Vicenza, firmato il Piano Città: nove immobili pubblici da rigenerare tra università, servizi, abitare e nuove funzioni (VIDEO)
Agenzia del Demanio, Comune di Vicenza e Università Iuav di Venezia hanno sottoscritto l’accordo che definisce una strategia comune per recuperare e valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico cittadino. Tra gli obiettivi: rafforzare la presenza universitaria, ampliare l’offerta abitativa, sostenere turismo e attività produttive, creare nuovi servizi e ridurre il consumo di suolo.

Vicenza mette nero su bianco una nuova strategia per il recupero degli immobili pubblici inutilizzati o da riqualificare. Il direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e il rettore dell’Università Iuav di Venezia Benno Albrecht hanno firmato il Piano Città degli immobili pubblici di Vicenza.
L’intesa riguarda inizialmente nove complessi e punta a coordinare in un unico quadro gli interventi sul patrimonio dello Stato e del Comune, collegandoli alle strategie di sviluppo urbano e ai bisogni della città. L’obiettivo è recuperare edifici già esistenti, evitando nuovo consumo di suolo e generando ricadute economiche, sociali, culturali e ambientali.
Possamai: «Recuperare altro patrimonio abbandonato»
«Oggi firmiamo un importante piano con il Demanio, quindi con lo Stato, per la valorizzazione e il recupero degli spazi abbandonati in città – ha dichiarato il sindaco Giacomo Possamai –. Ce ne sono tanti che stanno già partendo, penso all’ex Macello, all’ex Cinema Corso e all’ex Camera di Commercio. Sono dunque veramente tante le novità».
Il sindaco ha indicato anche alcune delle aree sulle quali si concentrerà il lavoro futuro: «Ce ne sono altri su cui vogliamo lavorare insieme al Demanio, a partire dal complesso di San Silvestro e dal complesso di San Biagio, dove finalmente si vede la possibilità di un bando pubblico per recuperare anche quel luogo. Insieme al Demanio e insieme a Iuav, ovvero all’Università di Venezia, c’è la prospettiva di recuperare dell’altro patrimonio abbandonato in città».
Università, turismo, ricerca e lavoro
Uno degli assi principali del Piano riguarda il rafforzamento della vocazione universitaria di Vicenza. Gli immobili pubblici disponibili potranno essere utilizzati per ampliare l’offerta formativa, creare spazi per studenti, docenti e ricercatori e consolidare il rapporto tra università, formazione, ricerca, innovazione e imprese.
Parallelamente si punta a sviluppare nuovi servizi sociali, culturali, residenziali e istituzionali, aumentando l’attrattività della città e favorendo l’inclusione.
Particolare attenzione sarà dedicata anche al patrimonio storico e monumentale, con nuovi servizi rivolti al turismo e alla tutela dell’identità palladiana di Vicenza, riconosciuta dall’Unesco.
San Biagio tra student housing, laboratori e congressi
Tra gli interventi più rilevanti figura il Convento ed ex Carcere di San Biagio, complesso composto dall’ex penitenziario di proprietà statale e dall’ex convento appartenente al Comune.
La riqualificazione potrà avvenire anche attraverso forme di partenariato pubblico-privato e sarà basata su una pluralità di funzioni. La posizione dell’immobile, vicina ai futuri sviluppi del polo universitario, lo rende adatto a ospitare alloggi per studenti, docenti, ricercatori e lavoratori, oltre a spazi congressuali e laboratori a servizio dell’università e delle imprese.
Ex Padri Teatini, un polo multifunzionale in Corso Palladio
Un altro intervento strategico riguarda l’ex Complesso dei Padri Teatini, immobile demaniale situato lungo Corso Palladio.
Il Piano prevede il restauro e la rifunzionalizzazione dell’edificio per realizzare un polo multifunzionale. Tra le ipotesi figurano forme innovative dell’abitare, compreso il co-housing intergenerazionale, ma anche spazi direzionali, commerciali e artigianali, servizi per la collettività, sedi per l’associazionismo e funzioni universitarie.
Giardino Salvi, progetto unitario per parco, logge e spazi culturali
Il Piano comprende anche il Complesso Giardino Salvi, formato dall’ex Scuola Giusti, dall’ex Fiera Campionaria, dalla Loggia del Longhena e dalla Loggia Valmarana.
La strategia prevede un progetto unitario di riqualificazione con l’obiettivo di migliorare la fruizione del parco storico, delle logge monumentali e degli spazi culturali.
Gli immobili potranno accogliere funzioni sociali e culturali, sedi associative, laboratori, attività espositive, spazi direzionali e congressuali.
San Silvestro a servizio del polo universitario
Il Complesso di San Silvestro, nel centro storico e vicino al quartiere universitario, sarà invece destinato principalmente a servizi universitari e ad attività sociali complementari al vicino studentato regionale.
Tra le funzioni previste ci sono aule studio, spazi per gli studenti e ambienti destinati ad attività di interesse collettivo.
Palazzo Capra per gli uffici statali
Il Piano interviene anche sulla razionalizzazione delle sedi governative e sul miglioramento energetico degli edifici pubblici.
Per Palazzo Capra, edificio storico del centro cittadino oggi parzialmente utilizzato dalla Ragioneria Territoriale dello Stato, sono previsti il restauro, la rifunzionalizzazione e interventi di miglioramento sismico ed energetico.
Una parte dell’immobile sarà destinata alla Corte di Giustizia Tributaria di Vicenza.
Caserme Sasso e D’Azeglio, nuova sede della Questura
Le Caserme Sasso e D’Azeglio saranno invece riqualificate per ospitare la nuova sede della Questura di Vicenza.
Il Piano comprende inoltre l’acquisizione da parte dello Stato dell’immobile appartenente al Fondo Immobili Pubblici che ospita il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco.
Via Bonollo e Contrà Porta Nova: spazio anche all’housing studentesco
Un capitolo specifico riguarda l’abitare.
I fabbricati di edilizia residenziale pubblica di via Bonollo e Contrà Porta Nova saranno restaurati e rifunzionalizzati mantenendo una destinazione residenziale.
Tra le possibilità indicate figurano l’housing studentesco, gli alloggi destinati ai lavoratori e forme di co-housing.
Nuova funzione per l’ex Guardia di Finanza
Anche l’ex fabbricato della Guardia di Finanza in Contrà Mure della Rocchetta sarà interessato dalla strategia.
Per l’immobile è prevista una nuova destinazione funzionale coerente con la sua posizione nel centro storico.
Nel complesso, il Piano punta a destinare gli edifici recuperati a student housing, attività sociali, formazione, ricerca e funzioni legate alla logistica della Pubblica amministrazione.
I nove immobili inseriti nel Piano
Il primo portafoglio individuato comprende nove beni: uno a proprietà mista Stato-Comune, tre dello Stato, uno appartenente al Fondo Immobili Pubblici e in corso di acquisizione da parte dello Stato, uno dell’Agenzia del Demanio e tre del Comune.
L’immobile a proprietà mista è il Convento ed ex Carcere di San Biagio, con l’ex carcere appartenente allo Stato e l’ex convento al Comune di Vicenza.
I tre immobili statali sono il Complesso di San Silvestro, Palazzo Capra e le Caserme Sasso e D’Azeglio.
Il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Vicenza è invece ospitato in un immobile del Fondo Immobili Pubblici in corso di acquisizione da parte dello Stato.
L’ex Complesso dei Padri Teatini appartiene all’Agenzia del Demanio.
Sono di proprietà comunale il Complesso Giardino Salvi, che comprende ex Scuola Giusti, ex Fiera Campionaria, Loggia del Longhena e Loggia Valmarana; i fabbricati Erp di via Bonollo e Contrà Porta Nova; e l’ex fabbricato della Guardia di Finanza in Contrà Mure della Rocchetta.
Il portafoglio potrà essere ampliato
I nove beni rappresentano soltanto il primo gruppo di immobili inseriti nella strategia. In futuro il Piano potrà essere esteso ad altri edifici da valorizzare, coinvolgendo anche ulteriori enti e istituzioni.
Il lavoro proseguirà ora attraverso un Tavolo tecnico che riunirà i soggetti coinvolti e avrà il compito di tradurre gli indirizzi del Piano nei diversi progetti.
Niente nuovo consumo di suolo e attenzione all’energia
La sostenibilità ambientale costituisce uno dei principi centrali dell’accordo. Tutti gli interventi riguarderanno edifici già esistenti e non dovranno quindi comportare nuovo consumo di suolo.
La strategia prevede inoltre di orientare gli immobili verso la produzione di energia da fonti rinnovabili e verso una maggiore efficienza energetica.
Il Piano collega la rigenerazione del patrimonio pubblico anche agli obiettivi di neutralità e resilienza climatica: gli edifici e gli spazi pubblici dovranno contribuire a ridurre i rischi legati alle crisi climatiche, migliorare la capacità della città di adattarsi ai cambiamenti e mantenere nel tempo condizioni di benessere e qualità urbana.




















