25 Settembre 2026 - 16.17

Vicenza, Giancarlo Conte è il nuovo Questore: una carriera tra Digos, Anticrimine e Polizia Stradale

Ha preso servizio oggi a Vicenza, con le funzioni di Questore, il Dirigente Superiore della Polizia di Stato Giancarlo Conte. Romano, 60 anni, laureato in Giurisprudenza, è entrato nella Polizia di Stato nel 1985. Nel corso di oltre quarant’anni di carriera ha ricoperto incarichi nella Polizia di Frontiera, nella Squadra Mobile, nella Digos, nell’Anticrimine, nella Polizia Amministrativa, nell’Immigrazione e nella Polizia Stradale, fino a guidare, dal giugno 2024 al 24 settembre 2026, la Questura del Verbano-Cusio-Ossola.

Giancarlo Conte è il nuovo Questore di Vicenza. Il Dirigente Superiore della Polizia di Stato ha assunto oggi il nuovo incarico nel capoluogo berico, dopo una lunga carriera sviluppatasi tra attività investigativa, ordine pubblico, contrasto alla criminalità e responsabilità dirigenziali in diverse province italiane.

Romano, 60 anni, laureato in Giurisprudenza, Conte è entrato nella Polizia di Stato nel 1985. Al termine del corso quadriennale presso l’Istituto Superiore di Polizia fu assegnato, con la qualifica di Vice Commissario, alla III Zona Polizia di Frontiera di Bolzano, assumendo l’incarico di dirigente del Settore Polizia di Frontiera e Commissariato di Pubblica Sicurezza di Malles Venosta e, successivamente, del Brennero.

Tra il 1993 e il 1994, in qualità di direttore di Sezione, si occupò della gestione dei collaboratori di giustizia presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale a Roma.

Dal 1994 al 1997, con la qualifica di Commissario, prestò servizio alla Questura di Bolzano come vice dirigente della Squadra Mobile e funzionario addetto alla Divisione Polizia Anticrimine, svolgendo anche le funzioni di funzionario sovrintendente della Sezione Polizia Postale di Bolzano. Successivamente fu assegnato alla Digos, con compiti di vice dirigente.

Dal 1997 al 1999, con la qualifica di Commissario Capo, guidò il Commissariato distaccato di Bressanone. Dal 1999 al 2006, da Vice Questore Aggiunto, ricoprì invece l’incarico di dirigente della Digos di Bolzano.

Sempre nel capoluogo altoatesino, tra il 2006 e il 2010, Conte fu dirigente della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale e dell’Immigrazione, Capo di Gabinetto e dirigente della Divisione Polizia Anticrimine.

Nel dicembre 2010 venne nominato Primo Dirigente della Polizia di Stato. Per un breve periodo tornò a dirigere la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale e dell’Immigrazione della Questura di Bolzano, prima di approdare, nel febbraio 2011, alla Sezione Polizia Stradale di Bolzano, assumendone la direzione e le funzioni vicarie del dirigente del Compartimento Polizia Stradale del Trentino-Alto Adige e Belluno.

Dal 16 luglio 2018 ha ricoperto l’incarico di Vicario del Questore della provincia di Pordenone e, dal 12 dicembre 2020, lo stesso ruolo alla Questura di Udine.

Il 26 gennaio 2024 è stato promosso alla qualifica di Dirigente Superiore e dal 26 febbraio dello stesso anno ha guidato il Compartimento Polizia Stradale per il Trentino-Alto Adige e Belluno. Dal 18 giugno 2024 fino al 24 settembre 2026 è stato Questore della provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

Nel curriculum di Conte occupa un posto di rilievo anche l’attività investigativa svolta tra il 2000 e il 2001, estesa anche a Germania e Austria, che portò alla prima applicazione in Italia della legge “Mancino” in materia di incitamento alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.

L’indagine riguardò un gruppo di 12 cittadini italiani di lingua tedesca appartenenti al movimento transnazionale neonazista “Blood & Honor”, tutti destinatari di provvedimenti di custodia cautelare richiesti dalla Procura della Repubblica di Bolzano per episodi di violenza e discriminazione xenofoba.

A Conte viene ricondotta anche la successiva attività investigativa nei confronti dei componenti di lingua italiana dell’Alto Adige e di altre province del Triveneto appartenenti al “Veneto Fronte Skin”, considerato una succursale italiana della stessa organizzazione neonazista, coinvolta in ripetuti episodi di violenza, anche particolarmente gravi, avvenuti in Alto Adige.

Tra gli episodi emersi nel corso delle indagini vi fu anche un caso definito paradossale dagli investigatori: un’aggressione a sfondo xenofobo compiuta da neonazisti sudtirolesi ai danni dei “camerati” italiani appartenenti al Veneto Fronte Skin, nonostante entrambi i gruppi facessero riferimento alla medesima organizzazione internazionale.

Tra il 2003 e il 2005 Conte seguì inoltre alcune delle prime indagini condotte in Italia nei confronti dei componenti altoatesini di due tra le più note bande motociclistiche fuorilegge europee, i “Bandidos” e gli “Hell’s Angels”.

Gli accertamenti presero le mosse da numerosi episodi di violenza, risse e pestaggi verificatisi in provincia di Bolzano nell’ambito della lotta per il controllo delle attività illecite e con pesanti ripercussioni sull’ordine pubblico. La contrapposizione culminò nell’omicidio di Paul Weiss, capo della sezione meranese dei Bandidos, ucciso dal capo della sezione bolzanina della banda rivale, Karl Heinz Wieser.

Le indagini furono successivamente estese in tutta Italia e in diversi Paesi europei e portarono alla disarticolazione delle strutture altoatesine dei due schieramenti, consentendo alle autorità di far luce su un fenomeno criminale internazionale che in quegli anni iniziava ad affacciarsi anche in Italia dopo essersi già radicato in altre aree del continente europeo.

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