5 Novembre 2026 - 11.43

Allarmi bomba a raffica sui cieli d’Europa: aerei dirottati, caccia militari in volo e aeroporti in massima allerta

Una nuova ondata di allarmi bomba ha coinvolto giovedì 5 novembre numerosi voli di linea in Europa, costringendo alcuni aerei ad atterraggi imprevisti e provocando l’intervento di caccia militari, artificieri e squadre antiterrorismo. Le segnalazioni hanno interessato collegamenti con Italia, Francia, Austria, Polonia, Belgio, Repubblica Ceca e Bulgaria, alimentando i sospetti di una possibile azione coordinata per mettere in difficoltà il traffico aereo europeo. Al momento, tuttavia, non sono emerse prove di un collegamento tra tutti gli episodi.

Tre gli aerei direttamente collegati all’Italia coinvolti negli allarmi: due diretti a Roma da Dublino e Helsinki e uno partito da Milano Malpensa con destinazione Varsavia.

L’episodio più significativo ha riguardato un Airbus A320 della compagnia irlandese Aer Lingus, partito da Dublino e diretto a Roma Fiumicino. Mentre attraversava lo spazio aereo francese, il velivolo ha modificato improvvisamente la rotta, effettuando alcune manovre circolari nei pressi di Parigi prima di dirigersi verso la base militare di Évreux, in Normandia.

L’aereo è stato scortato durante l’avvicinamento da un caccia Rafale dell’aviazione francese. Dopo l’atterraggio, 151 passeggeri e sei membri dell’equipaggio sono stati trasferiti in un’area sicura, mentre gli artificieri militari hanno avviato le verifiche.

La gravità della segnalazione ha portato a un intervento diretto delle autorità francesi. Anche l’ufficio del primo ministro Sébastien Lecornu ha seguito l’operazione, confermando l’attivazione delle procedure di emergenza.

Tra i passeggeri c’era anche Nicola Timpone, direttore generale del GAL La Cittadella, che ha raccontato di aver inizialmente ricevuto comunicazioni riguardanti un generico problema tecnico. La comparsa dei velivoli militari accanto all’aereo ha però fatto comprendere ai viaggiatori che la situazione era diversa da un normale cambio di rotta.

Un secondo allarme ha interessato il volo Finnair proveniente da Helsinki, atterrato regolarmente a Fiumicino intorno alle 9.30. In questo caso sono intervenuti i caccia Eurofighter dell’Aeronautica Militare italiana e, dopo l’arrivo, gli artificieri della Polizia hanno effettuato i controlli sull’aeromobile.

La compagnia finlandese ha successivamente confermato che la minaccia era infondata: le ispezioni non hanno individuato elementi sospetti.

Nelle stesse ore, un Airbus A321 di Wizz Air, decollato da Milano Malpensa e diretto a Varsavia, è stato invece dirottato all’aeroporto di Vienna dopo una segnalazione ricevuta durante il volo. La compagnia ha confermato di aver seguito le procedure previste per proteggere passeggeri ed equipaggio, collaborando con le autorità austriache.

Ma l’ondata di allarmi non si è fermata ai collegamenti italiani.

In Bulgaria sono stati interessati tre voli Ryanair provenienti da Madrid, Copenaghen e Londra Stansted. I primi due sono atterrati a Sofia, mentre il terzo è stato deviato verso Plovdiv. Le autorità hanno disposto controlli straordinari sugli aeromobili e sulle persone a bordo.

Anche la Repubblica Ceca ha ricevuto segnalazioni relative a quattro voli diretti a Praga. La polizia ceca ha valutato le minacce come poco credibili, decidendo comunque di attivare le misure di sicurezza e di sottoporre gli aerei a verifiche dopo l’atterraggio.

Un ulteriore allarme ha coinvolto un volo della compagnia polacca LOT da Varsavia a Bruxelles. In questo caso, la compagnia ha comunicato che le verifiche effettuate prima e dopo l’atterraggio non hanno individuato oggetti pericolosi.

Anche un secondo collegamento Finnair, da Helsinki a Vienna, ha ricevuto una segnalazione. Il velivolo ha raggiunto regolarmente la capitale austriaca.

Le minacce sarebbero arrivate prevalentemente attraverso messaggi anonimi, con modalità che gli investigatori stanno cercando di ricostruire. Per i due voli diretti a Roma, le segnalazioni sarebbero partite da una stessa email scritta in italiano e inviata agli indirizzi di società operanti nell’aeroporto di Fiumicino.

Non si tratta di episodi isolati. Martedì 3 novembre almeno sette voli europei erano già stati interessati da analoghi allarmi, tutti risultati falsi dopo le verifiche.

Tra questi figuravano due Ryanair diretti a Roma da Lisbona e Dublino, un volo LOT da Londra a Varsavia dirottato sullo scalo di Modlin, un collegamento SAS da Copenaghen a Varsavia, un Ryanair da Manchester a Murcia e due voli diretti a Sofia, provenienti da Bergamo e Dublino.

Il giorno precedente, 2 novembre, un altro aereo Wizz Air partito da Londra Luton e diretto in Bulgaria aveva dovuto raggiungere Budapest, accompagnato da caccia Gripen ungheresi.

La successione delle minacce ha aperto interrogativi anche a livello internazionale. Alcuni analisti della sicurezza aerea, interpellati dalla stampa estera, hanno osservato che la varietà delle compagnie e delle destinazioni interessate potrebbe indicare l’intenzione di provocare disagi generalizzati al trasporto aereo, piuttosto che colpire uno specifico obiettivo.

Tra le ipotesi considerate figurano azioni di imitazione, iniziative riconducibili a un unico autore o a un gruppo e possibili operazioni di destabilizzazione. Nessuna di queste ricostruzioni è stata però accertata dagli investigatori, e non esistono elementi sufficienti per attribuire la responsabilità a un’organizzazione o a uno Stato.

Ogni segnalazione, anche quando appare poco attendibile, richiede comunque l’attivazione delle procedure di sicurezza: controlli sugli aerei, verifiche dei bagagli, impiego degli artificieri e, nei casi più delicati, intervento dell’aviazione militare.

Il risultato è un impatto significativo sui collegamenti, con ritardi, cambi di destinazione e costi operativi, oltre alla comprensibile preoccupazione dei passeggeri.

Le indagini proseguono per individuare gli autori delle minacce e verificare eventuali collegamenti tra i diversi episodi. I controlli completati hanno finora escluso la presenza di esplosivi nei casi per i quali è stato comunicato l’esito, ma l’attenzione delle autorità aeroportuali europee rimane elevata.

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