che punta a trasformare un luogo oggi fortemente mineralizzato in un ambiente più fresco, permeabile e vivibile.

Oltre mille metri quadrati per cittadini e associazioni

La caratteristica più innovativa di Casa Magis è che non sarà destinata esclusivamente ai dipendenti.

Il piano terra sarà accessibile al pubblico e comprenderà ambienti per attività collettive, incontri, iniziative e momenti di socialità.

In particolare, il progetto mette a disposizione della comunità:

  • 1.100 metri quadrati destinati ad attività collettive.
  • 5.600 metri quadrati esterni a uso pubblico.
  • Un bosco urbano e un giardino accessibili ai cittadini.
  • Un bar e spazi di coworking.
  • Ambienti utilizzabili da enti e associazioni per riunioni e iniziative.

La nuova struttura sarà anche un punto di riferimento per il dialogo tra l’azienda e i cittadini, con attività informative, divulgative ed educative dedicate soprattutto alla sostenibilità, all’energia e al risparmio energetico.

L’idea è creare un luogo nel quale le funzioni aziendali convivano con quelle pubbliche, trasformando la sede di una multiutility in uno spazio realmente inserito nel tessuto urbano.

Un edificio in legno progettato per consumare meno

Anche dal punto di vista architettonico Casa Magis propone soluzioni particolari.

Le strutture fuori terra saranno realizzate interamente in legno, con l’eccezione dei vani scala, degli ascensori e del parcheggio interrato.

Gli elementi costruttivi saranno prefabbricati in dimensioni contenute e assemblati direttamente sul posto. Una scelta pensata anche per affrontare le difficoltà logistiche di un cantiere nel centro storico, limitando il transito dei mezzi pesanti, i rumori e i disagi alla circolazione.

Il progetto prevede inoltre il recupero dei materiali provenienti dalla demolizione dell’edificio novecentesco esistente, che saranno riutilizzati sul posto per realizzare i percorsi esterni.

Sul fronte energetico, il nuovo complesso utilizzerà pannelli fotovoltaici sulle coperture inclinate, pompe di calore, isolamento ad alte prestazioni e sistemi di ventilazione naturale.

Gli edifici saranno orientati verso nord-est per intercettare i venti dominanti e favorire il ricambio d’aria all’interno.

L’obiettivo dichiarato è raggiungere emissioni prossime allo zero, grazie anche all’impiego di materiali e attrezzature a basso impatto ambientale e recuperabili al termine del loro ciclo di vita.

La documentazione progettuale riporta inoltre un valore energetico di 325.000 kWh all’anno.

Un’architettura che guarda a Palladio senza imitarlo

La scelta progettuale cerca un equilibrio tra innovazione e rispetto del contesto storico.

Verso il bosco, i giardini e il Bacchiglione, l’architettura avrà un carattere più naturale, con il legno lasciato a vista nelle strutture, nei soffitti e nei pavimenti.

Sul fronte rivolto alla città storica, invece, il linguaggio architettonico sarà più minerale, con richiami al gioco di luci e ombre caratteristico dell’architettura palladiana e neoclassica.

Un approccio che lo studio definisce «contemporaneità gentile», pensato per dialogare con il patrimonio di Vicenza senza imporsi su di esso.

Il progetto si ispira anche ai principi della biofilia, che valorizza il rapporto tra persone e natura, e della healing architecture, orientata a creare ambienti capaci di favorire il benessere psicofisico.

Secondo Flavio Albanese, fondatore dello studio vincitore, la vicinanza della sede professionale al luogo dell’intervento ha rafforzato il legame con il progetto. L’intento è stato quello di proporre un’architettura sobria, senza eccessi, nella quale natura, persone e città storica potessero trovare un equilibrio.

Possamai: «Un’area senza verde restituita alla città»

Il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai ha accolto favorevolmente il progetto, sottolineandone soprattutto il valore urbanistico.

La trasformazione di un’area oggi priva di vegetazione in uno spazio pubblico con un giardino e un bosco rappresenta, secondo il primo cittadino, un’importante occasione di rigenerazione del centro storico.

L’intervento si inserisce inoltre nella strategia comunale di riqualificazione di questa parte della città, che comprende anche San Biagio e altri progetti dedicati al recupero e alla valorizzazione del patrimonio urbano.

L’obiettivo è rendere il centro storico progressivamente più accessibile, accogliente e ricco di opportunità, con nuovi luoghi nei quali i cittadini possano incontrarsi.

Federico Testa, presidente di Magis, ha evidenziato come una multiutility a partecipazione pubblica debba contribuire a creare collegamenti tra persone e territorio. Casa Magis intende tradurre concretamente questa funzione attraverso una struttura sostenibile che diventi anche uno strumento per diffondere la cultura del risparmio energetico.

Il vicepresidente Stefano Fracasso ha richiamato il forte legame del Gruppo con Vicenza, sottolineando la scelta di investire nel cuore della città, vicino al Bacchiglione, affidandosi a uno studio di architettura locale.

Per il consigliere delegato Alessandro Russo, la differenza è racchiusa nel concetto stesso di Casa Magis: non soltanto uffici, ma una casa aperta alle persone, con spazi e servizi che i vicentini potranno utilizzare quotidianamente.

Un investimento che si inserisce nel piano industriale da 1,1 miliardi

Casa Magis rappresenta anche una tappa della trasformazione del Gruppo, impegnato in un Piano Industriale al 2030 sostenuto da 1,1 miliardi di euro di investimenti.

L’obiettivo strategico è rendere più accessibile e concreta la transizione energetica attraverso i servizi offerti dalla multiutility, che accompagnano la vita quotidiana dei cittadini nelle abitazioni, nella mobilità, negli spazi collettivi, nel tempo libero e nelle reti di comunicazione.

L’attenzione alle persone riguarda anche l’organizzazione interna.

Secondo i dati presentati dall’azienda, il divario retributivo di genere è pari a zero, le donne rappresentano il 46% del personale e l’80% dei dipendenti partecipa a progetti di cambiamento organizzativo e formazione sull’intelligenza artificiale.

La nuova sede dovrà tradurre questa impostazione anche nella qualità degli ambienti di lavoro, favorendo benessere, relazioni e collaborazione.

Quando inizieranno i lavori e quanto dureranno

Il progetto prevede l’avvio del cantiere nella prima metà del 2028.

I lavori saranno eseguiti in un’unica fase, con una durata stimata di 22 mesi. Al termine dell’intervento, le attività del Gruppo potranno essere trasferite nella nuova sede.

L’operazione prevede inoltre una riduzione significativa dei volumi edificati rispetto alla situazione attuale.

Casa Magis, tutti i numeri del progetto

<text weight=”medium”>Superfici, volumi e parcheggi</text>

VoceDati del progetto
Area interessataQuasi 2,5 ettari
Superficie drenante attuale0 m²
Nuova superficie drenante5.598 m²
Spazi esterni a uso pubblico5.600 m²
Ambienti per attività collettive1.100 m²
Volume edilizio attuale31.668 m³
Volume edilizio futuro23.880 m³
Nuovi posti auto140
Posti per biciclette e motocicli90
Valore energetico indicato325.000 kWh/anno
Obiettivo emissioniQuasi zero
Avvio lavoriPrima metà 2028
Durata prevista22 mesi

Una trasformazione che riguarda l’intera città

Casa Magis nasce dunque come sede di un’azienda, ma propone qualcosa di più ampio: trasformare un’area oggi senza alberi in un nuovo spazio verde, accessibile e capace di offrire servizi, occasioni di incontro e un miglioramento ambientale.

La sfida sarà tradurre il progetto presentato in una realtà effettivamente fruibile dai vicentini, rispettando i tempi di realizzazione e gli obiettivi di sostenibilità annunciati.

Se il programma sarà rispettato, Vicenza potrà ritrovarsi con un nuovo bosco urbano nel cuore del centro storico, proprio dove oggi prevalgono edifici e superfici impermeabili.

Non soltanto un cambiamento di sede per Magis, quindi, ma una trasformazione che potrebbe modificare concretamente il modo di vivere questa parte della città.

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