Vicenza, microchip rimossi dalle carte d’identità: nove denunce dall’inizio dell’anno

Sono nove le persone denunciate dall’inizio del 2026 dalla Polizia locale di Vicenza dopo essere state trovate in possesso di carte d’identità elettroniche dalle quali era stato rimosso il microchip. L’ipotesi di reato contestata è quella di contraffazione della carta d’identità.
L’ultimo episodio risale a martedì 6 ottobre, quando un cittadino si è presentato all’ufficio anagrafe di piazza Biade chiedendo l’emissione di un nuovo documento e sostenendo che quello in suo possesso fosse deteriorato. Al momento della consegna, però, gli addetti hanno notato che dalla carta d’identità mancava il microchip e hanno richiesto l’intervento della Polizia locale. Gli accertamenti si sono conclusi con una denuncia.
A insospettire gli agenti, come già avvenuto negli altri casi scoperti nel corso dell’anno, è stata soprattutto la precisione con cui il microchip era stato asportato. Un taglio definito particolarmente accurato e difficilmente riconducibile al normale deterioramento della carta.
Proprio le modalità della rimozione fanno ipotizzare agli investigatori che i chip possano essere asportati con l’obiettivo di riutilizzarli in attività illecite.
Il microchip della carta d’identità elettronica contiene infatti dati biometrici e informazioni necessarie per l’autenticazione digitale e per l’accesso ai servizi online. La sua eliminazione priva quindi il documento di alcune delle sue funzioni essenziali.
Un chip rimosso potrebbe inoltre essere utilizzato per realizzare documenti contraffatti più credibili, aumentando il rischio di furti d’identità e di ulteriori utilizzi fraudolenti. Le verifiche della Polizia locale proseguono nell’ambito dei casi segnalati agli uffici comunali.




















