28 Settembre 2026 - 10.42

Veneto – Persi al buio a 2.300 metri, malore sul Pasubio e c’è anche un morso di vipera: superlavoro per i soccorritori

Persi al buio a 2.300 metri, un malore sul Pasubio e una vipera: giornata di soccorsi in montagna

Una giornata senza tregua per il Soccorso alpino, impegnato domenica 27 settembre in diversi interventi tra il Bellunese e il Vicentino: escursionisti fuori sentiero, due giovani bloccati al buio a 2.300 metri, un malore sul Pasubio e anche una donna morsa da una vipera.

L’intervento più tardivo è scattato poco prima delle 20 ad Auronzo di Cadore. Due escursionisti diretti al Bivacco Fanton, sulla Forcella Marmarole, avevano perso il sentiero e l’orientamento, ritrovandosi bloccati, stanchi e ormai al buio a circa 2.300 metri di quota.

I due, entrambi trentenni di Siena, erano fortunatamente illesi. Una volta ricevute le coordinate della loro posizione, è decollato l’elicottero di Treviso emergenza, che ha inizialmente fatto campo base ad Auronzo lasciando a terra parte dell’attrezzatura e il personale sanitario.

Salita di quota, l’eliambulanza ha individuato i due giovani. In due rotazioni, il tecnico di elisoccorso è stato calato con un verricello di 35 metri, ha assicurato gli escursionisti e li ha issati a bordo. Entrambi sono stati quindi trasportati nella piazzola di Auronzo.

Nel pomeriggio, poco prima delle 17, un altro allarme era scattato invece sul Nevegal. Una donna di 53 anni, residente nel Bellunese, era stata morsa da una vipera nella zona delle antenne, in prossimità del Rifugio Brigata Alpina Cadore.

La donna si trovava assieme al marito ed era riuscita autonomamente a scendere fino alla strada sterrata. Qui è stata raggiunta in jeep da una squadra del Soccorso alpino di Belluno, che l’ha accompagnata fino al punto di incontro con l’ambulanza in attesa nel piazzale. Il mezzo sanitario è poi partito in direzione dell’ospedale per gli accertamenti del caso.

Un altro intervento si era verificato sul Monte Pelmo. Intorno alle 13.50 la Centrale del Suem aveva allertato il Soccorso alpino di San Vito di Cadore per un escursionista che, scendendo da Forcella Val D’Arcia verso il Rifugio Venezia, nel territorio di Borca di Cadore, era uscito dal sentiero ed era rimasto bloccato tra alcune balze rocciose.

Dopo aver individuato le coordinate e verificato che il trentenne di Padova si trovasse in una posizione stabile, una squadra si è avvicinata il più possibile con un quad, per poi proseguire a piedi risalendo il canalone.

A guidare i soccorritori è stato anche un volontario rimasto a valle, che con il binocolo controllava gli spostamenti della squadra rispetto alla posizione dell’escursionista, fornendo indicazioni via radio.

Dopo aver aggirato i salti di roccia, i tecnici hanno raggiunto l’uomo, lo hanno assicurato e dotato di casco, quindi lo hanno accompagnato verso l’alto fino a riportarlo sul sentiero. Da lì il trentenne è stato ricondotto ai mezzi e successivamente alla propria auto, parcheggiata al Passo Staulanza.

Sempre nel primo pomeriggio, poco prima delle 14, il Soccorso alpino di Schio era stato invece attivato dalla Centrale del 118 di Vicenza per un intervento al Rifugio Papa, nel territorio di Valli del Pasubio.

Un escursionista di 25 anni, residente a Badia Polesine, aveva iniziato a sentirsi male già durante la salita lungo la Strada delle Gallerie. Arrivato al rifugio, le sue condizioni non erano migliorate.

Sul posto è intervenuto l’elicottero di Treviso emergenza. Il tecnico di elisoccorso e l’équipe medica, una volta sbarcati in piazzola, hanno raggiunto il giovane e ne hanno valutato le condizioni.

È stato quindi deciso il trasferimento all’ospedale di Santorso per gli accertamenti necessari. I compagni del 25enne sono scesi autonomamente, mentre la squadra del Soccorso alpino ha successivamente fatto rientro a valle.

Quattro interventi diversi nell’arco di poche ore, accomunati dalla necessità di raggiungere escursionisti in difficoltà in ambienti montani spesso impervi e, in alcuni casi, già avvolti dal buio.

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