3 Novembre 2026 - 10.44

Morbillo, muore un bambino a New York: è il primo decesso dopo 30 anni. Allarme in Italia, prima in Europa per contagi

Negli Stati Uniti oltre 4.800 casi dall’inizio dell’anno. In Italia preoccupano le vaccinazioni incomplete: circa un bambino su sette non ha ricevuto la seconda dose all’età prevista. A rischio anche gli adulti che non hanno completato il ciclo vaccinale.

Un bambino è morto di morbillo nello Stato di New York, negli Stati Uniti, segnando il primo decesso associato alla malattia registrato nella regione da oltre trent’anni. La notizia, confermata lunedì 2 novembre 2026 dalle autorità sanitarie americane, riaccende l’allarme sulle conseguenze del calo delle vaccinazioni.

La vittima viveva nella contea di Lewis, nel nord dello Stato. La governatrice Kathy Hochul ha espresso il proprio dolore, ricordando quanto sia pericoloso compromettere i risultati ottenuti attraverso decenni di prevenzione vaccinale.

Le autorità non hanno comunicato se il bambino fosse vaccinato. Nello Stato di New York era già stata dichiarata un’emergenza sanitaria in ottobre per fronteggiare l’aumento dei contagi.

Negli Stati Uniti oltre 4.800 casi: torna una malattia che era stata eliminata

Secondo i dati aggiornati al 29 ottobre dai Centers for Disease Control and Prevention, negli Stati Uniti sono stati confermati 4.852 casi di morbillo dall’inizio del 2026, più del doppio rispetto ai 2.289 registrati nell’intero 2025.

Il 96% dei casi riguarda persone non vaccinate o con stato vaccinale sconosciuto. I ricoveri hanno interessato circa l’11% dei contagiati, oltre 500 persone.

Il morbillo era stato dichiarato eliminato dagli Stati Uniti nel 2000, grazie alle campagne vaccinali. Il ritorno della malattia dimostra quanto la riduzione della copertura immunitaria possa favorirne una nuova diffusione.

Italia, il dato preoccupante: siamo il Paese europeo con più casi

La situazione richiede attenzione anche in Italia.

Secondo il monitoraggio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, tra ottobre 2025 e settembre 2026 l’Italia ha notificato 651 casi, il numero più elevato tra i Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo.

Nello stesso periodo sono stati registrati complessivamente 2.325 contagi nei trenta Paesi monitorati: oltre uno su quattro riguarda l’Italia.

Nei primi nove mesi del 2026, da gennaio a settembre, i casi italiani sono stati 588.

Dopo il picco di aprile, con 173 contagi, le segnalazioni sono diminuite progressivamente fino alle 14 di settembre. Il calo non elimina però il rischio di nuovi focolai, soprattutto nelle comunità dove la copertura vaccinale è insufficiente.

Il problema della seconda dose: molti bambini non completano il ciclo

La vaccinazione contro il morbillo prevede normalmente due dosi: la prima intorno ai 12 mesi di vita e la seconda a 5-6 anni.

Secondo gli ultimi dati nazionali disponibili del Ministero della Salute, riferiti al 2024, la copertura della prima dose raggiungeva il 94,77% dei bambini di due anni.

La copertura della seconda dose, invece, si fermava intorno all’84-86% nella fascia prescolare.

Significa che circa un bambino su sette non risultava aver completato il ciclo vaccinale all’età prevista.

Il dato è particolarmente importante perché, per interrompere stabilmente la trasmissione del morbillo, l’obiettivo sanitario è raggiungere almeno il 95% di copertura con due dosi.

Nessuna Regione o Provincia autonoma italiana raggiungeva quella soglia per il ciclo completo.

Non serve un richiamo ogni dieci anni: bisogna completare le due dosi

Su questo punto è importante fare chiarezza.

Il vaccino contro il morbillo non prevede richiami periodici ogni dieci anni, come avviene per altre vaccinazioni.

Il ciclo ordinario comprende due dosi, che nella maggior parte delle persone garantiscono una protezione molto duratura.

La seconda dose serve soprattutto a proteggere chi non ha sviluppato una risposta immunitaria sufficiente dopo la prima.

Una sola dose offre una protezione stimata intorno al 93%, mentre con due dosi l’efficacia raggiunge circa il 97%.

Per chi non ha completato il ciclo, è quindi importante verificare con il medico o con il servizio vaccinale se sia necessario recuperare la dose mancante.

Anche gli adulti possono essere scoperti

Il morbillo non riguarda soltanto i bambini.

In Italia molti casi interessano adolescenti e giovani adulti, in particolare persone tra i 15 e i 39 anni.

Alcuni non sono mai stati vaccinati, mentre altri potrebbero aver ricevuto soltanto una dose durante l’infanzia.

Nel settembre 2026 il Ministero della Salute ha richiamato l’attenzione delle Regioni sulla necessità di rafforzare le campagne di recupero vaccinale.

Secondo i dati ministeriali relativi ai primi cinque mesi dell’anno, oltre il 90% dei casi italiani si è verificato tra persone non vaccinate, mentre quasi il 6% aveva ricevuto una sola dose.

Perché il morbillo può essere molto pericoloso

Il morbillo è una delle malattie infettive più contagiose e si trasmette attraverso l’aria.

I primi sintomi comprendono febbre elevata, tosse, raffreddore e congiuntivite. Successivamente compare la caratteristica eruzione cutanea, che generalmente inizia dal viso e si diffonde al resto del corpo.

In alcuni casi possono svilupparsi complicazioni gravi, tra cui polmonite, encefalite e danni neurologici permanenti. Nei casi più severi la malattia può provocare il decesso.

I rischi sono particolarmente elevati nei bambini piccoli, nelle persone immunodepresse e nei soggetti più vulnerabili.

La vaccinazione rappresenta lo strumento principale per prevenire la malattia e ridurre la circolazione del virus.

Come verificare se si è protetti

Chi non ricorda di aver ricevuto entrambe le dosi può controllare il proprio libretto vaccinale, consultare il fascicolo sanitario elettronico, quando disponibile, oppure rivolgersi al medico di famiglia o al servizio vaccinale dell’Azienda sanitaria.

La verifica è particolarmente importante anche per gli adulti che non possiedono documentazione delle vaccinazioni ricevute durante l’infanzia.

In presenza di sintomi compatibili con il morbillo è opportuno contattare preventivamente il medico, evitando di presentarsi senza preavviso negli ambulatori o nei Pronto soccorso, per non esporre altre persone al contagio.

La morte del bambino nello Stato di New York, la prima registrata in oltre trent’anni, dimostra che il morbillo non appartiene soltanto al passato.

E per l’Italia, che continua a registrare centinaia di infezioni e una copertura insufficiente della seconda dose, il messaggio è chiaro: completare le vaccinazioni previste è fondamentale per impedire il ritorno di una malattia potenzialmente mortale.

Potrebbe interessarti anche:

Morbillo, muore un bambino a New York: è il primo decesso dopo 30 anni. Allarme in Italia, prima in Europa per contagi | TViWeb Morbillo, muore un bambino a New York: è il primo decesso dopo 30 anni. Allarme in Italia, prima in Europa per contagi | TViWeb

Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

Luca Faietti Direttore Fondatore ed Editoriale - Arrigo Abalti Fondatore - Direttore Commerciale e Sviluppo - Paolo Usinabia Direttore Responsabile

Copyright © 2026 Tviweb. All Rights Reserved | Tviweb S.R.L. P.Iva E C.F. 03816530244 - Sede Legale: Brendola - Via Monte Grappa, 10

Concessionaria pubblicità Rasotto Sas

Credits - Privacy Policy