5 Novembre 2026 - 9.37

Padova, 40 espulsioni in un mese: 11 rimpatri in aereo e 329 provvedimenti da inizio anno

Raffica di provvedimenti contro cittadini stranieri irregolari, molti dei quali con precedenti per spaccio, rapine, violenze e altri reati. Tra i casi più significativi, un uomo condannato per maltrattamenti alla moglie e due giovani coinvolti in attività di spaccio. Il questore Marco Odorisio dispone trasferimenti nei centri per il rimpatrio e accompagnamenti alla frontiera.

Quaranta provvedimenti di espulsione e allontanamento nel solo mese di ottobre, undici persone rimpatriate direttamente nei Paesi d’origine e altre undici trasferite nei Centri di permanenza per il rimpatrio. È il bilancio dell’attività condotta dalla Questura di Padova, su disposizione del questore Marco Odorisio, nell’ambito dei controlli sulla presenza irregolare di cittadini stranieri e delle misure di contrasto alla criminalità.

Dall’inizio del 2026 i provvedimenti adottati sono complessivamente 329, un dato che comprende differenti modalità di allontanamento dal territorio nazionale.

Nel dettaglio, a ottobre undici cittadini sono stati accompagnati nei centri per il rimpatrio di Milano, Gradisca d’Isonzo, Torino, Macomer, Potenza, Bari e Brindisi. Altri undici sono stati rimpatriati con voli internazionali, cinque hanno ricevuto una misura alternativa che consente la partenza volontaria entro trenta giorni e un cittadino comunitario è stato allontanato dall’Italia. Per le restanti dodici persone è stato disposto l’obbligo di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni.

I destinatari dei provvedimenti provengono da diversi Paesi: nove dalla Tunisia, cinque dal Marocco, cinque dalla Moldavia, quattro dalla Nigeria, tre dall’Albania, due ciascuno da Egitto, Cina, Serbia e Georgia. Figurano inoltre cittadini di Gambia, Romania, Sierra Leone, Algeria, Kosovo e Pakistan.

Il giovane tunisino con precedenti per rapina e droga

Tra gli interventi segnalati dalla Questura figura quello del 10 ottobre, quando gli agenti hanno rintracciato nella zona della Guizza un cittadino tunisino di 19 anni.

Il giovane era arrivato in Italia nel 2024, quando era ancora minorenne, ottenendo un permesso di soggiorno legato alla sua età. La successiva richiesta di rinnovo è stata respinta dopo gli accertamenti sulla sua pericolosità sociale.

A suo carico risultava una condanna a quattro mesi di reclusione per detenzione e spaccio di stupefacenti, oltre a precedenti per rapina, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e reati legati alla droga.

Per lui è stato disposto il trasferimento al Centro di permanenza per il rimpatrio di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia.

Picchiava la moglie anche davanti ai figli: rimpatriato dopo il carcere

Particolarmente grave il caso di un cittadino kosovaro di 50 anni, arrivato in Italia nel 2001 insieme alla famiglia.

L’uomo aveva riportato due condanne per maltrattamenti, per una pena complessiva di tre anni e undici mesi di reclusione. Secondo quanto ricostruito negli atti, sottoponeva la moglie a ripetute aggressioni fisiche, colpendola con calci e pugni anche in presenza dei figli minorenni.

Risultava inoltre condannato a dodici mesi di reclusione per porto abusivo di armi.

Dopo un periodo di detenzione, il Tribunale di Sorveglianza di Verona ha disposto l’espulsione. Il 20 ottobre gli agenti dell’Ufficio Immigrazione lo hanno accompagnato all’aeroporto di Roma Fiumicino, da dove è partito per Pristina, per essere affidato alle autorità kosovare.

Arrestato per spaccio di hashish, rimandato in Gambia

Un altro intervento riguarda un cittadino gambiano di 29 anni, entrato in Italia nel 2015 attraverso la frontiera di Siracusa.

L’uomo aveva ricevuto il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per protezione speciale e risultava già condannato più volte per reati in materia di stupefacenti, con sentenze risalenti al 2019, 2020, 2021 e 2025.

Il 14 ottobre è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Padova dopo essere stato sorpreso mentre effettuava due cessioni di hashish.

Al termine del processo per direttissima, il giudice ha disposto il divieto di dimora nel Comune di Padova, concedendo anche il nulla osta all’espulsione.

Tre giorni dopo, il 17 ottobre, il ventinovenne è stato accompagnato all’aeroporto di Bologna e rimpatriato con un volo diretto a Banjul, in Gambia.

Diciannovenne egiziano fermato dopo una cessione di cocaina

Il 28 ottobre gli investigatori hanno individuato in piazza De Gasperi un cittadino egiziano di 19 anni, arrivato in Italia nel 2023 quando era minorenne.

La richiesta di rinnovo e conversione del suo precedente permesso di soggiorno in un titolo per lavoro subordinato o attesa occupazione era stata respinta.

Il giovane risultava già segnalato all’autorità giudiziaria in diverse occasioni per vicende legate agli stupefacenti e alla rapina.

Nella stessa giornata è stato arrestato dalla Squadra Mobile per la cessione di una dose di cocaina. Successivamente, verificata la sua posizione amministrativa, è stato disposto il trattenimento al Centro di permanenza per il rimpatrio di Milano.

Tra i precedenti interventi ricordati dalla Questura figura anche quello del 23 settembre nei confronti di un ivoriano di 37 anni, accompagnato al centro di Potenza dopo il rigetto delle richieste di protezione internazionale, confermato anche in sede giudiziaria. L’uomo aveva precedenti per danneggiamento, ricettazione, resistenza, lesioni personali e minacce a pubblico ufficiale.

Da gennaio 329 provvedimenti: tutti i numeri

Il bilancio complessivo della Questura di Padova dall’inizio dell’anno comprende 142 accompagnamenti nei Centri di permanenza per il rimpatrio e 67 rimpatri con accompagnamento alla frontiera.

A questi si aggiungono 33 provvedimenti con misure alternative e partenza volontaria, cinque rimpatri volontari assistiti, quindici allontanamenti di cittadini comunitari e 67 ordini di abbandonare il territorio nazionale.

Tra le persone accompagnate direttamente alla frontiera figurano soprattutto cittadini albanesi, con 15 casi, seguiti da cinesi, nove, nigeriani e moldavi, otto ciascuno, marocchini e tunisini, sette ciascuno.

Per quanto riguarda i trasferimenti nei centri per il rimpatrio, prevalgono i cittadini tunisini, con 62 provvedimenti, seguiti da egiziani, 28, marocchini, 20, e nigeriani, 11.

Gli ordini di lasciare autonomamente l’Italia hanno riguardato soprattutto cittadini tunisini, 21, marocchini, 14, cinesi e nigeriani, sei per ciascuna nazionalità.

Le misure alternative con partenza volontaria hanno interessato principalmente marocchini, albanesi e cinesi. I cinque rimpatri volontari assistiti hanno riguardato due cittadini nigeriani e uno ciascuno proveniente da Mali, Pakistan e Sri Lanka.

Per gli allontanamenti dei cittadini comunitari, le nazionalità maggiormente rappresentate sono quella romena e quella bulgara.

Un’attività che, secondo il quadro illustrato dalla Questura, punta a rendere effettivi i provvedimenti nei confronti delle persone prive dei requisiti per soggiornare in Italia, con particolare attenzione ai casi nei quali emergono precedenti penali e valutazioni di pericolosità sociale.

Va precisato che un provvedimento di espulsione non equivale necessariamente a un rimpatrio già eseguito: alcune persone sono state accompagnate direttamente all’estero, altre trasferite nei centri in attesa delle procedure e altre ancora hanno ricevuto un termine per lasciare autonomamente il Paese.

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