Arzignano, nuovo monitor 3D/4K per la Chirurgia Generale: donazione da 40 mila euro della Fondazione Mastrotto

Un nuovo monitor medicale 3D/4K da 55 pollici entra nella dotazione della Chirurgia Generale dell’ospedale Cazzavillan di Arzignano. L’apparecchiatura, del valore di 40 mila euro, è stata donata all’Ulss 8 Berica dalla Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto e sarà utilizzata in sala operatoria durante gli interventi in laparoscopia.
Il dispositivo affiancherà la colonna laparoscopica già presente, composta dall’insufflatore di gas, dalla strumentazione dedicata alla chirurgia mininvasiva e da uno schermo da 33 pollici, che continuerà comunque a essere utilizzato. Il nuovo monitor rappresenta un importante salto tecnologico grazie alla risoluzione 4K e alla possibilità di utilizzare la visione tridimensionale attraverso appositi occhiali.
«Questa nuova donazione rappresenta un contributo prezioso per l’ospedale di Arzignano e per i pazienti, che qui possono contare sulle metodiche e sulle tecnologie più avanzate nella chirurgia laparoscopica», sottolinea il direttore generale dell’Ulss 8 Berica Peter Assembergs, ringraziando la Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto per la sensibilità dimostrata. «Grazie a questo nuovo monitor la Chirurgia Generale di Arzignano può contare su un supporto tecnologico all’avanguardia».
Per la presidente della Fondazione, Giovanna Mastrotto, la donazione nasce dal forte legame con il territorio. «La nostra famiglia e la Fondazione hanno sempre avuto una particolare attenzione per i bisogni legati alla salute e alla cura delle persone. Nel solco dei valori trasmessi da mio padre Bruno e da mia madre Silvana, ascoltare le esigenze di chi ogni giorno si prende cura della salute significa per noi trasformare quell’ascolto in gesti concreti di solidarietà e vicinanza alla comunità».
La Fondazione Silvana e Bruno Mastrotto opera da dieci anni a sostegno del territorio, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità e alle necessità sociosanitarie. Tra i progetti principali figurano il Parkinson Café e La Tribù del Sole.
La laparoscopia consente di eseguire interventi chirurgici attraverso piccoli accessi nell’addome, evitando il tradizionale taglio della parete addominale. Una metodica meno invasiva che permette di migliorare la visione del campo operatorio, ridurre le complicanze e favorire un recupero più rapido del paziente, con degenze generalmente più brevi.
Ad Arzignano questa tecnica è ormai parte della normale attività della Chirurgia Generale, che realizza circa 600 interventi ogni anno utilizzandola in tutti i principali ambiti della chirurgia addominale: dall’oncologia alla chirurgia bariatrica, fino agli interventi sulla parete addominale.
Durante l’operazione il chirurgo lavora osservando sul monitor le immagini trasmesse dalla telecamera introdotta nel corpo del paziente attraverso una piccola incisione. Per questo motivo la qualità e la definizione dello schermo incidono direttamente sulla precisione del gesto chirurgico.
«Con uno schermo di queste dimensioni e qualità l’immagine viene ingrandita fino a dieci volte e la manovra diventa molto più semplice», spiega Cristiano Finco, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia Generale dell’ospedale Cazzavillan. «Si amplifica la precisione del gesto chirurgico e si riducono le complicanze. È quasi come trovarsi all’interno dell’addome del paziente. Con l’applicazione 3D, inoltre, la visione migliora ulteriormente e consente di effettuare gesti chirurgici ancora più precisi».
Le dimensioni del nuovo monitor permetteranno inoltre a tutta l’équipe presente in sala operatoria, e non soltanto ai chirurghi impegnati direttamente nell’intervento, di seguire le immagini con lo stesso livello di dettaglio. Un vantaggio che avrà anche ricadute sulla formazione.
«L’amplificazione dell’immagine consente una riduzione dei tempi di apprendimento per i chirurghi più giovani – aggiunge Finco – facilitando inoltre il tutoraggio da parte dei colleghi più esperti».
Una dotazione analoga è già utilizzata con risultati positivi nel reparto di Urologia. Un’esperienza che ha contribuito a confermare l’utilità dell’investimento anche in una prospettiva multidisciplinare.




















