5 Novembre 2026 - 11.34

La Generazione Z cambia le abitudini: saltano gli orari delle cene e molte altre abitudini

Sempre meno serate che finiscono a notte fonda, più attenzione al sonno, allo sport e al benessere. Tra i giovani si sta diffondendo una nuova abitudine: anticipare la cena alle 18. Un cambiamento che sta interessando anche i ristoranti e che, secondo alcune ricerche, potrebbe avere effetti positivi sulla salute.

La cena alle nove di sera potrebbe diventare un’abitudine del passato? A cambiare le regole della vita sociale, almeno in alcuni Paesi, è ancora una volta la Generazione Z, quella dei giovani nati indicativamente tra la metà degli anni Novanta e la fine degli anni Duemila.

Cresciuti tra social network, innovazioni tecnologiche, pandemia e trasformazioni del mondo del lavoro, i giovani sembrano attribuire sempre maggiore importanza al benessere personale, al riposo e alla gestione del tempo libero.

E proprio queste nuove priorità starebbero modificando anche uno dei momenti più tradizionali della giornata: l’ora di cena.

Il nuovo orario preferito? Le 18

Secondo i dati raccolti dalla piattaforma di prenotazioni gastronomiche OpenTable, nel Regno Unito sta emergendo una crescente preferenza per le cene anticipate.

A Londra le prenotazioni nei ristoranti sono aumentate dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre nel resto del Regno Unito la crescita si è attestata al 6%.

Un dato particolarmente interessante riguarda proprio le ore 18, diventate una delle fasce più richieste, con un incremento delle prenotazioni dell’8%.

I numeri fotografano una tendenza generale della clientela britannica, non esclusivamente dei giovani, ma si inseriscono in un cambiamento delle abitudini sociali spesso associato alla Generazione Z.

Secondo Cheryl Paniagua, vicepresidente di OpenTable, dietro questa trasformazione potrebbero esserci diversi fattori: il ritorno al lavoro in ufficio, una maggiore attenzione alla salute e la possibilità di prenotare nei locali più richiesti scegliendo orari tradizionalmente meno affollati.

Meno cocktail, più sport e sonno

Per molti giovani, uscire a cena non significa più necessariamente trascorrere l’intera serata fuori casa o fare le ore piccole.

L’idea è piuttosto quella di incontrare gli amici, mangiare fuori e rientrare a un orario compatibile con gli impegni del giorno successivo.

A influenzare questa scelta sarebbe anche la crescente attenzione all’attività fisica, soprattutto agli allenamenti mattutini, che richiedono un riposo adeguato.

Linda Haden, specialista della società di ricerche Lumina Intelligence, ha osservato come la socialità stia assumendo forme diverse, nelle quali il piacere di stare insieme deve convivere con altre priorità personali.

Anche le bevande scelte raccontano questa trasformazione: più frullati e meno cocktail, in linea con la tendenza delle generazioni più giovani a consumare meno alcol rispetto a quelle precedenti.

Cenare presto fa davvero bene alla salute?

Dietro la nuova abitudine potrebbe esserci anche una motivazione scientifica.

Una ricerca pubblicata nel 2023 sulla rivista Nature Communications ha analizzato la relazione tra gli orari dei pasti e il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e cerebrovascolari.

Lo studio ha evidenziato un’associazione tra il consumo tardivo dell’ultimo pasto e un maggiore rischio di alcune patologie, con differenze che in determinate analisi arrivavano al 28%.

È importante precisare che si tratta di risultati osservazionali: non dimostrano che cenare tardi provochi direttamente queste malattie, né che anticipare automaticamente il pasto alle 18 sia sufficiente a prevenirle.

Il momento della cena può comunque influenzare l’organizzazione del sonno, la digestione e la regolarità delle abitudini quotidiane.

E in Italia? La cena alle 18 resta una rivoluzione

Se nel Regno Unito le prenotazioni anticipate stanno conquistando spazio, in Italia un simile cambiamento rappresenterebbe una piccola rivoluzione culturale.

La cena rimane infatti un momento importante della giornata, spesso condiviso con la famiglia o con gli amici, e gli orari sono generalmente più tardivi rispetto a quelli dei Paesi del Nord Europa.

Non è detto che la tendenza britannica si diffonda con la stessa intensità anche nel nostro Paese. Tuttavia, la crescente attenzione al benessere e alla qualità del sonno potrebbe favorire un progressivo ripensamento delle abitudini serali.

In fondo, il cambiamento più interessante non riguarda soltanto l’orologio, ma il modo di vivere il tempo libero: uscire prima, mangiare con calma, stare insieme e concedersi una notte di riposo più lunga.

Per una generazione che vuole conciliare socialità, salute e impegni quotidiani, la serata perfetta potrebbe non essere più quella che finisce all’alba, ma quella che comincia quando molti non hanno ancora pensato a cosa preparare per cena.

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