Veneto, tragedia in torneria: imprenditore di 42 anni muore schiacciato da un macchinario

Tragedia sul lavoro nella mattinata di lunedì 28 settembre a Santa Maria di Zevio, nel Veronese. A perdere la vita è stato Andrea Baraldo, imprenditore artigiano di 42 anni, rimasto coinvolto in un grave incidente all’interno della Torneria DueB di via Apollo.
L’infortunio è avvenuto intorno alle 9.30. Secondo le prime informazioni, Baraldo sarebbe rimasto schiacciato da un macchinario, riportando un trauma fatale alla testa. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare.
La dinamica dell’accaduto è ancora in fase di ricostruzione. Sul posto sono intervenuti gli ispettori dello Spisal dell’Ulss 9 Scaligera e i carabinieri del Nucleo radiomobile di San Bonifacio. Saranno gli accertamenti tecnici a chiarire con precisione le circostanze dell’incidente e l’eventuale presenza di responsabilità.
A trovare il 42enne sarebbe stato il padre Daniele, che ha dato immediatamente l’allarme. Nell’azienda, rimasta poi chiusa per l’intera giornata, sono stati effettuati tutti i rilievi necessari agli approfondimenti investigativi.
Andrea Baraldo era presidente del consiglio di amministrazione della Torneria DueB, società a responsabilità limitata nella quale è coinvolto anche il padre. Viveva ad Albaredo d’Adige, era sposato e padre di due bambini.
Fuori dal lavoro coltivava una forte passione per gli sport motoristici. Era infatti pilota di motocross e da anni partecipava a competizioni di livello nazionale. Nel corso del 2026 aveva preso parte al campionato italiano Ama Over 40 con il Ktm No Fears Team.
La morte di Baraldo riporta ancora una volta al centro dell’attenzione il tema degli infortuni sul lavoro. Secondo un’analisi di Vega Engineering, nei primi sette mesi del 2026 in Veneto si erano registrati 66 incidenti mortali, tre in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Dieci di questi si erano verificati nella provincia di Verona. A metà settembre, inoltre, il numero complessivo delle vittime sul lavoro in Italia dall’inizio dell’anno aveva già raggiunto quota mille.
Nel Veronese l’ultimo incidente mortale prima di quello di Zevio si era verificato poco più di due settimane prima a Villafontana di Bovolone, dove aveva perso la vita un uomo di 63 anni durante un’attività in campagna.
Sulla tragedia sono intervenuti anche i sindacati. Raffaello Fasoli, componente della segreteria della Cgil di Verona con delega a Salute e Sicurezza sul lavoro, ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima e sottolineato la gravità di una situazione che, secondo i dati Inail richiamati dal sindacato, vede nella provincia di Verona una media di 41 denunce di infortunio al giorno nei primi sette mesi dell’anno. Per la Cgil, la tutela della salute e il rispetto delle norme di sicurezza devono prevalere su qualsiasi esigenza produttiva, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda o dal settore.
Anche Giampaolo Veghini, segretario della Cisl Verona, ha chiesto che Spisal, Ispettorato del lavoro e autorità giudiziaria facciano rapidamente chiarezza su dinamica e responsabilità. La Cisl ha ribadito che la sicurezza non può essere considerata un costo o un adempimento secondario, ma deve diventare un elemento centrale del modello di sviluppo economico e produttivo del territorio.




















