Lite alle casse, torna con una pistola senza tappo rosso: denunciato un 23enne

Momenti di tensione nel pomeriggio di domenica 27 settembre a Noventa Padovana, dove una lite scoppiata all’interno di un supermercato è degenerata fino alla comparsa di una pistola, poi risultata essere una replica Softair.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, tutto sarebbe iniziato al supermercato In’s di via Salata, per futili motivi legati alla precedenza alle casse. La discussione, che ha coinvolto alcuni giovani presenti nell’area commerciale, sarebbe poi proseguita all’esterno.
A quel punto un 23enne residente a Stra, in provincia di Venezia, si sarebbe allontanato per tornare a casa e recuperare una pistola. Poco dopo sarebbe tornato sul posto e avrebbe minacciato due giovani di Noventa Padovana.
L’arma, vista da diversi presenti, ha fatto scattare subito l’allarme. Alcuni cittadini hanno chiamato il 112 e sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Noventa Padovana, coordinati dal luogotenente Enzo Callegaro.
Il gruppo nel frattempo si era allontanato e i militari hanno avviato le ricerche sul territorio. Poco dopo, il 23enne, resosi conto di essere ricercato, si è presentato spontaneamente alla stazione dei carabinieri di Stra, dove avrebbe ammesso le proprie responsabilità, sostenendo però che la pistola utilizzata non fosse reale.
Gli accertamenti hanno infatti stabilito che si trattava di una replica Softair. Il problema, però, era l’assenza del tappo rosso sulla volata, elemento che consente di riconoscere immediatamente l’oggetto come arma giocattolo.
La successiva perquisizione nell’abitazione del giovane ha portato al rinvenimento e al sequestro di altre tre repliche di armi Softair.
Al termine degli accertamenti, il 23enne è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica con l’accusa di minaccia aggravata.
I vertici dell’Arma hanno richiamato l’attenzione proprio sul rischio legato alle repliche Softair. Pur essendo destinate ad attività ludico-sportive e non essendo considerate armi da sparo quando rispettano i requisiti di legge, possono riprodurre fedelmente l’aspetto delle armi vere e generare situazioni di forte allarme.
La rimozione o l’occultamento del tappo rosso, hanno ricordato i carabinieri, può infatti indurre cittadini e forze dell’ordine a credere di trovarsi di fronte a una vera arma, con possibili conseguenze gravi per la sicurezza pubblica. Anche l’utilizzo di una replica per minacciare o intimidire può inoltre avere rilevanza penale e aggravare la posizione di chi la usa.




















